martedì 17 luglio 2018

Non basta cacciare i responsabili del malgoverno. Dalle ceneri lasciate dal centrosinistra, ricostruiremo tutto.


Mercoledì prossimo, in Consiglio regionale, si discuterà la mozione di sfiducia a Pittella. Ovviamente noi abbiamo l’abbiamo sottoscritta e la voteremo. Altrettanto ovviamente la mozione non passerà perché la maggioranza sa che non può permettersi di ammettere le responsabilità di un ‘Sistema’ che ha messo in ginocchio la nostra Regione.

Da un punto di vista tecnico cambia poco perché siamo alla fine della legislatura e, anche con le dimissioni, il voto sarebbe anticipato di un solo mese. Quindi, quello che ci preme è guardare al futuro senza dimenticare gli errori del passato, a cosa fare quando il regime del centrosinistra sarà finito e bisognerà ricostruire tutto.

Abbattere il ‘Sistema’ non significa solo mandare a casa chi ci ha condotto alla povertà ma anche e soprattutto creare le basi per superare le politiche di sottosviluppo che abbiamo ereditato e cambiarle in politiche di sviluppo. Trasformare una economia assistenzialistica in una che ha come obbiettivo il progresso significa partire dalla revisione drastica delle politiche fatte in questi anni, consapevoli dei mille vincoli e legacci ereditati da una gestione sconsiderata del potere.

Non sarà cosa semplice cambiare ma è possibile e, a questo punto, doveroso. Siamo convinti che le nostre risorse se ben gestite potranno portare la Basilicata da Terra di emigrazione a Terra di sviluppo.

Dovremo ripartire dalla scuola, moderna e attenta alle esigenze del territorio. Sarà necessario formare professionalità che necessitano alla nostra Terra, per permettere ai nostri giovani di trovare lavoro in Basilicata.

Dovremo dare un lavoro dignitoso a chi, oggi, conta solo su un assegno di povertà attraverso il supporto alle imprese ed alla creazione di nuove imprese attraverso reti di impresa e di formazione imprenditoriale per chi vuole affacciarsi al settore. Le regalie dei fondi a pioggia, che finiscono in mano ai soliti noti, devono finire.

La nostra agricoltura, che è agricoltura di qualità, deve essere protetta realmente, non attraverso le solite vetrine che si riducono ad essere passerelle per qualche politico. Le Istituzioni devono accompagnare il comparto verso lo sviluppo.

Il nostro turismo non deve finire nella mani di chi ‘gioca’ su due campi ma deve essere messo a sistema per l’intera Basilicata.



La realtà che ci viene lasciata, la nostra situazione economica e sociale di sottosviluppo è il primo vero ‘Sistema’ da abbattere attraverso il rispristino della legalità, della trasparenza e della meritocrazia.




Per questo siamo consapevoli che mandare a casa il centrosinistra è solo il primo passo. Quello che faremo dopo sarà la vera svolta per la nostra Terra.




Potenza, 16 Luglio 2018




Gianni Rosa, Fratelli d’Italia

Enrico Deaglio presenta Patria 1967-1977

Oggi, alle ore 20.30, presso il Giardino dell’ex Convento Santa Chiara a Brindisi (nei pressi del Duomo), nell’ambito della rassegna letteraria “ilSegnalibro – punto di lettura” Estate 2018 organizzata da La Feltrinelli point Brindisi con il patrocinio del Comune di Brindisi, Enrico Deaglio presenta il suo ultimo libro edito per Feltrinelli “Patria 1967-1977”. A dialogare con l’autore la giornalista Tea Sisto.

