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martedì 16 luglio 2019

Ex Luccioni, intesa in Regione sulla riassunzione del personale


POTENZA - La riassunzione di tutto il personale della ex Clinica Luccioni "previa verifica del permanere dello stato di inoccupazione stabile"; la convocazione entro luglio dei lavoratori per la verifica dei profili professionali e la loro eventuale riqualificazione; la richiesta alle aziende facenti parte della compagine delle Cliniche della Basilicata Srl della disponibilità ad assumere in breve tempo e senza ricorrere al lavoro interinale dando priorità al personale inoccupato e privo di sostegno al reddito. Questi gli impegni messi nero su bianco dalla società Cliniche della Basilicata al termine del tavolo con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria che si è tenuto questa mattina in Regione. Si apre dunque uno spiraglio per 26 dipendenti della storica clinica potentina grazie al via libera della giunta regionale alla realizzazione di una struttura sanitaria per complessivi 80 posti letto in Largo Don Uva a Potenza.

Per i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, "si tratta di un primo positivo risultato in una vertenza che si trascina da circa due anni. L'intesa sottoscritta oggi in Regione, con la mediazione dell'assessore regionale Rocco Leone, apre concrete prospettive occupazionali per gli ex lavoratori della Clinica Luccioni, ai quali, nel frattempo, sono terminati gli ammortizzatori sociali, sommando al dramma della perdita del posto di lavoro quello di non poter contare su alcuna forma di sostegno al reddito". Dal canto suo la Regione - si legge dal verbale - ha assunto l'impegno di "verificare le forme previste per agevolare i processi di formazione e di riqualificazione del personale nonché di riconvocare le parti per una verifica dello stato di attuazione degli impegni assunti".

lunedì 15 luglio 2019

Doppia tappa a Potenza e Matera per il tour di Giuseppe Civati


POTENZA - Due appuntamenti in Basilicata, uno a Potenza e uno a Matera, per il tour di Giuseppe Civati, che sta girando l'Italia con i libri della casa editrice People - fondata da Civati insieme a Stefano Catone Francesco Foti - a bordo di un furgoncino elettrico. Un viaggio eco-culturale quello intrapreso dallo scorso fine settimana e che terminerà venerdì 27 a Roma. L'Antiorario Tour, come è stato chiamato dai fondatori di People, farà tappa in varie città per parlare con le persone, confrontarsi sui libri della casa editrice, tra cui Fine, il primo romanzo (in libreria dal 18 luglio) scritto da Civati insieme a Marco Tiberi. Ma non solo: si parlerà anche del contenuto di altri libri.

Oggi lunedì 15 luglio, l'incontro è previsto a Potenza, al Grande Albergo, dalle ore 19 con Valerio Tramutoli. Domani, martedì 16 luglio, il furgoncino di People si dirigerà a Matera, dove alle ore 18 ci sarà l'appuntamento previsto al Birrificio 79. "Andremo a bassa velocità, per guardarsi intorno. Per capire qualcosa più del solito. Per andare in profondità in un Paese che abbiamo largamente perduto", ha scritto Civati sul suo blog per spiegare il progetto del suo Antiorario tour.

sabato 13 luglio 2019

Potenza: un uomo denunciato per scippo


POTENZA - E' scattata la denuncia da parte della Polizia per un uomo che in passato ha avuto precedenti penali. L'accusa a suo carico è quella di aver effettuato, qualche mese fa, nella città di Potenza, nei pressi viale Dante, uno scippo nei confronti di una donna.

Leggieri (M5S): tanti i dubbi sulle nuove nomine all’AOR San Carlo


POTENZA - La nomina del neo direttore sanitario Rosario Sisto da parte del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, Barresi, desta tante perplessità e lancia segnali tutt’altro che confortanti per quanto riguarda la Sanità lucana, già scossa esattamente un anno fa dalle note vicende di Sanitopoli.

Giova ricordare che il dott. Sisto è iscritto nell’elenco dei soggetti abilitati predisposto dalla regione Campania. Ci si muove dunque lungo una strada che mortifica le professionalità dei lucani. Infatti, anche il Direttore Amministrativo dell’AOR San Carlo di Potenza, Maria Acquaviva è stata nominata alla fine dello scorso giugno, attingendo da un elenco di idonei della regione Calabria.

Lo stesso Massimo Barresi è stato nominato in pieno regime di prorogatio lo scorso 28 dicembre dalla precedente giunta regionale, questo vuol dire che avrebbe dovuto emanare soli atti di ordinaria amministrazione e quelli indifferibili e urgenti. Evidentemente le nomine di Acquaviva e Sisto non rientrano tra queste tipologie di atti.

Tra le numerose prese di posizione sulla vicende delle nomine di Sisto e Acquaviva spicca e sorprende non poco quella del Consigliere Regionale ed ex Assessore Roberto Cifarelli del PD, il quale si dice scandalizzato dalle scelte effettuate dal Barresi. Proprio Cifarelli che è stato protagonista di una delle giunte più disastrose, che hanno portato alle vicende più tristi per la sanità lucana. Già all’indomani della nomina del Dott. Barresi, avevo espresso le mie perplessità su questa operazione chiedendo fermamente che non vi fossero più nomine in regime di prorogatio e con un Presidente di Regione, Pittella, sottoposto al divieto di dimora per la vicenda Sanitopoli.

Dopo gli scandali dei mesi passati, tutte queste vicende minano ancor di più il rapporto di fiducia tra cittadini e sanità lucana.

Il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita in una regione come la Basilicata, il che significa prima di tutto migliorarne la sanità. Per far ciò dobbiamo spezzare il legame tra politica e manager e far sì che i manager ringrazino un concorso e non un politico. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

venerdì 12 luglio 2019

A Maratea ritorna la Heroes Prize Competition


MARATEA (PZ) - Come affrontare le sfide economiche e sociali del nostro tempo? Ritorna l’Heroes Prize Competition, il contest dedicato a startup e idee di imprese innovative che mette in palio un montepremi complessivo di 50.000 euro in denaro e servizi. Una sfida sul futuro che, come ogni anno, si decide in famiglia. Le cinque startup finaliste saranno, infatti, invitate a pranzo dagli abitanti di Maratea per convincerli della bontà della loro idea di business. Heroes Meet in Maratea, il festival dedicato a innovazione, futuro e impresa, che per il quarto anno invita a Maratea, dal 19 al 21 settembre 2019, i più ispirati eroi del nostro tempo, tra cui leader mondiali d’impresa, business angels e investitori, intellettuali, creativi e policy makers, si pone l’obiettivo di cercare le migliori imprese del bacino euromediterraneo.

