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sabato 22 giugno 2019

Amabili confini 2019 chiude con Nadia Terranova


E’ stata Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019, a concludere con un appuntamento “off” l’edizione 2019 di Amabili Confini. La scrittrice e docente alla Scuola del libro di Roma ha dialogato del suo romanzo Addio fantasmi, in piazza san Francesco, a Matera, con Salvatore D’Alessio (Leggo quindi sono) e Simona Nardulli (ingegnere) e, a Miglionico, introdotta da Grazia Ventura dell’associazione Culture in movimento, con Marzia Dalessandro (avvocato) e Francesco Bonelli (animatore culturale).

Particolarmente intenso è stato l’incontro di Nadia Terranova con i lettori di domani: nel Campus dell’Unibas, l’autrice si è confrontata con le studentesse Asia Andrea Oliano e Noemi Morano dell’associazione Dicemus, coordinate dal professor Domenico Copertino.

Amabili Confini, insomma, chiude la sua quarta edizione con una certezza in più: quello di aver inaugurato e reso realtà un nuovo modo di fare e condividere cultura.

Che il bilancio del progetto di rigenerazione urbana delle periferie sia ampiamente positivo lo si coglie anche dalle parole dell’ideatore di Amabili Confini, Francesco Mongiello: “Ogni anno, alla fine di ogni edizione - racconta- prevaleva su tutto la soddisfazione di aver portato a termine l’iniziativa, senza sforare il budget disponibile. Questa volta – sottolinea- le emozioni sono state il tema dominante di ogni incontro; scaturivano dai racconti dei residenti, dalle riflessioni degli scrittori e dall’atmosfera calorosa; al punto che, mai come in questa occasione, avrei voluto che la rassegna non finisse”.

Nonostante le avversità climatiche, che hanno impedito di svolgere molti degli incontri all’aperto, nelle piazzette delle Macro-Aree, disegnate da Amabili Confini, per intrecciare storie e racconti sul tema di questa edizione “Orizzonti”, il salto di qualità della manifestazione è innegabile.

“Quest’anno – conferma Mongiello- abbiamo registrato, più che nelle scorse edizioni, una maggiore partecipazione sia in termini di pubblico che nel numero di testi pervenuti. Ne abbiamo ricevuti circa 180, tra racconti brevi e poesie, scritti dai migranti, dai detenuti della Casa Circondariale, dai residenti dei quartieri di Matera e di altri Comuni; autori appartenenti a qualsiasi fascia d’età e per i quali Amabili Confini ha rappresentato l’occasione per cimentarsi con la scrittura di un testo breve o di una poesia assecondando le proprie inclinazioni e scoprendo, così, abilità inaspettate; oppure, più semplicemente, per dare forma ai propri pensieri ispirandosi alla parola Orizzonti, tema di questa edizione”.

“Iosif Brodskij- conclude Mongiello- definiva la poesia un acceleratore mentale. Oserei dire che Amabili Confini è un acceleratore di socialità: innesca il desiderio di condivisione e fa emergere quel senso di comunità che vorremmo ritrovare sempre e ovunque”.

venerdì 21 giugno 2019

La Lopa Matera ospiterà la mostra fotografica “Matera i Sassi”

MATERA - Dal 23 al 30 giugno 2019, la Lopa Matera (Via Bruno Buozzi 13) ospiterà la Mostra fotografica di Cataldo Albano “MATERA I SASSI”, che illuminerà successivamente la Città di Taranto (dal 24 agosto) e la città di Verona (dal 25 ottobre).

La Mostra è organizzata da Cataldo Albano, con il Patrocinio del Comune di Matera, Comune di Taranto, Provincia di Verona, Lucana Film Commission, e la partnership di La Lopa Matera, Vitis in Vulture, Cantine Ruggeri Lizzano, Casa Vestita Grottaglie, Simeoni Arti Grafiche Verona, Dolci Colori S.r.l. Verona.

Si tratta di un’esposizione multimediale, foto e video, frutto del reportage nel mese di ottobre 2017 di Cataldo Albano in compagnia dei Sassi, di tre Artigiani e due Modelle.

All’inaugurazione prevista per domenica 23 giugno ore 18,00, ai saluti di Antonella Passione (La Lopa) faranno seguito gli interventi di Mariella Cuoccio (poetessa), Mimmo Vestita (ceramista), Francesco Lenoci (docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano).

Saranno ospiti e protagonisti della serata inaugurale: Mario Daddiego (Il Bottegaccio), Massimo Casiello (Tornitura Artistica Atelier del Legno), Eustachio Rizzi (Sassi in Miniatura), il Pane di Matera del Panificio Cifarelli e l’Aglianico del Vulture di Vitis In Vulture.

L’ingresso è libero.

giovedì 20 giugno 2019

Investimenti Ue in cultura: "Un asset fondamentale per la crescita economica dell’Italia"

MATERA - Dal Grande Progetto Pompei alla Cattedrale di Matera, passando per la riqualificazione della reggia di Venaria Reale e per il restauro e la valorizzazione della cinta muraria de L’Aquila. Sono solo alcuni dei progetti in ambito culturale sostenuti dall’Unione europea in Italia nel corso degli ultimi anni tramite i Fondi strutturali e di investimento europei. A ciò si aggiunge il programma Europa Creativa, che sostiene le imprese culturali e creative dei 28 Stati membri: l’Italia, però è solo quarta tra i Paesi beneficiari del programma, con 180 progetti e 41,2 milioni di euro erogati nel periodo 2014-2018.

Eppure i finanziamenti sono indispensabili per la valorizzazione e l’accessibilità del patrimonio culturale e per favorire la pubblica fruizione della cultura da parte degli italiani, che nel 2018 hanno speso circa 31 miliardi di euro per servizi culturali e ricreativi (tra cui teatro, cinema, musei, concerti), in aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente.[1]

Nella prossima programmazione 2021-2027, il bilancio destinato alla cultura dovrebbe aumentare. In particolare, il bilancio di Europa Creativa dovrebbe salire a 1,85 miliardi di €, con l'intento di rafforzare i progetti di cooperazione transnazionale e le reti europee in ambito culturale. Allo stesso tempo anche le politiche di coesione in Italia avranno la cultura come tema unificante, insieme ad altri, per la realizzazione degli obiettivi strategici individuati dall’Unione europea.

A questi temi, e soprattutto a come utilizzare in modo più efficiente le opportunità offerte dall’UE nel settore culturale è dedicato l’incontro del 21 giugno a Matera “La Cultura nella programmazione europea 2021-2027: linee strategiche e azioni operative”, promosso dalla Commissione europea insieme a Federculture.

“La cultura può essere una forte leva di sviluppo del territorio” afferma Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, “lo dimostra ad esempio il restauro della Cattedrale di Matera, co-finanziato dall’Unione europea con 3 milioni di euro, che ha permesso non solo di recuperare un monumento di elevato valore architettonico ed artistico, oltre che religioso, ma anche di portare benefici a livello di turismo ed economia locale”.

