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venerdì 3 aprile 2020

Coronavirus, Carella (Femca Cisl): "Pensare subito alle misure per la ripartenza"


MATERA - "L’Italia ha fermato tutte le attività produttive ad esclusione di quelle considerate indispensabili per combattere questo nemico invisibile, ma quando l’emergenza finirà, spero presto, dovremo fare i conti nella nostra regione col rischio di un ulteriore ridimensionamento del tessuto produttivo e dell'occupazione". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, aggiungendo che "se da un lato oggi la priorità è rispondere alle infinite emergenze di questi giorni con l'obiettivo primario di tutelare la salute dei lavoratori, dall'altro è necessario impostare fin da subito una road map per la fase post epidemia".

"Da questo punto di vista - continua Carella - ritengo che la Regione Basilicata, oltre a gestire al meglio la situazione epidemiologica, debba incominciare con celerità a studiare e definire le proposte e le strategie per la ripartenza, senza trascurare gli aiuti del governo nazionale, per irrobustire il settore chimico lucano, dalla Valbasento alle aree del potentino, settore che già era in difficoltà e rischiano di esserlo ancor di più dopo: penso a realtà come Coopobox e Brianza Plastica. Allo stesso tempo va fatto un plauso ai lavoratori delle aziende che non possono essere fermate che si sono messi a disposizione del paese con grande senso di responsabilità".

"Per queste motivazioni - conclude il segretario della Femca Cisl - credo fermamente nel fatto che istituzioni, forze sociali e imprenditoriali debbano lavorare uniti per il rilancio dell’economia lucana e per tradurre il senso di responsabilità e il coraggio in fiducia nel futuro con scelte lungimiranti".

Fials Potenza: apprezzamento per l'iniziativa del sindaco di Marsicovetere


POTENZA - La Fials di Potenza esprime apprezzamento per l'iniziativa del sindaco di Marsicovetere che ha avviato l'iter per stipulare una convenzione con l'unico albergo presente nel territorio comunale. L'Amministrazione intende così assicurare alloggio gratuito al personale medico e sanitario dell'Ospedale "San Pio di Pietralcina" di Villa d'Agri, non residente nel territorio comunale facendosi carico dei costi. "A maggior ragione - commenta il segretario provinciale della Fials, Giuseppe Costanzo - un'iniziativa del genere si rende necessaria per il San Carlo di Potenza.

Per la Fials, riducendo spostamenti e contatti si potrà garantire la maggior sicurezza possibile al personale impegnato in prima linea negli ospedali. La dimensione di scala del personale interessato e la pluralità di soluzioni alloggiative disponibili suggerisce però che l'intesa sia sottoscritta tra regione, aziende sanitarie e associazioni degli albergatori. "Del resto - ricorda Costanzo - già numerosi alberghi e altre strutture ricettive potentine hanno offerto tariffe agevolate per i familiari dei pazienti del San Carlo".

"Questa iniziativa - conclude la nota della Fials - può essere di sostegno per gli infermieri, medici e tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza Coronavirus, soprattutto alla luce degli ultimi episodi di contagio registrati tra gli operatori sanitari. L'obiettivo è di ridurre gli spostamenti del personale sanitario pendolare o in quarantena, considerando l'alto rischio di contagio, si eviterà così di tornare a casa diffondendo eventuale contagio fra i familiari".

Covid-19, Giordano (Ugl): ”Urge un coordinatore dell'emergenza”

MATERA - “In queste giornate altri contagi e altre morti hanno flagellato la nostra amata regione. Uno dei degli ultimi contagi ha interessato una dipendente dell'ospedale di Policoro reparto di Ortopedia con chiusura ai ricoveri dello stesso reparto”.
Lo denuncia il segretario provinciale dell’Ugl Matera Pino Giordano per il quale, “tutto si aggiunge alle tristi vicende di professionisti della salute che hanno colpito il territorio nazionale e locale da Tricarico a Potenza, da Villa d'Agri a Matera. Se la vicina regione Puglia in breve tempo decide per l'effettuazione di tamponi ogni 7- 10 giorni per il personale sanitario e ogni 20 giorni per il personale amministrativo del Policlinico di Bari in aggiunta alla screening sierologico, i nostri vertici regionali decidono per l'immobilismo pressoché totale. Perché – tuona forte e chiaro Giordano - non fare i tamponi a tutti il personale sanitario? Perché non individuare nel comparto sanitario i portatori asintomatici? Si vuole rischiare di innescare nuovi focolai all'interno di reparti ospedalieri? Per non parlare della cronica assenza di dispositivi ad hoc per molti del comparto sanitario. Nessuna voce di allarme si è mai alzata da alcun componente della regione, come se tutto vada per il verso giusto. Alla ribalta della cronaca – conclude il sindacalista -, si segnalano tamponi non effettuati a gente in isolamento domiciliare e risultati dei tamponi che arrivano con colpevole ritardo dopo svariati giorni. Manca a parere dell’Ugl un coordinatore dell'emergenza già presente nelle altre regioni, che ci possa dare un segno tangibile di non navigare a vista, ma che sia da raccordo nel percorso di prevenzione e diagnosi di questa terribile infezione virale”.

giovedì 2 aprile 2020

La Fials Basilicata scrive al ministro Speranza


POTENZA - La segretaria regionale della Fials ha scritto al ministro Speranza per sollecitare una sua iniziativa legislativa che, rispondendo alle tante criticità del sistema sanitario nazionale emerse nell'attuale emergenza, venga incontro anche alle legittime esigenze e aspirazioni del personale sanitario tutto che in queste drammatiche settimane si sta battendo in prima linea contro il, COVID 19

Il testo è:

Chi Le scrive è la segretaria regionale FIALS di Basilicata, una terra che conosce bene ed è a Lei molto cara.

Mi batto da sempre, fra le altre cose, per difendere i diritti dei malati e per la sicurezza e la valorizzazione degli operatori sanitari.

