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mercoledì 17 giugno 2015

Agroalimentare, il Mezzogiorno alla sfida della nuova programmazione europea

MATERA - “Bisogna che questo paese riduca gli eccessivi squilibri territoriali tra Nord e Sud e faccia del Mezzogiorno la vera scommessa per la crescita e lo sviluppo dell'intero paese”. Lo ha detto ieri il commissario della Fai Cisl nazionale, Luigi Sbarra, intervenendo al consiglio generale della Fai regionale a Matera.

“Il Mezzogiorno ha grandi opportunità davanti a sé, siamo a Matera con questo grande riconoscimento di capitale europea della cultura, ma abbiamo anche altre opportunità da sfruttare come l'avvio della nuova stagione dei fondi comunitari. Il Sud deve saper utilizzare in maniera autentica queste opportunità seguendo l'esempio della Germania che ha saputo affrontare il divario tra Est e Ovest. Il governo Renzi – ha concluso Sbarra – dovrebbe fare del Sud la vera priorità da affrontare e risolvere”.

Il consiglio generale – che ha registrato anche la gradita partecipazione del neo sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri – è stato aperto dalla relazione del segretario generale Antonio Lapadula che ha fatto una panoramica delle principali vertenze che interessano il settore agroforestale. Lapadula ha posto in particolare l'accento sul nuovo piano di sviluppo rurale che, con una dotazione finanziaria di 680 milioni di euro, “è un'occasione da non sciupare per rilanciare la filiera agroalimentare lucana nel senso di una maggiore innovazione e propensione a competere sui mercati con produzioni di eccellenza”.

giovedì 30 aprile 2015

"Valorizziamo il tartufo lucano"

"Abbiamo adottato un nuovo strumento normativo nell'ambito della raccolta dei tartufi tenendo conto delle numerose istanze che ci sono pervenute sia dalle Associazioni micologiche che da quelle dei raccoglitori e dal mondo della ricerca". Sono le parole dell'assessore regionale all'ambiente, Aldo Berlinguer, in un incontro che si è tenuto oggi, nel capoluogo, nella sede della Regione, con i rappresentanti delle associazioni lucani micologiche e dei raccoglitori.

martedì 14 aprile 2015

Agroalimentare e Sviluppo sostenibile del territorio: al Comitato Sabino Zinni

L’agroalimentare tra le chiavi principali per lo sviluppo del territorio. Venerdì 17 aprile alle 19 il comitato elettorale del candidato consigliere regionale con la lista “Emiliano - Il sindaco di Puglia” Sabino Zinni, nella sua sede di corso Cavour 150 (ex Arena Roma) ad Andria, ospita l’incontro “Agroalimentare e sviluppo sostenibile del territorio - Il metodo biologico e biodinamico a confronto”.

Interverranno Savino Santovito, docente di Economia e Gestione delle imprese all’Università “A.Moro” di Bari, Giancarlo Ceci, imprenditore e proprietario dell’azienda Agrinatura, Gaetano Paparella, presidente del Consorzio italiano per il biologico (CIBI). L’agroalimentare sarà al centro di un confronto tra il mondo dell’università e della ricerca, l’esperienza imprenditoriale e quella della certificazione e del controllo della qualità.

lunedì 23 marzo 2015

L'azienda di Filomena Ruppi premiata al ''Vinitaly''

POTENZA - Il "Premio Cangrande 2015" per la Basilicata - consegnato a "Vinitaly" - è stato assegnato a Filomena Ruppi, dell'azienda D'Angelo di Rionero in Vulture. L'azienda ha una superficie di 20 ettari, "tutti impegnati a vigneti, fra Maschito, Barile e Ripacandida, con una produzione media annua di 100 mila bottiglie".

L'assessore regionale alle politiche agricole, Michele Ottati, ha sottolineato la necessità di "unire le forze tra le istituzioni e i produttori organizzati e aggregati".

mercoledì 28 gennaio 2015

Agroalimentare: il 30 gennaio mobilitazione nazionale della Fai per riavviare il confronto sulle emergenze del settore

VILLA D'AGRI - Dopo aver aderito con una massiccia presenza alle manifestazioni nazionali indette dalla Cisl il 2, 3 e 4 dicembre scorsi, la Fai Cisl prosegue la propria azione sindacale con una giornata di mobilitazione nazionale e presidi a livello territoriale e regionale con i lavoratori dell'agricoltura, dell'industria alimentare e del comparto forestale.

La Fai Cisl di Puglia e Basilicata ha scelto il centro sociale di Villa d'Agri per una grande assemblea interregionale, a partire dalle 9:30, con centinaia di delegati provenienti dalle due regioni. Interverranno, tra gli altri, il segretario confederale della Cisl e commissario della Fai Cisl nazionale, Luigi Sbarra, il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, il segretariogenerale della Fai Cisl di Puglia e Basilicata, Paolo Frascella, e il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico.

Scopo dell'iniziativa è riportare il settore agroalimentare e forestale al centro dell'agenda politica del governo nazionale e delle istituzioni territoriali e dare continuità e sostegno al lavoro intrapreso con il ministero delle Politiche agricole e forestali per definire un percorso di confronto tematico sulle tante emergenze che interessano l'agro-industria, sulle prospettive di medio e lungo termine dei relativi comparti (forestazione e difesa del suolo, zootecnia, settore bieticolo-saccarifero, mercato del lavoro agricolo e pesca), ponendo al contempo i temi della crescita, dello sviluppo, del lavoro e dell'innovazione al centro dell'azione politica e sindacale.

giovedì 22 gennaio 2015

Territorio: Coop vetrina del buon cibo di Puglia e Basilicata

POTENZA - L'agroalimentare pugliese e lucano di qualità trova in Territori.Coop (http://www.territori.coop.it) una vetrina d'eccezione. A confermarlo sono i dati del portale, forte nel 2014 di quasi 150.000 visite e oltre 115.000 visitatori unici, con un trend in continua crescita che riguarda non solo il sito, ma anche i canali social ad esso collegati. Il risultato? Una visibilità sempre più ampia per le eccellenze dell'agricoltura e dell'enogastronomia locali, non solo in Puglia e in Basilicata ma anche nel resto d'Italia.

Sono 4 le imprese pugliesi e lucane che nel corso del 2014 hanno raccontato sulle pagine di Territori.Coop la propria storia svelando i segreti dei propri prodotti: Biancolat ha mostrato in un video come nascono mozzarella, burrata e stracciatella senza lattosio, Cantine Feudo Monaci ha illustrato la storia dei vini salentini e delle proprie tenute, Giuliano Puglia Fruit ci ha aggiornati sulle varietà delle uve da tavola pugliesi, Pennella ci ha fatto conoscere le caratteristiche dei Peperoni di Senise e la manualità delle donne che, con pazienza, li legano in lunghissime serte.

