domenica 26 giugno 2016

Direzione Nazionale FdI-AN, confronto sulle linee politiche

ROMA - Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale è schierata per le ragioni del NO al referendum costituzionale del prossimo Ottobre.
Questa una delle molte decisioni assunte nella riunione della Direzione Nazionale del partito tenutasi a Roma venerdì 24 giugno alla quale hanno partecipato Gianni Rosa e Donato Ramunno.
Un NO, già annunciato più volte dalla Meloni e dai vertici del partito in questi mesi, che è stato esplicitato nei contenuti. Si tratta di un No che non è solo, come ad una lettura superficiale potrebbe apparire, contrapposizione ad un Governo guidato da un non eletto dal Popolo che impone provvedimenti a colpi di ‘fiducia’ snaturando la funzione stessa delle Camere, ma è, innanzitutto, un No ai contenuti della riforma costituzionale.
La proposta Renzi non offre un reale cambiamento del bicameralismo perfetto, presenta non poche criticità, quale, ad esempio, l’immunità dei Consiglieri regionali e dei Sindaci Senatori, immunità che non può comparire e scomparire non appena si varcano i confini romani.
Non risolve il fittizio problema delle lungaggini dell’iter parlamentare; sappiamo che, quando vogliono, i nostri parlamentari approvano leggi in una manciata di settimane.
È una riforma al ribasso, fatta non per gli italiani ma solo ad uso e consumo del Partito Democratico, che non risolve i problemi della gente.
Noi siamo per un aggiornamento della nostra Carta costituzionale che sia realmente condivisa con tutte le forze politiche perché solo così una riforma potrebbe essere degna dei nostri Padri costituenti.
Noi vogliamo l’eliminazione effettiva del Senato, il Presidenzialismo, l’elezione diretta del Capo del governo e il principio del tetto massimo alle tasse. E, se proprio dobbiamo rimanere in questa Unione Europea che non è più, o forse non lo è mai stata, quella disegnata e immaginata da Spinelli e da De Gasperi, vogliamo che la nostra Costituzione faccia chiarezza nei rapporti con la UE. Noi pretendiamo che la nostra Costituzione vada nella direzione del rafforzamento del territorio e delle municipalità.
Una riflessione, all’indomani del voto, è stata dedicata ai grandi mutamenti politici: Fdi An ritiene morto il centrodestra che abbiamo conosciuto sinora e si pone come protagonista nella sua ricostruzione. Non é una questione di leadership personale ma di coerenza: il nostro partito è l’unico che, da sempre, si pone come alternativa alla sinistra italiana, non essendosi mai piegato, al contrario di altri pseudo partiti di centrodestra, a fare da stampella al Pd. Ma soprattutto, si tratta di avere contenuti che rappresentano tutti gli italiani di centrodestra e sui quali siamo intransigenti.
Nella Direzione nazionale non poteva sfuggire il tema del rafforzamento del partito nei territori per renderci competitivi e costruire una ‘rete di persone’ credibili agli occhi dell’opinione pubblica.
In Basilicata, il radicamento sul territorio non si è mai fermato: da alcuni giorni è iniziata l’attività del Comitato di Terra Nostra, punto d’incontro di persone oneste e credibili che credono che la politica, fatta dal basso, debba occuparsi della qualità della vita dei cittadini; numerosi sono stati i Gazebo organizzati negli ultimi mesi, non solo per il referendum antitrivelle ma anche per la raccolta firme #Pittelladimettiti. A breve partiremo con le manifestazioni per il referendum sulla riforma costituzionale.
La nostra è una politica vicina ai cittadini, fatta per i cittadini e lo dimostriamo ogni giorno con la nostra attività. Andremo avanti, sempre, a testa alta.
Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.

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