Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post

venerdì 15 novembre 2019

I Sassi di Matera ospiteranno il progetto Land Art 50 presso Palazzo Lanfranchi


MATERA - A cinquant’anni dalla proiezione del film Land Art (aprile 1969) del regista tedesco Gerry Schum, a cui può ricondursi la nascita della definizione di “Land Art”, l’Associazione UnconventionArt – insieme a Fondazione Dioguardi e Fondazione Casa Rossa – si propone di celebrare tale anniversario attraverso la realizzazione di una serie di iniziative espositive, editoriali e divulgative pensate per ripercorrere la storia del celebre movimento artistico ma anche per attivare riflessioni inedite, aperte al nuovo e indirizzate all’elaborazione di un Documento programmatico per la promozione e valorizzazione delle opere di Land Art e di Arte Pubblica.

Il programma, curato da Fabio De Chirico e Francesco Maggiore, prevede la realizzazione di installazioni artistiche, di eventi collaterali e di tavoli territoriali presso i quattro siti UNESCO dislocati tra Puglia e Basilicata: Alberobello, Castel del Monte, Monte Sant’Angelo e Matera; siti scelti come centri di promozione culturale per la realizzazione del progetto Land Art 50.

I Tavoli territoriali, programmati tra ottobre e novembre 2019, rappresentano momenti fondamentali per l’elaborazione dei contenuti del Documento programmatico: gli appuntamenti, ciascuno con un proprio tema specifico, sono dedicati al rapporto tra arte e valorizzazione del paesaggio attraverso pratiche artistiche innovative che nascono da un rapporto dialogico tra arte e territorio, inteso sia in un'accezione fisica sia come insieme di identità, storie e memorie dei luoghi. I coordinamenti locali si pongono un duplice obiettivo: quello di favorire un processo dal basso di definizione dei contenuti rispetto ai quali orientare lo sviluppo del Convegno internazionale che si terrà a Bari nel 2020, attraverso il più ampio coinvolgimento delle comunità locali, nonché quello di favorire l’adozione e sperimentazione di modelli innovativi pubblico-privati di valorizzazione dei beni culturali nell’ottica di una più ampia strategia che superi la dimensione localistica e guardi alla creazione di una rete interregionale di siti UNESCO.

In quest’ottica, il 16 e 17 novembre 2019 a Matera - con la collaborazione del Polo Museale della Basilicata diretto da Marta Ragozzino - il Museo di Palazzo Lanfranchi ospiterà rappresentanti istituzionali, esperti, stakeholder, realtà del mondo dell’arte e della cultura nonché artisti, chiamati a riflettere intorno al tema del Terzo Tavolo Territoriale: Conservazione, valorizzazione e documentazione delle opere di Land Art.

Fondamentale, infatti, nella divulgazione e promozione delle opere di Land Art è la loro rappresentazione attraverso, disegni, fotografie e video, trattandosi spesso di opere effimere soggette a mutare nel tempo.

Oltre agli illustri ospiti invitati a prendere parte all’evento, le due giornate vedranno la partecipazione di due artisti di fama internazionale, Ninì Pasquale Santoro e Antonio Marras.

A tenere la lectio magistralis sarà Ninì Pasquale Santoro, lucano di origine, e insignito nel 2011 del Premio Presidente della Repubblica per la scultura, conferito ogni tre anni dall’Accademia Nazionale di San Luca.

Protagonista dell’intera kermesse “Land Art 50” sarà Antonio Marras, artista e stilista da sempre impegnato nell’indagare ogni forma d’arte e di espressione artistica rivolgendo la propria ricerca al recupero e alla valorizzazione della memorie, delle tradizioni e delle culture dei luoghi; per Land Art 50 realizzerà performance e installazioni appositamente ideate e strettamente legate al territorio pugliese e lucano.

Al Cineteatro Rinascente a Marconia di Pisticci sarà proiettato il corto "La notte prima"


MARCONIA DI PISTICCI - Alessandra è una giovane donna determinata e ambiziosa che si divide tra gli impegni professionali e i preparativi del matrimonio, ormai alle porte. Una diagnosi inaspettata, però, sconvolge all’improvviso la sua vita e la costringe a rivedere scelte fondamentali.

Parte da qua “La notte prima” di Annamaria Liguori: un cortometraggio d'autore dedicato alle donne con tumore al seno metastatico, che, in occasione della manifestazione “Premio #agatacontroilcancro” promossa da Agata – Volontari contro il cancro, verrà proiettato domenica 17 novembre alle ore 10:30 al Cineteatro Rinascente.

Interpretato da Antonia Liskova, Francesco Montanari, Giorgio Colangeli, Imma Piro, Alessandro Bardani ed Emanuela Grimalda, il corto, già presentato in anteprima internazionale nell’ambito della 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – sezione Venice Production Bridge e premiato in numerosi Festival nazionali dedicati a cinema e musica, è liberamente tratto da una delle storie di pazienti con tumore al seno metastatico raccolte nell’ambito di “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, campagna promossa da Pfizer con il patrocinio di Fondazione AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia con l’obiettivo di far conoscere le esperienze delle donne che ogni giorno combattono con grande coraggio contro questa malattia.

Il primo obiettivo è quello di vincere il senso di solitudine ed emarginazione che spesso travolge chi convive con questa patologia; in questo senso è fondamentale il valore della narrazione e della comunicazione per affrontare la malattia. “La notte prima”, ispirato dal racconto “Io scelgo di vedermi splendida” di Alessandra, attraverso la potenza comunicativa del linguaggio cinematografico vuole rompere il muro di silenzio che circonda questa malattia e le donne che ne sono affette, portando all’attenzione del grande pubblico i loro sentimenti, le loro emozioni, ciò che provano e vivono quotidianamente.

“La notte prima” è disponibile per la visione online su www.voltatiguardaascolta.it, dove è possibile trovare tutte le storie e le informazioni sulla campagna.

giovedì 14 novembre 2019

Potenza: il 16 novembre chiusura della Prima Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea

POTENZA - Si svolgerà sabato 16 novembre alle ore 17.00, presso il Museo Provinciale Michele Lacava di Potenza la manifestazione di chiusura della Prima Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea

L’esposizione inaugurata lo scorso 5 settembre è stata particolarmente apprezzata da oltre cinquamila visitatori.

Un risultato positivo che lascia gli organizzatori dell’evento soddisfatti e ben predisposti ad affrontare la sfida della prossima edizione. Particolarmente soddisfatto il Presidente dell’associazione Lucana Art Commission, organizzatrice dell’evento, che negli ultimi giorni di esposizione ha avuto modo di accompagnare le scolaresche nel percorso espositivo e di valutare direttamente quanto le giovani ganerazioni siano particolarmenteinteressate al mondo dell’arte nelle sue diverse forme di rappresentazione.

“Si conclude così, con la soddisfazione di visitatori e organizzatori, un esperimento mai realizzato prima nella nostra regione e inizialmente non condiviso da molti addetti ai lavori. Sono fiducioso e mi auguro che alla luce della non trascurabile affluenza di pubblico registrata e dagli apprezzamenti ricevuti, qualcuno riformuli le propprie opinioni” è quanto ha dichiarato Raimondo Andreolo, presidente dell’associazione che ha organizzato l’evento. “Un doveroso ringraziamento va rivolto a quanti hanno creduto da subito, nella bontà dell’iniziativa offrendo la propria disponibilità e collaborazione e agli artisti che si sono messi in gioco candidando le proprie opere” - ha concluso Andreolo -

Durante la manifestazione saranno brevemente presentati e analizzati i dati di affluenza e di gradimento dell’iniziativa e saranno consegnati a tutti gli espositori gli attestati di partecipazione ed il catalogo ufficiale della mostra.

Street art a Potenza, la cabina elettrica diventa opera d’arte

POTENZA - La cabina elettrica di E-Distribuzione come una tela per la street art. L’iniziativa è stata presentata questa mattina da Luigi Lallo, responsabile della zona Basilicata di E-Distribuzione e da Alessandro Galella, assessore all’Ambiente, Energia e Turismo del Comune di Potenza.