Nei lavori di restauro infatti sono stati coinvolti artigiani e imprese locali, e la sua riapertura al pubblico nel 2017, dopo 10 anni di chiusura, ha contribuito a un tangibile aumento del turismo per la città e per la regione Basilicata. Ad un anno dalla riapertura della Cattedrale, la città ha ricevuto 447.721 visite, ovvero +9,4% rispetto al 2016.

Il 21 giugno sarà una giornata completamente dedicata alla cultura e a Matera Capitale europea della cultura 2019 da parte della Commissione europea, co-organizzatrice del concerto per la Festa della Musica che si terrà in serata alla Cava del Sole, con protagonisti Roberto Vecchioni e l’Orchestra di Piazza Vittorio. Un modo per celebrare la cultura anche nella sua forma più immateriale.

Paola Perrone, un manuale sul panorama dell'Unione Europea

LECCE - Negli ultimi anni non sono mancati i contrasti tra fonti comunitarie e fonti interne in materia di beni pubblici e, nello specifico, di uso dei beni appartenenti al demanio marittimo concessi a privati per attività turistico ricreative. Paola Perrone traccia i contorni del quadro costituzionale e del panorama normativo di riferimento nell’Unione Europea, realizzando un manuale per gli addetti ai lavori e non solo. Avvocato, Cassazionista, Docente di diritto ed economia, la professionalità a tutto tondo dell’autrice riesce a emergere nell’analisi ben strutturata di quanto accaduto dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein.

Paola Perrone pone al centro della riflessione la direttiva Bolkestein, quale provvedimento non inteso a disciplinare nello specifico l’ampio settore dei servizi, ma volto a imporre poche regole generali, lasciando a ogni singolo Stato membro la libertà di decidere al meglio l’applicazione dei principi comunitari. Un testo chiaro e preciso che, a partire dal primo capitolo, alla stregua di un’enciclopedia, spiega le parole chiavi di un ragionamento giuridico, da tempo oggetto d’indagine dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Cerca di porre ordine tra leggi, regolamenti e circolari che ostacolano le realtà imprenditoriali esistenti sul territorio costiero italiano con l’obiettivo di illustrare una materia che entro il 2020 dovrebbe avere una disciplina compatibile con la normativa comunitaria e con la situazione giuridica nostrana. Dopo un excursus legislativo, il volume si concentra sulle procedure di evidenza pubblica come possibilità per continuare a esercitare le attività già esistenti da parte degli imprenditori balneari. Nell’ultimo capitolo l’attenzione ricade sulle concessioni demaniali all’interno dell’UE. La Perrone, dunque, si chiede quali possano essere i risultati di fronte alla proroga per altri quindici anni delle concessioni dinanzi a un atteggiamento restrittivo dell’Autorità giudiziaria italiana e se non sia preferibile, piuttosto, ricercare, proprio all’interno dell’ordinamento nazionale, le idee e le risorse per risolvere la questione.

TRAMA. La vexata quaestio delle concessioni demaniali marittime è attuale alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia europea e dell’orientamento che ha assunto il Giudice Amministrativo Italiano. Il libro vuole offrire agli operatori del settore una visione chiara della disciplina dopo la direttiva Bolkestein, coniugandola agli altri istituti giuridici presenti nell’ordinamento, italiano e comunitario, con l’obiettivo di offrire uno strumento utile di lavoro per quanti avranno l’obbligo di fornire una regolamentazione organica al settore.

Paola Perrone nasce a Lecce nel 1962. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, inizia a esercitare la professione di avvocato nel 1987, divenendo Cassazionista nel 2003. Già docente di diritto ed economia nelle scuole superiori dal 1994 al 2000, dal 2002 ha, anche, rivestito il ruolo di Giudice Onorario di Tribunale. Nel gennaio 2017 ha conseguito il Master di II livello in “Diritto ed Economia del mare” presso l’Università degli Studi di Pescara “Gabriele D’Annunzio”, esperienza che le ha permesso di indagare a fondo il tema trattato in questo lavoro.

martedì 18 giugno 2019

Amabili confini Off incontra Nadia Terranova finalista del Premio Strega


Amabili Confini, il progetto di rigenerazione urbana delle periferie, giunge all’ultimo capitolo della sua narrazione collettiva di nuovi “Orizzonti”. Ospite “fuori rassegna” è Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019 con il romanzo, edito da Einaudi, Addio fantasmi.

Il primo appuntamento con Amabili confini Off è martedì 18 giugno, alle ore 18.30, in piazza san Francesco, di fronte all’ex Banca d’Italia, alle 18.30. A dialogare con l’autrice Salvatore D’Alessio (Leggo quindi sono) e Simona Nardulli (ingegnere).

Mercoledì 19 giugno si replica, alle ore 19.30, in piazza Popolo a Miglionico, dove, introdotti da Grazia Ventura dell’associazione Culture in movimento, dialogheranno con Nadia Terranova Marzia Dalessandro (avvocato) e Francesco Bonelli (animatore culturale).

Ultima tappa degli incontri autogestiti dagli studenti sarà l’Università della Basilicata. La scrittrice, docente alla Scuola del libro di Roma e collaboratrice di diverse testate tra cui Repubblica, Internazionale e il Foglio, nel Campus dell’Unibas, sempre il 19 giugno, alle ore 11, si confronterà con le studentesse Asia Andrea Oliano e Noemi Morano dell’associazione Dicemus, coordinate dal professor Domenico Copertino.

Addio fantasmi, che arriva dopo il romanzo d’esordio Gli anni al contrario, con cui Nadia Terranova ha vinto i premi Brancati, Fiesole, Grotte della Gurfa, Bagutta Opera Prima, Viadana e Viadana Giovani, Bergamo, Adotta un esordiente, Premio Narrativa Anni di Piombo Luigi Di Rosa e il premio italo-americano The Bridge Award per la narrativa, è un libro sulla perdita e sull’aspirazione a superarla. Nadia Terranova dà voce a Ida che a trentasei anni torna a Messina per aiutare la madre a sgombrare la casa in cui loro due hanno vissuto, prima con il padre, sparito quando lei aveva tredici anni, e poi da sole. La fuga di Sebastiano, dopo un periodo di intensa depressione, ha condizionato la vita di Ida, i suoi rapporti con la madre e i suoi rapporti con Pietro, il marito che ama, ma con cui dopo un po’ si è inceppato il meccanismo del desiderio. Ida adolescente ha sentito la sparizione del padre come una propria sconfitta; era a lei che la madre disperata aveva delegato il compito di stare accanto al marito; da adulta sulla scena del delitto si trova ad affrontare tutto il proprio rimosso. Rincontrare la sua amica Sara, raccogliere le confidenze straziate di Nikos, il giovane operaio che aggiusta il suo tetto, parlare finalmente con la madre consentono a Ida di ripartire da Messina con una nuova consapevolezza di sé. Un libro catartico per chi l’ha scritto e per chi lo legge, per la sua capacità di dar corpo ai fantasmi, a tutti i fantasmi, non solo ai propri, con una lingua meravigliosamente evocativa nella sua concretezza.

