martedì 5 dicembre 2017

Alvise Lazzareschi, lo scrittore impegnato nel sociale si racconta



di REDAZIONE - In giuria per la XV^ edizione del Concorso Letterario #FantasticHandicap organizzato dal Centro Documentazione Handicap Carrara, lo scrittore e imprenditore Alvise Lazzareschi è la colonna portante della scena culturale di Carrara. 

"Sono orgoglioso e onorato d' aver fatto parte della giuria della XV edizione del premio letterario fantastichandicap - racconta Alvise Lazzareschi. Ho avuto la fortuna di leggere elaborati molto belli ed intensi, che mi hanno commosso profondamente. Da sempre sostengo e promuovo iniziative Sociali , perché ritengo fermamente che soltanto avendo cura di non lasciare indietro nessuno la nostra società si possa veramente ritenere una società civile e moderna

La sua ultima fatica letteraria s'intitola «La Casa del Colonnello» ed è un romanzo autobiografico che parla della storia di Alvise, cavatore di Colonnata, figlio e nipote di cavatori – la casa del colonnello è casa sua, e il colonnello è un suo avo – ma è anche la storia di chi ha vissuto intorno a lui, in quel mondo che oggi non esiste più, o meglio, come preferisce dire lui stesso, in quel mondo che si è trasformato. Il romanzo è una serie di racconti, ognuno con il suo inizio e la sua fine, che definiscono il «mondo» di Alvise. Ma in realtà è un omaggio ai monti Apuani, ai paesi e le genti di questi luoghi, ma soprattutto ai cavatori. Nessuno, prima, aveva raccontato le cave, e chi ci lavora, in questa maniera. E questo è un altro dei meriti di questo bellissimo romanzo.

Attualmente il noto scrittore toscano è impegnato nella scrittura del suo prossimo romanzo, in uscita nel 2018. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Alvise, cosa ci racconta di questa iniziativa?

É una bellissima iniziativa del centro handicap della mia città,di Carrara che coinvolge centinaia di persone portatrici di handicap a 360 gradi (non vedenti,dislessici,autistici,sordomuti e quant'altro)da tutta Italia attraverso un riconoscimento anche in denaro che và a premiare i migliori elaborati scritti. Gli elaborati, che sono per lo più racconti, vengono giudicati da una apposita giuria della quale ho avuto l'onore quest'anno di farne parte con un voto da 6 a 10 che poi sommati vanno a decretare i vincitori.

Essere in giuria non è sempre facile, vero? 

Da parte mia posso affermare che mi sono sentito molto responsabile nell'esprimere i miei voti tanto che ho riletto diverse volte questi elaborati che sono di altissimo livello sia stilistico che per i contenuti. Ho appreso veramente tantissimo da queste letture e ancora voglio ringraziare l'organizzazione e la direzione del Centro Handicap per avermi dato la possibilità di leggere questi racconti così belli profondi e intelligenti.

Il suo ultimo romanzo ha avuto un riscontro positivo dalla critica e dalla gente. Da cosa nascono i suoi racconti?
Il mio romanzo nasce da volere dare un tributo alla mia terra, a quello che definisco un'appartenenza che è il mondo dei cavatori. Un mestiere il nostro difficile, pericoloso e troppo spesso drammatico che ci vede ogni giorno a tu per tu con la montagna. Un lavoro che ci si tramanda di padre in figlio da molti secoli.

Attraverso il mio scritto ho voluto raccontare questo mio mondo così particolare e diverso ed è forse per questo che credo di avere avuto un buon riscontro dal pubblico e dalla critica.

Cosa ci può anticipare del suo prossimo romanzo?
Sarà un romanzo molto diverso dalla mio precedente lavoro, questa volta voglio raccontare di un mondo lontano, un mondo che mi ha affascinato da subito. Non mancheranno gli scorci di vita vissuta, perché la vita è il più bel romanzo da sempre. 

Sappiamo di un suo intenso impegno nel sociale, ha qualche progetto a cui sta lavorando?

Si, proprio in questo mese di dicembre, assieme ad una giovane architetto paesaggista, effettueremo dei primi sopralluoghi nel mio comune per studiare la possibilità d'installare all'interno di un parco pubblico alcuni giochi Inclusivi. Questa è un’iniziativa nata da uno scambio di opinioni tra me e Iacopo Melio fondatore della ONLUS #vorreiprendereiltreno, di cui sono un convinto sostenitore.

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