Questo progetto nasce con l’idea di valorizzare la realizzazione di un’infrastruttura molto importante per la città: il nuovo ponte di Montereale. In occasione dei lavori per la sua realizzazione, è stato richiesto a E-Distribuzione, in linea con le esigenze tecnico-logistiche manifestate dall’amministrazione comunale, lo spostamento di una sua cabina di distribuzione dell’energia elettrica in media tensione già presente in zona. I tecnici della società elettrica si sono adoperati per realizzare la nuova infrastruttura negli spazi messi a disposizione dal Comune nel minor tempo possibile e senza intralciare i lavori del ponte. La nuova cabina è entrata in esercizio nel mese di febbraio 2018 senza alcun disservizio per i clienti serviti nella zona.

Data la posizione sopraelevata dell’area messa a disposizione, si è cercato, in vista della prossima inaugurazione del ponte, di ottenere la migliore integrazione dell’infrastruttura elettrica con il paesaggio circostante. E-Distribuzione ha deciso dunque di rivolgersi a Giulio Giordano, rinomato artista potentino già apprezzato per altre opere di questo tipo sul territorio. Giordano ha dipinto le mura della cabina elettrica ispirandosi ai simboli della città di Potenza, rappresentata nella usa opera dal Santo Patrono e dal celebre ponte Musmeci, entrambi inseriti nel contesto paesaggistico e nel rispetto della vocazione energetica rinnovabile dell'intera regione.

Dal punto di vista tecnico la cabina elettrica è stata oggetto di un intervento strutturale che rende ancora più affidabile la fornitura di energia per i clienti della zona, attraverso il potenziamento del sistema di telecontrollo da remoto e dei meccanismi di automazione, al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento in caso di necessità.

“Questa iniziativa riflette la nostra continua volontà di essere vicini al territorio, non solo in termini di qualità del servizio elettrico ma anche attraverso iniziative sostenibili. La sostenibilità per E-Distribuzione rappresenta infatti un elemento strategico, integrato e trasversale lungo tutta la catena del nostro business e in questo caso si propone come innovativa forma di espressione artistica e positiva occasione di valorizzazione paesaggistica del territorio – ha commentato Lallo – Desideriamo rendere tangibile il valore sociale, culturale, economico legato alla nostra presenza e al nostro lavoro quotidiano sul territorio lucano.”

“Una collaborazione importante quella tra Comune ed Enel, finalizzata a garantire i migliori servizi al cittadino. Coniugare l’efficacia dell’azione amministrativa, l’efficienza del suo operato, con la piacevolezza degli interventi che si vanno a eseguire è segno di quanto si lavori perseguendo l’obiettivo del bene comune, del benessere della comunità, per rendere la realtà nella quale viviamo più commisurata alle reali eseigenze di ciascuno. Ringrazio Enel per quanto realizzato con la cabina posta nei pressi del parco di Motereale, per averne fato un esempio di street art che idealmente collega il ponte di Montereale con quello Musmeci, opere ingegneristiche importanti, ognuna con la sua peculiarità e che occupano un posto di rilievo nella storia del capoluogo di regione, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Energia e Turismo Alessandro Galella del Comune di Potenza”.

martedì 12 novembre 2019

Michele Colucci, la carezza d’una voce che pulsa di cuore

di Roberto Berloco - Matera. Un’ugola che pulsa del palpito d’un giovane uomo che ama di cuore la vita e ama che la vita lo ami con il medesimo cuore. E’ questa la definizione che, probabilmente, più racchiude la statura artistica di Michele Colucci.

Nato nella città dei Sassi nel 1983, Colucci non è solo un cantautore materano di begli orizzonti. Dalla sua tiene anche un talento innato, tutto particolare e non così frequente, quello d’una umanità matura e profonda. La stessa che, come di riflesso, nella versione sentimentale, traspare dalle sue composizioni e, soprattutto, da quella sua voce che, fin dalle prime d’un qualunque motivo che interpreta, si trasforma in una carezza melodiosa per chi ascolti, fino a rapirne il cuore.

La nascita artistica di Michele Colucci sopraggiunge in tenera età. Ha solo sette anni quando, durante un matrimonio al quale era stato invitato insieme alla famiglia, gli viene chiesto di cantare. Il bambino d’allora accetterà di farlo, incantando la platea con il pezzo dal titolo “Spunta la luna dal monte”, reso famoso dalla splendida prestazione di Pierangelo Bertoli insieme ai Tazenda.

Il pubblico lo applaudirà con convinzione e, a Michele, basterà tanto come incoraggiamento per proseguire sulla strada del canto, che finirà per percorrere con ardente slancio e tutti quei crescenti raccolti che sono tipici di chi s’applica ad un’arte con costanza e determinazione.

Il punk rock e l’hard rock sono i principali generi musicali che egli coltiva durante l’adolescenza e la prima giovinezza. Due modi emozionalmente assai duri d’intendere la dimensione delle note e della voce. Duri, ma pure intriganti e capaci di soffiare piacere alle corde dell’anima.

Per carattere sempre assai esigente con se stesso, subito dopo la scuola dell’obbligo frequenta regolarmente i corsi dell’Istituto Alberghiero di Matera, conseguendo il diploma in regola di legge all’età di diciannove anni. Fino a questo momento, però, non ha  mai smesso di esercitare parallelamente le discipline musicali, affinando le proprie abilità e raggiungendo un livello tale da attirarsi le simpatie di altri quattro appassionati, anch’essi originari della città che fu del conte Giuseppe Gattini. L’affiatamento è tale che, nel 2004, per decisione unanime, si spingono a costituire gli “Half Past”, un gruppo rock che, presto, si farà apprezzare in molte sale del territorio cittadino.
Nel periodo che segue, la fisionomia artistica di Michele Colucci s’accresce, affermandosi, fortificandosi e raggiungendo, a Gennaio di quest’anno, la vetta della partecipazione alle selezioni per Casa Sanremo, uno dei settori per giovani promesse che ruotano intorno all’organizzazione del Festival di Sanremo.

Non poco, nella persona di Colucci, racconta d’una delicata sensibilità, non poco fuori degli schemi comuni. Si percepisce alla sua sola vicinanza, prim’ancora che dai testi delle sue canzoni, ognuno con una radice nel terreno di un’esperienza di vita impastata da sentimenti amorosi realmente vissuti, verso donne che hanno significato sempre tanto per le sue profondità, fino a spronare in lui una dolcissima idealizzazione della creatura femminile.

“Sospeso sull’orlo del tempo” - cadenza la strofa d’uno dei componimenti che portano la sua firma - “ogni ricordo viaggia nel vento, a risvegliare un desiderio spento, che dentro me si muove lento, carezze troppo trattenute, la magia di due labbra sconosciute, un bacio su due bocche innamorate, l’armonia di due anime intrecciate”.

Parole destinate a far da sfondo e da copertina alla bellezza d’una voce palpitante di calore e di passione, alla maniera di due affluenti che, d’un tratto, si congiungono in un solo corso, formando un fiume che, scorrendo, finirà per travolgere qualunque vuoto che sappia d’attesa o di noia.

Se è vero poi, come affermava il poeta libanese Khalil Gibran, che “il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta”, allora si può ritenere che, di questo segreto, Michele Colucci ne sia fortunato possessore, considerando l’unico, misterioso respiro che, per effetto dello scorrere travolgente di quel fiume, sembra ogni volta sprigionarsi col proprio uditorio.

Oggi l’artista materano intrattiene contatti con diverse case discografiche italiane, in previsione d’una pubblicazione commerciale dei brani dei quali detiene la paternità, e d’un suo lancio nel firmamento nazionale dei nuovi cantautori.

