domenica 20 gennaio 2019

Matera 2019: Conte, questo deve essere l'anno della riscossa

(FOTO ANSA)

In occasione della cerimonia inaugurale di Matera 2019, nell'auditorium della Cava del Sole, è intervenuto il Premier Conte, che ha affermato "Questa è la riscossa di Matera e del Sud". Il Premier ha poi sottolineato come sia doloroso e inaccettabile raggiungere Matera da Roma in automobile, e che questo deve essere l'anno della riscossa per la cittadina lucana, confermando la responsabilità del Governo nell'investire al Sud e per il Sud. Secondo Conte, da Matera deve partire un progetto di più ampio respiro per tutto il Meridione.

Mattarella: "Matera esempio per l'Europa"


MATERA - "Matera è un esempio di quanto l’Europa debba alla preziosa originalità di luoghi così straordinari e ricchi di fascino. Di quanto la fatica e il genio di una comunità siano riusciti a produrre, e si coglie anche il legame con un cammino più grande, quello dei popoli europei, orientato da valori comuni, da una cultura che è sempre più feconda e che ha consentito a tutti noi europei di compiere passi decisivi verso la libertà, la pace, il benessere". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso a Matera.

 

"La città dei Sassi, che, nell’immediato dopoguerra, teneva insieme la sua struggente bellezza e condizioni di estrema povertà, la stessa Matera è la realtà - sottolinea - che l’Italia offre, oggi, all’Europa per mostrare come la propria storia, anche la più antica, possa aiutarci ad aprire le porte di un domani migliore".

"Matera, già definita dall’Unesco patrimonio dell’umanità, sarà per quest’anno immagine dell’Europa, perché ha dimostrato di saper ripensare le sue origini, di dar loro nuovo valore", dice ancora il Capo dello Stato.

Migranti: 117 dispersi in mare, 10 le donne e due bambini tra cui uno di due mesi


Sono 117 i migranti scomparsi in mare venerdì, 50 miglia a nord-est di Tripoli. Tra i dispersi ci sono 10 donne e due bambini, tra cui un bimbo di due mesi. È questo il nuovo, drammatico, bilancio provvisorio dell'ennesimo naufragio avvenuto sulla rotta Libia-Italia, il primo dall'inizio del nuovo anno. I sopravvissuti hanno indicato che i loro compagni di migranti provenivano da paesi dell'Africa occidentale, tra cui Nigeria, Costa d'Avorio e Gambia. Tra i dispersi ci sono anche i migranti sudanesi. Al momento risultano in salvo solo in tre, due sudanesi e un gambiano, recuperati da un elicottero della Marina militare italiana. Sono i superstiti che hanno rivelato all'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) il numero delle persone che viaggiava sul gommone inabissato. Inizialmente si era parlato di una ventina di dispersi. A bordo viaggiavano anche dieci donne, di cui una in stato di gravidanza, e due bambini piccoli, uno di soli 10 mesi. Il naufragio è avvenuto in un Mediterraneo ormai pressoché sguarnito di soccorsi. È la Sea Watch, infatti, l'unica nave umanitaria rimasta, dopo la campagna contro le ONG varata, tra gli altri, dal vicepremier italiano Matteo Salvini, che ha commentato così l'accaduto: "Altri morti al largo della Libia. Finché i porti europei rimarranno aperti, finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere".Intanto, proprio sabato, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha registrato quasi il raddoppio degli arrivi in Europa nei primi 16 giorni dell'anno sullo stesso periodo del 2018. I morti accertati sono già 83. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), sempre sabato, ha dato notizia di un altro naufragio con 53 morti, avvenuto nei giorni scorsi, al largo del Marocco. "È stato riferito che un sopravvissuto - afferma l'UNHCR - dopo essere rimasto in balia delle onde per oltre 24 ore, è stato soccorso da un peschereccio e sta ricevendo cure mediche in Marocco. Per diversi giorni navi di soccorso marocchine e spagnole hanno effettuato le operazioni di ricerca dell'imbarcazione e dei sopravvissuti, senza risultati". Il Mediterraneo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ormai sguarnito di soccorsi, continua ad essere battuto dagli scafisti, pronti a traghettare migranti dall'Africa in Italia. E con i "viaggi della speranza" sono riprese le tragedie in mare anche se il traffico è rallentato, quando le reti di contrabbando sulla costa mediterranea della Libia sono state parzialmente distrutte dalla pesante pressione italiana.

sabato 19 gennaio 2019

Matera Capitale Cultura 2019, Ugl: "Non sia sposa con scarpe sbagliate"


