Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post

domenica 22 marzo 2020

Pierpaolo Lauriola presenta il nuovo singolo 'Scudo e riparo': ''In questo periodo mi divido tra la musica e la crescita di mio figlio''


MILANO - Dopo il fortunato album EGO, torna sulla scena musicale il cantautore pugliese Pierpaolo Lauriola con il nuovo singolo Scudo e riparo, prima canzone tratta dal nuovo disco di inediti Canzoni scritte sui muri, in uscita il 13 maggio. La regia del video è di Antonello Schioppa. La storia raccontata ha come tema il precariato. Il testo è stato scritto a due mani con Sergio Salamone.

La musica ai tempi del coronavirus. In un momento così difficile e delicato per noi italiani, come stai vivendo questo periodo?
Io sono tra quelli che al momento possono lavorare in smart working. Passo del tempo prezioso con la mia famiglia e ogni giorno osservo con stupore la crescita di mio figlio. Forse questa contingenza ci spinge a riconsiderare il concetto di necessità. Quello che stiamo vivendo è uno stravolgimento in tutti i sensi, non solo sotto il profilo sociale ed economico, oltre che sanitario, ma anche sotto l’aspetto psicologico e antropologico. Tuttavia gli italiani stanno reagendo e si sono adattati ad un nuovo contesto che si fa sempre più domestico, in virtù delle restrizioni imposte a spostamenti e movimenti come “terapia” principale al contenimento dei contagi e alla diffusione del virus.

Ritorni alla musica con Scudo e riparo. Cosa racconta?
Racconta la storia di una famiglia. La prima parte si concentra sul matrimonio e la nascita di una bambina, mentre la seconda parte affronta la tematica della perdita del lavoro e di un dolce epilogo. Il finale lascia intendere che, anche di fronte alle difficoltà, se ne esce con gli affetti e le relazioni, lezione che tutti dovremmo imparare in questa difficile situazione che stiamo vivendo in questi giorni diventando scudo e riparo gli uni degli altri.

Com’è nata l’idea del video?
Il video, con regia di Antonello Schioppa, è diviso i due parti, come la canzone.Volevo raccontare con delle immagini significative quello che è il testo di questa canzone che ho scritto a quattro mani con Sergio Salamone, è che possiamo diventare scudo e riparo gli uni degli altri, per proteggerci dalle difficoltà che la vita ti porta ad affrontare. Ho deciso di affrontare questa tematica perché il lavoro e, la sua perdita sono dei grandi temi irrisolti della nostra società, e coinvolge tutti direttamente o perché interessa qualcuno attorno a noi o perché ci troviamo ad affrontare le difficoltà della vita precaria.

Il 13 maggio esce il nuovo album. Cosa ci puoi anticipare?
Sarà un album diverso dai precedenti. Questo è un disco personale che gode della coralità di molteplici artisti che l'hanno supportato. Ci saranno le chitarre acustiche, le chitarre elettriche, il sax, il piano, i sintetizzatori, l’elettronica e i computer. In studio di registrazione abbiamo sperimentato tanto con il produttore Francesco Coletti e Antonio Riccardo. Questo disco sarà l’ultimo di una trilogia iniziata con l’album Polvere. (scritto con il punto finale) e poi continuata con L’ego, che ho dedicato ai grandi temi della vita.

Ci sarà anche un tour? 
Avevamo programmato un tour di concerti in teatro che al momento abbiamo posticipato. A questo punto abbiamo tutti una battaglia più grande da combattere. E se questa condizione continuerà a lungo non escludo forme di live in streaming e altre sperimentazioni simili. Qualcosa c'inventeremo.

LINK VIDEOCLIP - SCUDO E RIPARO
Pierpaolo Lauriola - Scudo e riparo

giovedì 19 marzo 2020

Davide Peron: ''Il mio grido contro la guerra e le discriminazioni''

MILANO - Una poesia, un racconto magico ricco di verità e speranza. Si presenta così 'Il fiore che ho davanti', il nuovo singolo del cantautore veneto Davide Peron estratto dall'ultimo fortunato album 'Inattesi', che ha catturato l'attenzione dei media.

“Inattesi” è stato per me un album davvero speciale, possiamo dire inatteso - spiega l'artista. Sotto molti punti di vista. Uno di questi è il grande apprezzamento che ha avuto dalla critica ma anche dai non addetti ai lavori. Questo ultimo singolo vuol essere un regalo, una sorta di ringraziamento a quanti hanno lavorato al disco. Una delle mie prime dichiarazioni in merito è stata: "Le canzoni sono nate dalla meraviglia e dall’incredulità che regala un figlio, che sia atteso o meno. Ogni bambino è una vita unica che merita dignità".

E parlando di dignità, a volte basta un semplice fiore per farci ricordare quanto può essere bella e importante la vita. Con questo ultimo singolo, “Il fiore che ho davanti”, ho voluto gridare forte il mio no alla guerra, qualsiasi essa sia.

E’ una canzone che cerca di non smettere di vedere la possibilità di scelta, la possibilità dell’umanità di non schierarsi dalla parte del male trovando quindi nella bellezza (che se si vuole, la si può trovare ovunque, come i fiori) la salvezza. Nel testo ho voluto calcare il contrasto tra le sensazioni umane e la crudeltà della guerra che distoglie da tutto: quando passa un aereo l’uomo chiude gli occhi non solo per paura ma anche per non voler vedere.

Le proiezioni e le ombre utilizzate, rappresentano infatti le paure che sono in contrasto con la realtà: la caverna che è simbolo di oscurità, va piano piano scomparendo per cercare la luce e la libertà portata dalla bambina (simbolo di vita e calore); a mano a mano che il video prosegue infatti, il contrasto tra i chiaro-scuro diminuisce fino ad avere immagini a luce piena (il padre e la figlia che giocano assieme; allo stesso modo la ragazza, ossia la bambina cresciuta, supera il suo conflitto interiore riguardante la partenza del padre attraverso la musica, che la porta verso una nuova prospettiva per il futuro).

«Ogni guerra è sempre un atto contro la ragione e il ricorso alla guerra è sempre una sconfitta della ragione. Anzi, io credo che bisognerà cambiare perfino la categoria culturale: non ci saranno più né vittoriosi né vinti, ma saremo tutti sconfitti. Perché, appunto, sarà la forza bruta che vince su qualunque cosa. È tutta l'umanità a perdere. Io, difatti, non sono qui a mettermi contro qualcuno, sono qui a mettermi soltanto in favore della pace, perché solo la pace è il trionfo della ragione» diceva David Maria Turoldo. E mi trova perfettamente d'accordo.

La regia e cinematografia è di Matteo Pietrobelli che ne ha saputo cogliere in modo semplice ma profondo l’aspetto più vero.