Ma molti altri sono i prodotti di Puglia e Basilicata che settimana dopo settimana si sono fatti conoscere sulle pagine del sito, autentici portavoce del territorio con il loro patrimonio di sapori e tradizioni: dal carciofo Centofoglie al Pomodoro di Manduria, dal Pastizz di Rotondella alle cime di rapa, per un totale di oltre 20 articoli, 3 gallery fotografiche e 3 video, disponibili sia sul sito, sia sul canale YouTube di Territori.Coop, che nel 2014 ha visto crescere il numero complessivo delle visualizzazioni fino a oltre 121.000.

Altrettanto notevole è stata la crescita della pagina Facebook del progetto: aumentano i fan e aumenta la loro voglia di partecipare, commentare e condividere. Territori.Coop, in questo senso, ha confermato la propria capacità di indirizzare gli utenti verso i canali social delle aziende pugliesi e lucane coinvolte, che hanno potuto godere di un ritorno in termini di visibilità.

Cresce l'offerta informativa
Alla base dei buoni risultati ottenuti dal portale ci sono contenuti di qualità e un aggiornamento costante e tempestivo. Nel corso dell'anno, su Territori.Coop hanno trovato spazio non solo le specialità più note e celebrate del patrimonio agroalimentare italiano, ma anche prodotti dalla diffusione più limitata, depositari della storia e delle tradizioni di un territorio e in molti casi poco conosciuti al di fuori delle aree di produzione: un vero e proprio “giro d'Italia” alla scoperta di produzioni talvolta piccole o piccolissime, ma di immenso valore per la cultura e l'economia locale.

Nel corso degli anni il portale è andato arricchendosi di rubriche capaci di stimolare la curiosità degli utenti della rete su tematiche sempre attuali. Il 2014 ha visto la conferma di tre sezioni già collaudate: “Benessere”, con i consigli per la spesa di stagione, i rimedi naturali e le proprietà benefiche degli alimenti, “Sostenibilità”, che affronta argomenti quali biodiversità, lotta agli sprechi e buone pratiche di consumo, e “Cultura”, impreziosita negli ultimi dodici mesi dalla collaborazione con Egeria Di Nallo di Homefood - Le Cesarine e con il Master Comet dell'Università di Parma.

Forte della propria esperienza accademica, la Di Nallo ha contribuito alla rubrica con articoli ironici e spigliati, ricchi di aneddoti e curiosità sui prodotti della nostra tradizione, la loro storia, il loro ruolo nella cultura popolare, spaziando dalle patate alla verza, dalle pere al Lambrusco. Diverso il taglio dato ai propri articoli dagli studenti del Master Comet, che mese dopo mese hanno raccontato prodotti e realtà incontrati durante il corso, come il Pastizz di Rotondella, i Blisgòn di Casalmaggiore e gli “orange wine”.

Novità del 2014 è invece la rubrica “Expo”, vera e propria guida pensata per avvicinare i lettori alle tematiche che saranno al centro dell'esposizione universale, aiutarli a comprendere portata e complessità dell'evento, accompagnarli alla scoperta di padiglioni, cluster e iniziative collaterali. Tutto questo senza dimenticare i tantissimi appuntamenti che, da Nord a Sud, celebrano settimana dopo settimana la ricchezza del nostro patrimonio enogastronomico: a essi è dedicata la sezione “Eventi”, proposta nell'anno da poco concluso in una forma rinnovata.

E ora? L’attività di Territori.Coop procede senza sosta, con la regolare pubblicazione sul sito e sui canali social di contenuti sempre nuovi, mentre sono in cantiere alcune novità, destinate a vedere la luce nelle prossime settimane e pensate per rendere il portale ancora più dinamico, dando conto in maniera sempre nuova e coinvolgente di prodotti e territori… di origine raccontata!

Che cos'è Territori.Coop Territori.Coop è un portale pensato per far conoscere filiere agroalimentari, specialità del territorio e tradizioni enogastronomiche, con il duplice obiettivo di promuovere un consumo responsabile bastato sull'acquisto di alimenti locali e di stagione e di dare visibilità alle storie raccolte dalla viva voce dei produttori.

Il progetto offre a ogni consumatore la possibilità di approfondire la propria conoscenza delle eccellenze alimentari tipiche di ogni periodo dell'anno, di apprenderne origine e legame con le comunità locali e il territorio, di scoprirne i segreti di produzione. Ma anche di assaggiare questi prodotti, disponibili presso i punti vendita Coop e identificati dal marchio “Territori.Coop”.

Aggiornato quotidianamente, Territori.Coop si avvale della collaborazione di foodblogger, associazioni proloco, enti locali e consorzi di tutela.
Territori.Coop è un progetto di Coop - Centrale Adriatica, consorzio a cui aderiscono Coop Consumatori Nordest, Coop Adriatica, Coop Estense, Coop Reno, Coop Eridana, Coop Casarsa, Coop Sicilia, Trento Sviluppo.

martedì 2 dicembre 2014

Tour di Peppe Zullo verso l’Expo, da Matera un premio speciale

ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Il viaggio di Peppe Zullo verso l’approdo a Expo 2015 si è arricchito di nuove e importanti tappe in queste ultime settimane. A Roma, all’Excelsior di via Veneto, il cuoco contadino ha partecipato assieme ad Albano Carrisi, Renzo Arbore, Luca Sardella e Francesco Giorgino a “Effetto Puglia, Terra di cultura millenaria”, una serata-evento organizzata dai Rotary Club della Capitale per promuovere le eccellenze pugliesi.

Il 26 novembre, sempre a Roma, Peppe Zullo è stato chiamato a inaugurare, in qualità di “padrino” speciale dell’iniziativa, il primo orto universitario d’Italia, quello della LUISS.

“E’ stato un onore e un grande piacere”, racconta il cuoco. “All’Excelsior abbiamo discusso delle qualità eccelse della Puglia, delle sue vocazioni tra radici e innovazione, con testimonial importanti che hanno dato luce ai migliori aspetti della cultura pugliese nel mondo. Mi sono sentito onorato e gratificato, inoltre, dall’invito della LUISS che ho accolto subito con entusiasmo. Dal mio orto di Villa Jamele a quello di una delle migliori università del mondo il passo è stato naturale e pieno di significati”.

