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venerdì 15 novembre 2019

Vertenza Galdo, avviati i licenziamenti di 16 dipendenti


POTENZA - Si aggrava la situazione dei lavoratori delle aree di servizio di Galdo sul tratto lucano della Salerno-Reggio Calabria, a rischio licenziamento e con circa due anni di mensilità arretrate. La Dima, impresa che gestisce l'area di servizio Galdo Ovest, ha comunicato ufficialmente nei giorni scorsi l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per i 16 addetti.

L'azienda giustifica i licenziamenti con l'insostenibilità dei costi a fronte di una riduzione del fatturato di circa l'80 per cento a causa dell'isolamento delle vecchie aree di servizio rispetto al nuovo tracciato della A2. Circostanza, sottolinea l'azienda, che comporta alla clientela una deviazione di circa 5 km con aggravi di spese e di tempo. La Fisascat Cisl, insieme al Comune di Lauria, si è già attivata per sollecitare la Prefettura di Potenza a convocare un tavolo di crisi con tutti i soggetti interessati: Regione Basilicata, Esso Italia, Sarni, gli attuali gestori delle stazioni e l'Anas.

"L'eventuale chiusura delle aree di servizio, anche in considerazione del fatto che le nuove stazioni saranno pronte non prima dell'estate - spiegano Emanuela Sardone della Fisascat e il sindaco di Lauria, Angelo Lamboglia - implicherebbe anche notevoli problemi dal punto di vista della sicurezza pubblica in quanto le due stazioni sono state individuate quale presidio di protezione civile in caso di calamità. Ragion per cui va assicurata la piena continuità del servizio e dell'occupazione. Per questo - concludono Sardone e Lamboglia - chiediamo precise garanzie al futuro gestore Sarni affinché siano mantenuti gli attuali livelli occupazionali e salariali nelle due aree di servizio".

sabato 9 novembre 2019

Tavolo provinciale anticaporalato. Riunione in Prefettura a Matera


MATERA - Si è svolta, nella mattinata di ieri, presso il Palazzo del Governo di Matera, una riunione del Tavolo provinciale anticaporalato, presieduto dal Prefetto di Matera, Demetrio Martino, al fine di promuovere, attraverso una rete interistituzionale, condizioni di piena legalità nel settore agricolo, a vantaggio dei lavoratori e dell’impresa, e arginare il fenomeno della intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Alla riunione sono intervenuti i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, i rappresentanti del Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Basilicata, della Provincia di Matera, i Sindaci dei Comuni della fascia jonica, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, l’INPS, l’INAIL, l’ARLAB Basilicata, l’ASM e le Associazioni datoriali di categoria e dei lavoratori.

Nel corso della riunione è stato presentato il “Protocollo d’intesa sperimentale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura”, elaborato da questa Prefettura, volto ad assicurare forme legali di reclutamento della manodopera potenziando il ruolo strategico del Centro per l’Impiego, quale canale privilegiato per l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Fulcro del sistema, la Piattaforma informatica sperimentale, realizzata dall’ARLAB e dalla Regione Basilicata, che consentirà, attraverso l’inserimento volontario delle candidature, da parte dei lavoratori disponibili all’assunzione, la creazione di liste pubbliche di aspiranti lavoratori agricoli stagionali.

Ciò permetterà ai datori di lavoro di assumere i lavoratori attingendo dai suddetti elenchi e, mediante l’utilizzo del sistema informatico, verrà generato automaticamente il contratto di lavoro, redatto secondo i termini definiti dal vigente contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti.

L’innovativo sistema consentirà, inoltre, alle imprese ed ai lavoratori aderenti di ottenere vantaggi, previsti dallo stesso Protocollo, relativi ad aspetti correlati all’attività lavorativa quali la sicurezza sul lavoro, la situazione alloggiativa, il trasporto e la formazione.

Le finalità e le linee di intervento dell’Accordo sono state condivise e accolte positivamente dai partecipanti al Tavolo che hanno espresso, anche, apprezzamento per la Piattaforma informatica, strumento dinamico e flessibile che, attraverso un’interfaccia semplice e di facile accessibilità, offrirà il quadro della situazione in tempo reale.

In tempi brevi, con gli eventuali contributi che gli attori interessati sono stati invitati ad elaborare per la parte di rispettiva competenza, il Protocollo d’Intesa sarà sottoscritto e saranno avviate tutte le conseguenti attività destinate, nella fase sperimentale, alla fascia jonica.

Vertenza Galdo, la Fisascat chiede un tavolo in prefettura per scongiuare 16 licenziamenti


POTENZA - Convocare in tempi brevi un tavolo di confronto in prefettura per affrontare la vertenza delle aree di servizio di Galdo nel tratto lucano dell'autostrada A2. A chiederlo è Emanuela Sardone, della Fisascat Cisl, che sollecita l'intervento di tutte le parti interessate per "scongiurare l'avvio della procedura collettiva di licenziamento dei 16 addetti del ramo Ovest da parte della Dima che nei giorni scorsi ha comunicato alle organizzazioni sindacali di non essere nelle condizioni di proseguire l'attività per carenza di liquidità. Il motivo - spiega Sardone - sarebbe, oltre al calo del fatturato, la sospensione da parte dell'Anas del ristoro economico concordato nel 2013 per compensare le perdite che si sono determinate a seguito dei lavori di ammodernamento del tratto autostradale, lavori che hanno comportato - lo ricordiamo - lo spostamento del tracciato e di conseguenza l'isolamento delle due aree di servizio".