Vorrei perciò esprimere, in primo luogo, il mio personale plauso per la serietà e competenza con la quale, sin dall’inizio, sta affrontando la gestione dell’emergenza covid-19. A fronte della sua evidente e responsabile preoccupazione, invece, molte altre figure istituzionali hanno minimizzato e sottovalutato la gravità della situazione. Ho personalmente condiviso in pieno l’appello alla comunità internazionale affinché collaborasse in modo coordinato e solidale e ci sostenesse nell’affrontare questa difficile emergenza.

Mi unisco a Lei nell’accorato ringraziamento a tutto il personale sanitario che, con coraggio, competenza e lodevole senso di responsabilità sta fronteggiando questo insidioso, subdolo e invisibile nemico. Oggi, investiti da questa tremenda emergenza, che sta mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario, travolgendo la nostra già fragile economia e risvegliando il nostro orgoglio sopito, ci siamo accorti di quale sia il valore del nostro sistema sanitario. Abbiamo timidamente riacquistato consapevolezza dell’eccellenza della nostra sanità, dei nostri professionisti, tra i migliori al mondo. La cittadinanza tutta sta plaudendo ai tanti operatori sanitari e ne è orgogliosa. Alla loro dedizione, serietà e professionalità, ci appelliamo oggi, fiduciosi.

Nell’attuale emergenza, sento con forza l’obbligo morale e professionale di ricordare a tutti che la salute delle persone è un valore supremo per un paese democratico, che il Servizio Sanitario Nazionale è un bene comune, un investimento prioritario da difendere senza indugio, non un costo.

Scrivo quindi a Lei, che, sin dall’inizio del Suo mandato, ha dato prova di grande sensibilità: dopo anni di tagli abbiamo sentito un Ministro della Salute che ha voglia di attuare una seria riforma della Sanità, condivisa con gli operatori del settore, per segnare la fine della stagione dei tagli e l’inizio di quella degli investimenti, partendo dalla centralità del paziente e del suo diritto alla cura.

È, dunque, arrivato il momento di investire nella sanità pubblica perché quest’ultima rappresenta la più grande conquista sociale di un paese veramente democratico: l’investimento non implica solo impegni finanziari, ma risorse umane, idee, modelli innovativi, ricerca… Il tutto con il fine di rilanciare e dare vigore ad un servizio pubblico che sia davvero equo e universalistico. Oggi abbiamo il dovere di metterlo in salvo per garantirlo alle future generazioni.

Mi chiedo, quindi, se vogliamo davvero dedicare alla sanità italiana l’attenzione che merita. Ebbene, Ministro, scrivo a Lei, la più alta carica della Sanità taliana, il nostro primo difensore e rappresentante nelle istituzioni, per ricordare a tutti che la Sanità è un mondo complesso, variegato, fatta non solo degli operatori sanitari in senso stretto (medici, infermieri, OSS, tecnici di laboratorio, di radiologia, ecc.), quelli che incontriamo con i camici in ospedale, ma di tante professionalità (personale tecnico, professionale e amministrativo) che pure, in questi giorni di grave emergenza sanitaria, dietro le quinte, continuano con senso di responsabilità a lavorare per continuare le procedure di assunzione, gli approvvigionamenti di farmaci e presidi, per inserire i turni, per pagare gli stipendi, preparare le pensioni, per garantire i servizi di manutenzione nei reparti ospedalieri, per pagare le fatture, ecc…

Continuerò ad insistere con tutte le energie di cui dispongo affinché sia riconosciuto il ruolo di centralità alla sanità tutta. Caro Ministro, con questa mia lettera voglio ricordarLe che i nostri incarichi di funzione, quelli, per intenderci, dei coordinatori e delle posizioni organizzative, sono i e meno remunerati di tutta la contrattazione collettiva nazionale, nonostante siano in numero molto esigui perché legati agli standard strutturali; il nostro straordinario ha un importo orario imbarazzante; gli stipendi del personale del comparto non sono adeguati al rischio connesso alla funzione specifica e alle professionalità espresse; il nostro contratto della Dirigenza APT (amministrativa, professionale e tecnica) è l’unico a non essere ancora stato rinnovato per il triennio

2016/2018; gli spazi di assunzioni nelle aziende sono risicati, a volte ridicoli per i fabbisogni, le indennità di rischio sono da rivedere per tutto il personale della sanità. In particolare, in questo momento, bisogna pensare agli operatori, spesso privi di adeguati DPI e congrue procedure di formazione, informazione ed addestramento in materia di salute e sicurezza, che, con grande senso di responsabilità, stanno mettendo a repentaglio le proprie vite e la salute delle proprie famiglie per dare risposte a tutta la popolazione. E' il caso di ricordare, purtroppo, che la nostra sanità sta registrando un elevato e inaccettabile numero di vittime imputabili prioritariamente alla cattiva organizzazione nella gestione dell’emergenza Covid-19. E potrei continuare …

E’ ora di pensare seriamente a valorizzare tutte le forze in campo, perché sono funzionali allo scopo pubblico di rendere salute all’utenza. Sarebbe quindi giusto, in questo momento, in cui, scosse le nostre coscienze, abbiamo preso consapevolezza dell’importanza del comparto sanità, adottare un provvedimento legislativo, di Sua iniziativa, che preveda percorsi di valorizzazione delle risorse umane, di progressione di carriera ad hoc, speciali, come speciale è il ruolo cui sono chiamati i professionisti della sanità. Encomiabile il tentativo del Ministro Madia di rilanciare la Pubblica Amministrazione! Ma noi non siamo semplicemente “una pubblica amministrazione”, siamo aziende e, come tali, dovremmo poter avere gli strumenti normativi che ci consentano di accaparrarci le migliori professionalità sul mercato senza passare necessariamente attraverso le procedure concorsuali (che spesso dopo un anno vanno deserte!), per acquistare i beni che ci occorrono nei reparti, per valorizzare, premiare e assicurare carriera a chi già sul campo ha dimostrato il suo valore, senza il necessario vincolo dell’evidenza pubblica. Dovremmo avere deroghe speciali, procedure ad hoc per il reclutamento del personale e l' approvvigionamento di beni e servizi, che consentano, in piena legalità, di far fronte alle emergenze ed ai fabbisogni dell’utenza. Dovremmo poter costruire i nostri reparti in modo snello e veloce.