Giovedì 27 novembre, poi, il cuoco-contadino, secondo la definizione che ne ha dato Carlo Petrini, è tornato ancora una volta a “Geo”, programma di Rai Tre dove ormai è ospite abituale. Questa volta, nella trasmissione di Sveva Sagramola, Peppe Zullo ha portato il lampascione, le straordinarie proprietà di questa materia prima della cucina pugliese, e le ricette che stanno facendo riscoprire un elemento unico della tradizione culinaria della Daunia. “A breve, Orsara di Puglia, il mio paese, festeggerà un’altra centenaria – ha detto in tv il precursore della filosofia slow food – Il segreto della longevità è nella qualità eccezionale della nostra terra, ricca di selenio e di antiossidanti. Siamo ciò che mangiamo e dobbiamo nutrirci di ciò che siamo sempre stati, un popolo contadino che deve tornare a rispettare la propria terra, non deve scordarsi mai di quale sia il proprio capitale umano, culturale e ambientale”.

Molto significativa la partecipazione di Peppe Zullo, venerdì 28 novembre, alla Settimana dello sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco e dall’Università di Foggia, oltre che da Promodaunia. All’incontro ospitato dall’aula magna dell’Istituto Giannone Masi, davanti a circa 200 studenti foggiani, il cuoco di Villa Jamele ha testimoniato il proprio percorso di promotore delle eccellenze pugliesi nel mondo. Il tour di Peppe Zullo proseguirà a Matera, mercoledì 10 dicembre, dove si terrà “Antichi Sapori Eat Local, Food & Fashion Festival”. Nella città dei sassi, Capitale Europea della Cultura 2019, Peppe Zullo riceverà un premio speciale quale ‘custode’ e maestro della cultura enogastronomica pugliese nel mondo. “Tornerò molto volentieri a Matera”, ha dichiarato il cuoco orsarese, “perché quella città, con la candidatura vittoriosa a Capitale Europea della Cultura, ha dimostrato che il Sud può farcela solo se punta le sue possibilità di riscatto, con orgoglio consapevole e determinazione, sulle proprie vocazioni più autentiche e uniche”.

Info: www.peppezullo.it - www.villajamele.it

giovedì 27 novembre 2014

La raccolta del pomodoro in Basilicata: tra lavoro grigio, caporalato e tentativi di accoglienza

(Foto MEDU)
Da luglio a ottobre 2014, un team di Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha operato nell’area del Vulture-Alto Bradano prestando prima assistenza medica e orientamento socio-sanitario a 250 lavoratori immigrati provenienti per la gran parte dall’Africa subsahariana.

Tra le principali malattie diagnosticate vi sono le affezioni muscolo-scheletriche, spesso legate alle condizioni estreme di lavoro. Nonostante gli sforzi messi in atto dalla Regione Basilicata, attraverso l’istituzione di una Task force, sono rimaste critiche le condizioni di vita e di lavoro degli oltre mille braccianti stranieri impiegati nella stagione della raccolta del pomodoro. A causa della tardiva apertura dei centri di accoglienza di Palazzo San Gervasio e Venosa, i migranti hanno continuato a vivere per gran parte della stagione in condizioni disastrose all’interno di casolari abbandonati privi di acqua, elettricità e servizi igienici.

I lavoratori sono in genere dotati di un regolare permesso di soggiorno e di un contratto di lavoro ma, nella maggior parte dei casi, vengono ancora ingaggiati attraverso la figura del caporale che trattiene 0,50 euro per ogni cassone di pomodori riempito dal lavoratore. La maggior parte dei migranti ha anche dichiarato di non sapere quante giornate saranno effettivamente dichiarate ai fini contributivi dal datore di lavoro italiano. In previsione della prossima stagione è indispensabile che gli interventi messi in atto dalla Regione superino la dimensione emergenziale attraverso modalità di attuazione più incisive e tempistiche più adeguate. Lo rende noto Medici per i Diritti Umani.

A Marsico Nuovo la quarta Assise regionale dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata

MARSICO NUOVO - Venerdì 28 novembre alle ore 9,00 a Marsico Nuovo (Potenza), presso la sede del Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese" sita (Via Manzoni, 1) si svolgerà la quarta Assise regionale dei Presìdi Slow Food.
Protagonisti dell'incontro saranno i produttori dei 19 Presìdi Slow Food presenti in Campania e dei 5 presenti in Basilicata. Altri nuovi Presìdi in via di definizione saranno inoltre raccontati nel corso della giornata. Il progetto dei Presìdi Slow Food, iniziato nel 2000, è finalizzato a ricercare, tutelare e valorizzare quegli esempi di agricoltura virtuosa ancora vivi in ogni parte del mondo e spesso a rischio di estinzione per le difficoltà di posizionamento in un mercato sempre più globalizzante.

La responsabile nazionale del progetto Presìdi Slow Food, Francesca Baldereschi, sottolinea: «Il coordinamento regionale campano e lucano è l’unico in Italia a tenere un’assise regionale sul progetto dei Presìdi. Questa specificità nasce dalla necessità rilevata dagli organismi dirigenti locali di accrescere la partecipazione dei produttori al progetto e, per noi di Slow Food, è elemento di grande positività».

L'Assise si aprirà con i saluti di Domenico Vita, Sindaco di Marsico Nuovo; Domenico Totaro, Presidente Ente Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese"; Caterina Salvia, Fiduciaria Slow Food Potenza e Andrea Freschi, Commissario ALSIA - Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura.

A seguire, si farà il punto sullo stato del progetto dei Presìdi Slow Food con Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Italia; Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania e Basilicata; Maria Passari, Dirigente Settore Agricoltura Regione Campania; Amilcare Troiano, Presidente del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano; Francesca Baldereschi, Responsabile Presìdi Slow Food Italia e Vito Trotta, Responsabile Presìdi Slow Food Campania e Basilicata. A moderare il dibattito sarà Antonio Puzzi, Project Manager di Slow Food Campania e Basilicata.

Alle 11,00 tre componenti del Comitato Tecnico Scientifico dei Presìdi Slow Food di Campania e Basilicata Domenico Tosco (Presidente) Gianni Cicia e Federico Infascelli illustreranno i contenuti degli altrettanti tavoli tematici che saranno chiamati ad affrontare tematiche di fondamentale importanza per lo sviluppo delle iniziative legate al progetto dei Presìdi: i contenuti dei Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020 (PSR) delle Regioni Basilicata e Campania, lo sviluppo dell’associazionismo e della cooperazione economica, l’opzione qualità nelle esperienze dei Presìdi.

