martedì 3 gennaio 2017

Fallimenti imprese, Ugl: "Nel Materano dati preoccupanti"

MATERA - “La stretta creditizia non accenna ad allentarsi. Il Governo regionale deve intervenire con una vera politica industriale e di sviluppo facendo pressione su un sistema bancario lucano che è alquanto incapace di erogare più credito e a costi accessibili a livello territoriale alle nostre Pmi. Non vogliamo fare falsi allarmismi ma con il rientro dalle festività, già vi sono segnali che parlano di imprese lucane che stanno pagando un prezzo pesante sulla crisi”.
Lo afferma il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “bisogna rapidamente mettere in campo strumenti incisivi per sostenere le imprese per trasformarsi e creare nuova occupazione. Nel 2016 i fallimenti decretati dal Tribunale di Matera hanno abbondantemente raggiunto le cifre a due numeri, e questo è grave per una provincia piccola. Colpito il settore del commercio, edilizia, servizi, artigianato e industria con Matera a capo dei comuni, seguita da Policoro, Bernalda, Salandra, Montescaglioso, San Mauro Forte e Irsina. A fronte di tali dati, l’Ugl manda al governante della Regione, Marcello Pittella, un segnale forte e chiaro sulla crisi. I numeri che oggi si registrano nel nostro territorio provinciale, sono da bollettino di guerra: una situazione drammatica, di cui l’Ugl è consapevole per l’esperienza che fa’ quotidianamente tra la gente. Ogni giorno – prosegue Giordano - incontriamo datori di lavoro/lavoratori in difficoltà, quelli che non sanno come pagare il mutuo della casa, quelli che hanno figli a carico, ancora ‘vivacchiano e per poco non sono nel vortice del fallimento’ rassegnati consapevolmente che stanno perdendo un’impresa, un reddito indispensabile per la loro famiglia. Tira una brutta aria dalle nostre parti della Provincia, abbiamo necessità di accesso facilitato al credito agevolato per le piccole imprese conditio da un accordo con le banche per anticipare ai lavoratori la cassa integrazione, un fondo della Camera di commercio per sostenere misure alternative ai licenziamenti: monitoraggio periodico della situazione, più impegno sulla crisi che và dal mobile imbottito alla Ferrosud, dalla zona industriale di Ferrandina alla Val Basento, dall’agricoltura all’edilizia. E’ necessario ed opportuno attivare, come più volte ribadito dall’Ugl, un  tavolo di concertazione a 360° sulle aziende sane a supporto e stimolo come volano di nuova occupazione. Misure su cui Pittella deve necessariamente aprire il confronto. L’immobilismo che politicamente stiamo assistendo – conclude Giordano - è la cosa peggiore”.

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