Da lui, come da altri che, con le loro doti di creatività, dimorano nella città che è Capitale europea della Cultura, arricchendo con l’opera propria quell’autentico senso umano del quale ogni popolo abbisogna per radicare più saldamente la propria dignità, viene anche per tutti l’esempio di quanto raro utile possa giungere dalla sfera dell’interiorità, per i buoni frutti che, in termini di crescita morale, quest’ultima è in grado d’apportare, se educata a quei princìpi del bello e dell’armonia che sono le ineludibili direttrici di base per ogni arte che voglia dirsi tale.

lunedì 11 novembre 2019

A Matera “Centodieci” con Oscar Farinetti


MATERA - Al via a Matera il terzo appuntamento firmato Centodieci. L’evento è in programma giovedì 14 novembre alle ore 21.00 con l’imprenditore Oscar Farinetti, che si esibirà all’Auditorium R. Gervasio in Piazza del Sedile, 2. L'evento si inserisce all’interno del ciclo “Ri-Vedere Matera”, un palinsesto di 9 incontri che Centodieci, la piattaforma culturale di Banca Mediolanum, e il Comune di Matera hanno progettato per valorizzare tradizioni e identità in chiave innovativa e visionaria attraverso percorsi non solo fisici ma anche spirituali e culturali.

“Il progetto Ri-vedere Matera è un viaggio che Centodieci vuole donare al territorio lucano, nel quale il punto di osservazione è il diverso sguardo di alcuni tra i principali protagonisti del nostro tempo - dichiara Oscar di Montigny, Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum e ideatore di Centodieci -. Abbiamo coinvolto in questo progetto, che durerà sino a giugno 2020, 9 tra i principali interpreti del mondo della cultura, dell’impresa, della scienza e dell’arte e, con la loro guida, arriveremo a una nuova lettura del nostro tempo e dei nostri luoghi che ci permetta di RiVedere l’impianto del nostro futuro e del futuro delle nostre comunità”.

I prossimi incontri aperti al pubblico saranno con Oscar di Montigny, Massimo Recalcati, Patrizio Paoletti, Michele Placido e Stefano Boeri.

Oscar Farinetti è il fondatore della famosa catena alimentare Eataly, il primo supermercato al mondo dedicato interamente a cibo di qualità, con sedi in molti paesi del mondo. Un caso imprenditoriale di successo tutto Made in Italy, un esempio positivo di come sia possibile fare impresa oggi sviluppando e valorizzando il nostro territorio. Ha ricevuto svariati riconoscimenti per il suo impegno a trasferire il messaggio che il cibo e la cultura italiana possono portare al mondo. Farinetti accompagnerà il pubblico alla scoperta di spunti e consigli interessanti per creare e gestire un’attività di successo coniugando aspetto imprenditoriale, attenzione all’ambiente ed impegno sociale.

Lo spettacolo è gratuito previa prenotazione sul sito web www.centodieci.it

domenica 10 novembre 2019

Roberto Latini debutta a Matera con Mangiafoco


MATERA - Giovedì 21 novembre, alla Serra del Sole di Matera, debutta Mangiafoco (replica venerdì 22 novembre), per proseguire a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.

Dopo Il teatro comico, Roberto Latini torna a firmare una regia per il Piccolo Teatro. Mangiafoco è prodotto dal Piccolo con Compagnia Lombardi Tiezzi e Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, nell'ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 "Topoi. Teatro e Nuovi Miti".

Dopo Goldoni, continua con Collodi la riflessione-conversazione di Roberto latini sul teatro nel teatro, senza allontanarsi mai troppo dalla maniera pirandelliana. Mangiafoco, quindi, più di Pinocchio; l’interruzione di uno spettacolo più dello spettacolo stesso: questa la sospensione di tempo e azione, nella quale agiscono ed esplorano gli attori, gli stessi del Teatro comico. Il regista sceglie, di Collodi e della sua opera più famosa, che definisce un «manuale di italianità», i capitoli in cui Pinocchio, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo.

«Nel momento in cui Pinocchio fa la sua comparsa nel teatrino – spiega Latini – in palcoscenico Arlecchino e Pulcinella stanno bisticciando, come prevede la tradizione. Riconosciuto il loro “simile”, sospendono la recita per fargli festa, suscitando i malumori del pubblico. Ecco ciò che mi interessa, come punto di partenza, la situazione intorno alla quale vorrei stare: l’interrompersi di uno spettacolo e le sue reazioni, attraverso la fondamentale riflessione sull’attore, marionetta e burattinaio». Il racconto di Collodi prosegue con l’arrivo di Mangiafoco, le minacce di gettare ora uno ora l’altro burattino tra le fiamme, fino al definitivo “perdono” di Pinocchio, al quale regala addirittura cinque monete d’oro che il nostro eroe si farà soffiare dal Gatto e dalla Volpe…

«Ma lì siamo già in un’altra storia – continua Latini –. Con i miei attori, gli stessi con cui ho avuto il privilegio di lavorare per Il teatro comico, voglio esplorare gli spazi intorno alla trama e le sue sfumature. Come accadeva con Goldoni, siamo di nuovo dalle parti di Pirandello: voglio parlar di teatro attraverso il teatro. Poiché lo spettacolo nasce anche per Matera, in occasione delle celebrazioni del 2019, non potevo prescindere dalla tradizione italiana, da Pasolini o intorno al Leo de Berardinis di Novecento e Mille».

Mangiafoco

drammaturgia e regia: Roberto Latini
luci: Max Mugnai
musiche e suono: Gianluca Misiti
costumi: Gianluca Sbicca

con Elena Bucci, Roberto Latini, Marco Manchisi, Savino Paparella, Stella Piccioni, Marco Sgrosso, Marco Vergani

coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Compagnia Lombardi Tiezzi, Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, nell'ambito del progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 "Topoi. Teatro e Nuovi Miti"

Foto di scena: Masiar Pasquali

All'ex Ospedale di San Rocco un evento dell'AICS


MATERA - L’AICS promuove un evento nell’ambito dell’iniziativa Matera Capitale Europea della Cultura 2019 dedicato al tema della valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali come strumenti di sviluppo.

L’esperienza maturata dalla città di Matera, che proprio sul patrimonio culturale ampiamente inteso ha basato una sostanziale componente del suo riscatto economico e sociale offre lo spunto per affrontare questo argomento nell’ottica della missione dell’AICS e del sostegno che l’Agenzia offre a programmi di cooperazione, iniziative e progetti nei paesi in via di sviluppo.

L’AICS ha promosso inoltre uno scambio tra la città di Matera e la città di Bamiyan, in quanto entrambe iscritte tra i Siti nella World Heritage List dell’UNESCO, caratterizzate da habitat rupestri storici simili e da analoghe esigenze di conservazione, restauro e valorizzazione di tali testimonianze. Nel corso della giornata sarà presentato il testo del “patto d’azione” tra le due città, finalizzato a consolidare le attività di entrambe le amministrazioni in questi settori.

Le iniziative sostenute da ingenti risorse dell’AICS a favore del patrimonio culturale di Bamiyan e della sua regione, anche per il tramite dell’UNESCO e gli interventi nel medesimo settore che la Cooperazione Italiana realizza da anni anche in paesi del Medio Oriente, come la Giordania e il Libano illustrano efficacemente l’approccio, gli strumenti e i risultati, in un ambito che viene riconosciuto nel mondo come un’eccellenza italiana.