Le startup interessate possono inviare le loro candidature tramite la pagina del sito di Heroes Meet in Maratea entro il 31 luglio 2019. Le 50 imprese più innovative che saranno selezionate si sfideranno durante l’evento per aggiudicarsi uno dei 5 posti finalisti. Tre giorni intensi, quest’anno dedicati al tema “Time lapse. Economie in movimento tra spazio e tempo”, offriranno alle giovani imprese incontri e laboratori di coprogettazione, alternati a escursioni in barca e relax in spiaggia con alcuni dei protagonisti dell’economia e dell’innovazione; hackaton per ragionare sui grandi temi, ma anche gamification per rendere unica l’esperienza collettiva. Keynote, panel, speech, workshop, showcase, premi e presentazioni si alterneranno sui palchi vista mare di Heroes Meet in Maratea.

Il regolamento
Dopo aver formalizzato la propria iscrizione all’evento sul sito (https://www.goheroes.it/it/heroes-startup-competition-2019) è possibile inviare la candidatura per la Heroes Prize Competition, entro la data di chiusura delle iscrizioni prevista il 15 luglio 2019, ma prorogata al 31 luglio 2019. Le candidature pervenute alla segreteria organizzativa del Festival saranno valutate da un comitato scientifico formato da cinque esperti di diversi settori. Le migliori 50 candidature pervenute potranno partecipare alla Pitch Competition, che si terrà nei tre giorni del festival, per poi arrivare solo in 5 finaliste all’ultima fase di valutazione il 21 settembre 2019.

Nella valutazione delle 5 finaliste si premieranno i progetti che avranno ricevuto il punteggio complessivo più alto nelle quattro classi di impatto individuate: 1) impatto economico; 2) impatto sociale; 3) innovatività; 4) efficacia comunicativa.

Le cinque finaliste saranno selezionate da una giuria di esperti, dai partecipanti all’evento e, nella parte finale del contest, dalle famiglie che ospiteranno l’innovativo “Startup in famiglia”.

La valutazione offerta dai commensali si unirà così a quella di una giuria qualificata, per decretare i vincitori dei premi che ammontano a 50.000 euro in beni e servizi.

Heroes Prize Competition 2018
Delle 50 giovani imprese selezionate al contest dell’edizione precedente solo 5 sono arrivate in finale alla competizione che si è conclusa con l’avvincente format “Startup in famiglia”: 3bee, BionIT Labs, RoomMate, EasyTax Assistant, XflieS. Tra queste il primo premio del valore di 30mila euro in beni e servizi è stato assegnato a EasyTax Assistant, l’app che aiuta i contribuenti a gestire le tasse. Alle altre 4 startup, invece, è stato offerto un desk del valore di 1000 euro per partecipare alla prossima edizione di Heroes.

In totale sono oltre 300 le startup che hanno partecipato alle tre edizioni di Heroes Meet in Maratea, mentre si contano oltre 350 speakers e più di 3000 partecipanti.

Attendiamo impazientemente di sapere chi saranno i prossimi eroi.

***

Heroes meet in Maratea
Heroes è il festival dell’innovazione più importante del Sud Italia, ideato da Andreina Serena Romano e Michele Franzese e promosso da Heroes S.r.l. Nell’arco di tre anni questo evento internazionale è diventato un punto di riferimento per gli imprenditori di oggi e di domani, per i giovani startupper, per chi ha bisogno di idee e stimoli, di nuove collaborazioni, di sentirsi parte di una community ispirata e attiva. Un appuntamento imperdibile per approfondire i temi dello sviluppo e dell’impresa, per stringere nuove alleanze e partnership strategiche, per apprendere i segreti della rivoluzione digitale e cavalcare l’onda del cambiamento, senza farsi travolgere.

Total, Carella (Femca Cisl): "Diversificare investimenti o regione non avrà futuro"


POTENZA - "La mozione per la ripresa del confronto con Total approvata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale va nella direzione da noi indicata, ma il confronto non può essere limitato alla sola Magna Charta".
È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che aggiunge: "Al tavolo, oltre alle rivendicazioni su occupazione, salute, sicurezza e ambiente che sono già oggetto di discussione con la compagnia francese, noi porteremo la richiesta esplicita di nuovi investimenti produttivi e posti di lavoro in attività collaterali e non necessariamente complementari alle estrazioni petrolifere. Allo stesso tempo - aggiunge Carella - occorre uno sforzo maggiore sul fronte delle infrastrutture stradali per rompere l'isolamento delle stesse aree interne interessate dalle estrazioni petrolifere, Da tempo sosteniamo che il futuro della Basilicata non può dipendere esclusivamente dal petrolio in quanto la mono-specializzazione sarebbe una scelta suicida in considerazione del fatto che il petrolio è una fonte esauribile. Bisogna costruire oggi le premesse di un nuovo modello economico imperniato su attività di frontiera a elevata tecnologia come le bio-plastiche, la chimica verde, etc. con l'obiettivo di restituire alla piena attività le aree industriali della regione, a partire dalla Valbasento e da Tito, e dare nuovo slancio anche all'occupazione, con particolare attenzione ai giovani. La sfida è avere una corretta strategia di valorizzazione della risorsa petrolifera e non di mero sfruttamento del territorio che lascia sul terreno solo inquinamento e disoccupazione", conclude il segretario della Femca.

Potenza, condannata per maltrattamenti un'insegnante di sostegno


POTENZA - Un'insegnante di sostegno, che operava in una scuola del potentino, è stata condannata a una pena di tre anni e sette mesi dal Tribunale di Potenza per essersi resa protagonista, nel 2018, di maltrattamenti. La situazione è venuta alla luce dopo la denuncia di un genitore.

Terremoto di magnitudo 3.2 tra Potenza e Salerno


POTENZA - Nella giornata di ieri, alle ore 23:50, si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 tra le province di Potenza e Salerno, con ipocentro a 21 km di profondità ed epicentro a 3 km dalla città di Satriano di Lucania (Potenza) e 9 km dalla città di Caggiano (Salerno). Non si sono verificati danni a persone o cose.

giovedì 11 luglio 2019

'L’Arte ed il suo sacrario'


POTENZA - L’essere e il tempo, ma in un’accezione del Sein und zeit niente affatto heideggeriano, costituiscono il binomio fondamentale dell’avvicendamento storico. Il genere umano, cioè, concepito nei proteiformi sviluppi dei modi congiunturali connessi fenomenologicamente alle varie epoche ed alle loro convenzionali categorizzazioni, racchiuse entro locuzioni o appellativi quali: Età della pietra, Classicismo, Feudalesimo, Umanesimo, Rinascimento, Barocco, Illuminismo, Romanticismo, Modernismo e Postmodernismo, ecc. In questa progressione categoriale la storiografia ha cercato termini ritenuti esplicativi per condensare, attraverso la selezione di proprietà distintive ed essenziali delle varie scansioni cronologiche, un modo “oggettivo” per definire un’epoca ed anche di attribuirle un “giudizio di valore”.

