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sabato 17 novembre 2018

Giornata Regionale dei Musei di Calabria


REGGIO CALABRIA - Il 24 novembre 2018 si celebrerà, su iniziativa della Giunta Regionale, la prima Giornata Regionale dei Musei di Calabria.

I Servizi Educativi del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide per l’occasione propongono delle visite guidate e il laboratorio didattico Allestiamo l’Albero di Natale 2018 al Museo.

Il laboratorio creativo è rivolto a bambini dai 5 agli 11 anni accompagnati dai loro genitori o insegnanti per realizzare suggestive decorazioni con la plastilina o il cartoncino a soggetto archeologico per abbellire l’albero di Natale del Museo Nazionale della Sibaritide. L’idea è quella di scoprire, attraverso il laboratorio, alcune forme di reperti archeologici custoditi nel Museo.

L’ingresso al Museo e il laboratorio didattico sono gratuiti.

Per informazioni e prenotazioni

Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 15.00

Tel. 0981.79392

pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio, afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon.

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Giornata Regionale dei Musei di Calabria

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

Cassano allo Ionio (Cosenza)

24 novembre 2018

giovedì 15 novembre 2018

Matera: il 20/11 al Cinema Il Piccolo presentazione del documentario 'Anatomia del Miracolo'


ANATOMIA DEL MIRACOLO regia di Alessandra Celesia

una produzione Zeugma Film con Arte France

in produzione associata con La Sarraz Pictures

con il supporto di Film Commission Torino Piemonte e di Valle d'Aosta Film Commission, con la partecipazione di Film Commission Regione Campania

distribuito da LA SARRAZ DISTRIBUZIONE

E’ in sala dal 13 novembre per un tour di proiezioni il documentario di Alessandra Celesia Anatomia del Miracolo. Il film sarà presentato a Matera martedì 20 novembre al Cinema Il Piccolo.

Suggestioni, ferite, credenze e miracoli si intrecciano nella vita di tre protagoniste femminili: Sue una pianista di fama mondiale, Giusy un'antropologa atea nata con una grave disabilità e Fabiana una transgender molto devota. Il fil rouge di queste tre donne che non si incontreranno mai è la Madonna dell'Arco e il livido che ha sul volto a testimonianza delle ferite che ciascuno di noi porta dentro di sé.

Vincitore del prestigioso riconoscimento Les Ètoile de la Scam, il film ha avuto la sua première al Festival di Locarno, uno dei festival più importanti al mondo. In Italia, è stato presentato al Festival dei Popoli, festival di rilievo dedicato al cinema documentario, che nella sua 54a edizione ha visto proprio Alessandra Celesia, con Il Libraio di Belfast, aggiudicarsi il Premio Miglior Film e Premio del Pubblico.

La regista, nata in Italia, vive Francia da più di venti anni. Da sempre il suo interesse si rivolge alle persone, alla loro fragilità e umanità. “I personaggi di Anatomia del Miracolo” spiega Alessandra Celesia “rappresentano a pieno titolo le sfaccettature di un paese intero. Ogni personaggio è metafora, ogni vita è un tassello del puzzle.”

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/1981588445472034/

mercoledì 14 novembre 2018

Apologia di un perdente ad Astràgali Teatro


POTENZA - Apologia di un perdente, tratto dall'omonimo monologo edito da Elliot (2018), fa di Ezra un “angelo caduto, demonio designato, perdente conclamato, amante sconfitto, condotto al macello, animale dal respiro affannato, aperto in due dalla lama assassina della civiltà all'epoca del disfacimento etico, capo reclinato sulla pietra ad esigere il colpo. È un tramonto dell’Occidente...”

Una collaborazione tra Astragali Teatro, Principio Attivo Teatro, Elliot Edizioni e Therasia Ilgaragedellearti.

All'interno della Residenza artistica di Astràgali Teatro al Paisiello, progetto "Taotor" finanziato dalla Regione Puglia - Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia.

Info e prenotazioni: 340 8592011 - 328 5408514 - 329 7408908

Lezioni del Novecento: la corsara Natalia Ginzburg raccontata da Sandra Petrignani

MATERA - Le grandi figure femminili del secolo scorso saranno al centro della quarta tappa delle “Lezioni del Novecento ovvero il Furor Sinisgalli per la scuola” organizzate dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli per parlare del secolo “inquieto, breve e liquido” portando “in cattedra” esponenti della cultura contemporanea.

Sabato 17 novembre la città di Matera ospiterà due appuntamenti dedicati a Natalia Ginzburg grazie alla presenza della scrittrice e giornalista culturale Sandra Petrignani, che alla scrittrice corsara ha dedicato il suo ultimo libro.

Nella mattinata, alle 10:00 presso Palazzo Lanfranchi, la Petrignani ricostruirà con gli studenti del Liceo Classico “E. Duni” la vita di Natalia Ginzuburg, una grande protagonista del panorama culturale italiano, unica donna in un universo maschile a condividere un potere editoriale e culturale che in Italia escludeva completamente la parte femminile. L’incontro sarà aperto dalla dirigente scolastica, Patrizia Di Franco.

Nel pomeriggio, alle 18:00, nella Sala del Centro Carlo Levi (Palazzo Lanfranchi) Sandra Petrignani presenterà il suo libro “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza, 2018), finalista al Premio Strega. Un lavoro di studio e ricerca, frutto dell’incontro di diversi testimoni, della visita dei luoghi da lei abitati e della rilettura delle sua opera sin dagli esordi, che restituisce una scrittrice complessa e per certi aspetti sconosciuta, cristallizzata com’è sempre stata nelle pagine autobiografiche, ma reticenti, dei suoi libri più famosi. Accanto alla Ginzburg, si muovono prestigiosi intellettuali che furono suoi amici e compagni di lavoro: Italo Calvino, Giulio Einaudi e Cesare Pavese, Elsa Morante e Alberto Moravia, Adriano Olivetti e Cesare Garboli, Carlo Levi e Lalla Romano e tanti altri. Perché la Ginzburg non è solo l’autrice di un libro-mito o la voce – corsara quanto quella di Pasolini – di tanti appassionati articoli che facevano opinione e suscitavano furibonde polemiche, ma narratrice, saggista, commediografa, infine parlamentare, le cui vicende si intrecciano alla storia del nostro Paese.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti del Presidente della Fondazione Sinisgalli, Mario Di Sanzo. Dialogheranno con l’autrice, la direttrice del Polo Museale della Basilicata, Marta Ragozzino, il presidente del Centro Carlo Levi, Lorenzo Rota, la docente, Giulia Dell’Aquila e la blogger Giuditta Casale.

***
Sandra Petrignani è nata a Piacenza. Vive un po’ a Roma, un po’ nella campagna umbra. È stata a lungo giornalista culturale per diverse testate. Il primo libro, Le signore della scrittura (La Tartaruga 1984), raccoglie interviste a dieci grandi scrittici italiane, frutto del suo lavoro giornalistico. Nella narrativa esordisce con Navigazioni di Circe (Theoria 1987, premio Morante Opera Prima). E da allora ha scritto per diversi editori libri di racconti, di viaggio, qualche romanzo che non è mai solo un romanzo, ma una forma contaminata che integra autobiografia, fiction, ricerca storica. I titoli più recenti, dopo il successo de La scrittrice abita qui del 2002 lanciato da Neri Pozza, sono pubblicati tutti da questo editore: Addio a Roma (2013), Marguerite (2014), La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg (2018) finalista al Premio Strega.

martedì 13 novembre 2018

Teatro Stabile di Potenza: il 15 novembre 'La zebra e lo scienziato'

POTENZA - Si rinnova la partecipazione dell’Associazione Culturale Ariadne/Compagnia Teatro A all’interno dell’Autunno letterario – Ed. 2018, iniziativa culturale dell’Assessorato all’Istruzione, Cultura, Turismo del Comune di Potenza che si svolgerà sino al 31 dicembre 2018. 

