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venerdì 13 settembre 2019

La Scaletta ricorda Francesco Paolo Nitti, protagonista della Resistenza a Matera


MATERA - In occasione delle celebrazioni de 76° anniversario del XXI settembre 1943, mercoledì 18 settembre alle 18, presso la sala convegni della Camera della Commercio, il Circolo culturale La Scaletta dedicherà un incontro alla straordinaria figura dell’intellettuale, politico e professore materano Francesco Paolo Nitti, interprete attivo della Resistenza a Matera. L’incontro è organizzato dal Circolo La Scaletta con la collaborazione del Centro Mediterraneo delle Arti e il patrocinio del Comune di Matera.

Nato nel 1914, visse l’esperienza della guerra e fu protagonista dei tragici avvenimenti del XXI settembre 1943, narrati nella cronaca “Le giornate di Matera ( settembre 1943)”, pubblicata per la prima volta nel 1965 dalla casa editrice di Firenze “La Nuova Italia”, per iniziativa della Provincia di Matera. Successivamente tali scritti furono ripubblicati nel volume “Sud antico e nuovo”( Stabil.Tipografico-Litografico EDAD-Matera 1981), a cura di Maria Nitti Mininni, che oltre alle cronache del settembre ’43 su Matera, Rionero in Vulture e Barletta, raccoglie numerosi saggi su temi assai cari a Nitti, tra i quali la condizione meridionale e le lotte contadine, il brigantaggio, la scuola e la cultura nel Mezzogiorno.

Nel dopoguerra fu tra i fondatori del Partito d’Azione a Matera e prese parte ai lavori della “Commissione di studio sulla città e sull’agro di Matera UNRRA CASAS PRIMA GIUNTA”. Si trasferì a Molfetta nel 1965 per svolgere l’attività di preside fino alla sua morte nel 1979. Precedentemente aveva insegnato italiano e storia presso l’Istituto Magistrale “T. Stigliani” di Matera.

Dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, la vita, l’impegno civile e il pensiero di Nitti saranno ricordati da Mario Manfredi, già sindaco di Matera, Giuseppe Mininni, Università degli studi di Bari e Giampaolo D’Andrea, Università degli studi della Basilicata . L’incontro sarà moderato da Michele De Ruggieri, socio fondatore del Circolo La Scaletta.

Nel corso dell'iniziativa l'attore e regista Ulderico Pesce leggerà alcuni brani sulla strage del XXI settembre, tratti dalla cronaca di Francesco Paolo Nitti.

Ai tragici avvenimenti del XXI settembre è ispirata anche la rappresentazione teatrale “La strage di Matera”, a cura di Ulderico Pesce, che andrà in scena domenica 22 settembre presso gli Ipogei Motta, gradinata via San Bartolomeo 46 ( via Ridola). Lo spettacolo è il risultato di un laboratorio teatrale tenuto nel Campus universitario da Ulderico Pesce ed altri professionisti, che ha coinvolto attori e musicisti materani e una parte della comunità di Matera. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Mediterraneo delle Arti, con il sostegno del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e il patrocinio di: Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione Basilicata, Comune di Matera e Circolo La Scaletta.

Sono previsti tre spettacoli nei seguenti orari: 17.00, 19.00 e 21.00. Biglietti 3 euro Prenotazione obbligatoria 340.3721918. Prevendita presso Cartoleria Montemurro, via delle Beccherie- MATERA.

Muro Lucano: presentato il marchio De.C.O.

MURO LUCANO - Oggi, ore 18.00, presso la Sala Consiliare per il convegno dove parleremo di storia, paesaggi, cultura, turismo, gastronomia e con enorme soddisfazione presenteremo il marchio De.C.O., un’ importante strumento di salvaguardia delle produzioni locali che vuole promuovere le specificità del territorio Murese e con il quale la comunità potrà tutelare le proprie tradizioni e, contemporaneamente, innescare un processo di sviluppo territoriale ecosostenibile.

La certificazione De.C.O. sulle produzioni locali consentirà di recuperare la memoria storica e le tradizioni di un luogo, che vanno considerate determinanti per il senso civico di appartenenza e per ritenere la conservazione eco-ambientale il mezzo necessario per la crescita dell’intero sistema socio-territoriale.

la Denominazione Comunale di Origine è uno strumento di marketing territoriale che permetterà agli operatori del settore di far conoscere meglio le loro produzioni, anche oltre i confini regionali e nazionali.

L’approvazione del regolamento per l’istituzione del marchio De.C.O. è solo il primo passo verso la valorizzazione dei prodotti locali. I prodotti selezionati per il conferimento del marchio andranno ad indicare il loro legame storico e culturale con il territorio.

Oggi iniziamo con la “patata di montagna”. Vi aspetto al convegno e ovviamente alla sagra che inizierà oggi e che durerà per tutto il weekend. Così in una nota Giovanni Setaro, Sindaco della Città di Muro Lucano.

mercoledì 11 settembre 2019

A Bologna si parlerà di Senise


BOLOGNA - Alla ricerca delle parole e dei luoghi perduti, per ritrovare le proprie radici. E’ con questo spirito che a Bologna il prossimo 24 novembre si parlerà di Senise e del suo dialetto, dei vicoli del centro storico e delle persone che non ci sono più.

L’occasione sarà la presentazione del libro di Pino Rovitto, sociologo originario del piccolo centro lucano, che ha pubblicato “Le parole scomparse, dizionari innamorati senisari e lucani”, una sorta di diario esistenziale che, nel ridare vita alle parole del passato, ridona senso, memoria e futuro ad una terra dimenticata. L’iniziativa è del Circolo dei Lucani di Bologna, associazione che il prossimo anno festeggerà i trenta anni di attività nel capoluogo emiliano.

La manifestazione avrà luogo nel suggestivo Teatro Guardassoni, con l’intervento di personalità della cultura e delle istituzioni. <L’obiettivo è quello di offrire al pubblico bolognese un variegato affresco di vita lucana – ha sottolineato il Presidente del Circolo dei Lucani Giuseppe Panzardi - partendo dalle peculiarità e dalla storia di una comunità così particolare come quella senisese>.

Interverranno all’incontro il Vice-Sindaco di Bologna Marilena Pillati, il Sindaco di Senise Rossella Spagnuolo, lo Psicologo del Lavoro Enzo Spaltro, la Dirigente Scolastica Rosa Schettini. Al termine dell’evento sarà offerta una degustazione di prodotti lucani, a partire naturalmente dal peperone “crusco” di Senise, vera icona della cucina e della cultura contadina della terra del Sinni.

martedì 10 settembre 2019

A Matera presentazione del progetto multidisciplinare “Il Nuovo Vangelo”


MATERA - Mercoledi 11 settembre alle ore 17.00 al Convitto Le Monacelle - Matera – in Via Riscatto (zona Duomo) sarà presentato il progetto multidisciplinare “Il NUOVO VANGELO” dell’artista MILO RAU.

Nell'ambito del progetto di "Tòpoi. Teatro e nuovi miti", ci sarà un incontro con gli artisti de Il Nuovo Vangelo, ampio progetto al confine fra realtà, teatro e cinema, allo stesso tempo una serie di performance nel cuore dei Sassi di Matera e un film documentario.

Nel 1964 Pier Paolo Pasolini gira a Matera il Vangelo secondo Matteo e interpreta il messaggio cristiano in chiave politica, affidando la figura di Cristo al catalano Enrique Irazoqui, allora sindacalista diciannovenne impegnato nella lotta al regime franchista. Il capolavoro di Pasolini diventa così metafora del mondo contemporaneo, e Matera un simbolo dell'Italia dell'epoca.

55 anni dopo il regista svizzero Milo Rau torna alle radici del Vangelo e mette in scena la Passione di un'intera civiltà. Cosa predicherebbe Gesù nel XXI° secolo? Chi sarebbero i suoi discepoli? E come reagirebbero gli attuali detentori del potere temporale e spirituale al ritorno del più influente profeta e rivoluzionario nella storia dell'umanità? A Matera, luogo dei grandi film su Gesù, da Pasolini a Gibson, nasce un "Nuovo Vangelo" per il XXI° secolo altrettanto politico, teatrale e cinematografico. Un manifesto di solidarietà con i più poveri, una rivolta per un mondo più equo e umano.

"Il Nuovo Vangelo" di Milo Rau, parte del progetto di Matera 2019 "Tòpoi. Teatro e nuovi miti", è una produzione interdisciplinare composta da una performance e un film. A "Il Nuovo Vangelo" si lega anche una campagna, "La Rivolta della Dignità".

La campagna è organizzata da IIPM - International Institute of Political Murder con Associazione No Cap - Contro ogni forma di caporalato, Ghetto Out Casa Sankara, Spin Time Lab Roma, Osservatorio Migranti Basilicata, Agricola Leggera, Campo Libero, altragricoltura – Confederazione per la Sovranità Alimentare, UILA Taranto – Unione Italiana lavoratori agro alimentari con la partecipazione di European Alternatives, European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), Medico International, FUTURZWEI – Stiftung Zukunftsfähigkeit.

La performance è una co-produzione di IIPM - International Institute of Political Murder con Fondazione Matera Basilicata 2019, Teatro di Roma e NTGent in collaborazione con Teatri Uniti di Basilicata, Fruitmarket e Langfilm con la partecipazione di ProLoco Ginosa, Universität für angewandte Kunst Wien.

Il progetto cinematografico è una produzione di Fruitmarket e Langfilm in co-produzione con SRF SSR, ZDF in collaborazione con Arte, IIPM - International Institute of Political Murder, Fondazione Matera Basilicata 2019, Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e Teatro di Roma

Con il supporto di Kulturstiftung des Bundes, European Cultural Foundation, Film- und Medienstiftung NRW, Office of Culture (FOC), Zürcher Filmstiftung, DFFF - Deutscher Filmförderfonds, Kanton St.Gallen Kulturförderung / Swisslos, BKM - Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien, Volkart Stiftung, GEA – Waldviertler, Stadt Lausanne und Kanton Waadt, Fondo Etico di BCC Basilicata.

