giovedì 20 ottobre 2016

Ermegildo Caccese, Einstein e la Teoria della relatività

POTENZA - Sarà la scienza, con le sue scoperte rivoluzionarie,la protagonista del terzo appuntamento delle “Lezioni del Novecento”, organizzate dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli all’interno del contenitore “Il FurorSinisgalli per la scuola”.

Il 22 ottobre 2016 alle ore 10.00,l’Aula magna del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Potenza ospiteràla lectio magistralissu “La teoria della relatività e la sua funzione nella fisica contemporanea”tenuta daErmenegildo Caccese,docente di Fisica-Matematica all’Università degli Studi della Basilicata.

Nella lezione, aperta anche al pubblico, si parlerà di Albert Einstein e della sua rivoluzione della concezione classica di spazio e tempo, che diede vita a una nuova meccanica. Una lezione di tipo sinisgalliano, visto cheil “poeta delle due Muse” amava i numeri, le forme geometriche e i congegni tanto quanto le parole, ildisegno e i versi. Il suo percorso cominciò proprio con gli studi di Matematica prima e Ingegneria poi, rapito dai corsi di Fantappiè, Levi-Civita, Castelnuovo, Severi. Nel 1926 venne invitato da Enrico Fermi ad entrare nell’Istituto di Fisica di Via Panispernaper partecipare alla rivoluzione scientifica rappresentata dallo studio delle proprietà del nucleo atomico. Un invito che Leonardo Sinisgallidecise di rifiutare per seguire la strada della poesia, senza però abbandonarel’amore per la scienza, tanto da fare dell’unione di queste due Muse il tratto distintivo di tutta la sua opera.

In un’intervista del 1965, spiegando la genesi della rivista “Civiltà delle Macchine”da lui fondata e diretta, il nostro “Leonardo del Novecento” sosteneva infatti: «La cultura dell’Occidente era rimasta incredibilmente arretrata e scettica nei confronti della tecnica, dell’ingegneria. Voglio dire che erano sfuggite alla cultura le scoperte di Archimede e di Leonardo, di Cardano e di Galilei, di Newton e di Einstein. Io volevo sfondare le porte dei laboratori, delle specole, delle celle. Mi ero convinto che c’è una simbiosi tra intelletto e istinto, tra ragione e passione, tra reale e immaginario. Ch’era urgente tentare una commistione, un innesto, anche a costo di sacrificare la purezza». 

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