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martedì 22 maggio 2018

Potenza: Ugl, Mercoledì II° Congresso provinciale metalmeccanici


POTENZA - Mercoledì, 23 maggio p.v., presso la Sala ‘A’ del consiglio Regionale della Basilicata, con inizio dalle ore 10,15, si svolgerà il II° Congresso Provinciale dei metalmeccanici di Potenza.

‘Industria 4.0, per un nuovo modello di sviluppo’ è il titolo che porterà il congresso per la scelta del nuovo segretario della federazione che guiderà i metalmeccanici di Potenza per i futuri quattro anni. Interverranno: il reggente provinciale Giuseppe Palumbo, la segretaria regionale Florance Costanzo, il segretario regionale Industria Giuseppe Giordano, i dirigenti provinciali federali e il segretario della confederazione Basilicata, Giovanni Tancredi. E’ prevista la partecipazione di segretari federali e confederali dell’Ugl nazionale generale.

Presiederà e concluderà i lavori, il segretario nazionale generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera.

domenica 20 maggio 2018

Si inasprisce la vertenza Cosmopol: nulla di fatto al tavolo prefettizio sull’appalto Unibas


POTENZA - Nulla di fatto, venerdì scorso, al vertice in prefettura sulla vertenza Cosmopol. Le parti sono ancora distanti sul cambio di appalto dei servizi di vigilanza e portierato nei due poli universitari di Macchia Romana e Francioso, con Cosmopol che si è detta disponibile ad assumere tre guardie giurate e un portiere a tempo indeterminato e un altro portiere ma solo a tempo determinato e i sindacati di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucs che, dal canto loro, tengono il punto sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali senza soluzioni di continuità, ovvero l’assunzione a tempo indeterminato di tre guardie giurate e due addetti al portierato perché, dicono, “non risultano tagli al monte ore e la stessa opzione paventata dall’Unibas di internalizzare una parte del servizio di guardiania è solo un’ipotesi, come confermato dallo stesso rappresentante dell'ateneo al tavolo odierno". Per i sindacati parlano i numeri: “Per assicurare l’espletamento di 5.880 ore di guardiania armata, 790 ore di servizi ispettivi e 4.320 ore di portierato in base ai divisori contrattuali servono non meno di cinque unità”.

Le organizzazioni sindacali hanno anche ribadito la richiesta di sospendere la procedura di cambio di appalto, anche per attendere il pronunciamento del Tar a seguito del ricorso presentato dal secondo classificato, l’istituto uscente Città di Potenza. In assenza di accordo il tavolo in prefettura è stato perciò aggiornato a mercoledì prossimo alle 9,30 non senza il forte disappunto dei sindacati per l’ennesimo nulla di fatto. E ora nel mirino della triplice finisce anche la Regione Basilicata per aver disertato il tavolo prefettizio e per non aver vigilato adeguatamente – accusano i sindacati - sul sistema degli appalti regionali. Filcams, Fisascat e Uiltucs parlano di “situazione di totale anarchia in cui le imprese fanno quello che vogliono in barba ai capitolati d’appalto e ai contratti nazionali, a tutto svantaggio dei lavoratori che per le scelte scellerate delle stazioni appaltanti perdono salario, diritti e a volte anche il lavoro”.

Intanto, a conferma del clima glaciale tra sindacati e Cosmopol, prosegue lo stato di agitazione di tutto il personale lucano dell’istituto, con la sospensione delle prestazioni aggiuntive, ma “l’azienda – accusano i sindacati – continua a chiedere lavoro aggiuntivo e straordinario ben oltre le 48 ore settimanali”.

sabato 19 maggio 2018

Il lucano Carella nominato nel coordinamento nazionale del comparto energia della Femca Cisl


POTENZA - Il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, entra nello staff nazionale della federazione come membro del coordinamento del comparto energia. Carella si occuperà in particolare di estrazioni petrolifere. Lo ha reso noto la segretaria generale Nora Garofalo.

