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sabato 19 gennaio 2019

Piaggio Aerospace, Ugl: "Preoccupazione per stato e prospettive"


POTENZA - “L'Ugl esprime sincera preoccupazione per le vicende che stanno interessando la storica azienda Italiana Piaggio Aerospace, produttrice di velivoli dal 1915, e che dal 2014 ha come azionista di riferimento ‘Mubadala Investment Company’ (Emirati Arabi Uniti)”.
E’ quanto sostiene Luigi Marino, segretario nazionale Ugl metalmeccanici con delega alla PMI per il quale, “l'azienda è attualmente commissariata secondo le procedure della ‘Legge Marzano’ a seguito della volontà di dismissione dei proprietari. A dicembre 2018 – prosegue - l'Azienda ha presentato un piano per portare a completamento la certificazione militare del drone di prima generazione (P1HH) per un impegno intorno ai 70 milioni di Euro e i riscontri sembrano, purtroppo, negativi. Attualmente, si sta producendo una proposta per l'ammodernamento dei velivoli P180 dell'Aviazione Militare, per un valore di qualche decina di milioni di Euro. In un comunicato sindacale di dicembre 2018 sullo stato della ristrutturazione di "Leonardo" è stata citata la situazione Piaggio e si è prospettata l'ipotesi essa possa essere assorbita dalla stessa Leonardo dando seguito al progetto del valore di circa 1.5 Miliardi di Euro per lo sviluppo del nuovo drone P2HH e, tutelando i livelli occupazionali. L'Ugl – aggiunge Marino - intravede soluzioni che permettano il rilancio del settore Aeronautico Nazionale, ormai da troppo tempo senza nuovi ‘prodotti’ dove gli ultimi, ATR ed EFA, risalgono agli anni '80 e ‘90. Nonostante la prospettiva di un monopolio, si condivide l'ipotesi di un assorbimento di Piaggio da parte di Leonardo a salvaguardia dei lavoratori di Piaggio e di tutto il comparto Aerospaziale. Per tanto per l’Ugl si ritiene che: lo Stato debba definire una propria politica Aerospaziale Nazionale, ben ricordando che attraverso il Ministero del Tesoro esso detiene la quota del 30% (maggioritaria) di Leonardo e, che il progetto P2HH possa fungere da collante tra i settori regionali di eccellenza; ad esempio sempre per l’Ugl, in quel programma è possibile un coinvolgimento di almeno il Piemonte, il Friuli VG, la Puglia e la Campania con il sostegno del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali con sede a Capua (CE). Rispetto a questo stato di cose – conclude il sindacalista Marino - , l'Ugl si augura un immediato intervento del Governo a tutela e a sostegno di tutti i lavoratori di un settore strategico per la Nazione e di così alto impatto sociale”.

giovedì 17 gennaio 2019

Fca, Ugl: “Rivedere ecotassa, pericolosa un’eventuale revisione del piano per l’Italia”


POTENZA - “Il piano industriale FCA non va messo in discussione: bisogna rivedere la norma per l’ecotassa, come chiesto chiaramente dall’A.D. Mike Manley, perché a rimetterci sarebbero tanti con forti penalizzazioni sull’occupazione”.

Con queste argomentazioni il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, chiede al Governo di rivedere “la propria strategia in merito e di confrontarsi con il sindacato, mettendo mano al provvedimento con possibili altri interventi nell’ambito economico da NON escludere a priori. Le dichiarazioni di Fca – sottolinea il sindacalista – non ci fanno assolutamente stare tranquilli perché, come già affermato da Fca, il gruppo con l’ecotassa sarebbe costretto a rivedere i piani per l’Italia con l’investimento di 5 miliardi su stabilimenti e nuovi prodotti. Non vorremmo assistere a eventuali limature alla produzione e ripensamenti sui modelli da realizzare nelle nostre fabbriche. Il settore automobilistico rappresenta un pilastro per l'economia italiana, in termini di gettito fiscale, occupazione, imprese, investimenti e fatturato. Va ricordato, infatti, che a fine novembre Manley annunciò il suo Piano Italia, un piano di notevoli investimenti che il gruppo era pronto ad attuare per gli stabilimenti italiani nel triennio 2019-2021. Tutti – conclude Spera – abbiamo commentato positivamente quei buoni propositi e auspicato l’avvio nel giro di pochi mesi della produzione di diversi modelli in tutti i siti automobilistici italiani. I fatti siano conseguenti alle parole”.

mercoledì 16 gennaio 2019

Caporalato, Fai Cisl: "Plauso a Cc per operazione nella zona jonica, ora subito la cabina di regia prevista dalla Legge 199"


POTENZA - Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, plaude all’operazione contro il caporalato condotta dai Carabinieri sulla costa jonica che ha portato all’arresto di dodici persone, cinque delle quali di nazionalità romena. Per il sindacalista “le sempre più frequenti operazioni per il contrasto allo sfruttamento di manodopera in agricoltura, se da un lato avvertono che il fenomeno esiste e continua ad essere molto radicato nel nostro territorio, dall’altro confermano che l’inasprimento delle pene determinato dalla legge 199 sta sortendo i suoi effetti almeno sul piano penale”.

Cavallo lamenta però la mancata attuazione dei dispositivi di prevenzione contenuti nella legge, a partire dalla cabina di regia, e spiega: “La 199 non è un’inutile burocrazia, come l’ha definita il ministro Centinaio, ma una legge di civiltà che va attuata in ogni sua parte. Solo chiamando a raccolta le forze sane economiche, sociali e istituzionali della nostra regione e istituendo, come più volte sollecitato dalla Fai, la cabina di regia quale luogo di coordinamento delle politiche di contrasto e prevenzione - conclude Cavallo - la piaga del caporalato potrà essere definitivamente consegnata alle pagine più buie della storia”.

