sabato 29 ottobre 2016

Trivellopoli lucana, "Ue potrebbe aprire procedura d'infrazione"

POTENZA - La Commissione europea sta esaminando la situazione ambientale e della sicurezza del Centro Oli Eni di Viggiano dopo la riapertura dell'impianto autorizzata dai magistrati di Potenza a seguito dell'inchiesta Trivellopoli. Inoltre, si sta occupando dell'assegnazione di fondi europei che sarebbero stati erogati ad una società del consigliere regionale Pd della Basilicata Vincenzo Robortella rinviato a giudizio nell'ambito della stessa inchiesta.
Dopo queste verifiche, l'organismo esecutivo di Bruxelles potrebbe "intraprendere le azioni necessarie ivi incluse, se opportuno, eventuali procedure di infrazione".
Le notizie sono contenute nella risposta ad un'interrogazione presentata alla Commissione ad agosto scorso, dall'eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini.
Nell'interrogazione, Pedicini aveva chiesto alla Commissione europea di far sapere "se ritiene che la ripresa delle attività del Centro Oli Eni, garantisca la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e della popolazione residente nell'area e quali provvedimenti stanno adottando le autorità nazionali e regionali per garantire che le norme ambientali della Ue siano rispettate".
Inoltre, aveva interrogato la Commissione sulla vicenda Robortella chiedendole di spiegare "se è a conoscenza che, secondo i magistrati antimafia, la società Outsourcing s.r.l, di cui il consigliere regionale Robortella era proprietario, ha ricevuto un finanziamento europeo legato ai lavori del Centro Oli Tempa Rossa della Total e se l'Olaf (Ufficio antifrode Ue) ha avviato indagini al fine di individuare eventuali casi di corruzione o altre irregolarità relative a fondi europei erogati alla società Outsourcing s.r.l".
Va sottolineato che il 24 novembre prossimo si svolgerà la seconda maxi udienza davanti al Gup di Potenza che si dovrà esprimere proprio sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del consigliere regionale Robortella e di altre 58 persone e 10 società tra cui l'Eni, coinvolte nell'inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata per reati che vanno dal traffico illecito di rifiuti al peculato, corruzione e concussione.
Così in una nota Piernicola Pedicini, Eurodeputato del M5S.

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