"Per lo stesso motivo - denuncia la sindacalista - diversi lavoratori vanterebbero oltre due anni di mensilità arretrate, circostanza che ha messo i lavoratori in una situazione economicamente insostenibile. Di qui la nostra richiesta alla prefettura di convocare al tavolo tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella vertenza, ovvero Anas, Regione, Comune di Lauria, l'ex gestore delle aree di servizio Esso Italia, gli attuali gestori Zaccagnino e Dima e il gruppo Sarni che dovrebbe subentrare nella gestione delle nuove aree di servizio, in via di realizzazione ma non ancora completate". Per la sindacalista della Fisascat "andrà definito un preciso crono-programma per il completamento delle nuove aree e il subentro del gruppo Sarni che dovrà impegnarsi a riassumere tutto il personale attualmente in forze.

venerdì 8 novembre 2019

Melfi (PZ), Ugl:”In momenti di crisi, Snop Automotive garantisce occupazione”


MELFI - “In Basilicata la crisi non si placa, le aziende sofferenti aumentano, non vedono soluzioni di ripresa lavorativa nell’immediato e non avendo la certezza di utilizzo di ammortizzatori sociali, provvedono incessantemente a licenziare o a collocare in mobilità il proprio personale”.

E’ quanto emerso al termine del direttivo regionale dell’Ugl metalmeccanici svolto presso sede zonale dell’Ugl a Melfi (PZ) con la presenza del segretario regionale, Florence Costanzo. I lavori sono stati aperti dal Segretario territoriale Giuseppe Palumbo.

“Il fenomeno regionale è divenuto esplosivo, ci sono centinaia di aziende senza commesse che hanno a combattere quotidianamente con le loro insolvenze economiche. Ci si è ingessati in due fenomeni: senza ‘paracadute’ sociale che possa garantire una risorsa sufficiente al supporto al reddito dei lavoratori, ed aziende speranzose di una ripresa produttiva. L’Ugl – ha dichiarato Palumbo - sollecita gli apparati regionali per attivarsi nel recepire le risorse sufficienti al supporto al reddito affinché le esigenze che riguardano tutto il settore lucano industriale e della Pmi vengano prese in serio esame”. “Le aziende – ha proseguito Costanzo – necessitano di essere accompagnate con interventi di sostegno e di stabilizzazione della domanda, declinati in funzione dell’espansione dello stato sociale, con una politica industriale mirata per rilanciare il lavoro e per contenere gli effetti negativi dovuti ai raggiustamenti dei mercati che sono due aspetti inevitabilmente connessi nell’obiettivo di favorire un assetto sociale più equilibrato”.

Nell’intervento del coordinatore Ugl dell’indotto Fca Melfi, Mario Corbo, “nel registrare malessere industriale lucano, in controtendenza non possiamo che registrare quanto di positivo sta facendo l’azienda Snop Automotive Italy che nella sua sede di Melfi in un momento di grande difficoltà occupazionale, ha trasformato dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, per la gioia dei suoi dipendenti e comprensibilmente della nostra o.s.. In tale sito si producono strutture nel settore automobilistico tra cui puntoni per l’auto Jeep Renegade per l’Fca Melfi, aste e braccetti in produzione per Messico e Brasile”.

“Se in generale ad oggi si registra la crisi del polo industriale Melfi, la Snop è un azienda molto solida ed affidabile nel complesso industriale in Basilicata: ciò per l’Ugl và ribadito che è grazie alla buona gestione aziendale e dei suoi dipendenti. Azienda e lavoratori hanno permesso ad oggi di registrare ottimi successi per il territorio riconosciuti in certificazioni, risultati di ricerche svolte con metodologia indipendente e su dati oggettivi, che ha riconosciuto le eccellenze di Snop Automotive nelle condizioni di lavoro offerte ai dipendenti; nelle politiche di formazione e sviluppo diffuse a tutti i livelli aziendale; nelle strategie di gestione HR, dimostrando così di essere un’azienda leader nell’ambito HR, impegnata in un continuo miglioramento delle politiche e Best Practice in ambito HR. Il nostro auspicio e augurio in un momento di difficoltà produttiva e occupazionale – concludono i leader Ugl, Palumbo, Corbo e Costanzo – è che si possa oggi registrare l’ottima affermazione della Snop anche per tutte le aziende lucane che vivono in enormi difficoltà”.

Matera: il Prefetto convoca il Tavolo provinciale anticaporalato


MATERA - Convocato dal Prefetto, dott. Demetrio Martino, il Tavolo provinciale anticaporalato che si riunirà, Venerdì 8 novembre 2019 alle ore 11, presso questa Prefettura-UTG. Tema dell’incontro le problematiche relative al collocamento dei lavoratori in agricoltura e al contrasto del fenomeno dello sfruttamento dei braccianti.

E’ prevista la partecipazione della Regione Basilicata ( Assessorati lavoro e attività produttive) , del Presidente dell’Amministrazione Provinciale, dei Sindaci dei Comuni della fascia jonica, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL, dell’ARLAB, dell’ASM, della Caritas Diocesana di Matera ed Irsina, delle Organizzazioni Sindacali CGIl CISL e UIL e le Associazioni datoriali di categoria e dei lavoratori.

Nel corso della riunione sarà presentato dal Prefetto il “Protocollo d’intesa sperimentale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura” volto ad assicurare forme legali di reclutamento della manodopera potenziando il ruolo strategico del Centro per l’ impiego e favorendo l’ incontro facile ed immediato tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Fulcro del sistema sarà la Piattaforma informatica sperimentale che sarà illustrata dall’ARLAB e dalla Regione Basilicata, che hanno realizzato il software.

mercoledì 6 novembre 2019

Ex Ilva; Palombella (Uilm): “No a decisioni sindacali solitarie che inaspriscono situazione già drammatica”


POTENZA - “No a decisioni sindacali solitarie che contribuiscono ulteriormente a inasprire il clima di tensione, sfiducia e preoccupazione presente tra i lavoratori. Queste azioni rendono ancora più complicata questa drammatica vicenda che riguarda migliaia di lavoratori degli stabilimenti ex Ilva”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo la notifica della procedura ex art 47 avviata da ArcelorMittal nei confronti dei Commissari straordinari di Ilva.