“È per me motivo di grande orgoglio ricoprire un ruolo di così alta responsabilità all’interno della federazione nazionale e in un settore, quello delle estrazioni petrolifere, che è centrale nella nostra regione in termini industriali e occupazionali”, è il commento a caldo di Carella che ringrazia la segreteria nazionale della Femca Cisl per “aver riconosciuto l’importante lavoro che il gruppo dirigente lucano ha svolto in passato e svolge tuttora sempre al servizio dei lavoratori”.

giovedì 17 maggio 2018

Permasteelisa S.p.A., rinnovo RSU. Ugl:” Straordinario successo”


“Straordinario successo dell’Ugl metalmeccanici alle elezioni per il rinnovo della RSU/RLS nella Permasteelisa S.p.A. di Vittorio Veneto (TV), azienda metalmeccanica con oltre 800 dipendenti. L’Ugl si è presentata alle elezioni per la prima volta ed ottiene uno straordinario successo affermandosi al 23% dei consensi e attestandosi come seconda organizzazione sindacale eleggendo 2 RSU e 1 RLS. E’ esaltante il grande lavoro portato avanti dal coordinatore provinciale dell’Ugl metalmeccanici di Treviso, Gennaro Mancino il quale viene eletto rappresentante sindacale unitamente alla collega Salamon Monica, ed anche rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, figura molto importante per la sicurezza nell’azienda”.

E’ quanto dichiara il Segretario Generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “devo rivolge un riconoscimento ai sindacalisti sul territorio, esprimo particolare soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, che abbiamo conseguito grazie all’impegno dei candidati e alla fiducia dei dipendenti che hanno sostenuto la nostra lista. Si tratta di un risultato che premia il lavoro del gruppo Ugl coordinato e guidato da Gennaro Mancino con il quale abbiamo scommesso di potercela fare in un’azienda che ci vedeva scendere in campo per la prima volta e con una squadra determinata per sfidare un obiettivo con un impegno infaticabile, nonostante le numerose difficoltà. Un ringraziamento particolare - conclude Spera -, va a tutti i dipendenti della Permasteelisa che hanno scelto democraticamente, con il proprio voto, di sostenere i candidati dell’Ugl così permettendo di raggiungere questo risultato straordinario: Mancino, Salamon, il gruppo dirigente e tutta la segreteria nazionale, sapranno egregiamente rappresentare e difendere le loro istanze a partire dalla salvaguardia occupazionale e di tutti i diritti dei lavoratori”

mercoledì 16 maggio 2018

Dati Istat, Giordano (Ugl): “Basilicata fanalino di coda


“Quella del tentativo di far risalire la Basilicata è un’illusione svanita da anni, ed oggi c’è giusto il tempo per accorgersi che la Regione è appesa ancora al suo destino grazie alla Fca Melfi: se l’industria automobilistica ed il suo agglomerato industriale di San Nicola di Melfi non ci fossero, il nostro territorio sarebbe risucchiato nel gorgo delle regioni europee più depresse”. 

Lo dice in una nota il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano.

