giovedì 13 luglio 2017

Povertà: Basilicata in ripresa ma situazione ancora grave

POTENZA - In Basilicata è in condizioni di povertà relativa circa una famiglia su cinque: lo certifica l’Istat nel nuovo rapporto pubblicato oggi. Il risultato della regione è comunque positivo rispetto all’anno precedente visto che passa dal 25% del 2015 al 21,2%, del 2016. Il dato della Basilicata resta superiore alla media del Mezzogiorno di 1 punto e mezzo percentuale e lascia la regione al terzo posto tra quelle più in difficoltà, superata solo dalla Calabria e dalla Sicilia.

“Come avevamo già rilevato nel nostro rapporto sulle “Cinque Italie” – commenta il presidente delle Acli di Potenza Emanuele Abbruzzese - la Basilicata è ancora un territorio in difficoltà ma gli indicatori socio-economici mostrano segnali di risveglio. Questo trend positivo della regione negli ultimi due anni ci conforta ma va accompagnato e sostenuto dalle Istituzioni”.

Una famiglia potentina con due figli minorenni, padre e madre, è considerata assolutamente povera se sostiene una spesa mensile per consumi essenziali pari o inferiore a  850 euro. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è invece pari a 1.061 euro mensili.

“I dati dell’Istat – prosegue Abbruzzese – trovano pieno riscontro nella realtà che ogni giorno incontriamo nei nostri uffici: è urgente un intervento complessivo di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà che continuano a soffrire la crisi. E’ necessario anche intervenire sullo scivolamento verso la povertà di quei nuclei che fino a qualche anno fa rappresentavano il ceto medio: l’impoverimento va frenato subito”.

Occorre che tutte le forze scendano in campo in maniera sinergica. “Torniamo a chiedere con forza – conclude il presidente delle Acli – la costituzione di un tavolo istituzionale di lavoro sulla povertà a cui siano chiamate tutte le organizzazioni capaci di fare rete sulle risposte da dare al problema. La Provincia, pur non avendo una competenza specifica, potrebbe prendere l’iniziativa come ente di Area Vasta. Diversamente si aprano subito dei tavoli nei Comuni più grandi”. 

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