“La comunicazione di trasferimento di 10.777 lavoratori da ArcelorMittal all’Amministrazione straordinaria entro 25 giorni – dichiara il leader Uilm - previsto dalla procedura ex art 47, era stata annunciata dai vertici della multinazionale il 4 novembre e ieri sera è stata formalizzata durante l’incontro con le rappresentanze dei lavoratori nello stabilimento di Taranto”.

“Ieri sera, dopo l’incontro con l’ad Morselli, - continua Palombella - Fim Fiom e Uilm unitariamente avevano deciso di indire un presidio permanente in attesa di conoscere l’esito dell’incontro odierno tra i vertici di Arcelor Mittal e il Governo italiano”.

“L’invio della lettera di avvio della procedura di cessione – prosegue - avvenuto poche ore fa, non può costituire un elemento di ulteriore novità. Faremo tutte le nostre valutazioni e metteremo in campo ogni iniziativa conseguente dopo aver conosciuto i contenuti dell’importantissimo vertice che si sta svolgendo a Palazzo Chigi”.

“Siamo ancora una volta chiamati e impegnati ad evitare di alimentare divisioni tra le organizzazioni sindacali che si ripercuoterebbero inevitabilmente sui lavoratori. Siamo solo all’inizio ed è opportuno tenere i nervi saldi per evitare il più grande disastro ambientale, industriale e occupazionale dal dopoguerra a oggi” conclude Palombella.

martedì 5 novembre 2019

Recesso Ex Ilva, Spera (Ugl):“Il Governo si faccia garante”


“Il gigante dell'acciaio Arcelor-Mittal ha annunciato il recesso dall'ex Ilva e per l’Ugl siamo fortemente preoccupati: rivendichiamo rispetto e diritti, a tutela dei lavoratori che rappresentiamo”.

Lo dice Antonio Spera, segretario generale UGL Metalmeccanici alla notizia dell’abbandono e risoluzione del contratto da parte della Arcelor-Mittal.

“E’ sempre indispensabile la convocazione presso il ministero dello Sviluppo Economico e la presenza del ministro Patuanelli - prosegue Spera - affinché mai come d’ora si avvii un confronto e mettere in campo un atto di responsabilità nei confronti del polo siderurgico più grande d’Europa. La nostra o.s. Ugl ha come obiettivo quello di garantire il rispetto degli investimenti per l’ambientalizzazione del sito di Taranto e tutti i livelli occupazionali, come previsto dall’accordo del 2018 ossia che la Arcelor-Mittal acquisiva (o meglio, affittava) tutte le attività di Ilva Spa: vale a dire, oltre all'acciaieria tarantina, anche gli insediamenti di Novi Ligure e Cornigliano. Arcelor-Mittal non ha voluto aspettare, – conclude il sindacalista Spera – e i motivi del recesso sembrerebbero legati all'eliminazione della ‘protezione legale’ dal 3 novembre necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando la comunicazione di recesso. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l'annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull'azienda. Non si perda tempo: il territorio e i migliaia di lavoratori Italiani hanno bisogno di risposte e certezze sul loro futuro”.

sabato 2 novembre 2019

Leggieri (M5S): "Fusione Fca-Peugeot, si garantiscano i livelli occupazionali in Italia e a Melfi"


POTENZA - Fca e Psa progettano di unire le forze per creare un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile. Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo Psa e al 50% dagli azionisti di Fca.

L'aggregazione creerebbe il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di unità vendute (8,7 milioni di veicoli), con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro.

Si tratta di una fusione storica e importantissima in termini di economie di scala sui costi, che non deve assolutamente ripercuotersi sui lavoratori degli stabilimenti italiani e in particolare di Melfi. Condivido la posizione del Ministro del Consiglio, Giuseppe Conte, se questo accordo rispetterà il piano industriale e occupazionale nel nostro Paese, è una buona notizia e la capacità di sviluppo nel settore automotive può portare a benefici, anche in Basilicata.

L’obiettivo principale per noi è che si debbano garantire i livelli occupazionali in Italia e in particolare nello stabilimento di Melfi, il più moderno e importante d’Europa.

Voglio ricordare che a Melfi, dove attualmente sono in produzione la 500X e la Jeep Renegade, saranno prodotte anche la Jeep Renegade ibrida plug-in e la Jeep Compass. Produrre a Melfi la Jeep Renegade ibrida plug-in e la Jeep Compass. È una prospettiva sicuramente positiva sia in ottica di occupazione e sia sotto il profilo ambientale. Storicamente, da anni, sosteniamo la necessità di promuovere questa tecnologia abbandonando progressivamente le fonti non rinnovabili.

L’attenzione del M5S Basilicata sull’iter degli investimenti a Melfi rimarrà assolutamente alta, così come lo è stata in questi anni di consiliatura regionale. Voglio ricordare che FCA, a fronte dell’ennesima contrazione di mercato, nei mesi scorsi ha comunicato ai propri dipendenti che gli esuberi nello stabilimento sono passati da 1640 a 3297 e che i lavoratori interessati ai contratti di solidarietà sono passati da 5857 a 6868 su circa 7.400 complessivi, con un aumento di giornate di astensione dal lavoro medio individuale dal 28% al 48%, accompagnato da una altrettanto drastica decurtazione del salario.

Andare in produzione con le nuove vetture nei primi mesi del 2020, perché questi sono i tempi previsti, necessita da parte delle istituzioni un monitoraggio costante e puntuale per evitare perdite di posti di lavoro soprattutto nell’ indotto, che ha subito e subisce maggiormente la mancanza di certezze sul futuro produttivo dello stabilimento di Melfi.

Noi in questi anni siamo stati sempre al fianco delle esigenze degli operai della Fca di Melfi e continueremo sempre a farlo anche e soprattutto con questa nuova compagine societaria. Li abbiamo sostenuti quando hanno lottato per affermare i principi più elementari di democrazia e rispetto della propria dignità, li abbiamo accompagnati presso i ministeri, le commissioni lavoro in parlamento e ai tavoli regionali. Quasi quotidianamente abbiamo delle interlocuzioni con tanti operai della Fca di Melfi e degli indotti, e questo accade sin dal primo giorno del nostro insediamento nelle istituzioni lucane.

