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giovedì 17 maggio 2018

Banche sempre più digital: gli italiani controllano il conto online circa 3 volte al mese

Banche e correntisti hanno lo sguardo sempre più rivolto verso il futuro. Secondo un’indagine condotta dai player del settore, il 24% dei correntisti non si è mai recato in una banca nell’arco dell’ultimo triennio. Ciò vuol dire che quasi un terzo degli italiani preferisce di gran lunga il banking online a quello tradizionale, a causa degli importanti vantaggi che offre. Secondo i dati raccolti, su un totale di 29 milioni di utenti italiani connessi a Internet, 18,4 milioni hanno scelto di verificare il proprio conto per via telematica con una media di tre accessi mensili.

Banche e futuro: l’avvento delle strategie multicanale
Al variare delle esigenze dei correntisti, variano di riflesso anche le strategie degli istituti di credito: le banche si ritrovano infatti obbligate ad assecondare le tendenze dettate dal mondo digitale per adeguarsi al mercato e non perdere i propri clienti. Il fenomeno è testimoniato dalla notevole riduzione del numero di sportelli bancari in Europa e anche in Italia: nell’arco di una decade si è infatti passati da più di 33mila sportelli ai 29mila attuali; lo stesso è avvenuto in Gran Bretagna, dove le cifre sono molto vicine a quelle italiane. Si tratta di una conseguenza diretta delle nuove strategie multicanale delle banche: al momento non sono pochi infatti gli istituti bancari che hanno scelto di puntare sull’alternativa online, basti pensare a esempi di istituti come CheBanca che propongono l’apertura di un conto digitale a zero spese con notevoli benefici in termini di costo ed efficienza dal punto di vista gestionale.

Home banking: qual è la situazione in Europa e in Italia?
Nella classifica delle nazioni che più utilizzano i servizi del digital banking, la top 3 è occupata interamente dall’Europa settentrionale, precisamente da Danimarca, Olanda e Finlandia. Anche altri paesi europei come la Spagna, la Francia e la Germania dimostrano di essere ben piazzati nel settore del banking online. Qual è la situazione dell’Italia? Nonostante sia da sempre tendente a mantenere i legami con le tradizioni, anche il nostro Paese si sta adeguando gradualmente ai cambiamenti, con importanti passi in direzione del digital banking mossi in questi ultimi anni. I correntisti digitali italiani posseggono infatti circa 26 milioni di conti online, mentre sono 18 milioni gli utenti che usano quotidianamente gli strumenti di online banking.

lunedì 7 maggio 2018

Matera, convegno Antares sulle anomalie bancarie

MATERA - Il prossimo 10 maggio, dalle ore 9.00, presso la Sala Convegni “G. Di Franco” dell’ODCEC di Matera (Via Ugo La Malfa, 3/c) si terrà il Convegno dal titolo “Anatocismo, usura bancaria e fallimenti - Conti correnti, mutui, leasing e derivati”.

L’evento sarà l’occasione per approfondire la legislazione attinente i rapporti bancari, le principali criticità e tipologie di operazioni bancarie, allo scopo di spiegare ai partecipanti come poter recuperare tutte le somme pagate illegittimamente al sistema bancario. Saranno affrontate le anomalie delle operazioni in conto corrente, nei mutui, finanziamenti, contratti di leasing e derivati, con particolare attenzione alle violazioni delle norme generali.
In tema di fallimenti, verranno anche presentate importanti novità per le curatele.

L’incontro gratuito, inserito nel programma formativo dell’ODCEC di Matera, consentirà ai partecipanti di maturare nr. 4 crediti formativi e sarà moderato dal Dott. Stefano Martinelli, Amministratore Delegato di Antares Srl di Como, insieme agli Avvocati Marco Marceddu e Giorgio Zanfrini, dello Studio Legale Fabiani di Como, esperti di Diritto Bancario da oltre 14 anni.

 L’ingresso è libero e aperto a tutti, previa registrazione obbligatoria per posti limitati.

Per info, dettagli e iscrizioni: https://convegnomatera.eventbrite.it.

lunedì 16 aprile 2018

Bollette energia: nuovi strumenti per capire il mercato libero

POTENZA - A partire dal 1° luglio 2019 il mercato di Maggior Tutela, ovvero quello che include i fornitori che aderiscono alle condizioni stabilite dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, cesserà di esistere. Tutte le aziende attive nel mercato libero avranno quindi più autonomia decisionale, soprattutto nella scelta dei prezzi da applicare all’energia fornita.

Si tratta di uno passaggio storico in quanto la maggioranza degli italiani (circa 20milioni di clienti domestici) hanno ancora all’attivo la tariffa di Maggior Tutela e dunque non sono ancora passati a un’offerta del mercato libero. Tutti questi consumatori, dunque, dal 2019 saranno “costretti” a scegliere una tariffa del mercato libero e, dato che si tratta di persone che non hanno mai avuto a che fare con altre tariffe diverse da quella di Maggior Tutela, la confusione potrebbe essere molta.

Il rischio è quello di vedersi attivata “d’ufficio” la tariffa del servizio di “Salvaguardia”, in vigore per i consumatori privati dopo l’abolizione della Maggior Tutela, con la conseguenza di ricevere bollette molto più salate rispetto alle opportunità che il mercato libero prevede.

Per aiutare il consumatore in questa fase di passaggio, SosTariffe.it ha pubblicato una serie di contenuti e risorse utili a chiarire gli aspetti salienti del passaggio che porterà molte famiglie italiane a fare i conti con le tante offertedel mercato libero di energia elettrica e gas che già oggi sono disponibili.

Le nuove risorse di SosTariffe.it per capire meglio la liberalizzazione del mercato luce e gas

Il popolare portale di confronto di utenze domestiche e servizi finanziari ha predisposto un’area, sul proprio sito, dove sono costantemente aggiornati e pubblicati contenuti e risorse in grado di aiutare i consumatori a risolvere qualsiasi dubbio sul mondo dei servizi di energia elettrica e gas.

La sezione è consultabile a questo link: https://www.sostariffe.it/energia-elettrica-gas/in-evidenza/

Tra le risorse utili possiamo trovare:

la pagina del servizio di Maggior Tutela: questa risorsa riepiloga tutte le fasi che porteranno alla fine del mercato regolato di luce e gas e analizza le possibili conseguenze negative per gli utenti finali (come la scelta di una tariffa sbagliata o il rischio della doppia fatturazione). Sono riportarti anche una serie di consigli per non farsi cogliere impreparati dopo l’abolizione.