Ammesso e non concesso il falso storico di un sezionamento ad libitum del tempo, ancillare di una contingente ed utilitaristica dialettica umana che lo designa con varianti esemplificanti e incongrue, come: secoli bui, secolo dei lumi, secolo breve, ecc.

Ma la “esistenza”, intesa quale estrinsecazione, come “ex-sistere” (porsi fuori) contingente del proprio apparire sulla terra in un dato tempo, si scontra con preesistenti o insorgenti meccanismi e situazioni repulsivi, l’esercizio di forze avverse, situazioni divenute da Freud in poi terreno eletto della psicoanalisi e che si chiariscono in Fromm nel divaricante dilemma dell’avere e dell’essere.

E’ più sotto questo angolo visuale e non dell’ortodossia del pensiero esistenzialista che noi prendiamo spunto per muoverci, fissandolo come lemma che predispone alla proposizione assertiva della centralità dell’arte nella sociabilità umana. L’esserci, dunque, non quale soggetto pensante, come proponeva il padre fondatore della problematica dell’esistenza, bensì quale attore di una “topica” spazio-temporale, ovvero del ritrovarsi in un certo luogo ed in un determinato tempo, agendo come cosciente fattore di un responsabile processo innovatore.

Sgombrato il campo a possibili deviazioni semantiche, secondo il nostro assunto ribadiremo che “esserci” (la presenza) è certo importante, sia in termini biologici che sociologici, ma “essere” (possedere e mostrare un proprio valore) rappresenta la cifra soggettiva e comparativa dell’identità specifica di ogni singola unità antropologica. Non è nel dinamismo meccanico, legato ai naturali processi impulsivi o fisiologici, che ciascun uomo scorge e ritrova il significato più autentico della propria comparsa sulla terra, perché in ciò la sua volontà è subalterna a fattori ad esso indipendenti. E’ nel dinamismo dello spirito, invece, che l’uomo innesca per libero atto volontario la propria scelta creativa. E dove nulla c’era (non essere), mosso da autonoma e inventiva forza plasmatrice l’uomo genera fissando nella sua produzione la genialità del tempo, che nelle arti plastiche e figurative si concettualizza come estetica di quel segmento cronologico nell’eterno e solo umanamente mutevole fluire del tempo.

Ma in questo vitalismo assoluto o relativo (apparente) che sia l’umanità si ricicla in una sorta di applicazione del principio di Lavoisier per il quale tutto si crea e nulla si distrugge. La scoperta dei graffiti rupestri nelle montagne dei Pirenei convinse Picasso a disimparare i fondamenti di un linguaggio colto, acquisito scolasticamente dai modelli rinascimentali, esattamente come il dagherrotipo e gli sviluppi della fotografia avrebbero provocato inconsapevolmente una frattura fra lo stereotipato neoclassicismo della prima metà dell’Ottocento e la tecnica impressionistica della seconda metà.

Le cesure e i distinguo nei vari passaggi epocali assumono un carattere incidentale e necessario e servono ad evidenziare la dialetticità connaturata e coestensiva alla storicità dell’uomo. Così è, perché l’innovazione (ogni sforzo palingenetico), non è mai pacifica, anzi talvolta genera dolorosi contrasti, riservando paradossalmente ai pionieri del progresso l’ingrata umiliazione di un alto prezzo versato sull’altare dell’originalità precorritrice. Di fronte alla coeva incomprensione Edouard Manet comunicò con sottile ironia che non gli sarebbe dispiaciuto “di poter leggere finalmente, mentre (era) ancora vivo, il meraviglioso articolo che mi dedicherete non appena sarò morto”.

L’attualità sembra per nostra fortuna abbastanza lontana dal clima di intolleranza delle passate stagioni. Una platea più ampia di fruitori dell’arte ha pacificamente acquisito la pluralità di temi e stilemi utilizzati, distinti ciascuno per la propria sfera di appartenenza ed apprezzati al di fuori di esemplificanti concettualizzazioni. Nel caso della pittura l’interesse ed il giudizio di valore tendono a privilegiare il cromatismo, le soluzioni tecniche, la miscelazione dei materiali ed altro ancora, senza per questo inibire chi vuol rimanere nel solco della tradizione figurativa, come nell’iperrealismo, di potersi esprimere obbedendo al libero impulso creativo.

C’è un “liberismo” artistico svincolato da tutele, contestualmente, però, c’è un mercato mosso e gestito da più icastiche ragioni utilitaristiche che falsano il corretto equilibrio fra il valore intrinseco dell’arte e la sua diffusa e fruibile circolazione, e talvolta emarginano se non addirittura immolano coloro che si propongono come antesignani di felici intuizioni espressive.

Occorre quindi creare delle favorevoli condizioni di accesso alla visibilità del grande pubblico con un intento di mecenatismo rovesciato, nel quale l’opera ed il mercato dell’arte non rimangono circoscritti entro una cornice ad esclusivo godimento del committente, ma perdendo il carattere della elitarietà si socializzano ponendosi entro una duplice prospettiva motivazionale: tutoria-promozionale, la prima, e, la seconda, di pedagogia estetica.

Derogando da un caritatevole approccio filantropico (a tanto già provvede la “Legge Bacchelli”), deve essere concepito come un dovere istituzionale il sostegno economico al mondo artistico, consapevoli del fatto che contestualmente si promuove ed affina il profilo culturale e civile del popolo, alimentato con l’universale valore del “Bello”. Questa considerazione non costituisce una boutade utopica utile a stimolare superficiali ironie, bensì, sul terreno di una metodica e realistica capacità programmatica, un principio di preservazione del genio identitario dell’Italia, funzionale, anche o soprattutto, a difendere e incrementare il suo primato mondiale di culla del patrimonio immateriale dell’umanità.

Rispetto al vecchio collezionismo aristocratico, l’inversione prospettica si è realizzata non casualmente nella più dinamica e democratica società statunitense, nella quale emblematicamente l’elemento di sintesi è rappresentato dal “Museo Guggenheim”, nel quale antico e moderno convivono con pari dignità (figli, ciascuno, di esperienze irripetibili), divenendo al tempo stesso fenomeno di massa con indubbie ricadute commerciali.

L’equivalenza corrispondente tra il patrimonio artistico con il binomio occupazione-reddito non ha bisogno di perorazioni, tanto è solidamente acquisito e le politiche economiche nazionali hanno questo concetto come inescludibile punto di intersezione. Tutelare e promuovere come prassi istituzionale l’arte non ha il carattere distintivo di una eccezionale sensibilità pubblica, riveste, invece, un ruolo strumentale in un quadro post-industriale informatizzato, che rimuove o attenua ineluttabilmente la manualità ed esalta con forza il peso della sovrastrutturalità dell’effimero.