LINK VIDEOCLIP - IL FIORE CHE HO DAVANTI
Il fiore che ho davanti - Davide Peron

domenica 15 marzo 2020

Nevo sostiene l'Italia: "E' coraggiosa, ce la farà"

(DPA / DPA PICTURE-ALLIANCE)
di PIERO CHIMENTI - Lo scrittore israeliano Nevo sostiene l'Italia, che considera la sua seconda casa, in questo suo momento difficile che sta affrontando il Paese contro il Coronavirus. Nella sua Lettera all'Italia il letterato non nasconde la preoccupazione per i suoi amici italiani, commuovendosi nel vedere le immagini di una Milano ferma, il cui Duomo appare deserto, ma tale apprensione non la riversa verso il Belpaese: "...è più coraggiosa di qualunque minaccia. Più forte di qualunque virus. E alla fine di ogni dedalo di viuzze anguste - ormai l'ho imparato - si sbuca sempre in una piazza, dove si può respirare a pieni polmoni».

giovedì 12 marzo 2020

#Iorestoacasa e scopro la Basilicata con Caggiulino Lucanum

POTENZA - E' tempo di stare a casa per prevenire il contagio da coronavirus, ed è bene anche fornire degli strumenti ludici e formativi per i più piccoli. Lucanum lancia Caggiulino, un simpatico cagnolino grigio e bianco col cappello con sopra la Basilicata che girerà virtualmente come cartoon alla scoperta del nostro territorio e tipicità soprattutto per i più piccoli. Il team della PMI innovativa iInformatica, emblema dello smart working e telelavoro, in linea con la campagna #iorestoacasa in sinergia con le Pro Loco Unpli della Basilicata lanciano una nuova evoluzione dell'iniziativa territoriale Lucanum questa volta rivolta ai più piccoli.

Vito Santarcangelo Ceo iInformatica Srls e Rocco Franciosa Presidente Comitato regionale Pro Loco Unpli Basilicata intendono con questa iniziativa mettere ulteriormente a valore le potenzialità creative della iInformatica e del network delle Pro Loco Unpli Basilicata al servizio delle famiglie lucane e della sensibilizzazione sul coronavirus. Infatti, ogni giorno saranno pubblicati da Lucanum e dall'Unpli degli originali disegni territoriali realizzati dall'artista ferrandinese e volto dell'iniziativa Alessandro D'Alcantara con diversi livelli di complessità da stampare gratuitamente e colorare. I disegni sono caratterizzati dai loghi delle due iniziative oltre all'hashtag #iorestoacasa.

I genitori dei piccoli potranno poi partecipare ad un contest #iorestoacasa dove i disegni colorati più votati riceveranno come premio il Gioco Lucanum con le Pro Loco Unpli della Basilicata. Il progetto mira a sensibilizzare tutti fornendo piccoli strumenti per allietare le giornate nelle proprie mura domestiche ricordando il dovere nei confronti di tutti di restare a casa, confidando in una buona risoluzione della problematica. Al link seguente è possibile scaricare gratuitamente il primo disegno da colorare: http://bit.ly/caggiulino

lunedì 9 marzo 2020

Coronavirus, slitta anche il Medimex 2020

BARI - Il Medimex 2020, International Festival & Music Conference - progetto di Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato con il Teatro Pubblico Pugliese - in programma dal 16 al 25 aprile tra Brindisi e Taranto, è rinviato a data da destinarsi ma si svolgerà nel corso del 2020.
Lo rende noto Puglia Sounds/Teatro Pubblico Pugliese che "ha deciso di rimandare il Medimex, che quest'anno giunge alla decima edizione, a quando saranno ripristinate le condizioni logistiche e organizzative necessarie alla buona riuscita della manifestazione".

giovedì 5 marzo 2020

Red Low feat. Breana Marin: il risultato è "Selfish"

MILANO - Red Low è un progetto dei DJ / produttori David Tort e Carlo Caesar, che oltre 3 decenni nella scena Dance Music hanno deciso di unire le forze in un viaggio musicale multiculturale. David e Carlo hanno avuto il suo primo disco di successo con Drummers Of Love "Drums Of Love (2000), oggi considerato una delle canzoni classiche di House Music. Hanno prodotto due album Lounge / Chill Out con gli alias "The Lightwarriors" e "Lemonade Makert". L'anno scorso hanno pubblicato in Italia "Don't Ever Let Go"

DJ / Produttore David Tort è uno dei più influenti artisti spagnoli nella scena musicale elettronica globale. Il suo successo è il prodotto di entrambi, il suo caratteristico lavoro in studio e i suoi DJ set in-demand in tutto il mondo. Entrambe le parti hanno fatto di lui un nome familiare nella moderna cultura dei club.

Djing da oltre 30 anni, David produce da oltre quindici anni il suo sound in studio coltivando una personalità musicale unica e varia, compresa sia dai club che dall'industria. La sua discografia include remix per Carl Cox, Tiësto, Nelly Furtado, Kelly Clarkson, David Guetta, Bob Sinclar e Gui Boratto per nominarne alcuni, oltre a produzioni originali come "Strangers", "Lost In Acid", "Jack It Up" , "One Look" o la cover di "Chase The Sun" con Norman Doray che ha raggiunto il 2 ° posto nella classifica principale di Beatport per tre settimane di seguito. David ha pubblicato la musica con i nomi delle etichette dance tra cui Toolroom, Spinnin 'Deep, Doorn Records, Stereo Productions, Bush Records, Musical Freedom, Size, Flamingo e Zerothree, oltre a lanciare la sua etichetta, HoTL Records.

Pro Loco di Matera, “Tra Cultura, Storia e Tradizioni”: il 6 marzo conferenza stampa al Mulino Alvino


MATERA - Il 6 marzo alle 18:30, nei suggestivi ambienti del Mulino Alvino 1884 Hotel & Resort, gli 8 bozzetti selezionati da una giuria di qualità tra i numerosi, provenienti da tutta Italia, che hanno partecipato al concorso di idee promosso dalla Pro Loco di Matera “Tra Cultura, Storia e Tradizioni” e finalizzato alla personalizzazione e realizzazione di “Cucù” (dell’altezza di cm 170).

I manufatti, personalizzati dagli artisti, saranno esposti in occasione dell’evento “Cucù Parade” che si terrà nella prossima primavera attraverso gli spazi e le diverse piazzette di Matera, ma anche a Montalbano Jonico e Policoro. L’iniziativa, ideata dal socio Pro Loco, Renato Favilli, è realizzata con il sostegno di Regione Basilicata, Provincia di Matera e partner privati, ed è patrocinata dal Comune di Matera, Comune di Montalbano e il Comune di Policoro.

Nei 3 comuni scelti per la Cucù Parade, dal 9 al 13 marzo, sarà possibile vedere all’opera gli artisti che, con il loro intervento, favoriranno la reinvenzione di classici spazi urbani (le piazze individuate saranno rese note domani 6 marzo), rendendoli delle gallerie d’arte a cielo aperto ed un momento particolare per tutte le comunità.

mercoledì 4 marzo 2020

Taylor Swift è l'artista che ha venduto di più nel 2019

MILANO - Lo scettro di reginetta di vendita lo detiene Taylor Swift. La popstar americana è l'artista che ha venduto più di tutti nel 2019. Il suo settimo album “Lover” , interamente curato dall'artista, ha ottenuto un grandissimo successo in tutto il mondo ed il brano che ha anticipato il disco, “You Need To Calm Down”, è stato un inno per tutta la comunità LGBT.