Dopo il successo della passata stagione Valeria Freiberg, direttrice artistica della Compagnia Teatro A, torna con il nuovo spettacolo “La zebra e lo scienziato” di cui cura anche la regia. La pièce sarà rappresentata il 15 novembre con una doppia replica mattutina. La manifestazione “Teatro Letterario” dedicata alla Letteratura in Scena continua il suo dialogo con i ragazzi di Potenza e della provincia.

Tanti titoli sono stati proposti sul palco del Teatro Stabile di Potenza “F.Stabile”; dalle favole per i bambini agli spettacoli per un teatro di impegno civile che hanno affrontato le difficili tematiche della violenza contro le donne, il bullismo, la Grande Storia. Il repertorio proposto al pubblico dei giovani e dei giovanissimi ha avuto un grande successo di pubblico.

La Zebra e Lo Scienziato è proposto in occasione dell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali emanate dal regime fascista, costituisce una riflessione su una pagina cruciale della nostra storia nazionale. È un’esperienza multimediale che racchiude in sé la volontà di creare le premesse per una nuova percezione del teatro di prosa. Un modo per trattare temi, quanto mai attuali, dal razzismo alla xenofobia, evidenziando i meccanismi sociali, culturali, politici che vi stanno alla base e farne così occasione di più ampia consapevolezza. L'idea principale è quella di far rivivere al pubblico il ricordo di due persone straordinarie, ma anche quello di "aprirsi" alla Storia tramite la contrapposizione fra la “disumanità” dell'oblio e la comprensione emotiva dell'irripetibilità del singolo destino umano.

La Zebra e Lo Scienziato è un'operazione audace che tenta, da una parte, di raccontare al pubblico una storia d'amore - onnipresente ed appassionata – dall’altra di narrare lo spirito tenace che anima l'Italia alla fine degli anni '20 mentre si prepara al cambiamento, allo sprofondare nelle viscere della Repubblica Sociale.

L'idea è quella di far rivivere al pubblico il ricordo di due persone straordinarie, ma anche quello di "aprirsi" alla Storia per capire l'irripetibilità del singolo destino umano.

Sinossi: Laura e Gustavo Colonnetti, personaggi storici che hanno ispirato lo spettacolo, entrambi torinesi, hanno vissuto una vita intensa proiettata nel futuro da non lasciare spazio ai ricordi del passato o ai flash back autobiografici. Eppure, rileggendo oggi il materiale storico da loro lasciato, diventa evidente l'importanza e l'attualità del loro operato: la loro vita suscita il più vivo interesse per gli aspetti culturali fra guerra e dopoguerra mettendo in luce una viva emozione. L'archivio, tuttavia, non dice tutto e quindi, non rende interamente giustizia alle due figure complesse, moderne, ancora da scoprire con una vita privata ed emotiva da romanzo.

Afferma la regista Valeria Freiberg: “Il peggior contenitore della memoria storica è la memoria umana. Il più bel contenitore della memoria storica è la celluloide. Abbiamo voluto trovare un mezzo per attivare un meccanismo della memoria condivisa e convissuta. Abbiamo voluto "alleggerire" la recitazione degli attori trasferendo l'accento del conflitto scenico sullo schermo. Abbiamo tolto l'apparenza "monumentale" dalle vite dei nostri personaggi per poter creare un dialogo diretto con il tempo che scorre. Abbiamo voluto parlare di loro in modo "antibiografico" senza creare una trama, ma raccogliendo degli ingredienti necessari per uno stato d'animo condivisibile al di fuori delle regole generazionali, storiche o sociali. Abbiamo voluto ascoltare, insieme al pubblico, la voce della memoria”.

ASSOCIAZIONE ARIADNE - TEATRO “A”

L’Associazione Ariadne - Teatro “A” è il cammino artistico di una compagnia teatrale storica che ha intrattenuto e affascinato per lunghi anni le platee italiane e non solo. Nasce nel 1969 a Catania nel teatro Angelo Musco come
“La compagnia Sociale di Arnaldo Ninchi”; da importante compagnia privata di teatro e di prosa si trasforma, nel 2004, nell'Associazione culturale Ariadne, lasciando immutato, però, l'animo stesso dell'impresa iniziale: l'emozione per il teatro e la grande attenzione per il proprio pubblico. Nel 2012 i giovani attori dell’Associazione Ariadne - con la direzione artistica della regista Valeria Freiberg - formano la Compagnia Teatro “A”, che è un gruppo di lavoro e di ricerca con l’obiettivo di elaborare in modo paradigmatico il percorso artistico e culturale dell'Ariadne, riassumendone le direzioni di ricerca messe a punto negli ultimi anni. Nel 2015 Ariadne-Teatro “A” - con il patrocinio dell’Associazione Generale Italiana Spettacolo AGISCUOLA e dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio nell’ambito delle attività promosse dal MIUR-Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti e delle iniziative formative - ha inaugurato il progetto “ProjectScuola”, rassegna teatrale dedicata ai ragazzi.

LA ZEBRA E LO SCIENZIATO

di e da L. Colonnetti e G. P. Chiorino

drammaturgia e regia Valeria Freiberg

con Cristina Colonnetti e Giacomo De Rose

giovedì 15 novembre

ore 10 e 11.30

Libri: 'La Strana Passione' fa tappa a Bari


BARI - Decima tappa per il romanzo La Strana Passione: Giovedì 15 novembre, alle ore 18:00, Fabrizio Monopoli presenterà il suo romanzo presso la Libreria Feltrinelli in via Melo, a Bari. Dialogherà con l'autore la giornalista Mariangela Pollonio.

Il romanzo, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino e al Festival del Libro Possibile di Polignano a Mare, è incentrato sulla suggestiva passione tra Andrea, giovane trentenne, e Barbara, donna quasi cinquantenne, tra erotismo, disapprovazione sociale e prospettive possibili. La storia è una fotografia delle relazioni sentimentali del tempo in cui viviamo e raccoglie e mette insieme i punti cardine del rapporto amoroso; la passione, elemento immortale che viene modulata e rimodulata a seconda del tempo in cui si vive, sempre mutevole e in evoluzione.

Un romanzo avvincente e vivace, contemporaneo anche nella problematica ‒ visto che ai tempi di oggi una bella donna cinquantenne può attrarre quanto una ventenne-, le cui argomentazioni psicologiche vengono affrontate con profondità per proporre al lettore di allontanare la tentazione di rifugiarsi in considerazioni stereotipate e banali cliché.

Classe ’86, nato a Ostuni, Fabrizio Monopoli è avvocato.

Bilancio positivo per l’Anteprima Festival La Terra del pane organizzata dalla Fondazione Sassi per Matera 2019


Organizzata e promossa da Fondazione Sassi, in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, l'anteprima del Festival La Terra del pane è un progetto per Matera 2019, tema: Radici e Percorsi.

Il presidente della Fondazione Sassi, Vincenzo Santochirico: Ora lavoreremo per il 2019 dedicandoci non solo al Festival vero e proprio, che terremo nell'autunno del prossimo anno, ma anche a tanti appuntamenti che saranno tappe importanti del percorso che ci condurrà fino a tale meta. Per farlo ci servono più risorse di quelle che abbiamo.

Le cercheremo, convinti che il nostro progetto possa raccogliere nuove adesioni grazie anche alla magnifica avventura vissuta un questi faticosi ma gratificanti e avvincenti tre giorni”.