Tra gli altri, si possono, infatti, ricordare l’Università degli Studi di Firenze - SAGAS, Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo, che ha redatto il Bamiyan Strategic Master Plan, la Missione Archeologica Italiana in Afghanistan dell’ISMEO, che opera nel Paese dal 1957, con ampio riconoscimento da parte delle autorità locali e prestigio internazionale e l’ l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBACT, che ha già operato con successo in diversi siti di questo Paese, così come in Giordania e Libano. Queste istituzioni presenteranno, nel corso della mattinata, il loro approccio operativo e i migliori risultati raggiunti per creare sviluppo, investendo nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

Patrimonio e attività culturali per la cooperazione allo sviluppo
Programmi, progetti e interventi AICS in Medio Oriente e Asia
Matera, Ex Ospedale di San Rocco, Chiesa del Cristo Flagellato
Martedì 12 novembre 2019

Programma

9.30 - Saluti istituzionali

Raffaello de Ruggieri, Sindaco di Matera
Leonardo Carmenati, Vice-Direttore AICS
Luigi Ficacci, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (MIBACT)
Muhammad Tahir Zahir Zaheer Zuhair, Governatore di Bamiyan

Moderatore - Rosario Centola (AICS-Roma)

10.30 - Presentazione del video “Patrimonio culturale per la cooperazione allo sviluppo“

10.45 – Interventi : Patrimonio culturale, da onere per la comunità a risorsa per lo sviluppo

Anna Filigenzi, ISMEO/Università di Napoli "L'Orientale" - Missione archeologica italiana in Afghanistan
Mirella Loda, Università di Firenze, SAGAS, Laboratorio di Geografia Sociale 
Giorgio Sobrà, MIBACT-ISCR, Scuola Alta Formazione - Matera
Mohammad Aman Aman, Sindaco della Città di Bamiyan
Mauro Ghirotti Direttore AICS-Kabul
Emilio Cabasino (AICS-Roma) - Moderatore

12.00 – Conclusioni

Raffaello de Ruggieri, Sindaco di Matera
Patrimonio e attività culturali per la cooperazione allo sviluppo
Programmi, progetti e interventi AICS in Medio Oriente e Asia
ISCR/Matera, Via Luigi Lavista, 5

Martedì 12 novembre 2019, h.15-18

Tavolo Tecnico

Programma

Oggetto : Gestione dei siti UNESCO, Habitat rupestre, programmi e progetti per una valorizzazione, anche turistica, sostenibile

Il Tavolo tecnico del pomeriggio vede coinvolti gli stessi relatori della mattinata, ad eccezione degli ospiti afgani, con l’intento di favorire il massimo scambio, in particolare verificando le metodologie di intervento, gli interlocutori locali con i quali ci si relaziona, gli elementi di successo e quelli critici nel lavoro sul campo e nelle relazioni istituzionali.

L’intento è quello di porre le basi per un dialogo strutturato tra soggetti italiani che intervengono nelle medesime aree geografiche e località e nello stesso ambito settoriale, con rispettive, distinte finalità e competenze. L’esercizio è destinato ad essere proseguito nel tempo e allargato ad una più vasta platea di istituzioni e organizzazioni, che operano anche in altri paesi del medio ed estremo oriente, per collaborare alla definizione di linee guida operative di settore e per favorire un approccio che valorizzi il “sistema Italia” nelle attività di cooperazione allo sviluppo in materia di patrimonio e attività culturali.

Partecipanti:

Emilio Cabasino, AICS Roma, Patrimonio culturale
Rosario Centola, AICS Roma, già Direttore AICS-Kabul
Anna Filigenzi, ISMEO/Università di Napoli "L'Orientale"- Missione archeologica italiana in Afghanistan
Mirella Loda, Università di Firenze – SAGAS, Laboratorio di Geografia Sociale
Giorgio Sobrà, MIBACT-ISCR, Scuola Alta Formazione - Matera

venerdì 8 novembre 2019

Matera: Fondazione SoutHeritage: venerdì 15 novembre, Beyond Heritage Fixing

POTENZA - Dal 15 novembre alle ore 18.30, la Fondazione SoutHeritage apre al pubblico PADIGLIONI INVISIBILI: Beyond Heritage Fixing, presentazione pubblica dei progetti finali dei partecipanti a PADIGLIONI INVISIBILI, progetto focalizzato sullo studio dell’architettura scavata e ipogea di Matera attraverso l’intervento artistico pluridisciplinare. PADIGLIONI INVISIBILI è coprodotto con Fondazione Matera-Basilicata 2019 nel quadro del programma ufficiale Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, in partnership con ENSA - École Nationale Supérieure d'Art di Bourges, Francia; Global Grand Central di Stoccolma, Svezia; BAICR Cultura della Relazione e Human Ecosystem Relations di Roma.

L’architettura scavata e ipogea, precisamente il sistema di cisterne sotterranee risalenti al XV secolo, costituiscono il soggetto visivo, spaziale e strutturale del progetto Padiglioni Invisibili, che indaga la responsabilità e le possibilità dell’estetica, dell'architettura e della ricerca umanistico-scientifica nel processo di creazione, la rigenerazione e rifunzionalizzazione dei luoghi.

Il progetto Padiglioni Invisibili offre ai visitatori l’opportunità di esperire le variabili spaziali e temporali di una parte rappresentativa del “patrimonio territoriale” della città di Matera. Un patrimonio che la Fondazione SoutHeritage sta attualizzando e valorizzando, sia attraverso il restauro e la riattivazione degli spazi, sia attraverso la produzione di opere e progetti in situ.

La mostra offre ai visitatori la possibilità di un’immersione emozionale e sensoriale nel “mondo di sotto”, risignificato in termini spaziali e simbolici, analogici e digitali attraverso l’interazione tra arte, architettura, scienza e nuove tecnologie su cui si basano i progetti di Angelo Vermeulen e Nils Faber (BE) – SEADS collective; Giuseppe Fanizza e Matteo Balduzzi (IT); Eric Aupol, Thomas Bontemps, Ferenc Gróf, Kyo Kim, Clara Noseda(ENSA, Bourges); Lucio Fumagalli e Gabriella Gilli (IT). Allestiti nei suggestivi ambienti ipogei di Palazzo Viceconte, i progetti intendono suggerire ipotesi di rifunzionalizzazione degli spazi ipogei attraverso il superamento della logica binaria che separa il visibile e l’invisibile, il fisico e il trascendentale, il naturale e il culturale. Essi ci portano a riflettere sulla scala della nostra visione, sulla dimensione di limite e di soglia, sull’intangibilità del paesaggio urbano e rurale e la tangibilità delle risorse sotterranee, e sulle antiche proprietà spaziali e culturali ipogee come fattori privilegiati per sperimentare i luoghi del futuro.

Il progetto, ideato, coordinato e diretto da Giusy Checola e Angelo Bianco, con la consulenza di Philippe Nys, filosofo e studioso di ermeneutica dello spazio e del paesaggio, ricercatore presso l'unità AMP – Architecture Milieu Paysage dell' École Nationale Supérieure d'Art Paris-La Villette, invita i visitatori ad abitare temporaneamente alcuni dei luoghi nascosti che, sebbene invisibili, caratterizzano le questioni fondanti e infrastrutturali che hanno fatto di Matera una città-laboratorio nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, delle scienze sociali e dell’antropologia culturale, inteso come base imprescindibile di elaborazione critica, teorica e sperimentale dei futuri possibili di questi luoghi.

La terza sessione pubblica del progetto Padiglioni Invisibili prevede:

GEOTRAUMA LAB

Geotrauma Lab è un progetto di Angelo Vermeulen (biologo, artista, ricercatore in space systems) e Nils Faber (designer, artista concettuale, 3D Generalist), entrambi membri del collettivo SEADS (Space Ecologies Art and Design). Geotrauma Lab ha l'obiettivo di esplorare il futuro dell'umanità nello spazio dall'interno di un antico ipogeo. Grazie alle loro proprietà geologiche e morfologiche, gli spazi sotterranei di Matera sono adatti a testare la progettazione degli spazi abitativi in altri corpi planetari del Sistema Solare, come la Luna o Marte. Geotrauma Lab si compone di una performance e da una geoarchitettura temporanea, installata nelle cisterne sotterranee di Palazzo Viceconte. L'installazione geoarchitetturale si propaga strutturalmente dall'interno della sala espositiva nel cuore di una delle antiche cisterne, e opera come spazio interstiziale, sospeso tra dimensioni sia contemporanee che storiche.