MATERA - “Ci siamo, dalla proclamazione con la fase di fidanzamento, oggi il matrimonio si è concluso, Matera non doveva essere una sposa con le scarpe sbagliate, non era ammesso scherzare ma, si è ciecamente avvallata tale scelta! Come ogni sposa ha la sua scarpa del cuore o, per meglio dire, per ogni sposa c’è una scarpa perfetta, capace di renderla meravigliosa, sostenerla e valorizzarla per l’intera giornata del matrimonio, anche la Basilicata doveva coronare questa festa collettiva sapendo approfittare spendendoli bene i 28 milioni di euro assegnati alla città. La festa è iniziata ma, per l’Ugl meglio sarebbe stato se alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dal palco della ‘Cava del sole’ la politica non avesse commentato e dato il via a una vera e propria campagna elettorale del centro sinistra per le prossime elezioni regionali. Basti sentire con disgusto gli interventi del sindaco De Ruggieri, Adduce, Franconi che ad uno ad uno rivendicano il merito per la città della Cultura. Il merito va esclusivamente alla Città dei Sassi e ai lucani, gente meravigliosa”.

E’ il commento del segretario generale Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi, di Pino Giordano e Giuseppe Palumbo, rispettivamente segretari territoriali delle Utl di Matera e Potenza prendendone parte alla cerimonia di apertura di Matera Capitale europea della Cultura 2019.

Per i sindacalisti, “ora è l’occasione giusta per dare risposte a tutte le persone che sono in mobilità, ex lavoratori di imprese che hanno chiuso i battenti dopo aver usufruito di contributi regionali e statali. Per l’Ugl – aggiungono - fa sorridere a Matera sapere che in Italia si dibatte di alta velocità o alta capacità quando in Basilicata il treno non c'è oppure è lentissimo. Matera 2019 dovrà caparbiamente significare anche risolvere la situazione occupazionale e produttiva che da anni investe la Basilicata, indispensabile ridefinire con estrema chiarezza il ruolo degli osservatori provinciali sulla reindustrializzazione, conditio sine qua per il rilancio definitivo di tutto il territorio, cuore e motore del nostro futuro economico. L’Ugl continua come sempre – prosegue Giordano, Tancredi e Palumbo - a denunciare che non servono slogan dal palco come oggi è avvenuto o task force ma, necessita un'attenzione alla situazione economica ed occupazionale delle famiglie colpa del fallimento della politica industriale lucana. A Matera è toccato un prestigioso riconoscimento finanziario - affermano ancora i segretari Ugl -, questa Amministrazione Comunale a firma De Ruggieri non è stata capace nel dare risposte e soddisfazioni al territorio, sfruttando tale opportunità affinché tutto il materano risultasse volano di prospettive e sviluppo dove anche la governance regionale doveva saper programmare e governare per utilizzare nel migliore dei modi questa occasione. Questo è e dovrà necessariamente essere il momento giusto per il rilancio del territorio, puntare su Matera tutto il Sud che ora gioca parte della credibilità e del suo futuro. La Franconi nel suo intervento tutt’altro ha ‘letto’ ma nulla ha detto sull’interesse comune, quello di dare nel tempo a tutti i lucani una sanità eccellente con prestazioni sicure e di qualità, migliorando il servizio, garantendo il diritto alla salute dei cittadini, annullando gli sperperi perché siamo convinti che così immaginando si darà ai nostri cittadini quel buon sistema sanitario che si aspettavano da anni. Al Presidente Conte e al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella diciamo che, diverse sono state le indicazioni date dall’Ugl su come mettere a profitto il patrimonio storico, artistico e culturale di Matera e dei suoi Comuni, ridefinendo e rimodulando l’impianto di programmazione della Giunta regionale, adeguandolo alle novità intervenute negli ultimi tempi e per affrontare l’evento straordinario Matera 2019. Il turismo deve essere uno straordinario volano di crescita economica ed occupazionale, anche se sullo sfondo rimangono le carenze occupazionali ed amministrative da superare per valorizzare al meglio le risorse che già abbiamo. Serve uno sforzo unitario e corale affinché nella trasparenza politica regionale si sostenga veramente la Città Capitale della Cultura Europea 2019. Promozione di reti per il territorio: dalla rete del credito a quella importantissima della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico nelle Università e negli Enti di Ricerca; dalla rete delle nuove infrastrutture telematiche avanzate che serve a trainare gli investimenti su un più ampio utilizzo dell’energia per mettere a disposizione del sistema regionale energia più efficiente e pulita e meno costosa per le imprese e per i cittadini. Soprattutto proposta – concludono Tancredi, Palumbo e Giordano –, è necessaria la presa di coscienza che senza un piano per la crescita coordinato tra parti sociali e classe politica la situazione é sempre più destinata a peggiorare. La Basilicata deve essere messa nelle condizioni di poter superare la crisi che sta attanagliando la nostra comunità, ciò può essere accelerato soprattutto mandando definitivamente a casa questa classe politica che governa la regione che oggi sul palco di Matera tutto è stato detto tranne che, hanno sfruttato la Regione la quale poteva essere una delle più ricche realtà del Mondo”.