Caporalato: Lezzi, fenomeno ignobile da sradicare


ROMA - “Il caporalato è un fenomeno ignobile diffuso in molte regioni italiane e particolarmente al Sud la cui eradicazione è una priorità di questo governo e un dovere per un Paese civile. L’operazione effettuata oggi dal Carabinieri del Comando provinciale di Matera e dal Comando Tutela Lavoro rappresenta un segnale molto positivo e voglio ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura per il lavoro svolto. Adesso bisogna proseguire in questa direzione: queste forme di sfruttamento sono intollerabili. L’impegno profuso dal Ministero del Lavoro in questa direzione, attraverso il rafforzamento del personale dell’ispettorato nazionale del Lavoro, rappresenta un segnale positivo che darà certamente i suoi frutti”. Così in una nota il ministro per il Sud Barbara Lezzi commenta l’operazione avvenuta oggi in Basilicata.

Massafra, nuovi passi in direzione della formazione


MASSAFRA - La formazione come “chiave” di volta per favorire le imprese – e i giovani imprenditori - di domani. E’ questo il senso del corso di formazione per 15 docenti dell’Istituto Tecnico Industriale “Amaldi” di Massafra conclusosi nei giorni scorsi e volto a fornire loro supporto per l’utilizzo dei più moderni e sofisticati software di progettazione (EPLAN P8) nel corso delle rispettive docenze.

L’iniziativa – che risponde perfettamente alle strategie di sviluppo dei territori messe in atto da Confindustria - è stata resa possibile grazie all’intervento della delegazione di Massafra di Confindustria Taranto, che, oltre a fornire le licenze necessarie per l’utilizzo dei software, si è occupata dell’organizzazione della formazione ai docenti, con l’intervento diretto dei tecnici Eplan.
L’utilizzo di tali strumenti informatici, ampiamente impiegati in campo industriale, consentirà ai ragazzi di maturare competenze facilmente spendibili in campo lavorativo e di acquisire un notevole vantaggio competitivo nella ricerca di occupazione.

Parallelamente a tale iniziativa, la delegazione di Massafra di Confindustria, ha donato e consegnato all’ “Amaldi” cinque quadri PLC di marca Rockwell, utili per consentire agli studenti di fare pratica nel campo dell’automazione industriale.

Prossimo passo dell’iniziativa è lo sviluppo di progetti di sistemi automatici ad opera degli studenti con l’utilizzo degli strumenti forniti. A seguito di tale fase di progettazione, gli studenti saranno chiamati alla concreta realizzazione di quanto progettato nel corso della fase di “alternanza scuola-lavoro”.

Tali iniziative rappresentano un ulteriore e fondamentale passo nel programma “Progetto Massafra Scuola-Impresa”, da tempo avviato dalla locale delegazione di Confindustria per valorizzare la presenza sul territorio delle numerose imprese esistenti. Il progetto prevede una costante cooperazione fra scuola e impresa da realizzarsi in più fasi: a) collaborazione nella definizione dei programmi di studio; b) dotazione della scuola di strumenti hardware e software all’avanguardia; c) “Alternanza scuola lavoro” sia nel corso degli anni di studio, sia al termine del percorso formativo, quando ai più meritevoli è offerta la possibilità di svolgere un periodo di tirocinio in azienda, al fine di verificare le loro reali aspirazioni e attitudini. E’ evidente il “circolo virtuoso” che tale cooperazione può generare: da una parte i ragazzi, attraverso un concreto obiettivo, sono incentivati alla proficua prosecuzione del proprio percorso di studi;  le aziende, dal canto loro, trovano nuova linfa nelle future generazioni, dotandosi di quel capitale umano e tecnico fondamentale alla crescita e sviluppo imprenditoriale.

lunedì 14 gennaio 2019

Nasce nelle aziende italiane il manager della sicurezza e dell’ambiente certificato


MILANO - Un manager che abbia esperienza specifica sulle complesse tematiche della salute, della sicurezza e dell'ambiente, agendo a livello strategico, di pianificazione, e di pura operatività. Per la prima volta questa figura che sta diventando di importanza strategica essenziale e non solo nel mercato delle grandi aziende, ma anche all’interno di PMI sempre piú esposte sul fronte delle responsabilità soggettive e oggettive anche di tipo giuridico, diventa oggetto di una certificazione specifica che ne sancisce ruolo e affidabilità.

Presso la sede milanese di CEPAS, l'Istituto di certificazione delle competenze e della formazione del Gruppo Bureau Veritas, si è svolta la prima sessione di esame per la certificazione delle competenze dell'HSE Manager secondo la nuova norma UNI 11720 e numerose sono le date a calendario che CEPAS ha in pianificazione per il 2019.

Norma, questa, che per la prima volta, definisce ruoli, compiti e competenze di una figura professionale di altissimo livello e fondamentale per le imprese. Il manager della sicurezza e della salute dell'Ambiente è la figura di un professionista con conoscenze e capacità sia tecniche sia manageriali su tematiche così sensibili.