Dopo la pausa - nella quale sarà proposto un buffet coi prodotti dei Presìdi Slow Food della Campania e della Basilicata - i lavori riprenderanno alle 15,00 con un Question time sul tema "Presìdi 2.1 - Il contributo degli operatori per la prossima stagione dei Presìdi di Campania e Basilicata", il quale prenderà il via dai documenti di sintesi sulle tesi emerse.

Vito Trotta, responsabile del progetto Presìdi Slow Food Campania e Basilicata dichiara: «Con la prossima assise regionale, prima a svolgersi in territorio lucano, vogliamo porre l’attenzione su alcune delle questioni tecniche ed operative afferenti le realtà produttive dei Presìdi campani e lucani. Secondo noi la piccola dimensione, vista sempre nell’accezione di debolezza strutturale e, quindi, fino ad ora elemento di criticità, deve essere tradotta in condizione di forza. Il trait d’union è l’associazionismo inteso come adesione e partecipazione fattiva al progetto: dove cresce la nostra identità si moltiplicano le azioni “buone, pulite e giuste”! Anche in quest’occasione testimonieremo quanto stiamo cercando di portare avanti, a volte con grande fatica e prendendo decisioni difficili e dolorose. In tal senso presenteremo il prossimo “matching” delle reti Slow Food locali di febbraio e il “Presìdi porte aperte” del 28 e 29 marzo 2015. Buona assise a tutti!»

La quarta Assise dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata è a sostegno dell'agricoltura familiare e si svolge con il Patrocinio del Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese" e del Comune di Marsico Nuovo (Potenza).

venerdì 21 novembre 2014

A Marsico Nuovo la quarta assise regionale dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata

POTENZA - Venerdì 28 novembre alle ore 9,00 a Marsico Nuovo (Potenza), presso la sede del Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese" sita (Via Manzoni, 1) si svolgerà la quarta Assise regionale dei Presìdi Slow Food.

Protagonisti dell'incontro saranno i produttori dei 19 Presìdi Slow Food presenti in Campania e dei 5 presenti in Basilicata. Altri nuovi Presìdi in via di definizione saranno inoltre raccontati nel corso della giornata. Il progetto dei Presìdi Slow Food, iniziato nel 2000, è finalizzato a ricercare, tutelare e valorizzare quegli esempi di agricoltura virtuosa ancora vivi in ogni parte del mondo e spesso a rischio di estinzione per le difficoltà di posizionamento in un mercato sempre più globalizzante.

La responsabile nazionale del progetto Presìdi Slow Food, Francesca Baldereschi, sottolinea: «Il coordinamento regionale campano e lucano è l’unico in Italia a tenere un’assise regionale sul progetto dei Presìdi. Questa specificità nasce dalla necessità rilevata dagli organismi dirigenti locali di accrescere la partecipazione dei produttori al progetto e, per noi di Slow Food, è elemento di grande positività».

L'Assise si aprirà con i saluti di Domenico Vita, Sindaco di Marsico Nuovo; Domenico Totaro, Presidente Ente Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese"; Caterina Salvia, Fiduciaria Slow Food Potenza e Andrea Freschi, Commissario ALSIA - Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura.

A seguire, si farà il punto sullo stato del progetto dei Presìdi Slow Food con Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Italia; Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania e Basilicata; Maria Passari, Dirigente Settore Agricoltura Regione Campania; Amilcare Troiano, Presidente del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano; Francesca Baldereschi, Responsabile Presìdi Slow Food Italia e Vito Trotta, Responsabile Presìdi Slow Food Campania e Basilicata. A moderare il dibattito sarà Antonio Puzzi, Project Manager di Slow Food Campania e Basilicata.

Alle 11,00 tre componenti del Comitato Tecnico Scientifico dei Presìdi Slow Food di Campania e Basilicata Domenico Tosco (Presidente) Gianni Cicia e Federico Infascelli illustreranno i contenuti degli altrettanti tavoli tematici che saranno chiamati ad affrontare tematiche di fondamentale importanza per lo sviluppo delle iniziative legate al progetto dei Presìdi: i contenuti dei Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020 (PSR) delle Regioni Basilicata e Campania, lo sviluppo dell’associazionismo e della cooperazione economica, l’opzione qualità nelle esperienze dei Presìdi.

Dopo la pausa - nella quale sarà proposto un buffet coi prodotti dei Presìdi Slow Food della Campania e della Basilicata - i lavori riprenderanno alle 15,00 con un Question time sul tema "Presìdi 2.1 - Il contributo degli operatori per la prossima stagione dei Presìdi di Campania e Basilicata", il quale prenderà il via dai documenti di sintesi sulle tesi emerse.

Vito Trotta, responsabile del progetto Presìdi Slow Food Campania e Basilicata dichiara: «Con la prossima assise regionale, prima a svolgersi in territorio lucano, vogliamo porre l’attenzione su alcune delle questioni tecniche ed operative afferenti le realtà produttive dei Presìdi campani e lucani. Secondo noi la piccola dimensione, vista sempre nell’accezione di debolezza strutturale e, quindi, fino ad ora elemento di criticità, deve essere tradotta in condizione di forza. Il trait d’union è l’associazionismo inteso come adesione e partecipazione fattiva al progetto: dove cresce la nostra identità si moltiplicano le azioni “buone, pulite e giuste”! Anche in quest’occasione testimonieremo quanto stiamo cercando di portare avanti, a volte con grande fatica e prendendo decisioni difficili e dolorose. In tal senso presenteremo il prossimo “matching” delle reti Slow Food locali di febbraio e il “Presìdi porte aperte” del 28 e 29 marzo 2015. Buona assise a tutti!»

La quarta Assise dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata è a sostegno dell'agricoltura familiare e si svolge con il Patrocinio del Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese" e del Comune di Marsico Nuovo (Potenza).

giovedì 13 novembre 2014

Ministro Martina, 'Nei prossimi anni questione agroalimentare fondamentale'

POTENZA - Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha parlato di educazione alimentare ed EXPO 2015 in “Campo Libero”, la rubrica che terrà ogni giovedì alle 8.45 su RTL 102.5, all’interno di “Non Stop News”.

'Educazione alimentari nelle scuole, bisogna partire da lì' - Assolutamente, - spiega il ministro - noi abbiamo poi una grande occasione che è EXPO 2015, dal primo maggio questo grandissimo appuntamento che ha un tema incredibile, tutta la grande questione alimentare globale del futuro e proprio verso EXPO 2015 noi abbiamo costruito con il Ministro Giannini e il Ministero della Pubblica istruzione un programma di educazione alimentare nelle scuole, contiamo di portare 2 milioni di studenti ad EXPO nel 2015, se ne sono prenotati già più di 100.000 ci sono percorsi didattici che dalla scuola materna alle superiori cercano di coinvolgere i ragazzi in un percorso di formazione sull’educazione alimentare. È una chiave formidabile per far cittadinanza e la cosa interessantissima è che rispondono un sacco di ragazzi con progetti veramente interessanti.