Rocco Mentissi ospite a Empoli di Nottissima 2019 con lo spettacolo Pais Live


EMPOLI - Il pianista e compositore lucano Rocco Mentissi porta per la prima volta il suo spettacolo “Pais Live” fuori dai confini della Basilicata. Sabato 14 settembre, infatti, si esibirà nella città toscana di Empoli, in occasione della rassegna Nottissima 2019, con un concerto a cura dell’Associazione dei Lucani in Toscana, in programma in serata presso il Chiostro degli Agostiniani. Lo spettacolo è la versione dal vivo dell’album “Pais”, ultima fatica discografica del maestro Rocco Mentissi, che eseguirà al pianoforte le proprie composizioni originali. Ad accompagnarlo sul palco i musicisti Paolo Miccolis al violoncello, Fabio Sabato alla batteria, Ivan Mentissi al clarinetto e Rocco Pio Raimondi alla tuba. Mentissi sarà tra gli oltre centro artisti ospiti dell’ottava edizione di Nottissima, manifestazione interamente dedicata alla musica classica, con concerti, spettacoli teatrali e di danza gratuiti per le strade e le piazze del centro storico di Empoli, promossa dal Comune di Empoli e organizzata dal Centro studi musicali “Ferruccio Busoni” e da Giallo Mare Minimal Teatro.

Il disco “Pais” è stato pubblicato lo scorso novembre, a quattro anni di distanza da “TraMe”, album di debutto di Rocco Mentissi. Il progetto è mosso dalla convinzione che l’infanzia rappresenti il luogo e il tempo dell’autenticità, del mistero, della magia dell’essere e vuole evocare con la musica la quadruplice radice che lega e scandisce elementi fondamentali del vivere: gioco, preghiera, natura, amore. “Pais” letto nella lingua greca significa fanciullo, pronunciato invece nel dialetto di Tolve, lingua madre dell’autore, indica il paese. Due dimensioni, una temporale e antropologica, l’altra spaziale e architettonica, che si intrecciano: il fanciullo come paradigma dell’uomo, il paese come paradigma della città. Attraverso nove brani, Rocco Mentissi ripercorre i ricordi della sua infanzia: le corse a perdifiato, gli infiniti giochi in strada, il nido rassicurante della casa dei nonni contadini, la terra, in cui si giungeva in sella ad un asino. Un concept-album che vuole essere un inno alle piccole comunità lucane in via di estinzione, una celebrazione della dimensione paesologica e un invito a recuperare la cifra umana dell’uomo.

Il concerto di Empoli chiude l’estate musicale di Rocco Mentissi, iniziata lo scorso 23 giugno con un concerto all’interno della Villa Romana di Malvaccaro, a Potenza, dove ha suonato alcune composizioni tratte dagli album “TraMe” e “Pais”, scelte in relazione al dualismo bambino/uomo, con l’accompagnamento delle coreografie realizzate dagli allievi del Centro Metamorfosi Danza. Il 4 luglio è stata la volta di un originale concerto al buio presso lo spazio Respirare Sinapsi a Oppido Lucano, per una serata intitolata “Invisibili Forme”. Domenica 4 agosto, invece, Mentissi è stato l’ospite d’onore dell’atteso evento dei Quadri Plastici di Avigliano, durante il quale l’esecuzione dei suoi brani ha preceduto e intervallato le diverse aperture del sipario, che hanno mostrato le suggestive rappresentazioni viventi dei capolavori dell’arte pittorica. Il 13 agosto, inoltre, per la prima volta ha realizzato un concerto nel suo paese Tolve, in occasione del Festival dell’Antico organizzato dal locale Archeoclub, proponendo una inedita versione live di “Pais”, arricchita da una drammatizzazione pensata ad hoc per Tolve, paese a cui l’album è ispirato e dedicato.

lunedì 9 settembre 2019

Al via il l'appuntamento di Ka art dell’associazione ArtePollino

MATERA - L’associazione ArtePollino presenta il prossimo appuntamento di Ka art. Per una cartografia corale della Basilicata, un progetto collaborativo e partecipato di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto dall’associazione ArtePollino e la Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Parte del progetto Ka art, lo spettacolo Compagnia Compagnia del coreografo francese Jérôme Bel, a cura di Katia Anguelova, è un’indagine sul carattere e le prospettive dell’atto performativo e gestuale, una celebrazione dell’atto della danza che avrà come scenario l’Arena Sinni, un anfiteatro costruito sullo specchio d’acqua del Lago di Montecotugno a Senise.

Danzatori professionisti e amatoriali provenienti dal territorio, selezionati in collaborazione con Jérôme Bel e Chiara Gallerani, faranno parte di un corpo di ballo temporaneo, composto da persone di ogni età ed estrazione sociale e culturale, e saranno soggetti e co-autori dell'opera di Jérôme Bel. Protagonisti di un lavoro che vuole essere una riflessione sul concetto stesso di danza che mette in discussione l’autorità del “danzare bene” a vantaggio del puro piacere di esibirsi.

Compagnia Compagnia diventa una platea democratica, un teatro sociale, che mira ad elogiare la diversità e tenta di costruire un proprio sé attraverso il gesto, il corpo, l’impegno. La figura imperfetta dei danzatori ci conduce alla scoperta delle loro conoscenze intuitive, oltre che della loro capacità di improvvisazione. L’esperienza di noi spettatori diventa intellettuale e sensoriale.

Jérôme Bel cerca, attraverso questo meccanismo collettivo di apprendimento universale, di riportare la danza alla sua applicazione politica e sociale, ovvero alla sua capacità di unire comunità differenti, proprio laddove la formazione accademica tende a uniformare. Secondo l’idea del coreografo la danza si mostra capace di farsi racconto e di creare comunità.

Jérôme Bel, coreografo e regista francese, vive a Parigi ma lavora in tutto il mondo. Ha studiato al Centro Nazionale della Danza di Angers. I suoi film e spettacoli sono stati presentati in musei di arte contemporanea e biennali di tutto il mondo, tra cui la Yokohama Triennale, il MoMA di New York, dOCUMENTA(13), Tate Modern, Centre Pompidou Paris, Malaga e Metz, la Biennale di Lione, la Biennale di Porto Alegre e la Biennale di Tirana, il Palais de Tokyo, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, MABA Buenos Aires, Performa New York e Fondation Bernardo Lisboa.

Dopo gli studi e varie esperienze come danzatore, ha dato vita alle sue prime creazioni, Nom donné par l'auteur (1994), Jérôme Bel (1995) e Shirtology (1997), che esplorano il grado zero della danza. Con The last performance (1998) cerca di definire un'ontologia della performance.

Seguono il solo Glossolalie, scritto per lui da Myriam Gourfink, e lo spettacolo Xavier Le Roy (2000) firmato da Bel ma in realtà creato da Xavier Le Roy, indagine sulla proprietà intellettuale.

The show must go on (2001) performance corale per 19 canzoni pop, dopo una tournèè mondiale entra nel repertorio della Deutsches Schauspielhaus di Amburgo e nel repertorio della Lyon Opera Ballet.

Nel 2004, Bel è stato invitato a produrre un nuovo lavoro per la Paris Opera ballet: Veronique Doisneau (2004), un documentario teatrale sul lavoro della ballerina Véronique Doisneau, parte del corpo di balletto della compagnia.

L’anno dopo, Bel è invitato a lavorare a Bangkok dal curatore Tang Fu Kuen, e lì produce Pichet Klunchun and myself (2005) con il ballerino di danza tradizionale tailandese Pichet Klunchun.

Nel 2010 mette in scena Un spectateur, pièce interpretata dallo stesso Jérôme Bel in cui ricostruisce le esperienze che lo hanno segnato come spettatore. La ricerca sulla democratizzazione della danza prosegue con Disabled Theater (2012), un lavoro con gli attori professionisti handicappati mentali del Theater Hora, e Cour d'honneur (2013), che porta in scena 14 spettatori della Corte d'Onore del Palazzo dei Papi di Avignone. Da ricordare anche 3Abschied (2010) in collaborazione con Anne Teresa De Keersmaeker a partire da Chant de la Terre di Gustav Mahler.

In Cour d'honneur (2013) quattordici persone parlano della loro esperienza come spettatori di Cour d'honneur del Palais des Papes al Festival di Avignone. In Tombe (2016), una performance realizzata su invito dell’Opéra National de Paris, Jérôme Bel propone ad alcuni ballerini di invitare, per un duetto, una persona con la quale non condividerebbero mai la scena.

Nel 2005 Jérôme Bel ha ricevuto il Bessie Award a New York per la performance The show must go on. Nel 2008 ha ricevuto il Routes Princess Margriet Award for Cultural Diversity (European Cultural Foundation) per Pichet Klunchun and myself. Nel 2013, Disabled Theater è stato selezionato per il Theatertreffen a Berlino ed ha vinto il Swiss Dance Awards - Current Dance Works.