Sappiamo benissimo che i lavoratori non cadono in questi meccanismi perversi che li vede sempre vittime di interessi altrui, sappiamo esattamente cosa interessa ai lavoratori della FCA e dell’Indotto, un futuro sicuro, condizioni adeguate di lavoro, salute e sicurezza, il ripristino dei minuti di pausa ingiustamente tagliati solo per citare alcuni delle tematiche principali. Così in una nota Gianni Leggieri, Consigliere Regionale M5S Basilicata.

giovedì 31 ottobre 2019

Vertenza Dema, Ugl:”Al Mise inaccettabile posizione aziendale”


ROMA - “Dalla Dema, azienda leader nel settore aerospaziale, viene presentata al Ministero dello sviluppo Economico una bozza di piano industriale dei siti pugliesi e campani che prevede 213 esuberi più 58 lavoratori della DCM azienda collegata”.
Lo dichiara a margine dell’incontro il segretario generale Ugl Metalmeccanici Antonio Spera, Flores Damiano segretario territoriale Ugl Brindisi e le Rsu Ugl Metalmeccanici che oggi hanno preso parte al tavolo al Mise. All’incontro erano presenti il Vice Capo di Gabinetto, Giorgio Sorial, il Sottosegretario Alessandra Todde, le regioni Puglia e Campania.

“È inaccettabile la posizione dell’azienda che si presenta al Ministero senza dettagliare gli investimenti e il nuovo piano ma con la soluzione di ridurre i costi attraverso il licenziamento dichiarato di circa 300 lavoratori. I tempi sono molto stretti e l’azienda per l’Ugl, dimostra rigidità su tutti i contenuti del piano. Per tanto – concludono i vertici Ugl, con a capo il segretario Spera – saremo irremovibili: dopo le 8 ore di sciopero a Brindisi di lunedì p.v., viene confermato sin’ora lo stato di agitazione”.

mercoledì 30 ottobre 2019

Matera: aperti i lavori della XIV convention di CGM


MATERA - Si è aperta oggi la XIV Convention di CGM – Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli dal titolo “Sharing Future”, un autentico laboratorio che coinvolge oltre 400 imprenditori sociali da tutta Italia per parlare di modelli imprenditoriali innovativi, sostenibili, efficaci e inclusivi. Ad aprire i lavori il Presidente di CGM Giuseppe Bruno che ha ricordato come la convention sia un momento di confronto nel segno della partecipazione e co-creazione. “Le cooperative sociali hanno in sé valore sociale ed economico, ma soprattutto sono luoghi inclusivi che vogliono porre le persone al centro e dare risposte dal punto di vista occupazionale. Il lavoro da compiere è quello di accompagnare la capacità trasformativa dell'impresa sociale. Bisogna coltivare le nuove energie, così che possano diventare protagoniste del futuro, così come in passato gli altri hanno fatto con noi”.

A portare i saluti della Città di Matera il Sindaco Raffaello de Ruggieri, che ha spiegato come “La convention non poteva trovare luogo più adatto. Il cuore della città e i suoi rioni sono un vero e proprio prodotto comunitario. E' stata la capacità graduale e temporale dei propri capomastri figli del popolo a realizzare la più straordinaria interpretazione urbana della natura che è Matera. In questo contesto il rapporto di solidarietà, vicinanza e appartenenza ha saputo trovare naturale concretezza nei rapporti senza mai perdere il senso di comunità”.

I lavori hanno affrontato poi il tema giovani e lavoro. Nel 2018 120mila giovani si sono spostati dall'Italia per recarsi all'estero e la quota di immigrazione giovanile è quintuplicata negli ultimi 10 anni. A questo proposito Don Bruno Bignami, Direttore Nazionale CEI per i problemi sociali ha parlato di congiura sociale contro i giovani che “in maniera sottile estromette le categorie numericamente inferiori, in una società che non sa dare e offrire prospettive di futuro. Occorre aprire le porte rispetto al tema vocazionale perché i giovani si sentano parte attiva sollecitando la loro esperienza affinché diventino protagonisti di un progetto di costruzione.” Un altro orizzonte su cui muoversi, secondo Don Bruno Bignami, è quello del con chi? “Abbiamo creato la cultura dell'uno, ma un giovane deve avere la possibilità di scoprire che la sua vita può trovare una risposta più significativa nel momento in cui si mette insieme con altri per un progetto condiviso”.

A dialogare sul tema assieme a Don Bruno Bignami è stato Stefano Granata, Presidente Federsolidarietà Confcooperative che ha evidenziato come “quindici anni fa l'età media dei cda delle cooperative era di 33 anni e mezzo. Oggi è di 52 anni. Anche il mondo delle cooperative rischia di perdere interesse da parte dei giovani. Un tempo le cooperative nascevano nelle parrocchie, nelle comunità, nel mondo dell'associazionismo, tutti luoghi che oggi non sono generativi. Se si perde il linguaggio, il senso di prossimità con i territori, la cooperazione sociale perde la propria mission di dare opportunità alle comunità. Se siamo diversi e incoerenti con i nostri valori, saremo incoerenti anche nei confronti dei giovani.”