lunedì 17 giugno 2019

Libri: 'Boccioli di rose' è il nuovo racconto di Maria Cristina Pizzuto

MILANO - Maria Cristina Pizzuto presenta “Boccioli di rose”: un diario intimo, un intenso racconto ispirato dalla personale esperienza dell’autrice con l’anoressia. Un’opera che vuole dare speranza a chi combatte contro questa malattia, e che cerca di spiegare le ragioni che possono portare una persona a soffrire di una condizione che colpisce duramente il fisico, ma che soprattutto strema lo spirito. Una testimonianza delicata e onesta, una nuova e importante uscita per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe, che si impegna a raccontare le complesse e infinite sfumature della natura umana.

Boccioli di rose presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l'andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell'anoressia.

Maria Cristina Pizzuto è nata a Milano e vive a Fara Gera d'Adda (BG). Boccioli di rose (PubMe, Collana Policromia, 2019) è il suo primo romanzo.

sabato 15 giugno 2019

Lotus, le anime di Aoroa di Roberta Dieci

MILANO - Roberta Dieci presenta “Lotus. Le anime di Aoroa”, il primo volume di una saga YA Fantasy. Un’intensa storia d’avventura e d’amore in una terra che appartiene al mito; la visione utopica di un mondo ai confini del sogno in cui la passione per la vita arde nei cuori dei suoi abitanti, in cui si è liberi di scoprire sé stessi e di esprimersi senza riserve. Dopo il pluripremiato “I sogni non fanno rumore”, l’autrice torna al suo amato mondo classico raccontando una storia che diventa leggenda, ambientata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio a cui i due giovani protagonisti scopriranno di appartenere, e per cui varrà la pena combattere.

TRAMA. Lotus. Le anime di Aoroa, primo capitolo di una saga YA fantasy, è la storia di Bianca e Marco, due giovani che non si sopportano ma che scopriranno di essere legati da un sottile e misterioso filo rosso, che ne intreccia indissolubilmente i destini. Quando ai due ragazzi viene chiesto di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano”, che li metterà alla prova sia a livello sportivo che intellettuale, si ritrovano catapultati in un mondo sconosciuto, dove vengono accolti dal mitico popolo degli Aoroi. Considerandolo all’inizio solo un sogno più reale di altri, ben presto Bianca si renderà conto che anche Marco sta vivendo un’esperienza simile, ipotizzando che si tratti di un sogno condiviso. Ma la verità è molto più complessa, e i due ragazzi vedranno stravolta la loro vita: dovranno combattere con coraggio per la propria terra d’origine e il proprio popolo, ma saranno poi divisi dal succo del fiore di Loto, che crea l’oblio su Aoroa e costringerà Bianca a tornare alla realtà.

BIOGRAFIA. Roberta Dieci è un’insegnante e scrittrice. È inoltre una calciatrice, e adora i tacchi a spillo, ama il latino e lo shopping compulsivo, è fan delle serate in famiglia e degli aperitivi con le amiche. Da quelli che lei stessa definisce "gli ossimori della sua vita" ha tratto storie eccentriche, vivaci, piene di personaggi passionali e contrastati. Pubblica nel 2017 per Bookabook Edizioni il romanzo rosa I sogni non fanno rumore. Il fantasy YA Lotus. Le anime di Aoroa (Reverdito, 2019) è il suo secondo romanzo.

Libri: Manola Aramini presenta 'Noi che ci stiamo perdendo'

MILANO - Manola Aramini presenta il romanzo giallo “Noi che ci stiamo perdendo”, una storia di brucianti sensi di colpa, di segreti inconfessabili e di pericolose passioni. Il Commissario Fermi deve indagare su due misteriosi omicidi avvenuti in una calda e luminosa Fregene, che si contrappone all’oscurità che avvinceva la prima vittima, Tatiana, e che si ritrova tra le pagine della sua controversa e a tratti delirante autobiografia. Manola Aramini esplora le relazioni amorose scoprendone i lati più nascosti, e mostrando quanto dolore può nascere da un sentimento d’amore, e fino a che punto può logorare un’anima fragile. Un romanzo che appassiona per la sua trama gialla e per la sua acuta analisi della psicologia umana.

TRAMA. La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda si svolge a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes sarà costretto a ripercorrere tutta la sua vita e ricorderà la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Nel romanzo si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Oltre all’apparenza di una normale vita borghese, inizieranno a comparire le ombre nella vita di Tatiana. Gli eventi ad un certo punto sconvolgeranno il Commissario che si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana. Il romanzo è un giallo, con una forte connotazione psicologica che indaga le ragioni dell’amore e del tradimento. Noi che ci stiamo perdendo racconta gli amori ritenuti sbagliati e le fragilità dell’animo umano.

Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Ha inoltre frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini (Milena edizioni) con il quale si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura “La finestra eterea” nel 2015. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

venerdì 14 giugno 2019

Emanuele Zanardini presenta il nuovo libro ''Il destino di stelle cadenti''

MILANO - Emanuele Zanardini presenta “Il destino di stelle cadenti”, una storia d’amore segnata dal fato, quella di Milo e Cassie, due giovani che conoscono troppo presto l’amarezza della vita. In un racconto che offre spiragli di luce nonostante le ombre che avvolgono i personaggi, si riflette sul destino e sulle coincidenze che a volte legano due persone appartenenti a sistemi solari lontani, avvicinandole anche a loro insaputa, prima di scaraventarle di nuovo sole nell’universo. Una storia di dolore e redenzione di un autore che riesce a parlare al cuore del lettore, e che cerca una risposta alla domanda: “Cosa succede a una stella quando cade?”.

TRAMA. Chi si preoccupa del destino delle stelle cadenti? Se lo chiede Cassiopea, la sera di San Lorenzo, mentre osserva il cielo stellato. Nella sua vita ne sono sfrecciate di stelle cadenti, che l’hanno illuminata per un istante e poi sono svanite. Come il padre, che non ha mai conosciuto. “Non credevo che una ragazza potesse essere così felice con me”. Milo si sorprende di tanta fortuna. E infatti non dura molto. Precario nella vita, soprattutto negli amori, si innamora almeno una volta al giorno. Anche di quella ragazza, che sembra un extraterrestre che guarda la sua navicella spaziale volare via. Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Quale sarà il loro destino? Vagare da soli nell’immenso spazio della loro esistenza, oppure riavvicinarsi definitivamente per costruire insieme il loro futuro?