“Anno dopo anno l’Istat ci consegna sempre la stessa fotografia: cresce la povertà e aumentano le diseguaglianze. Cinque milioni d’italiani versano in condizioni di assoluta indigenza, ben 261 mila persone in più rispetto al 2016. La verità disvelata oggi dal rapporto annuale dell'Istat è purtroppo molto diversa e preoccupante rispetto a quella che ci è stata raccontata durante i governi di centrosinistra nella scorsa legislatura. La povertà è in aumento e si concentra soprattutto al Sud, con una forte incidenza in Basilicata. E’urgente sciogliere i nodi cruciali che affliggono le famiglie lucane più deboli. Perché ciò avvenga, serve che ci sia un Governo al Paese, un Governo responsabile che indichi la via giusta per uscirne dalla crisi. La provincia di Matera è ricca di eccellenze, storia e talenti. Possono esserci anni buoni e anni meno buoni ma l'importante è restare, combattere fino alla fine per arrivare a uscirne da questa recessione che sta’ ingoiando il territorio. Molte imprese - afferma- si stanno sacrificando affinché tutto il territorio si risollevi da questa piaga sociale. Le piccole e medie aziende che forniscono lavoro in un territorio in via di desertificazione sono in affanno. Questo è il vero tema che il nuovo Governo politico deve prioritariamente affrontare ossia, su come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Il sistema politico deve mostrare responsabilità verso gli Italiani e verso tutto il tessuto sociale dando supporto e capacità di produrre ossigeno per l’occupazione con un piano di ampio respiro tutto incentrato sulla competitività. Nel nostro territorio una famiglia su quattro stenta a vivere, le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta insieme alla disperazione, nulla si è fatto. Ci sono padri di famiglia disperati che non riescono a sfamare i propri figli. I politici facciano tutti un passo indietro, responsabilmente, occupandosi non di posti e ruoli ma di programmi su temi come la riforma delle pensioni, il lavoro e la riforma fiscale. Continuino a confrontarsi incontrandosi tutti a partire dal centrodestra, prima forza in parlamento. Facciano di tutto per dare un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra: solo così – conclude Giordano – per l’Ugl sarà possibile trovare una quadra e iniziare a dare risposte ai cittadini, al sud, alle famiglie ed alle imprese che stanno scomparendo. L’Ugl chiede l’impegno degli enti locali a fare di tutto per alleviare il più possibile questo stato di sofferenza diffusa. Secondo il report sul futuro demografico del Paese, tra 47 anni i residenti saranno solo 54,1 milioni. Previsto anche uno spopolamento del Mezzogiorno in favore delle regioni del centro-nord del Paese. Se oggi le Regioni dall’Emilia Romagna in su accolgono il 66 per cento degli italiani, nel 2065 i residenti saranno il 71 per cento. Le probabilità che la popolazione della Basilicata possa aumentare rispetto a oggi secondo l’Istat sono pari a zero. Anche nel centro-nord, in realtà, lo scenario non è dei migliori. Dopo i primi trent’anni di crescita, dal 2045 il saldo dei cittadini sarà sempre negativo. Non c’è tempo da perdere, è sempre più urgente dare un segnale di concretezza e di stabilità alla parte più sofferente del territorio, il malcontento sociale potrebbe diventare elevato: i politici responsabilmente diano un Governo al Paese altrimenti, ritorni la parola al popolo che è sovrano”.

Progetto RIPAM, Rosa (Fdi-An): "richiesta l’audizione del Presidente Pittella in II Commissione sulle fantomatiche assunzioni"


POTENZA - In data 12 Luglio 2017 avevamo presentato, al Presidente del Consiglio regionale, un’interrogazione che delibera che approvava un programma di potenziamento delle capacità istituzionali ed amministrative delle pubbliche amministrazioni locali della Basilicata (Deliberazione di Giunta Regionale n. 486 del 01/06/2017). Ovviamente dopo quasi un anno ancora non ci hanno risposto.

In sostanza, con un impegno di € 2.900.000,00, la proposta progettuale prevedeva una convenzione con Formez PA per il reclutamento di personale che avrebbe rafforzato l’organico già in forza agli Enti locali della Basilicata.

Nell’interrogazione sollevammo non pochi dubbi tanto sulla bontà del progetto che, di fatto, equivale a introdurre un’altra platea di precari nella pubblica amministrazione, quanto nelle procedure di selezione del personale che eludevano i principi basilari di trasparenza e meritocrazia. Del resto, le modalità del reclutamento da parte del Formez sono note a tutti..

A distanza di quasi un anno, apprendiamo oggi, attraverso un comunicato stampa, che in data 15 Maggio 2018, presso la Regione Basilicata, è stato convocato un incontro alla presenza del Presidente Pittella, dei Sindaci lucani, della dirigente del Dipartimento Funzione Pubblica del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Maria Barilà e, per il FormezPa, della dottoressa Luisa Calindro, per illustrare il progetto di rafforzamento nell’ambito del programma RIPAM, i contenuti del bando e le modalità di adesione dei comuni.

È un incontro preliminare che, ufficialmente, dà il via al progetto e di cui Pittella, come è sua consolidata abitudine, si è guardato bene di relazionare in Consiglio, considerato che era oggetto di una formale interrogazione.

Prendiamo atto del fatto che la trasparenza non è mai stata una priorità di questo Governo, tanto meno può esserlo oggi, in piena campagna elettorale. Quale momento migliore per rafforzare il consenso elettorale di una platea di Sindaci e di una schiera di “futuri fortunati selezionati”?

Per queste ragioni abbiamo presentato stamattina la richiesta di audizione del Presidente Pittella nella II Commissione consiliare “Bilancio e Programmazione” affinché venga a rispondere all’interrogazione regionale, tuttora inevasa, e a relazionare, circa il progetto RIPAM e le modalità di attuazione dello stesso.