Se dovessimo trovare al fenomeno una esplicativa locuzione potremmo dire che finalmente il “cazzeggio” ha assunto il peso di un bisogno primario, tanto che chi proprio non ha nulla da esibire, da mettere in mostra alla curiosità del mondo, o, per insana scelta l’ha scandalosamente profanato (come la storia d’Italia insegna con il sacco edilizio delle città di Firenze e Roma dopo essere divenute capitali), si aggrappa a tutto pur di proporsi come simulacro della civiltà. A questo destino, ad esempio non sfugge Potenza, che ha subito, nel rilancio urbanistico successivo al secondo conflitto mondiale, la corrispondente geometria angolare del potere del cemento e del cemento del potere, per dirla col compianto Leonardo Sacco.

Si avverte nella città capoluogo di regione una sorta di iato estetico che rende percettibili echi leviani, circa l’assenza di manufatti artisticamente pregevoli, retrodatabili alle constatazioni sgomente elaborate dal faentino Enrico Pani Rossi, nella sua esperienza di funzionario di Prefettura negli esordi unitari e consegnati a futura memoria nel suo volume La Basilicata. E’ proprio questo vuoto a spingere la mente distratta della classe dirigente ed intellettuale locale perché si individui un elemento universalmente apprezzato come fattore gratificante ed attraente, identificandolo in quel singolare gioiello di ingegneria costruttiva che sovrasta il Basento, qual è il Ponte Musumeci, frutto di pazienti e ripetute prove di laboratorio prima di giungere al perfetto equilibrio delle forze di carico gravanti su una base snella ed elastica.

Grazie a quell’opera e al suo creatore la città di Potenza ha acquisito una visibilità ed una gloria internazionale, finendo sulle copertine di note riviste, a riprova del fatto che se il genio non collima col governo della politica, la politica che governa può abilmente trovare stabilità e durata nella promozione del genio e della genialità (ponendo come premessa di questa convergenza il rispetto dei ruoli). Operazione auspicabile, senza illudersi, però, alla luce di una costante miopia o di una normale prassi flemmatica, che sia facilmente attuabile, anche per il limite implicito alle nostre abitudini a mostrare sospetto ed attendere il coinvolgimento piuttosto che esserne motore di spinta.

Negli anni della contestazione del cosiddetto “Sessantotto” il refrain di una versione canora invitava a mettere dei fiori nei propri cannoni, nel mondo sempre più globalizzato quelle bocche da fuoco devono essere riprogrammate per eruttare il fuoco benefico ed anche economicamente salvifico della passione verso l’arte.

Nella pluralità di soluzioni adottabili si potrebbe fissare per legge nel bilancio del Ministero dei Beni culturali una cifra pur minima ma con erogazione costante destinata esclusivamente all’acquisto o alla realizzazione di opere capaci di rigenerare o potenziare il senso estetico del popolo italiano. Il criterio distributivo potrebbe essere fondato o su una equa ripartizione simultanea fra tutte le Regioni, oppure, in progressione cronologica, avvicendare nel beneficio le singole istituzioni locali, con facoltà di ogni singola Regione di contribuire all’azione promozionale dello Stato con propri fondi supplementari con i quali si privilegiano gli artisti locali. Esattamente come si realizza l’edilizia scolastica o le istituzioni affini, in ogni capoluogo di Provincia si dovrebbe realizzare una Pinacoteca.

Come è dovere costituzionale l’assistenza sanitaria per la cura del corpo, non è meno indispensabile la cura dello spirito. La Regione Basilicata potrebbe giocare su questo terreno un ruolo pionieristico, sia con la conferma della propria attenzione ad iniziative già avviate (penso alle lodevoli iniziative portate avanti da don Vito Telesca per la pittura con soggetto religioso o al meritorio sforzo della rivista In Arte), sia sostenendone di nuove, come si propone di essere quella legata alla “Biennale Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea – Città di Potenza”, che può costituire un’ulteriore opportunità, nella deprimente fase congiunturale che l’opprime, per far rinascere, per dirla con la lingua germanica, non solo il teutsher (teutone) lucano, ma soprattutto la sua teutsheit (la spiritualità profonda che deve scuoterlo e motivarlo ad agire), ovvero non solo il mann, l’uomo lucano, quanto o soprattutto il geist, l’essenza spirituale dei lucani, la sola forza incoercibile capace di invertire la fiacchezza, la condizione di ritirata, di battuta, in propellente energetico di riscatto e di sano protagonismo. L’Arte può dare origine a questa inversione tendenziale, a questa auspicabile catarsi (rifuggendo la pratica delle costose e sporadiche grandi mostre, che a Potenza hanno generato un grande appeal ma che si sono rivelate, pur nel deferente encomio, fallimentari, non essendo riuscite a generare il sussulto delle energie endogene).

L’Arte se vuole rivoluzionare la quotidianità deve superare una mera visione “culturalista”, nella quale ogni segmento si stacca e disimpegna dal resto, come vivente in un chiuso compartimento. L’Arte come pura astrazione è una finzione, poiché essa è piuttosto un business sia per i pittori che per tutte le tipologie di mercanti del settore e muove a vario titolo consistenti capitali. Insomma è una vera e propria industria, con i suoi criteri, le sue logiche e le sue leggi, che se ben gestita consente di approdare alla creazione di opportunità occupazionali in senso lato, in un sollecitante connubio di libertà creativa della mente e di vantaggi economici con connessa libertà dai bisogni materiali.

Purtroppo, anche per il gravare di insuperabili fattori negativi, rappresentati soprattutto dal frustrante macigno del debito pubblico, si naviga e si continuerà prevedibilmente a navigare a vista nel mare piatto dell’incapacità programmatica. Il nichilismo, per fortuna, non è che un’astrazione Nel pessimismo diffuso che tarpa le ali ai facili entusiasmi il coraggio di osare è possibile ed è la chiave di volta per non soccombere, e a differenza del don Abbondio manzoniano è, anzi, l’unica virtù che bisogna farsi venire per non restare indietro, tanto indietro, per dirla con la sapienza biblica dell’Ecclesiaste, da correre il rischio nello spostamento del baricentro del mondo di essere dimenticati.

Ci sono tanti segnali provenienti dalla società civile che aprono squarci di luce nel bieco cielo che avvilisce e frena ogni propensione all’attivismo. Non basta fare le leggi e fornire strumenti, e per quanto possa apparire contraddittorio serve un “verticismo sussidiario” da parte della politica e delle istituzioni, affinché non si attenda ma si vada incontro a ciò che di buono spontaneamente si muove entro il quadro generale della società e inibendo il circolo perverso della sterile dilapidazione delle magre risorse disponibili.