È all'interno di questo terzo spazio che il pubblico dialogherà sul futuro lontano con Vermeulen. Attraverso questi dialoghi, gli abitanti e i visitatori di Matera saranno invitati a contribuire alle indagini sulla stratificazione della conoscenza e sull'estrapolazione speculativa che la dimensione ipogea suscita. Vermeulen vivrà in isolamento all'interno della cisterna per l'intera durata della performance. Lavorerà, coltiverà cibo, mangerà e dormirà, in riferimento alle condizioni di isolamento dei colori spaziali. Durante il soggiorno ipogeo, le informazioni raccolte attraverso i dialoghi verranno archiviate, annotate e elaborate dall'artista per la produzione di opere che saranno fruibili dopo la performance. Attraverso il dialogo Geotrauma Lab "pre-mette in atto" la colonizzazione dello spazio nella terza città più antica del mondo continuativamente abitata, rigenerandolo come prototipo del futuro lontano dell'umanità.

PHREATIC BANK

Progetto collettivo elaborato dal gruppo di lavoro proveniente dall'ENSA – École Nationale Supérieure d'Art di Bourges in Francia (in ordine alfabetico: Eric Aupol, Thomas Bontemps, Ferenc Gróf, Kyo Kim, Clara Noseda), è una struttura site-specific sviluppata sulla condizione aporetica della geologia dell'area materana. Tale condizione si realizza quando diverse ipotetiche “verità” di un luogo entrano in contatto o conflitto tra loro: in questo caso, quando all'aridità visiva del paesaggio materano e regionale, che caratterizza la sua immagine nel mondo e segna una forma appartenenza alla regione del Mediterraneo, corrisponde dal punto di vista geografico e geologico al suo contrario, ossia a una grande ricchezza di acqua di ben quattro fiumi, simbolo dello stemma della regione Basilicata, oggi imbrigliata in un sistema di tre dighe costruito dal 1955 al 1983. Phreatic Bank è una scultura, un’installazione e un database allestita negli spazi ipogei di Palazzo Viceconte, dedicato agli “studi freatici” e all’acqua come elemento geologico, metaforico e geopolitico.

ISTITUTO POPOLARE PANORAMA

Un progetto dell’artista Giuseppe Fanizza con la collaborazione di Matteo Balduzzi, curatore del Museo di Fotografia MuFoCo di Milano, è un esperimento di riappropriazione della narrazione del paesaggio materano da parte delle comunità che lo abitano. Il lavoro intende promuovere una riflessione sull'esplosione esponenziale delle immagini digitali scattate da visitatori, turisti e “cittadini temporanei” di Matera, sulla bellezza / sui fattori estetici e visivi del paesaggio urbano, rurale e periurbano come collettore di approvazione e di consenso ai fini della costruzione di una identità digitale dei luoghi. Il progetto è stato concepito in continuità con Azure Watch, esperienza realizzata da Giuseppe Fanizza a Malta nell'ambito del programma de La Valletta 2018, unendo idealmente due regioni del Mediterraneo che affidano al turismo di massa una parte significativa dello sviluppo economico e delle trasformzioni sociali e culturali, in chiave territoriale e regionale.

TESSUTI DIGITALI

Un contributo per una progettualità̀ non invasiva ma pervasiva ideato e sviluppato da Lucio Fumagalli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale nonché co-fondatore di 4changing,
società focalizzata sull’analisi di big data e sulla Data Science, Docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “Sapienza” di Roma, e da Gabriella Gilli, psicologa, Professoressa di Psicologia Generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e studiosa di Neuroscienze affettive.

Tessuti Digitali costituisce un’occasione privilegiata per osservare le evoluzioni emozionali manifestatisi tra centinaia di migliaia di conversazioni digitali da e verso Matera, rivelando sistemi e tessuti relazionali invisibili che pure costituiscono le mappe relazionali locali-globali del presente e potenzialmente quelle del futuro prossimo. Come l’acqua, tali sistemi spesso sono celati e conservati nel sottosuolo, rimanendo sostanzialmente sconosciuti. Con il supporto di dispositivi tecnologici di ultima generazione, sarà possibile conoscere i giacimenti digitali della città e le sue insospettabili connessioni regionali e internazionali; sarà possibile rivelare progressivamente le mappe relazionali ed emozionali del luogo, e i flussi cognitivi e comportamentali, al fine di alimentare ricerche e strategie spaziali, culturali, economiche e sociali nel prossimo futuro.

mercoledì 6 novembre 2019

'Incontrarte' ritorna a Brienza per la V° edizione di Arte Contemporanea


POTENZA – IN ARTE EXHIBIT e la rivista “In Arte”, in collaborazione con il Comune di Brienza, organizza la V° edizione di“INCONTRARTE”, rassegna internazionale di arte contemporanea che si propone di diffondere l'arte contemporanea attraverso la contaminazione tra differenti forme ed espressioni artistiche, per mezzo di una mostra collettiva della durata di 20 giorni, che avrà luogo a Brienza (PZ), presso il Palazzo Comunale - ex Convento dei Frati Minori Osservanti, dal giorno 8 al 28 dicembre 2019.

L’ evento e rivolto a tutti gli artisti che operano nei campi della pittura, scultura, installazione, fotografia, arte digitale e grafica. Il tema del concorso è libero, come anche le tecniche e i materiali che possono essere utilizzati. È possibile iscriversi alle selezioni fino al 4 dicembre 2019. Le opere che verranno proposte all’organizzazione saranno vagliate da una giuria costituita dai componenti della redazione di “In Arte”, che ne selezionerà 50 per esporle all’interno della mostra collegata alla mostra.

La collettiva è un incrocio temporaneo di esperienze artistiche inevitabilmente diverse tra loro, ma che possono costituire un insieme armonico quando alle spalle c’è una ragionata scelta curatoriale. Le edizioni precedenti hanno riscosso molto interesse per il suo elevato valore divulgativo, nonché grande adesione da parte di artisti provenienti da ogni parte d’Italia, tanto da richiedere per la quinta edizione l’utilizzo di spazi espositivi più ampi e prestigiosi, oltre che di rilievo storico e artistico.

lunedì 4 novembre 2019

Doppio spettacolo a Potenza per la Compagnia Simona Bertozzi - Nexus


POTENZA - Appena rientrata da un’intensa tournée in Perù, la Compagnia Simona Bertozzi | Nexus sarà impegnata dal 6 all’8 novembre a Potenza, su invito del Festival Città delle 100 Scale, per presentare due spettacoli e realizzare un percorso di formazione per studenti delle Scuole Medie Superiori e detenuti della Casa Circondariale della città.

Mercoledì 6 novembre, con inizio alle ore 20.30, al Teatro Francesco Stabile andranno in scena Prometeo: Contemplazione Solo e And it burns, burns, burns Trio, estratti rispettivamente del primo e dell’ultimo quadro del progetto biennale che tra il 2015 e il 2016 la coreografa ha dedicato al mito di Prometeo: per la prima volta saranno presentati in successione, articolando un’inedita visione di alcune delle sezioni coreografiche più significative dell’intera creazione.

«La consegna di Prometeo è condurre l’umanità all’esercizio della conoscenza, della téchne, di una pratica tesa alla creazione e all’articolazione di una grammatica generativa, multiforme e complessa» suggerisce Simona Bertozzi «La partitura delle azioni è organizzata, ma l’ostinazione della pratica riapre ogni volta i confini delle tattilità, esponendo ogni iniziativa di incontro alla fragilità del presente, nitido e sospeso, della scena».

Prometeo: Contemplazione Solo è interpretato dalla stessa Simona Bertozzi, mentre And it burns, burns, burns Trio vede in scena Giulio Petrucci, Aristide Rontini e Stefania Tansini. Entrambi gli spettacoli si avvalgono delle musiche originali di Francesco Giomi e della co-ideazione di Marcello Briguglio.