L'Anteprima del Festival La Terra del pane, tre giorni intensissimi di arte, idee, spettacoli, eventi, si chiude con un bilancio più che positivo. E, la Fondazione Sassi, è già al lavoro sul festival che avrà luogo nell’autunno 2019.

Organizzata e promossa da Fondazione Sassi, in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, l'anteprima, o crash test, delFestival La Terra del pane è un progetto che è stato realizzato per Matera 2019, tema: Radici e Percorsi.

Per tre giorni, dalle 9 a mezzanotte, le case palazziate, gli ipogei e il forno di vicinato della Fondazione Sassi sono stati visitati da centinaia di persone. Un pubblico che, con grande interesse ha seguito gli incontri, i momenti di spettacolo, ha partecipato ai laboratori, visitato le tre mostre. Un pubblico che, oltre a partecipare di persona, ha costantemente seguito il festival sui social network. La sola pagina facebook dellaFondazione Sassi ha registrato oltre 100mila visite, in oltre 17mila hanno interagito commentando e condividendo i post e sono stati registrati 2mila nuovi utenti che hanno scelto di seguire il canale social.

“Grazie ai tantissimi che hanno partecipato di persona o ci hanno seguito sui social – afferma il presidente della Fondazione Sassi, Vincenzo Santochirico - abbiamo riscontrato grande interesse, avuto una altissima affluenza, ricevuto moltissimi apprezzamenti. Siamo felici di avere restituito alla fruizione pubblica il forno di San Biagio e gli ipogei, animati da suggestive installazioni e performance. Pensiamo che il format proposto abbia retto con successo alla prova, superando le nostre previsioni, ma abbiamo abbondante materia per riflettere, approfondire, correggere, cambiare, migliorare. E chi vorrà darci suggerimenti e indicazioni sarà benvenuto”.

Nel tracciare il bilancio del festival, il presidente Santochirico ricorda quanti hanno lavorato per realizzare un appuntamento che partendo dalle tradizioni e da elementi indentificanti della città di Matera la terra e il pane, potesse avere una dimensione internazionale.
“Grazie innanzitutto ai nostri generosi, infaticabili e preziosi collaboratori. Grazie a chi é stato protagonista e ha reso possibile questo esperimento: docenti e studenti dell'Accademia Di Belle Arti Di Bari, artisti, scrittori, musicisti, uomini e donne dello spettacolo, giornalisti e operatori dell'informazione, associazioni culturali (Associazione Giallo Sassi, Amabili Confini, ASD Academy Tursi, Cinergia Matera, Leggère Controvento, Matera Poesia 1995), organizzatori culturali (Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e Basilicata Circuito Musicale), scuole (ITC Loperfido/Olivetti, Liceo Scientifico D. Alighieri, Liceo Artistico C. Levi, Istituto Comprensivo Fermi Matera, Scuole dell'Infanzia di via Meucci e Via dei Sanniti, Asilo nido "Il Tiglio" Matera). Grazie alla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Grazie ai nostri partner e fornitori. Grazie ai sostenitori, Tecnoparco ValBasento e BCC Basilicata”.

“Abbiamo costruito il programma dell’anteprima del Festival La Terra del pane pensando a un pubblico di tutte le età invitandolo a scoprire il pane con i diversi linguaggi dell’arte – afferma il presidente della Fondazione Sassi, Vincenzo Santochirico – e il pubblico ci ha premiati. Ora lavoreremo per il 2019 – prosegue il presidente della Fondazione Sassi -dedicandoci non solo al Festival vero e proprio, che terremo nell'autunno del prossimo anno, ma anche a tanti appuntamenti che saranno tappe importanti del percorso che ci condurrà fino a tale meta. Per farlo ci servono più risorse di quelle che abbiamo.

Le cercheremo, convinti che il nostro progetto possa raccogliere nuove adesioni grazie anche alla magnifica avventura vissuta un questi faticosi ma gratificanti e avvincenti tre giorni”.

Informazioni:

Organizzata e promossa da Fondazione Sassi, in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, l'anteprima del Festival La Terra del pane è un progetto per Matera 2019, tema: Radici e Percorsi.

lunedì 12 novembre 2018

Dal 16 novembre al Teatro Moderno di Latina 'Che Disastro Di Commedia'


LATINA - Dopo aver toccato 5 Regioni e 15 Teatri, raccogliendo applausi da circa 20.000 persone, torna in teatro “Che Disastro di Commedia“.

La tourneè della nuova stagione partirà dal Teatro Moderno di Latina il prossimo 16 Novembre.

Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori strampalati che, goffamente, tentano di parare i colpi degli svariati tragicomici inconvenienti che si intromettono tra loro ed il copione con estro e inventiva, tanto da non lasciare spazio a nient’altro che a incontenibili risate e divertimento travolgente. Tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, le porte non si aprono, le scene crollano, gli oggetti scompaiono e ricompaiono altrove. Tutto è studiato nei minimi particolari con smaliziato umorismo senza mai risultare artefatto o stucchevole.

Il ritmo incessante dello spettacolo se da un lato coinvolge il pubblico in un vortice impetuoso di ilarità, dall’altro palesa la grandissima fatica fisica che i protagonisti mettono in gioco per rappresentare i disastri che si accumulano in un crescendo senza controllo. Applausi a scena aperta per i protagonisti, un cast di istrionici professionisti con dei tempi comici senza eguali che sono riusciti, tra recitazione e tecnica, a fare di questa commedia un piccolo grande miracolo.

In esclusiva in Italia, il regista inglese Mark Bell mette in scena lo spettacolo “The play that goes wrong” (“Che Disastro di Commedia” in Italiano), nato nel 2012 in un piccolo teatro all’interno di un pub di Londra, The Old Red Lion, con un massimo di 60 spettatori a sera e una scenografia “costruita” dagli attori stessi.

Questo spettacolo ha avuto un tale successo da debuttare poi in prima mondiale nel 2014 al “Duchess Theatre” di Londra dove è incredibilmente ancora in scena.

Tra i numerosi premi ottenuti, si ricordino gli Olivier Awards 2015 e 2016, come Miglior Commedia dell’anno, il Premio Molière, nella sua versione francese, sempre nel 2016.

Scritta da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis, appositamente per la Compagnia Mischief Theatre, è stata tradotta e licenziata in oltre 20 paesi, sbarcando in Cina, Sud Africa, Brasile Australia, Nuova Zelanda e Messico.

Nel 2017, sempre con la regia di Mark Bell, approda negli Stati Uniti, a Broadway, prodotta da J.J. Abrams, al suo debutto nel mondo del teatro; qui ottiene il Tony Award per le scenografie di Nigel Hook, fedelmente riprese in Italia da Giulia De Mari.

“Che Disastro di Commedia” racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20, nel West End.

La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori stessi. La produzione si rivela una catastrofe e gli attori cominciano ad accusare la pressione, andando nel panico.

“Che Disastro Di Commedia” evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere.

Note di Regia

Questo spettacolo, ‘The Play That Goes Wrong’, è nato nel 2012, in un piccolo teatro all’interno di un pub di Londra che si chiama The Old Red Lion.

Con un massimo di 60 spettatori a sera e una scenografia “costruita” dagli attori stessi, questo spettacolo ha avuto un tale successo da debuttare poi in prima mondiale nel 2014 ­al Duchess The­atre di Londra ed è attual­mente in scen­a presso lo stesso teatro.

La commedia è stata scritta da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis, appositamente per la Compagnia Mischief Theatre.