La sanità pubblica soffre da anni una gravissima carenza di risorse umane, che, se oggi misuriamo in modo evidente sui numeri dei profili sanitari, sono ancor più gravi nei ruoli tecnico, professionale e amministrativo, che, per troppi anni hanno (giustamente) dovuto cedere le poche risorse disponibili al personale sanitario.

Concludendo, Ministro, è giunta l’ora di fare scelte coraggiose: la sanità pubblica ha urgente bisogno di misure straordinarie, eccezionali, chiare, mirate, misure che, spero di aver dimostrato, sono assai diverse da quelle delle altre “pubbliche amministrazioni”. Davanti a noi ci sono ancora giorni difficili, ma insieme, uniti, sono convinta che ce la faremo.

Nella speranza che questa mia lettera giunga direttamente alla Sua attenzione e che Lei, comprendendo le mie preoccupazioni e condividendole, si impegni ad adottare nell’immediato atti concreti ed efficaci che riescano a restituire un po’ dell’antico lustro alla nostra smarrita e timida sanità.

Le porgo rispettosi saluti.

La Segretaria Regionale FIALS di Basilicata

Luciana Bellitti

CNH Industrial, Spera (Ugl): ”Chiusura per altre due settimane”

ROMA - “L’Ugl prende atto, responsabilmente, di quanto comunicato CNH Industrial durante l’incontro sostenuto con le OO.SS. della la proroga e relativa chiusura di tutti i plant fino al 17 aprile alla luce del perdurare dello stato di emergenza legato al COVID-19 e che successivi aggiornamenti saranno comunicati sulla base dell’evolversi della situazione”.
Lo fa sapere il segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “apprendiamo che la sospensione delle attività degli stabilimenti produttivi in Italia, annunciato lo scorso 20 marzo e inizialmente previsto per due settimane, proseguirà per ulteriori due settimane. Abbiamo un confronto costante e costruttivo con i vertici del gruppo – aggiunge Spera -, per la decisione di prolungare l’apertura dei stabilimenti: va dato atto all’azienda che ha convenuto con le OO.SS. che per il rispetto della sicurezza e della salute dei lavoratori in ogni caso si inizi a predisporre le misure necessarie a garantire una eventuale ripresa della attività lavorativa in massima sicurezza. CNH continua a mantenere operativa la filiera della ricambistica e dell’assistenza in Italia e in Europa, avendo attuato tutte le misure di sicurezza, contenimento e prevenzione previste dalla legge e concordate con i lavoratori. In questo modo – conclude Spera - sarà possibile per i clienti finali conservare in attività e nelle adeguate condizioni di funzionamento le proprie flotte e mezzi per l’agricoltura, le costruzioni, il trasporto di merci e persone durante questo periodo. L’azienda è rimasta aperta al dialogo e a dare tutte le dovute informazioni a tutti i partner aziendali che ne facciano richiesta o che ne abbiano bisogno. Come Ugl, siamo disposti a un dialogo costruttivo e propositivo in questa fase emergenziale da pandemia Covid-19 ma, non transigenti su rispetto, aggiornare e migliorare standard di sicurezza e dotazioni per riprendere efficacemente l’operatività non appena possibile. La salute dei lavoratori prima di tutto”.

Bollettino (Cisl Fp): "Lsu lucani senza reddito e dimenticati da tutti"


POTENZA - La storia si ripete anche quest'anno con l'aggravante dell'emergenza coronavirus: i lavoratori socialmente utili che operano negli enti locali della Basilicata sono senza reddito da gennaio. La denuncia arriva dalla Cisl Funzione Pubblica che attribuisce la responsabilità della situazione alle "solite, irrisolte alchimie del bilancio regionale". "Questi lavoratori affrontano quotidianamente un dramma personale nel dramma generale", spiega il segretario generale Giuseppe Bollettino, che aggiunge: "Non ricevono la dovuta retribuzione mentre il coronavirus determina condizioni di vita difficile per tutti. Nessuno deve essere lasciato solo e abbandonato al suo destino, ecco perché occorrono subito provvedimenti risolutivi a tutela degli Lsu della Basilicata. Le amministrazioni comunali sono incapaci di arginare il fenomeno, eppure tanti di questi lavoratori continuano a prestare meritevole opera lavorativa nei Comuni, dando un contributo importante al funzionamento della macchina amministrativa e assicurando la continuità di servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti, anche in questa fase di emergenza sanitaria. Perché la politica regionale si dimentica puntualmente di questi lavoratori ogni anno?". Il segretario della Cisl Fp rivolge un appello "alle istituzioni, alla politica, a chi può e a chi deve: occorre fare qualcosa per risolvere una situazione che ormai è diventata insostenibile. È arrivato il momento di superare gli ostacoli burocratici e dare a questi lavoratori la dovuta e giusta tranquillità economica".

martedì 31 marzo 2020

Covid-19,Giordano (Ugl):”Imprese e famiglie sono già in un momento critico”


MATERA - “Già da ora in piena pandemia Covid-19, le imprese nel territorio materano fanno i conti con un deficit di liquidità senza precedenti e con una ripresa da affrontare, chi sa quando, attraverso una profonda rimodulazione del mercato del lavoro, del conseguente afflusso di ingenti finanziamenti pubblici, sia nazionali che comunitari, tesi a sostenere cospicuamente l’attuale momento critico e la conseguente ripresa economica”.
Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “è il quadro perfetto nel quale oggi si trovano a fare i conti con le loro casse interne piccole fabbriche, negozi, ristoranti e bar. Questo è il tempo dei piccoli imprenditori che chiudono per decreto e iniziano ad accumulare debiti, non pagando i fornitori o l’affitto commerciale. Che già in tempi normali avevano difficoltà di accesso al credito delle banche, figurarsi adesso. La filiera alimentare e quella delle infrastrutture sanitarie, la gestione degli approvvigionamenti, il comparto turistico degli alberghi, la ristorazione, il controllo dei settori della distribuzione al dettaglio e della piccola e media impresa. Qui dovrà concentrarsi il massimo sforzo economico. Il volontariato ‘spontaneo’ – prosegue Giordano – sta già distribuendo nei paesi materani nel vicinato di casa, tra i quartieri pane, pasta e altri generi di prima necessità per le famiglie in difficoltà, che non ce la fanno ad aspettare i buoni spesa annunciati dal governo. Per l’Ugl non possono attendere alle propagande sul Coronavirus, dove Conte dice di aver stanziato 4,3 miliardi ai Comuni, subito 400 milioni per buoni spesa a indigenti. Và cancellata la burocrazia, la gente ha bisogno oggi di sfamarsi e non quando il peggio dell’emergenza sanitaria sarà alle spalle: bisogna muoversi ora”.

