sabato 24 marzo 2018

Deposito nucleare in Basilicata, M5S: il Governo uscente non può votare atti

POTENZA - Il governo Gentiloni, dopo la sonora bocciatura alle elezioni del 4 marzo, invece di limitarsi alla ordinaria amministrazione sta emanando una serie di provvedimenti che non gli competono.

Atti e scelte molto importanti che, dopo che sono stati tenuti fermi per anni, ora vuole varare per completare operazioni poco chiare e molto discutibili.

Due in particolare, che riguardano le regioni del Sud, ci fanno preoccupare: il decreto che il ministro Calenda vorrebbe emanare entro la prossima settimana, per individuare le aree dove realizzare il deposito per le scorie nucleari, e il via libera del consiglio dei ministri per il progetto Tempa Rossa presso la raffineria Eni di Taranto dove si dovrebbe stoccare il petrolio lucano proveniente dal nuovo centro oli in fase di ultimazione della Total.

Gentiloni, Calenda e il governo uscente, bocciati dagli elettori, scaduti, minoritari, e che dovrebbero stare in carica solo per la gestione ordinaria, vorrebbero compiere le ultime porcherie e stanno tentando di assestare altri due colpi mortali alle spalle di Taranto e della Basilicata.

Noi gli diciamo che i pugliesi e i lucani non possono più sopportare altri inutili e sbagliati interventi che devastano l'ambiente le peculiarità del territorio, e qualsiasi decisione va affidata al nuovo governo e al nuovo Parlamento che vede il M5S come forza politica più votata dagli italiani con oltre un terzo dei seggi.

Gentiloni e Calenda devono lasciare in pace la nostra terra e devono prendere atto del loro fallimento, inoltre devono capire che nessuno può più ignorare il volere dei cittadini e sostenere le lobby e i grandi gruppi industriali e petroliferi coinvolti.

Rispetto alle aree dove realizzare il deposito per le scorie nucleari qualcuno ha di nuovo fatto riferimento alla Basilicata così come accadde per Scanzano. Su questo, da un lato diciamo che non avverrà mai e dall'altro rileviamo che il governatore lucano Pittella, e molti suoi complici di destra e di sinistra, all'improvviso fanno finta di fare gli ambientalisti dopo che per anni hanno accettato in silenzio tutte le devastazioni decise da Berlusconi, Renzi, Gentiloni e Calenda.

Per concludere, non sappiamo quanti altre piccole e grandi schifezze sta varando il governo Pd prima di scomparire, ma non possiamo non denunciare la squallida ciliegina sulla torta della nomina dei 48 consiglieri del Cnel che Renzi voleva abolire. Si tratta di 48 nuove poltrone per soggetti indicati dai sindacati e dalle associazioni di categoria che costeranno fior di quattrini sottratti ai cittadini. Così in una nota Piernicola Pedicini, eurodeputato M5S. 

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