Durante i giorni della Convention sarà esposta al Cineteatro Guerrieri la preziosa versione originale della Costituzione “ritrovata” (une delle tre esistenti) che fu proprietà di Alcide De Gasperi, e che fu donata dalla figlia Maria Romana alla Fondazione Museo storico del Trentino. Un legame, quello del Trentino con la città di Matera, che si rinnova quindi anche nel nome della Costituzione Italiana e grazie alla presenza dei giovani del Liceo Leonardo da Vinci di Trento e del Liceo E. Duni di Matera che hanno avuto la possibilità di dialogare con il Giudice della Corte Costituzionale Daria De Pretis che a seguito della lectio magistralis dal titolo La costituzione aperta al mondo ha sottolineato come in Italia più della ricerca è “il mercato del lavoro che non funziona e che non è in grado di assorbire i prodotti della formazione e della ricerca. Abbiamo risultati strepitosi, molte delle pubblicazioni estere sono di ricercatori italiani che vanno via perché non trovano adeguate possibilità. Questo non è un problema della Costituzione, ma della sua attuazione e delle scelte fatte dalla politica. Quello del lavoro e i giovani è un grande tema e se si riesce ad uscire da questa palude, il nostro Paese ha un grandissimo potenziale”.

La Convention continua Giovedì 31 ottobre

Gli appuntamenti da non perdere:

h. 11.30 Cineteatro Guerrieri
Cooperazione, Terzo Settore e capitalismo paziente: vettori di convergenza per riscrivere paradigmi sociali, economici e ambientali

Obiettivo della mattinata è di verificare l’effettiva convergenza di settori diversi della società (economia di mercato, terzo settore, cooperazione) per rispondere a sfide sociali ormai non più rinviabili. Il primo talk dal titolo “Diffondere e sedimentare conoscenza” si focalizzerà sulla capacità del terzo settore di contribuire all’agenda di un nuovo modello di sviluppo attraverso la capacità di leggere e interpretare i principali mutamenti sociali e ambientali in atto. Il secondo talk intitolato “Generare sviluppo economico” è centrato sulla capacità dell’economia sociale di favorire una crescita economica e occupazionale in termini di performance utilizzando nuove catene di produzione del valore. Il terzo talk “Coltivare nuove energie” riguarda la capacità del terzo settore e delle imprese in generale di attrarre e di valorizzare i giovani talenti che possono introdurre significativi elementi di cambiamento, in particolare a livello di mindset strategico operativo. Interverranno: Claudia Fiaschi, Portavoce Forum Terzo Settore, Paolo Venturi, Direttore AICCON, Maurizio Gardini, Presidente Confcooperative, Mirella Liuzzi, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Rosella Leidi, Vicedirettore Generale UBI Banca, Federica Gasbarro, Attivista italiana di Fridays for Future, Alessandro Isidoro Re, Co-fondatore Social Innovators Community e giornalista, Giuseppe Bruno, Presidente Gruppo Cooperativo CGM.

lunedì 28 ottobre 2019

Eni, Carella (Femca Cisl): "Garantire occupazione ai lavoratori Italfluid"

POTENZA - Il segretario generale della Femca Cisl, Francesco Carella, si dice preoccupato per il futuro dei lavoratori della Italfluid, società che opera nell'indotto Eni. "Nel mese di dicembre - spiega il sindacalista - scadrà il contratto di fornitura con la compagnia petrolifera che pare anche intenzionata ad internalizzare alcune delle attività svolte attualmente dalla Italfluid. Stiamo parlando in totale di circa 80 lavoratori specializzati, di cui una ventina addetti alle attività sui pozzi che ora Eni vorrebbe internalizzare. Lo scorso 27 settembre - continua Carella - abbiamo incontrato la dirigenza della Italfluid, ma l'esito non è stato rassicurante. Da Eni vogliamo risposte chiare sia sulla continuità del contratto con la ditta appaltatrice sia sul mantenimento dei posti di lavoro. In tal senso abbiamo già inoltrato alla compagnia una richiesta di incontro lo scorso 5 ottobre alla quale non è stata data risposta". Per il segretario della Femca Cisl "la priorità è mantenere tutti i posti di lavoro, per questo penso sia necessario un confronto, se necessario anche a livello istituzionale, per garantire continuità occupazionale e sviluppo nel territorio della Val d'Agri. Sarebbe un'ulteriore beffa per la nostra regione e allo stesso tempo alla propria credibilità e reputazione, se in questa fase di transizione, Eni sacrificasse dei lavoratori per esigenze di riorganizzazione interna", conclude il segretario della Femca Cisl.

sabato 26 ottobre 2019

Magneti Suspension System Melfi, Fontana (Ugl):”Auspichiamo saturazione occupazionale”

MELFI - Presso la Magneti Suspension System Italy S.p.A. dello stabilimento di Melfi (PZ) si sono incontrate la Direzione Aziendale e le OO.SS. territoriali. L’Ugl metalmeccanici era rappresentata da Michele Fontana.

“Come previsto nell’accordo dl 29 gennaio c.a., per il personale dello stabilimento di Melfi , è stato prorogato il contratto di solidarietà in essere, per il periodo dal 01 febbraio al 31 dicembre 2019. L’azienda – dichiara il sindacalista Fontana – nel corso dell’incontro, ha confermato gli investimenti volti alla allocazione produttiva, presso lo stabilimento di Melfi (PZ), dei componenti legati alla produzione dei nuovi prodotti Jeep Compass e Jeep Renegade PHEV, illustrando altresì gli investimenti e le attività in corso di realizzazione dedicate alle produzioni per i nuovi componenti. In condivisione con l’azienda, per l’Ugl è anche necessaria indicare che tali attività costituiscono la premessa necessaria per dare corso all’avvio della salita produttiva dei componenti legati alla produzione dei nuovi prodotti per la Jeep Compass, che avverrà a partire dal prossimo mese di marzo 2000 in relazione alle richieste di del cliente, quelle per la messa in produzione dei componenti legati alla produzione per la Jeep Renegade PHEV, veicolo ibrido elettrico plug-in. Considerando i segnali dell’andamento vendite del mercato – prosegue Fontana – e di un’ulteriore contrazione della domanda nella fase finale del corrente anno che potranno dal luogo ad effetti negativi aggiuntivi sugli ordini dello stabilimento di Melfi (PZ) di Marelli Suspension System Italy S.p.A., si manifesterebbe l’esigenza di implementare efficacemente le attività di messa in produzione dei componenti legati ai nuovi modelli prodotti e necessiterebbe dare corso nei mesi finali dell’anno a sospensioni dell’attività che determinano allo stato un incremento dei lavoratori temporaneamente in esubero. Per tanto si è concordato con l’Azienda che per ciascun lavoratore coinvolto nel contratto di solidarietà la percentuale di riduzione massima dell’orario di lavoro ordinario contrattuale, sarà complessivamente pari al 60% come media del personale interessato: per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nell’arco del periodo di stipula del CDS. L’Ugl Metalmeccanici unitamente alle altre OO.SS. metteranno in campo, come previsto dall’accordo, tutte le azioni affinché si garantisca la maturazione dei ratei dei lavoratori. Sarà una nuova svolta e –conclude Fontana – a parere Ugl, terminerà un periodo di sacrifici, poiché gli impegni e relativi investimenti che si stanno realizzando, lasciano pensare a positivo per tutto il sito e l’indotto industriale di San Nicola di Melfi”.