Per accedere allo spettacolo Compagnia Compagnia, che andrà in scena a Senise (PZ) il 28 luglio 2019, è necessario il Passaporto per Matera 2019 e la prenotazione attraverso la piattaforma ufficiale Matera Events (link https://www.materaevents.it/events/view/danza/1995/compagnie_compagnie ) o presso gli InfoPoint di Matera 2019. Il Passaporto giornaliero, valido per gli eventi in programma in una singola giornata, potrà essere acquistato anche all’ingresso dell’Arena Sinni. Per raggiungere Senise e assistere alla performance verrà attivato il servizio navetta da Matera (costo 10 euro andata e ritorno). Per usufruire del servizio navetta è necessario prenotarsi entro il 25 luglio 2019 presso l’Agenzia Ridola via Ridola 54/b Matera, 0835/314233 escursioni@ridolaviaggi.it www.ridolaviaggi.it

ideazione: Jérôme Bel

assistente: Maxime Kurvers

assistente per riallestimento locale: Chiara Gallerani

organizzazione, coordinamento e produzione locale: ArtePollino

con la partecipazione di: danzatori professionisti e amatoriali provenienti dal territorio (casting in corso)

costumi: i partecipanti

coproduzione: Dance Umbrella (London), TheaterWorks Singapore/72-13, KunstenFestivaldesArts (Brussels), Tanzquartier Wien, Nanterre-Amandiers Centre Dramatique National, Festival d'Automne à Paris, Theater hur (Chur) and TAK Theater Liechtenstein (Schaan) - TanzPlan Ost, Fondazione La Biennale di Venezia, Théâtre de la Ville (Paris), HAU Hebbel am Ufer (Berlin), BIT Teatergarasjen (Bergen), La Commune Centre dramatique national d’Aubervilliers, Tanzhaus nrw (Düsseldorf), House on Fire with the support of the European Union cultural program
con il sostegno di: CND Centre national de la danse (Pantin) and Ménagerie de Verre (Paris) in the framework of Studiolab for providing studio spaces

R.B Jérôme Bel è supportato dalla Direzione regionale degli Affari Culturali dell’Ile-de-France, Ministero della Cultura e della Comunicazione francese, dell’Istituto francese, Ministero degli Affari Esteri francese, per i suoi tour internazionali e ONDA – Ufficio Nazionale della Diffusione Artistica – per i suoi tour in Francia

consulenza artistica e direzione esecutiva: Rebecca Lee

direttore di produzione: Sandro Grando

foto di locandina : Josefina Tommasi

si ringraziano : Comune di Senise; Loredana Calabrese, lo staff del Balletto Lucano

website : www.jeromebel.fr

Riprendono le attività di manutenzione del parco archeologico di Capo Colonna (Crotone)

CROTONE - A conclusione della stagione estiva riprendono le attività di manutenzione e sistemazione del parco archeologico di Capo Colonna che consentiranno il riassetto della fruibilità del sito. Dopo i lavori che nel corso dell’anno hanno visto via via migliorare le condizioni del museo annesso, le attività del MiBAC si concentreranno ora sull’area archeologica. Mentre è già in corso la revisione dell’impianto di videosorveglianza andato in tilt a causa di un forte temporale estivo, contemporaneamente verrà attivato il cantiere di allestimento della terrazza prospiciente la colonna del tempio di età classica con il contributo del FAI. La postazione permetterà ai visitatori di avvicinarsi più possibile al manufatto garantendone la tutela e senza pregiudizio per la sicurezza delle persone. Altri lavori seguiranno per migliorare la funzionalità dei percorsi.

Tra i siti più affascinanti della Calabria anche per la sua posizione naturalistica e noto soprattutto per l’unica colonna superstite di uno dei principali templi della Magna Grecia, dedicato alla dea Hera Lacinia e risalente al V secolo a.C., il Museo e Parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, afferisce al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello.

Il grande valore dell’area, anche a seguito delle importanti tradizioni che lo vogliono frequentato dal filosofo samio Pitagora, sede probabile della Lega Italiota che riuniva tutti i Greci d’Occidente e punto di partenza del condottiero Annibale per il suo ritorno a Cartagine, dopo aver lasciato memoria delle sue gesta su una iscrizione in greco e in punico, pone il Parco Archeologico di Capo Colonna al centro di una rinnovata attenzione che, a partire dalla rimozione della recinzione che impediva la visibilità della colonna, nel lungo periodo permetterà di migliorare la complessa coesistenza tra problematiche ambientali ed esigenze della fruizione e della tutela.

venerdì 6 settembre 2019

Il duo salentino “Opera Prima 19” in tournée in Ungheria e Francia


Continua in Ungheria il tour del duo pugliese “Opera Prima 19”, costituito dalla violoncellista Ludovica Rana e dalla pianista Stefania Argentieri.

“Ritratto di Musico” è il titolo del loro progetto che, prodotto e organizzato dall’Associazione Musicale Opera Prima e sostenuto da Puglia Sounds Export nell’ambito del progetto di Internazionalizzazione della Regione Puglia “Programmazione Puglia Sounds Export 2019”, portano in questi mesi

in Ungheria e Francia. Le due giovani musiciste offrono un percorso dalle infinite sfaccettature, che si prefigge di viaggiare attraverso le suggestioni, la poetica e la ricerca stilistica di un’Italia cameristica, strumentale “nascosta”. Un ritratto italiano che parte dalla densità melodica e armonica di Martucci, attraversa le metamorfosi formali di Busoni, i “fermo immagine” di Castelnuovo-Tedesco per arrivare alla sintesi innovativa e visionaria di Giovanni Sollima.

Dopo la prima tappa, il 5 settembre, a Budapest, dove la violoncellista Rana e la pianista Argentieri hanno suonato nella storica sede dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale ungherese, sabato 7 settembre saranno, invece, a Balatonfüred, noto centro turistico sulle rive del lago Balaton: si esibiranno nelle sale dell’Anna Grand Hotel in occasione della serata finale del Festival dedicato a Salvatore Quasimodo.

Il tour proseguirà poi in Francia, il 6 Ottobre a Cachan presso la sede dell’EDIM, il 7 Ottobre a Parigi presso l’Istituto Italiano di Cultura e il 20 Ottobre a Strasburgo sempre presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Già affermate soliste, Ludovica Rana e Stefania Argentieri hanno dato vita al duo “Opera Prima 19” con l’idea di affrontare e proporre un repertorio cameristico italiano poco conosciuto ma di grande impatto artistico.

Il programma di “Ritratto di Musico”, nello specifico, presenta la Sonata per violoncello e pianoforte Op. 52 di Giuseppe Martucci, la Kleine Suite Op. 23 per violoncello e pianoforte di F. Busoni, il Notturno sull’acqua Op. 82° per violoncello e pianoforte di Mario Castelnuovo-Tedesco e termina con il brano “Bell’Antonio” di Giovanni Sollima.

BIO

Ludovica Rana, violoncellista, ha 24 anni. Si è imposta in prestigiosi concorsi come il Premio Francesco Geminiani, la Rassegna Nazionale d’Archi “Mario Benvenuti” di Vittorio Veneto. Come solista si è esibita presso numerose società concertistiche, tra le quali la Società dei Concerti di Milano, Musica Pura di Pordenone, Fazioli Concert Hall, Accademia Filarmonica di Messina, Varignana Music Festival, I concerti del Quirinale, Festival Villa Solomei, Festival Classiche Forme. Inoltre ha debuttato come solista eseguendo il concerto in Do Maggiore di Haydn e il Triplo Concerto di Beethoven con l’Orchestra di Padova e del Veneto.

All’attività solistica affianca quella cameristica che l’ha portata a numerose collaborazioni, tra le quali quelle con la sorella Beatrice Rana, Enrico Dindo, Pablo Ferràndez, Bruno Giuranna, Oleg Kaskiv, Francesco Libetta, Marcello Panni, Massimo Quarta, Danilo Rossi, Alessandro Taverna, Silvia Chiesa. Suona un violoncello Claude – Augustin Miremont del 1870.

E’ Direttrice artistica della Stagione Concertistica Sfere Sonore nella sua Arnesano (LE).

Stefania Argentieri, pianista, oggi appena trentenne, consegue il diploma nel 2009 con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Lecce e conclude brillantemente il corso triennale di perfezionamento di musica da camera e quello solistico presso l’Accademia Musicale di Firenze con il M° Pier Narciso Masi. Ha inoltre insegnato Pianoforte principale ai corsi Preaccademici del Conservatorio di Lecce. Recentemente ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Premio Internazionale Maison Des Artistes. Suona regolarmente in tutto il mondo per gli enti più prestigiosi e ha registrato per Radio Vaticana, per EuroClassicPlanet e per l’Istituto Culturale Italiano di Los Angeles. Ha inoltre ottenuto il primo premio assoluto in numerosi concorsi si internazionali che nazionali. Il suo percorso artistico si è arricchito attraverso le Masterclass di perfezionamento tenute da C. Elton, R. Cappello, L. Margarius, A. Jasinski, K. Bogino, P. Bordoni.

A Matera sarà presentato il libro a fumetti I misteri di Hidrya

MATERA - Sabato 7 settembre 2019, alle ore 18:30, a Matera nel Palazzo Bernardini, Via Arco del Sedile n. 9, per le novità 2019 Edizioni Magister, sarà presentato il libro a fumetti I misteri di Hidrya.

Gli autori, Danilo Filippo Barbarinaldi e Giovanni Calia, converseranno con Sergio Palomba del viaggio fra le memorie di Matera narrate nel libro con disegni e testi.

Interverranno l’archeologa Isabella Marchetta e l’editore Timoteo Papapietro.

(Ingresso libero)

APPROFONDIMENTO SUL LIBRO

Il libro è corredato da 136 pagine illustrate, completamente a colori, da Danilo Barbarinaldi, con schede storiche curate da Giovanni Calia. Narra di un ragazzo che sta per vivere non solo un viaggio a Matera con la sua famiglia, ma un ardito viaggio nel tempo di scoperta nel mistero di luoghi millenari, scrigni di segreti ancestrali di scoperta.

Per inseguire una goccia d’acqua rischierà di rimanere intrappolato nei secoli di questa città, dal Paleolitico fino ai giorni nostri, ma l’incontro con una ragazza misteriosa, che sarà la sua compagna di viaggio, lo aiuterà a dipanare misteri e affrontare prove ardite. Una costante nella narrazione è la benevolenza di Hidrya, spirito dell’acqua, e come antagonista un mostro da sconfiggere.

Al termine delle accattivanti avventure vissute in tredici epoche storiche diverse, il libro si completa di curiosità storiche atte a spiegare al lettore il vero perché delle cose. Importante anche il corredo, all’interno della copertina, di una cartina in cui sono indicati i luoghi ormai indelebilmente cambiati dalla mano del tempo e oggetti preziosi nascosti che sono stati rappresentati nel fumetto.

