sabato 4 marzo 2017

'II Giornata dell’Udito', ministro Lorenzin: “La prevenzione per contrastare l’ipoacusia e abbattere i costi sociali”

ROMA - E’ stato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ad aprire i lavori della “II Giornata dell’Udito”, evento organizzato dall’associazione “Nonno Ascoltami!”, in occasione del “World Hearing Day”, indetto ogni 3 marzo dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità.

All’incontro, moderato dal giornalista Luciano Onder, ha preso parte una folta delegazione di medici pugliesi specialisti dell’udito, intervenuti nelle due tavole rotonde come rappresentanti del Comitato scientifico di “Nonno Ascoltami!”.

Tra loro Pasquale Cassano (Università degli studi di Foggia, direttore Orl Foggia), Michele Cassano (Università degli studi di Foggia), Michele Barbara (direttore Orl Ospedale “Dimiccoli”, Barletta), Nicola Quaranta (direttore Orl Università di Bari), Domenico Petrone (direttore Orl Ospedale “Di Venere”, Bari), Michele Raguso (direttore Orl Ospedale della Murgia “Perinei”, Altamura), Maria Isabella Notaro (direttrice Orl Ospedale “Perrino”, Ostuni), Paolo Petrone (dirigente Orl Ospedale “San Giacomo”, Monopoli), Gennaro Larotonda (direttore Orl Ospedale “Madonna delle Grazie”, Matera).

“L’ipoacusia è un fenomeno che investe ogni fascia di età  - ha esordito il ministo Lorenzin - e per questo è importante intervenire immediatamente con una diagnosi precoce. Fare prevenzione, infatti, non solo ci permette di curare in maniera efficace la patologia, ma soprattutto consente di aiutare il Sistema sanitario nazionale, evitando poi successivi costi sociali elevatissimi per far fronte alle cure”.

I problemi di sordità trascurati, e quindi “non affrontati”, infatti ci costano ogni anno 750 miliardi di dollari nel mondo, per un totale di 360 milioni di persone che soffrono di disturbi uditivi. Un vero e proprio allarme sociale lanciato dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), in collegamento da Ginevra grazie all’intervento della dottoressa Alarcos Cieza, un peso economico impressionante per numeri e portata, che fa schizzare la spesa socio-sanitaria di ciascun paese.
Numeri preoccupanti anche in Italia, dove sono 7 milioni le persone con problemi di udito, corrispondenti all’11,7% della popolazione.
«La diagnosi precoce è una delle armi che abbiamo a disposizione per opporci con successo all’insorgenza dell’ipoacusia - conclude la Lorenzin -. Per questo con la recente approvazione dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza), abbiamo predisposto un programma di screening uditivo neonatale diffuso su tutto il territorio nazionale, per identificare i neonati con perdita uditiva permanente, fin dai primi giorni di vita».

E per agire concretamente contro i disturbi uditivi, l’associazione “Nonno Ascoltami!” da sette anni scende in piazza ogni mese di ottobre per effettuare controlli gratuiti dell’udito, portando medici e ospedali in mezzo alla gente.

«La perdita uditiva comporta dei costi altissimi per l’intero sistema socio-sanitario - spiega Mauro Menzietti, fondatore di “Nonno Ascoltami!” - costi che potrebbero diminuire sensibilmente, grazie a una mirata azione di prevenzione. La nostra proposta di azione, dunque, da otto anni ormai porta nelle principali città italiane (oltre 35 piazze in 8 regioni), i controlli gratuiti dell’udito: l’ospedale scende in piazza e arriva in mezzo alla gente, grazie ai medici specialisti dei presidi ospedalieri, che si mettono a disposizione della cittadinanza».
“Nonno Ascoltami!”, che è sostenuto da un comitato scientifico di 24 specialisti del settore, ha toccato quest’anno la cifra record di 7mila visite e per l’edizione 2017 mira a raggiungere quota 10mila.

Nel corso della giornata, durante la quale è intervenuto in collegamento video anche il giornalista Bruno Vespa, sono state lanciate le nuove campagne di prevenzione curate dall’associazione, tra cui “L’Udito è uno strumento prezioso”, realizzata in collaborazione con il Cidim (Comitato nazionale italiano musica) e “Ascolta Responsabilmente”, dedicata alla prevenzione dell’ipoacusia negli adolescenti.
In Italia l’ipoacusia riguarda una persona su tre (tra gli over 65). Nel nostro paese solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Solo il 25% di coloro che potrebbero averne beneficio, usa l’apparecchio acustico, nonostante l’87% di chi ne fa uso, dichiari migliorata la propria qualità di vita.

Secondo i dati Oms, il 50% dei casi di ipoacusia, infatti, può essere prevenuto semplicemente con una maggiore informazione e con l’adozione di corretti stili di vita soprattutto per i più giovani (es. non abusare di cuffie o auricolari, oppure utilizzare sempre i tappi per le orecchie quando si frequentano luoghi di lavoro o di intrattenimento particolarmente rumorosi). Sono oltre 1 miliardo i giovani tra i 12 e 35 anni a rischio sordità. (www.giornatadelludito.it)

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