venerdì 17 agosto 2018

Ugl su ospedali Policoro e San Carlo Potenza

MATERA - L’Ugl non si riferisce certamente, per ora, alla chiusura di alcuni reparti o della struttura ospedaliera di Policoro ma, intende rimarcare che l’ospedale è pieno di ammalati e non ci sono medici. Sul ‘chiude’ il reparto di ortopedia, prontamente la direzione sanitaria ha smentito affermando che, trattasi di voci infondate, non chiude nessun reparto nonostante però, manchino ortopedici, cardiologi, pediatri ed il pronto soccorso e' in emergenza di organico. Noi Ugl, abituati a abbaiare la luna, siamo molto preoccupati”.
E’ quanto denunciano i Segretari Ugl, Pino Giordano generale Matera, Angelo Fracchiolla regionale Medici e Giovanni Sciannarella, provinciale federazione Sanità.

Per i sindacalisti, “con i timori che si sono diffusi nel centro jonico per la ventilata chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale Giovanni Paolo II paventando la drastica decisione che sarebbe stata motivata dalla carenza di specialisti, ci siamo recati a vedere se le cose fossero veritiere nel nosocomio verificando che tutto era in disordine. A Matera, però, - proseguono i sindacalisti - da qui forse il diffondersi delle voci, era in corso un incontro nella sede dell'Asm per affrontare il problema. Come mai? Problema, quello della scarsità di medici, come abbiamo potuto verificare, che non solo è per l’U.O. di ortopedia bensì, esiste per almeno altri tre reparti: quello di pediatria, quello di cardiologia e quello del Pronto soccorso. Non ci fidiamo minimamente di quanto dichiara il direttore sanitario dei presidi ospedalieri del Materano, Gaetano Annese che non ci sarà alcuna chiusura. Alla classe politica del metapontino diciamo di essere reattivi su quanto l’Ugl grida se pur qualcuno ritiene che abbaiamo la luna. Pittella, in qualità di medico, venga a supportare e coprire i turni ai colleghi di lavoro: Policoro è un polo di emergenza-urgenza 365 giorni all’anno. Il concorso come sostenuto dal D.S. è stato bandito scaduto il 19 luglio c.a., è stato completamente disertato da potenziali partecipanti: per l’Ugl è in atto un vero notevole rifiuto da parte di medici professionisti che non vogliono avere a che fare con questa azienda sanitaria. Non si spiegherebbe come nel vicino ospedale di Castellaneta (TA), gli organici medici sono pressoché al completo ed i carichi di lavoro dimezzati rispetto ai colleghi di Policoro e, cosa più sorprendente, con organici medici provenienti da altre regioni: com’è possibile che negli ultimi 10 anni, più di 20 ortopedici, oltre a cardiologi, medici di pronto soccorso e specialisti professionisti in genere hanno preferito la mobilità verso altre sedi? Perché non proviamo a chiederglielo? Com’è possibile che nei confronti dei sanitari dell’Azienda materana è stata fatta una decurtazione stipendiale significativa azzerando le funzioni posizionali solo all’Asm mentre, gli stipendi dei vertici aziendali non sono stati minimamente scalfiti anzi, si sono rimpinguiti abbondantemente di premi di produzione per le economie fatte a discapito dei servizi agli utenti!? Perché nelle altre U.O. si è provveduto ad integrare la carenza con il supporto dei medici di Matera, ad eccezione del reparto di ortopedia? E’ stato chiesto ai sanitari dell’ospedale Madonna delle Grazie di supportare anche temporaneamente i colleghi di Policoro rimasti ad operare per 20 giorni con solo 2 unità mediche? L’Ugl invita l’Asm a pubblico confronto aperto ai cittadini, amministrazioni, professionisti della sanità in maniera che ciò noi sosteniamo venga smentito. Il direttore sanitario di presidio ASM da quanto tempo non mette piede nel nosocomio Jonico? Si fida dei suoi riferimenti yes man che probabilmente nascondono la reale verità sull’ospedale. Vogliamo sapere del Pronto Soccorso che è più paragonabile ad una astanteria di Kabul che non a un plesso con servizi dignitosi e civili, con tempi d’attesa che sforano, quando va bene le 5 ore. Chiediamolo ai poveri utenti! Ma sgombriamo subito il campo dalle chiacchiere. Non esiste paragone tra la gestione della sanità lucana e la gestione sanitaria delle strutture del nord Italia. Un esempio? Per quanto concerne l’emergenza ‘Ponte Morandi’, l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova nella persona del direttore sanitario, ha formalmente ringraziato tutti i medici che si sono messi a disposizione rientrando anche dalle ferie per contribuire al funzionamento per l’Attivazione Piano d’Emergenza Intraospedaliera Massiccio Afflusso di Feriti (Peimaf), l’Attivazione Unità di Crisi presso Sala Riunioni Direzione Generale, stretto contatto con centrale 118 e relative informazioni a uscire, valutazione dei posti letto disponibili all’interno della struttura, 13 sale operatorie attive con equipe al completo, Trauma Center attivo, allestimento terzo punto di triage al Pronto Soccorso. Insomma questa è organizzazione – concludono Giordano, Fracchiolla e Sciannarella – non certamente da paragonare ad un’azienda, la ASM, che si definisce unica ( probabilmente nel terzo mondo) !!!. E mentre per Policoro si lotta disperatamente e per la sopravvivenza, in controtendenza si adotta con un atto aziendale, la ridesignazione al San Carlo di Potenza: si creano o si tolgono primariati senza alcun criterio logico-programmatico istituendo strutture complesse già sapendo che, entro il 2020 dovranno essere soppresse. Ecco che la politica crea Colonnelli e Generali, rispolvera una vecchia nota pubblicitaria che recitava: Regali regali regali...., perché si sa sotto elezione ci vuole una bella struttura complessa”.

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