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giovedì 15 novembre 2018

Leggieri (M5S) sulla conferenza pubblica Biomethane Plus a Melfi


POTENZA - Questa mattina ho partecipato alla Conferenza pubblica partecipativa, indetta dal Comune di Melfi, per discutere sul Progetto del Biomethane Plus di San Nicola di Melfi. Si tratta di un nuovo impianto per il trattamento della frazione organica di rifiuti solidi urbani che potrebbe essere realizzato nella zona industriale di San Nicola di Melfi. Nel mio intervento ho ancora una volta rimarcato il "sacrificio" dell'area del Vulture e dell'intera Basilicata. L'area Nord della regione ha già dato - si pensi alle discariche di Atella e Venosa - e non può permettersi di ospitare altri siti dai quali verranno emessi agenti impattanti. Nel Vulture, inoltre, si trovano un inceneritore nella zona di San Nicola di Melfi (Fenice) e un cementificio, sito nel territorio di Barile, che tratta Css, oltre la stessa FCA. Come se non bastassero questi siti, si ripresenta oggi la possibilità di impianto per il trattamento di rifiuti, sempre nell’area di San Nicola di Melfi.

È chiaro che si tratta di un progetto che si va ad inserire in un territorio già fortemente penalizzato e martoriato da un punto di vista ambientale. Un territorio che si deve mobilitare e che deve pretendere dalla Regione Basilicata maggiore rispetto ed attenzione. A questo punto occorre mettere in campo tutte le azioni possibili per arginare questa situazione, azioni che devono essere portata avanti da tutti, cittadini e istituzioni.

Inoltre, voglio ricordare anche che purtroppo a Venosa è stato già approvato il progetto di un impianto di biometano, particolarmente impattante per il territorio e l’agricoltura di qualità che lì si realizza.

Siamo costretti a subire una vera e propria colonizzazione a opera di società e multinazionali che hanno individuato nella Regione Basilicata a una vera e propria terra dell’oro, il luogo ideale dove fare affari senza troppi problemi.

Mancanza di regole, mancanza di controlli e assenza totale di programmazione, unitamente a una connivenza politica, fanno si che chiunque può venire in questa Regione e impiantare un mega impianto eolico, anche a ridosso di un antico castello, un pozzo petrolifero, magari a pochi metri da un centro abitato o da un ospedale, o ancora un impianto FORSU, magari in una zona già caratterizzata dalla presenza di aziende agroalimentari.

La Basilicata non deve essere la pattumiera d'Italia, i lucani non lo meritano. Così in una nota Gianni Leggieri, Portavoce M5S Basilicata.

mercoledì 14 novembre 2018

IIA, Spera (Ugl): "Dalle parole ora si passi ai fatti"

POTENZA - “Apprendiamo con soddisfazione le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa nel comunicare un investimento massiccio per il nuovo parco mezzi del trasporto pubblico nazionale e conseguentemente un notevole stanziamento di 700 milioni in tre anni per i nuovi bus. Ora dalle parole, si passi ai fatti, i pensieri dei dipendenti ormai ormeggiano altrove dopo che l’IIA ha dichiarato di non poter pagare gli stipendi di ottobre e il 31 dicembre scade la cassa integrazione”.
E’ quanto afferma il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “i dipendenti sono sfiduciati perché hanno sempre sostenuto le redini di Stefano del Rosso attraversando anni di grandi sofferenze e enormi difficoltà. Per l’Ugl c’è bisogno che Ferrovie dello Stato convochi il consiglio di amministrazione e dia la tanto attesa notizia di deliberare la partecipazione all’interno della nuova società se pur in tempi rapidi. Tutto sembra cambiare rotta dall’ultimo incontro la scorsa settimana al Mise quando non trapelava nessuna notizia positiva in merito alla vertenza: ora – prosegue Spera – auspichiamo che l’iter di partenariato societario vada e in tempi celeri a buon fine con lo sforzo del Governo. Il Ministero dello Sviluppo Economico ritiene di aver blindato l’intesa con Ferrovie dello Stato e Leonardo sulla IIA: al già dichiarato stanziamento di settecento milioni dal 2019 al 2022, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Crippa, fa sapere che parallelamente all’azione del Governo che preparerà il Piano strategico per la Mobilità, saranno stanziati altri 250 milioni nei dieci anni successivi. Come Ugl – aggiunge Spera – siamo ottimisti su una nuova ripresa del mercato per l’Industria Italiana Autobus e sull’attenzione del Ministero rispetto alle sorti e ai destini dei due stabilimenti italiani ritenendo che non sia alquanto possibile che nel nostro paese, vada dispersa la professionalità dei lavoratori dell’unica azienda produttrice di autobus: se così fosse, saremmo costretti ad acquistare bus prodotti in altre nazioni, Francia, Germania e Turchia. Ora necessità che, ottenuta la Garanzia del Governo, tutti lavorino per creare una solida e concreta compagine societaria per rilanciare l’azienda, garantire i livelli occupazionali e riprendere a produrre autobus conoscendo già l’impegno preso da Ferrovie dello Stato che non si tirerà indietro. Solo così potremo far riprendere fiducia ai tanti operai finora rimasti delusi e che in tanti, giustamente, hanno scelto di non voler più parlare di una vicenda che si protrae da tempo e che li ha resi a dir poco ‘mortificati’”.