Vogliamo approfondire la questione prima che un’altra fetta di risorse pubbliche vada a riversarsi nel solito corridoio di interinali e precari. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia, Basilicata.

lunedì 14 maggio 2018

Cambi d'appalto, l'ASp prende tempo e apre alle richieste dei sindacati


L’Asp ha rinviato il passaggio dei servizi di pulimento e ausiliariato alla ditta Euro & Promos così come richiesto nei giorni scorsi dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. In una nota l’azienda sanitaria ha fatto sapere di aver differito la decorrenza del contratto, prevista inizialmente per il 16 maggio, “per il tempo strettamente necessario allo svolgimento delle procedure previste dall’art. 4 del Ccnl multiservizi”, ma comunque non oltre il 31 maggio. Una scelta, quella dell’Asp, che i sindacati hanno accolto positivamente perché offre una finestra temporale di due settimane per portare in porto il cambio d’appalto senza conseguenze sui livelli occupazionali e retributivi. Sono circa 200 gli addetti impegnati nelle varie strutture dell’Asp che aspettano novità per il proprio futuro. I sindacati, intanto, nel respingere al mittente la diffida minacciata da Euro & Promos, confermano sia lo stato di agitazione, sia la richiesta alla prefettura di Potenza di convocare un tavolo di raffreddamento con l’azienda.

Autoferrotranvieri. Ugl Potenza: Cappiello eletto segretario provinciale

Si è svolto nella Sala A del Consiglio regionale, il 2° Congresso Provinciale autoferrotranvieri di Potenza. Presieduto dai segretari regionale Giovanni Tancredi e congressuale, Rocco Brienza, dopo un ampio confronto incentrato soprattutto sui progetti e le sfide future del Sindacato, l'Assemblea è passata alla votazione che per alzata di mano, elegge all’unanimità come Segretario Provinciale Donato Cappiello, dipendente delle Autolinee Liscio S.r.l. di Potenza il quale potrà contare sulla collaborazione dei colleghi che costituiscono il direttivo: Benedetto Donato, Carrieri Amleto Davide, Crispino Giuseppe e Pirolo Mario, mentre Maiorino Davide, Prota Michele, Sabia Rocco e Silvano Rocchino oltre al direttivo entrano anche a far parte della Segreteria.

"L’Ugl è un Sindacato diverso rispetto alle altre Organizzazioni Confederali", ha esordito a margine della sua elezione, "occorre costruire una squadra di lavoro partendo dal basso, ponendo prioritariamente l'interesse dei lavoratori che rappresenta, riconquistando la loro fiducia. Richiameremo i lavoratori a non rimanere alla finestra a guardare, ma ad interessarsi in prima persona, non dando più deleghe in bianco a nessuno. Bisogna ripartire dalle persone che operano a stretto contatto con la Segreteria, così potremmo ottenere ottimi risultati". E ancora, "la presenza dell’Ugl in settori strategici autoferrotranvieri sono un trampolino per le sfide che ci attendono. Solo attraverso le esperienze passate, e consolidate, è possibile costruire il futuro. In maniera onesta e piena libertà. Contrastare l'attacco al salario e alla salvaguardia dei posti di lavoro da parte dei poteri forti", ha concluso il neo-segretario, "è e sarà il nostro volano". La relazione tocca anche la delicata situazione che stanno vivendo i lavoratori di alcune aziende che da diverso tempo non percepiscono più il salario con cadenza mensile, come previsto dal Ccnl e accordi di secondo livello, l'innegabilità che da diversi anni il trasporto pubblico locale, compreso quello urbano, versa nel caos più totale, dovuto non solo alla mancata puntualità dei trasferimenti economici da parte della Regione al Co.Tra.B. che ne gestisce i servizi, ma anche al modello di gestione che non ha funzionato perciò non riproponibile. Infine il Segretario auspica che la Regione Basilicata dia una proroga breve al Consorzio (Max 6 mesi), azzeri in tempi brevi le debitorie con quest'ultimo, dato che alcune aziende sono a un passo dal fallimento, attivi un tavolo tecnico con le parti sociali. “Cosi – conclude - davvero potrebbe cambiare il sistema nell'interesse degli utenti, dei lavoratori e delle aziende”. Sulla stessa lunghezza, il segretario regionale Giovanni Tancredi: “per continuare il nostro lavoro è indispensabile aumentare gli sforzi di noi tutti. Ognuno dovrà fare la propria parte, il coinvolgimento e il confronto, rappresentano la linfa vitale del Sindacato. La chiave che ci permette di continuare a combattere, sempre in difesa della Categoria degli Autoferrotranvieri. Che, nonostante la nostra azione, attenta e lungimirante, ha subito un feroce attacco, al punto da creare gravi ingiustizie da parte della politica. Alla stessa maniera, è nostra intenzione pungolare le Istituzioni, sino allo sfinimento, affinché si realizzi quella cabina di regia propedeutica per smuovere e rendere attivo il Co.Tra.B., agognato quanto indispensabile". "In questo nuovo percorso", prosegue Tancredi, "è importante aiutare le nuove generazioni, attraverso l'informazione e la formazione. Un ringraziamento particolare và al segretario uscente , Giuseppe Antonino Giorgi, il quale ha saputo costruire una squadra di giovani quadri sindacali preparati, capaci e padroni della materia con i nostri strumenti che hanno rafforzato tale processo, nella concezione di essere sindacalisti di se stessi. Da subito metteremo in campo iniziative sul settore poiché siamo stufi e stanchi di sentire proclami dalla politica. Il nostro augurio è che – conclude il sindacalista – in questo scorcio di fine legislatura, chi ha governato la Regione per 5 anni guardi con attenzione ed impegno al settore del trasporto pubblico locale in Basilicata per assicurare certezze alle imprese concessionarie, condizioni di salvaguardia e diritti ai lavoratori, servizi con standard di qualità agli utenti, cose che fino ad oggi sono mancate”.

