venerdì 28 luglio 2017

Basilicata ancora in crescita, ma occhio agli altri fattori

POTENZA - La crescita economica della Basilicata continua ad andare bene: è la seconda regione del Mezzogiorno e una delle prime d’Italia. E’ quanto emerge dal rapporto Svimez 2017 presentato oggi a Roma.

Anche se la crescita rallenta (da più 5,4% del 2015 a +2,1% del 2016), il trend continua ad essere positivo dal 2014 e questo risultato mette la Basilicata sul podio delle regioni meridionali visto che nessun’altra ha avuto una performance analoga.

“Il dato è fa ben sperare – commenta il presidente provinciale delle Acli di Potenza Emanuele Abbruzzese – ma, come sottolinea lo stesso Svimez, va combinato con molti altri indicatori come ad esempio quello dell’emergenza sociale. L’incidenza della povertà assoluta al Sud nel 2016 continua a crescere. Nelle regioni meridionali il rischio di povertà è triplo rispetto al resto del Paese: la Basilicata, pur restando lontana dalle punte della Sicilia (39,9%) e della Campania (39,1%), si attesta su un livello (28,2%) che non deve certo rassicurare”.

“E’ evidente – prosegue Abbruzzese – che cominciano a scarseggiare le risorse pubbliche e quindi, se da un lato sul versante degli investimenti produttivi c’è una compensazione del privato, dall’altro su quello del welfare non c’è più copertura. Il deterioramento del welfare pubblico mette in luce la mancanza di un sufficiente welfare privato e a farne le spese sono proprio coloro che restano indietro”.

“Lo Svimez – conclude il presidente delle Acli – ci dice che con questi ritmi il Mezzogiorno recupererà i livelli pre-crisi solo nel 2028, ben dieci anni dopo il centro-nord. Non possiamo attendere inerti tutto questo tempo: rischiamo di lasciare sul campo troppe vittime. Le istituzioni, oltre a collocare lo sviluppo economico del sud finalmente in un orizzonte strategico, devono subito rafforzare la rete di protezione e supporto per coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”.

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