mercoledì 16 novembre 2016

Natuzzi, Dileo: istituzioni si vergognino

POTENZA - Si vergogni la Regione Puglia in primis, che i contenuti dell’Accordo sottoscritto il 15 novembre 2016 “Concedente diritto di ricatto a Natuzzi Spa” li aveva già anticipati durante l’incontro del 28 ottobre scorso ed è poi riuscita a farli ratificare dagli altri soggetti contraenti a Roma. Si vergogni la Regione Basilicata, in quanto anch’essa ha sottoscritto l’accordo. Si vergognino il MiSE e Ministero del Lavoro che hanno dimostrato di essere diventati enti al solo servizio dei padrone. Si vergognino Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil che non hanno mosso un dito per scongiurare i licenziamenti ed ora hanno anche svenduto la dignità dei licenziati per soli 5 mila euro a testa. Si vergognino tutte le RSU che sono attualmente in carica per volontà aziendale. Infatti a tutte le RSU degli stabilimenti pugliesi il mandato è scaduto da diversi anni, tuttavia la Natuzzi Spa continua a riconoscerli lo stesso e a pagare loro i permessi sindacali, in cambio loro ringraziano sottoscrivendo accordi “Concedente diritto di ricatto a Natuzzi SPA”. Si vergognino coloro i quali giudicano l’accordo in maniera positiva, ma si vergognino ancor di più i politicanti del territorio che si girano dall’altra parte e restano afoni, facendo finta di non sapere ciò che è successo. Dopo che Natuzzi aveva sbattuto fuori 355 suoi dipendenti il 16 ottobre 2016, molti licenziati si erano rivolti al loro legale di fiducia e avevano impugnato il licenziamento, altri lo avrebbero impugnato nei prossimi giorni. A questo vanno aggiunti i tanti contenziosi che la Natuzzi Spa aveva con i suoi dipendenti per il risarcimento per mancata rotazione mentre erano collocati in Cigs. Adesso i contraenti hanno letteralmente tolto le castagne dal fuoco a Natuzzi. Infatti, seppur la New Co necessita di parecchi mesi per entrare a regime produttivo, procederà alle assunzioni entro il 31 dicembre 2016, ma non per far lavorare gli assunti, bensì per collocarli dal primo giorno in Cassa integrazione in deroga. Qual è il fine di questo ennesimo pastrocchio? Semplice, perché è espressamente scritto alla lettera f) che sarà assunto presso la New Co. solo chi non avrà contenziosi con Natuzzi Spa. Pertanto è stato espressamente concesso il diritto di ricatto a Natuzzi, ossia: il lavoratore deve scegliere se accettare il posto, molto precario si intende, presso la New Co. però deve rinunciare ad ogni contenzioso legale con Natuzzi Spa e accontentarsi di una mancetta di 5,000 mila euro lordi. Oppure andare avanti con il processo, ma se poi il Giudice non dovesse dargli ragione, si troverebbe senza lavoro e senza il becco di un quattrino in tasca. Naturalmente, come già detto la New Co. non creerà neanche un posto di lavoro, in quanto assolverà le commesse che attualmente soddisfano le aziende dell’indotto. Quindi per ogni lavoratore assunto nella New Co., un altro resterà disoccupato presso il conterzista. L’Accordo “Concedente diritto di ricatto a Natuzzi Spa” poi si fa portatore di molti altri regali a Natuzzi Spa e alla costituenda New Co. Infatti con l’ultimo comma in cui le parti si danno atto di avere positivamente superato le ragioni del mancato accordo precedente, la Natuzzi Spa risparmia 3 mensilità per ciascuno dei 355 addetti licenziati, considerato che la Legge 223/1991 dispone che se il licenziamento collettivo avviene senza il consenso delle OO.SS., l’azienda dovrà pagare 3 mensilità in più degli oneri a suo carico per ogni licenziato. E’ evidente che con l’accordo saranno subito sbloccati i 38 milioni di euro in favore di Natuzzi Spa previsti nel protocollo del 23 settembre 2015. Come è evidente che la New Co., anche se di fatto non creerà nessun posto di lavoro, godrà di tutti gli sgravi fiscali per i neoassunti e attingerà ai 101 milioni di euro rivenienti dall’Accordo di Programma dell’8 febbraio 2013. Che dire ancora. Grazie di aver fatto di questo paese un Repubblica delle banane ove solo impostori, furbi e lestofanti riescono ad avere la meglio.
Così in una nota Felice Dileo.

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