Expo è ovviamente la corsa dei cantieri, ma non possiamo fermarci a quello, altrimenti perdiamo di vista il senso di questi mesi.

È così, lo dicevamo prima, nutrire il pianeta energia per la vita, è il grande tema di EXPO. Io do solo un dato: 1 milione di biglietti venduti in Cina, un interesse incredibile da parte di tanti paesi, anche lontani da noi, per capire come si può costruire un equilibrio tra domanda e offerta alimentare. Nei prossimi anni la questione alimentare sarà una grandissima questione geopolitica. Avremo davanti una serie di problemi, dalla lotta allo spreco alimentare, alla lotta alla fame, al contrasto all’obesità, noi oggi abbiamo 800 milioni di persone denutrite e 1 miliardo a rischio di obesità. Questa contraddizione fa emergere come la questione alimentare sarà una grande questione che creerà conflitti, muoverà risorse, poterne discutere in Italia per sei mesi durante EXPO è una grande opportunità per il Paese, e noi sull’agroalimentare abbiamo molto da dire al mondo, conclude Martina.

venerdì 19 settembre 2014

Petrolio in Val d’Agri, la parola all’informazione: ''No alla svendita dei beni comuni per un pugno di royalties''

Numerose realtà pugliesi parteciperanno alla Tavola rotonda prevista per il 19.9.2014 Villa d'Agri. LA Rete appulo-lucana SALVA l'ACQUA esprime solidarietà a tutte le cittadine e i cittadini che cercano di estrarreinformazioni sugli effetti dello «sfruttamento petrolifero in Val d'Agri, che si vorrebbe raddoppiare, mettendo ulteriormente a rischio la salute dei cittadini e l’integrità dell’ambiente». Ci uniamo all'appello delle organizzazioni - Ola, WWF, Laboratorio per Viggiano, l’Onda Rosa di Viggiano e Libera Basilicata - che hanno indetto la tavola rotonda “Petrolio in Val d’Agri – la parola all’informazione – Cosa bolle in pentola in Val d’Agri?” che si terrà il 19 settembre 2014, alle 17.00 presso l’Hotel Sirio di Villa d’Agri (PZ), affinchécittadini, comitati, movimenti, istituzioni e rappresentanze della società civile partecipino attivamente al dibattito e alla ricerca di soluzioni condivise. Diverse realtà parteciperanno dando un contributo concreto alla tavola rotonda a Villa d'Agri. La nostra comunità non può stare a guardare: siamo legati alla Basilicata dall'elemento vitale per eccellenza, l'acqua, dato che mezza Puglia beve l'acqua proveniente dall'invaso del Pertusillo, situato a pochi passi dal centro oli e da numerosi pozzi d'estrazione. Chiediamo di avere la possibilità di partecipare ai processi decisionali (possibilità sempre più ridotta dopo il “decreto legge sblocca Italia” e la proposta di modifica del Titolo V della Costituzione) ed esigiamo che la tutela dell'ambiente e della salute siano prioritari rispetto al perseguimento del profitto (di pochi). Pretendiamo che il principio di precauzione elaborato in sede europea valga almeno quanto le sirene dell'austerity. I governi regionali di puglia, basilicata, campania e calabria si oppongano al disegno disastroso dei predatori di petrolio (e dei loro amici al governo) che dimostrano disinteresse per il possibile inquinamento del bene comune più prezioso, che coincide con la vita, il bene comune per eccellenza, l’ACQUA. Oggi “sovranità popolare” significa poter partecipare alle decisioni riguardanti il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo, l'aria che respiriamo, le fonti energetiche che utilizziamo. Alla “rete di pozzi” vogliamo sostituire una rete di cittadine e cittadini che salvaguardino i beni comuni essenziali per la stessa sopravvivenza delle comunità di fronte alle pretese di chi è disposto a svenderli a colpi di decreto e per un pugno di royalties.
A riferirlo in una nota Rete appulo-lucana SALVA l'ACQUA.

mercoledì 16 aprile 2014

Il trionfo di Bacco e Teseo

POTENZA - Cosa vi fa pensare la parola Teseo? Probabilmente starete già pensando al famoso eroe mitologico e al filo di Arianna. Eppure questo filo non conduce alla graziosa fanciulla del mito ma al sapore ricco e armonico di un vino: Teseo. È un vino rosso che deve il suo sapore al terreno vulcanico del Pian dell'Altare ed è inoltre un'ottima compagnia per piatti genuini come antipasti a base di formaggi e salumi, prelibate zuppe e primi piatti tradizionali. Sicuramente Bacco, il dio del vino, consiglia questo nettare ai giovani intenditori che vogliono deliziarsi con un prodotto unico nel suo genere e che può essere soltanto il frutto di Eleano. Infatti i prodotti dell’azienda vinicola non si rivolgono ad una clientela di soli adulti, ma coprono quasi tutte le fasce di età. Il vino diviene così una possibilità di incontro e divertimento in ogni occasione, perché se gli occhi sono lo specchio dell’anima, il vino è quello della mente.

Classe IV Liceo delle Scienze Umane "E.Gianturco"

lunedì 10 febbraio 2014

Arianna Greco a Milano...e il Barolo diventa Fashion!

POTENZA - 19-26 Febbraio 2014, Chateau Monfort, Milano. Settimana della Moda nella città di Milano, abituata al bello e alle Anteprime. E ben presto si ritorna sul red carpet con una novità che affascinerà il pubblico: l'Artista del vino, Arianna Greco, reduce da Hong Kong e da numerosissime performance in giro per il mondo, si esibirà presso lo Chateau Monfort , dove utilizzerà il Barolo, vino amato dall'artista originaria di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, per realizzare opere d'Arte su tela.