Che cosa è successo davvero nel decennio tra il 1967 e il 1977? come è cambiato il nostro Paese? Enrico Deaglio torna per raccontare un decennio fondamentale, e lo fa da testimone d'eccezione, che ha vissuto gli anni dal 1967 al 1977 in prima persona e ne restituisce tutta la violenza e la passione. La nuova impresa storiografica e narrativa di Deaglio comincia nel 1967, quando l'economia italiana è nel pieno del boom economico e, allo stesso tempo, compaiono le prime manifestazioni e i segni germinali di profondi sconvolgimenti sociali. È l'inizio degli anni di piombo. Ma è anche l'anno in cui Gianni Morandi canta «C'era un ragazzo che come me», De André «Via del Campo» e Iva Zanicchi vince con Claudio Villa il quinto Festival di Sanremo, quello del suicidio di Luigi Tenco. È il periodo in cui si diffondono i jeans e diventano il simbolo della controcultura giovanile. Di anno in anno, dalla battaglia di Valle Giulia all'autunno caldo e alla strage di piazza Fontana, fino alle prime leggi speciali e al movimento del '77, Deaglio tesse un grande arazzo, pieno di colori, sorprese, storie notissime e storie dimenticate, retroscena emersi solo decenni dopo e misteri ancora irrisolti, facendo rivivere le storie e la cultura, la musica e le idee che hanno segnato un'epoca.

Sponsor della manifestazione il Rotary Club di Brindisi, la Fondazione “Tonino Di Giulio”, la Banca Popolare Pugliese e il ristorante “La Piazzetta – Colonne”.

Enrico Deaglio a metà degli anni settanta inizia l'attività giornalistica a Roma, presso il quotidiano «Lotta Continua», di cui è stato direttore dal 1977 al 1982. Successivamente lavora in numerose testate tra cui «La Stampa», «Il Manifesto», «Epoca», «Panorama», «L'Unità». Tra il 1985 e il 1986 è direttore del quotidiano «Reporter» e collaboratore del quotidiano «La Stampa» di Torino. Alla fine degli anni Ottanta comincia a lavorare come giornalista televisivo per Mixer: segue in particolare le vicende della mafia in Sicilia e viene inviato per programmi di inchiesta in vari paesi. Negli anni novanta conduce vari programmi d'inchiesta giornalistica di attualità su Raitre, tra cui: Milano, Italia (gennaio-giugno '94), Ragazzi del '99 (1999), Così va il mondo, Vento del Nord e L'Elmo di Scipio. Dal 1997 al 2008 dirige il settimanale «Diario». Oltre ad alcune opere di narrativa, ha pubblicato vari libri-inchiesta tra cui La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca da cui è stato tratto il film tv, Patria 1978-2008, Il raccolto rosso 1982-2010, Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna (Feltrinelli, 2013). Nel 2014 esce Indagine sul ventennio, libro composto da dodici interviste ad altrettanti rappresentanti del mondo della cultura, dell'economia e della politica a proposito dei due decenni di governi presieduti da Silvio Berlusconi.

Gli Yarákä portano le sonorità multietniche a Villa d'Agri per "Food & Music"


Giovedì 19 luglio in occasione della rassegna "Food & Music" , i protagonisti dell'appuntamento con le sonorità africano all'Euro Bar di Villa d'Agri (via Nazionale 8 - ingresso gratuito) saranno gli Yarákä, un interessante progetto che propone un percorso radicato nella tradizione popolare brasiliana, rivisitazione di autori tradizionali e contemporanei, un lavoro di ricerca attento ad esaltare la componente multietnica, in particolar modo quella matrice ritmica proveniente dall'Africa, contaminazioni che evocano sfumature orientali e del bacino mediterraneo.

Yarákä nasce nel 2015 quando il chitarrista, appassionato e affascinato dalla varietà culturale brasiliana, decide di riunire una formazione acustica composta da musicisti provenienti da percorsi differenti ma che proprio per questo potessero contribuire a costruire un'idea di suono particolare. La musica proposta dagli Yarákä è un momento di comunicazione e scambio rivolto a tutti coloro che vogliono accogliere a cuore aperto la freschezza della musica brasiliana nel caldo abbraccio d'Africa.