domenica 13 maggio 2018

Ugl: Ilva e le scatole cinesi

TARANTO - In data 10 maggio è avvenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’ennesimo incontro in merito alla vertenza Ilva che, dopo tanti mesi di trattativa, ha portato ad una proposta di accordo, che definiamo semplicemente inaccettabile. E’ evidente quanto poco interessi stabilire dei punti fermi sotto l’aspetto ambientale, non citato dettagliatamente nello stesso, definendolo scarso e non adeguato per tutelare la città di Taranto ed i lavoratori al suo interno. La proposta prevede discontinuità lavorativa, nonostante sia stata aperta proprio dagli acquirenti, una procedura con art. 47 (rigettata dalle OO.SS.) che parla di continuità lavorativa per i dipendenti diretti.

I dipendenti dell’appalto, i primi a subire le conseguenze di questa trattativa, nella proposta non ricevono alcun tipo di cautela, se non quella di prediligere aziende del territorio, a parità di costi. Non dimentichiamo che in questi anni di amministrazione straordinaria, i dipendenti dell’indotto hanno percepito a singhiozzo e in ritardo, lo stipendio spettante. Una clausola sociale dimenticata per migliaia di lavoratori che appartengono a questa categoria.

Il piano industriale presentato sin dalle prime battute, illustrava chiaramente una produzione in aumento nei cinque anni previsti dallo stesso, mentre per lo stato occupazionale (diretti), che al momento è composto da circa 14.000 lavoratori impiegati in tutta Italia, AM INVEST CO propone una riduzione a 8500 lavoratori diretti, un numero di lavoratori inversamente proporzionale alla produzione, quando in realtà all’aumentare della produzione dovrebbe aumentare l’occupazione. Avevamo intravisto delle speranze per i diretti quando hanno proposto per loro, anche se in discontinuità, il contratto indeterminato. Sembrava quasi una conquista, peccato che abbia la validità di 5 anni circa, cioè la durata del piano industriale e ambientale.

Una parte dell’accordo proposto che definiamo “geniale” è il sistema delle scatole cinesi, con l’apertura di una società denominata “Servizi Per Taranto” costituita da ILVA e INVITALIA (quest’ultima ricordiamo essere di proprietà del Ministero dell’Economia, quindi sempre costituita con denaro pubblico), ove “alloggiare” 1500 lavoratori terzializzati. Questa nuova società inoltre, è aperta ad eventuali partecipazioni di soggetti pubblici o privati, nella quale saranno impegnati i lavoratori in CIGS di ILVA a rotazione.

Con questa soluzione, l’acquirente afferma, con l’avvallo del Governo, esserci una prospettiva di lunga durata lavorativa, ci piacerebbe capire cosa intendono con il termine duratura. Un ulteriore notevole investimento, pari a circa 200 milioni di euro, hanno pensato bene di stanziarlo per incentivare l’esodo dei lavoratori, piuttosto che utilizzarli per l’ambiente e la sicurezza, oramai passata di moda all’interno del siderurgico, ove quotidianamente avvengono episodi che mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori.