L'inaugurazione delle sue esibizioni milanesi avverrà alle ore 19.00 del giorno 19 Febbraio presso uno tra i più bei Chateau Milanesi, lo Chateau Monfort in Corso Concordia,1 alla presenza di ospiti e giornalisti. Il Barolo non solo sarà plasmato a colpi di pennello da Arianna Greco, sarà anche degustato nella maniera più tradizionale possibile e sarà l'elemento cardine, con le sue proprietà antiossidanti, dell'esclusiva linea di prodotti di Bellezza Baro' Cosmetics,dell'Albese Alberto Toppino e presenti in pochi e ricercati punti vendita in Italia e all'estero. Le esibizioni si svolgeranno ogni giorno nei seguenti orari: 9-11 e 16-22 in un tu per tu con la Celebre Artista del vino, le cui opere son depositate presso importanti Musei Italiani e non solo....

lunedì 3 febbraio 2014

I Distretti del Materano promuovono la coltivazione del pistacchio

MATERA - Il Distretto Rurale delle Colline e della Montagna Materana, d’intesa con il Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino, intende promuovere e valorizzare la coltura “pistacchio” nel territorio rappresentato. Indagini e studi condotti dagli stessi distretti, confortati dall’esperienza ventennale di Innocenzo Colangelo, pioniere della coltivazione del pistacchio da cui trae cospicui vantaggi economici, hanno portato a considerare favorevolmente tale coltura in termini di rilancio economico dell’entroterra materano, considerato marginale per le colture tradizionali ma con caratteristiche pedoclimatiche pressoché perfette per la coltivazione del pistacchio. La forte richiesta da parte del mercato nazionale ed estero e la scarsa diffusione di tale coltura hanno fornito lo spunto per promuoverne la coltivazione e, contestualmente, la trasformazione in prodotti di qualità che i promotori intendono opportunamente valorizzare. L’attività di promozione è stata affidata all’associazione no profit “Pistacchio in Basilicata”, costituita di recente per volontà degli stessi distretti, che in collaborazione con questi ultimi ha inteso organizzare un convegno dal titolo “Il pistacchio in Basilicata: una nuova coltura per il rilancio dell’economia rurale delle aree interne”: si terrà presso il Centro Sociale di Stigliano il prossimo 6 febbraio alle ore 16,30 e prevederà una dissertazione scientifica da parte di esperti del settore, un’esposizione del sig. Colangelo, presidente della sopra citata associazione che illustrerà, tra l’altro, i concreti vantaggi economici conseguibili da questa coltura e, infine, un dibattito aperto agli auditori al fine di soddisfare la curiosità degli interessati.

martedì 19 novembre 2013

Enologia: conto alla rovescia per Basilicata Coast to Coast

POTENZA - Si chiama Basilicata Coast to Coast  ed è un vero e proprio viaggio nei sapori di questa regione  l’evento organizzato da Onav Lombardia che porterà a Milano il meglio dell’enologia lucana ma anche specialità gastronomiche come  il caciocavallo podolico di Calvello, il pecorino di Filiano Dop, la soppressa, il capocollo,  i filetti di maiale e la salsiccia e i dolci mostaccioli lucani.

L’appuntamento è in programma mercoledì 20 Novembre,  dalle ore 19.00 alle 21.30, presso lo showroom Jannelli & Volpi in via Melzo 7 a Milano. Prendendo spunto dal fortunato film di Rocco Papaleo,  ed in collaborazione con la neonata Enoteca Regionale Lucana, la sezione lombarda dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino  proporrà un vero e proprio viaggio alla scoperta della produzione vinicola lucana, percorrendo la regione in lungo ed in largo, attraversando alcune delle aree maggiormente vocate.

Appassionati dell’enologia, esperti e professionisti del settore attraverso il bicchiere potranno compiere un tour nelle province di Potenza e Matera per apprezzare quattro denominazioni d’eccellenza:  Aglianico del Vulture, Matera Dop e Grottino di Roccanova.

In degustazione vi saranno l'Aglianico del Vulture, vitigno versatile dalle notevoli potenzialità evolutive,che continua a stupire per potenza ed eleganza; la Malvasia ed il Moscato, da sempre presenti  nella viticoltura regionale, l'eleganza del Fiano, la mineralità del Greco bianco coltivato nel Metapontino, il Primitivo prodotto nel Materano ed il Grottino di Roccanova, doc emergente prodotta con Montepulciano,Malvasia Nera,Sangiovese e Cabernet Sauvignon.

Gli ospiti dell’evento avranno l’opportunità di apprezzare le aziende storiche dell'enologia lucana,unitamente alle realtà emergenti, il tutto in abbinamento ad interessanti specialità gastronomiche del territorio lucano.

martedì 27 agosto 2013

Una campagna di crowdfunding per il Premio Enogenius 2013

VENOSA (PZ) – Dopo il costante successo degli anni scorsi, l’associazione di promozione sociale Orme sta lavorando all’organizzazione della quinta edizione del Premio Enogenius, il concorso di pittura contemporanea aperto ad artisti di tutto il mondo. L’evento si svolgerà nel mese di novembre e come sempre sarà dedicato al vino rosso Aglianico prodotto nel Vulture, territorio che ospita la manifestazione fin dalla prima edizione del 2009 e che si punta a far conoscere in tutta Italia per le sue bellezze naturali, storico-culturali ed eno-gastronomiche, invitando quanta più gente a visitarlo nei giorni della manifestazione.

Il Premio Enogenius, inserendosi nel fitto calendario di eventi legati ai prodotti tipici del territorio, trova la sua naturale collocazione nel periodo autunnale, a conclusione della vendemmia. La manifestazione negli anni scorsi è stata segnalata e ha ricevuto visibilità dagli organi di stampa generalisti e specializzati sia a diffusione nazionale che locale. Tanti sono stati gli artisti che hanno parso parte al concorso e centinaia i visitatori giunti per ammirare la mostra temporanea dei dipinti in gara.

Poiché il reperimento di contributi a sostegno di iniziative culturali negli ultimi anni si è fatto sempre più difficoltoso, l’associazione Orme ha ritenuto di lanciare una campagna di raccolta fondi online, grazie al cosiddetto “crowdfunding”. Si tratta di un innovativo sistema di finanziamento collettivo a sostegno di iniziative ritenute meritevoli, che sfrutta il grande potenziale di diffusione dei social media per attirare sostenitori e promotori del progetto che si intende realizzare. A supportare questa raccolta l’associazione culturale Apulia Set di Bari, che ha realizzato un sito web attraverso il quale vengono avviate campagne di donazione riservate ad enti no-profit operanti in Puglia, Basilicata e Molise, allo scopo di ottenere fondi da tutto il mondo per finanziare qualsiasi iniziativa, prodotto o servizio ritenuto creativo ed innovativo.

Chiunque consideri il Premio Enogenius come un progetto capace di diffondere il valore sociale della cultura artistica, può effettuare una donazione di qualsiasi importo a partire da 1 euro, contribuendo così alla realizzazione della quinta edizione del concorso. Il budget che verrà raccolto servirà a coprire le principali spese dell’iniziativa, permettendo di eliminare la quota di partecipazione richiesta agli artisti e allo stesso tempo di alzare il montepremi messo in palio per i vincitori rispetto alle edizioni precedenti.