Mi chiesero di farne la regia, perché molti spunti contenuti nella commedia, provengono proprio dal mio lungo lavoro fatto con loro, come allievi-attori alla LAMDA (London Academy of Music & Dramatic Art).

Sono immensamente riconoscente alla Mischief Theatre per questo! E’ la Compagnia più determinata con cui abbia mai lavorato e il successo della commedia è frutto dell’ impegno, della tenacia e del talento comico degli attori.

Lo spettacolo ha avuto 7 mesi di tournèe, in tutto il Regno Unito ed io ho diretto 2 cast che hanno sostituito, nel tempo, la Compagnia originale (lo spettacolo è nel West End da oltre due anni), così come anche i cast internazionali in Ungheria, Australia, Francia e ora, finalmente arrivo anche in Italia! Qui a Roma, come a Londra, ho il privilegio di lavorare con attori di grande talento che si impegnano seriamente e quello che vedrete sarà frutto della loro abilità, dedizione e capacità di essere “stupidi”! Non sottovalutate quest’ultima cosa, si tratta di una capacità straordinaria e rara.

Tutte le date sulla pagina ufficiale: https://www.facebook.com/CheDisastroDiCommedia/

venerdì 9 novembre 2018

Ristampe opere di Albino Pierro in inglese e tedesco presentate a Tursi

TURSI (PZ) - Sono in corso di ri/stampa tre volumi di Albino Pierro usciti in inglese e tedesco (“A beautiful story” nel 1976, “Selected poems” nel 2002 e “Messer in der sonne” nel 2003) che contribuiscono ulteriormente a documentare l’interesse verso una delle voci più autentiche ed innovative del ‘900 letterario italiano in grado, attraverso sublimazioni estetiche e profondità del racconto poetico, di fare assurgere il dialetto tursitano al rango di una vera e propria lingua dalle sonorità inusuali. Per Don Albino, infatti, i dialetti rappresentavano mezzi espressivi privilegiati consacrati alla poesia, in particolare alla lirica.

L’iniziativa è del Centro Studi “Albino Pierro” (con il contributo economico della Regione Basilicata-FSC Fondo per lo sviluppo e la coesione) che nel corso dell’ultimo decennio ha promosso la riedizione (in forma anastatica) delle 14 raccolte iniziali, edite a partire da 1946 con “Liriche”, per lo più rare e introvabili.

“A beautiful story” (Nu belle fatte – Una bella storia) uscì nel 1976 da Vanni Scheiwiller (All’Insegna del Pesce d’Oro, pp.92) con la traduzione in inglese curata da Edith Farnswoorth (Docente di Letteratura inglese presso l’Università di Chicago) scomparsa nel 1977, che profuse notevole interesse, nel corso della sua lunga permanenza a Firenze, per le voci più importanti del ‘900 italiano: Quasimodo, Montale e Pierro.

Quest’opera di Pierro era stata pubblicata sul n.4 di “Almanacco dello Specchio” edito da Mondatori. Un’altra versione di “Nu belle fatte”, questa in francese, con il titolo “Une belle histoire” e la traduzione di Madelaine Santschi uscì sempre per Scheiwiller nel febbraio del 1977. Tutte le edizioni contengono (con le dovute traduzioni) l’ampia introduzione di Gianfranco Folena dal titolo “Un canzoniere d’amore di Albino Pierro”.

“Selected poems” (pp. 176) con traduzioni di Luigi Bonaffini, docente di Lingua e Letteratura italiana alla City University di New York, uscì curato editorialmente da Antonio D’Alfonso per Guernica Editions di Toronto nel 2002 sia in Usa che in Canada. Un’accurata selezione, questa, delle liriche più interessanti, tratte dalle diverse raccolte di Don Albino che si chiude con una corposa postfazione di Giuseppe Jovine a delineare i caratteri fondamentali della poesia pierriana.

Il terzo volume è il noto “Curtelle à lu sòue” (Coltelli al sole) uscito per Laterza nel 1973 con disegno di copertina realizzato da Carlo Levi e che nella traduzione in tedesco (con grafica di copertina diversa) curata da Tobias Eisermamm dell’Università di Colonia diventa “Messer in der sonne” (pp. 160, Amburgo 2002-2003, CTL Press) e raccoglie “39 poesie in dialetto tursitano” avvalendosi di due brevi contributi, uno dello stesso traduttore e l’altro di Domenico Brancale.

Queste ristampe anastatiche servono a colmare un vuoto offrendo a tutti, compresi i “visitatori” stranieri che a Tursi si recano ogni anno di ri/scoprire nella propria lingua una grande poesia e le suggestioni che il dialetto del piccolo centro lucano, sospeso sull’argilla, riesce ad innescare. Presentazione in programma per il 14 novembre a Tursi nella Sala conferenze “Benedetto XVI” alle ore 18.30.

Musica: fuori il videoclip del singolo 'Venerdì' di Cannella


ROMA - Cannella è il nuovo artista della Honiro Rookies, l’anticamera ufficiale alla Honiro Label e, il primo progetto Indie-Pop. “Venerdì” - dichiara Cannella - é un brano al quale sono particolarmente affezionato, ogni volta che lo riascolto mi riporta al periodo in cui l'ho scritto e mi trasmette qualcosa di forte, cosa che non é per nulla scontata.

Quando ho scritto “Venerdì” ricordo che mi portavo dentro una serie di cose successe in quel periodo che sommate l'una con l'altra mi stavano soffocando, quindi mi sono messo lá e ho gettato tutto quanto su musica, come sono solito fare, il risultato appunto é questo racconto super personale che passa da una cosa all'altra senza neanche badare troppo a quanto una cosa possa essere coerente con l'altra, é un flusso di coscienza disordinato che però mi ha aiutato a rimettere in ordine tutto e senz'altro a sentirmi meglio

Alla fine la musica oltre ad essere bella di per sé per me ha sempre avuto anche delle funzioni terapeutiche, sia farla che ascoltarla, quindi senz'altro in questo caso é stato così. Abbiamo deciso di uscire con una versione live sul GRA perché amo questo posto, ci vado spesso la notte e mi fa riflettere tanto, il suono delle centinaia di macchine che passano sotto il cavalcavia mi rimanda molto al flusso di coscienza di cui parlavo prima, mi calma, quindi ho deciso di utilizzare questa location sia per un fattore estetico, sia per una roba mia personale e di cantarla dal vivo perché sicuramente é il brano più adatto per un esperimento del genere.

Biografia

Enrico Fiore in arte Cannella nasce a il 14 Giugno 1995. Si avvicina alla musica sin dall’età di 7 anni per merito del padre, che nota questa sua predisposizione verso il canto e lo stimola comprandogli una serie di dischi che Enrico prontamente impara a memoria e passa giornate intere a ricantare.
L’approccio con la musica, in veste di cantautore, avviene anni dopo; a 13 anni scrive la sue prime canzoni e successivamente inizia a frequentare sale di incisione dove viene seguito e spronato a coltivare questa sua grande passione.

Nel corso degli anni si avvicina alla musica HipHop e incomincia a scrivere brani con strofe rappate ed incisi cantati nel mezzo. A 18 anni pubblica sul web le sue prime canzoni a nome di Eden e viene contattato da una realtà indipendente di Torino con la quale collabora per circa due anni riscuotendo assieme agli altri componenti un discreto successo nell’ambiente che lo porta ad esibirsi dal vivo in più occasioni e in contesti di vario tipo.

Dopo aver concluso la collaborazione con questa realtà sente però il bisogno di trovare
un’ identità artistica maggiormente definita ed inizia a ricercare dei nuovi sound e stili di scrittura . Proprio in questo periodo avviene il cambio del nome d’arte in Cannella e, nel giro di un anno e mezzo riesce a confezionare un Ep che si sposta molto da quello che erano i suoi precedenti lavori, avvicinandosi molto all’indie-pop senza però oscurare del tutto quello che sono le sue provenienze musicali, un lavoro molto singolare.