Il 7 e 8 novembre la Casa Circondariale della città accoglierà Agile. Laboratorio per Wonder(L)and, «progetto multiforme e contenitore di eventi creati intorno alla dimensione della meraviglia e dello stupore».

Il percorso, che vedrà la partecipazione di studenti delle Scuole Medie Superiori e di detenuti dell’Istituto penale di Potenza, sarà realizzato nell’ambito del Progetto Teatro oltre i limiti curato dalla Compagnia Petra. Il pubblico accreditato potrà accedere a un’apertura finale del percorso, in programma venerdì 8 novembre alle ore 18.

Simona Bertozzi, coreografa e danzatrice, si forma tra Italia, Francia, Spagna, Belgio, Inghilterra e completa gli studi universitari al Dams di Bologna. Dal 2005 conduce un percorso autoriale di ricerca e creazione coreografica. Tra i progetti più recenti emergono il Prometeo, composto da sei episodi coreografici autonomi tra cui And it burns, burns, burns, finalista Premi UBU 2017 come Miglior Spettacolo di Danza dell’anno e Joie de vivre, coprodotto da ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena e Nexus. Parallelamente all’attività di creazione, si occupa anche di percorsi di alta formazione e collabora con ricercatori e studiosi di arti performative. Nel 2019 vince il Premio Hystrio Corpo a Corpo e il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.

Info sul Festival Città delle 100 Scale: https://www.cittacentoscale.it/.

Info sulla Compagnia: http://simonabertozzi.it/.

giovedì 31 ottobre 2019

Il Premio Matera conferito all’imprenditore Giuseppe Izzo


MATERA - Il Premio Matera per l’imprenditoria è stato assegnato nel contesto della mostra antologica su Pasolini, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes e inaugurata domenica 22 settembre, a Giuseppe Izzo, presidente della Confederazione CNAAC (Confederazione sindacale datoriale e professionale). L’evento, tenutosi presso la Sax Art Gallery in via Fiorentini 233/243 (Sasso Barisano) a Matera, ha goduto di questo palcoscenico spettacolare: quello della capitale europea della cultura 2019.

Nella rassegna presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal grande fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, i cui scatti rimarranno esposti alla Sax Art Gallery fino al 6 ottobre, si iscrive il prestigioso riconoscimento che riporta il contributo, oltre che di Vittorio Sgarbi, anche dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, del tenore Francesco Zingariello, dell’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, della vicepresidente FIDAPA Caterina Grifoni e della curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi. A Giuseppe Izzo va dunque il Premio Matera “per la dedizione professionale e i risultati ottenuti come data protection officer nel settore bancario e finanziario”.

Nato in Campania 49 anni fa, Giuseppe Izzo negli anni Novanta debutta nel settore informatico aprendo l’Isa informatica srl per lo sviluppo di applicazioni nell’industria agricola e nell’agricoltura. Successivamente diviene responsabile dello sviluppo di alcune applicazioni nel settore dei giochi online. Riconosciuto esperto nella protezione dei dati in ambito bancario, finanziario e industriale, Izzo da 20 anni è docente formatore per la sicurezza sul lavoro ed esperto di Cybersecurity accreditato sulle maggiori piattaforme internazionali. Attualmente riveste il ruolo di amministratore delegato della Uese Italia Spa, da lui fondata, diventata azienda leader nella sicurezza sul lavoro e protezione dati.

mercoledì 30 ottobre 2019

San Martino d'Agri sarà "Capitale per un giorno"


SAN MARTINO D'AGRI - San Martino d’Agri sarà "Capitale per un giorno" il 2 Novembre 2019 quando si terrà l’iniziativa “In viaggio nella civiltà contadina: storia e cultura di un popolo”. L’evento è organizzato dal Comune di San Martino D’Agri ed è coprodotto dalla Fondazione Matera - Basilicata 2019 nell’ambito delle iniziative “Capitale per un giorno”. <<Sarà un viaggio nel borgo antico - ha detto il sindaco Amedeo Ranucci - alla scoperta di una Lucania arcaica, della civiltà contadina, del sacro e del profano, della povertà e della solidarietà, del cibo, della tradizione, della superstizione e della magia che permeano ogni istante della vita, tutto raccontato dai figuranti e dagli scatti antichi di fotografi improvvisati e non>>.

San Martino D’Agri rientra nel progetto “Arco - Archivio digitale di comunità” con altri 9 Comuni che insieme stanno realizzando una raccolta di foto analogiche dagli archivi privati dei cittadini che, a partire dalle rappresentazioni sacre tradizionali, raccontano, attraversano le immagini, momenti di comunità.

Il 2 Novembre il programma inizia alle ore 16:30 con le visite guidate al borgo partendo dall’infopoint situato in Largo Marconi. Dalle 18:30 c’è l’inizio del percorso fisico e sensoriale che prevede il raduno in largo Marconi con il saluto delle autorità e l’inizio della narrazione. A seguire c’è l’entrata nel percorso da via Mario Pagano verso il borgo antico con l’immersione nella civiltà contadina. Si passeggia alla scoperta dei luoghi con le scene ricostruite nelle case, nelle botteghe e nelle cantine aperte che presenteranno vari momenti di vita passata.

Il percorso si conclude con la degustazione del pranzo tipico ed il concerto di musica folk lucana: Lucania Power. Graziano La Marra e I Cubba Cubba arcaici di Tricarico.

martedì 29 ottobre 2019

Presentato in anteprima nazionale il Furor Mathematicus di Sinisgalli


POTENZA - Alcuni dei principali studiosi di Sinisgalli, provenienti da ambiti sia umanistici che scientifici e da diversi Atenei italiani ed europei, sono stati chiamati a raccolta nei giorni scorsi a Potenza dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dall’Università della Basilicata per celebrare la ripubblicazione, dopo 70 anni, dell’opera più intimamente sinisgalliana: il Furor Mathematicus.

Questa grande operazione culturale è stata resa possibile grazie al contributo di diversi soggetti, molti dei quali presenti all’incontro ospitato nell’Aula Magna dell’Unibas: l’erede testamentaria di Sinsigalli, la dott.ssa Ana Maria Lutescu, più volte ringraziata, l’editore Mondadori che ha riportato il volume in libreria lo scorso 8 ottobre fra gli Oscar Baobab Moderni, il curatore Gian Italo Bischi, la Bcc Basilicata che ha sostenuto l’acquisto dei diritti editoriali, e la Fondazione Leonardo Sinisgalli con tutti i suoi soci fondatori e sostenitori (Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Montemurro, Università degli Studi della Basilicata, Parco Nazionale dell’Appennino Lucano).

Un vero e proprio “atto d’amore” verso la cultura e verso questo intellettuale “bicefalo”, come ha sottolineato il Direttore della Fondazione Sinisgalli, Biagio Russo, in apertura di un incontro molto denso, diviso in quattro momenti: il saluto delle Istituzioni presenti - la Rettrice Aurelia Sole, il Presidente della Provincia Rocco Guarino, Il Sindaco Senatro Di Leo, il Presidente della Fondazione, Mario DI Sanzo; la lettura di alcuni estratti dal Furor mathematicus da parte dell’attrice Nicole Millo; gli interventi degli accademici presenti, coordinati dalla prof.ssa Maria Rosaria Enea, docente dell’Università della Basilicata, da lei rappresentata all’interno del Cda della Fondazione Sinisgalli.

Momento emozionante è stato il dono alla Fondazione, di alcune lettere manoscritte di Vito Sinisgalli al figlio Leonardo, da parte del noto poeta, saggista e traduttore romeno Dinu Flamand, che sta traducendo in rumeno la poesia sinisgalliana, vissuta intimamente come un richiamo alle proprie origini.

Oltre a raccontare il proprio rapporto con la poesia di Sinisgalli, Dinu Flamand ha declamato sia poesie del poeta-ingegnere che le proprie.