Nuovo record per lo stabilimento Lucart di Avigliano: 2000 giorni senza infortuni sul lavoro


POTENZA - Grazie all’impegno dei suoi 85 dipendenti, lo stabilimento Lucart di Avigliano, in provincia di Potenza, ha raggiunto un grande record: quasi 5 anni e mezzo senza infortuni sul lavoro. Lo stabilimento è una eccellenza italiana, in particolare per l’Italia del Sud, ed è dedicato alla realizzazione di articoli per l’igiene in carta a secco di alta qualità e performance come il conosciutissimo brand Tutto.

“Raggiungere questo obiettivo è stato possibile grazie a un grande lavoro di squadra” - ha dichiarato Saverio Sarubbo, Direttore dello stabilimento Lucart di Avigliano - “Condividere il “valore” della sicurezza con tutti i lavoratori, oltre che non i fornitori esterni, ha sicuramente posto le fondamenta di questo successo. Abbiamo portato avanti un continuo e costante dialogo tra i vertici aziendali e i dipendenti, che ha contribuito a eliminare le condizioni di rischio, diffondendo una vera e propria cultura della sicurezza”.

 Formazione continua del personale, un sistema strutturato di reportistica delle segnalazioni di potenziale pericolo, la conformità degli impianti, gli investimenti sui più moderni dispositivi di sicurezza delle macchine e l’impegno del management e dei 85 lavoratori Lucart: sono questi gli elementi chiave che hanno permesso allo stabilimento di Avigliano di segnare un nuovo record, superando il precedente pari a 1000 giorni senza infortuni, raggiunto nel 2016.

“Siamo orgogliosi di celebrare un nuovo primato positivo per il nostro Gruppo e un traguardo storico” - ha commentato Massimo Pasquini, Amministratore Delegato di Lucart - “Le soluzioni adottate da Avigliano saranno utilizzate come standard di riferimento per tutti i siti produttivi italiani del nostro Gruppo, augurandoci di celebrare presto un nuovo obiettivo zero infortuni”.

Lo stabilimento di Avigliano, come tutti gli altri stabilimenti italiani del Gruppo, è certificato secondo lo standard OHSAS 18001, che garantisce il sistema di gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori.

Cmd, sottoscritta ipotesi di accordo per rinnovo integrativo aziendale


POTENZA - In tarda serata del 13 novembre 2018, presso la sede di Confindustria Basilicata, è stata sottoscritta da Fim Fiom Uilm e la RSU di Stabilimento CMD l’ipotesi di accordo per il rinnovo dell’integrativo aziendale di Gruppo per gli anni 2018/19/20, che vede un importante risultato economico per i lavoratori con un premio di risultato per l’anno 2018 di euro 1.976, per l’anno 2019 di euro 2.026 e per l’anno 2020 di euro 2.076 e in aggiunta aumentate le maggiorazioni notturne.

Questo importante risultato, legato anche ad aspetti normativi/occupazionali rappresenta la fine di un lungo percorso di contrattazione.

Nei prossimi giorni ci saranno le assemblee con i lavoratori per illustrare i contenuti dell’intesa e il referendum per l’approvazione dell’ipotesi di accordo da parte di tutte le lavoratrici e lavoratori interessati.

Appalti pubblici, Fisascat Cisl: serve un protocollo su clausola sociale a tutela del lavoro


POTENZA - Orari di lavoro tagliati, salari falcidiati, contratti collettivi non rispettati, ribassi stratosferici, scarsa qualità dei servizi, lavoratori licenziati per fare posto ad altri lavoratori etc. È lungo l’elenco delle inadempienze denunciate da tempo dalla Fisascat Cisl negli appalti della sanità lucana. Una terra di nessuno, spesso finita sotto la lente della magistratura, dove a dettare le regole continuano ad essere le aziende, spesso grandi gruppi nazionali con fatturati da capogiro. Così, in un clima già arroventato da decine di vertenze, non poteva che suscitare proteste la delibera n. 1236 con cui l’Azienda ospedaliera San Carlo ha dato semaforo verde al Cns, consorzio che si è aggiudicato la gara del servizio di pulizie e ausiliariato.

In base alla delibera incriminata il Cns dovrebbe subentrare dal 1° dicembre ma con un “cadeau” che non piace a lavoratori e sindacati: ovvero un taglio del monte ore che le organizzazioni sindacali quantificano in circa il 30 per cento. E per lavoratori inquadrati prevalentemente con contratti part time a meno di 18 ore settimanali un taglio del 30 per cento delle ore lavorate significa meno lavoro e buste paga al di sotto della soglia di povertà relativa. Per non parlare degli effetti sulla qualità del servizio in un settore, quello della sanità, che dovrebbe assicurare ai cittadini massime garanzie circa la salubrità degli ambienti.

Problemi si registrano anche sul lotto del servizio di distribuzione dei pasti, attualmente gestito dalla società Serenissima. In una nota inviata, tra gli altri a Prefettura e Regione, la Fisascat denuncia la mancata applicazione del contratto nazionale e l’assunzione unilaterale di nuove unità a fronte della disponibilità manifestata dagli attuali addetti part-time ad un aumento delle ore. Il sindacato, ricordando l’accordo stipulato in Prefettura in occasione del cambio di appalto nel 2017, oltre ad invitare l’azienda a ricalcolare le differenze retributive e contributive, ha sollecitato la convocazione di un incontro.

Per la Fisascat Cisl la situazione caotica in cui versa il settore degli appalti pubblici nella nostra regione nasce dalla testa, ovvero dalle stazioni appaltanti che antepongono le ragioni del risparmio, costi quel che costi, alla qualità dei servizi e ai diritti di chi lavora, col risultato che il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa, nato proprio per correggere le distorsioni del massimo ribasso, viene sistematicamente aggirato nella sostanza grazie all’incestuosa alleanza d’interessi tra pubblico e privato. Per la federazione della Cisl occorre invece tornare allo spirito della riforma degli appalti privilegiando gli aspetti qualitativi del servizio appaltato e le sue ricadute sul lavoro e sull’utenza finale rispetto ai fattori economici che dovrebbero rappresentare l'elemento di completamento di un quadro di valutazione complessiva.