A quest’ultimi, nell’accordo si stabilisce che non verrà riconosciuto il Premio di Risultato per come previsto dagli accordi vigenti, ma verrà reso variabile a partire dal 2021. Nell’accordo si propone di far sottoscrivere ai metalmeccanici anche il passaggio di CCNL da elettrico a metalmeccanico, per i dipendenti della società presente nel gruppo, come partecipata, Taranto Energia. Il CCNL Elettrico appartiene ad un’altra federazione e pertanto deve essere eventualmente concordata, qualsiasi proposta, con i rappresentanti sindacali della stessa.

Ai dipendenti della suddetta oltre a voler cambiare il CCNL di appartenenza non determinano alcuna garanzia, citando la società superficialmente e senza mai aver incontrato le OO.SS. di riferimento, un vero e proprio abuso, mettendo tutto in un calderone per un tentativo di accordo veloce pieno di incertezze e privo di un futuro a lungo termine. AM InvestCo che si presenta inizialmente con prospettive brillanti, presentate da due bellissime slide sul piano industriale e ambientale, inizia il suo “investimento” sul nostro territorio con un accordo fenomenale: concorda col Governo che per tutta la durata del piano ambientale e industriale potrà avere accesso alla CIGS e utilizzare la terzializzazione con una società di servizi all’interno della quale far ruotare i lavoratori in CIGS di Ilva, a dir poco impensabile.

Durante questa lunghissima trattativa, il sindacato ha espressamente ribadito che: ambiente e sicurezza, esuberi zero e continuità lavorativa fossero punti inderogabili per l’avanzamento della trattativa stessa. Purtroppo però, “involontariamente” al Governo è sfuggito di informare i Sindacati che durante la trattativa, a giugno 2017, aveva già sottoscritto un contratto con i nuovi acquirenti ben dettagliato, con regole già stabilite, un atteggiamento questo che riteniamo offenda l’intelligenza della delegazione trattante, dei lavoratori e dei cittadini del territorio tarantino.

Ci aspettavamo che il creatore di Ilva, cioè lo Stato, non si garantisse un’uscita dai problemi derivati dall’azienda a scapito dei lavoratori e lasciando le responsabilità ai futuri acquirenti, ma che garantisse quanto meno lo stato occupazionale e il ripristino dei danni ambientali, creati dallo stesso Stato in primis e successivamente dai privati ai quali fu ”svenduta” l’Ilva. Senza dubbio la trattativa deve essere svolta dalle Segreterie Nazionali del CCNL di appartenenza al Mise, crediamo a questo punto, con un nuovo Governo, ma ribadiamo la necessità di avere un territorio tarantino unito sindacalmente e politicamente che possa essere da supporto a chi svolge questa difficile trattativa sui tavoli ministeriali.

Abbiamo un’ultima opportunità di sistemare un passato indecente ed un presente disastroso, unendoci potremo solo portare al territorio la miglior soluzione possibile a tutela di tutto quello che questa città ed i lavoratori, meritano. E' quanto reso noto da una analisi dettagliata della segreteria confederale della UGL di Taranto con la collaborazione della RSU UGL di Taranto Energia, Concetta Di Ponzo, il Segretario Provinciale UGLM con delega Ilva, Andrea Ferraioli, il Segretario Provinciale UGLM Domenico Gigante, neo RSU UGL appalto Ilva, Michele Manfredi e coordinata dal Segretario Confederale UGL di Taranto, Alessandro Calabrese.

sabato 12 maggio 2018

Basilicata: eseguita l'operazione “mattone pulito”


Eseguite, da parte degli ispettori militari dei Nil e civili, unitamente agli uomini dell'Arma territoriale delle compagnie di Senise (Pz) e di Matera, operanti nei rispettivi comuni, una serie di attività mirate rivolte al settore edilizia, ed in concreto su aspetti riguardanti il lavoro nero e la sicurezza dei cantieri e delle maestranze ivi impiegate.

In particolare nel comune di Senise l'attività ha riguardato controlli eseguiti su un cantiere edile realizzato da una ditta incaricata dell'esecuzione di lavori di ristrutturazione di un locale commerciale. La medesima ditta è risultata che impiegasse 3 lavoratori dei quali 2 sono risultati essere al nero e quindi completamente sconosciuti alla PA.

