venerdì 9 dicembre 2016

Rendina, Ugl: “Pronti a proclamare agitazioni”

POTENZA - “Nel mese di ottobre presso l’azienda Rendina ambiente fu prorogato per altri 6 mesi il Contratto di Solidarietà per 46 lavoratori e contestualmente l’azienda si impegnò, nei confronti del sindacato, di rimettere in campo tutte le azioni per la salvaguardia dei posti di lavoro. A distanza di due mesi, oggi riteniamo di essersi dimostrata tutto una falsa, le uniche azioni visibili sono esclusivamente unilaterali che non portano beneficio a nessuno: si avvicina la scadenza del C.d.S., non c’è nessun piano industriale affidabile messo in campo da parte dell’azienda e siamo fortemente preoccupati”.
Lo dichiara il segretario provinciale dell’Ugl metalmeccanici di Potenza, Giuseppe Palumbo per il quale, “per l’Ugl quanto sta’ accadendo induce il sindacato ed i lavoratori in uno stato di agitazione conditio da un clima pesante poiché i dipendenti si sentono fortemente perseguiti da un’eventuale rischio licenziamento. Nonostante da parte di tutti i lavoratori c’è stata la disponibilità a sacrificare anche parte del loro salario con l’Ugl che aveva scommesso su un percorso costruttivo e leale per la salvaguardia dell’occupazione e del sito di Melfi, oggi – prosegue Palumbo - ci rendiamo conto che non c’è volontà di trovare soluzioni diverse che portino beneficio al territorio bensì, solo ostacoli da parte delle istituzioni e dell’azienda. La nostra o.s. a fronte di ciò, metterà in campo tutte le azioni per portare ad un clima rassicurante, invitando sin d’ora la Regione Basilicata a farsi carico delle problematiche e ad assumersi la responsabilità della salvaguardia dei livelli occupazionali del sito di Melfi. Chiediamo inoltre all’azienda Rendina Ambiente – conclude il sindacalista - di mettere in campo quando prima un piano industriale serio e credibile da portare in discussione a un tavolo di trattativa imminente ed urgente. Se su quanto dall’Ugl denunciato non si avranno segnali, saremo pronti a mettere in campo in modo pacifico azioni di protesta affinché si salvaguardino tutti i 46 posti di lavoro e, senza far sconti a nessuno”.

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