La pagina del mercato libero di luce e gas: in questa sezione viene spiegato come si presenterà il mercato libero dell’energia dopo la fine di quello tutelato e le possibili offerte che i consumatori si troveranno a valutare, oltre che riepilogare gli obblighi che le compagnie fornitrici avranno (come quella di offrire una tariffa Placet, ovvero il più semplice e trasparente possibile).

Altre risorse utili: non solo grandi tematiche, ma SosTariffe.it ha cercato di raggruppare in quest’area anche risorse che potrebbero essere utili per la gestione quotidiana di utenze e dispositivi affini, come la pagina dedicata a consigli e obblighi riguardo la manutenzione della caldaia, oppure quella che spiega come eseguire l’autolettura di luce e gas in modo da risparmiare anche sui consumi fatturati.
All'interno di ogni contenuto è possibile chiedere e ottenere una consulenza telefonica gratuita per parlare con un esperto, incaricato da SosTariffe.it, che si occuperà di fornire informazioni utili sulle tematiche affrontate.

Rimangono sempre attive e aggiornate le pagine dei comparatori dedicati alla comparazione delle migliori offerte per energia elettrica (https://www.sostariffe.it/energia-elettrica/) e gas (https://www.sostariffe.it/gas/).

venerdì 13 aprile 2018

Alberto Rossi Direttore di AssArmatori, Romeo entra nel Consiglio

ROMA - Nomina del Direttore Generale, nella persona di Alberto Rossi, e ingresso di Nova Marine Carriers, fra i principali gruppi armatoriali nel settore bulk, con contemporanea cooptazione del Ceo, Vincenzo Romeo, nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Il Consiglio di AssArmatori, svoltosi a Roma, ha segnato una svolta nella breve storia della nuova associazione armatoriale presieduta da Stefano Messina che a tappe forzate sta agendo su tre fronti: quello di costruzione di una struttura agile, ma particolarmente efficiente e concentrata sulle tematiche chiave dello sviluppo dello shipping italiano e con forti interessi nel nostro Paese; una costante crescita della base associativa attraverso l’ingresso di Gruppi armatoriali che siano in grado di fornire un contributo di esperienza e di qualità sullo scacchiere internazionale; una focalizzazione sui temi di sviluppo e di competitività dello shipping e anche del sistema Italia.

Al timone operativo di AssArmatori è stato chiamato Alberto Rossi, avvocato marittimista, che assumerà la carica di Direttore Generale della associazione degli armatori italiani presieduta e guidata da Stefano Messina.

Alberto Rossi vanta un’esperienza professionale specifica nel diritto dei trasporti, della navigazione e dell’Unione Europea e, ad oggi, è socio e responsabile del dipartimento trasporti dello studio NCTM.

54 anni, Rossi ha svolto la sua attività in grandi studi legali, acquisendo specializzazioni nel campo del diritto portuale, dei trasporti marittimi e terrestri e della concorrenza, occupandosi di varie tematiche relative alla navigazione di lungo e corto raggio, ai registri internazionali, ai regimi tariffari e di esecuzione dei servizi tecnico nautici nonché al tema degli aiuti di Stato nel settore marittimo.

Il Consiglio ha impresso anche un’accelerazione nel processo di espansione della rappresentatività di AssArmatori. È entrato infatti in Consiglio Vincenzo Romeo, Ceo di un importante Gruppo internazionale nel settore dei trasporti bulk, la Nova Marine Carriers, con sede operativa a Lugano. Il Gruppo armatoriale svizzero con forti radici italiane rappresentate proprio dalla storia della famiglia Romeo nonché da un management quasi esclusivamente italiano, si è connotato in questi anni per la sua collocazione all’avanguardia a livello mondiale per le partnership fra shipping e industria, con particolare focalizzazione ai settori delle commodities, dei prodotti siderurgici e del cemento.

giovedì 12 aprile 2018

Casa: Potenza tra i capoluoghi più convenienti per andare in affitto

POTENZA - Potenza, con un canone medio delle abitazioni non arredate di 367 euro, è, dopo Catanzaro (327 euro) e Perugia (356 euro), il terzo capoluogo italiano con i canoni di locazione più bassi. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2017 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 300 agenzie, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma.

Chi vive in affitto. Sette inquilini su 10 a Potenza sono giovani coppie, con (30%) o senza figli (40%), mentre la quota restante è rappresentata da individui che vanno a vivere da soli (15%) o da persone che condividono lo stesso appartamento (15%) per abbassare i costi dell’affitto. Secondo il rapporto sulle locazioni di Solo Affitti le città capoluogo con la più alta percentuale di coppie in affitto sono Aosta (80%), Napoli (76,7%) e Campobasso (75%), mentre quelle con la più alta percentuale di persone che vanno a vivere da sole sono Trieste (60%) e Perugia. Il fenomeno della condivisione è più diffuso a Catanzaro e Firenze (35% ciascuna)

Perché si va in affitto. Oltre a chi sceglie la casa in affitto come abitazione principale (70%), a Potenza quasi un inquilino su 4 (25%) è un lavoratore in trasferta e il 5% sono studenti fuori sede. Secondo il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti, la quota maggiore di lavoratori in affitto si trova a Bologna (56,7%) e Trieste (55%), capoluogo che come Firenze ha anche la quota più alta di inquilini-studenti (40%).

I canoni di locazione. Nel 2017 a Potenza i canoni di locazione delle abitazioni non ammobiliate sono cresciuti del 3,6% (+2,6% la media nazionale). Nel capoluogo lucano si pagano mediamente 275 euro al mese per un monolocale (308 euro se arredato) e 50 euro in più sono richiesti per un bilocale (354 per quelli ammobiliati). L’esborso per i trilocali ammonta a 388 euro mensili (408 euro se arredato) mentre per i quadrilocali la spesa arriva a 479 euro (503 euro). I prezzi medi di affitto delle abitazioni con garage oscillano tra i 311 euro dei monolocali e gli 513 euro. Secondo quanto rilevato da Solo Affitti, nelle zone di pregio di Potenza i canoni di locazione medi mensili delle abitazioni non ammobiliate oscillano dai 350 euro (monolocali) ai 600 euro (quadrilocali) mentre nelle periferie la forchetta di prezzo di queste tipologie di immobili varia dai 250 euro ai 450 euro. I capoluoghi italiani con i canoni medi di locazione più elevati sono Milano (978 euro), Roma (789 euro), Firenze (652 euro) Venezia (631 euro) e Trento (591 euro):

I contratti d’affitto più utilizzati. Dal Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti emerge che a Potenza il contratto d’affitto più utilizzato è quello libero (80%), mentre quello a canone concordato (20%), nelle diverse formule “3+2”, canone “concordato per studenti universitari” e “transitorio”, non è molto utilizzato probabilmente perché i canoni concordati sono troppo distanti da quelli di mercato. Queste tipologie di contratto sono particolarmente diffusi a Perugia (97% dei contratti), Trieste (95% dei contratti), Venezia e Cagliari (90% ciascuna).