Emanuele Zanardini ha scelto di cambiare rotta nella sua vita da adulto, dopo diciotto anni dello stesso lavoro, e di seguire la propria ispirazione. Così la passione per la scrittura, che lo accompagna fin dall’età della ragione, è diventata il movente delle sue giornate. Viaggiatore e fotografo, l’autore ha narrato le sue peregrinazioni nei cinque continenti per il web magazine Gli scrittori della porta accanto. Per il blog Fotografia moderna ha raccontato la Storia e le storie dietro immagini famose. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di racconti La guerra è finita! Andate in pace per BookaBook Edizioni. Nel 2019 pubblica in self-publishing il suo primo romanzo Il destino di stelle caden

giovedì 13 giugno 2019

Mauro Mogliani pubblica il libro 'Cerco te'

POTENZA - Mauro Mogliani presenta “Cerco te”, un thriller psicologico che indaga a fondo nelle relazioni interpersonali, nel bisogno di amore e attenzioni che, se non appagato, lascia cicatrici che possono portare a compiere i gesti più inconsulti. Un romanzo che analizza le motivazioni che spingono anche l’essere umano più insospettabile alla vendetta e alla violenza, mentre racconta il dissidio interiore dell’ispettore Nardi, un uomo dilaniato dai sensi di colpa, gettato suo malgrado in un gioco perverso in cui il tempo è il suo peggiore alleato. Un thriller avvincente vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019”.

TRAMA. L’ispettore Piero Nardi riceve una lettera misteriosa firmata “Nessuno” che annuncia un gioco perverso: quattro donne verranno sequestrate in successione e liberate dopo sette giorni. La quinta vittima, questa volta un uomo, non sopravviverà. Il potenziale rapitore assicura che le donne, una volta rilasciate, staranno meglio di prima. Il gioco ha effettivamente inizio; la cittadina marchigiana di Tolentino è nel panico. Le donne vengono rapite e rilasciate dopo una settimana in stato confusionale; non ricordano più nemmeno chi sono. Spetterà a Nardi, con l’aiuto dell’ispettore Gambuti, scoprire cosa lega le vittime per anticipare le mosse di Nessuno, capirne gli intenti e impedire che compia l’annunciato e drammatico finale.

BIOGRAFIA. Mauro Mogliani esordisce nel 2014 con il thriller psicologico Nessuno sa chi sono io, pubblicato da Italic&Pequod. Nel 2015 pubblica per la stessa casa editrice Racconti per insognia.  Nel 2016 esce in ebook La confessione, facente parte del progetto "FeelBook: il libro che segue le tue emozioni". Nel 2018 pubblica per Leone Editore il thriller Cerco te, vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019” e del premio speciale al concorso internazionale di poesia e narrativa di Prato “Un Tessuto di Cultura 2019”.

Battiti Live: ufficializzate le 5 tappe dello show targato Radionorba


BARI - Parte ufficialmente il conto alla rovescia per la 17^ edizione del Radionorba BATTITI LIVE. Cinque le tappe dell’evento musicale estivo che tornerà a riempire le piazze: 30 giugno Vieste, 7 luglio Brindisi, 14 luglio Trani, 21 luglio Gallipoli, 28 luglio Bari.

“Diciassette edizioni ma l’entusiasmo è lo stesso di sempre” - dichiara Marco Montrone presidente di Radionorba – “Promuoveremo cinque stupende location, in grado di rappresentare al meglio il nostro bellissimo territorio e nelle quali siamo assolutamente certi di rincontrare il calore del pubblico che è parte integrante del nostro show. Nei prossimi giorni sveleremo ulteriori dettagli fino alla presentazione dell’attesissimo cast artistico, che come sempre cercherà d’incontrare il gusto di più generazioni, in linea con il posizionamento editoriale di Radionorba”.

mercoledì 12 giugno 2019

Giornate dell’archeologia 2019 al Polo museale della Calabria

Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria

REGGIO CALABRIA - Il Polo museale della Calabria, diretto da Antonella Cucciniello, celebrerà, dal 14 al 16 giugno 2019, nei luoghi della cultura statali di propria competenza di seguito riportati le Giornate dell’archeologia con mostre, visite guidate e attività didattiche.

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it

Dal 14 al 16 giugno 2019 il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia (Vibo Valentia) celebrerà le Giornate dell’archeologia 2019 con iniziative di forte connotazione educativa.

Questi in dettaglio il programma previsto:

Workshop
Caccia al tesoro. Cerca all’interno del museo gli indizi nascosti e ricomponi il puzzle di Persefone.

Spettacolo

A teatro con gli antichi greci. Il dramma è un’eredità importante del passato; assistiamo alla rappresentazione teatrale del mito di Persefone.

Visita guidata
Conosci la tua storia accompagnato dagli antichi dei. Delle guide speciali vi accompagneranno nelle sale del museo

Workshop

Disegna il mito Bambini, impugnate matite e pennelli e disegnate insieme a noi il mito di Persefone, i migliori disegni saranno premiati nel contest di Vibo Comics che si terrà il 15 e 16 giugno presso Palazzo Gagliardi.

Workshop
#archeovv photo contest Fotografa i reperti del museo ed usa il nostro hashtag #archeovv , chi otterrà più like?

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Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it
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Venerdì 14 giugno, ore 18:00

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CAPO COLONNA

Presentazione del libro “L’olio d’oliva tra storia, archeologia e scienza”
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Sabato 15 giugno, ore 10:30

MUSEO E PARCO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CAPO COLONNA

Staffetta archeologica e passeggiata didattica per bambini
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Sabato 15 giugno, ore 17:30

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CROTONE

Laboratorio di stratigrafia e classificazione dei reperti ceramici, per ragazzi e adulti
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Domenica 16 giugno, ore 18:00

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CROTONE

Conferenza di presentazione e apertura del contest fotografico:

“Le storie del Lacinio”
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

venerdì 14 giugno 2019 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30

Parco Archeologico di Sibari (Parco del Cavallo)

Programma:

“Archeologo per un giorno”:

- proiezione di un video animato sul significato di archeologia e sul lavoro dell’archeologo;

- simulazione di scavo;

- laboratorio di ceramica;

- laboratorio “leggiamo gli ostraka”;

- gioco: “riconosci i paramenti murari”;

- visita guidata dell’area archeologica;

- Contest ArcheoSelfie (scatta un selfie della giornata e pubblicalo!).

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Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

Sono previste manifestazioni per la valorizzazione e la promozione del Parco Archeologico e dei Musei (Museo del Periodo Greco; Museo del Periodo Romano e Museo del Territorio) ricadenti in questo straordinario lembo di Calabria.

Segnaliamo, infatti, un’accattivante visita guidata (“Tra Miti, Immagini e Archeologia”) e una particolarissima passeggiata dove saranno esposte sagome di vasi greci; interessante spunto per racconti di “miti e leggende”. Entrambe le iniziative si terranno nel Parco Archeologico.