Per sostenere il Premio Enogenius, basterà comunicare la propria intenzione di donazione all’indirizzo e-mail filcantieri@gmail.com, scrivendo nell’oggetto “Premio Enogenius - V Edizione” e nel testo la quota che si desidera donare. In un secondo momento gli organizzatori ricontatteranno i potenziali sostenitori per conoscere il reale interesse nei confronti del progetto ed eventualmente indicheranno la procedura da seguire per poter effettuare la donazione. La raccolta fondi rimarrà aperta fino al 10 ottobre 2013 e, nel caso in cui il progetto non raggiungerà almeno il 50% del budget necessario, le donazioni saranno restituite. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’associazione Orme all’indirizzo associazioneorme.wordpress.com.

mercoledì 3 luglio 2013

Vini da pesce: la 2^ edizione passa in archivio

ANCONA - “L’agricoltura è il vero petrolio italiano e rappresenta una grande opportunità per i giovani, sempre più propensi a costruirsi un futuro … rurale!”.

Con queste parole, un frizzante Fabrizio Gatta, coautore e conduttore delle fortunate trasmissioni televisive Rai LINEA VERDE E LINEA BLU, ha introdotto il brillante talk show che ha preceduto la cerimonia di premiazione della seconda edizione della Selezione internazionale dei vini da pesce.

In una Loggia dei Mercanti gremita di produttori, autorità e giornalisti, Fabrizio Gatta ha esaltato l’operosità dei marchigiani e l’eccezionale colpo d’occhio delle “colline pettinate” che, a livello enologico, rappresentano la “culla ideale” dei magnifici vini che la nostra regione è in grado di offrire. “Le Marche - ha aggiunto Gatta - sono il simbolo di quante risorse ha il nostro Paese per vincere sui mercati internazionali!”

Gli ha fatto eco il presidente della Camera di Commercio di Ancona, Rodolfo Giampieri, ricordando che “Il Made in Italy è, per notorietà, il terzo brand al mondo ed è quindi necessario che “l’Italia faccia l’Italia”, investendo in qualità e creatività! La Selezione ha proprio l’obiettivo di proiettare all’esterno un sistema complessivo di qualità.”.

Ha invece puntato sulla sinergia tra produzioni di eccellenza l’Assessore alla pesca della Regione Marche, Sara Giannini, sottolineando che, insieme al vino, la risorsa ittica di qualità è un bene prezioso per la nostra economia, ma anche per gli aspetti salutistici e nutrizionali di grande valore che contraddistinguono il pescato dell’Adriatico. “In virtù di tali potenzialità - ha aggiunto l’assessore - la Regione Marche è impegnata in un programma di valorizzazione del pesce dell’Adriatico, rivolta in particolare alle nuove generazioni!”.

Stimolato da Gatta sull’importanza del carattere internazionale della Selezione, il presidente di Marchet-Azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di Commercio di Ancona, Giorgio Cataldi, ha evidenziato come “nel mondo si sta affermando sempre più la cultura del vino, anche in mercati non tradizionalmente attenti a questo prodotto. La proiezione internazionale delle aziende vitivinicole, generalmente molto preparate ad affrontare le sfide dei mercati esteri - ha proseguito Cataldi - consente di bilanciare, per lo meno in parte, il calo dei consumi che attanaglia il nostro Paese!”.

“Le Marche sono terra, mare, cultura e musica - ha esordito Alberto Mazzoni, direttore di IMT (Istituto Marchigiano Tutela Vini) - aggiungendo che “la capacità della filiera vitivinicola marchigiana rappresenta un esempio per tutti: piccole e grandi aziende insieme per promuovere il brand Marche. La Selezione è un banco di prova importante per il nostro sistema e, più in generale, per l’enologia italiana, perché ci pone di fronte al giudizio di una giuria che esprime il gusto del consumatore internazionale, verso il quale dobbiamo orientare i nostri sforzi. Troppo spesso ci si dimentica - ha concluso Mazzoni - che si deve produrre per il mercato!”.

Sono 259 le aziende, italiane e straniere, che hanno preso parte al concorso, con 543 campioni valutati dalla giuria internazionale, composta da membri provenienti da 14 diversi Paesi. Eccellente il risultato complessivo di squadra per i vini italiani, che confermano i risultati recentemente ottenuti in altri confronti internazionali, lasciando alle etichette straniere solo 2 delle 37 medaglie in palio! Sono ben 10 le regioni italiane a conquistare almeno un alloro, segno dell’alto livello qualitativo medio che caratterizza in maniera diffusa la nostra enologia.

Note particolarmente positive per Lombardia e Veneto, che fanno incetta di medaglie, mentre l’Abruzzo, con il Cerasulo, domina la speciale categoria riservata ai vini rosati secchi tranquilli a denominazione d’origine. Medaglie anche per Basilicata, Lazio Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Trentino.

Tra i tantissimi produttori, provenienti da tutta Italia, presenti a ritirare il meritato riconoscimento anche i vincitori del “Calice Dorico”, premio speciale assegnato all’azienda che raggiunge il miglior risultato in assoluto. Il prestigioso trofeo è stato assegnato alla CASTELLO MONACI Srl di Salice Salentino (LE), in virtù dei risultati ottenuti con due Chardonnay IGT ed un Negroamaro rosato.

In un momento di notevole flessione per i concorsi enologici, gli ottimi risultati conseguiti da questa seconda edizione della Selezione internazionale dei vini da pesce in termini di partecipazione, insieme all’imponente ritorno mediatico, motivano ancor più il Comitato organizzatore a lavorare alacremente in direzione di un ulteriore potenziamento della competizione, per farne uno strumento di sviluppo del territorio ancor più efficace e, al tempo stesso, un evento sempre più prestigioso sui mercati internazionali della domanda.

martedì 25 giugno 2013

A Matera e Lavello la 'Festa del grano'

MATERA - Un percorso di ''area vasta'' per legare le zone lucane e pugliesi della filiera cerealicola, un'opportunita' di promozione del Mezzogiorno e la costituzione di un museo etnografico con mezzi e tecniche d'epoca. A proporle il sindaco di Lavello, Sabino Altobello, presentando ''Grano duro in festa, mietitura, trebbiatura e scene di vita contadina''. L'iniziativa comincera' a Matera il 29 e 30 giugno e proseguira' a Lavello il 13 e 14 luglio.

giovedì 6 giugno 2013

Pausa pranzo, per 7 italiani su 10 in ufficio trionfa la “SchiChic”

POTENZA - Basta con panini ipercalorici e classici tramezzini. Oltre 7 italiani su 10 (73%) decidono di prepararsi il pranzo la sera prima per poi consumarlo l’indomani sul luogo di lavoro. Un abitudine non solo per operai (38%), ma una vera e propria moda che ha contagiato anche impiegati (29%) e imprenditori (22%). Oggi durante la pausa pranzo degli italiani trionfa la “SchiChic”. Complici il portafoglio (45%) e la voglia di mangiare cibi sani (38%) e di sicura provenienza (34%). Per non commettere errori e passi falsi, ecco che masterchef italiani e nutrizionisti indicano le regole base per preparare la “SchiChic”. Nella scelta degli ingredienti, le parole d’ordine sono varietà (45%), qualità (34%) e leggerezza (26%). Insalate di riso (54%), pasta fredda (49%) e cous-cous (37%) sorpassano panini (38%) e pizzette (31%).