Il buongoverno, per abusare dell’opera del Lorenzetti, non sia un’allegoria, un mito, ma prassi consueta e se questa attesa trova voce specifica dal mondo dell’arte lucana, l’eco non viaggi nel deserto, non rimanga inascoltata. La preghiera di invocazione lanciata dagli organizzatori della “Biennale Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea – Città di Potenza” spezza il clima di sfiducia che da anni attanaglia e comprime la città capoluogo di Regione. Ogni preghiera, però, attende il suo sacrario, la Regione Basilicata, la Provincia ed il Comune di Potenza si propongano di esserlo. (Lucio Attorre)

mercoledì 10 luglio 2019

Fim Fiom Uilm su liquidazione consorzo ACM


POTENZA - A seguito della richiesta delle OO.SS. di FIM FIOM UILM al consorzio ACM inviata in data 2 luglio 2019 per aprire il confronto sulla contrattazione di secondo livello, nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una nota dal liquidatore del consorzio, che comunica ufficialmente l'avvenuta liquidazione dello stesso. Nella comunicazione viene indicato che per tutto ciò che attiene a materia sindacale le OO.SS. devono far riferimento diretto ad ogni singola azienda insediata nel comprensorio di FCA Melfi. Alla luce di ciò si aprono nuovi ed inediti scenari rispetto al modello organizzativo e contrattuale.

Le OO.SS. ritengono necessario valorizzare il sistema industriale complessivo di quest'area attraverso lo sviluppo di un sistema armonico tra le diverse realtà industriali di Melfi.

Le OO.SS. ritengono che i lavoratori dell'area devono avere un'unica contrattazione che possa garantire diritti uguali per tutti.

Pertanto si è già definito che il giorno 12 luglio 2019 si terrà, presso il Centro Sociale di Rionero in Vulture a partire dalle ore 15.00, l'attivo unitario dei delegati dell'indotto FCA Melfi per discutere, nel metodo e nel merito in un percorso democratico, una piattaforma rivendicativa che dia garanzia su salario, diritti e occupazione. Così in una nota le segreterie regionali FIM FIOM UILM.

martedì 9 luglio 2019

Quale futuro per l'IRCCS Crob di Rionero in Vulture?


POTENZA - I nuovi parametri ministeriali per la conferma del riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB) di Rionero in Vulture mettono in discussione il futuro di una realtà che, pur rivendicando l’indissolubile legame di appartenenza con la Comunità di tutto il Vulture-Melfese, è “ patrimonio della Basilicata e di tutti i cittadini lucani”.

La segretaria regionale della Fials Luciana Bellitti e il Dirigente Provinciale Fials Raffaele Libutti hanno perciò scritto al presidente della Regione, Vito Bardi e all'assessore alla Salute, Rocco Leone, chiedendo precisi impegni per vincere questa sfida: dagli investimenti in risorse umane e tecnologie all'attivazione della rete oncologica regionale e a una più qualificata programmazione.

“ L'IRCCS-CROB - ricordano i due dirigenti sindacali - è un ente del Servizio Sanitario Regionale, riconosciuto a livello nazionale con Decreto del Ministro della Salute del 10 marzo 2008 nella specializzazione oncologica. I nuovi parametri previsti dal Ministero per la conferma in IRCCS, illustrati dalla Direzione Generale del CROB di Rionero in Vulture, con gli obiettivi da raggiungere, possono sembrare obiettivi impervi e irraggiungibili, ma certamente con il lavoro di tutti le sfide possono e devono essere affrontate e superate".

Per Bellitti e Libutti “l'IRCCS CROB deve essere un importante punto di riferimento nel sistema salute della nostra Regione, quale hub di una rete oncologica regionale che deve coinvolgere territorio e strutture ospedaliere al fine di garantire percorsi comprensivi di prevenzione e promozione della salute e percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi”.

La Segreteria Regionale FIALS, perciò, chiede “maggiore attenzione alle programmazioni che riguardano l’IRCCS CROB, chiamate a confrontarsi sulla qualità della ricerca e dell’assistenza con le più accreditate strutture italiane ed europee. Bisogna attivare la rete oncologica in Basilicata, che oggi nasconde molte inefficienze, per dare risposte serie ai tanti malati che attendono di essere curati dignitosamente”.

“L’IRCSS – prosegue la nota - deve essere supportato dalla Regione per valorizzare le eccellenze professionali in ambito della ricerca, contribuendo alla sua crescita. Bisogna aumentare il numero dei ricercatori, provvedendo anche alla loro stabilizzazione, e favorire l’attrattività ospedaliera, facendone un riferimento non solo della Basilicata ma dell’intero Mezzogiorno. Bisogna riconoscere che grazie al costante impegno, determinazione e professionalità dei suoi lavoratori si è guadagnato riconoscimenti nazionali ed internazionali”.

“La Fials – concludono Bellitti e Libutti - chiede alle Istituzioni Regionali di investire massicciamente per dotare il CROB di nuove ed avanzate tecnologie, indicando tra le priorità strategiche lo sviluppo di adeguati percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi. E' questo un requisito essenziale per attivare una efficiente rete oncologica, in modo da soddisfare le esigenze clinico assistenziali di tutto il percorso diagnostico terapeutico della persona malata. Solo attraverso una seria programmazione l'IRCCS/CROB potrà costituirsi come polo di offerta oncologica di altissima qualità, soddisfacendo così, il fabbisogno di cura e di salute della fascia più debole della società "la Persona Malato".

Nell’Unibas aumentano le immatricolazioni

POTENZA - Nell’anno accademico 2018-2019 le immatricolazioni nell’Università della Basilicata sono state 1.149 con un aumento del 10,27% rispetto all’anno precedente: l’ateneo lucano – in base ai dati de “La Repubblica” – è ottavo, tra i venti in Italia, con la percentuale migliore di aumento delle iscrizioni (41 sono gli atenei con immatricolazioni in crescita, e 19 quelli in calo). L’Unibas, inoltre, ottiene il quarto posto nella classifica dei piccoli atenei italiani realizzata dal Censis, migliorando di due posizioni il risultato dello scorso anno: “Siamo molto soddisfatti di questo dato – ha spiegato la Rettrice dell’Unibas, Aurelia Sole – in quanto premia gli sforzi fatti dall’università in termini di offerta didattica e di attrattività”.

Sulla base dei dati forniti da Almalaurea (XXI rapporto sui laureati nel 2018), il 92% dei laureati nell’Unibas si dice soddisfatto dell’esperienza universitaria (88,9% la media nazionale), e il 91,7% si dice soddisfatto del rapporto con i docenti (86,4 la media nazionale): il voto medio di laurea è stato il 102 (102,9 la media nazionale), la media dei voti agli esami universitari è stata invece del 26 (26,3 la media nazionale). Il 22%, infine, si è laureato nell’Unibas provenendo da altra regione di residenza (con una media identica a quella nazionale). Il 56,9% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: il 57,1% tra i laureati di primo livello e il 39,5% tra i magistrali biennali (valore, quest’ultimo, che cresce al 64,7% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio). L’84,7%, infine, ha ritenuto adeguato il carico di studio nella sua esperienza universitaria in Basilicata.