Preziosa la consulenza dell’archeologa Isabella Marchetta nella rappresentazione di luoghi e oggetti come importantissima è stata la consulenza del disegnatore Giuseppe Palumbo che ha anche realizzato la prefazione di questo volume.

NOTIZIE SUGLI AUTORI
Danilo Filippo Barbarinaldi, alias DAB

Ha iniziato la sua carriera in tenera età con le mani nella plastilina e gli occhi davanti i cartoni animati. Adolescente si è innamorato dei fumetti, e dopo la Laurea all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha sperimentato varie forme d’arte; dalla street-art alla cartapesta, passando per la grafica e la serigrafia. Ma il primo amore non si scorda mai.

Il fumetto e la sua forza narrativa sono il modo naturale per raccontare le storie che incontra e inventa. Vincitore al Premio Energheia, sezione “Fumetto”, nel 2009 e 2010 con Uccidete il grillo parlante e Il venditore di enciclopedie; co-autore dell’edizione a fumetti della commedia teatrale I la zit’ com’ si jacchij; finalista al Lucca Comics nel 2011, con ZeroLife; vincitore del concorso “Una fiaba per la transumanza nel 2014” con Il bastone d’o Rumit; co-autore delle illustrazioni di Fuori Traccia, Insoliti itinerari materani, 2017, Altrimedia; illustratore di Colora Matera, 2018, Edizioni Magister.

Giovanni Calia
Classe 1986, vive e lavora a Matera. Sin da bambino vive la sua passione per Matera e la Basilicata, con spirito di ricerca e avventura e con un profondo senso delle radici che, insieme all’innata curiosità, lo spingono a indagare, ricercare, scoprire. Da tale interesse scaturiscono i suoi studi in campo storico-artistico, ma non solo. Co-fondatore della APS Giallo Sassi, si occupa di conoscenza del territorio, didattica e turismo esperienziale. Progetta giochi di ruolo dal vivo e progetti di conoscenza del sé per adolescenti, collaborando con scuole, fondazioni ed enti del terzo settore.

giovedì 5 settembre 2019

A Matera “Centodieci” con Simona Atzori


MATERA - Al via a Matera il secondo appuntamento firmato Centodieci. L’evento è in programma lunedì 9 settembre alle ore 21.00 con l’artista e ballerina classica Simona Atzori che si esibirà all’Auditorium R. Gervasio, Piazza del Sedile, 2.

L'evento si inserisce all’interno del ciclo “Ri-Vedere Matera”, un palinsesto di 9 incontri che Centodieci, la piattaforma culturale di Banca Mediolanum, e il Comune di Matera hanno progettato per valorizzare tradizioni e identità in chiave innovativa e visionaria attraverso percorsi non solo fisici ma anche spirituali e culturali.

“Il progetto Ri-vedere Matera è un viaggio che Centodieci vuole donare al territorio lucano, nel quale il punto di osservazione è il diverso sguardo di alcuni tra i principali protagonisti del nostro tempo - dichiara Oscar di Montigny, Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum e ideatore di Centodieci -. Abbiamo coinvolto in questo progetto, che durerà sino a giugno 2020, 9 tra i principali interpreti del mondo della cultura, dell’impresa, della scienza e dell’arte e, con la loro guida, arriveremo a una nuova lettura del nostro tempo e dei nostri luoghi che ci permetta di RiVedere l’impianto del nostro futuro e del futuro delle nostre comunità”.

I prossimi incontri aperti al pubblico saranno con Mario Cucinella, Oscar Farinetti, Oscar di Montigny, Massimo Recalcati, Patrizio Paoletti, Michele Placido e Stefano Boeri.

Simona Atzori, straordinaria artista milanese affermatasi a livello internazionale nella danza quanto nella pittura, nonostante priva di braccia dalla nascita, mostra allo spettatore la possibilità di cambiare il suo sguardo, verso sé stesso e verso l’altro. E i danzatori insieme a lei e con lei, scoprono anche loro di essere una creazione unica, con le loro debolezze e la loro forza, con ciò che di più nascosto e di prezioso hanno dentro. Sono i danzatori stessi a invitare lo spettatore ad andare incontro a un nuovo punto di vista, quello di essere anche loro speciali in ciò che sono ed esattamente come sono.

Lo spettacolo è gratuito previa prenotazione sul sito web www.centodieci.it

martedì 3 settembre 2019

“Leonardo Atlantico” di Corrado Veneziano nel Museo Nazionale Ridola

MATERA - Dopo l’inaugurazione ad Amboise (sotto l’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica francese, e con il sostegno del Museo del Louvre), e dopo la mostra nell’Osservatorio astronomico di Firenze per conto del Comune di Firenze, arrivano a Matera – nel Museo Nazionale Domenico Ridola – le tele del “Leonardo Atlantico” di Corrado Veneziano. Per felice combinazione, l’anno di Matera Capitale Europea della Cultura cade nel medesimo anno del 500° anniversario leonardiano.

La mostra, aperta al pubblico da martedì 10 a martedì 17 settembre, si avvale del riconoscimento e del supporto del Mibac-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, nonché dei patrocini del Fai Basilicata e della Delegazione Fai di Matera.

Leonardo Atlantico è composto da trenta opere che uniscono frasi e immagini del celeberrimo “Codice Atlantico”. Parole e disegni sono evocati, ripresi, estrapolati e poi sospesi in un azzurro che è universo impenetrabile e moderno, cielo spirituale, firmamento fiabesco.

I disegni riprendono ruote, ali, archi e cannoni di artiglieria; e poi appunti personali, operazioni matematiche e alchemiche. E tutto questo, nel tappeto bluastro dello sfondo di Corrado Veneziano, si fanno oggetti metafisici: astratti e fascinosi. Tutte le immagini e le parole disegnate, comunque e in ogni caso, testimoniano il continuo lavorìo dell’uomo sulla terra; l’ostinazione e la forza nel cercare e perfezionare; la volontà di superare steccati tra tecnica, scienza e arte; il lucido desiderio – la “libertà” – nel sentirsi ideatori ed esecutori, ingranaggi, motori e arbitri di un ciclo inesauribile che nessuna stasi può rallentare e fermare.

La curatela della mostra è firmata dai critici e dagli storici dell’arte Niccolò Lucarelli, Francesca Barbi Marinetti e Raffaella Salato.

Il supporto allestitivo è organizzato dall’azienda materana “Abitare Canario”.

La mostra è sponsorizzata dalla Scuola di Lingua Italiana Leonardo da Vinci (Roma-Milano-Firenze-Siena).

CORRADO VENEZIANO - Corrado Veneziano ha cominciato a dipingere, continuando una importante tradizione famigliare, sin da giovanissimo. Si è misurato inizialmente con l’attività teatrale (studiando al Piccolo Teatro di Milano e lavorando più volte come regista per la Biennale di Venezia) e con quella formativa.

Da un punto di vista artistico, ha esposto per la prima volta solo nel 2013, sotto la spinta, e la redazione critica di Achille Bonito Oliva e di Marc Augé. Ha poi presentato le sue opere con la cura di Derrick de Kerckhove nel 2014 a Bruxelles, su invito dell’Ambasciata e dell’Istituto di cultura italiana. Nel 2015 la Rai gli ha commissionato il logo del 67mo Prix Italia e, (tra l’altro) ha esposto a Parigi, nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz.

Nel 2016 è nella Galleria Comunale di San Pietroburgo Nevskij 8. Nel 2017, è invitato ufficialmente dal Governo cinese nella Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Lanzhou con una mostra a cura di Wu Weidung.

“Leonardo Atlantico” è l’unica mostra personale di un autore vivente nel programma francese per le celebrazioni del 500mo anniversario della morte di Leonardo da Vinci.

lunedì 2 settembre 2019

Marina Kessler presenta l'intenso racconto 'La farfalla bianca'

MILANO - Marina Kessler presenta “La farfalla bianca”, l’intenso racconto della vita di Cecilia Tommasoni, divisa tra l’amore incondizionato per la famiglia e la sua fervente vocazione spirituale. Un memoir narrato con dedizione e ammirazione dalla figlia Marina, che riscopre insieme al lettore la straordinarietà della figura di sua madre; un diario intimo che intreccia al racconto della vita della donna le storie di una intera famiglia attraverso gli anni, le gioie e i dolori. L’autrice restituisce la voce a una madre, una moglie e una donna di raffinata cultura e profonda spiritualità, che comunicava più con “il calore acceso del suo sguardo” che con le parole.

Figlia, ragazza, donna, moglie e madre: Cecilia Tommasoni, vissuta nella città di Trento dalla fine degli anni venti sino ai giorni nostri, è stata tutto questo. Immersa in una esistenza costellata di grandi avvenimenti e piccole quotidianità fino alla morte del marito – Bruno Kessler, uomo pubblico e politico – Cecilia rivestì sempre con rispetto ed estremo orgoglio il ruolo che la società le aveva riservato. In questa biografia che si legge con la tenerezza di un romanzo famigliare, Marina Kessler ripercorre i tanti decenni di vita di Cecilia, riscoprendo la donna e la madre che fu, andando oltre le apparenze, menzionando i ricordi più cari e i momenti fondanti di un’intera esistenza. E, tra i tanti ricordi e le testimonianze della vita di Cecilia, è emerso un personaggio dai tratti nascosti alla maggior parte della collettività: una donna complessa e sfaccettata come le sue passioni. Questa biografia diviene così un viaggio in un tempo lontano, capace di immergerci nella natura e nei sentimenti di una donna che ha coltivato per tutta la vita momenti di vera fede, creando attorno a sé un’atmosfera di pace che ha voluto trasmettere dal profondo dell’anima. È così che, in questo volume denso di memorie, rivive Cecilia Tommasoni.