Quanto tempo per trovare casa. Per trovare casa in affitto a Potenza ci vogliono poco più di due mesi (2,3mesi), in linea con la media nazionale (2,1 mesi). Napoli (4 mesi) è il capoluogo dove occorre più tempo per arrivare alla firma del contratto di locazione, seguita da Aosta (3,5 mesi), Bari e Campobasso (3,3 mesi ciascuna). Secondo quanto rilevato da Solo Affitti la casa in affitto si trova più velocemente a Cagliari (0,9 mesi), Bologna, Firenze (1,3 mesi ciascuno), Trento e Ancona (1,5 mesi)

La permanenza nello stesso appartamento. A Potenza un inquilino resta nella stessa casa mediamente per due anni, un dato poco più elevato della media nazionale (23,4 mesi). Napoli, Campobasso e Aosta sono i capoluoghi italiani dove gli inquilini restano più a lungo: quasi 3 anni (30 mesi). A Trieste, invece, risiedono i locatari che cambiano casa con maggiore frequenza (ogni 16 mesi), seguiti da quelli di Bari, Catanzaro e Trento (18 mesi).

lunedì 9 aprile 2018

Sindacati: Fisascat Filcams Uiltucs siglano accordo innovativo sul lavoro agile

POTENZA - Un premio di risultato detassabile e l’introduzione del cosiddetto lavoro agile: questi i cardini di un innovativo accordo siglato dai sindacati del settore commercio Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil di Basilicata e lo Studio Grasso & Associati di Potenza. La sperimentazione del sistema premiale interessa le addette al progetto denominato “Zucchetti - Paghe smart” e prevede un premio parametrato al numero di cedolini paga elaborati.

Tale premio, oltre ad essere convertibile in contributi a fondi pensione complementari o buoni acquisto, godrà della detassazione prevista dalla normativa fiscale vigente. Altro punto qualificante dell’accordo è il ricorso al lavoro agile, una scelta che consentirà alle dipendenti dello studio di svolgere una parte della prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede aziendale, per massimo 4 giorni al mese, e in orari flessibili, fatto salvo il diritto alla disconnessione, in modo da conciliare meglio tempi di vita e tempi di lavoro.

Per i segretari generali Aurora Blanca, Pasquale Paolino e Rocco Della Luna “con questo accordo si avvia la sperimentazione di un modello organizzativo che tiene insieme le ragioni economiche dell’impresa con le esigenze di flessibilità dei lavoratori. È un accordo - continuano i tre sindacalisti - che va nella direzione, da noi sempre auspicata, di una flessibilità reciprocamente vantaggiosa che incrementa il benessere delle persone e allo stesso tempo la produttività delle aziende”.

Per i tre esponenti sindacali “questa prima intesa può aprire in prospettiva la possibilità di replicare analoghi accordi di secondo livello su welfare e detassazione del salario di produttività in altre realtà del terziario, comprese le aziende clienti dello studio Grasso & Associati, nella consapevolezza che la contrattazione aziendale non è un costo aggiuntivo ma una leva di sviluppo strategico per le stesse imprese”.

martedì 20 marzo 2018

La Basilicata partecipa a Unicredit Save4You

POTENZA - Unicredit ha lanciato Save4you, un innovativo progetto di financial education sui temi dell’educazione al risparmio e agli investimenti, mirato a sostenere i cittadini nel realizzare scelte consapevoli accrescendone le conoscenze finanziarie e, in particolare, a supportare la sensibilizzazione dei millennials sulla creazione del risparmio.

Il primo appuntamento si è svolto ieri, in diretta streaming dall’UniCredit Tower Hall di Milano, e ha visto coinvolte 109 sedi, tra cui l’Università Degli Studi della Basilicata – sedi di Matera e Potenza, attivate simultaneamente in tutta Italia e oltre tremila iscritti.

La prima lezione del percorso, gestita da Taxi 1729 – società specializzata in formazione e comunicazione scientifica – ha avuto come tema centrale l’economia comportamentale: attraverso giochi, esperimenti e interazioni con i partecipanti, si è analizzato come le scelte economiche e la gestione dei risparmi siano influenzate da abitudini, emozioni, attitudine al rischio, adeguamento al gruppo e altre componenti istintive.

“La gestione del risparmio è un tema di grande attualità e sensibilità per le famiglie italiane che manifestano sempre di più il bisogno di accrescere le proprie conoscenze sul tema. Nel percorso di valutazione di un investimento, non solo competenze tecniche, ma anche fattori emozionali e non razionali, hanno impatto sulle scelte. – ha commentato Andrea Casini, Co-Head UniCredit Italy – Per questo motivo, investiamo  in percorsi di educazione finanziaria come UniCredit Save4you e forniamo strumenti di approfondimento per accompagnare clienti e non clienti nell’adottare comportamenti economici consapevoli”.

Durante l’incontro, sono state distribuite a tutti i partecipanti le “Guide all’investimento Consapevole”, realizzate in collaborazione con le Associazioni di Consumatori partner di Noi&UniCredit, per fornire agli investitori spunti semplici e diretti per valutare gli elementi fondamentali di un investimento consapevole.

Il programma Save4you si svilupperà in due fasi successive, da aprile a settembre, fruibili in modo continuativo in diretta streaming:

1. Percorso Education Base: quattro lezioni dedicate a chi ha conoscenze finanziarie base su concetti di risparmio e investimento consapevole e bilancio familiare.

2. Percorso Education Evoluto: quattro lezioni, su temi quali il contesto macroeconomico e la pianificazione finanziaria, passaggio generazionale, fiscalità e patrimoni, riservate a chi ha già conoscenze finanziarie più avanzate.

venerdì 16 marzo 2018

ZTE: sale a 108,82 miliardi di RMB il fatturato annuale 2017

ROMA - ZTE Corporation ha pubblicato il report annuale del 2017, rendendo noto un incremento del 7,5% del fatturato globale, ora pari a 108,82 miliardi di RMB, grazie anche ai continui investimenti nelle reti di telecomunicazioni da parte di operatori globali e alla crescita della società nel mercato di consumo e nei mercati delle imprese pubbliche.