Da qui la necessità di arrivare alla sottoscrizione di un codice di condotta che sia vincolante per tutte le stazioni appaltanti nella predisposizione delle gare con l’obiettivo di rendere concretamente esigibile la clausola sociale, prevista sia dai contratti nazionali, sia da una specifica legge regionale. Richiesta che, nonostante le continue sollecitazioni del sindacato fin dallo scorso anno in occasione della gara per il servizio di pulizia degli uffici regionali, è rimasta sostanzialmente inascoltata.

Blutec: FIM, mettere in sicurezza i 694 dipendenti e concretizzare il piano industriale.


POTENZA - Interviene la FIM sulla questione Blutec: Nell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza de Ministro di Maio, abbiamo richiesto la necessità di mettere subito in sicurezza i 694 dipendenti con la richiesta immediata della Cassa integrazione per accompagnare il piano industriale ed evitare i licenziamenti, visto che il 31 dicembre 2018 finiscono gli ammortizzatori. 

Vedremo alla prova dei fatti l’andamento della realizzazione del progetto Doblò Elettrico e Ibrido, che dovrebbe garantire, secondo quanto affermato da Blutec, la partenza della produzione nel mese di dicembre 2018 e la conseguente occupazione di circa 250 dipendenti.

La restante parte del piano industriale, che secondo la direzione Blutec dovrà dare risposte occupazionale alla totalità dei lavoratori, deve ancora trovare realizzazioni concrete nel prossimo periodo e l’azienda si è impegnata entro dicembre a dare maggior riscontro.

Abbiamo preso positivamente le disponibilità del Ministro del Lavoro di dare risposte concrete sia alla richiesta di cassa integrazione che l’azienda presenterà, sia alle richieste avanzate sul fronte pensionistico di alcuni lavoratori, che pur avendo i requisiti di lavoratori “usuranti”, a tutt’oggi non hanno trovato una risposta.

Queste risposte sono importanti ma prioritaria e la concretizzazione del piano industriale, che ancora non trova completa realizzazione e soprattutto non da una completa risposta al problema occupazionale.

Verificheremo come sindacato nei prossimi giorni gli impegni che l’azienda ha comunicato al tavolo ministeriale in particolare le opportunità di nuove attività che sono state descritte in particolare con Samsung e con Fca.

Abbiamo inoltre evidenziato la nostra preoccupazione rispetto alla restituzione ad Invitalia dei 21 milioni di finanziamento, operazione necessaria per dar luogo poi successivamente al nuovo contratto di sviluppo capace di finanziare la restante parte del piano industriale.

Nell’incontro si è anche affrontato il problema della cessione di ramo d’azienda che Blutec ha attivato nel mese di luglio unilateralmente per gli altri stabilimenti italiani per le attività di stampaggio e lamiere. L’azienda ha confermato l’interessamento di altri soggetti imprenditoriali che a tutt’oggi non hanno però concretizzato.

Una situazione quest’ultima che desta ulteriori preoccupazioni e che abbiamo fatto presente anche al Ministro del Lavoro.

Nei prossimi giorni verrà comunicati alle parti sindacali la data del prossimo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

ITL Potenza-Matera: operazione 'Foglie d’autunno'


POTENZA - L’Ispettorato Territoriale di Potenza-Matera ha svolto negli ultimi due fine settimana una capillare azione di contrasto al lavoro nero e irregolare nei settori pubblici esercizi e agricoltura.

Tali attività si sono svolte in accordo sinergico con il fondamentale supporto sia della Questura di Potenza e dell’Arma Territoriale dei Carabinieri. Sono state verificate approfonditamente 9 imprese operanti nel capoluogo, nell’immediato hinterland e nella zona del lagonegrese.

Quattro aziende sono risultate irregolari, di cui 3 oggetto di sospensione. Sono state verificate 38 posizioni lavorative delle quali 16 risultate al nero in quanto non conosciute alla Pubblica Amministrazione. Da segnalare inoltre che dei lavoratori a nero 2 sono stati identificati come richiedenti asilo ed un altro lavoratore totalmente clandestino.

Anche la provincia di Matera nelle stesse giornate contestualmente è stata oggetto di attività ispettiva nell’ambito del settore edilizia. Sono stati verificati alcuni cantieri nei quali venivano riscontrati 4 lavoratori al nero e una serie di violazioni di diversa natura in materia di sicurezza. Si è provveduto altresì per uno di questi cantieri alla sospensione immediata dell’attività.

lunedì 12 novembre 2018

Fials Potenza: quota 100 e Ddl Concretezza


POTENZA - L'ultima Legge di Bilancio affronta tantissime misure fiscali e previdenziali, ciò che interessa la maggior parte dei lavoratori in età pensionabile sono le misure da adottare per il superamento della riforma Fornero?

Ormai si parla da mesi della c.d. QUOTA 100, una delle novità sulla Riforma pensioni prevista dal Disegno di Legge di bilancio approvato dal Governo nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 Ottobre 2018 riguarda la QUOTA 100 che si farà e partirà dai primi mesi del 2019.

Quanti lavoratori usciranno dagli uffici ricorrendo a questa opzione?