Marina Kessler, nata e residente a Trento, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Dopo un’esperienza nel settore finanziario a Milano e in Gran Bretagna, ha successivamente esercitato la professione di avvocato in studi legali di Milano, Rovereto e Trento. Ha frequentato il Conservatorio di Trento e suona il pianoforte. Pubblica nel 2019 per Reverdito Editore il memoir La farfalla bianca.

sabato 31 agosto 2019

A MATERA 2019 Capitale della Cultura URLA di Yuval Avital


Yuval Avital non è certamente nuovo a opere di grande complessità in cui la dimensione sonora e artistica si presenta connessa a implicazioni interdisciplinari e transculturali. Alla base di URLA, la sua ultima opera, vi è anche una profonda conoscenza dei fenomeni musicali della Basilicata maturata nel rapporto con Nicola Scaldaferri, etnomusicologo dell’università di Milano, autore di studi magistrali sulle musiche di tradizione orale della Basilicata tra i quali Nel paese dei cupa cupa, edito da Squilibri, che per molti versi ha riscritto il quadro complessivo della produzione musicale popolare in regione, correggendo non poche convenzioni e demolendo molti luoghi comuni: un’immersione nei suoni e nelle musiche che realmente cadenzano la vita di diverse comunità locali che ora rivivono, in una dimensione di grande spettacolarità, nella rivisitazione che ne ha fatto il regista e compositore israeliano.

Gran parte dei monumenti sonori, individuati nel corso delle ricerche di Scaldaferri, si ritrovano ora a punteggiare il flusso sonoro di URLA, dalle squadre di campanacci alle zampogne, dai cupa cupa ai canti “urlati” fino alla polifonia arbëreshë, nel contesto di grande suggestione dei Sassi di Matera che costituiscono a loro volta un parametro compositivo, sollecitando lo spettatore/ascoltatore a ritagliarsi un suo ruolo attivo di fruizione, scegliendo liberamente il proprio percorso all’interno della città e dell’opera, interagendo con i performers o fermandosi alle postazioni fisse secondo un percorso che è dunque unico e strettamente personale.

URLA, un progetto promosso da Multietnica ed altri partner nell’ambito dell’Open Sound Festival di Matera 2019 Capitale della Cultura, prevede quattro cortei paralleli che, seguendo tragitti rigorosamente stabiliti, sono composti da performer provenienti da autentici contesti rituali e sonori della Basilicata, per i quali sono però previste specifiche azioni che ne reinventano i ruoli, rifunzionalizzandoli in un nuovo quadro creativo. Nel loro percorso intersecano stazioni sonore composte da chitarre elettriche, bassi elettrici, batterie, cupa cupa amplificati e piccole postazioni di amplificatori itineranti, dando luogo ad azioni sonore collettive. Il corteo principale comprende le maschere del carnevale di Tricarico, una squadra di campanacci di S. Mauro Forte, il complesso della Bassa musica del Maggio di Accettura, la più imponente festa arborea lucana, una squadra di percussionisti con il tipico tamburo a cornice che accompagna le musiche da danza lucane, le bande musicali di Tito e Pietragalla, con la classica formazione in legni, ottoni e percussioni, in omaggio alla tradizione bandistica e, infine, due file di Rumiti, ossia gli uomini travestiti da albero del carnevale di Satriano di Lucania, con costumi realizzati da foglie e edere. All’imponente corteo principale, si aggiungono altri tre cortei più piccoli, ognuno dei quali composto da un gruppo omogeneo di performer, ossia una squadra di 15 zampogne a chiave, il principale strumento folklorico lucano, un gruppo di giovanissime voci femminili di S. Costantino Albanese, interpreti della tradizione del canto polifonico arbëreshë, e, infine, l’ultimo corteo comprende un gruppo di voci maschili di Accettura, specializzati nel canto a zampogna, con il tipico stile urlato caratterizzato da una grande potenza sonora.

A movimentare ulteriormente la scena intervengono gruppi di disturbatori che interferiscono con il corteo e il pubblico: le maschere dell’Urs (l’orso), vestito di pelli e controllato da un ‘pastore’, accompagnate da un gruppo di organetti intenti ad esplorare nuove possibilità sonore offerte soprattutto dal mantice; le maschere dei Cucibocca di Montescaglioso con la lanterna alla luce della quale si muovono nella notte dell’Epifania; le campanacce, ossia una squadra femminile con i campanacci di S. Mauro Forte, e infine un gruppo di spettatori che, muniti dei fischietti di terracotta in uso a Matera, saluterà con i loro fischi il corteo principale.

Una grandiosa ed emozionate kermesse artistica del tutto originale, per quanto nutrita di elementi essenziali della tradizione lucana, in programma a Matera domenica primo settembre, con partenza alle ore 18 da piazza Vittorio Veneto: lo scoppio di un colpo scuro, udibile da tutta la città, darà il segnale d’inizio a tutti i partecipanti che potranno seguire i diversi cortei o anche posizionarsi presso le quattro stazioni fisse costituite da bassi elettrici [Stazione A], batterie [Stazione B], chitarre elettriche [Stazione C] e cupa cupa amplificati [Stazione D] e collocate in diversi punti dei Sassi. Il preludio, oltre ai membri dei cortei riuniti in piazza Vittorio Veneto, vedrà coinvolti anche i trombettieri della Madonna della Bruna, i cui squilli festosi caratterizzano la principale festa di Matera che si svolge il 2 luglio; il poeta Carmine Donnola, di Grassano, che reciterà la sua poesia “Urli e Risvegli”, e le giovani voci delle ragazze arbëreshë proiettate dall’alto con i megafoni. I quattro cortei confluiranno in piazza S. Pietro Caveoso, dove è posizionato un cerchio di cupa cupa coordinati da Agostino Cortese e amplificati con sound system. Al centro del cerchio dei cupa cupa è innalzato il Maggio, il doppio albero costituito dall’unione di un cerro e agrifoglio, eretto per la festa di S. Giuliano ad Accettura ed eccezionalmente preparato per questa occasione dai Maggiaioli e dai Cimaioli del paese. Qui tutti i partecipanti verranno coinvolti in una sagra sonora conclusiva senza limiti di durata.

Info 06-44340148; info@squilibri.it; www.squilibri.it

Alla scoperta dei misteri della materia oscura nel ciclo di incontri “Matera oscura – dark Matera”


Una delle sfide più importanti e durevoli dell'astrofisica moderna è comprendere e svelare la natura della materia oscura: quella considerevole parte del nostro universo di cui sappiamo poco, e per la quale non disponiamo ancora di strumenti per identificarla e misurarla sperimentalmente. Sarà questo uno dei temi al centro di “Matera oscura – dark Matera” il titolo di un ciclo di incontri che si svolgerà nel Campus universitario della città Capitale della Cultura dal 2 al 6 settembre, organizzato dall’Università della Basilicata, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica "Ettore Pancini" dell’Università di Napoli "Federico II", l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Nonostante le molte incertezze sulla sua composizione, la materia oscura è considerata il principale motore della formazione di strutture su larga scala e, insieme all'energia oscura, rappresenta il 95% del bilancio energetico totale dell'universo. La natura della materia oscura e il modello cosmologico standard possono essere verificati su molte scale. Dall’infinitamente grande, come dalla forma del nastro cosmico alle proprietà delle galassie e degli ammassi di galassie, fino all’infinitamente piccolo attraverso gli esperimenti di fisica delle particelle volti a rilevare direttamente e indirettamente le particelle che potrebbero costituire la materia oscura.

La conferenza riunisce quindi esperti di galassie, ammassi di galassie, simulazioni numeriche e osservazioni, nonché di rilevatori di materia oscura e modelli cosmologici alternativi. In questo modo, speriamo non solo di incoraggiare scambi di opinioni e discussioni stimolanti ma anche, e sopratutto, rafforzare le collaborazioni tra diversi gruppi di ricercatori e incoraggiare nuove attività di ricerca. Sono circa 50 i partecipanti che interverranno, tra i quali Gianfranco Bertone (Professore Associato di Fisica - University of Amsterdam), James Bullock (Direttore della Scuola di Scienze Fisiche - University of California, Irvine), Antonio Capone (Professore Ordinario di Fisica Sperimentale - Sapienza Università di Roma), Francesco Fabozzi (Professore Associato di Fisica Sperimentale – Università della Basilicata), Lauro Moscardini (Professore Ordinario di Astronomia e Astrofisica - Università di Bologna), Tina Pollmann (Ricercatrice - Politecnico Münich), Stefano Profumo (Direttore del dipartimento teorico - University of California, Santa Cruz), Piero Rosati (Professore Ordinario di Astronomia e Astrofisica - Università di Ferrara), Keiichi Umetsu (Professore Ordinario - Academia Sinica, Taiwan), Simon D. M. White (Direttore del Max Planck Institut fuer Astrophysik di Garching, Monaco).

"L'Ateneo lucano – ha detto la Rettrice dell'Università della Basilicata, Aurelia Sole - è attivo, da tempo, in molti settori della ricerca scientifica, con diverse punte di eccellenza. La Fisica, ad esempio, sia nel settore delle particelle elementari che delle osservazioni satellitari, è ben rappresentata da gruppi di ricerca di livello internazionale. Per questo motivo sono particolarmente orgogliosa che la comunità scientifica internazionale abbia deciso di tenere questa importante conferenza proprio nel nostro nuovo Campus Universitario di Matera". Carmine Serio (Alma Mater Studiorum Università di Bologna e INAF-OAS Bologna) ha invece evidenziato che “la Cosmologia e l’Astrofisica sono scienze anche basate sulle Osservazioni dello Spazio, che da tempo, vengono eseguite con varia strumentazione, non solo dal suolo, ma anche con lo strumento satellitare. In tale contesto, oltre agli aspetti puramente scientifici e teorici della materia ed energia oscura, di particolare rilievo sono le ricadute e il trasferimento tecnologico in discipline fisiche più applicate, che, a loro volta, fanno della componente osservativa uno degli aspetti metodologici di base. Questi aspetti interdisciplinari hanno permesso, ad esempio, al settore delle Osservazioni della Terra (ovvero dello Spazio interno, come complementare allo Spazio esterno che è proprio della Cosmologia) di progredire rapidamente al livello oggi richiesto per monitorare e affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. La Basilicata e la sua Università costituiscono terreno fertile per eventi quali quello in oggetto, anche in relazione alla presenza dell’ASI di Matera, che costituisce uno degli esempi notevoli di interscambio culturale e tecnologico tra le scienze di base e applicate. Non a caso, e l’ASI non è da meno, le maggiori agenzie spaziali accoppiano il programma delle missioni dello Spazio esterno, a quello dello Spazio interno".