venerdì 18 ottobre 2019

Vertenza Jabil, Ugl:”Situazione critica e dubbiosa rispetto al futuro dei lavoratori”

POTENZA - “L’ultimo tavolo di discussione per la vertenza Jabil tenutosi al MISE il 17 ottobre 2019 e presieduto dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, ha visto tutte le Rappresentanze Sindacali in discussione, la UGL Metalmeccanici rappresentata da Lucia Dello Iacovo della Segreteria Provinciale di Caserta, con la Dirigenza Aziendale e l'apporto di una rappresentanza della Regione Campania, nella persona del Deputato Sonia Palmeri. L’Azienda ha presentato per il 2020/2022 un ambizioso Piano Industriale che "punterebbe" sulla crescita dei clienti con uno share dell’8/10% del mercato, ancora in decrescita, attraverso l'erosione di clienti alla concorrenza. Parallelamente dichiara che, negli ultimi due anni, la Jabil ha puntato anche sulla diversificazione delle attività passando dalla produzione di schede elettriche, alla meccatronica, ai servizi, fino alla progettazione e prototipazione. Tra i vari progetti presentati al tavolo - prosegue la sindacalista Ugl - è saltata alla nostra attenzione addirittura una fase di studio per l’introduzione delle Tecnologie di Realtà Virtuale e Aumentata nei processi industriali e di ricerca e sviluppo. Nonostante tutto questo ben di Dio l'azienda afferma irremovibile la necessità di snellire l'organico a 350 unità su 700, attraverso le attività di reimpiego e uscite incentivate, come da Accordo Quadro che è seguito dopo l’apertura di licenziamenti collettivi del 24 giugno, attualmente congelata grazie alla concessione della Proroga della CIGS straordinaria. Quest’ultimo ammortizzatore concesso scadrà il 10 novembre, a breve si dovrà ridiscutere del rifinanziamento fino alla data ultima del 23 marzo, presso il Ministero del Lavoro. In questo tempo l'azienda richiede di continuare e completare il percorso di Ricollocazione, ponendo sul tavolo un esodo incentivato attualmente dimezzato rispetto ai mesi scorsi e un bonus per chi sceglie di ricollocarsi decresciuto del 90%, condizioni davvero poco proponibili ai lavoratori. Ragionando, infine, sulla Ricollocazione proposta – aggiunge Dello Iacono - , abbiamo osservato attraverso le slide una lista di aziende presentate che garantirebbero l’assunzione fino a 631 lavoratori. La nostra posizione è stata piuttosto critica sulle due start up, forse le aziende più appetibili della lista e che da sole garantivano occupazione a 100 e 170 lavoratori ciascuna, con una partenza 2020 e una prospettiva di ancora Ammortizzatori per i lavoratori coinvolti. Abbiamo chiesto di monitorare le aziende dove non sono chiari né il futuro né le commesse, difatti il Vice Gabinetto Sorial ha pronunciato parere non favorevole a queste ricollocazioni. In ultimo la UGLM ha espresso forti dubbi rispetto anche al futuro prospettato per le 350 persone che resterebbero dopo la ristrutturazione e sull'atteggiamento di un'azienda che si priva indiscriminatamente delle sue risorse, mentre parallelamente presenta progetti ambiziosi, i quali richiedono competenze fuoriuscite negli ultimi mesi dall’azienda e che non si fermeranno in futuro. La situazione – conclude la sindacalista Dello Iacono – per l’Ugl resta ancora molto critica e fumosa, soprattutto su come avviare questo processo di ricollocazione ‘volontaria’ ad una platea di lavoratori che non vede garanzie in questi percorsi”.

giovedì 17 ottobre 2019

Fca Melfi, Ugl:“25 anni di storia lucana”

MELFI - “Ha fatturato 4,7 miliardi la Fca di Melfi nel 2018, con 3 miliardi di investimenti in tecnologie, innovazione e formazione con l’Academy, fiore all’occhiello dell’azienda. Ed è solo grazie alla professionalità dei suoi dipendenti che con le alte professionalità e le competenze sono riusciti a raggiungere un primato invidiabile nel mondo dove Fca ha sempre creduto nei suoi validi talenti, valorizzando il personale in un unico percorso che sa e vuole fare”.