Il progetto riceve l’attenzione di Honiro Rookies ed inizia così il percorso di Cannella.

Il 1° Ottobre è uscito “CAMPO FELICE”, il singolo ed il videoclip.

Attualmente Cannella è impegnato in studio alla realizzazione del suo nuovo album.


Al Teatro Stabile lo spettacolo 'La zebra e lo scienziato'

POTENZA - Si rinnova la partecipazione dell’Associazione Culturale Ariadne/Compagnia Teatro A all’interno dell’Autunno letterario – Ed. 2018, iniziativa culturale dell’Assessorato all’Istruzione, Cultura, Turismo del Comune di Potenza che si svolgerà sino al 31 dicembre 2018. 

Dopo il successo della passata stagione Valeria Freiberg, direttrice artistica della Compagnia Teatro A, torna con il nuovo spettacolo “La zebra e lo scienziato” di cui cura anche la regia. La pièce sarà rappresentata il 15 novembre con una doppia replica mattutina. La manifestazione “Teatro Letterario” dedicata alla Letteratura in Scena continua il suo dialogo con i ragazzi di Potenza e della provincia.

Tanti titoli sono stati proposti sul palco del Teatro Stabile di Potenza “F.Stabile”; dalle favole per i bambini agli spettacoli per un teatro di impegno civile che hanno affrontato le difficili tematiche della violenza contro le donne, il bullismo, la Grande Storia. Il repertorio proposto al pubblico dei giovani e dei giovanissimi ha avuto un grande successo di pubblico.

La Zebra e Lo Scienziato è proposto in occasione dell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali emanate dal regime fascista, costituisce una riflessione su una pagina cruciale della nostra storia nazionale. È un’esperienza multimediale che racchiude in sé la volontà di creare le premesse per una nuova percezione del teatro di prosa. Un modo per trattare temi, quanto mai attuali, dal razzismo alla xenofobia, evidenziando i meccanismi sociali, culturali, politici che vi stanno alla base e farne così occasione di più ampia consapevolezza. L'idea principale è quella di far rivivere al pubblico il ricordo di due persone straordinarie, ma anche quello di "aprirsi" alla Storia tramite la contrapposizione fra la “disumanità” dell'oblio e la comprensione emotiva dell'irripetibilità del singolo destino umano.

La Zebra e Lo Scienziato è un'operazione audace che tenta, da una parte, di raccontare al pubblico una storia d'amore - onnipresente ed appassionata – dall’altra di narrare lo spirito tenace che anima l'Italia alla fine degli anni '20 mentre si prepara al cambiamento, allo sprofondare nelle viscere della Repubblica Sociale.

L'idea è quella di far rivivere al pubblico il ricordo di due persone straordinarie, ma anche quello di "aprirsi" alla Storia per capire l'irripetibilità del singolo destino umano.

Sinossi: Laura e Gustavo Colonnetti, personaggi storici che hanno ispirato lo spettacolo, entrambi torinesi, hanno vissuto una vita intensa proiettata nel futuro da non lasciare spazio ai ricordi del passato o ai flash back autobiografici. Eppure, rileggendo oggi il materiale storico da loro lasciato, diventa evidente l'importanza e l'attualità del loro operato: la loro vita suscita il più vivo interesse per gli aspetti culturali fra guerra e dopoguerra mettendo in luce una viva emozione. L'archivio, tuttavia, non dice tutto e quindi, non rende interamente giustizia alle due figure complesse, moderne, ancora da scoprire con una vita privata ed emotiva da romanzo.

Afferma la regista Valeria Freiberg: “Il peggior contenitore della memoria storica è la memoria umana. Il più bel contenitore della memoria storica è la celluloide. Abbiamo voluto trovare un mezzo per attivare un meccanismo della memoria condivisa e convissuta. Abbiamo voluto "alleggerire" la recitazione degli attori trasferendo l'accento del conflitto scenico sullo schermo. Abbiamo tolto l'apparenza "monumentale" dalle vite dei nostri personaggi per poter creare un dialogo diretto con il tempo che scorre. Abbiamo voluto parlare di loro in modo "antibiografico" senza creare una trama, ma raccogliendo degli ingredienti necessari per uno stato d'animo condivisibile al di fuori delle regole generazionali, storiche o sociali. Abbiamo voluto ascoltare, insieme al pubblico, la voce della memoria”.

ASSOCIAZIONE ARIADNE - TEATRO “A”

L’Associazione Ariadne - Teatro “A” è il cammino artistico di una compagnia teatrale storica che ha intrattenuto e affascinato per lunghi anni le platee italiane e non solo. Nasce nel 1969 a Catania nel teatro Angelo Musco come
“La compagnia Sociale di Arnaldo Ninchi”; da importante compagnia privata di teatro e di prosa si trasforma, nel 2004, nell'Associazione culturale Ariadne, lasciando immutato, però, l'animo stesso dell'impresa iniziale: l'emozione per il teatro e la grande attenzione per il proprio pubblico. Nel 2012 i giovani attori dell’Associazione Ariadne - con la direzione artistica della regista Valeria Freiberg - formano la Compagnia Teatro “A”, che è un gruppo di lavoro e di ricerca con l’obiettivo di elaborare in modo paradigmatico il percorso artistico e culturale dell'Ariadne, riassumendone le direzioni di ricerca messe a punto negli ultimi anni. Nel 2015 Ariadne-Teatro “A” - con il patrocinio dell’Associazione Generale Italiana Spettacolo AGISCUOLA e dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio nell’ambito delle attività promosse dal MIUR-Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti e delle iniziative formative - ha inaugurato il progetto “ProjectScuola”, rassegna teatrale dedicata ai ragazzi.

LA ZEBRA E LO SCIENZIATO

di e da L. Colonnetti e G. P. Chiorino
drammaturgia e regia Valeria Freiberg
con Cristina Colonnetti e Giacomo De Rose
giovedì 15 novembre
ore 10 e 11.30

mercoledì 7 novembre 2018

Consorzio Teatri Uniti di Basilicata: anteprima stagione autunno-inverno 2018/2019


POTENZA - L’anteprima della stagione autunno inverno del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata è affidata alla danza con la compagnia Dancehaus più e il suo Io sono il bianco del nero in programma venerdì 9 novembre al Cineteatro don Bosco di Potenza (ingresso ore 20.00, inizio spettacolo ore 20:30).

SINOSSI

L’ultima creazione della coreografa Susanna Beltrami è un’operazione di teatro totale, dentro cui sono concertati i grandi temi di una delle più importanti opere universali del ‘900: “The Waste Land” di Thomas Sterne Eliot. Il viaggio artistico e spirituale, il dolore e la mancanza di senso, la ricerca di una verità e il traguardo della pace interiore, sono tutte le immagini evocate all’interno di un enorme spazio aperto, quello della scena e quello del testo, nel quale la contrapposizione fra due colori fondamentali come Bianco e Nero simboleggia quella fra Memoria e Oblio. Da subito, un canto di cicale, deflagrante sulla scena, traghetta lo spettatore in una dimensione priva di coordinate, luogo potente dove sogni, ricordi e desideri si mescolano e il tempo perde i suoi connotati diventando eternità in perpetuo movimento. Ha inizio un viaggio esistenziale ove il bianco è assenza di memoria e colore del non ricordo e una luce intima rende la vista acuta e penetrante. Sulla scena i corpi dei danzatori, al principio, simboli di un’umanità sperduta e smarrita che ha rotto il legame d’amore con il mondo, si trasformano lungo la narrazione, prendendo sembianze diverse. L’anima è ora costretta a stare nel cuore delle cose, al centro, rannicchiata, come nel guscio di una conchiglia, come nella dimora natale, un “paradiso materiale”, luogo tra i più potenti ove realizzare l' integrazione tra proiezioni, ricordi e sogni dell'uomo.