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Referente: Elisa Nisticò

mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it

Dal 14 al 16 giugno 2019 il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium celebrerà le Giornate dell’archeologia 2019 con iniziative di forte connotazione educativa ma non solo. Teatro, musica, arte contemporanea arricchiranno l’offerta che il Museo propone gratuitamente.

Questi in dettaglio il programma previsto:

Archeology for Kids: puzzle, attività ludiche e didattiche, laboratori di archeologia sperimentale, caccia al tesoro, queste e tante altre attività per divertirsi e imparare.

Workshop di arte contemporanea, disegno delle statue dal vivo, photocontest, conferenze.

Visite guidate nel parco, nel museo e nei depositi per scoprire le ricchezze di Scolacium.

Spettacoli dal vivo: coro polifonico e rappresentazione teatrale.

Attività didattiche ed educative: laboratorio di ceramica e tessitura, educazione ambientale, laboratorio di antropologia.

Per informazioni e prenotazioni consultare le pagine ufficiali Facebook e Instagram e telefonare al Museo (0961391356) o scrivere a pm-cal.scolacium@beniculturali.it

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Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Direttore: Faustino Nigrelli

mail: pm-cal.mileto@beniculturali.it

Venerdì 14 giugno 2019 – Ore 18.15

Convegno e mostra “In cammino con la storia” – Dall’archeologia agli archivi cartacei

L’esposizione sarà visitabile dal 14 al 30 giugno 2019 da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.00

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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)

Direttore: Orsola Laura Delfino

mail: pm-cal.archeoderi@beniculturali.it

Venerdì 14 giugno 2019, alle ore 16.00, saranno presentati al pubblico i nuovi sistemi tecnologici installati al Museo.

All’evento parteciperanno: Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri, Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace e Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro; Laura Delfino, direttore Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” di Bova Marina; rappresentanti dell’amministrazione comunale di Bova Marina; Giuseppe Musicò, coordinatore operativo della digi.Art servizi digitali per l’Arte e Francesco Barilla, presidente della FAND (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità).

Sarà, inoltre, allestita la mostra “Come eravamo: in immagini e versi”. L’esposizione presenta una selezione dei ritratti fotografici di Nicola Delfino, veterinario per mestiere ma appassionato fotografo della realtà che lo circondava e pittore originale. La macchina fotografica appesa alla spalla era la sua compagna inseparabile. Così ha raccolto centinaia di fotografie, che non solo sono documenti di un’Italia che è cambiata enormemente negli ultimi 70 anni, ma raccontano anche la sua vita: dalla seconda guerra mondiale, che ha combattuto in Russia, alla sua breve permanenza ad Africo Vecchio, nel cuore dell'Aspromonte, nel 1951, al periodo in cui è stato veterinario a san Luca, negli anni dal 1953 al 1957, poi nel 1961 il suo soggiorno in Tanzania, e infine Gerace che è diventata la sua vera e definitiva casa.

Alle fotografie sono stati affiancati dei versi classici che sembrano gettare una luce particolare sui soggetti rappresentati.

Giovanni Capurso presenta ''Il sentiero dei figli orfani''


BARI - Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

martedì 11 giugno 2019

Il 13 giugno al via workshop a Matera con Manuela Arcuri


MATERA - “MALTA IL MODELLO POSSIBILE DELLA CULTURA MEDITERRANEA DA SCOPRIRE” è il workshop che si terrà a Matera il 13 Giugno 2019 presso la storica sede della Camera di Commercio di Matera a partire dalle ore 9.30.

L'evento è organizzato dalla Camera di Commercio Italo Maltese su richiesta di Malta Enterprise, Agenzia governativa per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, in collaborazione con la Camera di Commercio della Basilicata e con l'Associazione per il Commercio Malta Italia.

L'evento ha come obiettivo quello di creare delle sinergie operative nel settore della cultura e verificare spazi di investimenti ulteriori tra Matera e la Basilicata con Malta.

Perché parliamo di Malta a Matera? Perché la prima è stata la Capitale europea della Cultura 2018 e la seconda lo è oggi. Perché entrambe vivono un momento di crescita di presenze turistiche uniche nel panorama Italiano e mediterraneo. Basti pensare che Malta ha raggiunto il record di oltre 2.6 milioni di turisti nel 2018. Frutto di un lavoro di marketing territoriale in giro per il mondo e valorizzazione estrema dei beni archeologici.

L'occasione sarà anche l'inizio di una più ampia collaborazione di mobilità d'area.

“Malta e l’Italia non sono vicine solo geograficamente – ha dichiarato Mario Galea, CEO Malta Enterprise - Il legame tra i due paesi ha radici profonde e numerose diramazioni che abbracciano la società, l’economia e i cittadini. Dopo Valletta capitale europea della cultura, lo scorso anno, vogliamo cogliere l’occasione del passaggio del testimone a Matera per discutere le opportunità che l’industria culturale offre ai nostri due paesi”

Malta e Matera e la Basilicata nel suo complesso hanno tanto in comune. Un patrimonio artistico culturale inestimabile basti pensare ai Sassi alla città d'Orazio e alla storia dei Cavalieri di Malta. Un mix di culture romana, greca, fenicia che vede oggi una nuova vita attraverso politiche governative orientate ad una visione di business della Cultura.

Il Governo maltese è riuscito a rilanciare le sue bellezze riuscendo in una politica di promozione, riqualificazione ed accessibilità del territorio che hanno generato una fiorente economia, modello che rappresenta una buona prassi replicabile e allo stesso tempo ancora ricettiva di contributi per il miglioramento sempre possibile nell'unione di competenze e strategie tra pubblico e privato. La concretizzazione di un modello che ha reso la cultura non più un velleitario patrimonio ma un concreto e tangibile asset di sviluppo.

Durante la giornata saranno esposte le politiche di incentivi, che hanno permesso a Malta una crescita così esponenziale, e del perché il sistema "industria della cultura" nel suo complesso rappresenta una sfida possibile e sostenibile per i territori: come per le major company cinematografiche americane che scelgono l'isola dei Cavalieri come meta per i loro capolavori.

Ci saranno due panel in cui si entrerà nel dettaglio delle tematiche prima citate: “Performing arts, arti visive e Industrie culturali” e “Patrimonio storico-artistico, Industrie creative" in cui professionisti ed istituzioni italiane e maltesi si confronteranno cercando di capire quali sono i canali vincenti e non per una Cultura come visione di crescita del territorio.

"Le Camere di Commercio Italiane - Stanislao Filice, Vice Presidente della Camera di Commercio Italo Maltese - rappresentano il player ideale per creare la collaborazione tra privati e pubblico nelle azioni di integrazione e sviluppo grazie ad un network operativo mondiale che riesce a modularsi anche sui contesti regionali apportando un beneficio al sistema Italia e dei paesi dove si è presenti: l'industria della cultura è sicuramente arrivata ad avere una configurazione di "sistema" trasversale come pochi altri settori per uno sviluppo reciproco".

