venerdì 11 aprile 2014

L'agognata meta del posto fisso

di Concetta Padula - Data la conformazione geografica del territorio, gli occupati in Basilicata sono dediti per lo più all'agricoltura e all'allevamento. La popolazione attiva lucana è andata a incrementare le fila del salariato agricolo, di quei lavoratori indipendenti che facendo affidamento sulla sola forza delle braccia si mettevano a disposizione della piccola imprenditoria agricola locale, passando dai mezzadri sino ad arrivare ai braccianti agricoli.

Il tasso d'attività dei lucani ha registrato da sempre il grande impegno di uomini, donne e ragazzi in questo settore primario, a forte conduzione familiare. L'arretratezza dei mezzi di produzione, l'aridità dei campi, le avverse condizioni climatiche (in alcuni periodi dell'anno) e le scarse vie di comunicazione sono state per molto tempo le cause della bassa produttività della regione. Nella seconda metà del ventesimo secolo, con l'avvento di finanziamenti e di programmazioni economiche e statali e con l'incremento della scolarizzazione, la forza lavoro ha cercato nel "posto fisso"la propria voglia di riscatto.

Gli impieghi più gettonati sono stati: il settore dell'istruzione( maestri, professori), della sicurezza (carabinieri e polizia), dell'amministrazione (segretari e impiegati). Un salto in avanti nella scala sociale era rappresentato dallo "stipendio statale", meta agognata da tutti quei genitori che conducevano una vita piena di stenti per poter mandare "agli studi"i figli e farli diventare "dottori" e/o "professori".

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