Coronavirus, accordo parti sociali e Abi: cassa integrazione anticipata dalle banche ai lavoratori


POTENZA - Le banche potranno anticipare gli ammortizzatori sociali senza costi per i lavoratori. Lo stabilisce una convenzione siglata nella serata di ieri tra governo, parti sociali e Abi che consente ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza Covid-19 di ricevere dalle banche un’anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga previsti nel decreto "Cura-Italia". I lavoratori potranno fare domanda con una procedura a distanza. Sarà poi la banca ad anticipare sul conto corrente del lavoratore l’importo senza oneri e interessi. L'importo massimo anticipato è di 1.400 euro mensili per un contratto full-time e una sospensione di 9 settimane a zero ore. L'importo sarà inferiore in caso di contratto part time o di un numero minore di ore di sospensione dal lavoro.

Per il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Gennarino Macchia "la convenzione sottoscritta oggi tra parti sindacali, datoriali e Abi, che dovrà essere ratificata a livello territoriale, raggiunge un obiettivo fondamentale, ovvero garantire l'anticipazione ai lavoratori della cassa integrazione ordinaria e in deroga e degli assegni elargiti dai fondi bilaterali. È un risultato importante perché va a tutelare i soggetti più deboli del mondo della produzione, cioè le piccole aziende che non sarebbero in grado di anticipare gli ammortizzatori sociali e i lavoratori. Bisogna garantire ai lavoratori tempi rapidi per far fronte alle esigenze dei propri familiari. Il sindacato è impegnato quotidianamente per rispondere alle esigenze dei lavoratori. È stata già predisposta la modulistica per rendere operativo ciò che è previsto dall'accordo. La sfida è tagliare tempi e burocrazia per mettere i soldi nelle tasche dei lavoratori. Non nascondiamo il fatto che stiamo combattendo una battaglia difficile ma insieme riusciremo a sconfiggere questo perfido nemico".

La Fials di Potenza denuncia le pratiche diffuse al San Carlo per fronteggiare l'emergenza Covid


POTENZA - La Fials di Potenza denuncia con forza le pratiche diffuse al San Carlo dove, per fronteggiare l'emergenza Covid, si naviga a vista facendo ruotare giornalmente il personale infermieristico tra reparti diversi. Non si riesce invece, in alcun modo, a tamponare la grave carenza di personale Oss nei reparti Covid. Proprio quest'area richiede un investimento fortissimo in risorse umane per l'assistenza a persone malate che non possono ricevere il minimo supporto familiare.

La Segreteria Territoriale della Fials ha perciò scritto alla Direzione generale per segnalare l’uso “indiscriminato e illegittimo” del personale infermieristico. Sono ormai prassi quotidiane gli spostamenti repentini in reparti diversi da quelli di appartenenza. Così si interrompe la continuità assistenziale e si disperdono le competenze accumulate dal personale in anni di attività specializzata.

"I reparti che più soffrono il turn-over - sottolinea il segretario provinciale Giuseppe Costanzo - sono Malattie Infettive, Rianimazione e Pronto Soccorso, reparti che registrano estreme carenze di personale sia infermieristico sia OSS.

La Fials contesta la modalità di spostamento. In questo modo non si può tracciare il percorso imposto a questi professionisti. Si determinano così gravi conseguenze e incertezze in materia di tutela della salute e sicurezza lavorativa. Un'aperta violazione dell’assioma che fonda i provvedimenti governativi per il contenimento del contagio COVID-19. La promiscuità del personale aumenta il rischio che il contagio si propaghi ulteriormente da un Servizio ad un altro.

La permanenza del personale nei reparti è, invece, requisito fondamentale di un ospedale impegnato nella lotta al COVID-19 . Perciò la Fials contesta i frenetici spostamenti in corso .

La Direzione Generale non si è impegnata a realizzare quanto discusso nell’ultimo incontro sindacale e comunicato alla Direzione Medica del Presidio. Non si è infatti provveduto alla formazione “sul campo” per garantire al personale spostato le competenze necessarie alla difficile gestione dei reparti di prima linea nella lotta all'emergenza Covid 19.

La caotica gestione del personale sta ingenerando frustrazione e rabbia tra i lavoratori e non aiuta a ridurre lo stress psicofisico prodotto dalle condizioni di lavoro.

Nonostante molti servizi stiano soffrendo la carenza di personale, l'amministrazione ha predisposto un piano ferie d’ufficio, determinando la chiusura di interi reparti e lo stress degli altri servizi e unità operative sotto organico.

Il segretario della Fials Costanzo chiede perciò di "stabilire criteri di valutazione trasparenti e oggettivi per le assegnazioni in questi reparti. Non si possono utilizzare graduatorie predisposte ad horas creando così personale di “serie A e serie B”.