La platea prevede gli interventi di numerose autorità governative ed aziende operanti nel settore Cultura tra cui:

• H.E Vanessa Frazier Ambasciatrice Repubblica di Malta in Italia
• Gen. Vito Bardi Presidente Regione Basilicata
• Mario Galea CEO Malta Enterprise
• Gian Domenico Auricchio Presidente ASSOCAMERESTERO
• Michele Somma Presidente Camera di Commercio della Basilicata
• Raffaello Giulio De Ruggieri Sindaco Comune di Matera
• Massimo Sarti direttore dell'Istituto di Cultura Italiano a Malta
• Albert Marshall CEO del Malta Arts Council
• Noel Zammit CEO di Heritage Malta
• Roberto Celli CEO della Beni Culturali
• Francesco Franco Presidente FondItalia
• Gianpaolo Basile Presidente Associazione per il Commercio Malta Italia
• Germano Arnò CEO di EM@NEY PLC
• Rosanna Mani Codirettrice di "Tv Sorrisi e Canzoni"
• Alberto Tarallo Ref. Italia Industria della cultura Camera di Commercio Italiana a Malta
• Cristian Contini Galleria d'Arte Contini
• Edoardo Caliano CODIS
• Enghelbert Grech Ref. Malta industria della cultura Camera di Commercio Italiana a Malta
• Antonino Reina FederTerziario Italia Malta
• Dante Antilli Moderna Industrie Grafiche
• Bassel Bakdounes Velvet Media

Interverrà a chiusura dell’evento Manuela Arcuri in rappresentanza del mondo dello spettacolo italiano.

lunedì 10 giugno 2019

Amabili confini con Rossella Milone scopre la difficoltà di essere genitori


MATERA - Amabili Confini, finalmente, apre le porte alla letteratura nei quartieri. La piazzetta della chiesa di Sant’Agnese è stato il salotto all’aperto in cui Rossella Milone ha incrociato racconti ed esperienze con gli “amabili” scrittori per diletto. Nel cuore del rione Agna, uno dei quartieri più popolosi della città, il progetto di rigenerazione urbana, ideato da Francesco Mongiello, nella prima giornata di sole, ritrova la sua dimensione più autentica di racconto collettivo negli spazi pubblici della vita quotidiana. Sono state Erica Bocchi (16 anni, studentessa -autrice del racconto sorteggiato “Oltre”) e Isabella Marchetta (41 anni, archeologa - autrice del racconto “Perché l’orizzonte è una linea orizzontale”, scelto dal team di Amabili Confini), a confrontarsi con la scrittrice Rossella Milone sul tema “Orizzonti” che fa da filo conduttore all’edizione 2019 della rassegna.

Nel corso della serata, coordinata da Maria Rosaria Salvatore e accompagnata dalle letture scelte di Genoveffa Capuzzi, “voce narrante” di Amabili Confini 2019, sono stati letti anche i testi scritti dai bambini della Scuola Primaria “A. Manzi”. Poi è con Annalisa Montinaro, presidente dell’associazione Lo Sguardo di Omero e il docente Mimmo Calbi che Rossella Milone, coordinatrice di “Cattedrale” l’osservatorio sul racconto , ha parlato del suo romanzo “Cattiva”, in cui racconta l'accidentato processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio.

Positivo anche il debutto di Amabili confini a Policoro. Rossella Milone, nella Biblioteca comunale "Massimo Rinaldi", presentata dagli amici del Presidio del Libro “Magna Grecia” , ha dialogato con Gabriella Orofino e con Alisya Galotto (14 anni, studentessa - autrice della poesia sorteggiata “Anime”) e Carmela Leone ( 71 anni, pensionata - autrice del racconto “Gli orizzonti della mia vita”, scelto dal team).

Il prossimo appuntamento di Amabili Confini è con Daniele Mencarelli, il 13 giugno a San Pardo a Matera e il 14 giugno nel chiostro dell’ex convento di San Francesco a Irsina.

A Matera arriva il World Press Photo 2019


MATERA - Dal 15 giugno al 14 luglio 2019 Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, e il Circolo La Scaletta di Matera con 10b Photography (Roma) e Cime (Bari), organizzerà la mostra dei vincitori del "World Press Photo 2019", il più importante premio internazionale di fotogiornalismo, che ogni anno premia le migliori fotografie che hanno contribuito a raccontare gli eventi e le notizie dell'anno precedente.

"Essere chiamati dal Circolo La Scaletta ad animare le attività della Capitale europea della cultura è per noi un grande onore e una bella responsabilità - ha dichiarato il direttore di Photolux Enrico Stefanelli - siamo molto felici per questa nuova opportunità che ci viene proposta, un riconoscimento molto prestigioso del nostro lavoro ed un'occasione unica anche per promuovere Lucca, proprio nell'anno della nostra biennale".

Numerose le iniziative collaterali in programma a Matera durante il World Press Photo 2019. Tre i workshop, con esperti italiani e internazionali: Francesco Zizola, vincitore di 10 World Press Photo (15 e 16 giugno); Andrea Boccalini, con un focus sul ritratto e il ritratto ambientato (6 e 7 luglio); Gabriele Croppi, con un focus sul paesaggio (13 e 14 luglio). Nei fine settimana anche alcuni talk di approfondimento a ingresso libero: il 15 giugno un incontro con Francesco Zizola e Emiliano Macaluso per discutere di diritto d'autore, il 16 giugno in programma la presentazione e proiezione dei vincitori del Prix Pictet; il 13 luglio Piergiorgio Branzi ripercorre in conversazione con Enrico Stefanelli la sua lunga carriera e infine il 14 luglio Nicola Tanzini presenta il suo ultimo libro "Tokyo Tsukiji".

Ulteriori info su: www.photoluxfestival.it

domenica 9 giugno 2019

“Arbëria” arriva nei cinema della Basilicata


POTENZA - Il film “Arbëria”, opera prima della regista Francesca Olivieri, arriva nella regione che ha contribuito a realizzarlo: la Basilicata.

Dopo la distribuzione in 12 sale della Calabria; il successo alla Casa del Cinema di Roma, dove in occasione delle “Giornate del Cinema Albanese“ (dal 31 maggio al 2 giugno scorsi) è stato necessario allestire una doppia proiezione - non programmata - per consentire l’ingresso a tutto al pubblico in fila; e dopo il Premio del Pubblico al Dea Open Air International Film Fetivale di Tirana, Arbëria continua la sua diffusione.

Il film prodotto dalla Opne Fields Production sarà infatti in proiezione il 13 giugno al Cine Teatro “Ruggiero” di Melfi, alle 18.30 e alle 20.30; il 17 giugno al Cine Teatro “Don Bosco” di Potenza, alle 20.30; e il 17, il 18 e il 19 giugno al Cinema “il Piccolo” di Matera, alle 19.30.

