sabato 20 gennaio 2018

"M5S peggio dei partiti tradizionali perché inganna gli elettori"

POTENZA - Cordate, scambio di preferenze, segnalazioni, non parliamo di un partito ‘tradizionale’ ma del ‘non-partito’ con un ‘non statuto’. È lo sfogo o meglio il delirio dell’eurodeputato Pedicini che, invece, di spiegare chi e come ha selezionato i curriculum dei candidati alle parlamentarie lucane, accusa di cordate e sponsorizzazioni i militanti che hanno creduto di poter accedere al voto on line per le prossime elezioni politiche.

A parte le agghiaccianti dichiarazioni su tentativi di corruzione all’interno del Parlamento europeo, con tanto di preziario, dichiarazioni che dovrebbero essere attenzionate dall’europarlamentare alla Magistratura, se vere, e non buttate là in un comunicato per dimostrare la sua incorruttibilità; a parte questo, dicevamo, siamo basiti dallo sproloquio di Pedicini che tenta di dare la responsabilità della farsa delle parlamentarie ai militati-aspiranti candidati.

Se pressioni per le candidature ci sono state da parte di chi voleva proporsi per le candidature è evidente che erano dovute alla consapevolezza che chi selezionava aveva ‘mani libere’ sulla selezione. Del resto non si spiegano altrimenti esclusioni eccellenti di veri militanti.

Lungi da noi entrare nelle questioni interne di un partito, tuttavia, le dichiarazioni di Pedicini buttano giù, in un sol colpo, tutti i millantati punti di forza del Movimento5stelle: trasparenza e democrazia del popolo.

L’europarlamentare si dimentica di tirare fuori i nomi di chi ha operato la selezione in Basilicata. Se un partito, perché si è rivelato un vero e proprio partito con tutte le pecche di un partito e forse anche di più, non riesce a garantire la trasparenza al suo interno, tra i suoi iscritti che sono la sua forza, come può essere credibile quando parla di trasparenza?

Democrazia? Dov’è la democrazia del popolo, dov’è l’uno vale uno se sono necessarie pressioni per essere inserito nelle votazioni on line delle parlamentarie? Dov’è la meritocrazia della militanza se basta essere moglie o un personaggio famoso (e pare che ne abbiamo anche in Basilicata) per essere candidato?

Ecco, a noi non interessano le questioni interne dei 5stelle, ma da oggi non accetteremo lezioni di moralità, integrità e di democrazia da chi non riesce neanche a guardare in faccia i propri elettori in un’assemblea regionale e ad assumersi le proprie responsabilità politiche. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

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