Questa certificazione, contempla 400 ore di formazione che rappresentano in ogni caso la cartina al tornasole della sua strategicità. Rilasciata da CEPAS, che è Istituto leader in questi servizi, professionisti ed imprese, questa certificazione è anche la chiave di lettura per una crescita complessiva del pianeta- imprese chiamato a dimostrare concretamente al mercato e alla comunità estesa degli stakeholder che "salute, sicurezza ed ambiente" non è uno slogan, ma un impegno quotidiano e al tempo stesso un asset aziendale.

giovedì 10 gennaio 2019

Interinali Arpab, Gambardella (Cisl): "Delibera agenzia insufficiente"


POTENZA - Dalla Cisl arriva una bocciatura alla delibera dell’Arpab che proroga fino al 30 giugno 2019 alcuni contratti di somministrazione relativi al cosiddetto masterplan. Per il segretario generale, Enrico Gambardella, “la soluzione escogitata dall’Arpab è insufficiente in quanto non risolve il problema di dare continuità e sistematicità alle di attività monitoraggio ambientale e tutela del territorio, in particolare nelle aree interessate dalle estrazioni petrolifere, né consente il mantenimento dei livelli occupazionali in quanto determinerebbe la perdita di gran parte delle professionalità finora impiegate, professionalità che la stessa agenzia aveva definito essenziali per l’implementazione delle attività del masterplan. A fronte della durata ventennale delle concessioni petrolifere – continua il sindacalista – il monitoraggio ambientale non può essere limitato al solo triennio di durata del masterplan, ragion per cui dal tavolo di confronto del prossimo 11 gennaio ci aspettiamo che Regione e Arpab esprimano la concreta volontà di istituzionalizzare le attività del masterplan mediante una programmazione di lungo periodo delle attività, l’adeguamento della dotazione organica alle nuove esigenze e la calendarizzazione delle procedure concorsuali relative a tutte le professionalità necessarie a garantire le attività istituzionali così implementate. Solo così – conclude Gambardella – l’Arpab può risolvere la propria crisi di credibilità nella consapevolezza che solo un’agenzia strutturata e autorevole può assicurare alle comunità un monitoraggio continuo e trasparente”.

mercoledì 9 gennaio 2019

Arpab, Gambardella (Cisl): "Bene convergenza sindacale su vertenza somministrati"


POTENZA - “Registriamo con soddisfazione la convergenza di Cgil e Uil sulla posizione espressa nei giorni scorsi dalla Cisl sulla vicenda degli interinali Arpab e confidiamo che si possa sviluppare un’incisiva azione unitaria per dare stabilità ai lavoratori e alle attività dell’agenzia”. Lo dice il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che chiede all’Arpab “l’avvio del confronto con le organizzazioni sindacali per superare l’attuale condizione di precarietà del masterplan e impostare un percorso concorsuale per inserire, secondo criteri di trasparenza e merito, le professionalità del masterplan nella pianta organica dell’ente in ragione delle aumentate esigenze di monitoraggio ambientale dei territori interessati dalle estrazioni petrolifere. L’obiettivo strategico è rendere l’agenzia pienamente operativa dal punto di vista delle risorse umane e della dotazione tecnologica e in grado di svolgere con la necessaria autorevolezza e indipendenza la propria mission istituzionale a tutela della salute dei cittadini lucani”.

Gazzetta del Mezzogiorno: Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/Uil, "Salvaguardare tutti i lavoratori"


POTENZA - I Segretari generali di Bari Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/Uil, Battista, Moraglia, Gemmati, in rappresentanza dei lavoratori poligrafici esprimono il proprio dissenso nei confronti di qualsiasi soluzione che non garantisca gli attuali livelli occupazionali de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Le vicissitudini giudiziarie che hanno coinvolto l’Editore di maggioranza de “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” e la conseguente gestione giudiziaria del giornale hanno fatto emergere vecchie e nuove problematiche. Già negli ultimi giorni del 2018 il Territorio aveva mostrato una forma di rigetto nei confronti della situazione che si era venuta a determinare e, auspice il Presidente della Regione Puglia, si è pervenuti alla composizione di un tavolo di crisi - presso la Task Force regionale - attorno al quale si sono riuniti tutti gli attori interessati alle sorti del principale quotidiano di Puglia e Basilicata. Riunione molto animata, nella quale si è provato a chiedere ai Commissari Giudiziari di capire quale fosse il progetto Editoriale e Industriale a fronte del quale si chiedevano importanti sacrifici a tutti gli addetti del quotidiano e anche all’indotto, culminata in un aggiornamento al 22 gennaio 2019 per consentire ai Commissari di rispondere ai tanti interrogativi posti, oltre a garantire il pagamento delle competenze sin ora maturate e non ancora corrisposte nella loro interezza. In queste ultime ore apprendiamo dalla stampa che vi sono offerte da parte di imprenditori interessati ad entrare in partita. Sin qui tutto bene, tranne che per il fatto che si parla di proposte tese a salvaguardare una parte minoritaria di dipendenti e a sacrificare tutto il resto. Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/Uil ritengono che in questa fase, pur non sacrificando le eventuali opportunità di mercato, si debba continuare la discussione sul tavolo di crisi istituito presso la Regione Puglia ripartendo dalle risposte dei Commissari Giudiziari e non perdendo mai di vista l’obiettivo di garantire tutti i lavoratori in uno con la salvaguardia della nostra storica testata che rappresenta il più importante presidio di informazione e democrazia non solo della Puglia. SLC/CGIL, FISTel/CISL, UILCOM/UIL confermano la propria disponibilità al confronto teso a ricercare soluzioni che garantiscano i lavoratori poligrafici e sottolineano la propria avversità a qualsiasi soluzione corporativa che mina l’unicità del giornale ed intacca il perimetro occupazionale. I Sindacati Confederali non possono accedere in alcun caso a soluzioni improntate al “si salvi chi può” in quanto hanno sempre la responsabilità di dover garantire tutte le lavoratrici e i lavoratori.

martedì 8 gennaio 2019

Macchia (Cisl): "Un tagliando per il reddito minimo di inserimento"


di Gennarino Macchia - segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata. Il programma del reddito minimo di inserimento, pur essendo stato deliberato dalla giunta regionale nel febbraio del 2015, nell’ultimo anno ha registrato una svolta decisiva. Il 2018 si è caratterizzato infatti per l’assunzione degli appartenenti alla platea dei fuoriusciti dalla mobilità in deroga da parte del consorzio unico di bonifica per lo svolgimento di 102 giornate lavorative con contratto idraulico-forestale.