Alla proiezione del 13 giugno, a Melfi, insieme alla regista di origine calabrese ci sarà Donato Michele Mazzeo, presidente dell’associazione “Basilicata Arbëreshë” e Giampiero Francese regista del film "Luci su Tirana" e gestore del Cine Teatro Ruggiero.

Alla proiezione presso il Don Bosco di Potenza, e alla seconda giornata di Matera (il 18), saranno presenti Francesca Olivieri e il direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace; i produttori della Open Fields e il distributore, Lago Film.

Il film - che racconta il ritorno alla origini da parte di Aida, una giovane donna arbereshe, intraprendente e autronoma, che deve fare i conti con la propria identità sociale e culturale – è un film molto lucano, non solo per la presenza, in Basilicata, di diverse comunità arbëreshe, ma anche per il sostegno che ha ottenuto della Lucana Film Commission attraverso il Bando Lu.Ca. (finanziemanto condiviso delle Regioni Basilicata e Calabria) e, soprattutto per il cast artistico e tecnico che lo ha realizzato: Antonio Andrisani (nel ruolo di “Giordano”, compagno della protagonista, interpretata da Caterina Misasi); Fabio Pappacena (ruolo “Vincenzo”, ex amante della protagonista); Giuseppe Ricciardi (costumista); Cristian Auricchio (assistente costumista e arredatore); Davide Laguardia (reparto fotografia); Robert Lani (coreografo); Marica Montemurro (storyboard).

Inoltre, alcune scene in esterna sono state girate ad Aliano, sui Calanchi e nelle zone della Basentana. Mentre a Melfi sono stati effettuati i casting ai quali hanno partecipato circa 200 persone.

***

“Arbëria” (80 min; Italia, 2019) è il docufilm opera prima della regista calabrese Francesca Olivieri, che indaga i legami forti e l’eredità culturale delle comunità arbëreshë che ancora sopravvivono in alcuni piccoli borghi di Calabria e Basilicata.

Attraverso gli occhi della protagonista Aida, la regista – la cui famiglia ha origini nel piccolo borgo arbëreshë di Santa Caterina Albanese – vuole affrontare il tema della riscoperta delle proprie origini e, soprattutto della ricucitura degli strappi con essa e i suoi stringenti vincoli. Il film non racconta solo le vicissitudini della protagonista, ma si fa carico anche del ricordo di un’intera comunità, quella degli arbëreshë, che ha dato origini al territorio dell’Arbëria – un enclave di Albania in Italia – per sfuggire dalle persecuzioni subite tra il XV ed il XVIII secolo, e la cui cultura oggi rischia di scomparire sotto il peso di una omologante cultura globale.

È un conflitto tra tradizione e modernità quello attraversato dalla protagonista del film all’interno di questa aerea geografica e sentimentale, l’Arbëria, che di fatto non esiste. La donna vive una vera nostalgia dell’appartenenza, un sentimento comune dei tempi moderni che paralizza il presente e sterilizza il futuro di molti, sempre alla costante ricerca di se stessi e della propria identità.

Il film è prodotto dalla Open Fields Productions, in collaborazione con Lucana Film Commission e Calabria Film Commission, con il sostegno di MiBAC e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina”, con il supporto di BCC Mediocrati e Echoes. Arbëria è distribuito dalla LAGO Film, nuova realtà cinematografica calabrese.

FRANCESCA OLIVIERI

Francesca Olivieri si è formata a Bologna, dove si è laureata in Discipline Semiotiche e ha iniziato a lavorare sui set come aiuto regista. Ha continuato la sua formazione professionale in Francia, dove ha affiancato documentaristi e registi televisivi. Si è avvicinata alla scrittura e alla regia frequentando la scuola di Marco Bellocchio.

Arbëria è la sua opera prima.

NOTE DI REGIA

“La storia di Arbëria è ispirata alle vicende di alcune donne della mia fagrafici con la modalità narrativa dell’auto-fiction, cercando di ricreare una grazia nell’ invenzione del reale. Il soggetto in questione è evidentemente personale, sono a mia volta una giovane donna migrata, e spero che questa storia di generosità umana possa interessare un pubblico disperso culturalmente. La dispersione del sangue, la doppia cultura, l’appartenenza etnica rifiutata, oppure nascosta, questi sono i temi che mi hanno ispirato.

Filmare questa storia in una comunità arbëreshë è anche un atto politico: ho capito che la storia e l’attualità di questo popolo sono un paradigma di tutte le minoranze etniche che subiscono un decadimento. Ho voluto raccontare la storia di un individuo sradicato che vive una vera nostalgia dell’ appartenenza. Ho quindi deciso di parlare del rapporto di una donna con le sue origini, soprattutto per rendere omaggio alle donne arbëreshë che sono state capaci di elaborare vecchio e nuovo, mantenendo la loro lingua e i costumi in equilibrio tra senso della memoria e desiderio di emancipazione”.

CAST ARTISTICO

A interpretare il difficle ruolo di Aida è Caterina Misasi, attrice romana di origini calabresi nota al grande pubblico per le sue partecipazioni sul piccolo schermo in “Un Medico in Famiglia”, “Centovetrine”, “Vivere”. Ha lavorato con registi come il premio Oscar Enzo Monteleone, Paolo Genovese, Riccardo Donna, Tiziana Aristarco, e al fianco di Alessio Boni, Giulio Scarpati, Nino Frassica, Alessandro Gassman, Enrico Brignano, Terence Hill, Elena Sofia Ricci, Alessandra Mastronardi, Francesco Pannofino.

Sul set di Arbëria, a Caterina si sono affiancati la giovane co-protagonista Brixhilda Shqalsi, attrice di origini albanesi, Carmelo Giordano, Anna Stratigò, Mario Scerbo, Alessandro Castriota Scanderbeg, Fabio Pappacena, Antonio Andrisani. Grande entusiasmo ha prodotto anche la presenza della giovanissima e talentuosa interprete Denise Sapia.

CAST TECNICO

Fotografia: Mario Parruccini; montaggio Fabio Nunziata; musiche: Luigi Porto; scenografia: Federica Bologna; costumi: Giuseppe Ricciardi; trucco: Marinella Giorni; produttori esecutivi: Fabrizio Nucci, Nicola Rovito, Andrea Solano.

SOSTEGNO ECONOMICO
Il film è stato realizzato anche grazie al patrocinio di molti comuni che hanno sposato questa operazione di racconto del territorio, come Vaccarizzo Albanese, Oriolo, Acquaformosa, Spezzano Albanese, Plataci, Santa Caterina Albanese, Mongrassano, Caraffa di Catanzaro, Mormanno, San Cosmo Albanese, Cerzeto, San Giorgio Albanese e San Demetrio Corone. Diversi partner privati hanno, infine, collaborato nella realizzazione: Madeo, Amarelli, Patata della Sila, Minisci, La Molazza, Majorana Group, Juvat, IAS, Life, Davida Sposa, Teatro in Note, Francesco Paldino.