Nel 2015 Gianni Sciambarruto (chitarra) fonda il progetto Yarákä con l'intenzione di voler proporre una visione personale del variegato mondo musicale brasiliano, permettendogli di esplorare tecniche chitarristiche diverse e di approcciarsi a particolari strumenti etnici quali il Berimbau. La voce della band è quella di Virginia Pavone che con la sua particolare vocalità richiama calde sonorità africane però fresche di modernità. Marco La Corte con voce, flauto e percussioni impreziosisce l'impasto sonoro, la dolcezza e allo stesso tempo la frizzantezza del flauto evocano facilmente atmosfere tropicali tipicamente brasiliane, oltre al suo strumento alterna momenti in cui sostiene il canto con seconde voci e arricchisce il comparto ritmico con piccole percussioni. Le percussioni etniche sono affidate a Antonio Oliveti che contribuisce ad ampliare lo spettro ritmico, incastrando abilmente ritmi e percussioni tradizionali afro-brasiliane con sfumature che rimandano a sapori orientali e mediterranei.

Progetto rete Siti Unesco: La presentazione mercoledì 18 luglio ore 10 - Palazzo Lanfranchi - Matera


Mercoledì 18 luglio, alle ore 10, a Matera, nella Sala Carlo Levi di Palazzo Lanfranchi (Piazzetta Giovanni Pascoli, 1), si terrà la conferenza stampa di presentazione del PROGETTO RETE SITI UNESCO. Il Progetto -cofinanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- è stato elaborato dall’Associazione Province UNESCO Sud Italia e promosso dall’Upi (Unione delle Province d’Italia).

Sono stati coinvolti 15 Enti locali (Province, Città Metropolitane, Liberi Consorzi Comunali, Comuni) del Sud Italia aventi un sito UNESCO, più l’Associazione Province Unesco Sud Italia in qualità di partner finanziatore e responsabile della prosecuzione delle attività oltre la durata del progetto.

Interessati 14 siti Unesco del Meridione. Capofila la Provincia di Matera; 4 le Province coinvolte: Barletta Andria Trani, Caserta, Foggia, Salerno; 6 i Comuni: Alberobello, Benevento, Matera, Monte Sant’Angelo, Noto, Barumini; 2 i Liberi Consorzi Comunali: Siracusa, Enna; 2 le Città Metropolitane: Città Metropolitana di Bari, Città Metropolitana di Palermo.

Il progetto sarà sviluppato su più segmenti e intende promuovere i siti Unesco dei territori aderenti all’iniziativa, affinché questi possano diventare leva per lo sviluppo di tutta l’area. L’obiettivo è quello di dar vita ad una rete tra i territori del Sud Italia che ospitano un sito UNESCO, al fine di promuovere, a partire dalla capacità attrattiva del brand UNESCO, e attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, l’insieme delle risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di tali territoriin un’offerta turistica unica e integrata.

Uno dei punti cardini del progetto è il Festival #UNESCOfestivalexperience, primo festival dei siti UNESCO del Sud, che si svolgerà da luglio a settembre 2018 nei siti Unesco della Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Alla conferenza stampa parteciperanno: il presidente della Provincia di Matera Francesco De Giacomo, l’assessore al Patrimonio UNESCO e Qualità Urbana del Comune di Matera Paola D’Antonio e il presidente dell’Associazione Province Unesco Sud Italia Giuseppe Canfora.