Tutto questo è stato il risultato di un continuo confronto tra organizzazioni sindacali e Regione Basilicata per individuare percorsi sostenibili al fine di consentire a questo gruppo di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo di rimanere comunque agganciati ad un progetto di reinserimento lavorativo. L’avvio di una macchina così complessa ha evidenziato una serie di criticità organizzative con conseguenti disagi per i lavoratori, ma, una volta a regime, riteniamo che tutto il processo si potrà svolgere in maniera più efficiente.

Per il 2019 riteniamo che sia necessario avviare un proficuo confronto con l’ente regionale per individuare progetti e risorse aggiuntive per aumentare il numero delle giornate lavorative. Inoltre, non è possibile rinviare l’avvio di un nuovo bando per i fuoriusciti dagli ammortizzatori sociali negli ultimi anni che preveda l’inserimento lavorativo in attività nel settore idraulico-forestale per interventi mirati alla tutela del patrimonio forestale pubblico, al contenimento del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza dei territorio.

Questa esperienza di ricollocazione di lavoratori marginalizzati dal mercato del lavoro è frutto di una scelta politica redistributiva forte: ricordo che le risorse per avviare il programma furono recuperate dall’abolizione della carta carburante - che era destinata a tutti cittadini lucani provvisti di patente automobilistica a prescindere dal reddito - e indirizzate verso fasce di cittadini più svantaggiati.

Altro elemento positivo da non trascurare è che tutto ciò è stato frutto di un’azione condivisa e coordinata tra Regione e organizzazioni sindacali nei confronti del ministero dello Sviluppo economico per consentire l’adozione dei provvedimenti normativi necessari affinché il tutto si realizzasse.

Non dobbiamo ignorare la seconda platea di beneficiari del programma originario: i poveri. Ad oggi essi vedono prorogata la loro permanenza nel progetto fino a marzo 2019, ma dopo che succede?

Nei diversi confronti con il dipartimento regionale competente era stata preannunciata l’ipotesi di pubblicare un nuovo bando che riguardasse tutta la platea dei poveri. Credo che verosimilmente bisognerà verificare come esso si andrà ad intersecare con il reddito di cittadinanza, i cui contenuti operativi non sono ancora del tutto definiti, e come saranno integrate le politiche di inclusione sociale che gli enti territoriali già mettono in campo.

Già nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali unitariamente svilupperanno una proposta sull’argomento da sottoporre a tutti coloro che si candidano alla futura guida della nostra Regione, in modo tale che anche su questo argomento (ma non solo) ognuno possa esprimere la propria opinione e formulare eventuali proposte.

lunedì 7 gennaio 2019

Interinali Arpab, Gambardella (Cisl): "Dare continuità a occupazione e controlli ambientali"


POTENZA - In vista dell’incontro convocato per domani, 8 gennaio, alle 15, nella sala Verrastro, dall’assessore regionale all’ambiente, Francesco Pietrantuono, il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, interviene sulla vertenza degli interinali dell’Arpab. “Abbiamo finora evitato dichiarazioni a mezzo stampa nella consapevolezza che siamo di fronte ad una vicenda particolarmente complessa in cui si intersecano questioni di natura strettamente giuridica e scelte politiche adottate in passato non sempre con la necessaria ponderazione. Per questo abbiamo preferito incontrare i lavoratori, insieme alla Cisl Fp e alla Felsa, per avere una mappa completa della situazione e impostare una strategia in grado di coniugare le necessarie e irrinunciabili attività di monitoraggio ambientale e tutela del territorio con la ripresa del lavoro per questi lavoratori”.

Per il segretario della Cisl “anche in questo caso siamo di fronte agli effetti di un provvedimento, il cosiddetto decreto dignità, che per la foga riformatrice del governo, è stato mal congegnato senza alcun confronto con le parti sociali, col risultato di aver determinato più problemi che soluzioni al tema spinoso della precarietà. Nella fattispecie, oltre a gettare nello sconforto 58 somministrati, tutti titolati e qualificati, ora il rischio è di mettere a repentaglio la continuità delle attività di monitoraggio ambientale condotte dall’Arpab in un territorio delicato come la Val d’Agri; eventualità che riconsegnerebbe di fatto nelle mani delle compagnie petrolifere il sistema di monitoraggio ambientale nelle aree interessate dalle estrazioni e dalla lavorazione del greggio”.

“Per la Cisl - continua Gambardella - il masterplan non può essere messo in discussione perché significherebbe la perdita di posti di lavoro e la paralisi sostanziale dell’ente che, come è noto, con le attuali risorse umane e finanziarie non sarebbe in grado di assicurare una capillare attività di monitoraggio. Per questo riteniamo, dopo un’attenta analisi, che nell’immediato una soluzione praticabile il sia prolungamento dei contratti propedeutici alla completa istituzionalizzazione in seno all’Arpab delle attività facenti capo al masterplan, con la conseguente previsione di ampliamento della dotazione organica dell’ente attraverso la contestuale programmazione di procedure concorsuali finalizzate a strutturare l'Arpab in funzione delle nuove e necessarie attività di controllo richieste dalle organizzazioni sindacali e dalle comunità locali, individuando le risorse necessarie nel plafond delle royalties che, è utile ricordare, sono compensazioni economiche erogate dalle compagnie per il danno ambientale arrecato dalle estrazioni petrolifere ai territori interessati”.

