mercoledì 13 dicembre 2017

Elezioni, Moles (Fi): Pd piega istituzioni a interessi partito

(DIRE) Potenza, 13 dic. - "Non so se la data delle elezioni sara' quella del 4 marzo. Sono ovviamente ancora delle ipotesi, Quello che e' fondamentale e' che prima o poi si voti". Esordisce cosi' alla Dire il membro dell'Ufficio di Presidenza nazionale di Forza Italia, Giuseppe Moles che poi spiega: "Forza Italia e il centrodestra chiedono da tempo l'election day: sarebbe un risparmio di almeno 500 milioni di euro. In realta' c'e' una posizione delle forze di centrosinistra assolutamente contraria. Questo perche' sperano che separare le elezioni politiche dalle regionali porti dei vantaggi ai loro candidati. Questa e' l'ennesima brutta pagina: la paura di perdere le elezioni fa si' che in qualche modo il Pd e i suoi alleati vogliano piegare le istituzioni a bassi interessi di partito". "E' ovviamente gia' partita - sottolinea Moles riferendosi alla campagna elettorale -, ma giorno per giorno cominciano a emergere da un lato la vacuita' e l'assoluta superficialita' dei temi dei 5 Stelle e dall'altro la certificazione del fallimento dei governi Renzi e Gentiloni. Lo ha fatto l'Istat qualche giorno fa quando ha certificato che in un anno la poverta' in Italia e' aumentate di due punti percentuali". Sull'apertura di Berlusconi alla societa' civile Moles aggiunge "non e' solo giusto ma addirittura sacrosanto. Berlusconi ancora una volta sta mettendo al centro del suo progetto politico un ritorno allo spirito del'94. E questo non solo con il rinnovamento della classe politica ma anche con il rilancio di temi come l'oppressione fiscale e cosi' via. Del resto non e' un'Italia liberale quella dove il paravento di Renzi da' 80 euro pagandoli con il debito pubblico". Sulle recenti polemiche legate all'apologia di fascismo il dirigente nazionale forzista precisa "il fascismo sta tornando di moda solo nei titoli di certi giornali. Ma soprattutto nelle parole al vento di tutti quelli che sono costretti a inventarsi un nuovo argomento per rimanere uniti. 13 skinheads non sono una minaccia per la democrazia, sono un numero esiguo di estremisti che purtroppo sono presenti in ogni paese. Magari fossero cosi' pochi anche gli estremisti di sinistra. Tra l'altro questo spauracchio del ritorno del fascismo viene ingigantito per motivi interni alle forze progressiste e solo per scopi elettorali. L'unico argomento che hanno e' quello di demonizzare gli avversari". "Piu' che dei rigurgiti ridicoli di fascismo - conclude Giuseppe Moles - quello di cui ci dovremmo preoccupare e' che qualcuno continui a voler votare i 5 stelle e cioe' un mix incredibile di ignoranza e vetero-marxismo". (Sas/ Dire)

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