IO SONO IL BIANCO DEL NERO Dancehaus più
Coreografia e regia: Susanna Beltrami. Collaborazioni: Matteo Bittante, Daniele Ziglioli. Interpreti: Alice Beatrice Carrino, Samira Cogliandro, Cristian Cucco, Giuseppe Morello, Giovanni Leone, Vanessa Loi, Michela Priuli, Giulia Vacca, Elena Valdetara. Produzione: Associazione ContART/MilanOltre.

Per info:
Uffici Potenza: 0971 410358 - 349 6977617 (Ludovica Lo Giudice)
Uffici Matera: 0835 337220
Biglietteria: Info&Tickets, Viale Firenze n°46 (Potenza) 0971 274704 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e dalle 16:30 alle ore 19:30)
Biglietteria on line: www.infotickets.it

Camera deputati: dall’8 al 16 Novembre la mostra fotografica 'Aldo Moro Memoria, politica, democrazia'


ROMA - Aldo Moro. Memoria, politica, democrazia. Questo il titolo della mostra fotografica che si terrà a partire dal 7 novembre alle ore 17.00, a quaranta anni dal rapimento e dall'assassinio dell'on. Aldo Moro, nella prestigiosa sede del Complesso di Vicolo Valdina in Piazza di Campo Marzio, 42 a Roma, dalle 17 fino al 16 novembre 2018, a cura di Maurizio Riccardi, Giovanni Currado con l’allestimento progettato dall’architetto Fabrizio Confessa.

La mostra fotografica ripercorre la vita politica del presidente della Dc ucciso dalle Brigate rosse attraverso le foto di Carlo Riccardi, decano dei fotoreporter romani che a 92 anni continua a fotografare coltivando contemporaneamente la sua passione di sempre per la pittura.

Il racconto fotografico è arricchito dalle immagini di Maurizio Riccardi, figlio di Carlo, e di Maurizio Piccirilli autore delle foto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Con i tre importanti fotografi ha collaborato Giovanni Currado, giornalista e fotografo che ha coordinato la ricerca iconografica, il restauro delle immagini e raccolta di impressioni, commenti e contributi da parte di personaggi del mondo politico, culturale e giornalistico che completeranno il catalogo della mostra.

“Nel 1978 sono bastate due Polaroid a cancellare la vita di un personaggio non di secondo piano, come Aldo Moro, il quale, con l’aiuto dei media, – ha dichiarato Giovanni Currado al margine dell'anteprima svoltasi lo scorso 9 maggio a Lecce – ha subìto così un secondo omicidio. Poter visionare centinaia di fotografie che ritraggono Moro – continua Currado – nel corso del suo impegno politico e in molti casi analizzarne i particolari per via del restauro, ha fatto crescere la consapevolezza che la riscoperta di Aldo Moro, ovvero la riscoperta della sua vitalità, attraverso le immagini che lo vedono combattivo e sorridente, concentrato o impacciato, possa servire per ricordare l’uomo e non la vittima, per ricordare quello che era riuscito ad ottenere, mostrando alle future classi dirigenti che la soluzione a molti dei problemi passa dal semplice confronto e dal dialogo con l’avversario politico".

Nel corso della mostra "Aldo Moro. Memoria, Politica, Democrazia" sarà presentato anche il catalogo omonimo, edito da Agr Edizioni, curato da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, realizzato da Antonluca Indrieri dell'istituto Quinta Dimensione e composto da 245 pagine che raccolgono oltre 150 fotografie, molte delle quali inedite, accompagnate da commenti e testimonianze di personaggi noti della cultura, della politica e del giornalismo italiano tra cui: Tommaso Labate, Luca Telese, Stefano Folli, Anna Maria Furlan, Enrico Cisnetto, Andrea Purgatori, Luciano Conte, Marco Damilano, Paolo Naccarato, Nicolò Amato, Vincenzo Scotti, Antonio Catricalà, Marco Bentivogli, Luigi Bisignani, Ulderico Piernoli, Pierluigi Battista, Mario Mori, Carlo De Stefano e Antonio Marini.

La mostra si completa con un video che ripercorre le strade di Roma protagoniste di quei 55 giorni, commentati dai magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti che vissero quei tragici eventi.

La mostra vuole quindi mettere l'accento sulla figura di Moro nella sua interezza, senza trascurare il suo sacrificio, ma per separare i suoi insegnamenti da quelle due Polaroid delle BR che purtroppo lo identificano, in modo quasi esclusivo, dai testi scolastici alle più recenti ricerche sul web.
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La mostra è aperta

dall’8 novembre al 16 novembre 2018
dalle ore 10.00 alle ore 18.00
(con chiusura il sabato e la domenica)
ingresso di Piazza Campo Marzio, 42

lunedì 5 novembre 2018

Tursi, 14 e 15 novembre 2018 in programma l'evento su Albino Pierro


TURSI (MT) - Legate alla figura di Albino Pierro due iniziative in programma per il 14 e 15 novembre, due appuntamenti per niente rituali ma che aggiungono qualcosa di nuovo in quell’attività che è di promozione dei luoghi della poesia pierriana e di tutto ciò che ruota intono ad essa. Si svolgeranno, con inizio alle ore 18.30 nella Sala conferenze “Benedetto XVI” attigua alla cattedrale nelle immediate vicinanze della centrale piazza SS. Maria d’Anglona..

Il 14 saranno presentate le ristampe anastatiche di tre opere tradotte in passato in inglese e tedesco “Selected poems”, A Beautiful story” e “Messer in der sonne”. Sono previsti gli interventi di Francesco Ottomano del Centro Studi “Albino Pierro”, del sindaco Salvatore Cosma, di Patrizia del Fuente dell’Università della Basilicata, di Mariano Schiavone (Direttore APT Basilicata) ed Aurelio Pace (Consigliere regionale di Basilicata). Ospite della serata, condotta da Eva Bonatibus, l’attore Maurizio Casagrande che interpreterà (in lingua) alcune poesie non inserite nelle diverse raccolte e uscite in “Poesie per il 1983-Diario inedito” nel 1999 curate da Luciano Formisano.

Il programma del 15 è dedicata a Rocco Brancati, giornalista, socio fondatore del Centro Studi “Albino Pierro” e cittadino onorario di Tursi, scomparso prematuramente quest’anno che al poeta tursitano ha dedicato per passione e professione notevole impegno scrivendo “Ritratto di un Poeta: Albino Pierro. Intrigo a Stoccolma”, che tratta delle vicende legate alla mancata assegnazione del Nobel, volume edito nel 1999 da RCE edizioni di Brienza.

La serata sarà introdotta e condotta dal giornalista Salvatore Verde con una rivisitazione del testo “intrigo a Stoccolma” che costituirà anche la necessaria introduzione per la presentazione da parte degli allievi delle classi VA Liceo delle Scienze Umane e VE Liceo scientifico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giustino Fortunato” di Rionero in Vulture del progetto “Ad un soffio dal Nobel: Albino Pierro, il ritorno alle parole della terra”, all’inyterno dell’iniziativa promossa dal MIUR, ADI-SD “La fabbrica dei Nobel: Da Carducci a Fò – Sezione: I Nobel mancati ...”.