Il senso del “Furor Mathematicus”, racchiuso nel suo titolo apparentemente ossimorico, è stato reso attraverso i contributi “politecnici” dei convenuti: dal rapporto fra poesia e matematica (Claudio Bartocci, Università di Genova), alle questioni etiche che la civiltà delle macchine e l’intelligenza artificiale pongono alla contemporaneità (Fabrizio Caccavale, Università di Basilicata); dalla matematica come chiave di lettura per interpretare l’universo (Decio Cocolicchio, Università di Basilicata), al ruolo del linguaggio nell’alterazione della realtà (Luigi Tassoni, Università degli studi di Pécs); dal furore che arde nei matematici (Onofrio Mario Di Vincenzo, Università di Basilicata), al furore dell’Orlando Furioso e di Leonardo Da Vinci (Maria Teresa Imbriani, Università di Basilicata), fino al furore come superamento degli specialismi e della frantumazione del sapere e recupero dell’Umanesimo (Franco Vitelli, Università di Bari). Le conclusioni sono state affidate a Gian Italo Bischi dell’Università di Urbino, curatore del Furor mathematicus, che ha raccontato il suo colpo di fulmine con l’opera - non l’edizione del ’44 o del ’67, ma quella del ’50, quella che stava più a cuore a Sinisgalli, scritta in un momento storico di grande trasformazione per l’Europa e il mondo interno - trasfuso nell’introduzione al testo, anch’essa piena di furore.

lunedì 28 ottobre 2019

Matera2019: aperture straordinarie de “La Secretissima camera de lo Core” fra ottobre e dicembre


MATERA - Atlante delle emozioni delle città, progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto dalla Fondazione Matera – Basilicata 2019 e dall’Associazione Teatro dei Sassi, riapre in maniera straordinaria le porte de “La secretissima camera de lo core”, nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre 2019.

Inaugurata lo scorso 23 Marzo presso il quarto piano della Biblioteca provinciale “T. Stigliani”, la Secretissima camera de lo Core si presenta come un labirinto espositivo interattivo che mira a realizzare una modalità inedita di visita delle città mediante l’utilizzo di una Mappa Emozionale prodotta raccogliendo le memorie e i racconti degli abitanti e degli stessi visitatori.

La mostra sarà nuovamente disponibile per i curiosi che percorreranno un particolare viaggio, espressione artistica di quattro concetti chiave: emozione, anima dei luoghi, memoria e tempo.

La Secretissima camera de lo Core sarà quindi visitabile nelle seguenti giornate: 30 e 31 Ottobre, 1,8,9,10,11,22,23 e 24 Novembre e 21,22 e 23 Dicembre.
Le giornate del Venerdì e del Sabato prevedono un solo turno pomeridiano alle ore 18, mentre le giornate della Domenica, invece, un doppio turno di visita in programma la mattina alle ore 11 e il pomeriggio alle ore 18. A ogni turno potrà entrare un massimo di 20 persone.
Nei giorni feriali, l'orario della visita è anticipato di 30 minuti.

La visita alla mostra è guidata, pertanto, è obbligatorio arrivare tra i 30 e i 15 minuti prima dell’inizio dell’evento per lasciare gli effetti personali ed effettuare la registrazione. In caso di ritardo, la partecipazione non è garantita. La durata della visita è di circa 90 minuti.

Per accedere alla mostra è necessario il Passaporto per Matera 2019 e la prenotazione, da effettuare attraverso la Piattaforma ufficiale www.materaevents.it o presso gli Infopoint di Matera 2019.

Massimo Lanzetta, direttore artistico del progetto, dichiara: “Continuiamo a ricevere tanti sguardi stupiti e felici da parte dei tanti visitatori che stanno riempiendo la Secretissima durante le aperture straordinarie. Siamo sempre più convinti che la Secretissima camera de lo Core meriti un luogo dove diventare permanente. Ci stiamo già muovendo in tal senso, infatti, attendiamo risposte concrete da parte delle istituzioni. Nel frattempo siamo molto felici di tanto successo di pubblico.”

La Secretissima camera de lo core è un lavoro corale su emozioni, anima dei luoghi e memoria, che propone una modalità inedita di visita delle città a partire dal coinvolgimento diretto di oltre trecento abitanti, le cui mappe emozionali contenenti segreti e memorie legati ai propri luoghi del cuore, hanno ispirato la creazione delle opere originali esposte – visive, letterarie e video -, realizzate da più di quaranta artisti, anche lucani. Il progetto vanta le preziose collaborazioni della coreografa tedesca Heike Hennig, dello scrittore Alessandro Baricco con la sua Scuola Holden, dell’artista Stefano Faravelli, dell costruttore di marchingegni teatrali Paolo Baroni e del regista Luca Acito.

Si ringrazia BPER Banca, gold partner del progetto.

L’attore materano Walter Nicoletti nella Fiction “Imma Tataranni” su Rai Uno

MATERA - L’attore materano Walter Nicoletti torna sul piccolo schermo nella Fiction targata Rai Uno “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”, diretta da Francesco Amato che è iniziata domenica 22 settembre in 6 puntate.

Nella serie tv il giovane attore materano è impegnato come tecnico dei RIS-Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri che svolgono attività tecnico-scientifica al servizio della protagonista Imma Tataranni, nell’ambito delle indagini preliminari per la morte di Don Mariano.

Numerosi i progetti cinematografici di Walter Nicoletti. Nel mese di settembre è stato impegnato sul set di “No Time To Die”, il venticinquesimo film di James Bond 007 che uscirà nelle sale di tutto il mondo ad aprile 2020. Il suo ultimo film “Vendesi Maternità”, di cui è regista e produttore, è stato selezionato al Florence Film Awards, è in finale al Corto Dino Film Festival, interamente dedicato alla famiglia De Laurentiis, e sarà proiettato ad Hollywood nell’ambito dell’attesissimo World Film Fair che si terrà dall’11 al 16 novembre.

La pellicola “Nemo Propheta”, Invece, di cui è co protagonista e produttore, continua a macinare successi negli Stati Uniti, essendo in concorso al Los Angeles Cine Fest e Los Angeles Lift-Off Film Festival. Infine il pluripremiato Tek, primo sci fi western italiano, di cui è protagonista e produttore, è sbarcato online sulla piattaforma streaming NutAlone, dedicata ai film europei indipendenti, a seguito di un accordo con la sua produzione Voce Spettacolo con sede a Matera.

Luca Maris: dal Rione Salicelle di Afragola al Festival di Napoli 2019

NAPOLI - Luca Maris, è un cantautore e produttore discografico italiano, personaggio pubblico, e da anni è una delle voci in Italia e nel mondo dell’hinterland napoletana, del Rione Salicelle di Afragola (Città Metropolitana di Napoli).

Luca Maris, è già noto, sia in Italia e sia in molti paesi nel mondo, in Italia è stato anche al primo posto della classifica generale di iTunes Italia con il brano “Luna e Sole” insieme all’artista Tony Esposito (al Tamborder), suono onomatopeico di uno dei suoi piu’ famosi brani, Kalimba de luna. Il brano è stato anche in classifica di Radio Airplay Italia, oltre ad aver scalato le classifiche di molti paesi nel mondo, come per esempio: Olanda, Germania, Francia, Svizzera, Mexico.

Il Festival di Napoli, è un evento storico, organizzato dall’Ania-Associazione Nazionale Italiana Artisti. Il Festival, organizzato dal Direttore Artistico e Presidente dell’Ania, Massimo Abbate, ormai da alcuni anni si propone come unico elemento di continuità tra il Festival di Napoli del passato, quello dei maggiori fasti, con noti e straordinari interpreti della canzone napoletana e quello attuale con la new generation.

Il Direttore Artistico e ideatore del Festival, Massimo Abbate, vuole portare all’ascolto del grande pubblico, in questa nuova fase, la nuova musica melodica napoletana, rivisitata in chiave moderna, attraverso l’interpretazione di una serie di artisti di talento e con alcuni di essi già noti al grande pubblico, come per esempio l’inserimento dell’artista Luca Maris, che quest’anno sarà in gara tra i finalisti del Festival di Napoli 2019.