Ecco i numeri resi noti dal rendiconto finanziario pubblicato da ZTE: l'utile netto attribuibile ai detentori di azioni ordinarie della società quotata nell'intero 2017 è stato di 4,57 miliardi di RMB, con un incremento del 293,8%; l'utile base per azione è stato di 1,09 RMB; il rendimento medio ponderato del capitale netto è stato del 15,7%, con una crescita su base annua di 24,1 punti percentuali. La proposta di distribuzione degli utili del 2017 era pari a 3,3 RMB in contanti (al lordo delle imposte) ogni 10 azioni. L'ammontare totale del dividendo in contanti è stato di 1,384 miliardi di RMB (al lordo delle imposte), pari al 30,29% dell'utile netto attribuibile ai possessori di azioni ordinarie della società quotata nel 2017, il più alto nella storia della distribuzione degli utili della società.

Nel 2017, la società ha rafforzato la gestione dei flussi di cassa e delle entrate delle vendite. Il suo flusso di cassa netto da attività operative per il 2017 è di circa 7,22 miliardi di RMB, circa il 37,3% di crescita anno su anno. Le spese in ricerca e sviluppo di ZTE sono aumentate a 12,96 miliardi di RMB nel 2017, coprendo l'11,9% delle entrate. Inoltre, ZTE ha raggiunto una forte crescita in tutte le sue reti carrier, consumer business e government - enterprise, con ricavi specifici pari a 63,78 miliardi di RMB, 35,21 miliardi di RMB e 9,83 miliardi di RMB rispettivamente.

ZTE ha registrato entrate operative di 61,96 miliardi di RMB dal mercato nazionale. Dal mercato estero, ZTE ha registrato entrate operative per 46,86 miliardi di RMB nel periodo.

Sempre nel 2017, la società si è concentrata sulla soluzione 5G end-to-end e ha investito nella verifica della standardizzazione, dello sviluppo del prodotto e dell'uso commerciale. Ad oggi, ZTE ha formato un team R&D 5G con oltre 4.500 professionisti, coprendo una gamma completa di connettività, carrier, servizi e dispositivi mobili per stabilire la triplice leadership di ZTE nella tecnologia 5G, nell'uso commerciale e nelle economie di scala.

Nelle operazioni interne di Enterprise Business, i prodotti core di ZTE del mercato finanziario hanno continuato a farsi strada nelle banche a capitale pubblico e i prodotti GSM-R sono entrati completamente nel mercato C3 ferroviario. Inoltre, i progetti industriali a banda larga di ZTE hanno compiuto progressi significativi nei mercati esteri di fascia alta. In generale, nel 2017 ZTE ha continuato a migliorare il proprio sistema di controllo interno stabilendo e migliorando meccanismi e processi operativi e rafforzando la responsabilità, al fine di garantire il buon funzionamento dell'azienda. Andiamo più nel dettaglio.

ZTE ha ottenuto grandi innovazioni nelle tecnologie 5G e ha stretto partnership strategiche con oltre 20 operatori in tutto il mondo per promuovere congiuntamente la verifica e il test delle tecnologie 5G, accelerando così le implementazioni commerciali 5G: ha battuto diversi record nella fase 1 e 2 dei test nazionali 5G in Cina, e ora si sta preparando per la fase 3; in collaborazione con China Mobile e Qualcomm, ha completato il primo sistema di test di dati di interoperabilità (IoDT) New Radio (NR) 5G con una connessione dati basata su 3GPP ultima versione; in collaborazione con Intel, ha lanciato la prima soluzione al mondo 5G RAN basata sulla virtualizzazione SDN/NFV, facilitando in gran parte la commercializzazione 5G. Nel 2017, il colosso cinese ha implementato oltre 320 casi commerciali/di prova NFV a livello globale, gettando una solida base per l'uso commerciale e l'evoluzione della rete core 5G.

In termini di carrier e comunicazioni ottiche che supportano le reti 5G per uso commerciale, ZTE ha lanciato la soluzione 5G carrier 5G Flexhaul e l'attrezzatura sistematica 5G; ha condotto test di carrier 5G con Telefonica, China Mobile e altri partner evidenziando che tutti i risultati dei test soddisfano le aspettative dei partner; ha rilasciato per prima la piattaforma cross-connect 256T di nuova generazione ad altissima capacità basata sulla tecnologia a guida d'onda ottica, che soddisfa pienamente i requisiti di carico ultra-elevato della comunicazione ottica 5G su apparecchiature carrier; insieme a Velcom, ha completato la prima rete elastica ottica + IP + end-to-end al mondo completamente SDN; ha supportato Telefonica Mexico Movistar nel completamento della rete di trasporto ottico oltre 100G. ZTE vanta anche un primato anche nei settori della comunicazione ottica e dell'accesso ottico: la piattaforma di accesso ottica di punta di ZTE, TITAN, ha una capacità di commutazione quattro volte superiore al livello esistente del settore e supporta i carrier 5G e l'integrazione fissa/mobile. ZTE è leader nella quota di mercato PON 10G e terza nella spedizione del set top box IPTV nel mondo e nei prodotti CDN integrati.

ZTE si sta dedicando a tecnologie emergenti come Internet of Things, chip, cloud computing e big data.

Nella divisione Consumer, ZTE ha presentato il primo Gigabit Phone al mondo e due prodotti gateway di classe gigabit, che hanno consentito a ZTE di assumere un ruolo guida nel raggiungimento dell'utilizzo commerciale dei terminali gigabit. Inoltre, la società ha lanciato ZTE Axon M, uno smartphone pieghevole con doppio schermo, con l’operatore AT&T negli Stati Uniti e con NTT DoCoMo in Giappone. In Cina, ZTE si è concentrata sui carrier e sul mercato industriale. Nel 2017, ZTE Mobile Devices si è classificato tra i primi 5 in sei mercati principali quali Stati Uniti, Canada, Messico, Spagna, Russia e Australia.

Per quanto riguarda gli obiettivi del 2018, la società continuerà la sua attività sui mercati chiave per aumentare le sue quote di mercato e si concentrerà ancora su clienti di alto valore e sulla loro soddisfazione, in conformità con la sua "Strategia 2020". La società continuerà a focalizzarsi nell'innovazione proprietaria delle tecnologie di base e ad aumentare gli investimenti nella R&S in 5G e in altri prodotti core per rafforzare la competitività del prodotto.

giovedì 15 marzo 2018

Tlc: partnership tra Repubblica di San Marino e ZTE

REP.DI SAN MARINO – La Segreteria di Stato per le Telecomunicazioni e l’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici (AASS) della Repubblica di San Marino e ZTE Italia hanno presentato il memorandum d’intesa per la costituzione di una partnership per lo sviluppo delle telecomunicazioni nel Paese.

La NewCo nascerà attraverso conferimento da parte di AASS e prevede una partecipazione di ZTE Italia nella misura del 5%.