“Oggi – ha aggiunto la Rettrice - contiamo 6.700 iscritti sulle due sedi, con un incremento degli immatricolati costante nel tempo. A questi numeri si aggiungono gli iscritti ad altre attività, come il Tfa sostegno e i corsi 24 Cfu per la formazione degli insegnanti, e gli iscritti al terzo livello della formazione: la scuola di specializzazione di Archeologia, i nostri Dottorati di ricerca e i Master. Ogni anno contiamo mediamente 900 tra laureati magistrali e triennali. Il numero complessivo dei laureati dall’istituzione dell’Unibas a oggi è di 17.546 studenti”. Sole ha quindi evidenziato che “se andiamo a esaminare il dato dell’efficacia della laurea Unibas per l’occupazione, ossia quanto è stata determinante la laurea per trovare lavoro, il nostro dato è più alto rispetto a quello nazionale: in particolare, a un anno dalla laurea, il 69,4% rispetto al 59% nazionale, e a cinque anni dalla laurea sale all’81,4% rispetto al 65,3% nazionale. Ora è il momento di lavorare sul rispetto dei tempi previsti per la conclusione del percorso universitario, fattore che risulta determinante nel favorire migliori opportunità occupazionali; naturalmente il tema non è erogare percorsi formativi più facili, bensì affiancare il percorso di ogni singolo studente, attraverso attività di tutorato da parte di studenti meritevoli e dottorandi, e con attività di mentoring erogate da specialisti, cosa che abbiamo messo in campo da qualche anno”.

In tema di qualità dell’offerta didattica, “va evidenziato come l’Unibas abbia tre corsi che prevedono il rilascio del doppio titolo con atenei stranieri (Operatore dei beni culturali con la Sorbona di Parigi, Archeologia e Storia dell’arte con l’Ecole Pratique de Haute Studes di Parigi, Scienze e tecnologie Alimentari con l’Universidad de la Extremadura (Spagna), e un corso interamente internazionale sulle Gestione Sostenibile e la qualità alimentare (Edamus), abbiamo Dottorati internazionali e in collaborazione con il tessuto industriale lucano”. Per il prossimo anno accademico, inoltre, è stato istituito il corso di laurea sperimentale in "Tecniche per l’edilizia e la gestione del territorio", 40 i posti a disposizione e ammissione subordinata al superamento di una prova di accesso attraverso un test in ingresso. Infine, per i corsi ad accesso programmato; ecco tutte le informazioni:

Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura (a programmazione nazionale)

I posti disponibili sono 85 (+ 2 riservati a cittadini non comunitari residenti all’estero, + 2 riservati a cittadini cinesi partecipanti al progetto “Marco Polo”. L'iscrizione dovrà essere effettuata attraverso il portale Universitaly, entro le ore 15 del 25 luglio 2019, e dovrà poi essere perfezionata seguendo la procedura informatizzata sul sito web di Ateneo (https://unibas.esse3.cineca.it/Home.do), entro le ore 12 del 30 luglio 2019.

La prova si svolgerà il 5 settembre, alle ore 11, nella sede di Matera, Via Lanera 20.

Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (a programmazione nazionale)


I posti disponibili sono 160 (+ 5 riservati a cittadini non comunitari residenti all’estero, e + 5 riservati a cittadini cinesi partecipanti al progetto “Marco Polo”. La domanda di partecipazione al test di ammissione dovrà essere presentata esclusivamente online, entro le ore 12 del 30 agosto 2019, collegandosi al sito https://unibas.esse3.cineca.it/Home.do

Corso di laurea in Biotecnologie (a programmazione locale)

I posti disponibili sono 90 riservati a cittadini italiani, comunitari e non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia (+2 riservati a cittadini non comunitari residenti all’estero, + 2 riservati a cittadini cinesi partecipanti al Progetto “Marco Polo”). La domanda di ammissione dovrà essere presentata esclusivamente online, entro le ore 24 del 10 settembre 2019, collegandosi al sito https://unibas.esse3.cineca.it/Home.do. Per essere ammessi alla selezione bisogna aver sostenuto il test TOLC-B erogato dal CISIA, che prevede le seguenti sedute: 9 settembre 2019; 10 settembre 2019. La domanda di partecipazione al test, per ciascuna seduta, deve essere presentata attraverso il portale www.cisiaonline.it entro la scadenza consultabile sullo stesso sito e sul sito del Dipartimento di Scienze. Le prove si svolgeranno a Potenza, nell'aula "D" del CISIT "Centro Infrastrutture Sistemi ICT" Campus di Macchia Romana. È possibile esercitarsi prima della prova collegandosi alla pagina http://allenamento.cisiaonline.it/utenti_esterni/login_studente.php

Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia (a programmazione locale)
I posti disponibili sono 100 (+ 5 riservati a cittadini non comunitari residenti all’estero, + 2 riservati a cittadini cinesi partecipanti al progetto “Marco Polo”).

La domanda di ammissione dovrà essere presentata esclusivamente online, entro le ore 24 del 12 settembre 2019, collegandosi al sito https://unibas.esse3.cineca.it/Home.do

Per essere ammessi alla selezione bisogna aver sostenuto il test TOLC-F erogato dal CISIA, che prevede le seguenti sedute: 11 settembre 2019; 12 settembre 2019.

La domanda di partecipazione al test, per ciascuna seduta, deve essere presentata attraverso il portale www.cisiaonline.it, entro la scadenza consultabile sullo stesso sito e sul sito del Dipartimento di Scienze. Le prove si svolgeranno a Potenza, nell’aula "D" del CISIT "Centro Infrastrutture Sistemi ICT" Campus di Macchia Romana.

È possibile esercitarsi prima della prova collegandosi alla pagina http://allenamento.cisiaonline.it/utenti_esterni/login_studente.php

Corso di laurea a orientamento professionale in Tecniche per l’Edilizia e la Gestione del Territorio (a programmazione locale)

I posti disponibili sono 40, e sono riservati a cittadini italiani, comunitari e non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia.

La domanda di ammissione dovrà essere presentata esclusivamente online, entro le ore 12 del 16 settembre 2019, collegandosi al sito https://unibas.esse3.cineca.it/Home.do. Per essere ammessi alla selezione bisogna aver sostenuto il test TOLC-I erogato dal CISIA, che prevede le seguenti sedute: 23 luglio 2019; 4 settembre 2019; 13 settembre 2019. La domanda di partecipazione al test, per ciascuna seduta, deve essere presentata attraverso il portale www.cisiaonline.it entro la scadenza consultabile sullo stesso sito e sul sito del Dipartimento di Scienze. Le prove si svolgeranno a Potenza, nell'aula "D" del CISIT "Centro Infrastrutture Sistemi ICT" Campus di Macchia Romana.