La canzone ha subito conquistato i fan grazie anche a un video che ha visto la presenza di numerosi e prestigiosi volti del mondo dorato di Hollywood, tra questi Ellen DeGeneres e Ciara.

Nelle settimane successive il singolo 'Lovers' ha continuato a dominare le chart a livello internazionale; ad oggi le copie vendute soltanto negli Stati Uniti d’America sono più di 2.300.000.

Sant'Ilario, "storia e tradizione comune del femminino fra riti, miti e magia muliebre"

POTENZA - Un’occasione per riflettere sulla ricchezza del patrimonio legato alla cultura contadina con uno sguardo particolare all’universo femminile: è quanto ha rappresentato l’incontro dal titolo “Filiano–Sant’Ilario, storia e tradizione comune del femminino fra riti, miti e magia muliebre”, tenutosi a Filiano domenica scorsa e organizzato dalla Pro Loco e dalla locale Biblioteca con la collaborazione del Comitato Pro Sant’Ilario e con il patrocinio del Comune di Filiano.

Il tema delle serata ruotava intorno al ruolo e la funzione della donna fra ‘800 e ‘900 nell’ambito della comunità del borgo di Sant’Ilario con riferimento anche al territorio di Filiano, attraverso la presentazione del volume di Donato Antonio Telesca dal titolo “Sant’Ilario, Rito, Etnografia, Mito”: l'ultimo dei lavori di ricerca pubblicato dall'autore sul borgo, comunità e territorio lucano da cui proviene.

All’indirizzo di saluto della presidente della Pro Loco di Filiano, Maria Santarsiero, è seguita la relazione introduttiva dell’operatore di biblioteca Vito Sabia che ha sottolineato come: «Dal volume di Donato Antonio Telesca emerge con forza la sacralità della donna nella cultura contadina. Alla condizione di emarginazione che ha caratterizzato a lungo l’universo femminile si contrappone il ruolo forte di cui ha goduto la donna nelle famiglie contadine».

Donato Antonio Telesca accompagnato alla chitarra dal maestro Marco di Meo e grazie anche all’interpretazione di alcuni brani letterari della vicepresidente della Pro Loco Donatella Oppido, ha declinato la tradizione culturale, particolarmente attenta all’universo femminile, attraverso il registro musicale della ballata, blues e jazz: una narrazione in vernacolo con le descrizioni e significati delle ritualità femminili che rimandano a miti ancestrali riconducibili al culto agrario nell’ambito del Mediterraneo.

martedì 3 marzo 2020

Paperina e la selezione scientifica, in edicola dal 4 marzo

MILANO - Il settimanale Topolino si tinge ancora una volta di scienza, questa volta in occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, con una storia speciale che pone al centro la valorizzazione delle competenze scientifiche femminili. Nel numero 3354 in edicola da mercoledì 4 marzo, infatti, si parlerà di ricerca scientifica attraverso l’esperienza di due protagoniste autorevoli della ricerca italiana, omaggiate nella storia principale del numero e protagoniste di un approfondimento dedicato, realizzati in sinergia con Fondazione Bracco.

Paperina e la selezione scientifica, scritta da Gaja Arrighini e con i disegni di Silvia Ziche, ci porta nel Club delle Ragazze di Paperopoli dove Paperina invita due scienziate della Quack Foundation della Calisota Valley che riusciranno a conquistare con i loro racconti e le loro scoperte non solo le ragazze del club ma anche Archimede, Paperoga e tutti gli abitanti di Paperopoli.

A corredo della storia a fumetti, il magazine dà spazio a un approfondimento redazionale sulla scienza vista da una prospettiva femminile, con un’intervista doppia a Barbara Caputo (Professoressa ordinaria di ingegneria informatica al Politecnico di Torino) e Luisa Torsi (Professoressa ordinaria di chimica presso l’Università di Bari). Le due ricercatrici, omaggiate da Topolino nella storia Paperina e la selezione scientifica con i due personaggi Barb Quackut e Louise Torduck, fanno parte del progetto #100esperte (100esperte.it), ovvero una banca dati online creata dall’Osservatorio di Pavia con l’associazione Gi.U.Li.A., sviluppato da Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea con i profili di oltre 220 esperte di STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), settore storicamente sottorappresentato dalle donne e al contempo strategico per lo sviluppo economico e sociale.

Il numero 3354 in edicola da mercoledì 4 marzo rappresenta dunque un nuovo importante esempio della costante attenzione del settimanale edito da Panini Comics verso le tematiche legate ai numerosi aspetti della scienza, non dimenticando l’intento ludico-didattico che da sempre caratterizza l’anima di Topolino. L’iniziativa è parte del palinsesto “I talenti delle donne” promosso dal Comune di Milano | Cultura per presentare con approccio multidisciplinare e inclusivo un percorso sul ruolo femminile nelle diverse discipline creative, con una sottolineatura proprio sulle istanze sociali di mutamento.

lunedì 2 marzo 2020

Emma: da venerdì 6 marzo nelle radio il nuovo singolo 'Luci blu'

MILANO - Dopo il grandissimo successo radiofonico di “Io sono bella” e “Stupida allegria”, per settimane ai vertici delle classifiche radiofoniche, da venerdì 6 marzo arriva in radio “LUCI BLU”, il nuovo singolo di EMMA estratto dall’ultimo disco di inediti “FORTUNA”. Una ballad intensa e profonda con cui Emma riesce ad emozionare trasmettendo tutta la sua dolcezza e fragilità e arrivando dritta al cuore con un brano scritto da Davide Simonetta e Simone Cremonini.

«Una canzone che al primo ascolto non avevo capito, e poi ho intuito il perché - racconta EMMA - Mi devasta e a tratti, secondo me, svela anche una fragilità e una dolcezza che io stessa non credevo di possedere. C’era tutto io e te e quelle luci blu, poche parole infilate bene in una ballad che spero faccia emozionare».

Emma presenterà live “FORTUNA” al suo pubblico il 25 maggio all’Arena di Verona (biglietti esauriti), una grande occasione per festeggiare insieme al pubblico il suo compleanno e i 10 anni di carriera! Ad ottobre, inoltre, sarà impegnata con il tour “FORTUNA LIVE PALASPORT 2020”, 9 concerti nei principali palasport d’Italia.