TRAILER

https://vimeo.com/324869122/fe5aef0bd4

sabato 8 giugno 2019

Locri (RC): ristrutturato il Museo Nazionale Archeologico di Locri Epizefiri


LOCRI (RC) - Lunedì 10 giugno 2019, alle ore 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio, si terrà la consegna dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale Archeologico di Locri Epizefiri. L’intervento è finanziato con risorse del Programma Nazionale Operativo (PON) “Cultura e Sviluppo” e si pone in continuità con gli interventi finanziati con le precedenti fasi di programmazione delle risorse aggiuntive di fonte comunitaria che hanno permesso di migliorare la fruibilità del parco archeologico, di recuperare Palazzo Nieddu del Rio per destinarlo in parte a Museo del Territorio.

Ed è proprio in questo edificio monumentale, grazie alla disponibilità del Comune di Locri, che verrà temporaneamente trasferita una significativa parte dell’allestimento espositivo dell’edificio museale interessato dai lavori di miglioramento strutturale, impiantistico, della qualità energetica.

La progettazione dell’intervento ha offerto l’opportunità di incrementare la superficie destinata all’esposizione attraverso il tamponamento del portico sul fronte principale e di ripensare in chiave innovativa l’allestimento espositivo.

La durata prevista per il completamento dei lavori è di circa 12 mesi.

La direzione del Museo è impegnata a limitare al minimo i disagi temporanei all’utenza che questa importante operazione culturale potrà comportare.​

Illustreranno i dettagli di questa importante iniziativa Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Salvatore Patamia, segretario regionale MiBAC per la Calabria; l’architetto Giuseppina Vitetta in qualità di D. L. e Giovanni Calabrese, sindaco di Locri.

I Musei e il Parco Archeologico Nazionale di Locri sono afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

mercoledì 5 giugno 2019

Rossella Milone ad 'Amabili Confini'


MATERA - Sarà Rossella Milone la scrittrice ospite del prossimo incontro di Amabili Confini nei quartieri. L’appuntamento con l’autrice è per venerdì 7 giugno, alle ore 18.30, a Matera, nella piazzetta della chiesa di Sant’Agnese, nel cuore del rione Agna, uno dei quartieri più popolosi della città. Rossella Milone dialogherà con Annalisa Montinaro, presidente dell’associazione Lo Sguardo di Omero e Mimmo Calbi, docente. Sabato 8 giugno, sempre alle 18.30, si replica nella Biblioteca comunale "Massimo Rinaldi" di Policoro, dove a dialogare con l’autrice sarà Gabriella Orofino, insieme agli amici del Presidio del Libro “Magna Grecia” che hanno aperto le porte ad Amabili confini.

Ma, come sempre, com’è nello spirito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie, ideato da Francesco Mongiello, ampio spazio sarà data alle voci che arrivano dalle periferie urbane e sociali. Rossella Milone, si confronterà con gli autori dei due racconti brevi realizzati dai residenti della Macroarea Lanera|Rione Pini|G.Fortunato| Cappuccini|Agna, selezionati uno per sorteggio e l’altro dal team, esprimendo le sue considerazioni sul loro contenuto. Il tema proposto per questa quarta edizioni da Amabili Confini è “Orizzonti”. Nel corso della serata saranno letti anche i testi scritti dai bambini della Scuola Primaria “A. Manzi” di Matera

E’ in questo modo che Amabili confini intende stimolare la partecipazione attiva degli abitanti facendone emergere le potenzialità narrative e conferendo allo scrittore ospitato il ruolo di "cittadino culturale temporaneo" nella Capitale Europea della Cultura 2019. Coordinatrice degli incontri di quartiere è Maria Rosaria Salvatore, a fare da filo conduttore la selezione di brani letti da Genoveffa Capuzzi.

Tra un racconto e l’altro, Rossella Milone, coordinatrice di “Cattedrale” l’osservatorio sul racconto e autrice anche dei romanzi La memoria dei vivi e Poche parole, moltissime cose, parlerà della sua ultima fatica letteraria, Cattiva. Questo romanzo riesce in un'impresa impossibile: raccontare l'accidentato e recalcitrante processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio. «Le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l'evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto». Perché un figlio è prima di ogni altra cosa una rivoluzione cognitiva, e quando è troppo presto per parlare d'amore forse è proprio il momento giusto per farlo.

martedì 4 giugno 2019

Libri: Serena Patrignanelli presenta a Matera il romanzo 'La fine dell'estate'


MATERA - Venerdì 7 Giugno la scrittrice romana Serena Patrignanelli presenterà a Matera il suo romanzo "La fine dell'estate" edito da NN Editore. "La fine dell'estate", menzione speciale al premio Calvino del 2017, è il suo primo romanzo.

Dialoga con l'autrice: Claudia Zancan

L'evento si svolgerà presso Mondadori Bookstore Matera (Piazza Vittorio Veneto 16/B).

Un romanzo d'avventura, una storia di formazione, il racconto di un'estate unica: l'estate di Pietro, Augusto, Semiramide, Clementina e Sorchelettrica, con il Quartiere, le fogne, le baracche, la guerra, il razionamento e, su tutto, la macchina e il motore a gasogeno.

"La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. Con una lingua pura e incantevole, Serena Patrignanelli restituisce al passato la dimensione epica e al futuro le ali spiegate della memoria.

Dalla quarta di copertina de "La fine dell'estate":

"Solo i ragazzini sanno davvero cos'è la fine dell'estate. Lo sanno bene anche i ragazzini del Quartiere, che ai primi di giugno ronzano per le strade in cerca di nuove avventure. Ma Augusto e Pietro una nuova avventura segreta l'hanno già in mente: costruire un motore a gasogeno da montare su una macchina. Perché là fuori, intanto, infuriano i bombardamenti, gli uomini sono chiamati alle armi e a poco a poco le case si svuotano e la benzina inizia a mancare, così come il cibo e gli altri beni di prima necessità. Ma quando una macchina compare, a reclamarla c'è Sorchelettrica, una delle prostitute che abitano nelle baracche, e Pietro e Augusto non possono toccarla a meno di non portare alla luce la verità su quel cadavere bianco come un lampo che è stato ritrovato alla marrana. Accanto ai due amici ci sono Semiramide e Clementina, appena arrivate nel Quartiere con la madre, e Michele e Virginia, che si attraggono e respingono a vicenda. "La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. "

L'AUTRICE

Serena Patrignanelli è nata a Roma nel 1985. È diplomata alla Scuola Holden di Torino e lavora come sceneggiatrice e redattrice di programmi tv. La fine dell’estate, menzione speciale al Premio Calvino nel 2017, è il suo primo romanzo.