È possibile esercitarsi prima della prova collegandosi alla pagina http://allenamento.cisiaonline.it/utenti_esterni/login_studente.php

lunedì 8 luglio 2019

OasiCinema: ultimo appuntamento con Beautiful Things di Giorgio Ferrero


POTENZA - Ultimo appuntamento con la sesta edizione di “OasiCinema, il cinema dell’ecologia”, mercoledì’ 10 luglio sarà proiettato: Beautiful Things di Giorgio Ferrero.

La rassegna organizzata da Zer0971 Associazione di Promozione Sociale si prefigge lo scopo di promuovere attraverso il cinema la conoscenza dell’ambiente, dei territori e il rapporto con la natura.

Appuntamento alle ore 21 presso il cortile antistante il Museo Archeologico Nazionale “D.Adamesteanu” di Potenza. Ingresso libero

In caso di avverse condizioni meteo le proiezioni si terranno nell’adiacente Sala del Cortile.

Si riporta il commento del regista:

Beautiful Things è un viaggio, una storia in quattro atti dove immagini, parole e suoni sono insolubili tra loro. Quattro mondi che si intersecano in cui perdersi. I protagonisti del film conducono vite lontanissime dalle nostre ma i loro fantasmi nell’armadio ci fanno sentire parte di un unico disegno. Il film è stato scritto con un approccio musicale, come una partitura in cui le note, le immagini e le parole hanno lo stesso peso e ognuna cerca la propria geometria tra le righe.

Il film è dedicato a noi che non sappiamo vivere senza collezionare oggetti semi inutili. A noi tossici viziosi, bulimici accumulatori. A noi che non riusciamo a vivere nel silenzio. A noi che non riusciamo ad addormentarci senza Netflix nelle orecchie. A noi che accettiamo l’idea che la vita possa precederci ma non che i nostri oggetti ci possano sopravvivere. Questo film è un modo per sfuggire il nostro stile di vita da cui non riusciamo ad uscire in alcun modo.

I brevi quadri della quotidianità di una coppia che si intersecano all’impianto narrativo principale del racconto sono le vite degli autori del film stesso. La generazione dei robottini, delle prime chat porno, dei peluche dell’Ikea.

Abbiamo cercato attraverso la nostra malinconia di raccontare l’urgenza di un ritorno al silenzio, la ricerca di un respiro libero dalla compressione della vita immolata al rumore.

Questo è il nostro urlo che abbiamo cercato di tradurre in un canto.

Per ulteriori informazioni: info@zer0971.org Whatsapp: 3495564810

giovedì 4 luglio 2019

Al via la IX edizione del Woody Groove Festival


POTENZA - Sabato 6 luglio inizierà ufficialmente il WoodyGroove Festival, giunto ormai alla IX Edizione. Anche quest'anno, come di consuetudine, oltre 40 band hanno proposto la loro candidatura alla Direzione Artistica del festival che ormai, giunto alla IX Edizione, vine riconosciuto fra le più solide realtà legate alla ricerca della musica indipendente del sud.

Quest'anno il vestival si articolerà in quattro serate: nella prima serata si esibiranno i napoletani Alca Inpenne (Stoner Duo) energetici e potenti e i Cartago (Electro-Pop), formazione lucana. Sabato 13 luglio, invece, sarà la volta dei Pikes Peak (Alt. Rock) e del cantautore Giuseppe Telesca con il suo primo disco già particolarmente apprezzato seppure di freschissima uscita. Due tra i quattro artisti accederanno alla fase conclusiva del festival, e apriranno rispettivamente i concerti dei due ospiti di fama nazionale.

Dopo i Diaframma, i Nobraino e i Claudio Simonetti's Goblin nelle tre edizioni passate, infatti, quest'anno sarà la volta di Edda, voce storica dei Ritmo Tribale, (il 26 luglio) e di INOKI NESS, esponente storico della scena rap italiana (27 luglio). Il tutto si svolgerà come sempre nella suggestiva cornice boschiva del Parco di Sant'Antonio La Macchia, al Pipistrello Pub. Anche quest'anno l'evento si svolge grazie al sostegno del Fondo Socale della BCC Basilicata. I concerti sono tutti ad ingresso gratuito.

Copagri Basilicata: grano duro, remunerazioni sono ancora inferiori ai costi di produzione


POTENZA - “C’è ancora troppa distanza tra i prezzi del grano duro riconosciuti agli agricoltori e i costi di produzione che gli stessi devono sostenere e che rimangono più elevati; per questo è necessario puntare con sempre maggiore decisione sulla strada della qualità, cercando al contempo di andare a sfruttare tutte le possibilità offerte dagli accordi di filiera, per conseguire risultati più soddisfacenti dal punto di vista del reddito, e dalle reti di imprese agricole e industriali, nell’interesse reciproco e nel meccanismo della competitività e della collaborazione. L'aggregazione, infatti, è fondamentale per conseguire migliori risultati in termini di reddito”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino in occasione della fase finale della campagna di mietitura e a proposito degli esiti del Tavolo della filiera grano-pasta svoltosi nei giorni scorsi al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

“La contrazione della produzione nazionale di grano per l’annata in corso, in linea con quella mondiale, vede un calo delle superfici coltivate pari al 6,5% che porterà ad una superficie impiegata a grano duro di circa 1,2 milioni di ettari; tale contrazione, unita alle problematiche causate dalle condizioni metereologiche, che hanno portato forti piogge, grandinate ed escursioni termiche non indifferenti, e alla difficile situazione dei prezzi di mercato del grano, i quali si aggirano su remunerazioni decisamente inferiori ai costi di produzione, non fa altro che aggravare il forte deficit del nostro Paese, dove la produzione nazionale non riesce a soddisfare la domanda. Il rischio concreto è che venga tagliato fuori dal mercato un numero sempre maggiore di produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Basilicata.

“In ragione di ciò, guardiamo con favore alla necessaria istituzione di una Commissione unica nazionale, che sulla scia di quanto già avviene in altri comparti possa contribuire a riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera, garantendo al contempo una maggiore trasparenza dei meccanismi alla base della formazione dei prezzi. La centralità della remunerazione equa di tutti i componenti della filiera è infatti un elemento imprescindibile”, conclude Minichino.

Ennesima chiusura per la linea ferroviaria Fal Avigliano – Potenza

POTENZA - Ufficialmente la tratta ferroviaria FAL Avigliano – Potenza chiude per l’esecuzione dei lavori di costruzione dei sottopassi di via Calabria e via Roma; questo è quello che l’azienda ha comunicato all’utenza con uno specifico avviso.