Lo hanno affermato il segretario provinciale dell’Uglm di Potenza, Giuseppe Palumbo con la segretaria Ugl della federazione lucana, Florence Costanzo per l’occasione di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e The European House che hanno organizzato per oggi una tavola rotonda per fare un bilancio, anche alla luce delle trasformazioni in corso per la produzione dei veicoli elettrificati, sul contributo offerto dallo stabilimento alla crescita del territorio lucano. Alla presenza di Vito Bardi (Presidente, Regione Basilicata); Alfredo Leggero (Head of Manufacturing Mass Market Brands EMEA Region FCA Italy & CEO FCA Melfi); Cetti Lauteta (Responsabile Scenario Sud, The European House – Ambrosetti); Corrado Panzeri (Responsabile Hub Innovazione e Tecnologia, The European House –Ambrosetti), i leader dell’Ugl Basilicata metalmeccanici hanno proseguito che:”l’azienda stà rispettando come sempre gli impegni non venendo meno mai a quanto concordato con il sindacato partecipativo ed oggi Fca è pronta a procedere con l’elettrificazione e l’ibrido. La Basilicata si attesta prima regione nell’export pro capite, grazie proprio all’automotive. Per l’Ugl – proseguono Palumbo e Florence – in tanti anni si sono anche sottoscritti accordi impopolari ma, possiamo oggi gioire in questo contesto in cui si celebra il 25esimo anno dell’azienda dalla inaugurazione con Agnelli e Berlusconi il 25 ottobre 1994. Oggi a 25 anni, è una partenza non un arrivo, una strategia collaborativa delk sindacato che ha permesso a Fca, di ridisegnare l’azienda ma anche il territorio, per rendere la Basilicata un modello di sviluppo e sostenibilità. Ora spetta alla Regione Basilicata investire – concludono i segretari Ugl - facendolo ci permetterà di contrastare lo spopolamento. Fca rappresenta un modello di industria 4.0 su cui dobbiamo puntare di più, coinvolgendo l’Università e istituendo nella nostra regione un centro di ricerca stabile dove veda il contributo di tutti in una crescita costruttiva, innovativa, importante per lo sviluppo del territorio dove l’Ugl vorrà continuare ad essere protagonista”.

Copagri: "Caporalato, tavolo interistituzionale fondamentale per fare sintesi"

POTENZA - “Prendiamo atto con soddisfazione, in attesa degli sviluppi e delle evoluzioni, dei contenuti della bozza di Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, del quale apprezziamo l’impostazione generale e il taglio di carattere decisamente pragmatico e operativo”. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Copagri Fabio Caldera intervenendo alla riunione di insediamento del tavolo interistituzionale di contrasto al caporalato, svoltasi oggi al Dicastero del Lavoro alla presenza dei ministri delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo. Le foto dell’incontro sono su http://bit.ly/2MoqNFP.

“Crediamo che il tavolo sia uno strumento fondamentale per fare sintesi delle numerose istanze e proposte provenienti dagli attori in gioco e riteniamo pertanto prioritario che come prevede la normativa si riunisca con cadenza regolare e che, soprattutto, vada a integrarsi anche con l’importante e già avviata attività della rete lavoro agricolo di qualità”, ha aggiunto il vicepresidente.

“Ribadiamo a tal proposito l’importanza del ruolo delle sezioni territoriali della rete e dei centri per l’impiego-CPI, strumento fondamentale per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta del lavoro e andare così a incidere sulle leve economiche che consentono i dolorosi fenomeni del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura; prendiamo quindi atto con soddisfazione dell’intenzione del Governo di rafforzare il ruolo dei CPI attraverso l’istituzione di una piattaforma digitale e di uno sportello dedicato per l’erogazione di servizi finalizzati all’inserimento lavorativo nel settore agricolo, innovazioni da noi ripetutamente richieste e caldeggiate”, ha proseguito Caldera.

“Pari importanza ha poi intensificare e portare avanti gli interventi in materia di trasporti e di alloggi e foresterie per i lavoratori, per i quali il Piano prevede la mappatura del territorio e la pianificazione di servizi che tengano in debita considerazione la stagionalità della raccolta dei prodotti agricoli, così come le necessarie integrazioni della legge 199/2016, che va rivista in alcune sue parti, distinguendo in particolare tra reati gravi e gravissimi”, ha concluso il vicepresidente della Copagri.

mercoledì 16 ottobre 2019

Whirlpool, l’azienda: "Chiudiamo il primo novembre"


NAPOLI – Whirlpool Napoli chiude i battenti. “Vista l’impossibilità di una discussione sul merito del progetto di riconversione e i mesi di incontri che non hanno portato ad alcun progresso nella negoziazione, l’Azienda, come comunicato durante la riunione a Palazzo Chigi, si trova costretta a procedere alla cessazione dell’attività produttiva, con decorrenza 1 novembre 2019”.A renderlo noto Whirlpool dopo l’incontro a Palazzo Chigi, avvenuto alla presenza del premier Giuseppe Conte, e del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.

Whirlpool Emea prende atto “con grande rammarico della mancata disponibilità da parte del governo a discutere il progetto di riconversione del sito. Tale progetto, come più volte sottolineato, rappresenterebbe l’unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità nel lungo periodo dello stabilimento di Napoli. Come infatti già presentato nei mesi scorsi, Whirlpool Emea durante l’incontro odierno ha ripercorso le opzioni alternative alla riconversione, non sostenibili nel medio-lungo termine”.

Secondo l’azienda “nonostante ingenti investimenti realizzati negli ultimi anni, lo stabilimento di Napoli non è più sostenibile per via di una crisi strutturale. Il sito opera infatti al di sotto del 30% della capacità di produzione installata a causa del drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e di congiunture macroeconomiche sfavorevoli, condizioni non previste né in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano Industriale del 25 ottobre 2018”. Per l’azienda “la disponibilità confermata oggi dal governo e quella inclusa nel decreto per la risoluzione delle crisi aziendali sono misure non risolutive e che non possono incidere né sulla profittabilità del sito di Napoli nel lungo periodo, né sulla competitività di Whirlpool nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa)”.

