Il monito del Dalai Lama: educare ai veri valori della vita

di Redazione. Ultima tappa pubblica della visita del Dalai Lama in Basilicata a Sant'Arcangelo di Potenza. Nel monastero di Santa Maria d'Orsoleo il capo spirituale del buddhismo tibetano ha parlato agli amministratori lucani e alle autorita'. Ha insistito sui temi della pace e della "educazione ai veri valori della vita, all'onesta' e alla compassione", concetti ripetuti piu' volte ieri a Matera e stamattina a Scanzano Jonico davanti alla folla giunta per ascoltarlo.

Il Dalai Lama ha insistito molto sul concetto di "compassion", inteso come empatia umana, nel senso di soffrire con chi soffre e di gioire con chi gioisce. "L'armonia e la comprensione reciproca - ha detto - sono la base del mio operare. Questo convento a' un luogo speciale, ho fatto diversi pellegrinaggi in tutto il mondo e oggi sono felice di essere qui in questo luogo sacro dove si riunivano i monaci per pregare".

"Per raggiungere la pace - ha sottolineato il Dalai Lama - non bastano pero' solo le preghiere, servono soprattutto le azioni e dobbiamo impegnarci se vogliamo raggiungere scopi importanti per noi e per il mondo intero. Bisogna imporsi degli obiettivi e lavorare per concretizzarli. Le giovani generazioni - ha concluso - devono essere educate ai veri valori della vita: onesta', lealta', pace, solidarieta', comunione. Coltiviamo le menti delle giovani leve in nome di questi ideali importanti".

"Se il Ventesimo secolo e' stato un secolo di sangue e guerre, il Ventunesimo deve essere un periodo di pace in cui l'unica arma utilizzata per risolvere problemi, che pure ci saranno, dovra' essere quella del dialogo" ha detto il Dalai Lama durante la conferenza pubblica a Scanzano jonico, tenuta subito dopo la sua visita al sito di Terzo Cavone destinata ad ospitare la Citta' della Pace per i bambini.

"Bisogna contrapporre alla rabbia mentale la pace interiore - ha aggiunto - la sola che puo' generare la pace nel mondo. Sappiate che la rabbia mentale turba e danneggia lo stesso sistema immunitario del corpo umano".

"Contro la rabbia e contro la violenza da essa generata - ha concluso Tenzin Gyatso - nasce la Citta' della Pace, questo posto che invece di ospitare scorie, grazie a Betty Williams, sara' luogo di pace, citta' della pace, dove e' gettato il seme della concordia che dovra' germogliare e diffondersi nel mondo. Ognuno di noi puo' contribuire a questo progetto realizzando innanzitutto la propria pace interiore".

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