L’iniziativa ha l’obiettivo di sviluppare infrastrutture ad alta tecnologia per ottimizzare e ampliare i servizi offerti al territorio, favorendo lo sviluppo economico nel Paese attraverso la nascita della concorrenza nei servizi offerti ai clienti privati e business

Il progetto prevede anche l’avvio di una copertura di servizi 5G - tecnologia nella quale ZTE è leader mondiale - entro il 2018 e candida la Repubblica di San Marino a diventare una delle prime Smart Country al mondo, con l’obiettivo di offrire:

–    Migliore qualità della vita per i cittadini;
–    Maggiori livelli di competitività e di apertura del mercato;
–    Servizi pubblici e sociali innovativi.

Gli investimenti prevedono reti e tecnologie, mobili e in fibra ottica, finalizzate anche a favorire la concorrenza attraverso l’ingresso di nuovi operatori, con vantaggi per il mercato dell’utenza per quanto attiene nuovi servizi e offerte commerciali.

Il memorandum d’intesa prevede l’uso di tecnologie sostenibili finalizzate alla tutela del territorio sammarinese, che figura nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità tutelati dall’Unesco.

“Si tratta di un progetto particolarmente importante per la Repubblica di San Marino – ha spiegato Andrea Zafferani, Segretario di Stato all'Industria, Artigianato, Commercio, Lavoro, Cooperazione e Telecomunicazioni della Repubblica di San Marino - e per questo abbiamo voluto sviluppare una partnership con un player di livello mondiale come Zte. San Marino vuole creare una infrastruttura pubblica di altissimo livello, come hanno fatto altri piccoli paesi, sia nel campo del mobile che nel campo della rete fissa, da mettere a disposizione degli operatori privati di telecomunicazioni in modalità attiva o passiva. Vogliamo sostenere e rafforzare il rapporto storico con Telecom Italia e favorire la venuta di nuovi operatori in territorio, sia nel campo del fisso che del mobile. Abbiamo già ottenuto una manifestazione scritta di interesse da parte di WindTre di cui siamo particolarmente lieti. Vogliamo investire nelle telecomunicazioni, spingere sull’innovazione tecnologica ed essere uno dei primi paesi al mondo a poter offrire il 5G alle imprese ed ai cittadini. Vogliamo essere un paese attrattivo per le imprese attive in tutti gli ambiti legati alle telecomunicazioni e all’innovazione tecnologica, grazie a leggi ed incentivi interessanti ed in collaborazione col nostro Istituto per l’Innovazione, San Marino Innovation. Grazie a Zte ed in collaborazione con la nostra università – ha concluso Zafferani - svilupperemo un ‘training and innovation center’ in Repubblica, per formare le persone nell’ambito delle telecomunicazioni e dell’innovazione”.

venerdì 9 marzo 2018

Salerno verso i 500mila teu, scalo strategico per il Sud

SALERNO - Il porto di Salerno viaggia verso il traguardo dei 500.000 teu trainato dalla crescita commerciale del Salerno Container Terminal, e si conferma in modo sempre più evidente nel ruolo strategico di regional port al servizio dell’industria e dell’economia locale, come evidenziato in particolare dalla crescita nell’export agro-alimentare, ma anche come gateway globale per il manifatturiero del Mezzogiorno.

Salerno Container Terminal ha contribuito in modo determinante al successo commerciale del porto di Salerno, che ha archiviato il 2017 con un risultato di 454.000 teu (fonte AdSP Tirreno Centrale), registrando una crescita del 17,1% , frutto fra l’altro di una brusca accelerazione nel secondo semestre superiore al 23%. Per altro SCT già nel primo bimestre del 2018 registra una ulteriore crescita del 10%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermando la tendenza in atto.
Con una media di 25 toccate alla settimana, il terminal del gruppo Gallozzi, viaggia in controtendenza nel panorama più complessivo della portualità del Mezzogiorno e quindi punta, prospezioni commerciali alla mano, ad una previsione di traffico del porto di Salerno destinata a superare il tetto storico dei 500.000 teu. Nei primi giorni dell’anno il SCT ha aggiunto al suo schedule un nuovo servizio diretto con cadenza settimanale di Hamburg Sud – Maersk tra il porto di Salerno e gli scali marittimi caraibici dell’America Centrale, che consentirà in 17 giorni di collegare i porti di Cartagena (Colombia), Puerto Moin (Costa Rica) e Manzanillo (Panama), offrendo inoltre un transit-time velocissimo con l’Hub di Algeciras, per connettere l’export di Salerno con il net work globale della Linea.

Conclusa la prima fase di intervento ai fondali, con una profondità di circa 13 metri per una lunghezza di 320 metri all’ormeggio, cui seguirà una seconda fase - in dirittura di arrivo - con ulteriori approfondimenti, entro l’anno saranno completati i lavori di allargamento della imboccatura del porto, così da poter sfruttare appieno la possibilità di ormeggiare navi di ben maggiori dimensioni alle banchine del terminal, lunghe ciascuna 380 metri di lunghezza. Con una forza lavoro diretta di 220 dipendenti, Salerno Container Terminal si prepara a mettere in servizio nei prossimi mesi la seconda gru di banchina Liebherr modello LHM 600 versione speciale HR (High Rise, con torre cioè più alta di 12 metri), alta circa 51 metri con uno sbraccio lungo 60 metri, in grado di movimentare le più grandi porta container in servizio sulle rotte della sua clientela. Una terza gru, molto probabilmente ancora di maggiori dimensioni, è prevista entrare in esercizio intorno alla fine dell’anno.

Parallelamente, entro quest’anno è previsto il raddoppio delle aree di SCT2, l’inland terminal, posizionato all’uscita di Castel San Giorgio sull’autostrada Salerno-Caserta-Roma, progettato come polmone del terminal portuale, non casualmente nell’epicentro geografico del distretto agro-alimentare, SCT2 è in grado di assicurare ulteriori margini di crescita alle aree del porto.

mercoledì 7 marzo 2018

Intelligenza Artificiale: ZTE in prima linea col suo innovativo prodotto ZXV10 S100

ROMA - ZTE Corporation presenta oggi il suo ZXV10 S100, uno dei primi STB (Set Top Box) di intelligenza artificiale al mondo, riconosciuto dagli operatori per le sue elevate prestazioni innovative.

"S100 è diventata una parte importante di ZTE Big Video Solution - ha dichiarato Fang Hui, vicepresidente di ZTE Corporation-, e consolida la nostra leadership nel mercato globale degli STB intelligenti.".

S100 di ZTE ha, infatti, una grande capacità di fornire un controllo vocale di ampio campo con un basso tempo di attivazione e un'elevata precisione di riconoscimento vocale. Il prodotto offre non solo un'esperienza visiva e audio migliorata, ma anche l'esperienza dell'interazione in tempo reale con l'intelligenza artificiale.