“Aver dirottato le royalties per finanziare la spesa corrente - conclude il segretario della Cisl lucana - è stata una scelta che oggi si sta rivelando sbagliata e di corto respiro. Riportare tali risorse nel loro alveo naturale, vale a dire le attività di monitoraggio e risanamento ambientale, dovrebbe essere il primo punto dell’agenda politica del prossimo governo regionale”.

sabato 5 gennaio 2019

Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli: Fistel Cisl, licenziati tre professori d’orchestra


BARI - I professori d’orchestra del Teatro Petruzzelli e la Fistel Cisl Puglia informano gli organi di stampa, che in data 29 e 30 Dicembre 2018, la Fondazione Petruzzelli ha inviato le prime 3 lettere di licenziamento per il personale ritenuto in eccedenza a seguito della dichiarazione di esubero ex legge 223/91 del 10 ottobre 2016, sospesa con accordo sindacale il 28 dicembre 2016, e con la collocazione in cassa integrazione di un numero complessivo finale di 23 unità su una previsione di esubero iniziale di 74 lavoratori. Al termine di due anni di cassa integrazione, sono quindi stati licenziati i primi tre professori di orchestra già vincitori di regolare concorso. “Il paradosso – osserva Oronzo Moraglia, Segretario generale della Fistel Cisl Puglia – è che questi licenziamenti sono partiti alla vigilia di quella che sarà per il Teatro Petruzzelli una stagione molto ricca e impegnativa, e già dal 2 Gennaio vedrà l’orchestra del Petruzzelli cimentarsi nella partitura di Turangalila di Olivier Messiaen, che prevede un organico di oltre 80 persone, e vedrà i ruoli dei neo-licenziati sostituiti da personale aggiunto”. Per dover di cronaca, sembra giusto informare che il personale in esubero al termine dei due anni si è ridotto a 17 unità, 5 professori d’orchestra e 12 artisti del coro. Un’intesa sindacale raggiunta in extremis il 29 dicembre u.s. con la Fondazione Petruzzelli al tavolo della Task Force Regionale ha di fatto previsto il tentativo di reperire un ulteriore anno di cassa integrazione in deroga ma, purtroppo, i fondi residuali a tale titolo della Regione non sono al momento nella disponibilità della stessa e vanno verificati i presupposti di legge. Attraverso una consensuale sospensione contrattuale di circa un mese, nelle more dell’ottenimento di tale opportunità, sarebbe stato congelato il licenziamento, ma resta il fatto che se non si concretizzassero i vari step autorizzativi, scatteranno definitivamente anche gli altri licenziamenti. “Il rammarico più grande – per Moraglia – è che il nostro Teatro, continua ad operare con una pianta organica estremamente ridotta, rispetto alle produzioni messe in campo e che lo hanno riportato ai fasti di un tempo. Purtroppo si deve sottostare, per via del precedente commissariamento, ad un assurdo piano di risanamento che pone tanti vincoli e limitazioni, pur disponendo di risorse autonome a Bilancio”. Ulteriori disastri per le maestranze attualmente impiegate a tempo determinato sono indotti dal combinato disposto del decreto dignità e da una sentenza della corte Europea che prevede obbligo di stabilizzare dopo i 24 mesi di utilizzo e che si tradurrà invece in perdita di occupazione. La Fistel Cisl, da sempre in prima linea per la tutela del lavoro, preme per un più efficace intervento delle Istituzioni e chiede che si esperisca ogni tentativo di reinserimento dei tre professori licenziati nell’orchestra sinfonica della Città Metropolitana, visto che disponiamo sul territorio di tale opportunità, e considerando che tale realtà è in carenza di organico. Auspichiamo che il Sovrintendente Biscardi, al quale a tal proposito invieremo una nostra lettera, promuova un azione di collaborazione con altre Fondazioni, nella ricerca di opportunità per il personale licenziato, affinchè tali talenti che sono stati espulsi dal teatro, continuino ad esprimere dignitosamente la loro professionalità. Medesima azione auspichiamo per il personale che è in sospensione attività e non può attualmente lavorare in teatro.

venerdì 4 gennaio 2019

Fim-Cisl: FCA produzione 2018 meno 6,8%, dopo 2 anni sotto quota 1 milione


POTENZA - I dati della produzione dell’anno 2018 degli stabilimenti finali di FCA segnalano una riduzione del 6,8% (le solo auto, senza veicoli commerciali -10,2%) rispetto i dati record del 2017, che rispetto al periodo pre-crisi del 2013, aveva segnato un incremento del 76%. Dopo cinque anni di continua crescita il 2018 segna, con le sue 964.533 vetture, il primo con un calo produttivo. E’ una flessione che fa scendere sotto la soglia del milione la produzione dopo due anni in cui si era superata l’asticella.

L’effetto del rallentamento dei volumi si è riscontrato in tutti e quattro i trimestri del 2018 – sottolinea Ferdinando Uliano segretario nazionale della FIM-CISL – con un peggioramento maggiore nell’ultimo trimestre dell’anno, confermando la flessione riscontrata anche nei dati sulle immatricolazioni nel nostro paese.

Continuano a segnare una crescita anche rispetto al 2017, le produzioni di FIAT Professional nello stabilimento di Sevel in Val di Sangro (+1,7%) e di Melfi (+2,8%) con la produzione di Renegade e 500X, nonostante il fermo di produzione a luglio scorso della linea della Punto.