Matera 2019: Lezzi, interventi per 8.8 mln passano al Cis


Si è tenuto oggi presso la Sala Verde di Palazzo Chigi il tavolo del CIS (Tavolo del Contratto istituzionale di Sviluppo) su Matera Capitale europea della cultura 2019. Nel corso dell’incontro, presieduto dal ministro per il Sud Barbara Lezzi, è stato fatto il punto sull’andamento dei lavori nel capoluogo lucano ed è stato stata data conferma al Comune di Matera che sono sbloccate le risorse, pari a 30 milioni di euro, previste dall'ultima Legge bilancio in favore del capoluogo Lucano per interventi che attengono l’amministrazione cittadina e la Fondazione Matera-Basilicata 2019. Al contempo, il Comune di Matera ha chiesto che una parte degli interventi - 13 schede - previsti all'interno dei 30 milioni sbloccati, per un importo di 8,8 milioni euro, venissero inseriti nel Cis. Tali schede-progetti, che vedranno come soggetto attuatore Invitalia, riguardano principalmente alcuni servizi per mobilità e di accoglienza, interventi su infrastrutture stradali e sugli accessi alla città.

Al Tavolo del Cis erano presenti, tra gli altri, il Sindaco di Matera (Raffaello De Ruggieri), l’Ad di Invitalia (Domenico Arcuri), il Coordinatore del governo per l’attuazione degli interventi a Matera (Salvo Nastasi) e rappresentanze del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti e del Ministero dell’Ambiente.

A margine dell’incontro il ministro per il Sud ha dichiarato: “Il 30 luglio sarò di nuovo a Matera per fare un ulteriore monitoraggio, perché ormai siamo a ridosso di questo grande evento e dunque dobbiamo andare velocissimi perché purtroppo dobbiamo recuperare anni di ritardi. Ad esempio, manca un’analisi dei flussi turistici per Matera 2019 e questo impedisce di avere dei parametri chiari di previsione per organizzare parcheggi, viabilità interna ed esterna, gli arrivi dall’aeroporto di Bari e nelle attività ricettive. Sulle infrastrutture, quando sono stata 10 giorni fa a Matera Fal ha assicurato che i lavori ferroviari saranno conclusi entro il 2018 e Anas chiuderà i cantieri della Statale Bari-Matera entro l’inizio 2019. Quello che si può fare lo stiamo facendo, senza però rinunciare a tutto ciò che si potrà e dovrà essere realizzato in seguito per Matera”.

lunedì 16 luglio 2018

Fondi Ue, Gambardella: "Serve monitoraggio rigoroso della spesa e dei risultati"


POTENZA - “L’ennesima bacchettata della Corte dei Conti alla Regione Basilicata, questa volta per il modo disinvolto di utilizzare i fondi comunitari per il finanziamento di provvedimenti che non hanno certo la natura di investimenti strutturali, conferma quanto la Cisl sostiene da tempo, vale a dire la necessità di un rigoroso sistema di monitoraggio in grado di misurare la qualità della spesa in termini di posti di lavoro creati e impatto sul potenziale produttivo”. È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, aggiungendo che “tale monitoraggio non può che prevedere il concorso delle organizzazioni, di tutte e non solo di alcune, che compongono il partenariato economico e sociale in seno alle singole autorità di gestione, contrariamente a quanto avvenuto in recenti occasioni”.

Per il segretario della Cisl “quanto emerge dal dossier della magistratura contabile è preoccupante perché indica un’evidente distorsione nell’utilizzo dei fondi europei e delle quote di cofinanziamento, destinati sempre più a finanziare capitoli di spesa corrente invece che investimenti strutturali e progetti in grado di incrementare la capacità del tessuto produttivo regionale di generare valore aggiunto e occupazione. Del resto – prosegue Gambardella – sono i principali indicatori economici a dirci che la ripresa economica nella nostra regione, dopo l’iniziale entusiasmo, ha perso progressivamente slancio, confermando il quadro di una situazione economica e sociale ancora precaria nei numeri, molto superficiale nei suoi effetti e fortemente polarizzata su automotive e petrolio”.

“Solo la presenza di un partenariato economico e sociale forte e autorevole dentro le singole autorità di gestione – continua il segretario della Cisl – può assicurare l’esercizio di quella fondamentale funzione di controllo su come vengono impiegati i fondi europei, con quali priorità e obiettivi e soprattutto con quale impatto sulle principali variabili economiche e sociali di contesto. In questo – conclude Gambardella – l’opera meritoria della Corte dei Conti, che pure va sostenuta, in una situazione di normalità deve considerarsi come l’ultima istanza e non come la prassi ordinaria”.