Queste tutte le date di “FORTUNA LIVE PALASPORT 2020” (prodotto e organizzato da Friends&Partners):


3 ottobre – JESOLO – Pala Invent (data zero)
5 ottobre – MILANO – Mediolanum Forum Di Assago
10 ottobre – ROMA – Palazzo Dello Sport
13 ottobre – FIRENZE – Nelson Mandela Forum
16 ottobre – NAPOLI – Pala Partenope
17 ottobre – BARI – Pala Florio
20 ottobre – CATANIA – Pala Catania
23 ottobre – BOLOGNA – Unipol Arena
24 ottobre – TORINO – Pala Alpitour

Con “Fortuna” (etichetta Polydor/Universal Music) EMMA, nel suo decimo anniversario di carriera musicale, torna più matura e consapevole con un disco positivo, colorato, dal sound moderno e un nuovo linguaggio vocale. Un album uptempo composto da 14 brani che vanta la produzione di Dardust insieme a Luca Mattioni (in “Manifesto”, “Corri”, “Basti solo tu” e “A mano disarmata”), Elisa (in “Mascara”) e Frenetik & Orang3 (in “Dimmelo Veramente”).

Autrice di 3 brani del disco, “Fortuna”, “Alibi” e “Dimmelo Veramente”, Emma, per la composizione di questo nuovo album, è stata affiancata da musicisti autorevoli, importanti, nuove firme del panorama musicale italiano e autori che da sempre l’hanno accompagnata in questi anni: Vasco Rossi, Gaetano Curreri, Elisa, Dario Faini, Federico Bertollini (Franco 126), Maurizio Carucci (frontman degli Ex-Otago), Davide Petrella, Alex Andrea Germanò, Gerardo Pulli, Piero Romitelli, Vanni Casagrande, Davide Simonetta, Diego Mancino, Amara, Simone Cremonini, Giulia Anania, Marta Venturini, Daniele Magro, Francesco Catitti (Katoo), Giovanni De Cataldo, Antonio Di Martino, Gianclaudia Franchini, Giovanni Caccamo, Daniele Dezi, Daniele Mungai, Antonio Maggio, Lorenzo Vizzini e Placido Salamone. Gran parte delle canzoni sono state registrate a Los Angeles presso lo Speakeasy Studios.

I biglietti per le nuove date sono disponibili in prevendita sul sito di Ticketone e nei punti vendita tradizionali.

''Sembro matto', il nuovo singolo di Max Pezzali

MILANO - Incontrare di nuovo l’amore quando si pensava fosse ormai impossibile può avere l’effetto collaterale di darci un senso di “ebbrezza”, che a un osservatore esterno può sembrare eccessivo e sopra le righe, ma che in realtà è una specie di lucida e consapevole follia che ci fa affrontare la vita con rinnovato ottimismo”. (M. Pezzali). Sembro Matto si aggiunge al repertorio romantico del cantautore, entrato nella storia della musica leggera italiana dagli anni Novanta ad oggi. Nel brano, prodotto in studio da Big Fish, compare nello special anche una voce diversa da quella di Max Pezzali che scopriremo ad aprile nel “featuring” del Remix.

Come quella di “in questa città”, la copertina del singolo è disegnata da Zerocalcare, il più trasversale autore di fumetti e graphic novel europei. Entrambi i singoli saranno contenuti nel nuovo album di inediti di Max Pezzali di prossima pubblicazione.

Venerdì 6 marzo sarà online il video di “Sembro matto” girato a Spoleto sul set di Don Matteo e diretto da Cosimo Alemà, il regista della fiction. Protagonisti del videoclip i giovani attori della popolare serie televisiva di Rai Uno.

Max Pezzali sarà il protagonista di un attesissimo appuntamento LIVE con “SANSIRO CANTA MAX”. Venerdì 10 luglio (sold out in pochissimi giorni) e sabato 11 luglio porterà live il grande Karaoke collettivo con tutto il suo pubblico allo stadio di San Siro. Ogni sera 60.000 voci canteranno in coro tutti i grandi successi di Max.

Max Pezzali sarà in concerto allo Stadio Comunale di Bibione il 2 luglio, per la data zero del tour.

“Sembro matto” è Prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni

Programmato e arrangiato da Big Fish @DonerStudio Milano

Add Production Mix e Mastering - Gigi Barocco @ Studio104

Assistente di studio - Ercole Ghiozzi

Vocals Engineer - Alex Trecarichi @MonodynamicStudio Milano

Cori - Davide Ferrario @FrigoStudio Milano

sabato 29 febbraio 2020

A Filiano 'Sant'Ilario, storia e tradizione comune del femminino fra riti, miti e magia muliebre'

FILIANO - Domenica 1 marzo, alle ore 18:00, presso il Centro sociale “Prof. G. Lorusso” di Filiano si terrà l’incontro “Filiano – Sant’Ilario, storia e tradizione comune del femminino fra riti, miti e magia muliebre” organizzato dalla Pro Loco di Filiano e dalla locale Biblioteca con la collaborazione del Comitato Pro Sant’Ilario e con il patrocinio del Comune di Filiano.

Il tema delle serata ruoterà intorno al ruolo e la funzione della donna fra ‘800 e ‘900 nell’ambito della comunità del borgo di Sant’Ilario con riferimento anche al territorio di Filiano, attraverso la presentazione delle due ricerche antropologiche-culturali di Donato Antonio Telesca: “Sant’Ilario, Storia, Tradizione, Arte” e “Sant’Ilario, Rito, Etnografia, Mito”, in cui troviamo una descrizione del borgo che si mostra come microcosmo culturale, il quale riflette la dimensione culturale più ampia delle diverse realtà urbane afferenti la cosiddetta “Nazione aviglianese”. Una prospettiva antropologica che prova a dare una spiegazione possibile delle ritualità, tutte al femminile, legate alla maternità con forme di promozione della fertilità e abbondanza e dalla valenza apotropaica.

Donato Antonio Telesca - figura ecclettica originaria della piccola frazione di Sant’Ilario - con l’accompagnamento del maestro Marco Di Meo alla chitarra, suonerà alcune ballate raccolte nei suoi due album musicali “Sant’Ilario Vita Nova” e “Ai Castelli di Sant’Ilario”, delineando e decantando attimi di vita vissuti che fanno parte di una quotidianità, sicuramente arcaica e genuina.

Interverranno la presidente della Pro Loco, Maria Santarsiero e il sindaco di Filiano Francesco Santoro. Introdurrà la serata l’operatore di biblioteca Vito Sabia mentre le letture saranno a cura di Donatella Oppido, vicepresidente della Pro Loco.

venerdì 28 febbraio 2020

Tutte le poesie di Leonardo Sinisgalli in libreria


POTENZA - A pochi giorni dal suo “compleanno” sarà disponibile il 3 marzo in tutte le librerie d’Italia il volume che raccoglie “Tutte le poesie” di Leonardo Sinisgalli, ripubblicate da Mondadori tra gli Oscar Baobab e curate da Franco Vitelli dell’Università di Bari, cui è affidata anche l’introduzione al testo. Nel volume, i cui diritti sono stati acquistati grazie al contributo del Fondo etico di Bcc Basilicata, confluiscono le raccolte Cuore (1927) prima opera giovanile in autoedizione, le mondadoriane Vidi le Muse (1943), I nuovi Campi Elisi (1947), La vigna vecchia (1956), L'età della luna (1962), Il passero e il lebbroso (1970), Mosche in bottiglia (1975), Dimenticatoio (1978), ma anche le Imitazioni dall’Antologia Palatina (1980), Come un ladro (1979) e Più vicino ai morti (1980)

L’opera è un viaggio attraverso le diverse stagioni poetiche e umane di Sinisgalli, a cominciare dalla sua raccolta “preistorica”, Cuore, nella quale per molto tempo non si è riconosciuto. Una poesia sempre più impura, contaminata con la prosa, e che somma reale e immaginario, come sintetizzato nella celebre formula teorizzata da Sinisgalli, a+bj (“dove a e b sono quantità reali e j l’unità immaginaria”).