Proiezione del video-clip “Ciao, Rocco” curato da Franco Ottomano mentre sul legame, ricambiato dalla comunità tursitana, .che univa Brancati a Pierro ed a Tursi, legame ricambiato dalla comunità tursitana, gli interventi di Luigi De Lorenzo, Salvatore Cosma, Patrizia Minardi, Renato Cantore, Nuccio Labriola, Rosa Maria Fusco, Antonio Labate, Francesco Ottomano, Massimo Brancati e Luciana Fatone, vedova Brancati alla quale verrà consegnato il riconoscimento della seconda edizione del Premio Rabatana.

A seguire la lettura delle poesie in lingua da parte di Nicole Millo con gli intermezzi musicali di Gaetano Stigliano alla chitarra e Vincenzo Sciasciamacchia al violino.

L’iniziativa è promossa dal Centro Studi “Albino Pierro”, dal Comune di Tursi, dal Parco letterario, dalla Regione Basilicata (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) e APT.

sabato 3 novembre 2018

Matera Sport Film Festival 2018, oltre 2200 le opere iscritte per la 8a edizione

MATERA - L’ottava edizione del Matera Sport Film Festival si svolgerà dal 22 al 24 novembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Il festival di cinema, televisione, comunicazione e cultura sportiva, organizzato dall’Associazione sportiva Matera Sports Academy, è uno degli appuntamenti di BasilicataCinema, il network lucano del cinema di qualità.

Dal 2011 il Festival è il luogo in cui lo sport incontra la cultura; questa la sfida che il Comitato Organizzatore Locale ha voluto portare avanti promuovendo i valori dello sport sociale e la dimensione europea dello sport, quali strumenti di comunicazione, educazione e trasformazione sociale. La Fondazione Matera-Basilicata 2019, che nel Dossier di Candidatura “Open Future” ha dedicato attenzione alla tematica all’interno del cluster “Sport Stories”, sostiene l'iniziativa per la sua particolare rilevanza. Numerosi, infatti, gli ospiti illustri che hanno preso parte alla kermesse nel corso delle ultime sette edizioni: Salvatore Borsellino, Luca Barbareschi, Domenico Fortunato, Gianni Maddaloni, Carlo Paris, Lorenzo Roata, Gianpaolo Ormezzano, Luca Corsolini e tanti altri. Il cinema diventa, così, il racconto di storie sportive capaci di riflettere quegli ideali grazie ai quali è possibile ambire ai sogni e alle avventure dell’agire umano.

L’edizione 2018 ha registrato un record di opere iscritte. Sono oltre 2200 i film, corti e documentari provenienti dai 5 continenti. Quest'anno, peraltro, ricorrono due anniversari importanti:

I 50 anni dal 1968 che saranno celebrati attraverso lo spettacolo teatrale “Pugni Chiusi” di Maurizio Boschini e i 70 anni dell’Uisp Unione Italiana Sport per Tutti, attraverso la proiezione del documentario “Capitane Coraggiose – la storia dell’Uisp raccontata dalle donne”, alla presenza di Vincenzo Manco, Presidente UISP Nazionale.

Proiezioni, iniziative ed approfondimenti giornalistici arricchiranno il programma del Festival. Da segnalare l'incontro di venerdì 23 novembre "Le 'culture' dello sport e l'informazione" organizzato dall'Ordine dei Giornalisti di Basilicata. Confermata anche la collaborazione con il “Trento Film Festival” e con il “Fife Festival Internacional de Filmes de Esporte” di Rio de Janeiro. Non mancheranno grandi novità tra cui la presentazione del partenariato con il “Festival Internacional de Cine de Atletismo”, di San Sebastián.

La manifestazione continua così la sua missione, ovvero quella di alimentare la passione per il cinema e dare spazio anche agli autori più giovani.

L'iniziativa è realizzata con con il Sostegno di: Matera-Basilicata 2019, Regione Basilicata, Sensi Contemporanei, Mibact-Direzione Generale Cinema. Con il Patrocinio di: Comune di Matera, MIUR - Ufficio Scolastico Territoriale Matera, Lucana Film Commission, Rai Basilicata, Coni-Comitato Regionale Basilicata, Uisp-Comitato Regionale Basilicata.

Media Partners: Voce Spettacolo, Sassilive, Matera Inside, Matera Sport Academy.

venerdì 2 novembre 2018

Teatri Uniti di Basilicata: Reparto Amleto 5 - 6 - 7- 8- 9 Novembre a Melfi, Potenza e Venosa


POTENZA - Reparto Amleto è il nome scelto dai Teatri Uniti di Basilicata per gli appuntamenti in serie organizzati nei prossimi giorni a chiusura della stagione di teatro, danza e circo 2018. Spettacoli, performance ed esibizioni aperti a tutti ma che strizzano l’occhio in particolare ai più giovani. Protagoniste principali di questi incontri le compagnie teatrali locali, ma di rilevanza nazionale, costituite da giovani professionisti d'esperienza, che hanno calcato i più importanti palchi e collaborato con le più grandi realtà del settore Attualità, nuove prospettive e sguardi sul mondo in evoluzione, e cambiamento i temi al centro delle scelte. Si comincia lunedì 5 novembre con Reparto Amleto - produzione Teatro di Roma - in scena all’Auditorium "R. Gervasio" del Conservatorio "E.R. Duni" di Matera (ingresso ore 20.00, spettacolo ore 21.00).

Lo spettacolo andrà in replica martedì 6 novembre alle ore 21:00 e mercoledì 7 novembre alle ore 11:00 (replica mattutina per spettacoli scolastici) al "Teatro Ruggiero II" di Melfi. Sempre in replica mattutina per le scuole lo spettacolo andrà in scena anche giovedì 8 novembre all'Auditorium "Gesualdo Da Venosa" del Conservatorio di Potenza (ore 11.00) e venerdì 9 novembre al Teatro Lovaglio di Venosa (ingresso ore 10.30, spettacolo ore 11.00).

SINOSSI

The Tragedy of Hamlet è forse l’opera più rappresentata e interpretata della storia. Lo è a tal punto da scoraggiare chiunque nella sua messa in scena. È proprio da questa riflessione che parte l’idea del testo. Se il personaggio di Amleto fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali siano i suoi obbiettivi? Non risulterebbe forse più umano e vicino a noi? Questo è l’esperimento: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare. Cos’è Amleto se non un ragazzino troppo piccolo per essere re, abbastanza grande da piangere la morte di un padre e con un compito più grande di lui da portare a termine? Amleto nella pièce viene presentato come un adolescente in preda a infinite paure. Tutto questo diventa un pretesto per rileggere l’opera shakespeariana mantenendone le parti strutturali, arricchendole della consapevolezza del novecento. Sono infatti gli autori del secolo scorso a influenzare questa nuova drammaturgia come Kafka, Durennmatt e Palazzeschi. Scritto e diretto da Lorenzo Collalti. Interpreti: Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto. Durata: 60 minuti. (Spettacolo Vincitore Di Dominio Pubblico Edizione 2017).

Info e prevendita: Consorzio Teatri Uniti di Basilicata

Via Don. Minzoni, 38 - MATERA Tel. 0835-337220 - 0971-274704 ore 10.00/12.30 - 16.30/18.30 http://teatriunitidibasilicata.com/

Biglietteria: Info&Tickets, Viale Firenze n°46 (Potenza) 0971 274704 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e dalle 16:30 alle ore 19:30)

Biglietteria on line: www.infotickets.it

martedì 30 ottobre 2018

“Matera 2019” e Premio “Penisola Sorrentina”: un riconoscimento speciale ai registi Stasi e Fontana


MATERA - “Matera2019” è arrivata in Penisola Sorrentina. La Fondazione Matera2019 e la Lucana Film Commission hanno aderito alla ventitreesima edizione del Premio Internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, che si è svolta a Piano di Sorrento il 27 ottobre con un’anteprima il giorno precedente ed al mattino nelle sale del Museo Correale Teraranova di Sorrento.