Turismo: boom dei borghi suggestivi 'anti afa', bene la Basilicata


POTENZA – Saranno circa 1,5 milioni i turisti in camper che invaderanno le strade del nostro Paese in questi mesi estivi: lo rivela una stima dell’APC – Associazione Produttori Caravan e Camper, secondo cui circa 800.000 italiani e 700.000 stranieri sceglieranno questa tipologia di vacanza puntando sulle mete di villeggiatura più tradizionali del Belpaese ma con un occhio di riguardo per quei borghi situati in posizioni geografiche fortunate che permettono di evitare la grande calura estiva. Ecco, sempre secondo APC, la top ten delle località refrigeranti più adatte per fuggire dall’afa di questo periodo:

Castelluccio di Norcia (Perugia): il borgo sovrasta l’omonima immensa piana ed è noto soprattutto per la fioritura dei campi di lenticchia, che proprio nel mese di luglio offre uno spettacolo unico al mondo.

Orvinio (Rieti): il borgo medievale si erge su di un colle attorno al suo imponente Castello appartenente al Casato dei Marchesi Malvezzi Campeggi. Conserva ancora il suo antico fascino. Imperdibili il Santuario di Vallebona e l’Abbazia di Santa Maria del Piano.

Greve in Chianti (Firenze): nel cuore delle colline del Chianti, tra castelli e vigneti, si trova l’unico comune della provincia di Firenze interamente nella zona del Chianti. Nel suo territorio si segnala il castello medievale di Montefioralle, perfetto per una passeggiata romantica.

Platania (Catanzaro): sorge sulle pendici del monte Reventino, nel massiccio della Sila, ed è noto per un’attrazione naturale di incredibile bellezza, la Cascata della Tiglia, che con un salto di circa 30 metri offre uno spettacolo meraviglioso.

Pessinetto (Torino): situato nelle Valli di Lanzo, tra le Alpi Graie, questo piccolo comune piemontese ha il suo punto di maggior interesse nel Santuario di Sant’Ignazio, posto sulla vetta del monte Bastia, un luogo incantevole con vista su tutta la valle.

Bovino (Foggia): all’interno della suggestiva cornice dei Monti Dauni, nella Valle del Cervaro, di fronte al Tavoliere delle Puglie, sorge questo borgo, in un territorio magnifico, ricco di risorse naturali, sorgenti d’acqua e di boschi.

Lamoli di Borgo Pace (Pesaro e Urbino): borgo immerso nei boschi della Massa Trabaria, ai piedi dell’Alpe della Luna, possiede una storia millenaria, testimoniata dall’Abbazia di San Michele Arcangelo, alle pendici dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

Ulassai (Nuoro): un borgo-museo incassato a quasi 800 metri d’altezza al centro dell’Ogliastra, nella parte centro-orientale della Sardegna, fra tacchi calcarei e spettacolari grotte, come “su Marmuri”.

Monticchio (Potenza): è situato ai piedi del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell’Appennino Meridionale, il cui cratere, ormai inattivo, si è trasformato in due laghi, che ne fanno un gioiello incontaminato tutto da scoprire.

Lovere (Bergamo): si trova nella parte settentrionale del Lago d’Iseo ed è caratterizzato da un lungolago molto pittoresco, dominato dal centro storico in cui si sviluppa il borgo medievale, in origine un piccolo villaggio di pescatori sorto durante la dominazione romana.