Per Carlo Giocoli - Alma Mater Studiorum Università di Bologna e INAF-OAS Bologna, infine, "mettere insieme le migliori ricercatrici e ricercatori nel campo astrofisico-cosmologico e della fisica delle particelle è stata una sfida molto stimolante. Confidiamo che questa conferenza, che caparbiamente abbiamo voluto portare a Matera, possa porre le basi per nuove collaborazioni internazionali e stimolare future ricerche di frontiera".

mercoledì 28 agosto 2019

Al via il cerimoniale d'apertura della prima biennale internazionale d'arte Città di Potenza


L’arte e soprattutto gli artisti lucani, per lungo tempo, hanno pagato e stanno pagando il duro prezzo di una marginalità territoriale e della critica nazionale e internazionale poco attenta, nonostante i loro sforzi e le loro notevoli doti artistiche.

Sì, l’arte non è mai stata una strada priva d’insidie e di ostacoli. Almeno per la maggior parte di loro. Molti addirittura hanno conosciuto la notorietà e il giusto riconoscimento artistico solo post mortem.

L’arte, in una comunità che si rispetti, dovrebbe essere intesa come un percorso di crescita culturale, sociale ed economica.

La Biennale di Potenza è alla sua prima esperienza, è il risultato di mesi di preparazione e confronti tra artisti promossi dall’associazione potentina “Lucana art Commission” che raggruppa artisti nei vari settori dell’arte e con un numero d’iscritti crescente provenienti anche da diverse località nazionali ed estere.

La cerimonia d’apertura della Prima Edizione della Biennale di Potenza, si svolgerà a Potenza, giovedì 5 settembre prossimo alle ore 17,00 , presso la sala convegni del Museo Archeologico Michele La Cava in Via Lazio,18 Fervono i preparativi per il vernissage della Prima Edizione della Biennale Internazionale di Arte della Città di Potenza organizzata dall’Associazione Lucana Art Commission.

La Biennale di Potenza è il primo esperimento del suo genere genere nella nostra regione e sarà allestita presso le sale del Museo Provinciale Michele La Cava in Via Lazio e presso il Museo Dinu Adamesteanu - Palazzo Loffredo - dal 05 Settembre al 16 Novembre 2019.

L’esposizione coinvolge cinque settori specifici: Pittura, Scultura, Fotografia, Grafica cerimonia d’e Arte Digitale.

Senza la pretesa di competere con manifestazioni simili, la Biennale di Potenza vuole riunire artisti, pubblico e critica attorno alle più recenti tendenze ed espressioni artistiche contemporanee.

“Credo che l’opera d’arte – ha dichiarato Raimondo Andreolo, presidente dell’Associazione- riunisca in sé elementi peculiari della personalità di ogni artista. Nella sua opera, quando non è frutto di puro tecnicismo, l’artista trasmette il desiderio di comunicare le proprie caratteristiche umane, le sue esperienze, le sue emozioni. I sui sentimenti, la rabbia, l’amore, la solitudine stanno tutti lì, lo spettatore ne percepisce e ne assorbe solo una parte, quella che va a chiudere o rafforzare il suo personale puzzle dell’emotività. Questo vorremmo accadesse al visitatore della nostra esposizione e in questa direzione stiamo concentrando il nostro impegno”.

La selezione delle opere, affidata al Prof. Vincenzo Claps è iniziata l’1 aprile scorso e si concluderà il prosimo 5 agosto. Il curatore è coadiuvato nel difficile compito dai Professori Giovanni Scioscia, Lucio Attorre, Guido Folco e dal Prof. Marco Salvatore. “La scoperta di nuovi talenti -ha affermato il Prof. Claps- e la loro partecipazione al fianco di artisti già affermati è l’obiettivo di questo scambio multiculturale così la Biennale di Potenza si propone quale strumento attraverso il quale si cerca di far convergere il panorama artistico di tutti i partecipanti in un’unica grande opera”.

È questa infatti l’ambizione della Biennale che senza dubbio a partire da questa prima edizione speriamo diventi uno strumento di diffusione delle tendenze artistiche di tutto il mondo.

Alla manifestazione hanno concesso il patrocinio la Regione Basilicata, la Provincia di Potenza, il Comune di Potenza, la Direzione Generale Musei – Polo Museale Regionale della Basilicata, il Museo MIT di Torino, l’UMPLI di Basilicata, l’Apt Basilicata, la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la sede regionale di Basilicata della RAI.

martedì 27 agosto 2019

Montalbano Jonico: Antonio Petrocelli presenta la sua silloge poetica Peraspina Perapoma


MONTALBANO JONICO - Stasera 27 agosto, alle 21, Nel Giardino delle Mura Medievali di Montalbano Jonico, Antonio Petrocelli presenta la sua seconda silloge poetica Peraspina Perapoma, edita da Treditre Editori. Così come Garofani, - la sua prima raccolta di poesie - anche questa è una edizione limitata e numerata, con la prefazione di Andrea Di Consoli. Insieme all’autore ci saranno il sindaco Montalbano Jonico, Pietro Marrese, l’assessore alla cultura Ines Nesi e il giornalista Salvatore Verde.

Antonio Petrocelli è attore, regista, scrittore nato a Montalbano Jonico. Nel 1976 ha debuttato come attore professionista col Teatro della Convenzione di Firenze. È un volto familiare del cinema italiano. Ha recitato in più di cinquanta film, alcuni dei quali di grande successo: Caruso Pascoski, Palombella rossa, Il portaborse, La Scuola, Sud, Uomo d'acqua dolce… Ha lavorato con i più importanti registi italiani: Marco Bellocchio, Giuseppe Bertolucci, Guido Chiesa, Marco Tullio Giordana, Daniele Luchetti, Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati, Enzo Monteleone, Francesco Nuti, Franco Rossi, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino.

Autore e regista del cortometraggio Il corpo del Che presentato alla Mostra Cinematografica di Venezia 1996, nella sezione Finestra sulle immagini.

Vincitore del Premio Solinas (1997) sezione Racconto Cinematografico con il soggetto All’alba il pane bianco scritto con Franco Girardet.

Ha pubblicato due romanzi: Volantini (Caliceditori) 2001 Premio libernauta 2004, Il caratterista Basilisco del Cinema Scaturchio (Hacca) 2010.

Per Archivia ha curato la traduzione dal dialetto tursitano della raccolta di poesie Il Bacio di Mezzogiorno di Albino Pierro 2008

Nel 2016 esordisce come poeta con Garofani (Treditre Editori) con cui è finalista al premio Andronico.

Nel 2019 ha pubblicato una nuova intensa raccolta di poesie: Persaspina Perapoma.

Durante il Magna Graecia book Festival 2019, ha ricevuto il libro d’oro alla carriera.

Locri (RC): intervento di Andrea Chiesi dal titolo Locroi Epizephyroi

LOCRI - Giovedì 29 agosto 2019, alle ore, 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Parco archeologico nazionale di Locri, si terranno un atteso intervento di Andrea Chiesi dal titolo Locroi Epizephyroi e la cerimonia di consegna di una sua opera al museo locrese.

Visionario e poetico, Andrea Chiesi dipinge paesaggi contemporanei dai colori freddi e dai tratti veloci. Dedito alla pittura a olio e al disegno, di cui predilige la tecnica dell’inchiostro, sovente Chiesi raccoglie le sue impressioni di viaggio in taccuini, alla pari di un esploratore contemporaneo che durante un Grand Tour fissa in istanti eterni i ricordi.

Per il Museo di Locri, Chiesi ha realizzato un taccuino espanso, un’opera che rispecchia la “responsabilità dell’artista”, ovvero la convinzione che ogni museo, seppur piccolo, sia spazio pubblico, in cui si sedimenta il senso di appartenenza della comunità e al contempo si favorisca la diffusione di valori condivisi.

L’intervento di Andrea Chiesi è documentato da uno dei Contrappunti visivi, ovvero la sezione di audiovisivi di Ceilings per la regia di Giovanni Carpanzano e la fotografia di Demetrio Caracciolo, realizzato da Doc Servizi. È stato realizzato un making of sull’opera specifica e sulla poetica dell’artista, che sarà proiettato durante la giornata.

L’iniziativa è parte integrante del progetto Ceilings. Musei in rete, promosso e organizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.

Ceilings cofinanziato per il secondo anno consecutivo dalla Regione Calabria, vanta un accordo di valorizzazione con la Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, già Polo museale della Calabria, nonché numerosi partner istituzionali e di settore. Ogni artista è invitato a confrontarsi con il territorio, con lo spazio museale, per realizzare interventi site-specific che si integrino con l’identità del luogo. Tali interventi artistici, lungi dall’essere una sterile operazione decorativa, rappresenteranno - e dovranno rappresentare nel lungo termine - la specificità della “rete dei musei”, per costituire quell’itinerario turistico del contemporaneo, tutto da scoprire, disseminato tra il patrimonio culturale della Regione.

Parteciperanno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore Musei e parco archeologico nazionale di Locri; Giuseppe Carmine Soriero, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Vittorio Politano, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Simona Caramia, curatrice del progetto e Anna Sofia, assessore alla cultura del comune di Locri.