Consacrato poeta da Ungaretti, in diverse raccolte Sinisgalli mette in versi la sua vicenda autobiografica, attraverso un recupero mitico della terra natia, la stessa di Orazio, che è anche il luogo della sua speciale epifania poetica. La storia personale e universale – dalla guerra allo sbarco sulla luna, con l’avvento della tecnologia - lascia tracce nei suoi versi, facendosi specchio di dilemmi e tormenti. Lo spartiacque dei cinquant’anni e della piena maturità artistica, danno il via a un nuovo corso, con una composizione che diventa breve e frammentaria. Un segnale di crisi, percepito nelle ultime raccolte come perdita dell’energia vitale e dell’ispirazione poetica, coincidente con la morte della moglie, Giorgia De Cousandier.

A chiusura del volume Vitelli - che Sinisgalli volle espressamente quale curatore delle sue poesie, iniziando in tal senso un lavoro insieme - inserisce una ricca sezione dedicata alle notizie filologiche sulle raccolte e sui testi, di cui ricostruisce la storia, corredandola della descrizione delle testimonianze manoscritte di cui ha notizia, con l’obiettivo di suscitare una “partecipazione suggestiva all’officina di Sinisgalli”.

Con la pubblicazione delle Poesie, si completa la trilogia mondadoriana aperta dal Furor Sinisgalli e proseguita con la raccolta dei Racconti. Una straordinaria operazione culturale, di cui si ringrazia l’erede, Ana Maria Lutescu, fortemente voluta dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dalla Mondadori che dopo oltre 40 anni restituisce alla collettività le principali sfaccettature di un personaggio complesso e multiforme come Leonardo Sinisgalli, dando concretezza alla profezia, che lo stesso poeta aveva auspicato nella sua epigrafe: “Risorgerò fra tre anni / o tre secoli tra raffiche / di grandine nel mese / di giugno”.

mercoledì 26 febbraio 2020

Potenza: presentato il film Aspromonte


POTENZA - Giovedì 27 febbraio all’interno della rassegna cinematografica “Giovedì d’autore” presso il cineteatro don Bosco di Potenza, il regista Mimmo Calopresti presenterà al pubblico potentino il suo ultimo lavoro “ASPROMONTE. La Terra degli Ultimi” con protagonisti Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte e Sergio Rubini. Calopresti accompagnato per l’occasione da Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission, partner dell’evento insieme alla Bcc Basilicata, introdurrà le proiezioni del film (ore 19:00 e ore 21:30) e si intratterrà con gli spettatori al termine della prima proiezione per un confronto/dibattito sulle tematiche del film e del cinema in generale.

Il film, ambientato ad Africo un borgo misero e arcaico arroccato sulla costa calabrese, segna il ritorno di Marcello Fonte dopo “Dogman”, nella parte di Ciccio, il “poeta” di Africo. Con Aspromonte Mimmo Calopresti torna alle origini, nella Calabria natia, rifacendosi al modello del melodramma neorealistico a sfondo storico/sociale con un tocco di western. Un po' di cronaca del dopoguerra, un po' di antropologia culturale e la topografia impossibile di un paesino senza strada né medico, per raccontare un Sud infernale. Una favola simbolica sull'appartenenza territoriale che punta il dito contro i freni del progresso.

Tratto dall'opera letteraria di Pietro Criaco, 'Via dall'Aspromonte' (Rubettino Editore), il film racconta di un paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l'ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva in tempo. Gli uomini, esasperati, vanno a protestare dal sindaco per ottenere un medico condotto, ma c'è chi come Peppe (Francesco Colella), pensa di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada.

In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l'italiano. Ma c'è chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ‘ndrangheta, non vuole affatto che il paese diventi 'italiano'.

"Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall'oggi, poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli 'ultimi' c'erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell'Ilva", spiega il regista.

Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de 'I cento Passi', con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte "dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni". Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice. "Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell'acqua. E poi fare la maestra - aggiunge l'attrice - è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina". Infine Sergio Rubini: "Non c'è che dire: 'Aspromonte' è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c'è chi pensa di aprire una strada. E poi - conclude - adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero".

Biglietto 5€, ulteriori informazioni sul sito cineteatrodonbosco.com

martedì 25 febbraio 2020

Franco Casadidio pubblica il romanzo 'Il volo del canarino'

MILANO - Lo scrittore ternano Franco Casadidio presenta “Il volo del canarino”, la drammatica storia di due ragazzi tedeschi nella Germania a cavallo tra le due guerre mondiali. Jürgen è un giovane di pura razza ariana mentre Sara è un’ebrea da parte di madre, e tanto basta per separarli e condannare il loro amore all’oblio. L’autore racconta con precisione storiografica e delicata partecipazione dell’ascesa di Hitler e del partito nazista, che ha segnato non solo il destino dei due protagonisti ma di milioni di persone. Per non dimenticare mai, e per fare in modo che la memoria sia di monito per non ripetere gli stessi folli errori.