Tanti i pregi di S100: è compatibile con servizi Internet come previsioni del tempo, notizie, performance azionarie e applicazioni Smart Home di ZTE come Multi-Screen, Videochiamata in HD, Album di Famiglia e Rete Home IOT; adotta Amlogic SOC con architettura CPU a 64 bit, Flash da 8 GB e RAM da 2 GB, che garantisce il buon funzionamento del sistema e delle applicazioni; fornisce l'accesso wireless 802.11AC 2T2R Wi-Fi e RJ-45,10 / 100M; supporta Bluetooth 5.0, consentendo in tal modo il collegamento Bluetooth remoto e la connessione D-PAD; integra l'unità di elaborazione centrale (CPU) super 4 core leader del settore e l'unità di elaborazione grafica (GPU) leader per realizzare la definizione ultra-alta (UHD) 4K (4K × 2K a 60 fotogrammi al secondo (fps) 10- Colore bit); offre agli utenti un'esperienza video eccellente.

L’intelligenza artificiale STB sta ormai diventando fondamentale per gli operatori, perchè migliora significativamente la qualità esperenziale degli utenti e genera maggiori profitti per gli operatori stessi.

venerdì 2 marzo 2018

Fca, Fim: bene Renegade e 500X a gennaio e febbraio, crolla la Punto, stringere i tempi su terzo modello

POTENZA - Volumi produttivi su livelli standard nei primi due mesi dell’anno per Jeep Renegade e Fiat 500X, modelli di punta dello stabilimento Fca di Melfi, mentre si fa più ripida la discesa produttiva della Punto, prossima alla dismissione. Questa mattina la Fim Cisl ha diffuso i dati produttivi dello stabilimento lucano, dati che confermano il trend degli ultimi mesi. Nonostante le nove giornate di cassa integrazione di inizio anno, riferisce la Fim, dalla fabbrica di Melfi sono usciti 49.530 unità di Renegade e 500X, un dato che, proiettato sul primo trimestre, è sostanzialmente in linea con le 75.000 vetture prodotte nei primi tre mesi dello scorso anno. Male, invece, la Punto che nei primi due mesi del 2018 si è fermata a quota 6.232 vetture, con una previsione sul primo trimestre, secondo le stime della Fim, di poco superiore alle 9.000 unità, in calo del 37% rispetto al primo trimestre 2017 quando dalla fabbrica lucana uscirono 14.900 unità della popolare utilitaria. 

Per il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, “la produzione della Punto si sta pian piano esaurendo e si andrà dritti allo stop delle produzioni entro l’estate. Ora il tema con Fca non è l’annuncio del nuovo modello che andrà a sostituire la Punto, ma quando questo concretamente inizierà ad essere prodotto sulle linee perché fino a quella data noi avremo una situazione di ammortizzatori sociali per oltre mille lavoratori. Individueremo tutte le modalità per ridurre e distribuire l’impatto ma questa è la realtà che avremo di fronte nei prossimi mesi. Per Jeep Renegade e 500X è invece necessario puntare nel prossimo piano industriale ad ottenere interventi importanti che migliorino i modelli sul piano dell’offerta rispetto alla guida autonoma e soprattutto sulle motorizzazioni. Ibrido ed elettrico sono tecnologie che Fca sta già sviluppando nello stabilimento di Magneti Marelli di Bari e che devono essere messe a disposizione anche per le auto prodotte in Italia, a partire dai due modelli di Melfi”.

Nel calendario della Fim, dunque, c’è una data cerchiata in rosso: è quella del 1° giugno quando il gruppo guidato da Sergio Marchionne dovrebbe annunciare i dettagli del nuovo piano industriale. “È uno snodo importante per il futuro della più importante e avanzata realtà industriale del Mezzogiorno”, spiega il leader della Fim lucana, Gerardo Evangelista. “Le aspettative sono alte ma sappiamo anche che i fondamentali di Melfi sono eccellenti in termini qualitativi e tecnologici. I lavoratori di Melfi sono pronti a raccogliere una nuova sfida produttiva, ma servono certezze sui tempi. Tre anni fa - ricorda Evangelista - la Fim evidenziò la necessità di individuare con largo anticipo una nuova vettura in sostituzione della Punto per gestire con meno affanni la fase di passaggio. Non si è dato seguito a queste nostre richieste e questo ha determinato le difficoltà che conosciamo con richieste di cassa integrazione che hanno gravato sui lavoratori e sulle loro famiglie. Ora è indispensabile individuare e stabilire il crono-programma per la produzione del terzo modello e mettere in campo una strategia che guardi alle nuove sfide della mobilità, come la guida autonoma e le motorizzazioni evolute, come ibrido ed elettrico”.

Intanto, la Fim Cisl mette a punto la macchina organizzativa in vista dell’assemblea dei delegati di Fca che si terrà a Melfi (Hotel Novecento), alle 10:30, lunedì 5 marzo, con il leader nazionale Marco Bentivogli, in vista delle elezioni per il rinnovo della Rsa in programma dal 12 al 17 marzo.

venerdì 23 febbraio 2018

Duecentomila laureati in fuga al nord: Basilicata la più colpita dal fenomeno

POTENZA - Sono almeno duecentomila i giovani laureati che hanno lasciato il Meridione per trovare casa e lavoro al nord e la Basilicata è la regione del sud con il tasso di uscita più elevato: a fronte del 23% della Campania, del 43%, della Sicilia, del 53% della Calabria il 53%, in Basilicata si registra addirittura l’83%.

Il dato, frutto di uno studio della Rivista economica del Mezzogiorno edita dalla Svimez, certifica la perdita netta degli investimenti in istruzione delle regioni meridionali: nel 2016 il 40% dei residenti al meridione iscritti presso un corso di laurea magistrale, si è spostato presso un ateneo del Centro-Nord.

“Il rapporto Svimez – spiega il presidente provinciale delle Acli Emanuele Abbruzzese – stima in 30 miliardi di euro il danno  economico per le regioni del sud, derivante dal costo dei nostri servizi pubblici di cui ogni studente beneficia direttamente o indirettamente. Quello che per noi è un danno è invece un guadagno netto per le regioni del centro-nord. E’ evidente che a questa situazione occorre mettere riparo”.

La Svimez dimostra che siamo di fronte ad un fenomeno preoccupante: se nel 1980 solo il 5% degli emigrati meridionali al nord era laureato, nel 2015 siamo arrivati ad una percentuale del 25%.

“L’83% della Basilicata – prosegue Abbruzzese – è un dato sconvolgente: possibile che il nostro territorio non abbia davvero nulla da offrire a questi giovani qualificati? Non sarebbe necessario aprire una riflessione sul sistema universitario lucano e sul suo collegamento con il mondo del lavoro?”.