"I 5stelle lucani vedono le ‘magagne’ solo quando gli conviene"


POTENZA - Era il 2014 quando ad un ingegnere, Giuseppe Spera, fu conferito, in palese violazione di una delibera regionale che vietava alle aziende sanitarie del SSR di conferire nuovi incarichi al personale dirigenziale, un incarico, appunto, dirigenziale dell’area tecnico-logistica dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo.

Ce ne accorgemmo solo noi e dopo aver alzato un po’ di polvere, la Regione Basilicata diffidò l’allora Direttore Maruggi a revocare l’incarico.

Sperpero di denaro pubblico e illegittimità della nomina, nomina che magari fa curriculum per future selezioni: 5stelle non pervenuti. In quell’occasione fummo i soli a combattere le ‘magagne’ della Sanità lucana.

Nel 2018, quello stesso ingegnere partecipa alla selezione per diventare nuovo Direttore Generale del San Carlo. Viene battuto da Massimo Barresi, come tutti sanno. E da qui, apriti cielo: per l’ingegnere si scomodano una senatrice e persino l’europarlamentare Pedicini dei 5stelle. Pare, dicono loro, che il curriculum dell’ingegnere sia migliore di quello del prescelto.

Senza entrare nel merito dei curriculum, ci viene però qualche sospetto su questa mobilitazione di massa dei 5stelle lucani pro ingegnere Spera: come mai quando, nel 2014, ricevette illegittimamente un incarico dirigenziale, i 5stelle restarono in silenzio mentre oggi, invece, si fanno in quattro per difenderlo? Non sarà perché il fratello di Spera è l’avvocato del candidato alla Presidenza della Regione dei pentastellati che ha mandato la diffida alla Franconi per fissare le elezioni?

I 5stelle che, come tutte le opposizioni, compresi noi, hanno deplorato la ‘tempestività’ delle nomine dei Direttori sanitari, a ridosso della chiusura del mandato da parte della Franconi, oggi, fanno storie per “piazzare” Spera. La loro è una moralità a corrente alternata: quando non li tocca, zitti; quando gli è utile, sono tutti ladri, corrotti e clientes.

Insomma, questa vicenda è la dimostrazione che i 5stelle non rappresentano nulla di nuovo rispetto al Pd: i metodi sono sempre gli stessi, tutelare gli amici. Che, poi, saremmo curiosi di sapere se quell’incarico illegittimo a Spera ha fatto curriculum nella selezione per Direttore Generale al San Carlo. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

Leggieri e Perrini (M5S): Impugnata dal Governo la legge n. 38 del 22 novembre 2018


POTENZA - Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Basilicata n. 38 del 22/11/2018, recante “Seconda variazione al bilancio di previsione pluriennale 2018/2020 e disposizioni in materia di scadenza di termini legislativi e nei vari settori di intervento della Regione Basilicata”, in quanto una norma in materia di assunzione di personale confligge con gli articoli 97, 3 e 51 della Costituzione.

Come avevamo denunciato qualche settimana fa, tra le tante scorribande e oscure operazioni in corso alla Regione Basilicata, c’era proprio la questione delle assunzioni di personale negli uffici regionali che, da quanto dichiarato da alcune sigle sindacali avrebbe riguardato soggetti che non avrebbero partecipato ad alcun concorso.

In particolare, avevamo segnalato quello che prevedeva l’articolo 24 della legge regionale numero 38 pubblicata sul Bur il 22 novembre 2018. Nell’articolo, veniva sommariamente decretato, che per ragioni di “razionalizzazione”, era possibile l’assunzione a tempo indeterminato presso gli uffici della Regione Basilicata, con semplice domanda, di coloro che provengono da alcune società partecipate e che sono poi transitati negli uffici regionali da almeno 5 anni. Si sarebbe trattato di personale amministrativo (i sindacati riferiscono si tratti di “collaboratori” dei politici) che ha lavorato per il consiglio regionale.

Quante angherie dovremo subire ancora dalla giunta Pittella-Franconi-Pd, e denunciare fino alle sospirate elezioni regionali? È l’interrogativo che assale i cittadini onesti, quelli che non hanno chiesto e non chiederebbero nulla a nessuno, che accompagnano i figli a scuola nella speranza che lo studio e le competenze possano garantire loro un futuro, secondo un sano e trasparente processo selettivo.

Purtroppo ci avevamo visto giusto anche questa volta. Rinnoviamo l’invito alla Franconi affiché sia celere nel fissare la data del voto, la pazienza dei lucani è finita da tempo. Così in una nota Gianni Leggieri e Gianni Perrino, Gruppo Consiliare M5S Basilicata.