Il volo del canarino di Franco Casadidio è un romanzo intenso e coinvolgente, uno spaccato della nostra Storia che mai nessuno potrà dimenticare. Una Storia definita da Elsa Morante “uno scandalo che dura da diecimila anni” - come ricorda una delle citazioni in apertura dell’opera - una Storia raccontata nelle sue ingiustizie, nelle sue prevaricazioni ma anche nelle sue testimonianze di estremo coraggio. L’autore presenta una ricostruzione fedele e accurata della Germania di fine Prima Guerra Mondiale e soprattutto dell’ascesa e della caduta del nazismo; ed è così che si mostra il momento in cui il giovane caporale Hitler iniziò il suo percorso di odio quando ricevette un compito di spionaggio, e “…quell’incarico, all’apparenza così banale, avrebbe cambiato la sua vita e quella di milioni di persone in tutto il mondo”, ed è così che viene descritto il dialogo tra ufficiali nazisti che portò all’idea delle camere a gas, un dialogo agghiacciante, disumano, la cui chiusura fa ancora più rabbrividire quando uno di loro esprime dubbi sulla moralità del progetto e il dottor Kritzinger freddamente risponde: “Lei crede che esista ancora un senso della morale in questo Paese?”. Nonostante quest’attenta cura nel presentare le fonti storiche, l’autore non rinuncia mai al piacere di una narrazione che indaghi i moti dell’anima di personaggi colti in un momento di profondo dolore. Due in particolare sono i protagonisti di questa vicenda che si allarga ad abbracciare il destino di un intero popolo: Jürgen Von Schotze, un giovane di buona famiglia e di pura razza ariana, e Sara Funke, figlia di un’ebrea, una “mista di primo grado”. Mentre la Storia scorre davanti agli occhi del lettore - quella dei vincitori che poi diventano perdenti e quella dei perdenti che poi non diventano vincitori ma sopravvissuti - si intersecano le storie private dei due giovani, che inevitabilmente si scontrano con una realtà che di lì a poco avrebbe cambiato il volto dell’Europa. Un volto rigato di sangue e lacrime, così riconoscibile, cristallizzato in un monito troppe volte inascoltato dalle generazioni successive. Sara e Jürgen diventano testimoni inermi e attori della Storia: l’uno assecondando in un primo momento un potere intollerante e crudele, l’altra subendo quella stessa crudeltà. Il volo del canarino è un racconto lucido di ciò che accadde, ma all’autore non basta rimanere in superficie, e quindi si indaga a fondo nell’animo umano, nelle motivazioni di chi aiutò a compiere atti impietosi e folli, e nella sofferenza di chi vide cancellata ogni umanità nel prossimo e ogni dignità dalla sua persona. Franco Casadidio è un cronista dell’anima dei protagonisti: entra nei loro pensieri, li scandaglia e li restituisce nella loro forza. Jürgen è il cuore di questa narrazione: l’uomo accecato dalla fede la cui coscienza ha la fortuna di risvegliarsi, spingendolo ad agire per il bene comune. Sara è invece l’immagine della resilienza, dell’estrema forza che ha l’essere umano di rialzarsi e combattere nonostante i traumi della vita. E il volo del canarino del titolo, quell’uccellino tanto caro a Sara che per sua bontà tornò a volare tra i suoi simili, deve ricordare a tutti quanto conti la libertà per ogni essere vivente, libertà cancellata in anni oscuri, che minacciano sempre più di tornare.

TRAMA. Il volo del canarino racconta la storia d’amore tra Sara, una ragazza ebrea per parte di madre, e Jürgen, tipico rappresentante della nobiltà tedesca e della razza ariana, ed è ambientata nella Germania della prima metà del secolo scorso, la Germania di Adolf Hitler. La storia tedesca a partire dall’11 novembre 1918 - giorno della firma dell’armistizio che pone fine alla prima guerra mondiale - fa da sfondo alla vicenda umana e sentimentale dei protagonisti, che verranno coinvolti nei drammatici eventi che si verificarono in Germania dopo la sconfitta nella Grande Guerra. Le loro vite saranno profondamente segnate dall’ascesa al potere e dalla politica di Hitler, e in particolare dalle leggi razziali ed antisemite di cui Sara diventerà una delle tante vittime. Jürgen, invece, inizialmente convinto sostenitore delle idee del nazionalsocialismo di Hitler e della necessità della rivincita del popolo tedesco, arriverà, attraverso un difficile percorso interiore fatto di dubbi ed incertezze, ad una decisa e convinta presa di coscienza degli orrori della politica del Reich. Fino all’epifania finale che lo porterà ad un sofferto ripensamento critico delle sue convinzioni e delle sue azioni da colonnello delle S. S. accettando con dignità e autentico desiderio di riscatto di pagare per le sue colpe e per i suoi errori. 

Franco Casadidio è nato a Terni nel 1969. La sua passione per la Germania in generale e per la città di Monaco di Baviera in particolare, l’hanno portato a collaborare dal 2004 con le riviste bavaresi “INTERventi” e “Rinascita Flash”. Pubblica “Quando arriverà la primavera” (goWare, 2015), cinque storie ambientate a Monaco di Baviera, e “L’impronta del diavolo” (Morphema Editrice, 2016), la storia di due giovani fidanzati che, nella Germania della metà degli anni ‘80 alle prese con il terrorismo della RAF, entrano a far parte del gruppo eversivo. Il suo ultimo romanzo è “Il volo del canarino” (Morphema Editrice, 2018).

Laura Basilico pubblica il nuovo romanzo 'Per il tempo che resta'

MILANO - La scrittrice milanese Laura Basilico presenta “Per il tempo che resta”, un romanzo distopico ambientato nella Milano contemporanea che racconta in presa diretta l’Italia dello scontento di questi ultimi anni. Una vicenda volutamente provocatoria ed esasperata, spesso politicamente scorretta, con personaggi dei quali sarà di volta in volta quasi inevitabile indossare i panni, tanto si sentiranno vicini al proprio vissuto. Una storia drammatica che contiene in sé il seme della fatalità, e che analizza con pungente realismo la complessità degli esseri umani.

Per il tempo che resta di Laura Basilico si apre su un episodio di terrorismo mai accaduto in Italia, ma purtroppo vicino a una possibile realtà, per raccontare – o meglio sezionare – il comportamento dell’essere umano all’alba di una tragedia che coinvolge la società a cui appartiene. Con ritmo sostenuto e una vocazione alla cronaca secca e tagliente, l’autrice immagina uno scenario drammatico in cui lo stadio Meazza a Milano viene distrutto da una serie di potenti esplosioni. In un evento da fine del mondo seguiamo una dei protagonisti, Sara, intenta a scappare da un disastro di corpi ridotti in brandelli e fumo che brucia i polmoni; la donna si trova su una rampa dello stadio che le ricorda l’imbuto dantesco, e proprio all’inferno viene gettato il lettore, un inferno tanto vicino che si può quasi toccare e annusare. Il romanzo è il resoconto crudo e spietato dei giorni successivi a un attentato terroristico, osservati con gli occhi scaltri di una scrittrice che non è interessata a fare becero sensazionalismo ma vuole invece penetrare nell’anima di uomini e donne immersi nel proprio ego e nella propria autoconservazione. Sara, Dylan, Claudio e Barbara si trovano alle prese con il loro vero Io, che non combacia esattamente con l’idea che avevano di loro stessi. Per il tempo che resta è infatti un romanzo in cui niente è come sembra – a partire dalle possibili motivazioni dei terroristi - e in cui le certezze si sgretolano sotto gli occhi attoniti dei protagonisti tanto quanto lo stadio che poco prima era il luogo in cui sentirsi al sicuro. Laura Basilico mette a nudo l’anima dei suoi personaggi, la espone al giudizio impietoso dei lettori e nel mentre fa riflettere su quanto noi stessi siamo abili a nasconderci, e a non accettare la responsabilità delle nostre azioni. Sara è una donna vigliaccamente in fuga vittima di un assurdo fraintendimento su scala nazionale, Dylan è un uomo che non ha mai davvero afferrato la vita ma se l’è lasciata scorrere tra le dita, Claudio vive in un sottovuoto emozionale in cui non può penetrare neanche un granello di felicità, Barbara – come tutti gli esseri umani– vuole disperatamente fare la differenza. Tante sfaccettature di un’umanità al limite, scossa e percossa, autentica quanto basta da provocare empatia quanto disapprovazione. Sara è il vero cuore di questa storia, una donna piena di contraddizioni colta in un momento di smarrimento: “ho assoluto bisogno di sapere perché tutto se ne va in malora, qual è la mia parte di colpa nel declino”. E proprio di declino si parla in questo romanzo, delle derive di un’umanità che non trova più appigli, e di una società che condanna senza appello, che crocifigge senza prove, con la solerte complicità dei famigerati leoni da tastiera.