Nel rapporto pubblicato dalla Rivista economica del Mezzogiorno si fa presente che le università meridionali , in rapporto agli studenti iscritti regolari, ricevono l'11% in meno di  risorse economiche rispetto alla media nazionale. il calo delle iscrizioni agli atenei del Sud  rischia di aggravare questa situazione.

“Proseguire su questa linea – conclude il presidente provinciale delle Acli di Potenza – significa scivolare lentamente verso una istruzione universitaria sempre meno qualificata e, dunque, sempre meno frequentata, con una accentuazione del fenomeno migratorio verso il nord. Le istituzioni e le università cosa dicono?”.

martedì 20 febbraio 2018

Embraco: operaio si incatena a cancelli fabbrica

TORINO - Stamani i lavoratori dell'Embraco hanno tenuto una breve assemblea anche per fare il punto sulla giornata di ieri, che ha visto l'azienda dire no al ritiro dei licenziamenti. Anche oggi continuerà il presidio davanti alla fabbrica di Riva di Chieri.

"Il lavoro ci sta mancando, l'azienda deve tornare sui suoi passi. Si sta alzando la tensione", ha commentato Daniele Simoni, 54 anni, da 25 anni al lavoro nello stabilimento di Riva di Chieri, nel torinese, spiegando all'AGI la decisione di incatenarsi questa mattina davanti alla fabbrica. "L'azienda deve tornare sui suoi passi - ha continuato - ci stanno rovinando. Non sappiamo cosa potrà accadere, come potremo continuare a pagare bollette e mutui. Ad una certa età siamo tagliati fuori dal lavoro".
 
I lavoratori guardano ora alle prossime mosse del ministro Calenda: "Vediamo cosa succederà in questi giorni, speriamo ci siano spiragli da quello che sta facendo il ministro Calenda, che si sta impegnando per noi. Noi non molliamo - conclude - ma è difficile stare tranquilli. Quello che vorremmo e' solo questo: poter rientrare a casa tranquilli".

mercoledì 14 febbraio 2018

Occupazione, Ugl: "Creare condizioni per crescita"

POTENZA - “La Basilicata ha grosse difficoltà a intervenire verso una diversa impostazione di politica economica. Nulla di più si sta eseguendo per sostenere i consumi, quanto per proteggere i redditi dei disoccupati, alleggerire i costi delle imprese, aiutare le piccole e medie imprese dalla stretta creditizia, favorire la crescita in generale e impedire la moltiplicazione del precariato. Per l’Ugl, l´obiettivo è difendere i posti di lavoro e i salari, creare condizioni per la crescita dell´occupazione. Ciò non può certamente avvenire senza dialogo costruttivo con la politica, molti obiettivi da soli non si possono raggiungere”. Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale “è una fase difficilissima quella che stiamo attraversando. Credo che vada detto ad alta voce che la crisi non è superata e che abbiamo un grandissimo problema dal punto di vista sociale che è il lavoro. Questa è una situazione di stallo in cui oggi in campagna elettorale, nessun politico spiega perché il settore lavorativo privato continua  a perdere imprenditori, aziende e posti di lavoro nonostante la Regione Basilicata è un Modello, virtuoso da esportare per la notevole capacità di gestire il territorio, sfruttando i punti forza, tanto da generare ‘sviluppo’:  secondo gli economi Robert Leonardi e Raffaella Nanetti il Modello Basilicata vanta un rendimento istituzionale ‘efficiente’, come riassunto nell’incontro svoltosi a Matera, dove il famoso ‘Caso Basilicata’ studiato tra gli anni 80 e 90 è poi stato definito un Modello”. Il segretario provinciale dell’Ugl Matera si chiede però, “perchè i candidati alle prossime politiche 2018, non abbiamo ancora messo al centro della propria agenda elettorale azioni mirate al rilancio del settore industriale, a sostegno delle imprese in agonia, a sostegno di tutte quelle iniziative che aziende capaci hanno ancora voglia di investire sul nostro territorio e di contro punendo tutte quelle che dopo aver percepito finanziamenti pubblici regionali, chiudono per andare altrove. Viviamo un periodo delicato in diversi settori, quelli del mobile imbottito, dei trasporti, della Val Basento e dell’industria metalmeccanica – ha concluso Giordano - vogliamo portare avanti una collaborazione positiva e propositiva con le Istituzioni e la politica ma, devono recepire le istanze dell’Ugl  e assicurare la massima attenzione". 

giovedì 8 febbraio 2018

Resto al Sud conquista i giovani: 5.143 domande in compilazione, di cui 875 già presentate

POTENZA - A tre settimane dall’apertura dello “sportello” web, sono 5.143 le domande – già presentate o in compilazione – per “Resto al Sud”, l’incentivo del governo rivolto ai giovani under 36 che vogliono fare nuove imprese nel Mezzogiorno.

I progetti già ricevuti da Invitalia sono 875 ed è già in corso la valutazione in base all’ordine cronologico di arrivo. Entro il 15 febbraio, quindi con un forte anticipo rispetto ai tempi previsti, saranno anche approvate le prime iniziative.

Le oltre 800 proposte di nuove imprese già presentate prevedono investimenti per 56,3 milioni di euro, con richieste di agevolazioni per 26,5 milioni e la creazione di  3.201 nuovi posti di lavoro. Il finanziamento medio richiesto è di circa 66.000 euro per progetto. Le agevolazioni coprono fino al 100% delle spese: il 35% a fondo perduto, il 65% con un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia delle Pmi. I relativi interessi saranno a carico dello Stato.

Tra le otto regioni interessate dall’incentivo, al primo posto c’è la Campania con il 49,3% delle domande, seguita da Sicilia (15,8%), Calabria (13,2%), Sardegna (8%), Abruzzo (6,8%), Puglia (3,6%), Molise (1,7%), Basilicata (1,6%).

Il settore turistico-culturale è il più rappresentato con quasi il 43% dei progetti, al secondo posto le attività manifatturiere (27%), quindi i servizi alla persona (13%). Il 37% dei proponenti si colloca nella fascia d’età 30-35 anni e il 38% di essi ha un elevato livello di istruzione (laurea, master, dottorato di ricerca). Significativa la quota di under 25, che arrivano al 32% del totale.

“Con Resto al Sud – afferma l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – mettiamo in condizione i giovani di inventarsi un lavoro e non semplicemente di aspettarlo o di essere costretti a cercarlo lontano dalla propria terra d’origine. I numeri ci confermano che nel Mezzogiorno c’è una forte vocazione imprenditoriale da incoraggiare e sostenere, anche con l’obiettivo di consolidare i segnali di crescita provenienti dal tessuto economico meridionale. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Sud è cresciuto più del Nord. Siamo convinti – prosegue Arcuri - che gli under 36 stiano cogliendo l’opportunità di avviare un’impresa con un incentivo che per la prima volta può coprire il 100% degli investimenti e che consente di abbattere il muro, spesso invalicabile soprattutto nel Mezzogiorno, dell’accesso al credito”.