I Musei e parco archeologico nazionale di Locri afferiscono alla Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Venosa: grande successo di pubblico per il Festival dei Cinque Continenti


VENOSA - Si è svolto ancora una volta con grande successo di pubblico a Venosa il Festival dei Cinque Continenti, la rassegna di spettacoli e arte organizzata dall’associazione culturale “Il Circo dell’Arte” in collaborazione con il Comune di Venosa, giunta quest’anno alla sua quindicesima edizione. L’evento si è sviluppato in diversi angoli di Piazza Umberto I, prendendo il via davanti al Castello Aragonese con la seconda edizione di “Vi racconto il mio Primo - Quattro Sindaci ai fornelli”, lo show cooking prodotto dal Festival dei Cinque Continenti e condotto dal giornalista Piero Russo. Ad aggiudicarsi la sfida gastronomica tra i rappresentanti di quattro comuni, provenienti da tre regioni diverse, è stato il comune di Stornara (Foggia), rappresentato dall’assessore Roberto Nigro, il cui piatto ha primeggiato su quelli degli altri tre concorrenti invitati dall’organizzazione: il sindaco di Montaguto (Avellino) Marcello Zecchino, il sindaco di Sant’Angelo Le Fratte (Potenza) Michele Laurino e, a fare gli onori di casa, il sindaco di Venosa Marianna Iovanni.

I quattro cuochi per una notte, affiancati dai loro assistenti, scelti per la conoscenza delle specialità culinarie e dei prodotti tipici del proprio comune, si sono cimentati nella preparazione di un primo piatto tradizionale. Queste le specialità proposte: tagliatelle al cioccolato con porcini e ragù di cinghiale per Stornara, cicatielli e fagiolini al pomodoro fresco per Montaguto, vermicelli con sugo di pomodoro e cacioricotta per Sant’Angelo Le Fratte, lagane e ceci per Venosa. A valutare i piatti una giuria composta dalle chef Silvana Colucci, titolare del Ristorante Lago Grande di Monticchio Laghi e componente dell’Associazione Cuochi Lucani e della Federazione Italiana Cuochi, e Piera Parisi, componente della Federazione Italiana Cuochi, e dai due ex concorrenti di Masterchef, la chef campana Marzia Bellino e lo chef pugliese Michele Guida.

Allo show cooking sono seguiti i tradizionali spettacoli di teatro di strada e circo contemporaneo, da sempre anima del festival. Quattro le compagnie e gli artisti invitati dal responsabile organizzativo Pasquale Cappiello: il musicista di strada Pietro Festa, che nel suo concerto per sega musicale ha proposto un vario repertorio di brani dalla musica napoletana a quella per colonne sonore; la Compagnia Chissn’abimm, che ha unito il suono melodico dell’arpa celtica alle figure del verticalismo, intervallandosi con la sfilata di alcuni abiti esclusivi dell’atelier dello stilista Moreno da Venosa; Monsieur David, che ha presentato uno spettacolo di feet theatre rivolto a grandi e bambini, a tratti delicato e a tratti divertente; Quinto e Martina Italiano, che hanno strapapto applausi con una performance di acrobazie mano a mano, tessuti aerei e verticalismo. A chiudere la serata il concerto della band musicale Rhyme’n’Blues, composta da Nico Albanese, Alessandro Maffei e Giampiero Tripaldi, che ha proposto i migliori classici della musica blues e rock.

Polo museale regionale: la Cisl Basilicata lancia una petizione contro il decreto Bonisoli


POTENZA - La Cisl di Basilicata lancia una petizione per sollecitare la sospensione del provvedimento del Mibac che sopprime il polo museale della Basilicata e istituisce la direzione territoriale di Puglia e Basilicata delle reti museali. Lo annuncia il segretario generale Enrico Gambardella che, insieme a Giuseppe Bollettino, segretario generale della federazione dei lavoratori pubblici, sta mettendo a punto i dettagli della campagna di raccolta firme. "Nell'anno di Matera Capitale Europea della Cultura - commenta il segretario della Cisl - trovo demenziale la soppressione del polo museale lucano che in questi anni ha saputo esprimere livelli di assoluta eccellenza nella programmazione culturale della regione, sia in termini di tutela del patrimonio storico e artistico, sia dal punto di vista della sua valorizzazione economica, come dimostrano le eccellenti mostre di livello internazionale organizzate a Matera e non solo”.

“Risulta difficile – continua Gambardella - comprendere come si intenda costruire un’efficiente rete locale integrata di musei per la valorizzazione del patrimonio diffuso sul territorio costituendo dei poli interregionali che avranno competenze su un’area vastissima e disomogenea anche nell’ambito dell’offerta museale e culturale. Preoccupa nello specifico l’intenzione di ridurre il peso della diretta gestione dei siti museali (da Venosa a Grumento, passando per Melfi e Metaponto), oltre che la concreta possibilità di governare processi gestionali e strategici che interessano territori non solo molto vasti, ma anche con caratteristiche, esigenze e prospettive di sviluppo totalmente differenti. Tanto per capirci, le attuali distanze, ad esempio tra Grumento e Matera, con la sede dirigenziale a Bari si raddoppierebbero”.

Per il segretario della Cisl lucana “sopprimere con un tratto di penna il polo museale regionale offende la professionalità e la dignità di tanti bravi professionisti e di un'intera regione che sulla valorizzazione del proprio patrimonio culturale ha scelto di fondare un pezzo importante del suo futuro; allo stesso tempo rappresenta l'ennesimo attacco perpetrato contro l'autonomia della Basilicata, riflesso di una malcelata volontà di dissoluzione della nostra regione che abbiamo visto all'opera in molte occasioni negli ultimi anni. Inoltre, le problematiche legate agli uffici interregionali assumono un rilievo di carattere economico e sociale se si pensa che il provvedimento ministeriale prevede anche l’accorpamento del segretariato regionale che, sebbene perda le competenze in materia di tutela (che tornano a Roma alla direzione generale), mantiene comunque la funzione di stazione appaltante, con la gestione di appalti e contratti fino a 5 milioni che non graviterà più in Basilicata ma in Puglia, con un serio problema per garantire la partecipazione di ditte e aziende del territorio lucano”.

“Per questo – annuncia Gambardella - intendiamo promuovere una raccolta firme insieme alla Cisl Fp, la federazione dei lavoratori del pubblico impiego. Il nostro obiettivo è coinvolgere i lavoratori, le altre sigle sindacali, le forze politiche, le associazioni imprenditoriali e quelle che si occupano di cultura nella mostra regione per ottenere uno stop alla esecuzione del decreto Bonisoli, un provvedimento che la Cisl considera inutile, irragionevole e dannoso, animato da ragioni tutt’altro che razionali mirate al solo scopo di ridurre le direzioni regionali per aumentare il numero dei dirigenti ministeriali”, conclude il sindacalista.

Inaugurata la prima delle quattro mostre ACAMM 2019

POTENZA - Hanno preso il via le quattro le mostre ACAMM per il 2019 dedicate a personaggi dell’arte europea del XX secolo (Pericle Fazzini, Toti Scialoja, Henri Goetz, Assadour) in programma dal 26 agosto al 19 dicembre 2019.

La scelta è strettamente connessa ai rapporti intessuti dai quattro noti artisti, nel corso dei decenni, con la Basilicata, viaggiata in lungo e in largo, in più occasioni operandovi, e con i personaggi che in questi luoghi sono nati o ai quali sono rimasti legati: Carlo Levi per Aliano, Sant’Andrea Avellino per Castronuovo, Ferdinando Petruccelli della Gattina per Moliterno, Leonardo Sinisgalli per Montemurro.

Dipinti, sculture, disegni, acquarelli, opere grafiche, libri d’artista, datati 1936-2018, invadono il territorio esteso tra Parco del Pollino e Parco dell’Appennino Lucano e chiariscono molti punti del linguaggio espressivo dei quattro artisti a contatto con una regione del Sud come la Lucania.

Per l’occasione, le Edizioni della Cometa hanno pubblicano quattro distinti cataloghi che accompagnano le mostre le cui inaugurazioni, sono così previste:

*ALIANO, Palazzo De Leo, 26 agosto 2019, ore 18.30.

Pericle Fazzini (Grottammare, 4 maggio 1913 – Roma, 4 dicembre 1987), a cura di Giuseppe Appella. Alcune piccole sculture, disegni, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1936-1985.

Sono immagini di una potenza arcaica (lo spirito di un idolo mediterraneo), che solo Arturo Martini era riuscito ad esprimere, ma di una assoluta novità nel panorama della scultura europea di quegli anni.

Pericle Fazzini nasce a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nel 1913. Formatosi nella bottega del padre, artigiano del legno, studia disegno e scultura a Roma dove, dal 1930, frequenta i corsi della Scuola libera del nudo, legandosi ad Alberto Ziveri, insieme al quale invia lavori per la “Casa di un poeta” progettata per la IV Triennale alla Villa Reale di Monza dall'architetto Luigi Moretti. Nel 1932, vince il Pensionato Artistico Nazionale. Seguono numerose esposizioni: a Roma, con Ziveri, alla Galleria Sabatello; a Parigi, alla “Mostra dell'arte italiana del XIX e XX secolo” al Jeu de Paume; alla II Quadriennale di Roma; alla XXI Biennale di Venezia, dove partecipa con tre statue ripresentate alla “Ausstellung der Moderne italienische Kunst” alla Kunsthalle di Berna. Nel 1947 vince il premio Torino con il Ritratto di Anita ed espone alla prima mostra milanese del “Fronte nuovo per le Arti”, nella Galleria della Spiga, con Viani, Leoncillo, Franchina, Corpora, Vedova, Pizzinato, Morlotti, Santomaso e Guttuso. Nel 1949 gli viene assegnato il premio Saint Vincent con la Sibilla. Successivamente, è invitato alla “Mostra dell'arte italiana del XX secolo” al Museo d'arte moderna di New York. Del 1951 è l'antologica romana a Palazzo Barberini e il Premio del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi assegnato dall'Accademia Nazionale di San Luca. Dopo aver vinto la cattedra all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 1958 al 1980, insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Continuano le partecipazioni a diverse esposizioni in tutto il mondo, fino alla committenza, nel 1972, della grande Resurrezione per la sala delle udienze edificata da P. L. Nervi in Vaticano. Muore a Roma nel 1987.

