giovedì 5 ottobre 2017

Fca: Fim Cisl, produzione 3° trimestre + 3,9% rispetto al 2016

POTENZA - I dati della produzione del terzo trimestre 2017 degli stabilimenti finali di FCA continuano l’andamento positivo dei volumi produttivi rispetto all’anno precedente, nonostante la flessione riscontrata in particolare nello stabilimento lucano. In particolare la crescita nel settore auto è rappresentata da un incremento di 21.504 unità (+3,9%), e sale a 22.744 unità (+3%) considerando i veicoli commerciali di Sevel. Crescita che va a compensare la flessione del 15,2% sulle produzioni di Melfi, che hanno determinato una richiesta di Cassa Integrazione ordinaria anche sulle linee di produzioni di Renegade e 500x.

Nonostante queste situazioni di flessioni riscontrate sullo stabilimento di Melfi - precisa Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-Cisl responsabile del settore automotive - la tendenza è quella di superare 1 milione di vetture prodotte anche per il 2017.

Il lancio delle nuove vetture di Alfa Romeo e di Maserati hanno migliorato il dato occupazionale rispetto al primo semestre 2016 dei lavoratori FCA coinvolti dagli ammortizzatori (Cigo+CDS+Cigs), in particolare si è passati da circa 6.423.000 a 2.945.000 ore,  ciò significa che si passa da 6400 a 2900 lavoratori coinvolti negli ammortizzatori.

Le crescite maggiori sono determinate dalle ultime produzioni negli stabilimenti di Cassino, con le produzioni Alfa Romeo di Stelvio e Giulia, e dallo stabilimento Mirafiori con le produzioni del Suv Levante di Maserati. Le produzioni Alfa Romeo a Cassino di fatto si sono raddoppiate passando dalle 51.425 del 3° Trimestre 2016 alle attuali 100.985 unità rappresentante dal 75% dalle nuove Alfa Romeo. Lo stabilimento di Mirafiori ha visto triplicare le produzioni del Suv Levante a rispetto al periodo precedente.

La nostra azione sindacale - precisa Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-Cisl – ha impegnato FCA dal 2012 a portare investimenti significativi negli stabilimenti italiani che hanno consentito di rilanciare marchi importanti come Maserati, Alfa Romeo, Jeep e di ottenere risultati importanti sul piano occupazionale e sulla redditività grazie al peso maggiore dei marchi premium.

L’obiettivo di FCA della piena occupazione “senza uso di ammortizzatori” entro fine 2018 di tutti gli oltre 56.000 lavoratori, pur essendo molto vicino, difficilmente verrà raggiunto vista l’attesa per il lancio della vettura premium di Pomigliano, della seconda vettura di Mirafiori e la situazione di Cassa Integrazione dello stabilimento di Melfi. Siamo lontani dai periodi bui del 2014 dove il 40% dei lavoratori usavano gli ammortizzatori, oggi siamo all’8% ma bisogna proseguire con gli investimenti.

L’avremmo colta già da tempo, se la nuova occupazione avuta nel 2014-2016 di oltre 3.000 unità l’avessimo potuta distribuire in maniera uniforme su tutti gli stabilimenti italiani. Ovviamente questo non è possibile perché gli incrementi occupazionali seguono normalmente gli investimenti nei vari stabilimenti, è stato così per le assunzioni a Melfi e in altri plant ed è stato così anche per gli oltre 730 nuovi ingressi di Cassino. Nei fatti un vero e proprio incremento occupazione che però non può andare a ridurre l’uso degli ammortizzatori di siti come Mirafiori e Pomigliano.

Il dato sulle produzioni non è solo di quantità ma anche di qualità. La quota di segmento medio alto cresce ulteriormente. Le auto di fascia medio-alta prodotte nel 2012 rappresentavano solo il 20% dei volumi, mentre nel 2016 si attestava ad un ottimo 59% dei volumi, nei primi nove mesi del 2017 si è addirittura superato il 62%. E questo dato sta continuando a crescere perché sia le produzioni di Cassino che di Mirafiori continuano a macinare volumi.

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