Le stime dicono tantissimi; probabile se consideriamo i requisiti previsti per tale opzione: 62 anni (e con 38 anni di contributi) anziché a 65 o 67 anni. Ovviamente occorrerà tener conto di una verità banale considerando il metodo di calcolo del sistema contributivo basato sul ‘prima te ne vai e meno prendi’.

Abbiamo attivato un servizio di assistenza per l’analisi degli effetti sulle posizioni pensionistiche individuali per chi intende aderire a Quota 100, richiedi la scheda di prenotazione alla mail: caaf@fialspotenza.it.

mercoledì 7 novembre 2018

Tempa rossa: interviene la Fisascat Cisl


POTENZA - Dal 12 novembre partiranno i preavvisi di licenziamento a scaglione per 73 addetti alla vigilanza impiegati nel centro olio di Tempa Rossa (una decina di lavoratori nel frattempo ha dato le dimissioni). Per circa la metà della platea ci sarà lavoro almeno fino al completamento del sito da parte di Tecnimont. Totale chiusura, invece, da parte di Sicuritalia che ha respinto la richiesta dei sindacati di procedere al cambio d’appalto ai sensi del contratto nazionale di categoria, scelta motivata con il fatto che – secondo l’azienda – il committente del servizio non sarebbe più Tecnimont ma Total. Posizione duramente contestata al tavolo dalla Fisascat Cisl in quanto il perimetro delle lavorazioni è sempre quello di Total. L’istituto di vigilanza, già presente nel sito di Tempa Rossa, si è impegnata comunque ad assumere le unità ritenute necessarie, attingendo prioritariamente dal bacino dei lavoratori di Tempa Rossa, dopo una verifica delle ore di servizio richieste da Total.

Anche ai lavoratori in esubero della vigilanza sarà comunque assicurato il paracadute previsto nell’accordo sottoscritto il 5 novembre, sempre in Regione, che prevede, tra l’altro, in aggiunta alla indennità di disoccupazione, un’indennità aggiuntiva di 2.400 euro lordi per i lavoratori licenziati a far data dal 31 ottobre 2018 che hanno prestato servizio per almeno dodici mesi anche non continuativi. Gli stessi lavoratori confluiranno nella banca dati del personale che ha già operato a Tempa Rossa con un diritto di precedenza in caso di nuove assunzioni nel sito.

Ora l’attenzione del sindacato si sposta sulla fase di esercizio e di sviluppo del centro olio con l’obiettivo di ridurre la platea degli esuberi. Per la Fisascat Cisl, in base al decreto ministeriale n. 269/2010 che stabilisce un preciso rapporto tra volume della produzione e numero di addetti alla sicurezza, Sicuritalia non potrà gestire la sicurezza dell’intero perimetro del sito petrolifero con le attuali unità e ricorrendo allo straordinario oltre il limite consentito dalla legge e dal contratto nazionale; ragion per cui la Fisascat Cisl chiede fin da subito un monitoraggio trasparente del fabbisogno di risorse umane e un piano per riassorbire gradualmente una quota significativa degli addetti alla sicurezza che hanno già operato in questi anni nel centro olio, anche attraverso la riqualificazione come guardie giurate del personale impegnato finora nei servizi fiduciari.

Per la sigla sindacale della Cisl anche i sindaci dei comuni che gravitano intorno al centro olio e ai pozzi petroliferi dovranno fare la propria parte con progetti finalizzati ad innalzare il livello di sicurezza dei territori al di fuori del perimetro del centro olio, attingendo il relativo personale dalla banca dati ad hoc in via di costituzione.

Critiche dalla Fisascat, infine, all’operato del governo regionale che secondo la sigla sindacale nella fattispecie non ha esercitato con sufficiente autorevolezza il suo ruolo di arbitro istituzionale. L’auspicio del sindacato è che, archiviata la fase elettorale, il massimo ente regionale possa tornare a svolgere in modo autorevole e trasparente un concreto lavoro di pungolo nei confronti delle aziende, in particolare di quelle che operano su concessione pubblica, come le compagnie petrolifere, nell’interesse della comunità lucana e dei lavoratori.

martedì 6 novembre 2018

Total, Gambardella (Cisl): "Intesa tappa significativa verso l'accordo di sito"

POTENZA - Il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, valuta positivamente l’intesa sottoscritta ieri in Regione con Total e Tecnimont. “In questa delicata fase di dismissione del cantiere e di successiva messa in produzione del centro olio di Tempa Rossa l’intesa rappresenta una tappa significativa del lungo ma non sempre agevole confronto consumatosi con Total in questi anni e getta le basi per la definizione di un accordo più ampio con la compagnia petrolifera su questioni nevralgiche come l’occupazione, la difesa dell’ambiente, la tutela della salute e della sicurezza e lo sviluppo di nuove attività produttive nel campo energetico”.

Per il numero uno della Cisl lucana “l’intesa rafforza, attraverso un concreto sostegno economico, un percorso trasparente che è finalizzato alla ricollocazione del personale fuoriuscito al 31 ottobre 2018, innanzitutto quello lucano, in prima battuta nella residua attività di completamento del cantiere da parte di Tecnimont e in seconda battuta nelle imprese appaltatrici di Total nella successiva fase di esercizio e di ulteriore sviluppo del centro olio. Con questa intesa – continua Gambardella – abbiamo costruito la cornice di un più complessivo accordo di sito i cui dettagli andranno negoziati nelle prossime settimane e che dovrà in prospettiva regolare in maniera puntuale e trasparente le relazioni industriali con Total e i suoi contractors sul modello, ma con l’ambizione di migliorarlo, dell’accordo già sperimentato con Eni in Val d’Agri. L’obiettivo – conclude il segretario della Cisl – è favorire l’occupazione di manodopera e tecnici lucani, migliorare le competenze dei lavoratori del settore attraverso una formazione continua di eccellenza, stabilire regole certe nei cambi d’appalto, assicurando al contempo un continuo monitoraggio dell’impatto ambientale delle estrazioni petrolifere e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle intere comunità coinvolte”.