Il Premio è concepito come un’Esposizione delle culture in Campania: si premiano attori, protagonisti ma anche filiere e prodotti culturali rappresentativi delle regioni italiane.

A rappresentare la Basilicata ci sono stati il Direttore della Lucana Film Commission Paride Leporace, il responsabile Rai Basilicata Oreste Lo Pomo, il sindaco di San Fele Donato Sperduto e il Presidente di Matera2019 Salvatore Adduce.

Leporace ha tenuto un'interessantissima relazione dal titolo “Matera nuova stella polare del cinema meridionale” nell’ambito di una tavola rotonda dedicata a cinema e beni culturali, che ha visto tra gli altri protagonisti al mattino il direttore generale per le politiche culturali ed il turismo della Regione Campania Rosanna Romano, il giornalista Gianni Russo e l’autore e conduttore televisivo Giancarlo Magalli. Di Oreste Lo Pomo è stata invece presentata l’opera prima narrativa “Malanni di Stagione”, Cairo Editore.

Ma il momento più importante è stata la consegna, durante un grande spettacolo-evento al Teatro Delle Rose di Piano di Sorrento, del premio speciale Matera2019 ai registi Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi. A consegnare il riconoscimento sul palco il presidente di Matera2019 Salvatore Adduce.

Applauditi anche gli altri premiati tra cui i cantanti Bianca Atzei e Povia e gli attori Paolo Ruffini e Debora Caprioglio, mentre il premio alla carriera per i 40 anni in musica è stato consegnato al pianista jazz internazionale Danilo Rea dal Sottosegretario ai Beni e Attività Culturali Lucia Borgonzoni.

Momento speciale quello promosso in collaborazione con la RAI e dedicato ad Aldo Moro a 40 anni dalla morte con il premio alla fiction “Aldo Moro il Professore”.

A premiare la protagonista del docufilm, Valentina Romani, è stato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

venerdì 26 ottobre 2018

Al Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia il Convegno di studi Testa del Sele

(Angela Acordon - Direttore Polo Museale della Calabria)

VIBO VALENTIA - Sabato 27 ottobre 2018, alle ore 9.30, presso il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia si terrà, prima della restituzione dell’importante opera bronzea Testa del Sele, un convegno di studi internazionale che vedrà la partecipazione di alcuni tra i più importanti studiosi delle immagini di culto in ambito greco, magnogreco e romano.

Gli interventi previsti nel corso della giornata approfondiranno il tema dell’importante ruolo che le immagini di culto hanno rivestito nell’antichità.

L’opera scultorea bronzea a cera persa, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum, è stata prestata in un rapporto di reciprocità di scambio al museo di Vibo Valentia in cambio della Laminetta Aurea di Hipponion, consegnata per le celebrazioni e l’allestimento dell’importante mostra “L’immagine invisibile”, in occasione del 50° anniversario del rinvenimento della tomba del tuffatore.

Il capolavoro virile e barbato ha una datazione incerta. Gli studiosi propendono per un ampio arco cronologico, compreso tra la seconda metà del IV sec. a.C. e l’epoca romana (seconda metà del I sec. a.C. – prima metà del I sec. d.C.).

Il rientro dell’opera presso il Museo Archeologico di Paestum, è previsto nei giorni immediatamente successivi al convegno, mentre è già rientrata la preziosa Laminetta Aurea ed è visitabile nella sua importante sede di sempre, il Museo di Vibo.

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, diretto da Adele Bonofiglio, afferisce al Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon.

Convegno di studi internazionale
Testa del Sele
Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Sabato 27 ottobre 2018 – Ore 9.30

giovedì 25 ottobre 2018

Premio Letterario Basilicata, domenica la consegna a Potenza


POTENZA - E' Caterina Bonvicini, autrice del romanzo "Fancy Red" edito dalla Mondadori, la vincitrice della 47/a edizione del "Premio Letterario Basilicata", per la sezione dedicata alla narrativa. Il premio verrà ritirato domenica prossima, 28 ottobre, a Potenza, nell'auditorio del conservatorio Gesualdo da Venosa".

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale al romanzo d'esordio realizzato da Oreste Lo Pomo, dal titolo "Malanni di stagione" (Cairo Editore). Infine, Maria Attanasio con il romanzo "La ragazza di Marsiglia" (Sellerio) ha vinto il premio di narrativa "destinato a promuovere la cultura della parità di genere e delle pari opportunità".

lunedì 22 ottobre 2018

L’arte di Arman Nur protagonista a Filiano

FILIANO - Esiste un luogo in Armenia in cui ogni sera è possibile vedere gli angeli tornare a casa. Un posto dove chiunque si reca per chiedere un miracolo, lo può ottenere. Questo luogo è Noravank, monastero del XIII secolo situato vicino alla città di Yeghegnadzor.

Il fascino, la spiritualità e il mistero di questa regione così lontana hanno preso vita nell’opera realizzata in estemporanea dall’artista armeno Arman Nur, nel corso della performance di venerdì 19 ottobre al Palazzo Corbo di Iscalunga, a Filiano.

Arman Nur è un disegnatore, orefice, scultore e pittore armeno, che in questo periodo sta visitando la Basilicata nell’ambito del progetto Residenza d'Artista promosso da Porta Coeli International Art Gallery di Venosa.

Nur attraverso le sue mani – da lui stesso definite strumenti imprescindibili della sua arte - ha voluto raccontare la sua terra e lo ha fatto usando una tecnica insolita rispetto a quello che è il suo stile di lavoro: ispirato dal luogo inusuale e dalle emozioni delle persone presenti in sala, ha dipinto usando spatola e colori acrilici. Toni caldi, intensi e decisi per narrare un luogo a lui molto caro.

Non capita spesso di poter assistere dal vivo alla nascita di un’opera d’arte e allo stesso tempo poter interagire con l’artista. Il pubblico, incuriosito e affascinato, non si è limitato ad assistere ma ha posto domande riguardanti i temi più disparati: dallo stile alla tecnica, dalla tradizione all’innovazione, fino ad arrivare a quelle che sono le fonti d’ispirazione della sua arte.

Questo evento del tutto originale è stato organizzato dall’Associazione Pro Loco di Filiano, in collaborazione con Porta Coeli International Art Gallery di Venosa e il Comune di Filiano.

“Per la Pro loco di Filiano, l'incontro con l'artista Arman Nur è stato un prezioso momento di arricchimento culturale.” ha dichiarato la Presidente Maria Santarsiero “Questa sera abbiamo sperimentato una nuova tipologia di evento e, visto il successo ottenuto, credo proprio che ne seguiranno molti altri dello stesso tipo.”

L’opera d’arte realizzata dall’artista armeno nel corso della serata rimarrà a Filiano e sarà esposta presso la sede della locale Pro Loco in Viale Primo Maggio, dove chiunque potrà visitarla e apprezzarla.

Per ringraziare Arman Nur per aver condiviso il suo stile e la sua arte non solo con i tanti presenti, ma con l’intera comunità di Filiano, la Pro Loco gli ha consegnato una targa in cristallo e foglia d’oro (23,75kt) realizzata dall’artista filianese Saverio Palladino.

Hanno preso parte alla serata anche il Sindaco di Filiano, Francesco Santoro, il direttore di Porta Coeli International Art Gallery, Aniello Ertico e il Consigliere regionale, Aurelio Pace.