In tutti gli altri stabilimenti il dato della produzione è in riduzione. In particolare nel corso del terzo trimestre 2018 si sono fermate le produzioni di Fiat Punto e Alfa Romeo MiTo, che in termini di volumi hanno certamente peggiorato ulteriormente la situazione.

L’effetto sull’occupazione nel 2018, come già ribadito dalla Fim-Cisl più di un anno fa, non è andato nella direzione auspicata dal passato piano industriale di FCA, cioè l’azzeramento dell’uso degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti italiani. La scelta di rallentare il completamento del piano, rinviando alcuni investimenti nel corso del 2017, il ritardo nel lancio di nuovi prodotti, ha avuto un impatto negativo sull’obiettivo della piena occupazione. Certamente non siamo nella situazione pre-piano industriale del 2014, dove l’uso di ammortizzatori sociali coinvolgevano oltre il 27% dei 66.200 dipendenti di FCA.

Fino al 2017 gli ammortizzatori pesavano poco più del 8% della forza lavoro, nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad un’inversione di tendenza con un aumento dell’uso di contratti di solidarietà e della Cassa integrazione. La nostra stima è che abbia raggiunto una percentuale tra il 12-15% e che nel 2019 riscontreremo un ulteriore peggioramento trattandosi di un periodo di transizione in cui le nuove produzioni implementate non impatteranno ancora sui volumi.

Dopo il 1 giugno 2018, giorno della presentazione del piano industriale piano industriale 2018-2022, abbiamo fatto pressione su FCA per definire un cronoprogramma preciso degli investimenti e le relative allocazioni produttive nei siti italiani, per poter invertire l’andamento dei volumi in flessione ed avere riscontro positivo dell’impegno alla piena occupazione. Il giorno 29 novembre 2018 a Mirafiori abbiamo avuto come organizzazioni sindacali l’incontro con i massimi vertici di FCA, il Ceo Mike Manley e il COO di Emea Pietro Gorlier. In quell’incontro abbiamo avuto riscontro delle richieste che rivendicavamo. Nello specifico ci è stato comunicato un piano di investimenti per gli stabilimenti di 5 miliardi entro il 2021, la definizione delle allocazioni produttive dei nuovi modelli, dei restyling, delle motorizzazioni, dello sviluppo della guida autonoma e della connettività digitale. Risposte molto positive anche se permangono alcuni aspetti critici, ma che certamente fanno intravedere l’obiettivo della piena occupazione entro la durata del nuovo piano. Abbiamo giudicato positivamente in particolare la deliberazione immediata di alcuni investimenti da noi giudicati prioritari per alcuni stabilimenti che avevano un problema di ammortizzatori sociali (Pomigliano, Polo Produttivo Torinese, Melfi) e il lancio delle motorizzazioni ibride ed elettriche. I vertici di FCA ci hanno poi ribadito che anche i modelli non evidenziati nel triennio, comunque verranno sviluppati entro il 2022 così come comunicato a Balocco.

Tutti questi elementi di garanzia, che con molta fatica siamo riusciti ad ottenere nell’incontro del 29 novembre, purtroppo sono stati messi in pericolo da una decisione governativa di tassare le auto a combustione in base alle emissioni di Co2. Decisione presa senza nemmeno coinvolgere i rappresentati dei lavoratori. Il provvedimento, anche se corretto nella sua stesura finale (penalizzazione sopra i 160 g/Km) penalizza economicamente l’acquisto di almeno 15 modelli prodotti da FCA in Italia.

Ad una settimana dal provvedimento non abbiamo avuto comunicazioni da FCA, nei prossimi giorni cercheremo di capire quali decisioni vengono prese.

Per quanto ci riguarda gli investimenti devono essere confermati, diversamente la situazione attuale dei volumi non vedrebbe in prospettiva una soluzione positiva, anzi assumerebbe la connotazione non più della piena occupazione ma dei licenziamenti. Così in una nota Ferdinando Uliano - Segretario Nazionale Fim Cisl.

giovedì 20 dicembre 2018

Tempa Rossa 4.0 Days: la tecnologia a servizio della sicurezza e dell’efficienza

POTENZA - È investendo in nuove soluzioni tecnologiche digitali che si può incrementare la sicurezza e l’efficienza delle operazioni, apportando importanti effetti positivi anche in termini di protezione ambientale. Un impegno concreto che il Gruppo Total esprime in ogni ambito delle sue attività: dall’esplorazione di nuovi giacimenti alle fasi successive di produzione, trasporto e raffinazione.

E’ in questo contesto che si inserisce l’evento Tempa Rossa 4.0, organizzato da Total a Corleto Perticara (PZ) dal 5 al 7 Dicembre 2018.

La prima giornata dell’evento si è svolta presso l’Istituto Omnicomprensivo di Corleto Perticara, dove i bambini della scuola elementare hanno avuto modo di conoscere il primo robot industriale ATEX (utilizzabile anche in ambienti a rischio di esplosione) nato dalla collaborazione fra Total e l’azienda austriaca Taurob.

Fra l’entusiasmo generale dei bambini, è stato spiegato come la tecnologia e la digitalizzazione stanno cambiando le nostre vite e come il robot Taurob sia in grado di aiutare l’uomo a ispezionare gli impianti e gestire situazioni di emergenza, con conseguenti benefici in termini di sicurezza ed efficienza.

Nella seconda e la terza giornata dell’evento Tempa Rossa 4.0 Days, protagonista è stato il Centro Olio di Tempa Rossa, dove sono stati mostrati gli impianti e alcune soluzioni tecnologiche attualmente in uso a rappresentanti dell’UNMIG, degli Ordini professionali, degli istituti scolastici superiori e universitari e di altre società del settore O&G.