Indotto FCA, Specchio (Ugl): ”Preoccupati su futuro occupazionale”


POTENZA - “Fca va verso il rinnovo contrattuale e l'attuazione del nuovo piano industriale negli stabilimenti italiani tra cui Melfi ma, come Ugl saremo vigili su eventuali rischi produttivi che andrebbero ad intaccare la tenuta dell'occupazione nell’indotto di San Nicola. Noi Ugl, sindacati firmatari del contratto, abbiamo presentato una buona piattaforma ma, non possiamo adesso distrarci per le piccole realtà produttive che forniscono la casa automobilistica lucana dove ovviamente l’uso di ammortizzatori sociali non solo determina una perdita salariale per i lavoratori, ma rende ancora più incerta la tenuta occupazionale di necessità mai come in questo istante e di risposte tranquillizzanti che dovrebbero andare verso una conferma di tutti gli attuali impiegati dell’Acm”. 
E’ quanto dichiara il coordinatore dell’Indotto Fca Melfi, Giuseppe Specchio per il quale, “come sempre noi siamo disponibili, pronti al dialogo e chiediamo al nuovo management dell’Acm di convocarci subito per avviare un confronto trovando le giuste risposte a quanto noi preoccupatamente mettiamo in evidenza. E’ necessario – aggiunge Specchio - rendere esigibile il piano industriale e mettere in condizioni le fabbriche satelliti di potersi modernizzare già dalle nuove tecnologie, ibrido ed elettrico, ma soprattutto per far si che anche la piccola realtà conosca e si attrezzi in tempo utile e in maniera dettagliata su le possibili produzioni definitive di nuove vetture all’interno dell’Fca Melfi. I lavoratori dell’’indotto non possono più aspettare essendone l’anello debole, necessitano – conclude il dirigente Ugl, Specchio -, anche per loro che possa avvenire da subito l’attivazione del Fondo Bilaterale di Solidarietà come strumento di tutela del salario dei lavoratori precari”.

venerdì 2 novembre 2018

Fials Potenza, "Un successo giudiziario che può aprire la strada all'assunzione di altri precari"


POTENZA - "Un successo giudiziario che può aprire la strada all'assunzione di altri precari". Il segretario provinciale della Fials Potenza Giuseppe Costanzo commenta con soddisfazione la sentenza del tribunale di Potenza. Il giudice, accogliendo un ricorso d'urgenza presentato dai legali dell'ufficio legale della Fials Nazionale, ha ammesso al percorso di stabilizzazione due infermiere escluse dall'A.O. Regionale San Carlo di Potenza per un cavillo sbagliato.

Materia del contendere l'interpretazione di una semplice frase della legge. Parliamo dell'articolo 20, comma 1, lettera a. La frase controversa è: ossia essere in servizio successivamente alla data del 28.08.2015 con contratto a termine presso l’Azienda". Per il S. Carlo il termine era il 28 agosto 2015, data di entrata in vigore della legge. Il giudice ha riconosciuto l'evidenza letterale: "successivamente al" significa dopo il 28 agosto. Altrimenti il legislatore avrebbe usato la formula "entro e non oltre".

"Due infermiere - commenta Costanzo - devono essere assunte a tempo indeterminato a far data dal 7 luglio 2018, insieme alle colleghe già stabilizzate. Invitiamo la direzione a evitare lo stress umano e i costi per l'azienda di altri procedimenti persi. Estendano autonomamente la decisione del giudice agli altri precari nella stessa situazione delle due assunte".

"Colgo l'occasione - conclude il segretario provinciale della Fials - per esprimere apprezzamento per il provvedimento autonomo dell'Asp di Potenza. Una delibera dell'Uffico Personale recepisce le argomentazioni del nostro legale. Revocando il bando in atto, si stabilizzano i tre veterinari che rientravano nella norma".

In questo caso i tre dottori erano stati esclusi perché la loro figura non è stata esplicitamente indicata nella legge. "Il provvedimento del dottor Pedota richiama un'ampia e articolata giurisprudenza. L'Asp motiva così l'assunzione a tempo indeterminato dei ricorrenti, due dei quali supportati nella loro rivendicazione dall'ufficio legale della Fials "

mercoledì 31 ottobre 2018

Vigilanza Tempa Rossa, Fisascat: avviare la procedura di cambio d'appalto


POTENZA - La vertenza dei lavoratori della sicurezza a rischio licenziamento del centro olio di Tempa Rossa approda in Regione. L’assessore alle attività produttive, Roberto Cifarelli, ha infatti convocato un incontro in dipartimento per lunedì 5 novembre alle 9:30. Come denunciato due settimane fa dalla Fisascat Cisl, sono 85 gli addetti alla sicurezza, tra vigilantes e portieri, impiegati dagli istituti Security Department e La Sentinella, che rischiano di perdere il posto di lavoro a seguito dell’avvio a fine agosto della procedura di licenziamento collettivo. Scade, infatti, a metà novembre la proroga di 75 giorni concessa alle due aziende da Tecnimont in vista della completa consegna del centro olio a Total e il conseguente passaggio dei servizi di sicurezza armata e non armata all’istituto Sicuritalia, già presente nell’impianto lucano per conto di Total con circa 30 unità.