Saranno presenti all’inaugurazione: Luigi De Lorenzo, Sindaco di Aliano, Antonio Colaiacovo, Presidente Parco Letterario “Carlo Levi”, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Giuseppe Appella, curatore della mostra.

*CASTRONUOVO SANT’ANDREA, MIG. Museo Internazionale della Grafica, 27 agosto 2019. ore 18.30.

Toti Scialoja (Roma, 16 dicembre 1914 – Roma, 1º marzo 1998), a cura di Antonello Tolve. Tempere, disegni, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1940-1984.

Pittore per i poeti e poeta per i pittori, Scialoja è, e resta, un artista che «dipinge e scrive parallelamente», che mette in luce, sempre e con tenacia, il desiderio di meriggiare pallido e assorto nei diversi spazi dell’arte, di edificare un’esperienza in grado di giungere alla pienezza dell’opera d’arte totale.

Toti Scialoja, nasce a Roma il 16 dicembre 1914. Qui si forma, frequentando il salotto della contessa Pecci Blunt, dove entra in contatto con artisti ed intellettuali quali Emilio Cecchi, Giuseppe Ungaretti, Massimo Bontempelli e Libero De Libero. Attraverso quest'ultimo conosce il gruppo della Scuola Romana che lo sollecita ad interrompere gli studi di Giurisprudenza per dedicarsi all'arte. Infatti, partecipa alla III e la IV Quadriennale d'arte Nazionale, tiene le prime personali a Genova nel 1940 e a Torino nel 1941. Del 1943 è l'esordio in teatro con scene e costumi realizzati per L'opera dello straccione, libero adattamento da The Beggar's Opera di John Gay musicata da Roman Vlad con regia di Vito Pandolfi. Questo è anche l'anno in cui ha inizio il sodalizio con Aurel M. Milloss, ideatore della coreografia dell'opera Capricci alla Strawinsky, per la quale Scialoja cura scene e costumi. Nel 1948 è a Parigi, dove aveva già soggiornato nel 1947. Durante gli anni Cinquanta partecipa alle Biennali di Venezia (1950, 1952, 1954) e ad alcune importanti mostre. Nel 1956, primo viaggio a New York in occasione della mostra personale alla Catherine Viviano Gallery. Durante l'estate del 1957 è a Procida, dove nascono le Impronte realizzate mediante la tecnica dello stampaggio: fogli oleati, su cui il colore aderisce senza lasciarsi assorbire, vengono rovesciati sulla tela e premuti. Nel 1960, dopo un breve viaggio a New York, si reca a Parigi per restarvi fino al 1964. Frequenta le lezioni tenute alla Sorbona da Maurice Merleau-Ponty e comincia a scrivere le prime poesie nonsense, raccolte in seguito in Amato topino caro (Bompiani 1971). Tornato in Italia, partecipa alla Biennale di Venezia, presentato da Gillo Dorfles e lavora per il teatro, con regia di Piero Panza, e di Traumdeutung di Edoardo Sanguineti. Il testo di Giuliani viene ripreso nel 1965 e rappresentato al Teatro Parioli di Roma con la compagnia teatrale dei Novissimi, insieme a L'occhio di Giordano Falzoni e Improvvisazione di Nanni Balestrini, per i quali Scialoja realizza scene e costumi. Nel 1982 è nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Roma e la sua nuova produzione pittorica è presentata alla XLI Biennale di Venezia. Muore a Roma l’1 marzo 1998.



Saranno presenti all’inaugurazione: Antonio Bulfaro, Sindaco di Castronuovo Sant’Andrea, Arnaldo Colasanti, Presidente Fondazione Scialoja Roma, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Antonello Tolve, curatore della mostra, Giuseppe Appella, storico dell’arte.



*MOLITERNO, Biblioteca Comunale G. Racioppi, 28 agosto 2019, ore 18.30.

Henry Goetz (New York, 29 settembre 1909 – Nizza 12 agosto 1989), a cura di Stefania Zuliani.

Pastelli, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1940- 1980.

Goetz durante gli oltre cinquant’anni della sua felice attività di artista, scandita da numerosi incontri fortunati – tra gli altri, Hans Hartung, con cui condivideva a Parigi la casa e le speranze, Paul Eluard, “meraviglioso poeta amico dei pittori”, Picasso, che gli dimostrò come la tecnica è, prima di ogni altra cosa, istinto per la materia – non ha infatti mai smesso di forzare i limiti della propria esperienza.

Henri Goetz nasce nel 1909 a New York. Studia a Boston, nel Massachusetts Institute of Technology, alla Harvard University e nella Grand Central School of Art di New York. Nel 1930 è a Parigi. Con l’amico Victor Bauer scopre le opere di Picasso, Braque, Matisse, Rouault, Klee e Kandinsky. Nel 1936 sposa Christine Boumeester ed insieme espongono al Salon des Surindépendants, Hans Hartung diventa il suo migliore amico. Nel 1937 tiene la sua prima personale alla Galeria Bonaparte. Ritornato a Parigi, si presenta in una serie di personali, Alain Resnais gli dedica il primo film Ritratto di Henri Goetz, con Christine, Ubac e Folon fonda il gruppo “Graphies”, con Ubac diffonde la rivista “La main à plume”, comincia la sua attività di insegnante che lo vede impegnato all’Accademia Ranson, alla Grande Chaumière, all’Accademia André Lhote, al Conservatorio americano di Fontainebleau, prima di diventare nel 1969 professore di pittura ed incisione all’Università di Vincennes e fondare l’Accademia Goetz. La “tecnica Goetz”, utilizzata fin dai primi anni Sessanta, viene ottenuta con una vernice-collante mescolata precedentemente con polvere di carborundum (carburo di silice) e da qualche tempo con polvere di pomice, della grana desiderata, e quindi stesa col pennello o la spatola su una lastra di metallo o di plexiglas e lavorata secondo i propri codici espressivi, con la possibilità di acquisire variazioni materico-cromatiche delicatissime e brillanti al tempo stesso. L’indurimento della pasta permette l’inchiostratura e la stampa al torchio. Goetz inizia la sua attività di incisore a partire dal 1940. Muore a Nizza nel 1989. Il suo lavoro è presente nei musei di tutto il mondo. Un museo Goetz-Boumeester è stato fondato nel 1983 a Villefranche-sur-Mer.

Saranno presenti all’inaugurazione: Giuseppe Tancredi, Sindaco di Moliterno, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Stefania Zuliani, curatrice della mostra, Giuseppe Appella, storico dell’arte.



*MONTEMURRO, Casa delle Muse di Leonardo Sinisgalli, 29 agosto 2019, ore 18.30.

Assadour (Beirut 1943), a cura di Federico De Melis. Dipinti, acquarelli, disegni, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1967-2013.

Questa ordinata magia trae il massimo nell’incisione, di cui Assadour sembra conoscere tutti i segreti e le potenzialità se, come fa, riesce a utilizzare l’acquaforte diremmo ‘a contrario’, sottoponendola a una disciplina che non le appartiene, traendone implicazioni geometriche inusitate.

Assadour Bezdikian (Beirut, 1943), meglio conosciuto con il suo primo nome, lasciò il Libano all'età di diciotto anni per iscriversi all'Accademia Pietro Vannucci di Perugia. Proseguì i suoi studi all'Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi, dove vive e lavora dal 1964, allievo di Coutaud. Assadour ha illustrato molti libri e pubblicazioni, tra cui L'Affaire Lemoine (Parigi, 1968-69), Frammento N'3 (Liechtenstein, 1972), La Vecchiaia Nevica (Milano, 1978), Ombre (Lussemburgo, 1976), L'Oiseleuse (Paris, 1978). Ha tenuto numerose mostre: a Parigi, alla Galerie La Pochade (1971), alla Galerie Sagot-le-Garrec(1977, 1983), alla Galerie du Dragon (1986) e alla Galerie Faris al FIAC (1986); a Roma, presso la Galleria L'Arco (1980) e la Galleria II Millennio e a Bruxelles presso la Galerie La Taille Douce (1972). Inoltre, in molte altre gallerie di Göteborg, Pesaro, Beirut, Trieste, Lione, Amsterdam, Bari, Firenze, Grenoble, Tokyo, Essen, Losanna, Metz, Colonia, Nagoya, Matera, Seoul, Reggio Emilia. Dopo l’antologica italiana al Museo Fazzini di Assisi, nel 2008, nel 2016 è il Sursok Museum di Beirut a proporre una vasta retrospettiva. Numerosi sono stati anche i riconoscimenti internazionali ricevuti: la medaglia d'oro alla Terza Biennale Internazionale della Grafica d'Arte (Firenze,1972); la Medaglia d'Argento alla Biennale Internationale de l'Estampe Epinal (Francia, 1973); il Primo Premio alla Biennale de Givet (1975), il Premio alla Biennale di stampa internazionale (Polonia,1980); la Menzione d'Onore alla Biennale di stampa Norwegian International, Frederikstad (Norvegia,1980), la Medaglia d'Onore al Male Formy Grafiki, Lodz (Polonia, 1981), al Museum of Modern Art Award di Lubiana, (Jugoslavia, 1983) e il Grand Prix des Arts de la Ville de Paris (1984), il Premio Ollivier nell’ambito del Prix Monte Carlo (1990) e il Prize of the ministry of art and culture alla Triennale di Majdanek in Polonia (1997 ).

Saranno presenti all’inaugurazione: Senatro Di Leo, Sindaco di Montemurro, Mario Di Sanzo, Presidente Fondazione Sinisgalli, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Federico De Melis, curatore della mostra, Giuseppe Caccavale, artista, Giuseppe Appella, storico dell’arte.

Interventi musicali del “Trio Etnojazz” (Carla Volpe, voce, Alessio Giove, fisarmonica,Enzo Di Stefano, chitarra semiacustica) con brani appartenenti alla tradizione jazzistica afroamericana

Le mostre rimarranno aperte fino al 19 dicembre 2019.