Oltre alla dimostrazione del robot Taurob in azione sul sito (nella foto), sono state presentate alcune applicazioni digitali sviluppate negli ultimi mesi presso il Dipartimento di Produzione di Total E&P Italia. Fra queste TIM (Total Industrial Mobility), applicazioni per Tablet e Smartphone ATEX volte digitalizzare il processo di comunicazione delle misurazioni e osservazioni su sicurezza e ambiente sul campo, ed altre app per la gestione del sistema dei permessi di lavoro e per il monitoraggio a distanza e in tempo reale degli impianti.

L'evento Tempa Rossa 4.0 Days è stato il primo passo di Total E&P Italia per divulgare le proprie applicazioni digitali sviluppate al fine di incrementare la sicurezza, la salvaguardia ambientale e semplificare la vita operativa sul sito.

mercoledì 19 dicembre 2018

Incidente alla Teknoservice di Altamura. Fit Cisl Puglia, "basta piangere i nostri lavoratori"


ALTAMURA - La notizia di un’altra morte bianca arriva a scuotere il mondo dei lavoratori italiani. Ancora un operatore ecologico è morto, ieri 18 dicembre, mentre svolgeva le sue mansioni: è stato travolto da una macchina operatrice. Vito Cristallo, di 51 anni, lavoratore dipendente in forza alla Teknoservice srl sul cantiere di Altamura, è morto per un incidente avvenuto presso la discarica di Lucera, lasciando moglie e due figli.

Non possiamo dimenticare che le organizzazioni sindacali hanno più volte denunciato le carenze sul piano della sicurezza, presso gli impianti di trattamento dei rifiuti. La Fit Cisl di Puglia si stringe al dolore della famiglia e nell’attesa che le autorità preposte accertino l’accaduto e facciano chiarezza sulla vicenda, si auspica che a tali accadimenti si possa mettere la parola ‘fine’.

lunedì 17 dicembre 2018

Gazzetta del Mezzogiorno, Fumarola: senza questo quotidiano saremmo tutti più poveri


POTENZA - “Ogni mattina, sette giorni su sette, la giornata di ogni sindacalista della Cisl Puglia comincia sfogliando la Gazzetta del Mezzogiorno, anzi tutte le sette edizioni del quotidiano di Puglia e Basilicata. Non si tratta di un rito ma di una lettura ragionata delle notizie delle due regioni. A nome della Cisl Puglia appoggio e solidarizzo con la battaglia che i lavoratori della Gazzetta stanno affrontando”. Daniela Fumarola, Segretaria generale della Cisl regionale, interviene sulla complessa vicenda che riguarda il futuro di giornalisti, lavoratori tutti e poligrafici, questi ultimi già colpiti da anni dal ricorso agli ammortizzatori sociali più elevati. “Condividiamo e sosteniamo – aggiunge Fumarola – l’appello lanciato dai lavoratori al Capo dello Stato affinché non si penalizzi una voce autorevole del Sud che racconta ogni giorno la politica, la cronaca, la cultura, il colore, le inchieste e gli approfondimenti dai nostri territori. Ai lavoratori della Gazzetta arrivi forte la vicinanza della Cisl, consapevole che senza le colonne ‘delle Gazzette del Mezzogiorno’ saremmo tutti più poveri, dai cittadini alle istituzioni, dalle parti sociali alla narrazione completa di una parte fondamentale del Paese”

domenica 16 dicembre 2018

Settori elettrico, gas ed acqua: domani sciopero generale a Roma


Settori elettrico, gas ed acqua: il 17 dicembre è sciopero generale con manifestazione a Roma.
Preoccupazione per il futuro di 70 mila posti di lavoro. Solo in Puglia oltre 1.000 addetti a rischio.
Tre le norme, in discussione o già discusse, che andranno ad impattare sui lavoratori:

- l’articolo 177 del codice degli appalti;

- la riforma del servizio idrico integrato in discussione che prende il nome della onorevole Federica Daga;

- l’esclusione della geotermia convenzionale dalle fonti di energia rinnovabili.

Per questo le Segreterie Nazionali, FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, FLAEI-CISL e UILTEC UIL, hanno proclamato per lunedì 17 dicembre lo sciopero generale dei lavoratori della categoria Gas Acqua Elettrico e una manifestazione che si svolgerà in piazza di Montecitorio, di fronte al Parlamento.

PERCHÉ FARE SCIOPERO?

1- L’art.177, comma 1, del “Codice degli Appalti” stabilisce, infatti, che i titolari di concessioni (per le aziende del Gas e dell’elettrico), già in essere al 18 aprile del 2016 e che abbiano ricevuto l'affidamento "senza gara", dovranno affidare una quota pari a l'80% dei propri contratti relativi alle concessioni (28.000 addetti circa nel territorio nazionale), di importo pari o superiore a 150.000 euro, mediante procedura di evidenza pubblica, per il restante 20% potranno ricorrere a controllate/collegate.

Se la norma dovesse applicarsi molte società si trasformerebbero in un sol colpo in piccole e medie società appaltatrici che dequalificherebbero servizi essenziali per la comunità, senza poter fare quegli investimenti necessari a modernizzare le infrastrutture energetiche e con un abbassamento generale dei livelli di sicurezza.

2- Sulla riforma "Daga" del servizio idrico integrato si prevede il ritorno alla costituzione di aziende speciali o enti di diritto pubblico modificando quanto previsto dalla Legge Galli del 1994 che organizzava il servizio idrico. Così facendo si rischia un blocco agli investimenti, circa 2,5 miliardi di euro, e la perdita del contributo PIL con una ricaduta che impatterà su circa 40.000 addetti nel settore e un forte aumento potenziale per la fiscalità generale.