E’ quanto emerge da uno studio promosso dal “Polli Cooking Lab”, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, realizzato mediante la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio on line sui principali social network – Facebook, Twitter, YouTube – blog e community interattive, coinvolgendo circa 1300 utenti tra i 25 e i 55 anni, e attraverso 110 interviste a illustri nutrizionisti e chef nazionali per raccogliere i giusti consigli su come organizzare un’impeccabile “SchiChic”.

Di chiara origine milanese, il termine “schiscetta” nasce nel dopoguerra e deriva dal verbo schisciare, cioè schiacciare, in quanto per chiudere il portavivande si deve premere il suo contenuto. Se a tornare è la passione per la schiscetta, è altrettanto vero che non si ripropone l’immagine del passato, quando nel dopoguerra si ricorreva a un grezzo contenitore d’alluminio per conservare le pietanze preparate da mamma o nonna. Oggi negli uffici e sulle scrivanie di mezz’Italia, oltre alle classiche ciotole di plastica, irrompono i “lunch box” portavivande multifunzioni dall’anima tecnologica, dal design curato e dal contenuto ricercato. Disponibili sia in legno sia in metallo, il loro prezzo oscilla dai 10 ai 50 euro. Ecco quindi che la tradizionale schichetta lascia il posto alla “schichic”, il pasto sano e genuino consumato in appositi contenitori glamour e corredato da eleganti accessori.

Alcuni recenti studi e dati giustificano la voglia di risparmio e di conseguenza il “ritorno di fiamma” degli italiani per la storica “schiscetta”, vero cult nel dopoguerra. Secondo le ultime rilevazioni di Adusbef, i costi della pausa pranzo sono aumentati drasticamente negli ultimi anni: il prezzo di una bottiglia d'acqua da mezzo litro negli ultimi dieci anni è cresciuto del 217%, e quello della classica “pizzetta” del 199%, dai 77 centesimi del 2001 ai 2,30 euro del 2011. Il risultato finale è che un veloce pasto può ammontare in media tra i 5 e i 12 euro, pari a oltre 150 euro al mese. Il fatto che sempre più italiani optino per la “pausa pranzo fai da te” è testimoniato anche dal recente rapporto Coldiretti/Censis "Crisi: vivere insieme, vivere meglio", secondo il quale  7,7 milioni di italiani si portano al lavoro il cibo preparato in casa, e di questi sono oltre 3,7 quelli che dichiarano di farlo regolarmente.

Mense, bar, pizzerie e fast food sono ormai un lontano ricordo per impiegati e professionisti. Un tempo consuetudine esclusiva per gli operai, oggi la schiscetta è un’abitudine che non riguarda soltanto la classe operaia (38%): tra le categorie conquistate dal “pranzo fai da te” troviamo anche impiegati (29%) e persino i manager (22%). Quali altre caratteristiche hanno gli amanti della schichic? Essi sono prevalentemente donne (61%), e la maggioranza ha un’età compresa tra i 25 e i 40 anni (44%).

Ma perché gli italiani hanno deciso di rispolverare la sana abitudine della schiscetta? In tempo di crisi, il bisogno di risparmiare (45%) è in cima alle preferenze degli italiani. Segue poi l’aspetto salutista, ovvero la voglia di mangiare cibi sani (38%) e di sicura provenienza (34%). Da non sottovalutare, inoltre, il bisogno di ottimizzare il tempo in pausa pranzo (28%), evitando in questo modo tempi d’attesa e lunghe code presso bar e ristoranti.

Quali sono, invece, le difficoltà che incontrano gli italiani nella preparazione della “SchiChic”? La maggioranza rinuncia a preparare il pranzo la sera prima per mancanza di tempo (34%) o perché si torna a casa molto stanchi (28%). Una percentuale consistente rinuncia alla schichic perché non sicuro di cosa poter preparare (30%).

Il Polli Cooking Lab ha chiesto a diversi nutrizionisti e chef stellati quali sono le regole principali per preparare una schichic gustosa e di qualità. “E’ fondamentale realizzare un piatto gratificante e capace di saziarti per l’intero arco della giornata - afferma Pietro Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione - E’ possibile utilizzare cibi e pietanze avanzate la sera prima. Personalmente consiglio di utilizzare formaggi light, tonno in scatola, pomodori, frutta, insalata”.

Secondo gli chef stellati, per la preparazione della “SchiChic” occorre seguire delle parole d’ordine: prime tra tutte varietà (45%), qualità (34%) e leggerezza (26%). Preparando la schiscetta a casa  bisognerebbe fare molta attenzione a preparare piatti a base di verdure, cereali e legumi – afferma Rosanna Marziale, chef del ristorante “Le Colonne” di Caserta - I vantaggi consistono nel non appesantirsi con cibi dalle preparazioni complesse”.

Ma quali sono gli ingredienti segreti per una “SchiChic” sana e gustosa? Secondo gli chef basta scegliere tra verdure (54%), pesce (47%), yogurt (36%), carne (43%), formaggi (41%) e frutta fresca (34%). I piatti più gettonati? Insalate di riso (54%) pasta fredda (49%) e cous-cous (37%), di gran lunga preferiti a panini (38%) e pizzette (31%). “Per una schichic di qualità è possibile rispolverare i classici piatti della nonna – sostiene Arcangelo Dandini, del Ristorante L’Arcangelo di Roma – come una gustosissima pasta fredda con cacio e pepe. Con le verdure, puoi fare i passati con cicoria e qualche pezzettino di guanciale. Per la facilità nella preparazione, consiglio inoltre insalate di riso preparate con asparagi e maionese, utilizzando sottoli e sottaceti, oppure con alici, ceci e pinoli”.