Proprio la mancata attivazione della procedura di cambio d’appalto per la tutela dei livelli occupazionali è fortemente contestata dalla segretaria nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca, che critica anche la scelta dell’assessore Cifarelli di non convocare la stessa Sicuritalia al tavolo del 5 novembre. “La decisione dell’assessore di non convocare Sicuritalia - osserva la sindacalista - ci lascia oggettivamente basiti perché l’istituto è parte in causa della vicenda e la sua presenza sarebbe utile per capire, ad esempio, se rispondono al vero le indiscrezioni che ci arrivano circa la selezione in corso di nuovo personale in provincia di Matera, nonché il motivo per cui ricorre allo straordinario fuori da ogni limite normativo e contrattuale; questo mentre 85 addetti alla sicurezza, che operano da anni nel centro olio, rischiano di perdere il posto di lavoro e di vedere infranti i propri progetti di vita”.

Per la segretaria della Fisascat “un tavolo che non sia finalizzato ad attivare la procedura di cambio d’appalto e ad applicare la clausola sociale prevista dai contratti nazionali e da una norma regionale per salvare il lavoro e il salario di 85 famiglie rischia di essere un’inutile e ingannevole passerella”. La sindacalista lancia, infine, una stoccata anche alla prefettura di Potenza: “Da settimane attendiamo notizie circa la richiesta di nuove licenze per guardie armate o di voltura delle licenze esistenti da parte di Sicuritalia, ma finora senza alcuna risposta”, lamenta la sindacalista che invita la prefettura a stringere le maglie dei controlli sul settore della sicurezza privata.

venerdì 26 ottobre 2018

Whirlpool, Spera (Ugl): "Siglato l’ipotesi di accordo al Ministero dello Sviluppo Economico"


POTENZA - È stata firmata un’ipotesi di accordo per il rilancio del gruppo Whirlpool. I rappresentanti dell’azienda e i sindacati hanno, infatti, siglato al Ministero dello Sviluppo economico l’intesa che definirebbe il nuovo piano industriale 2019/2021 con importanti investimenti di 250milioni di euro in tutti i siti in Italia”.
Lo riferisce il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera al termine dell’incontro presieduto dal Ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, On. Luigi Di Maio dove hanno anche partecipato il segretario regionale Ugl Marche, Francesco Armandi unitamente alle RSU Ugl di stabilimento, deputati appartenenti a vari schieramenti politici e Istituzioni locali.

“L’Ugl – dichiara Spera - ha apprezzato la decisione dei vertici di Whirlpool di riportare, dall’estero in Italia, diverse produzioni come avevamo già richiesto durante l’incontro precedente, per garantire tutti i livelli occupazionali nel nostro paese”. “Comunanza (AP) diventerebbe polo unico nella produzione di lavasciuga di alta gamma e da incasso. Tra le produzioni che sarebbero trasferite in Italia, ci sarebbero due prodotti a incasso, una lavatrice e una lavasciuga allocate nel sito di Comunanza dove, con l’aggiunta della lavasciuga di alta gamma, si và a garantire l’assorbimento dei 135 lavoratori in esubero come dichiarati precedentemente dall’azienda alla presentazione del piano il 3 ottobre c.a.. Nei prossimi giorni – conclude Spera - si darà luogo alle assemblee per la condivisione definitiva dell’ipotesi di accordo da parte dei lavoratori”.

lunedì 15 ottobre 2018

Ispettorato del Lavoro: ispezionati ristoranti ed esercizi commerciali


POTENZA - In queste giornate di autunno L'Ispettorato del Lavoro di Potenza e Matera ha svolto una serie di attività istituzionali che hanno prodotto rilevanti risultati rispetto al contrasto del lavoro nero e conseguentemente alla evasione previdenziale, assicurativa e fiscale garantendo conseguentemente effetti per una maggiore legalità.

In particolare in questo ultimo fine settimana nel territorio della provincia di Potenza, con l’impiego di diverse squadre composite di ispettori del lavoro sono stati verificati ben 13 ristoranti ed esercizi di somministrazione in particolare ubicati in diversi comuni tra i quali: Maschito, Rionero, Genzano, Acerenza, Fiorenza, Tolve, e altri ancora. Solamente 4 sono risultati regolari, gli altri 9 invece riscontrati irregolari. Sono state verificate 57 posizioni lavorative e riscontati quindi ben 17 lavoratori completamente al nero. Sono state pertanto comminate multe per diverse migliaia di euro quali sanzioni amministrative nonché ben 6 sospensioni temporanee di attività.

Altre azioni, effettuate dall'Ispettorato, svolte sempre con il prezioso ausilio e fattivo contributo, nel quadro della permanente collaborazione con gli uomini dell'Arma appartenenti alla Legione Basilicata e operanti presso le dislocate Compagnie territoriali, hanno interessato, sempre in questo fine settimana, la città di Matera, dove sono stati controllati esercizi vari e Panifici. Riscontrate quindi irregolarità in materia di videosorveglianza. Per quanto riguarda in particolare un esercizio di somministrazione in centro, veniva appurato l'utilizzo di lavoratori al nero che hanno indotto alla sospensione dell'attività.