TRAMA.
 Milano, aprile 2012. Nel corso del derby in notturna Milan-Inter, una spettatrice si allontana apparentemente senza fretta dallo stadio Meazza. Pochi istanti dopo, una raffica di potentissime esplosioni scuote l’impianto, provocando una carneficina. Come mai la donna è uscita proprio in quel momento? E per andare dove? È parte attiva o a sua volta vittima dell’attentato? In una città scossa e spettrale, a queste domande cercheranno di trovare risposta il marito, l’ex fidanzato e una blogger d’assalto. Impresa non facile, in una vicenda dove niente è come sembra e neppure i terroristi sono quelli che tutti si aspettano.

 Laura Basilico è nata a Milano nel 1967. Nel 2008 pubblica per Robin Edizioni il suo primo romanzo “Come un tuono in cerca di pioggia”. Nel 2013 pubblica per Demian Edizioni “Sotto assedio”, un thriller sotto mentite spoglie incentrato sulle difficoltà professionali e familiari di una giovane madre affetta da una grave forma di depressione post parto. Nel 2016 esce per Edizioni Helicon “Donne che conosco”, una raccolta di racconti al femminile che di rosa hanno pochissimo, vincitrice del Premio “Città di Como” 2016 e seconda classificata al Premio “Lago Gerundo” 2016. “Per il tempo che resta” (Il Seme Bianco, 2019) è il suo ultimo romanzo. 

'Non c’ero mai stato', il nuovo libro di Vladimiro Bottone


MILANO - Lo scrittore napoletano Vladimiro Bottone presenta “Non c’ero mai stato”, la storia dell’incontro tra Ernesto Aloja, un editor in pensione che ha vissuto una vita a metà dedicandosi alle ambizioni degli altri, e Lena Di Nardo, una ragazza che di vite ne ha vissute tante, e ha un disperato bisogno di raccontarle. Da questo incontro nasce un rapporto tormentato e a tratti ossessivo, nel quale entrambi proveranno a mettersi a nudo, consapevoli di essere giunti a un momento cruciale della loro esistenza. Un’opera intensa e profonda per un autore già molto apprezzato per i suoi romanzi storici pubblicati dalle case editrici Rizzoli e Neri Pozza.

Non c’ero mai stato di Vladimiro Bottone è uno di quei romanzi che attira il lettore nella sua rete fin dalle prime pagine, lo ingabbia in una trama che non offre scampo, e lo lascia infine orfano di una vicenda che lo ha turbato nel profondo. Nell’affascinante cornice di una Napoli disturbante e inquieta, in cui le fiere sono pronte ad azzannare alla gola, si consumano le drammatiche storie di un uomo che si è ormai abituato alla piattezza e schematicità della propria vita, e di una giovane donna che spinge sempre un po' più in là i propri limiti, incurante delle conseguenze. Due anime tanto diverse quanto disperatamente vicine, l’uno lo specchio deformato dell’altra. Ernesto Aloja, editor di cinquantotto anni vissuti senza slanci, vede in Lena Di Nardo ciò che lui non ha mai avuto il coraggio di essere; la giovane donna, un’aspirante scrittrice dall’indole indisciplinata e selvaggia, vede in Ernesto un argine ai suoi tormenti, una via di fuga dai suoi demoni. E per questo motivo chiede all’uomo un aiuto per migliorare il suo manoscritto, disordinato quanto lei. E alla fine l’editing del romanzo di Lena diventa un pretesto per operare un editing delle emozioni di Ernesto; nel rapporto nato come il classico scambio tra maestro e allieva si crea quindi un cortocircuito che li fa diventare a seconda dei casi vittima e carnefice, padre e figlia, Pigmalione e Galatea. Un rapporto all’inizio impari che poi si livella lentamente in un apprendistato reciproco, che li coglie di sorpresa in un momento di forte smarrimento. Non c’ero mai stato è infatti una storia di dolorose rimozioni tornate a galla; è il racconto di vita di due personaggi abili a occultare, a nascondersi tra le pieghe della memoria. Ma il passato torna sempre a tormentare le notti insonni, con il suo carico di dolore, di frustrazioni e di sensi di colpa. Ed è così che la “Macchia” di Ernesto si allarga fino a fagocitare tutto intorno a lui, compresa Lena. E lei a sua volta risveglia i fantasmi di Ernesto con il suo manoscritto, fino a quel momento tenuti a bada con antidepressivi e un sistematico distacco dai sentimenti. E l’acquisto impulsivo di un bloc-notes da parte di Ernesto sembra essere solo l’ennesimo segno che l’inferno va finalmente visitato, con la consapevolezza di poterne uscire solo dopo aver espiato le sue colpe e le sue mancanze. Un’espiazione che passa attraverso la scrittura, quella intima e che spacca le ossa e il cuore, quella che Lena ha utilizzato per lasciare indizi sul suo trauma mai superato. Vladimiro Bottone ci consegna due personaggi profondamente umani perché imperfetti e smarriti, perché immersi nella paura che prova ogni essere umano, quella di non essere abbastanza, di essere sbagliato. E il lettore stesso è lasciato a riflettere sulle sue mancanze, sulle sue zone grigie, sul non detto e il non fatto, nella stessa vana speranza di Ernesto di poter ottenere il perdono, prima o poi. 