Da più parti ci giunge l’informazione che non era necessaria la chiusura della tratta ma era possibile una gestione in esercizio del servizio, dando la possibilità agli utenti di avere il servizio, eventualmente con una sospensione parziale della tratta. Invece Fal decide di chiudere persino le stazioni.

Questa è l’ennesima dimostrazione dell’atteggiamento che ha Fal nei confronti dell’utenza lucana. Dopo anni di disservizi, ritardi, progettazioni sbagliate, mancati investimenti, siamo ancora dinnanzi ad un soggetto pubblico che mette le tratte ferroviarie lucane in secondo piano.

Interesseremo l’Assessore Regionale competente e l’Assessore Regionale Gianni Rosa, in quanto rappresentante istituzionale della Comunità aviglianese, affinchè la Regione Basilicata chieda a Fal di evitare la sospensione del servizio, ma soprattutto inizi ad effettuare i famosi investimenti sulla sicurezza riguardanti la tratta ferroviaria Avigliano – Potenza.

Appare evidente la reale volontà di Fal, dai tempi del cambiamento dell’ordine di servizio tra la stazione di Moccaro e Avigliano città: mortificare e deprimere alcuni servizi ferroviari lucani in modo da ridurre significativamente l’utenza per giustificarne la chiusura in futuro.

Le Fal, azienda pubblica la cui presidenza è di nomina Movimento 5 stelle, deve smetterla di prendere in giro i lucani e gli aviglianesi. Ammetta apertamente cosa intende fare cioè penalizzare le tratte lucane a vantaggio di quelle pugliesi. Così in una nota Vincenzo Claps, Portavoce Fratelli d’Italia Avigliano.

mercoledì 3 luglio 2019

Al via la 1a edizione della Biennale di Potenza


POTENZA - Si svolgerà a Potenza, sabato 6 luglio prossimo alle ore 10:30, presso la sala convegni del Museo Archeologico Michele La Cava in Via Lazio,18 la conferenza stampa di presentazione della Prima Edizione della Biennale di Potenza.

Fervono i preparativi per la Prima Edizione della Biennale Internazionale di Arte della Città di Potenza organizzata dall’Associazione Lucana Art Commission.

La Biennale di Potenza è il primo esperimento del genere nella nostra regione e sarà allestita presso le sale del Museo Provinciale Michele La Cava in Via Lazio e presso il Museo Dinu Adamesteanu - Palazzo Loffredo - dal 05 Settembre al 16 Novembre 2019.

L’esposizione coinvolge cinque settori specifici: Pittura, Scultura, Fotografia, Grafica e Arte Digitale.

Senza la pretesa di competere con manifestazioni simili, la Biennale di Potenza vuole riunire artisti, pubblico e critica attorno alle più recenti tendenze ed espressioni artistiche contemporanee.

“Credo che l’opera d’arte – ha dichiarato Raimondo Andreolo, presidente dell’Associazione- riunisca in sé elementi peculiari della personalità di ogni artista. Nella sua opera, quando non è frutto di puro tecnicismo, l’artista trasmette il desiderio di comunicare le proprie caratteristiche umane, le sue esperienze, le sue emozioni. I sui sentimenti, la rabbia, l’amore, la solitudine stanno tutti lì, lo spettatore ne percepisce e ne assorbe solo una parte, quella che va a chiudere o rafforzare il suo personale puzzle dell’emotività. Questo vorremmo accadesse al visitatore della nostra esposizione e in questa direzione stiamo concentrando il nostro impegno”.

La selezione delle opere, affidata al Prof. Vincenzo Claps è iniziata l’1 aprile scorso e si concluderà il prosimo 5 agosto. Il curatore è coadiuvato nel difficile compito dai Professori Giovanni Scioscia, Lucio Attorre, Guido Folco e dal Prof. Marco Salvatore. “La scoperta di nuovi talenti -ha affermato il Prof. Claps- e la loro partecipazione al fianco di artisti già affermati è l’obiettivo di questo scambio multiculturale così la Biennale di Potenza si propone quale strumento attraverso il quale si cerca di far convergere il panorama artistico di tutti i partecipanti in un’unica grande opera”.

È questa infatti l’ambizione della Biennale che senza dubbio a partire da questa prima edizione speriamo diventi uno strumento di diffusione delle tendenze artistiche di tutto il mondo.

Alla manifestazione hanno concesso il patrocinio la Regione Basilicata, la Provincia di Potenza, il Comune di Potenza, la Direzione Generale Musei – Polo Museale Regionale della Basilicata, il Museo MIT di Torino, l’UMPLI di Basilicata, l’Apt Basilicata, la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la sede regionale di Basilicata della RAI.

Tutte le informazioni ed i moduli per partecipare alla selezione della Biennale sono disponibili sul sito: biennaledipotenza.it

Melfi, cinque arresti: due in carcere e tre ai domiciliari


MELFI (PZ) - La Polizia ha dato il via ad un'indagine riguardante usura ed estorsioni nella zona di Melfi (PZ), con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Ad essere tratte in arresto cinque persone, due finite in carcere e tre agli arresti domiciliari. Per altri due soggetti è stato disposto l'obbligo di dimora nella città di Melfi.

Potenza, Isabella Fusiello è il nuovo questore


POTENZA - A Potenza si è insediato il nuovo questore, la dott.ssa Isabella Fusiello. Per lei, questo è il suo quarto incarico da questore, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo a Cuneo, Reggio Emilia e Trieste. Ha spiegato come al più presto sarà presso il centro di Palazzo San Gervasio, dove vengono ospitati i migranti in attesa di rimpatrio, per rendersi conto personalmente di quelli che sono i problemi esistenti.

martedì 2 luglio 2019

Fca Melfi, Fim Cisl: bene terzo modello Compass


POTENZA - "L'avvio delle produzioni della versione ibrida della Jeep Renegade e la messa in produzione della Compass nel primo trimestre 2020 sono la buona notizia che aspettavamo da tempo". Così Raffaele Apetino, coordinatore nazionale della Fim Cisl per il gruppo Fca, e Gerardo Evangelista, segretario generale della Fim Cisl Basilicata. "È una notizia positiva per lo stabilimento di San Nicola che con i suoi oltre 7.000 dipendenti è la più grande fabbrica del gruppo Fca. Era necessario trovare in tempi brevi una soluzione industriale che sostituisse la Fiat Punto affinché il sito lucano avesse certezza occupazionale e industriale per il futuro. Adesso bisogna gestire questa fase di transizione temporale attraverso il ricorso al contratto di solidarietà, necessario per accompagnare e garantire sostegno al reddito ai lavoratori di Melfi fino al pieno processo produttivo nel 2020. Come Fim siamo soddisfatti della notizia di oggi perché in una fase di trasformazione di tutto il mercato auto a livello globale, la Jeep Compass rappresenta un tassello di continuità industriale, soprattuto al Sud, troppo spesso vittima di desertificazione industriale".