Bari: a marzo torna Splash Festival in partnership con Levante Prof

Cultura del bere, innovazione e accoglienza. Sono le parole chiave della quarta edizione dello “Splash - Beverage & Hospitality Festival”, in programma nella Fiera di Bari dal 10 al 13 marzo, all’interno di Levante Prof. Lo Splash Village troverà casa nel nuovo padiglione e sarà una vero e proprio “villaggio nella fiera”, animato da esposizioni, degustazioni, esibizioni, dibattiti, attività esperienziali e una competizione di coffee-mixology in cui i migliori bartender si sfideranno creando cocktail sartoriali. Tutte le informazioni sul sito www.splashfestival.it.

Il tradizionale appuntamento dell’estate pugliese, ideato da Barproject Academy, quest’anno anticipa di qualche mese e approda nella Fiera barese grazie a una partnership con Levante Prof. E proprio per suggellare la collaborazione con la rassegna biennale dedicata all’agroalimentare, Splash 2019 avrà come tema “Il beverage nella ristorazione”. È possibile accompagnare un pasto con un buon cocktail? Quali sono le nuove frontiere del mondo della miscelazione? Quanto siamo capaci di accogliere i clienti con un servizio di qualità? Nello Splash Village, allestito con 21 stand, un’area business, tavolini e un palco, si darà risposta a queste e altre domande attraverso dibattiti, educational, workshop e speech di ospiti internazionali. Ma non solo: il food sarà protagonista anche della “Stir It Up”, la competizione di coffee-mixology in cui i migliori bartender si sfideranno per vincere un viaggio formativo “liquid experience” all’estero.

Splash Festival si svolgerà per il secondo anno consecutivo a Bari, dopo le edizioni di Molfetta e Monopoli. "L'esplosione della moda televisiva e mediatica del Food&Beverage - commenta l’assessore comunale alle Culture e al Turismo, Silvio Maselli - sta coinvolgendo sempre più persone nel mondo del bere e del mangiare. Tuttavia non sono pochi i rischi: l'approssimazione, la scarsa professionalità potrebbero produrre effetti negativi sulla credibilità della destinazione turistica barese e della Puglia tutta. Ecco perché - aggiunge Maselli - è davvero significativo il progetto di Splash Festival, utile come aggiornamento e sfida professionale, per vedere come gli altri territori fanno le cose, crescere e divertirsi insieme, diventare grandi. Insieme."

Splash, organizzato dall’omonima associazione attiva a Bari nella promozione della cultura del beverage e dell’hospitality, è realizzato grazie al contributo delle aziende partner che credono e investono nel progetto: Merak, Bonaventura Maschio, Elektra, Diageo, Orsini, Spirits & Colori, The Spiritual Machine, Tassoni, Ascoli, Toso, Aqua Monaco, Dige Wine, Living Web Studio e Valdo.

Rosa (Fdi): "Nuova norma regionale impugnata: violato il principio costituzionale dei concorsi nella Pa"


POTENZA - Anche l’ultima manovra al bilancio di previsione approvata dal centrosinistra lucano cade sotto la mannaia del Governo.

Sinceramente, ne siamo soddisfatti. L’ennesima norma regionale impugnata dal Governo, l’ennesima illegittimità che avevamo denunciato all’indomani dell’approvazione. L’articolo di legge che consentiva il passaggio dei dipendenti dagli enti subregionali nei ruoli della Regione, se avevano espletato servizio negli ultimi cinque anni presso gli uffici di Viale Verrastro, era l’ennesimo tentativo del centrosinistra di ‘tutelare’ pochi a discapito di molti.

È l’ultima norma, in ordine di tempo, per aggirare il principio costituzionale per il quale nella Pubblica Amministrazione si accede per concorso cui possono partecipare tutti, non solo gli ‘amici’. Dalle nostre mozioni per chiedere selezioni pubbliche per l’accesso negli Enti subregionali, alla nostra attività per sollevare il velo sulle numerose ‘assunzioni’ sospette ci battiamo, da anni, per una Basilicata libera dai legacci del clientelismo.

I mezzucci utilizzati dal centrosinistra in questi vent’anni hanno portato la nostra Regione ad uno scontro tra i pochi fortunati e i molti che non hanno mai avuto ‘santi in Viale Verrastro’. È una situazione non solo eticamente amorale ma anche controproducente. Quanti dei nostri giovani sono emigrati perché in altre Regioni venivano espletati concorsi pubblici mentre qui non si è avuta mai la possibilità di farli perché negli Enti c’erano infornate di ‘amici’? Quanti hanno rinunciato perché quelle poche selezioni farsa erano manipolate?

È una situazione che non può andare più avanti, pena la morte sociale della Basilicata. Non ci stancheremo mai di dirlo: alla nostra Terra, prima di tutto, serve il ritorno alla legalità. Questo è quello che garantiremo con il prossimo Governo, affinchè tutti i Lucani possano avere una chance di rimanere qui. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.