lunedì 19 giugno 2017

Evasione e gioco d'azzardo, il legame che non t'aspetti

Quello tra evasione e gioco d'azzardo è un rapporto che esiste e che c'è, seppur lieve e leggero. A confermarlo sono state anche le parole di Alessandro Aronica, vice direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, intervenuto in Commissione Finanze alla Camera dei deputati: «Nel comparto dei giochi non abbiamo fenomeni di evasione paragonabili a quelli degli altri settori economici. Esistono però dei fenomeni di possibile evasione totale e questo succede per esempio con i totem, che sono computer a volte installati nei pubblici esercizi attraverso i quali in realtà ci si collega con siti esteri illegali. Quindi in questo caso si tratta di una doppia evasione».

Ma come funziona l'attività di prevenzione e di contrasto? Nel 2016 sono stati effettuati oltre 30 mila controlli e questo ha portato a un evidente calo delle violazioni, come riassume un articolo pubblicato su Gaming Report qualche settimana fa. Ma non basta. Ma non è ancora sufficiente. Perché un altro problema grosso, che entra in stretto contatto con l'evasione e ne diventa quasi, come dire, complice e taciturno alleato, è quello del riciclaggio. E in questo campo lo strumento principale diventano le Vlt. Ed è anche per questo che, dal 2019, queste ultime potranno essere utilizzate solo attraverso delle tessere identificative. Una misura che ha come obiettivo quello di aumentare la sicurezza e di contrastare l'illegalità. Senza alcun dubbio, un primo importante passo. L'inizio è stato sancito insomma.

Tutto questo però sembra quasi collegarsi con quanto successo a Potenza, in Basilicata, circa tre mesi fa. Associazione per delinquere transanzionale pluriaggravata, raccolta di proventi illeciti dal gioco illegale online attraverso strumenti informatici e telematici : questi i reati commessi tra il 2012 e il 2015. Il procuratore della Repubblica Luigi Gay, al termine delle indagini, ha spiegato come, tra gli indagati, siano finiti anche i titolari degli esercizi commerciali in cui erano presenti e funzionanti le macchinette da gioco. L'ennesima conferma di un legame che c'è e che è presente sul territorio. E il tutto aveva portato a un guadagno illecito di 600 milioni: cifre di certo non irrisorie e indifferenti. Il tutto ruotava attorno alle scommesse online e ai siti esteri. Una rete davvero capillare e ben congegnata. D'altronde parliamo di una regione in cui il gioco d'azzardo è fortemente radicato. E vi è anche il problema della ludopatia, la solita arma a doppio taglio. La Basilicata però ha già messo sul piatto una serie di proposte molto valide e interessanti. Si aspetta solo il parere del Governo. Anche in questo caso, la strada sembra essere intrapresa. Resta da capire se sarà in discesa o in salita.

0 commenti:

Posta un commento