sabato 23 dicembre 2017

Interinali: "la nuova schiavitù. Basta prendere in giro i lucani"

POTENZA - Poiché non siamo adusi ai mezzi termini, chiamiamo le cose per come sono: schiavitù. Gli interinali, la nuova fase del precariato 2.0 di Pittella, ha un solo fine, creare nuovi schiavi che dipendano da una ‘raccomandazione’ per ottenere quello che è un diritto costituzionalmente garantito, il lavoro.

Zero trasparenza, zero imparzialità e molta, moltissima discrezionalità per permettere, in un futuro neanche molto lontano, di ‘ringraziare’ qualcuno per il lavoro. È il baratto della libertà con una fonte di sostentamento. È la nuova schiavitù.

Lo scandalo delle selezioni ARPAB è il simbolo della sconfitta della meritocrazia e della vittoria del clientelismo. Ed è purtroppo destinato a ripetersi con il nuovo bando per gli interinali del Servizio sanitario regionale e della Regione stessa.

Fanno sapere dalla Manpower, vincitrice dell’appalto per gli interinali ARPAB, che la seconda selezione sarebbe dovuta al fatto di “sostituire i candidati che, idonei all’esito delle selezioni e contattati per la contrattualizzazione, hanno rinunciato”.

Vogliamo sapere come è possibile che gli esclusi alla prima convocazione e, per questo, non idonei, adesso siano stati, tutto ad un tratto, ritenuti tali. Se avevano tutti i requisiti per l’assunzione perché non sono stati inseriti già nella prima convocazione? Se, invece, non li avevano, evidentemente non possono essere idonei neanche adesso.

Chiariamo: noi siamo convinti che molti dei giovani esclusi abbiano avuto i requisiti sin dal primo momento ma sono stati esclusi per motivi che non stentiamo ad immaginare. Tuttavia non possiamo ignorare che questo tipo di mezzucci per assumere ‘gli amici degli amici’ ci hanno stancato.

Pittella si è inventato un ottimo modo per aggirare le norme sulla trasparenza e sulla imparzialità delle selezioni. Gli interinali non sono dipendenti pubblici, le selezioni le fa un privato e sono ancora più discrezionali. Il fattaccio delle selezioni ARPAB è esempio di come possono andare le cose.

Ma chi può sindacare in questo caso? Chi potrebbe insorgere contro l’agenzia interinale per far ripristinare la trasparenza? L’ARPAB che si è già lavata le mani dello scandalo affermando che è l’agenzia interinale ad occuparsi della selezione? La Regione che pagherà 45 milioni di euro per ottenere personale adeguato per una delle sue Agenzie? La Regione tace. E Pittella pure.

È evidente che questa selezione vada annullata, così come vada annullato l’appalto. Non è possibile che si continui a prendere in giro i Lucani. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

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