Whirlpool Emea “tiene a ribadire la strategicità dell’Italia, dove sono impiegate circa 5.500 persone e dove l’Azienda ha realizzato investimenti significativi nel corso degli anni, arrivando a costruire la più forte presenza produttiva del settore. In questo contesto, Whirlpool Emea confida nella continua collaborazione con il Governo italiano per supportare la propria forte presenza nel Paese e per garantire che gli investimenti rendano i propri impianti competitivi per il mercato globale”.

domenica 13 ottobre 2019

Morti bianche, Mattarella: 'La sicurezza dei lavoratori è una priorità sociale'


PALERMO - "La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale ed è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità". Lo ha detto in un messaggio il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, contenuto in un telegramma inviato per la 69/ma edizione della Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro che si svolge oggi a Palermo.

"Sono stati compiuti importanti passi in avanti nella legislazione, nella coscienza comune, nell'organizzazione stessa del lavoro. Ma tanto resta da fare per colmare lacune, per contrastare inerzie e illegalità, per sconfiggere opportunismi", dichiara il presidente della Repubblica.

Serve "un'azione continua, rigorosa, di prevenzione. L'applicazione e il rispetto delle norme va accompagnata a una corretta attività di vigilanza cui devono essere assicurate le risorse necessarie", aggiunge Mattarella.

giovedì 10 ottobre 2019

Precari Regione, Fisascat e Uiltucs spingono per stabilizzare dipendenti Consedin con requisiti decreto Madia


POTENZA - Sbloccare la stabilizzazione dei precari che possono beneficiare del decreto Madia. A chiederlo sono Emanuela Sardone della Fisascat e Donato Rosa della Uiltucs. I due sindacalisti fanno riferimento ai circa 120 lavoratori attualmente impiegati a tempo indeterminato dalla RTI avente come capofila la Consedin (società che si occupa di consulenza e assistenza tecnica per la Regione Basilicata) e che in precedenza avevano lavorato alle dirette dipendenze della Regione come precari. "Si tratta di persone laureate - spiegano Sardone e Rosa - che, oltre ad aver maturato una ormai non breve esperienza professionale, provengono da vari percorsi di selezione pubblica: ciò significa che possono esercitare il diritto alla stabilizzazione in base al decreto Madia. Purtroppo - continuano i sindacalisti della Fisascat e della Uiltucs - tale diritto resta sulla carta in mancanza dell'analisi dei fabbisogni da parte della Regione e soprattutto delle verifiche annuali che al momento non risultano esser state ancora effettuate, passaggio necessario a quantificare il numero di possibili stabilizzazioni".

"Nella regione che, insieme a Calabria e Sicilia, detiene nell'Unione europea il poco invidiabile primato negativo per numero di laureati occupati - continuano Sardone e Rosa - diventa un fatto di credibilità della politica avviare la stabilizzazione di chi possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione di un tavolo per il prossimo 21 ottobre che dovrà anche affrontare e risolvere i problemi legati al regolamento interno della Consedin in materia di flessibilità oraria. Abbiamo intrapreso questa battaglia nell'ottobre del 2017 e continueremo a batterci per la dignità di questi lavoratori dalle elevate competenze e capacità professionali; risorse umane che qualche illuminato riformatore pensò bene di 'esternalizzare' in regime di appalto quinquennale, arrivando addirittura a proporre di assumerli con contratto di lavoro individuale a tempo determinato per un anno prorogabile e con inquadramento non conforme alle mansioni da loro svolte, operazione che riuscimmo a sventare". Intanto, prosegue il confronto sul contratto di secondo livello: "Ci stiamo lavorando - concludono i sindacalisti di Fisascat e Uiltucs - e contiamo di arrivare in tempi ragionevoli alla definizione di un accordo su premio di risultato, parità di genere e banca ore solidali".

mercoledì 9 ottobre 2019

Total, Carella (Femca Cisl): "Basta chiacchiere, i giovani vogliono lavoro"

POTENZA - "Non ci accontentiamo di sapere le cose dai giornali: noi vogliamo capire cosa c'è in questo patto tra Regione e Total e vogliamo risposte concrete sul lavoro". Lo dice il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che richiama l'attenzione su una trentina di ragazzi che, spiega il sindacalista, "hanno già superato le prove di selezione e sono ancora in attesa di essere chiamati. Stiamo parlando di giovani scolarizzati e qualificati che rischiamo di perdere perché qui non c'è lavoro, salvo poi essere costretti ad assumere personale da fuori regione. Serve una svolta sull'occupazione. Se non lo si fa sfruttando le risorse del territorio, come il petrolio, non vedo come si possa creare lavoro in questa regione. Dalle compagnie petrolifere pretendiamo investimenti e occupazioni, non piatti di lenticchie. Bisogna puntare sullo sviluppo di veri e propri indotti industriali in settore avanzati dove possano trovare impiego i nostri diplomati e laureati. Noi, con loro, siamo stanchi delle lotte ideologiche, politiche e sindacali che producono solo parole. È il momento di passare dalle parole ai fatti", conclude il sindacalista della Femca Cisl.

martedì 8 ottobre 2019

Fca, Evangelista (Fim): "Troppe incertezze, serve l'attenzione del governo"

POTENZA - "Le nuove fermate produttive comunicate oggi da Fca indicano un serio rallentamento della domanda e questo significa per i lavoratori altro salario perso. Purtroppo, paghiamo le conseguenze delle troppe incertezze legate ai dazi e della mancanza di una politica industriale da parte del governo nazionale". Così Gerardo Evangelista, segretario generale della Fim Cisl Basilicata, secondo cui "la situazione in Fca è di interesse nazionale perché se rallenta la filiera dell'automotive - avverte il sindacalista - a cascata si ferma l'intero sistema produttivo del paese. Dal governo vogliamo parole chiare e una strategia di lungo periodo sulla transizione ecologica, sugli investimenti per l'innovazione tecnologica e sul Mezzogiorno. Senza il Sud non ci sarà mai una ripresa sostanziale dell’Italia, per questo servono interventi veloci e mirati, a partire dalle infrastrutture. In questo momento - aggiunge Evangelista - il paese non può permettersi di non avere idee chiare sul futuro della più importante industria nazionale e sul rilancio del Mezzogiorno".