mercoledì 1 novembre 2017

Renanera: ‘’Non lasceremo mai la nostra Basilicata’’

di MARCO MASCIOPINTO - Una passione infinita per la musica, ma soprattutto, per la loro terra: la Basilicata. Lo raccontano nel loro nuovo singolo “Mal di Lucania” i Renarena, sei musicisti che a giugno 2017 hanno pubblicato il loro nuovo progetto discografico ‘’ «‘O rangio» (Il granchio), pubblicato sia per il mercato digitale che fisico su etichetta iCompany.

Leggendo la loro biografia scopriamo che hanno collaborato tra gli altri con Michele Placido, Eugenio Bennato, Vittorio De Scalzi e molti altri personaggi dello spettacolo e della musica e nel Gennaio 2016, Renanera è stata la band promotrice della canzone Fiore di Lucania (Unione dei Musicisti di Basilicata), brano il cui videoclip ha contato in pochi mesi oltre 300.000 visualizzazioni sul canale Youtube.

‘Mal di Lucania’ è accompagnato anche dal videoclip girato in molti posti “simbolo” della regione.

La magia di un misterioso libro dal titolo “Basilicata, il giardino segreto d’Italia” è trovato per caso e “guida” magneticamente i Renanera in un percorso magico in giro per la Basilicata: Maratea, ai piedi della statua del Cristo Redentore e nei vicoli del borgo antico, uno dei luoghi di mare più incantevoli della costa tirrenica del Sud Italia; Lagonegro, nel Museo dedicato a Monna Lisa e al compianto cantautore Mango; Colobraro, uno dei simboli della Lucania antica, noto per la presenza di maghi e fattucchiere; sulla valle del fiume Noce e sulla strada che costeggia il fiume Sinni dove si possono ammirare i caratteristici “calanchi”.

Cosa racconta 'Mal di Lucania'?
Mal di Lucania racconta di un sentimento verso una Terra che riesce ad inebriare l’animo attraverso la sua purezza. È la scoperta di una spiritualità e un senso di appartenza. Chi non è lucano e vive lontano, sente di dover tornare quasi come il bisogno di un percorso introspettivo.

Com'è nata l'idea del videoclip?
L’idea del videoclip forse non è mai arrivata o probabilmente c’era la voglia di fare troppe cose che in realtà abbiamo semplificato. Il giorno delle riprese eravamo in tre a partecipare e non sei,  quindi abbiamo pensato di non rappresentare i Renanera ma di calarci nella parte di tre visitatori che, quasi incantati, vengono trasportati da una sorta di magia che li spinge a scoprire alcuni dei  luoghi più rappresentativi della Lucania fino addirittura a trovarsi al Museo Monna Lisa a Lagonegro in cui si rendono conto che quella magia probabilmente ha un nome, il Maestro Pino Mango.

La Basilicata non è soltanto la vostra terra nativa. Quanto siete legati e cosa rappresenta per voi?
La Basilicata in questo momento per noi vuol dire coraggio e consapevolezza. Restare “nonostante tutto” e sapere che in fondo lo stesso “tutto” si può trasformare in qualcosa di unico, originale, autentico che può definirsi identità. I Renanera stanno sviluppando questa ricerca nella propria identità attraverso la musica, ma attualmente in Basilicata sono molti gli appassionati in diversi campi professionali, a dedicarsi a questo luogo quasi intatto.

E’ una terra che, in passato, è stata sottovalutata? 
Può darsi che non sia stata valorizzata e sinceramente non so se è questo il motivo per cui io, Unaderosa, la conosco solo da sette anni, ma è un tipico atteggiamento da “itagliani” quello di nascondere il bello, il giusto e di provare a disidratare i nostri stimoli. Noi Renanera siamo qui con una gran bella scorta di emollienti. Non ci “seccheremo” e non lasceremo la Basilicata se non per pochi giorni, per il gusto di poter provare ancora un po’ quello strano “Mal di Lucania”.

Sito web ufficiale www.renanera.it.

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