Il trend camperistico è più che mai d’attualità, visti gli eccellenti risultati del comparto nazionale: una realtà industriale che con oltre 7.000 addetti genera un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di euro e che, con una produzione di autocaravan che nel 2017 si è attestata sul +43,4% rispetto al 2016 superando le 21.500 unità, si piazza stabilmente nelle prime tre posizioni dei principali produttori europei. Lo scorso anno inoltre il settore camperistico italiano ha fatto registrare un +20% circa anche per quanto riguarda i veicoli immatricolati, numeri che fanno ben sperare di poter traguardare le 6.000 unità di veicoli immatricolati alla fine dell’anno corrente. Il buon momento è confermato dal primo trimestre 2018, che ha registrato una produzione di quasi 6.500 mezzi e 2.000 immatricolazioni.

"I numeri parlano da soli: sempre più persone utilizzano il camper per scoprire l’Italia e per andare in vacanza – commenta Simone Niccolai, Presidente di APC – tra italiani e stranieri sono stati quasi 8 milioni e mezzo i turisti che l’anno scorso sono venuti nel nostro Paese in camper e caravan e, anche in questi primi mesi del 2018, il trend è positivo, segno che la crisi degli anni scorsi è ormai alle spalle. Per le vacanze estive in molti sceglieranno il Turismo in Libertà per visitare i bellissimi borghi nascosti della nostra splendida Penisola".

Unibas: a Matera martedì 17 luglio prime tesi di laura del nuovo corso 'Pavu'


MATERA - Martedì 17 luglio si svolgerà a Matera, nella sede dell’Università della Basilicata di via San Rocco (aula Sassu, ore 9.30) la prima seduta di laurea del Corso di laurea in “Paesaggio ambiente e verde urbano” (Pavu), un corso interstruttura del Safe e del Dicem.

I due candidati discuteranno tesi su “Macchine e sicurezza per la gestione del verde urbano”, e su ““Matera, capitale resiliente e sostenibile: nuovi scenari per i Sit nell’ottica di un approccio integrato al 5G” davanti a una commissione composta da sette docenti e presieduta dalla docente Paola D’Antonio. Il primo candidato, Davide Reho, nella sua tesi su “Macchine e sicurezza per la gestione del verde urbano”, descriverà alcune caratteristiche del verde urbano, analizzando le macchine e degli strumenti per la manutenzione, e affrontando, tra l’altro, il delicato tema legato alla sicurezza, ai rischi ed agli infortuni derivanti dall’utilizzo delle macchine per la gestione del verde urbano.

Il secondo candidato, Francesco Toscano, presenterà i dati emersi dal lavoro di tesi “Matera, capitale resiliente e sostenibile: nuovi scenari per i Sit nell’ottica di un approccio integrato al 5G”, sottolineando l’importante occasione che deriva dalla possibilità di sperimentare a Matera, praticamente in esclusiva, i Sistemi radiomobili di quinta generazione. Queste tecnologie rappresentano un’opportunità per l’intera comunità lucana, soprattutto in relazione alla possibilità di sviluppare i Sistemi informativi territoriali, strumento indispensabile per chi si approccia al vasto ambito dei temi del paesaggio, dell’ambiente e del verde urbano.

Entrambi gli elaborati sono frutto di un intenso lavoro che si è sviluppato con la relatrice D’Antonio la quale, “molto soddisfatta dei risultati ottenuti dai due candidati, ha evidenziato l’impegno costante, che ha loro consentito di laurearsi nella prima seduta disponibile, addirittura con qualche mese di anticipo rispetto la durata triennale del Corso di laurea.

Questo Corso, assicurando la possibilità di sviluppare le proprie competenze in modo trasversale, secondo due fondamentali profili formativi, quello agronomico e quello della pianificazione, risulta finalizzato a formare tecnici moderni capaci di approcciarsi con distinta preparazione ai diversi fenomeni che interessano il territorio – ha ricordato la docente – e frequentare questo innovativo corso a Matera, immersi in un contesto così caratteristico, sia dal punto di vista paesaggistico, che da quello storico-culturale, rappresenta un’iniziativa unica nel Meridione d’Italia, portata avanti attraverso un grande lavoro da parte dell’Unibas”.