Per favorire la presentazione delle domande, è prevista una rete di Enti accreditati che, in ogni regione, forniscono assistenza gratuita ai giovani neoimprenditori. Sono più di quaranta i soggetti già accreditati. Nell’elenco, consultabile e aggiornato quotidianamente sul sito di Invitalia, figurano, tra gli altri, il Comune di Napoli, Unioncamere Calabria, le Camere di commercio di Potenza e di Foggia e numerose associazioni territoriali.

Anche sul fronte bancario è stato attivato un meccanismo per facilitare le procedure di concessione dei finanziamenti ai neo imprenditori. Invitalia e ABI hanno infatti firmato una convenzione che stabilisce le modalità di erogazione del contributo da parte delle banche e alla quale gli istituti di credito possono aderire. La lista degli istituti che hanno raccolto l’invito è già numerosa e comprende, tra gli altri, Mediocredito Centrale-Banca del Mezzogiorno, Unicredit e molte banche di credito cooperativo.

venerdì 2 febbraio 2018

FCA e in CNHI premi medi rispettivamente di 1.170 e di 600 euro

ROMA - Nell’incontro tenutosi oggi a Roma Fca e Cnhi hanno reso noti i risultati del premio annuo di efficienza di stabilimento, che beneficerà della tassazione agevolata del 10% prevista per il salario variabile e sarà pagato a fine febbraio, sulla base dei risultati conseguiti nel corso del 2017 in tema di recuperi di efficienza e di implementazione del Wcm. La media ponderata di premi pagati in Fca, pur differenti per livello e per stabilimento, è di 1.170 euro.

Riconoscimenti più alti della media andranno ai lavoratori di Pomigliano, con 1.584, a Cassino, a Mirafiori, in Sevel e a Melfi, con 1.320; ma tutti i siti e tutti gli uffici hanno ricevuto un premio, con l’unica esclusione purtroppo della Magneti Marelli di Napoli, la cui ripresa produttiva è però attualmente in corso dopo un lungo periodo di attività molto ridotta. Si tratta di risultati nel complesso appena superiori a quelli dell’anno scorso, ed anzi quest’anno la percentuale dei lavoratori che hanno ricevuto il premio è salita a oltre il 99%.

Più deludenti i risultati di quest’anno in Cnhi, poiché il pagamento medio ammonterà a circa 600 eruo, con gli stabilimenti di Foggia, Lecce, San Mauro e Brescia mezzi speciali rimasti purtroppo senza premi, la cui occupazione è pari a circa il 15% dei lavoratori del gruppo. Ottimo invece i risultati di Suzzara e di Torino motori con 1.320 euro; da segnalare anche che riesce finalmente a prendere il premio, dopo due anni deludenti, lo stabilimento di Piacenza con 825 euro.

Fonte: uffici Stampa Fim Uilm Fismic UglM Aqcf

mercoledì 24 gennaio 2018

'Resto al Sud', al via la presentazione degli incentivi sul territorio

POTENZA - Parte il 30 gennaio in Basilicata la presentazione degli incentivi Resto al Sud, il nuovo strumento per giovani aspiranti imprenditori del Mezzogiorno, promosso dal Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno e gestito da Invitalia con una dotazione finanziaria di 1.250 milioni di euro.

A Potenza, presso l’Aula Magna del Campus Universitario di Macchia Romana, la mattinata sarà dedicata alla presentazione delle opportunità che Resto al Sud offre ai giovani under36 che vogliono avviare attività di produzione di beni e servizi sul territorio della regione Basilicata.

Si può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro per ogni soggetto richiedente, mentre nel caso in cui la richiesta arrivi da più soggetti, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro e le agevolazioni coprono il 100% delle spese.

All’incontro, promosso da Invitalia con la Regione Basilicata e Sviluppo Basilicata, parteciperà, insieme a numerosi esponenti delle istituzioni locali, anche il Presidente della Regione, Marcello Pittella.

Inoltre saranno presenti esperti di Invitalia con i quali sarà possibile prenotare incontri one to one di approfondimento scrivendo a info@sviluppobasilicata.it

Programma e info su: www.invitalia.it



venerdì 19 gennaio 2018

Statali: via libera al rinnovo dei contratti per 250 mila dipendenti

ROMA - Il Cdm ha dato il via libera all'intesa sul rinnovo contrattuale degli statali (comparto funzioni centrali) firmato il 23 dicembre tra Aran e sindacati. Arrivano così, dopo un blocco di otto anni, gli aumenti contrattuali per i 250mila dipendenti di ministeri, Inps, Inail e agenzie fiscali. È prevista una forbice di aumenti sullo stipendio base dai 63 ai 117 euro mensili lordi a regime, a partire dal mese di marzo, mentre gli arretrati del 2016 e 2017 potrebbero essere erogati già a partire da febbraio: si va dai 370 euro della fascia più bassa ai 712 della più alta (in media 492 euro).

Dopo l'ok della Ragioneria generale dello Stato manca ancora il via libera della Corte dei Conti, dopo il quale dovrà tornare all'Aran per la firma definitiva con tutte le sigle sindacali. “Via libera al pagamento degli arretrati e degli aumenti previsti dal nuovo contratto per la PA centrale”, commenta sul suo profilo Twitter la ministra per la pubblica amministrazione, Marianna Madia.

venerdì 12 gennaio 2018

Fca investe un mld di dollari in Usa

(ANSA) - NEW YORK, 11 GEN - Fca investe più di un miliardo di dollari nell'impianto di Warren in Michigan, dove trasferirà dal Messico nel 2020 la produzione della prossima generazione di Ram heavy Duty. E grazie anche all'approvazione del piano di taglio delle tasse di Donald Trump distribuirà a 60.000 dipendenti americani un bonus di 2.000 dollari. ''Questi annunci riflettono il nostro impegno dalla produzione americana e ai dipendenti che hanno contribuito al successo di Fca'', afferma Sergio Marchionne.

''E' giusto che i nostri dipendenti condividano i risparmi generati dalla riforma delle tasse'', così come è giusto ''investire nel Paese riconoscendo apertamente il miglioramento delle condizioni di business negli Stati Uniti'', mette in evidenza l'amministratore delegato di Fca. Il bonus sarà pagato nel secondo trimestre e si va ad aggiungere agli altri riconoscimenti che i dipendenti riceveranno nel 2018.