La Fials di Potenza invita perciò la Direzione Generale a fissare un incontro per l’adozione di un protocollo comune per risolvere i problemi segnalati.

domenica 29 marzo 2020

Bimbo deceduto a Metaponto, Giordano: “Vicinanza e cordoglio dall’Ugl Matera”


METAPONTO - “Il cordoglio e la vicinanza di tutta l’Ugl Matera ai genitori del bambino di 3 anni, il piccolo Diego, ritrovato senza vita nel fiume Bradano presso contrada Marinella a Metaponto. Alla mamma e al papà vada il nostro più sincero e forte abbraccio per affrontare una perdita così dolorosa. Rivolgiamo anche un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno proseguito le ricerche nella notte, che da ieri hanno cercato disperatamente di salvare la vita al piccolo, purtroppo senza riuscirci. In un momento di paura e non solo nel territorio materano per la pandemia da Coronavirus, all’Ugl piacerebbe ricordare il piccolo con una riflessione:

“Ti abbiamo amato fin da quando i tuoi riccioli sono apparsi sugli schermi dei nostri palmari. La tua è una triste storia di questa strana primavera. Dove il vento sembra esser stato nemico, e le acque hanno fatto il resto. Piccolo Diego, sei parte di questa pagina dell'umanità che sta cercando un senso e tenta di riordinare i propri tempi. Il tuo sacrificio è colmo di emozione e di pianto che incrocia la speranza che dal tuo saluto ci raggiungerà la carezza di un vento nuovo. Che indichi finalmente la strada. Mentre per i tuoi genitori invochiamo la pace nel cuore, imploriamo che soffi sulla tua casa quell'unico vento capace di farti crescere nel cuore di quanti ti hanno amato. Il vento buono di Dio! Aiutaci tu, ora, a convincerci che #andràtuttobene “.

Lo ha detto il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, nell’apprendere la notizia della morte di Diego, il bambino deceduto a Metaponto di Bernalda (MT).

La Fials interviene sul gravissimo episodio del 118 a Matera


MATERA - "Il gravissimo episodio, alle porte del pronto soccorso di Matera, con un paziente morto durante il trasporto Covid da Policoro, conferma la validità delle nostre denunce e la necessità assoluta di varare immediatamente protocolli operativi per le attività di contenimento dell'emergenza Coronavirus adeguate a tutelare la salute degli operatori sanitari".

La Fials contesta con forza l'indifferenza dell'Asp di Potenza per le condizioni di lavoro e per la necessità di tutelare i suoi dipendenti esposti a un rischio mortale.

"Come ci ha segnalato un lavoratore in servizio stanotte al 118 - dichiara la segretaria regionale Fials di Basilicata Luciana Bellitti - questo trasporto è stato fatto non da un'ambulanza dedicata ma da un altro mezzo, con l'autista sprovvisto di mascherina e l'infermiere costretto a usare una mascherina chirurgica che non assicura un'adeguata copertura. La stessa mascherina, sembra che secondo un dirigente medico aziendale, va bene per gli infermieri ma altri suoi colleghi la considerano non adatta per i medici. Non vogliamo evocare in questa situazione drammatica, in cui il personale tutto si sta spendendo con assoluta generosità, scenari da guerra dei poveri ma non è accettabile che di fronte al pericolo esistano operatori di serie A (i medici) e operatori di serie B (infermieri, autisti, Oss).

La Fials chiede alla direzione strategica aziendale di trovare le urgenti risposte alle più che legittime richieste dei lavoratori.

sabato 28 marzo 2020

Coronavirus, al via commissioni Prefetture su deroghe


POTENZA - Da ieri mattina, rigorosamente in videoconferenza, sono partite le prime riunioni con sindacati e Prefetture di Potenza e Matera dei comitati che dovranno valutare, in base al recente accordo tra governo e sindacati, le autocertificazioni delle aziende che hanno richiesto la deroga alla chiusura prevista dal Dpcm del 22 marzo, decreto che ha stabilito la sospensione fino al 3 aprile delle attività produttive non essenziali per arginare la diffusione del coronavirus. Cgil Cisl e Uil, "fortemente preoccupate dei ritardi che si registravano per gli adeguamenti alle misure di sicurezza e di prevenzione dal contagio rivolti alle maestranze", hanno ottenuto dal governo una riduzione dei settori autorizzati a proseguire l'attività e l'incarico ai prefetti di convocare e presiedere delle apposite commissioni. Tali commissioni sono chiamate a verificare i requisiti di sicurezza e prevenzione nelle aziende autorizzate alla continuità produttiva e ad autorizzare eventuali deroghe. Compito dei prefetti è consentire le attività produttive e attivare i relativi controlli con le forze dell’ordine sulla scorta di quanto deciso dalle commissioni.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata (Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli) annunciano che "le richieste di deroga saranno valutate con estremo rigore perché in questa fase la priorità è la salute dei lavoratori. Sappiamo - dicono i tre leader sindacali - che alle Prefetture di Potenza e Matera stanno pervenendo numerose richieste di deroghe da parte di aziende che, pur non rientrando nei codici Ateco previsti dal Dpcm, sono intenzionate a proseguire l'attività in base al principio della continuità di filiera. Fermo restando che in ogni azienda devono essere garantiti gli standard sanitari anti-contagio stabiliti dal protocollo sulla sicurezza - continuano Summa, Gambardella e Tortorelli - in assenza del requisito sostanziale della continuità di filiera non può esserci deroga. A tal proposito ci giungono notizie di aziende che si prodigano in tentativi di aggirare il Dpcm cercando di modificare in itinere il proprio codice Ateco, una pratica che assolutamente condanniamo e riteniamo immorale”.

"Il sindacato - concludono Summa, Gambardella e Tortorelli - da sempre è impegnato per attirare investimenti produttivi nel nostro territorio, per aprire nuove fabbriche e creare nuovi posti di lavoro. In questo caso, però, stiamo parlando di uno stop produttivo temporaneo tale non mettere a repentaglio la vita delle imprese e che ha come finalità il contenimento del contagio e la tutela della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. È un sacrificio parziale che siamo chiamati a fare per il bene di tutti", concludono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Covid-19, Carella (Femca Cisl): "Sistema dei controlli poco efficiente, servono più tamponi anche nelle fabbriche"


POTENZA - "Stiamo facendo tutto il possibile per fronteggiare questa emergenza e stiamo monitorando tutte le aziende che in base al codice Ateco possono lavorare. Tuttavia prevale la paura tra i lavoratori dopo i primi casi registrati nelle aziende". È quanto dichiara il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che evidenzia qualche lacuna nel sistema dei controlli sanitari: "Il sistema - dice - è poco efficiente nel senso che ci sono fasce di lavoratori che sono maggiormente a rischio e che necessiterebbero di maggior tutela. Nel caso recente della Orma, per dare serenità ai lavoratori e alle loro famiglie sarebbe opportuno fare più tamponi possibili, anche perché il rischio è che il contagio si allarghi ai comuni limitrofi. Sia negli ospedali che nelle fabbriche servono più tutele iniziando con una campagna capillare di tamponi.