Da segnalare ancora un'altra serie di interventi eseguiti durante la scorsa settimana questa volta svolti congiuntamente con i Nas dei Carabinieri e dell'Arma territoriale. Segnatamente sono stati effettuati accessi congiunti al fine di controllare esercizi commerciali anche di natura etnica, come pure casolari abbandonati occupati abusivamente da braccianti agricoli extracomunitari, impegnati nelle campagne. Tali azioni si sono svolte nelle zone del Vulture Melfese ed in particolare nel territorio del comune di Venosa ed hanno prodotto sospensione temporanee di attività per occupazioni di lavoratori al nero ed elevazione di sanzioni amministrative per alcune migliaia di euro.

mercoledì 3 ottobre 2018

Fca, Spera (Ugl): “Ormai necessario incontro entro il mese di ottobre”


POTENZA - “Terminata la fase di riassetto e nomine di Mike Manley, il nuovo ceo di Fiat Chrysler Automobiles, che ha terminato il posizionamento di collaboratori della sua prima linea, dopo la nomina di un capo Emea che rappresenta il nostro interlocutore diretto, l’Ugl adesso conta di avere l’incontro entro il mese di ottobre”.
È quanto dichiara il Segretario Generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, dopo le ampie discussioni coi territori durante gli incontri in merito al prossimo rinnovo.

Per il segretario, “con l’A.D. Fca vogliamo essere partecipativi come sempre e affrontare l’aspetto produttivo per il sito Fca Pomigliano, Fca Mirafiori, per Magneti Marelli e il settore dei cambi e dei motori. L’assetto riorganizzativo del ‘dopo Marchionne’ è fatto, ora inizia una partita tutta aperta – sottolinea Spera -, dove l’Ugl correrà in campo attivamente ritenendo di vitale importanza la partecipazione, poiché ci sono alcuni stabilimenti che nell’ultimo periodo hanno rallentato la produzione, tra cui i siti di Avellino e Cento”.

“A tal riguardo, per fine ottobre c.a., reiteriamo la richiesta fatta da Ugl e dalle altre organizzazioni sindacali firmatarie del CCSL e contiamo di avere i due incontri di settore: vorremmo delle rassicurazioni da Fca in riguardo allo spin-off di Magneti Marelli, capendo le reali intenzioni del fondo americano che vorrebbe acquistare tutto il pacchetto compreso i 10mila dipendenti e, entrare nel merito del piano industriale stabilimento per stabilimento”.

“L’Ugl – conclude Spera – è pronta per presentare la nuova piattaforma unitaria relativa al CCSL 2019-2022 ritenendo che bisogna guardare avanti con ottimismo. I conti del gruppo sono in pareggio, l’Ugl intende proseguire in questa direzione contribuendo al mantenimento e salvaguardia di tutti i siti e livelli occupazionali poiché siamo sulla strada giusta”.

sabato 29 settembre 2018

Ugl metalmeccanici: a Foggia riunito coordinamento Rsa e dirigenti FCA – CNHI area sud

FOGGIA - Nella sede provinciale UTL di Foggia si è riunito il coordinamento Rsa dell’Ugl Metalmeccanici con i relativi segretari provinciali di FCA – CNHI dell’area sud. Un incontro teso ad analizzare la situazione generale industriale metalmeccanico, principalmente del settore automobilistico nelle Regioni meridionali d’Italia con approfondimento sulla situazione economica-produttiva. Non è mancata la verifica sullo stato di fatto degli stabilimenti FCA e CNHI e delle aziende dell’indotto.

I lavori, aperti dal segretario provinciale dell’Uglm di Foggia, Maurizio Gatta e dal segretario generale dell’UTL, Gabriele Taranto, hanno visto partecipare i massimi esponenti della federazione delle regioni Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Campania, i segretari nazionali Italo Gatta e Luigi Marino, il responsabile Ugl del fondo previdenziale COMETA Aurelio Melchionno, nonché del Segretario Generale dell’Ugl metalmeccanici Antonio Spera.

“L’anno 2018 che si avvierebbe al termine, è stato ricco di soddisfazioni per la nostra organizzazione – ha affermato Spera -: nello stabilimento di Foggia alle elezioni per il rinnovo del consiglio di fabbrica, l’Ugl ha ottenuto il 24% delle preferenze eleggendo 5 delegati; così come avvenuto per Termoli, dove la nostra o.s. al rinnovo degli RLS si è affermata con un notevole risultato. Lo sforzo nell’Ugl di dirigenti, iscritti e lavoratori ha portato questi ottimi risultati, frutto di una condivisione sindacale che sta ricadendo positivamente sul territorio. Tutta la federazione – ha proseguito Spera – dovrà affrontare ora il nodo vero, entrare nel merito dei piani industriali per ogni singolo stabilimento iniziando dai due settori, quello della meccanica e Magneti Marelli, dove abbiamo già avanzato richiesta d’incontro ai vertici di FCA. Territorialmente, come Ugl possiamo affermare che a Foggia, dal 2014 ad oggi, sono stati stabilizzati 300 lavoratori ed altri 80 sono entrati a luglio, su circa 1850 dipendenti, segno che il sito, nonostante la sua età, è come sempre efficiente e produttivo. È una partita tutta aperta – ha sottolineato Spera -, dove l’Ugl è in campo attivamente: ci sono alcuni stabilimenti che nell’ultimo periodo hanno rallentato la produzione, tra cui i siti di Avellino, Cento. Anche a tal riguardo, per fine ottobre c.a., contiamo di avere i due incontri di settore richiesti. Tramontata l’acquisizione da parte di Samsung, rimane il fondo americano che vorrebbe acquistare tutto il pacchetto compreso, i 10mila dipendenti di Magneti Marelli, pronto a quotarsi in borsa come Ferrari. Per le carrozzerie, lo stabilimento FCA Melfi resta centrale, in attesa di una nuova assegnazione di vettura che garantirebbe la saturazione degli impianti a sostituzione della Punto. Sempre nel mese di ottobre c.a., contiamo di presentare la nuova piattaforma unitaria relativa al CCSL 2019-2022, con parte di richieste che oggi sono state suggerite dai delegati: articolazioni su Welfare aziendale, altri Istituti (tipo rafforzare il diritto allo studio), sicurezza sul lavoro ed altro. I conti del gruppo sono in pareggio, l’Ugl ritiene giusto proseguire in questa direzione contribuendo al mantenimento e salvaguardia di tutti i siti e livelli occupazionali – ha concluso il segretario generale, Spera –: siamo sulla strada giusta, per l’Ugl questo è in gran parte il quadro generale”.

