mercoledì 25 maggio 2016

Fdi-An, lettera aperta a Pittella

POTENZA - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al governatore Pittella di Alessandro Galella, Consigliere Comunale di Potenza Fdi-An.

"Egregio Presidente,

del suo sproloquio vago, aleatorio e qualunquista mi ha colpito molto l’utilizzo che Lei fa di alcune parole, poiché dall’utilizzo spontaneo che si fa delle parole si possono evincere anche gli automatismi politici e morali di un uomo delle istituzioni quale Lei è. E, poiché Lei m’invita a far “lievitare” (testuale) il livello della discussione, vorrei porLe qualche mia riflessione, seppur “cerebralmente molto limitata”.

Innanzi tutto, Lei mi definisce un “sedicente consigliere comunale”. Ora, io mi chiedo: è sicuro di conoscere bene il significato della parola “sedicente”, che utilizza più volte nel suo vaniloquio? Io infatti siedo in Consiglio comunale, non perché l’ho deciso di mia iniziativa (me-dicente), ma perché sono stato eletto dai cittadini del Comune di Potenza. Al massimo potrei essere dunque un "elettore-dicente”, non un sedicente. Il mio cognome, peraltro, al contrario del suo, non gode di alta diffusione nei ranghi della politica regionale e nazionale. Dunque non sono neppure un consigliere comunale per opera e virtù delle mie parentele familiari: lei è sicuro di poter affermare la stessa cosa?

Ma mettiamo da parte i personalismi, come lei giustamente ci invita a fare. Parliamo del “merito”.

Domani inizia la festa per il Patrono dei Potentini e la Regione Basilicata non ha versato un solo euro al Comune per realizzarla. Questo non è mai accaduto prima.

È in grado Lei – sempre nel “merito”- di confutare questa mia affermazione?

Caro Presidente, è chiaro che la festa del Patrono non rappresenta una priorità nelle agende di nessuno (seppure un momento molto importante per la comunità potentina), ma non è questo il punto.

Il punto è che Lei afferma allegramente il falso. Afferma di finanziare un’iniziativa che non ha finanziato. Promette, nel solco della più deleteria tradizione democristiana.

Per idiosincrasia verso la Città di Potenza? Per dimenticanza? Per questioni di priorità o di opportunità? Questo io non posso saperlo. Ma, nel “merito” del quale Lei parla, questa è un’evidenza inconfutabile.

Vede, caro Presidente, io prima di essere un consigliere comunale (eletto e non sedicente), sono un Lucano, un laureato che ha fatto un master con lode presso l’Università di Basilicata, ma soprattutto un marito e un padre. Sono tra i pochissimi amici della mia cerchia ad avere la fortuna di essere rimasto a vivere nella terra che amo. È per questo che mi permetto di riportarla coi piedi per terra. Questa Regione ha bisogno di cambiare profondamente. Giù la maschera! È finito il tempo delle “pezze a colori”, della balena bianca o peggio. Qui se non ci diamo una mossa, rischiamo di chiudere i battenti e diventare, nella migliore delle ipotesi, un centro di smistamento immigrati. Ma del resto, non è quello che vuole?

Guardiamoci negli occhi, caro Pittella: abbiamo molto da fare. Non si riempia la bocca di “collaborazioni" e “sinergia", quando poi a fare carte sono sempre i soliti noti.

Non mi pare di esagerare se dico che la comunità potentina e la comunità lucana tutta sono a rischio estinzione. Almeno per come le abbiamo conosciute finora. E questo è il risultato di una politica dissennata e clientelare. Una politica – questa sì “piccina” e "cerebralmente limitata” - che sta perdendo tutte le occasione per dare un futuro alla nostra comunità, lasciando la Basilicata in fondo a tutte le classifiche possibili, eccezion fatta per quella dell’emigrazione e della disoccupazione.

Pittella, si passi una mano sulla coscienza. Questa terra ha bisogno di persone capaci. Se ‘se la sente’, si rimbocchi le maniche e cominci ad attingere a tutte le forza vere della Regione (non a quella della sua parrocchia politica). Se non ‘se la sente’ non c’è nulla di male. Si faccia da parte e lasci spazio a chi ha capacità ed energie da vendere. D’altronde, su questa Terra, siamo tutti “limitati”.

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