Nel frattempo - continua Carella - dove non è possibile fermare la produzione è necessario adottare protocolli ancora più rigorosi per tutela la tutela dei lavoratori, con l'auspicio che quando tutto sarà finito non si torni indietro per quanto riguarda la salute e la sicurezza dei lavoratori".

Spera (Ugl):”Il Paese lancia un grido d’allarme. Il Governo ascolti il sindacato”


POTENZA - "Finalmente questo Governo ha recepito ciò che stiamo dicendo da tempo, dare liquidità alle aziende per l'anticipo degli stipendi ai dipendenti con forme di credito, vincolato al solo pagamento della cassa integrazione. E’ la giusta scelta in un momento particolare del Paese dove l’epidemia ha messo in ginocchio molte imprese che hanno visto svuotate le proprie casse”.

Per Antonio Spera, segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, “si deve andare avanti senza più perdere tempo per le scelte. A fronte di questa situazione è necessario che il Governo affronti l'emergenza economica con lo stesso livello di gravità con cui sta cercando di affrontare quella sanitaria, se pur per l’Ugl ad oggi insufficientemente. La pandemia è seria, registriamo la chiusura di migliaia di attività con un pesantissimo impatto sociale e non solo economico. Come Ugl – continua Spera – il passo successivo sarebbe una moratoria di almeno un anno sul pagamento dei finanziamenti in essere, sia sul capitale che sugli interessi, la garanzia del mantenimento del rating delle imprese e il differimento di tutte le scadenze fiscali. Come da noi ribadito, avviate le forme di credito vincolate al solo pagamento della cassa integrazione e la predisposizione di strumenti aggiuntivi di liquidità aziendale, ora bisogna che il tutto vada a concludersi versando i soldi ad oras direttamente alle aziende che a loro volta provvederanno ad elargirli ai dipendenti. E’ certo che l’immediata liquidità, dovrà necessariamente essere vincolata alla cassa, con restituzione al momento dell'attivazione dell'ammortizzatore sociale. Il Governo ora abbatta la pressione fiscale per tutti i cittadini e i settori produttivi, solo così potremmo sperare in una timida ripresa per le famiglie. L’Ugl – conclude Spera – consiglia all’esecutivo di ascoltare il sindacato che rappresenta il termometro reale delle esigenze economiche del paese: tutti insieme, possiamo farcela”.

Cotrab, la Fit Cisl chiede le dimissioni dell'assessore ai trasporti Merra


POTENZA - La Fit Cisl interviene su quanto annunciato dal Cotrab che dal 1° aprile, in piena emergenza coronavirus, non garantirà più il servizio di trasporto pubblico locale, con il conseguente licenziamento di 1.300 lavoratori. Una notizia che non sorprende la Fit Cisl che nel recente sciopero di 36 ore degli autoferrotranvieri aveva sollecitato un intervento risolutore dell'assessore regionale Merra per rimettere ordine nel sistema del trasporto pubblico della Basilicata.

La federazione della Cisl ricorda che "il Cotrab aveva preannunciato l'abbandono nel corso di una conferenza stampa nei primi giorni di febbraio". Il sindacato si dice "sconcertato dal comportamento dell'assessore per un epilogo che era ampiamente preannunciato".

Per questo la segreteria regionale della Fit Cisl va oltre e chiede le dimissioni dell'assessore Merra con il passaggio della delega dei trasporti nelle mani del presidente della Regione Bardi che, secondo il sindacato, "saprebbe cosa fare, ovvero dare una risposta dura a quelle aziende del consorzio che non hanno nessun rispetto per i lavoratori di questo territorio".

venerdì 27 marzo 2020

Fials: Esposto all'Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Potenza


POTENZA - Vari medici di base della provincia di Potenza impediscono ai dipendenti pubblici di accedere ai benefici del Decreto "Cura Italia". La Fials lo denuncia con forza, con un esposto all'Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Potenza. denunciando l'ostruzionismo praticato nell'applicazione dell’art. 26, del Dl 18/2020 “Cura Italia”. Questa pratica procura gravissimo danno ai lavoratori beneficiari della legge 104/1992, che così non possono accedere ai benefici previsti dal decreto governativo con le misure di supporto per la lotta al Covid 19.

Numerosi iscritti della Fials hanno infatti segnalato al segretario provinciale Giuseppe Costanzo una condotta inspiegabile anche sul piano deontologico. Vari medici di base potentini opporrebbero a dipendenti pubblici in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, legge 10$/1992, n.104), o in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, atteggiamenti ostruzionistici al rilascio di documentazione di malattia attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti da patologie oncologiche o da relative terapie salvavita.

"Il fatto, ove verificato - sottolinea Costanzo nel suo esposto - porrebbe serissime questioni di responsabilità professionale, considerata la necessaria disponibilità di questa certificazione medica per accedere alla misura urgente prevista dell’art. 26 del decreto “Cura Italia” .

La Fials chiede perciò immediate verifiche all'Ordine dei Medici con comunicazioni urgenti agli iscritti allo scopo di scongiurare scelte poco ponderate.

Sostegni per personale sanitario impegnato nell’emergenza Coronavirus


POTENZA - Applicare il Decreto Cura Italia nella parte che riguarda la fornitura di alloggi al personale sanitario impegnato in prima linea nella guerra al Covid 19. La richiesta è stata avanzata dal segretario provinciale della Fials di Potenza, Giuseppe Costanzo, con una lettera indirizzata al Prefetto di Potenza, all'assessore regionale Leone, al direttore generale del San Carlo.