lunedì 24 settembre 2018

Lavoro nero: proseguono i controlli dell'Ispettorato del lavoro di Potenza-Matera

POTENZA - Gli ispettori del lavoro dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Potenza–Matera, nella serata del 22 settembre 2018, hanno svolto un’intesa azione di controllo sul lavoro nero nel settore della ristorazione, le azioni si sono concentrate in particolare nella città di Potenza. Sono stati controllati n.8 esercizi, preliminarmente è stata verificata la regolarità delle date di costituzione ed iscrizione alla CCIAA, consultando le relative banche dati. Sono state verificate la regolarità dei rapporti di lavoro per n.47 lavoratori complessivamente.

Gli accertamenti hanno evidenziato la irregolarità di n.5 esercizi. Sono stati accertati rapporti di lavoro completamente a nero per n.14 lavoratori, pari al 32% di quelli sottoposti a controllo, ovvero ogni 3 lavoratori 1 lavorava con rapporto di lavoro nero. Sono stati sospesi 4 esercizi di ristorazione per i quali è stato accertato il superamento del 20% della presenza di lavoratori a nero. È stato riscontrato un esercizio che deteneva impianti di videosorveglianza non autorizzato. Per le irregolarità accertate sono state comminate le relative sanzioni amministrative.

mercoledì 5 settembre 2018

Total, è scontro con i sindacati su avvio estrazioni, minacciato lo sciopero


POTENZA - “L’ultimo incontro che si è tenuto in prefettura con Total non ha prodotto alcun avanzamento sulle problematiche prospettate al tavolo dalle organizzazioni sindacali”. È quanto dichiarano i segretari regionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, Francesco Carella, Francesco Iannelli e Giuseppe Martino, che minacciano lo sciopero e annunciano che chiederanno anche alla Regione Basilicata di intervenire se la multinazionale francese non dovesse accogliere le loro rivendicazioni.

Le tre sigle sindacali ringraziano il prefetto Giovanna Cagliostro “per il tentativo di mediazione e soprattutto per la sensibilità dimostrata nei confronti dei lavoratori con la richiesta rivolta alla multinazionale di risolvere in tempi brevi tutte le criticità, soprattutto quelle che riguardano i presidi igienico sanitari”, ma attaccano duramente la società.

“È inaccettabile – proseguono Carella, Iannelli e Martino – l'assenza al tavolo del segretario generale di Total E&P Italia, Roberto Falabella, un fatto grave che dimostra la poca sensibilità del management della compagnia nei confronti dei lavoratori che tanto hanno contribuito per la messa in opera dell’impianto, Ancora più inaccettabile è apprendere dai giornali dell'avvio dell'impianto senza il preventivo coinvolgimento dei sindacati sulle questioni che riguardano la salute e la sicurezza dei lavoratori. La compagnia francese deve capire che in Italia e soprattutto in Basilicata la musica è diversa. Le relazioni industriali sono fondamentali per un confronto costruttivo. Total non può pensare di fare ciò che vuole illudendo i lucani con qualche posto di lavoro. Ribadiamo che le estrazioni possono partire solo quando tutto sarà a posto e condiviso nel rispetto della dignità dei lavoratori, cui va riconosciuto un premio per l'avvio dell'Impianto, più volte richiesto, il tutto nel rispetto di corrette relazioni industriali”.

domenica 2 settembre 2018

La Fials: si convochi il tavolo tecnico per l'avvio della Contrattazione Regionale


POTENZA - Un tavolo tecnico per definire le linee guida della contrattazione integrativa aziendale in Sanità. La Fials/ Confsal della Basilicata chiede l'applicazione del nuovo contratto collettivo di lavoro del Comparto della Sanità, sottoscritto a maggio, che all'articolo 6 fissa appunto le modalità di attuazione di questo importante strumento sindacale.

Il segretario regionale Luciana Bellitti, il delegato della Segreteria Regionale Confsal e Segretario provinciale Fials di Potenza Giuseppe Costanzo hanno perciò deciso di sollecitare la Regione perché attivi in tempi brevi questo tavolo per dare celeri risposte alle legittime aspettative dei lavoratori della Sanità lucana. Le linee guida, permettendo di avviare il confronto sindacale decentrato, rappresentano un importante strumento per tutti i lavoratori della Sanità che potranno usufruire di maggiori risorse economiche integrative regionali dopo anni di completo blocco salariale.

"La contrattazione decentrata - sottolineano Bellitti e Costanzo - non serve solo a rispondere alle giuste attese dei lavoratori ma, operando scelte strategiche su come distribuire le risorse, permette di fissare alcune priorità di indirizzo per migliorare il servizio: da un istituto della produttività sempre più orientato ai risultati; alle linee di indirizzo in materia di prestazioni aggiuntive del personale". Il nuovo contratto rende praticamente obbligatorio il confronto sindacale anche per definire alcune materie squisitamente tecniche ma con immediate ricadute per i lavoratori. dal metodo di uso di una quota dei minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica del personale a come, invece, incrementare i fondi quando la dotazione organica del personale aumenta rispetto a quella presa a base di calcolo per la formazione dei fondi