3- L’ipotesi del Governo di escludere la Geotermia convenzionale dalle fonti di energie rinnovabili meritevoli di incentivazione. Una scelta ritenuta assurda e scellerata dai sindacati e che, se attuata, porterà pesantissime conseguenze anche in questo settore che vede una occupazione di oltre 2000 addetti diretti e indiretti. La fine degli incentivi, infatti, non renderà più economicamente sostenibili gli investimenti a causa dell'altissimo rischio di impresa. E’ per queste ragioni che con convinzione chiediamo ai lavoratori di partecipare allo sciopero indetto per il giorno 17 dicembre 2018 e alla manifestazione che si terrà in piazza Montecitorio a Roma a partire dalle ore 10.00 sino alle 13.00.

giovedì 13 dicembre 2018

Tempa Rossa, Cisl: "Basta ambiguità, ora servono atti concreti"


POTENZA - La Cisl torna sulla vertenza Tempa Rossa e auspica un confronto serio, costruttivo e senza pregiudiziali con Total e Tecnimont. Per il segretario generale aggiunto Giuseppe Amatulli e il segretario generale della Femca Cisl, Francesco Carella, “molti dei problemi sul tappeto sono frutto delle ambiguità di Tecnimont che ha assunto impegni senza portarli a termine sottraendosi al confronto con Total. La società – continuano i due sindacalisti – deve assumersi le proprie responsabilità e non puntare unicamente il dito verso la compagnia francese”.

Per dipanare una matassa che si è fatta particolarmente complicata, Amatulli e Carella auspicano “un tavolo di confronto serio con tutte le parti interessate, sindacali, imprenditoriali e istituzionali, con l’obiettivo di superare il clima di propaganda in cui si è impantanata la discussione e guardare alle prospettive di sviluppo produttivo e occupazionale del territorio”.

Per la Cisl “il confronto con Tecnimont e Total deve ripartire entrando nel merito delle questioni; in primis capire il fabbisogno effettivo di personale e di professionalità da parte della compagnia francese in modo da approntare un adeguato piano di riqualificazione delle maestranze. L’obiettivo – ripetono Amatulli e Carella – è dare prospettive occupazionali al territorio lucano tenendo insieme lavoro, ambiente e sicurezza e creare i presupposti per l'avvio delle estrazioni”.

lunedì 10 dicembre 2018

Fim, a Matera leader nazionale Bentivogli rilancia dialogo tra industria e cultura


MATERA - Il futuro del lavoro nell'economia digitale è stato il tema al centro della riflessione del consiglio generale della Fim Cisl Basilicata che si è tenuto oggi a Matera alla presenza del leader nazionale Marco Bentivogli. Molti gli spunti di riflessione emersi durante la mattinata dai vari interventi; comune l'idea che, se ben governati e con adeguati investimenti in formazione, i cambiamenti tecnologici rappresentano un'opportunità di crescita per i lavoratori, per le imprese e anche per il sindacato che è chiamato a rimodellare i propri strumenti di tutela e rappresentanza del lavoro.

La scelta di tenere nella Città dei Sassi una mattinata di riflessione sul futuro del lavoro nasce dalla necessità avvertita dal sindacato di un'integrazione sempre più forte tra industria e cultura per fronteggiare i cambiamenti tecnologici e le trasformazioni del mondo del lavoro. Concetto ribadito più volte nel corso del suo intervento da Bentivogli che si è anche soffermato sulla recente decisione di Fca di localizzare a Melfi la produzione della Jeep Compass.

Proprio l'esempio della Basilicata, con la fabbrica tecnologia di Melfi e Matera capitale europea della cultura dimostra, secondo Bentivogli, che cultura e innovazione industriale possono non solo convivere ma arricchirsi reciprocamente. Per il numero uno della Fim anche le più sofisticate tecnologie industriali, come l'intelligenza artificiale, senza la presenza dell'uomo non hanno senso. Fondamentale per il segretario della Fim puntare sulla formazione continua e sulla partecipazione dei lavoratori al governo delle imprese.

sabato 8 dicembre 2018

Cisl e Felsa su somministrati Cmd: "Tradita la fiducia dei lavoratori"

(Luana Franchini)

POTENZA - I segretari generali della Cisl e della Felsa Cisl Basilicata, Enrico Gambardella e Luana Franchini, esprimono “profonda preoccupazione per quanto accaduto alla Cmd di Atella, più volte presa ad esempio da importanti esponenti del mondo politico come una realtà produttiva regionale che si contraddistingue per efficienza, modernità e qualità del lavoro”. Per i due sindacalisti “l’azienda ha invece licenziato nei giorni scorsi 20 dipendenti con contratto di somministrazione con l’agenzia per il lavoro Openjobmetis dopo reiterati contratti che si sono prolungati per un periodo di ben sette anni e ha sostituito i lavoratori somministrati con altri lavoratori provenienti da una diversa agenzia".

"Il buonsenso, la responsabilità sociale di impresa oltre che le leggi - continuano Gambardella e Franchini - avrebbero richiesto che i lavoratori somministrati fossero avviati in un percorso di stabilizzazione e conversione dei contratti, potendo anche usufruire di tutti gli incentivi economici previsti per le assunzioni. L’azienda ha voluto invece perseverare in un furbo ricorso alla somministrazione intraprendendo un percorso di assunzione di altri somministrati ai limiti della legalità e tradendo le aspettative dei lavoratori e l’immagine stessa di azienda di qualità che le era stata conferita. La Cisl intende denunciare in tutte le sedi competenti tale vicenda”, concludono i segretari di Cisl e Felsa.