Il Festival di Napoli 2019 sarà un format televisivo, il 13/14/15 dicembre, verrà registrata integralmente tutta la manifestazione, che sarà poi trasmessa da un network di livello nazionale e televisivo mondiale, oltre alla comunicazione stampa a carattere nazionale, internazionale e social media, che saranno gli strumenti per veicolare il Festival.

La canzone napoletana non è tradizione solo campana ma è modello mondiale, non a caso Napoli è la città dell’amore per antonomasia.

Luca Maris, noto e straordinario artista in gara al prossimo Festival di Napoli 2019, si mette in gioco per rilanciare la canzone napoletana prima che se stesso.

domenica 27 ottobre 2019

Premio Letterario Basilicata: riconoscimento speciale al Circolo La Scaletta


MATERA - Nell'ambito della tappa materana della 48^ edizione del Premio Letterario Basilicata, che si è svolta nella serata del 26 ottobre presso il cineteatro comunale "G. Guerrieri", è stato conferito un riconoscimento speciale al Circolo La Scaletta con la seguente motivazione: "per il suo sessantennale impegno nella conoscenza, nella tutela e nella conservazione del singolare patrimonio rupestre, segno ed emblema di civiltà e di cultura".

A consegnare la targa al presidente del sodalizio, Francesco Vizziello, il sindaco di Matera e socio fondatore del Circolo La Scaletta, Raffaello De Ruggieri.

La premiazione è stata preceduta dalle parole del prof. Cosimo Damiano Fonseca, presidente della giuria, che ha commentato la motivazione del premio ricordando l'importante ruolo svolto dalla Scaletta negli ultimi sessant'anni. "La storia dell'associazione - ha spiegato Fonseca- racconta l'utopia di un gruppo di giovani che riuniti hanno imposto Matera all'attenzione del mondo, attraverso una rilettura del patrimonio rupestre".

Il presidente Francesco Vizziello, dopo aver ringraziato il Circolo culturale Spaventa Filippi di Potenza, organizzatore del Premio Letterario Basilicata, e il prof. Fonseca, ha evidenziato l’importanza che la cultura ha avuto per la crescita di Matera, cultura che oggi deve servire a far incontrare e unire le città di Matera e Potenza, in quanto soltanto uniti si può tentare di vincere e guardare al futuro. Infine Vizziello ha ricordato alcuni momenti fondamentali dell'attività di conoscenza, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio rupestre ad opera del Circolo La Scaletta, tra cui vi è la pubblicazione del volume “Le chiese rupestri del Materano” 1966 edizioni De Luca, che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per le ricerche in tale ambito.

Conclusa la due giorni "Nuoro 2020 incontra Matera 2019"

MATERA - La due giorni di eventi culturali di letteratura, musica, cinema, maschere tradizionali e canto corale nuoresi a Matera, organizzata dal Comune di Nuoro con il supporto di Fondazione di Sardegna, Sardegna Film Commission e Fondazione di Matera 2019, ha visto la presenza nel capoluogo lucano di Marcello Fois, Gavino Murgia e i Tenores Goine, Francesco Del Casino, i Thurpos di Orotelli, Demis Murgia, Giovanni Gusai e proiezioni di docufilm di Antonio Sanna e Raffaello Fusaro.

Insieme a loro anche 100 coristi di Nuoro, delle formazioni di Coro Su Nugoresu, Coro Nugoro Amada, Coro di Nuoro, Coro Grazia Deledda, Coro Ortobene, e Coro Gli Amici del Folclore, che insieme ieri sera nella Chiesa Parrocchiale di Cristo Re a Matera, diretti da Alessandro Catte, hanno cantato i brani "Deus te salve Maria" e "A Diosa". Il Sindaco di Nuoro Andrea Soddu ha definito quest'ultimo come "l'inno d'amore della Sardegna, che ha radici nella nostra Città, la canzone tradizionale per eccellenza". Il Sindaco ha elevato il brano a "inno per dire no alla violenza contro le donne. È con questo spirito che lo vogliamo portare qua a Matera, per affermare nella Capitale Europea della Cultura, ve lo dice un coro maschile e ve lo dice dal centro della Sardegna."

Un emozionante momento di condivisione in terra Lucana. ”Portiamo in Sardegna un messaggio importante che l’esperienza di Matera ci ha donato: La cultura rende inevitabile ciò che non era neanche probabile”, ha sottolineato l'assessore alla Cultura del Comune di Nuoro Sebastian Cocco.

Il Comune di Nuoro ha quindi donato alla Città di Matera il murale creato per l'occasione in loco da Francesco Del Casino, come segno di fraterna amicizia. Alla creazione del murale hanno partecipato attivamente il Sindaco di Nuoro Andrea Soddu e l'Assessore al Turismo di Matera Mariangela Liantonio, un gesto simbolico che concretizza le connessione culturali tra le due Città.

venerdì 25 ottobre 2019

Nuoro 2020 incontra Matera 2019

MATERA - “Siamo qui a Matera, con i colori, i profumi, i sapori e i saperi della Sardegna e di Nuoro per significare che attraverso la cultura e i legami culturali possiamo costruire assieme un futuro diverso per il Mediterraneo e per l’Europa”. Con questa affermazione del sindaco del capoluogo barbaricino, Andrea Soddu, ha preso il via Nuoro 2020 incontra Matera 2019. Connessioni culturali per il futuro, la due giorni di eventi all’insegna della tradizione e dell’innovazione che vede la partecipazione di una folta rappresentanza proveniente dal cuore della Sardegna: attori istituzionali, esponenti del mondo della letteratura, delle tradizioni popolari, dell’enogastronomia, della musica, delle arti applicate e delle imprese culturali e creative.

Nel suo intervento al convegno inaugurale, il sindaco Soddu ha parlato di un futuro che deve mettere al centro le connessioni, che non abbia paura dell’altro e delle divisioni, ma che trovi un modo per stare assieme: “La cultura – ha concluso - è il più potente strumento di difesa del cittadino, determinante per costruire un futuro migliore per la Sardegna, l’Italia e l’Europa”.

Il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri, ha detto: “La cultura è educazione alla creatività e accanto dobbiamo coltivare l'impresa, che dà lavoro. Lavoriamo sull'immagine di un Mezzogiorno vincente, che non è più pessimista, più fatalista. Dobbiamo coltivare e sfidare l’Europa, partendo dal Sud. Il mio invito è diventare tutti rabdomanti del futuro. Il futuro non dobbiamo costruirlo, solo sceglierlo: sta a noi sceglierlo”.

Ha preso poi la parola Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera, che ha ricordato come gli eventi della Capitale europea della cultura 2019 abbiano superato i confini della Basilicata, coinvolgendo mote altre regioni, “come dimostra anche la partecipazione della Sardegna, che ha apportato relazioni forti e da consolidare, perché il tema culturale va definitivamente sdoganato in quanto non è un settore come gli altri. La partecipazione di Nuoro qui a Matera è particolarmente significativa”.

L’assessore alla Cultura del Comune di Nuoro, Sebastian Cocco, ha invece sottolineato come la presenza a Matera sia un modo per interrogarsi sul ruolo della cultura all'interno dei processi di sviluppo locali: “In Italia troppo spesso il tema dello sviluppo a base culturale ha coinciso solamente con il tema della valorizzazione dei beni culturali. La cultura e la produzione culturale, invece, sono molto più di questo, perché nella cultura ci sono delle componenti non monetizzabili. E, tuttavia, quello culturale-creativo – ha continuato - è comunque un settore industriale di estrema importanza: è il terzo in Europa, dati del 2018, per sviluppo e occupazione, dopo costruzioni, ristorazione e accoglienza. Di fronte a questi dati, una città come la nostra, che ha la cultura come vocazione naturale - ha concluso - non può rimanere indifferente e presto dotarsi di un vero e proprio piano strategico della cultura”.