E' questo un modo, riducendo spostamenti e contatti, di garantire la maggior sicurezza possibile al personale impegnato in prima linea negli ospedali. La Fials propone perciò che sia rapidamente sottoscritta un’intesa tra regione, aziende sanitarie e associazioni degli albergatori, finalizzata alla messa a disposizione di alberghi e altre strutture ricettive (case di riposo, convitti, caserme, b&b ecc) o già in dotazione delle aziende ospedaliere (ApartHotel dell’A.O.R. S. Carlo) per il personale impegnato negli ospedali Covid.

Il Decreto Cura Italia lo prevede, su proposta del ministro dell'Economia; Difatti i Prefetti possono requisire strutture alberghiere o altri immobili idonei a ospitare persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare. In alternativa la protezione civile può allestire alloggi provvisori in prossimità alle strutture ospedaliere.

Questa iniziativa può essere di sostegno per gli infermieri, medici e tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza Coronavirus, soprattutto alla luce degli ultimi episodi di contagio registrati tra gli operatori sanitari. Queste esperienze sono già consolidate nel nord Italia. L'obiettivo è di ridurre gli spostamenti del personale sanitario pendolare o in quarantena, considerando l'alto rischio di contagio, si eviterà così di tornare a casa diffondendo eventuale contagio fra i familiari.

mercoledì 25 marzo 2020

Fials Potenza: C'è un grave problema di sicurezza per il personale sanitario


POTENZA - C'è un grave problema di sicurezza per il personale sanitario in prima linea nella guerra al COVID 19 e la Regione Basilicata deve provvedere immediatamente adottando un protocollo anti-contagio e disponendo un intenso programma di tamponi per i dipendenti più esposti al rischio.

La Fials Basilicata ha sollevato il caso con un appello urgente al presidente Bardi e all'assessore Leone.

L'attuale evoluzione dello scenario epidemiologico in Basilicata - scrivono la segretaria regionale Luciana Bellitti e il segretario di Potenza Giuseppe Costanzo - desta particolare allarme per il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia di COVID-19. Ne è prova evidente l'incremento quotidiano dei casi di personale sanitario contaminato. E' perciò necessario adottare immediatamente protocolli di sicurezza anti-contagio (per regolamentare il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID- 19 negli ambienti di lavoro) ed eseguire i tamponi con scadenza periodica, a tutto il personale sanitario e con particolare intensità per i dipendenti più esposti (pronto soccorso, malattie infettive, rianimazione, radiologia, 118 etc), al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari e conseguentemente di tutta la popolazione.

Bellitti e Costanzo segnalano anche il problema delle lunghe attese per ricevere i risultati dei tamponi processati: "Come dimostra il caso da noi segnalato dello spazio psichiatrico dell'Asp al San Carlo, gli operatori sanitari nell’attesa continuano a lavorare con il rischio, se positivi al Covid-19, di contagiare pazienti, cittadini e i loro cari. Tutto diffonde grossa preoccupazione, rabbia e senso di abbandono tra i lavoratori che non meritano.

"La regione - sottolineano i due dirigenti sindacali - stanno coinvolgendo le altre strutture del sistema sanitario regionale: Crob, ASM e Istituto Zooprofilattico per sostenere le attività del Laboratorio di Analisi del San Carlo. L'unità operativa sta facendo uno sforzo immane considerate le gravi difficoltà, dalla dotazione esigua di attrezzature alla carenza di personale. Un plauso va quindi al direttore Picerno e e a tutti i lavoratori per l'impegno profuso, ma è necessario coinvolgere le strutture private accreditate al fine di garantire risposte rapide per gli esiti dei tamponi. Ci rammarica la lentezza nel fronteggiare un'emergenza così grave, c'era il tempo necessario per organizzarsi e coinvolgere il più possibile i laboratori dell'intera Regione Basilicata".

"La risposta lenta dei tamponi - denuncia la Fials - rischia di gettare nel caos l'intero sistema regionale. La paralisi del Presidio Ospedaliero di Villa D’Agri ha destato tante preoccupazioni per l'intera comunità sanitaria Lucana. Alto è anche il grido di dolore di settori dell’Ospedale San Carlo, dove la mancata risposta alla richiesta di tutelare la salute degli operatori, rischia di paralizzare attività fondamentali causando inevitabili effetti collaterali per la salute dei cittadini lucani".

"La gestione dei test sui tamponi - concludono Bellitti e Costanzo - è molto confusa. I lavoratori ci segnalano differenze di tempistica per risultati dei tamponi processati tra operatori dello stesso reparto. E' vergognoso trattenere in servizio per 36 ore dei dipendenti in attesa dell'esito del tampone per poi fornirglielo il giorno dopo. Alcun operatori miracolosamente ricevono risposte in tempi celeri, altri dopo 6 giorni ancora non conoscono l’esito ma alcuni di loro continuano a lavorare. In questi casi il rischio di contagio è altissimo, contro ogni logica, contro ogni regola di responsabilità e buon senso. Non deve succedere più".

Coronavirus, Adiconsum: "Aumentano i prezzi dei beni di prima necessità"


POTENZA - Nei primi giorni della emergenza COVID-19 il timore di vedere calare la produzione ha indotto i consumatori italiani a fare scorte di pasta, farina, olio, latte a lunga conservazione, pelati, caffè, biscotti per la prima colazione.

Come era prevedibile, i prodotti più richiesti ed attualmente ancora non ovunque reperibili restano l’amuchina e il gel disinfettante, difatti la psicosi del contagio ha indotto non pochi consumatori a rivolgersi addirittura alla rete per fare incetta di disinfettanti, proposti a prezzi proibitivi.