TRAMA. Ernesto Aloja è un ex editor: ha passato l’intera vita professionale a correggere i romanzi degli altri, dopo aver rinunciato a scriverne in proprio. Da poco è tornato a Napoli, il luogo dei suoi traumi giovanili. Ernesto ne censura il ricordo con gli psicofarmaci e frequentando, stancamente, due amanti che non gli procureranno mai fastidi. Questa routine è spezzata dall’arrivo di un dattiloscritto. Si tratta di un romanzo chiaramente autobiografico, il racconto di esperienze disordinate e promiscue. D’istinto Ernesto si sbarazzerebbe di un testo che ha la capacità di turbarlo profondamente. Non può evitare, però, di incontrarne l’autrice. Lena Di Nardo è una trentenne magnetica e disturbante. Una giovane donna che vive nell’hinterland napoletano, dove condivide l’esistenza precaria e senza prospettive della propria generazione. Ernesto, che ha sempre seguito la nascita di romanzi, stavolta ha l’impulso di far sbocciare una romanziera. Hanno così inizio i loro incontri settimanali, nella casa panoramica dove l’editor abita solo. Quello di Ernesto e Lena si rivelerà, da subito, come un apprendistato reciproco: di Lena alle tecniche della scrittura, di Ernesto a un mondo per lui inedito. Sia con le proprie pagine, sia facendosi accompagnare nelle sue scorribande notturne, Lena conduce l’editor in un mondo per lui estraneo. Un mondo dove la fa da padrona la sessualità usa-e-getta dei coetanei di Lena, consumata durante notti in discoteca a base di alcol, sostanze e indifferenza per il senso del limite che ha improntato tutta la vita di Aloja. La destabilizzazione psicologica dell’editor, poi, è accentuata da strani episodi di cui la sua allieva è vittima. Alcuni pedinamenti; lo speronamento notturno dell’auto di Lena; un diverbio di lei con una misteriosa ragazza nel parcheggio della discoteca; alcune aggressioni verbali sul suo profilo Facebook. Il tutto mentre le notti di Aloja iniziano a venire disturbate da uno stillicidio di telefonate anonime. Troppo tardi Ernesto ha la sensazione di essersi avventurato in territori dove non era mai stato. Territori che riguardano il passato di Lena, ma anche quello personale dell’editor.

Al fondo di questa discesa agli Inferi, una doppia rivelazione, spietata come ogni verità rimossa. Ernesto Aloja non potrà che scriverne, finalmente in prima persona.

Vladimiro Bottone (Napoli, 1957) vive e lavora a Torino. Ha pubblicato i romanzi “L’ospite della vita” (BEAT, 1999), selezionato al Premio Strega 2000, “Rebis” (Avagliano Editore, 2002), giunto alla seconda edizione, “Mozart in viaggio per Napoli” (Avagliano Editore, 2003), “Gli immortali” (Neri Pozza, 2008) e la collezione di racconti “La principessa di Atlantide” (Avagliano Editore, 2006). Gli ultimi suoi libri, che formano un dittico storico, sono “Vicaria” (Rizzoli 2015, poi BEAT 2017) e “Il giardino degli inglesi” (Neri Pozza, 2017). Il suo ultimo romanzo è “Non c’ero mai stato” (Neri Pozza, 2020). Collabora a L'Indice dei libri del mese e al Corriere della Sera. Dal 2015 ad oggi pubblica, ogni domenica, un racconto sul Corriere del Mezzogiorno.

''Poesie'', la nuova raccolta dello scrittore Andrea Lutri


Lo scrittore e avvocato romano Andrea Lutri presenta “Poesie”, una raccolta in versi in cui si dipinge con pennellate dai colori accesi e vibranti un intimo ritratto della natura umana. L’autore guarda all’amore con eguale dose di disincanto ed esaltazione, e non dimentica di osservare la caducità dell’esistenza e di celebrare, seppur con malinconia, il tramonto e la notte della vita umana. Una raccolta poetica semplice e diretta, così come lo è il titolo dell’opera.

Poesie di Andrea Lutri è una raccolta in versi che parla d’amore e di perdita, di vita e di morte, e di tutto ciò che c’è nel mezzo. A volte l’autore si mostra creatura indifesa di fronte all’amore romantico, per poi trasformarsi in un acuto osservatore della sua fine, che analizza con logica e pragmatismo. Lutri narra di amori incandescenti, e alla donna amata dice: “tu non sei il paradiso, sei l’inferno che brucia di passione”; in altri versi espone invece la lucida consapevolezza della non eternità del rapporto amoroso, della pericolosità di un gioco serio dove “il croupier è un baro”. Il tema dell’amore apre la raccolta e mostra la parte in luce di un’opera che non ha timore di svelare anche il lato oscuro dell’esistenza, quello fatto di sofferenza, di vecchiaia e di morte. E se in apertura c’è la vita, la giovinezza e la passione, scorrendo le pagine si scoprono odi alla notte e alla morte, e riflessioni sulla difficoltà del vivere, sugli affanni di un uomo che non riposa mai: “siamo nati per faticare di giorno e pensare di notte. Le menti illuminate si destano sveglie”. Una dissezione dei sentimenti è Poesie, i cui versi sono radicati profondamente nella realtà e nel vivere quotidiano: versi che a volte sono impalpabili e sfuggenti, mentre in altre occasioni sono racconti vividi e concreti; liriche commoventi e introspettive si alternano a poesie in romanesco, dirette e viscerali. Andrea Lutri narra con delicatezza della dignità e insieme della paura con le quali si osserva lo scorrere degli anni sotto i nostri occhi, impreparati alla fine che inevitabilmente arriva per tutti, sempre stupiti di fronte all’incombenza della notte: “troppe volte ho lasciato che il tempo corresse via portando con sé brandelli della mia vita”. La dolcezza della gioventù e la spietatezza della vecchiaia, due fasi fondamentali della vita umana che l’autore sembra paragonare alla guerra, con il suo carico di coraggio e di perdite, di resilienza e di sconfitte, in cui a volte non si riesce a distinguere i vincitori dai vinti. 

TRAMA. Una raccolta di poesie che hanno come filo conduttore tutte le fasi della vita dell’uomo; i versi di Andrea Lutri ne scandagliano ogni momento: la nascita, la crescita, l’amore, la sofferenza e, infine, la morte.

Andrea Lutri è nato a Roma nel 1975. È un avvocato, Presidente dell’Associazione APL (Avvocati Per il Lavoro) e coordinatore editoriale della rivista telematica «Giustizia del Lavoro a Roma e nel Lazio». È coautore del libro “Il Jobs act. Tutte le novità del Governo Renzi in materia di lavoro” (La Tribuna, 2015). Nel 2019 pubblica per la casa editrice Controluna l’opera “Poesie

Riapertura termini richieste contributi per libri di testo della scuola secondaria

MATERA - Con Determina di Giunta Regionale n. 101 del 14.02.2020 è stata disposta la riapertura dei termini per la presentazione delle richieste di rimborso relative ai “Buoni Libro” per l’anno scolastico 2019/2020. Dal 21 febbraio 2020, esclusivamente per quanti non hanno già presentato nella prima scadenza le richieste di rimborso, è possibile inoltrare la richiesta tramite la piattaforma dedicata fino a giovedì 12 marzo 2020 alle ore 14.00.

Le domande potranno essere inoltrate solo per la “tipologia A” (rimborso libri) e non per la B.

Rispetto ai contenuti e alle modalità di presentazione e allegazione dei documenti varranno le medesime indicazioni contenute nell’Avviso del Comune e consultabili al link:

http://www.comune.mt.it/avvisi/item/4187-fornitura-gratuita-e-semigratuita-di-libri-di-testo-e-dotazioni-tecnologiche

La piattaforma sarà nuovamente disponibile dal sito del Comune di Matera con la riattivazione del pulsante "Buoni Libro" già utilizzato nella precedente tornata.