All'inizio di questa settimana, come evidenziato dall'avv.Vincenzo Telesca presidente regionale di Adiconsum Basilicata(Associazione di tutela e difesa dei consumatori promossa dalla CISL) mentre da un lato, sta tornando lentamente alla normalità la corsa agli acquisti di generi alimentari che ha caratterizzato soprattutto la scorsa settimana con l’assalto agli scaffali dei centri commerciali e dei negozi di vendita al dettaglio, per l’accaparramento di generi di prima necessità, dall'altro a partire da lunedì ha fatto registrare un preoccupante aumento indiscriminato dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità.

L'ADICONSUM di Basilicata, sostiene il presidente Telesca, ha raccolto una serie di segnalazioni da parte dei propri associati ed utenti che oltre ad evidenziare una preoccupante lievitazione dei prezzi dei generi alimentari e l''assenza sugli scaffali di molti di essi, ha rilevato in alcuni casi l'attuazione di vere proprie pratiche commerciali scorrette.

In relazione a tale ultimo fenomeno, i consumatori rivoltisi alla nostra sede hanno riscontrato l'applicazione sugli scaffali di un noto supermercato operante da anni nella città di Potenza, di prezzi diversi e maggiorati rispetto a quelli pubblicizzati sul volantino presente on-line sul sito della medesima catena distributiva.

Rispetto a tali segnalazioni il presidente Telesca assicura che ADICONSUM, nell'interesse di tutti i consumatori ma soprattutto delle fasce più deboli della nostra realtà regionale(anziani, disabili ect.) vigilerà con ancora più attenzione ed efficacia sull'eventuale aumento indiscriminato dei prezzi al consumo.

Lo stesso avv. Telesca ricorda a tutti gli esercenti ed operatori della filiera produttiva e distributiva che attualmente:«è considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti attinenti la salute, l’approvvigionamento di prodotti e generi di primaria necessità e la sicurezza dei consumatori, profitta di situazioni di allarme sociale incrementando il prezzo di vendita in misura superiore al triplo del prezzo risultante dal listino o comunque praticato mediamente, riferito a 30 giorni prima della conclusione della compravendita», pertanto, la stessa, potrà essere sanzionata dall'Antitrust. Nell'auspicare comportamenti sempre più responsabili da parte di tutti i protagonisti della filiera del mondo produttivo, della distribuzione e della vendita, l'ADICONSUM ricorda a tutti i consumatori che oggi è possibile rivolgersi al Garante per la sorveglianza dei prezzi, detto anche "Mr Prezzi”, il quale controlla, verifica e argina i fenomeni speculativi, grazie ad un sistema istruttorio che si attiva anche su segnalazione dei cittadini.

Difatti, il Garante, effettuate le opportune verifiche, può riferire le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi al Ministro dello Sviluppo Economico, che provvede: alla formulazione di segnalazioni all'Antitrust, a sollecitare ispezioni della Guardia di Finanzia e ad avviare azioni di moral suasion.

CallMat, Ugl Tlc Matera:”Azienda e sindacato a lavoro sull’ultimo DPCM”.


MATERA - “L’Ugl Telecomunicazioni Matera esprime il cordoglio per la drammatica vicenda che ha visto la scomparsa del giovane di soli 34 anni, Emanuele Renzi, dipendente del Call center Youtility di Settecamini dove lavorava: la più giovane vittima di Coronavirus nel Lazio, deceduto al Policlinico di Tor Vergata. A nome della Ugl Matera e di tutti gli operatori della CallMat profondo cordoglio e vicinanza ai familiari per la prematura scomparsa della loro caro”.

E’ quanto emerso dall’incontro odierno in video conferenza, svoltosi tra la segretaria provinciale dell’Ugl Tlc Matera, Cosimina Saracino, il consigliere nazionale della federazione Tlc, Francesco Stigliano e Pino Giordano, segretario dell’Unione territoriale del lavoro di Matera.

“La brutta notizia ha scosso tutti i lavoratori anche dell'azienda CallMat di Matera. In questo momento abbiamo bisogno di avere conferma dagli enti preposti della messa in sicurezza di tutte le sedi per la tutela della salute dei lavoratori. Quello che è certo è che vicenda sulla morte del nostro collega a Roma mette in evidenza l'estrema difficoltà nella quale navigano i contact center, costretti a sopravvivere in un mercato che non ammette sconti neanche in uno scenario come quello che stiamo vivendo. La nostra segreteria nazionale Ugl Telecomunicazioni – proseguono i segretari - nei giorni scorsi ha evidenziato con una lettera al governo l'importanza di preservare in primis la salute degli operatori e di tutto il settore dei contact center da quelle dinamiche del libero mercato che almeno in situazioni come queste dovrebbero essere ripensate. Lo scenario attuale impone misure importanti a tutela della salute dei lavoratori, per questo è necessario, in base al Decreto governativo dell’11 marzo, che tutte le aziende del settore dichiarino espressamente quali sono i settori che devono continuare ad operare e quelli che possono chiudere dato che lo stesso decreto afferma che ‘siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione. E’ necessario che - rimarcano Saracino, Stigliano e Giordano - opportune misure di sicurezza vengano prese in tutti i contact center oltre ad attuare tutti gli strumenti che la legislazione prevede come lo SmartWorking e il telelavoro. In tal senso, la nostra azienda materana CallMat, ha già iniziato le operazioni di attuazione dello SmartWorking in ottemperanza del Decreto Legge del 17 marzo 2020 n. 18 Art. 19 dando priorità a quanto previsto dal suddetto Articolo. L’Ugl auspica, a tal proposito in un momento critico dove anche in Basilicata il Coronavirus si sta’ espandendo a macchia d’olio, di porre più lavoratori possibili del sito materano, in lavoro ‘Agile’ considerato che, tantissimi di essi sono pendolari, provenienti da diversi lontani paesi compresa la regione Puglia. In questo contesto di messa in sicurezza del sito, assai importante diviene il lavoro del comitato paritetico tra Azienda e Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, fin qui svolto. Ricordiamo - hanno concluso Stigliano, Saracino e Giordano – che proprio il DPCM sopracitato afferma che ‘sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza: l’Ugl rimane, è sempre e comunque disponibile a confrontarsi e a trovare qualsiasi soluzione per il bene dei dipendenti e per preservare l’azienda CallMat”.