Sono emerse altresì gravi violazioni relativamente alle norme sulla sicurezza, per le quali si è reso necessario, da parte degli uomini dell'Arma, sottoporre al sequestro preventivo il cantiere vertente sul locale in ristrutturazione in questione. L'attività dell'azienda è stata pertanto sospesa.

Unitamente a queste azioni si è altresì provveduto al deferimento, in stato di libertà, all'autorità giudiziaria, di due persone, in particolare il titolare responsabile della ditta esecutrice i lavori, come pure il committente dei medesimi lavori.

Gli uomini dell'Ispettorato del Lavoro hanno quindi impartito 6 prescrizioni penali in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, elevando ammende per un importo complessivo di 33.303 euro e contestate violazioni amministrative per altri 6.333 euro.

Una seconda rilevante attività ispettiva, svolta su Matera, in congiunta con gli uomini della locale Compagnia dell'Arma dei Carabinieri, è stata sempre rivolta in particolare al "contrasto" degli illeciti in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, come pure al lavoro nero, irregolare e clandestino, aspetti questi frequentemente riscontrati nel delicato e rischioso settore dell'edilizia.

Si è proceduto al controllo di quattro attività imprenditoriali ottenendo i seguenti risultati. Ossia al termine degli accertamenti sono state deferite, in stato di libertà, due persone titolari pro tempore delle rispettive due aziende.

Una persona di nazionalità Albanese titolare di una ditta edile, con sede legale in Altamura (Ba), e una seconda persona, di nazionalità italiana, titolare di una ditta esercente lavorazioni in ferro e carpenteria.

Per la ditta Pugliese, a conduzione extracomunitaria, è stata riscontrata inoltre la presenza di un lavoratore al nero, anch'esso di origini albanesi, come il proprietario, e domiciliato sempre ad Altamura, ma privo di regolare permesso di soggiorno.

Nel cantiere in questione si è potuto constatare che lo stesso lavoratore era dotato, artatamente, di un tesserino di riconoscimento contraffatto, riportante la foto del lavoratore al nero ma con generalità diverse, riferite ad un altro lavoratore, sempre albanese, non presente nel cantiere in questione ispezionato, il quale risultava essere regolarmente assunto dalla stessa ditta. Si è potuto quindi appurare uno scambio di persone e generalità mirante ad aggirare i contestuali controlli ispettivi.

Sono state quindi impartite 4 prescrizioni penali, elevate ammende per 18.000 euro, e contestate violazioni amministrative per 8.295 euro.

Relativamente all'imprenditore Albanese, sono state contestate inoltre, specificamente, anche l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 12 e 22 del d.lgs. 286/98 e smi, per favoreggiamento della clandestinità e occupazione di lavoratore extracomunitario, privo di permesso di soggiorno, per lavoro subordinat

venerdì 11 maggio 2018

UGL. Fca Melfi, decise ferie estive


“Lo stabilimento Fca di San Nicola di Melfi sospenderà la produzione, per la canonica chiusura estiva, dal 12 agosto al 02 settembre 2018 compresi”.

Lo comunicano il segretario regionale dell’Ugl Basilicata Metalmeccanici, Costanzo Florence e il segretario provinciale della Federazione di Potenza, Giuseppe Palumbo.

I sindacalisti fanno sapere che il tutto è stato esperito in un esame congiunto in materia di ferie collettive estive ai sensi del vigente CCSL metalmeccanici, tra la Direzione dello stabilimento e il Comitato Esecutivo del Consiglio delle Rsa dello stabilimento di Melfi di Fca Melfi e dopop aver verificato la situazione tecnica, organizzativa e produttiva aziendale.

Dall’Ugl – concludono i segretari Florance e Palumbo – chiediamo al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, di risolvere i grandi problemi che i lavoratori lucani della Fca incontreranno nel mese di agosto per raggiungere lo stabilimento di Melfi (anche se le linee di produzione sono ferme, lavoreranno comunque “i manutentori, i sorveglianti, i pompieri, gli addetti alla sicurezza industriale e personale necessario per particolari attività)”.

Cambi d'appalto, stato di agitazione degli addetti alle pulizie dell'Asp


POTENZA – Le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo stato di agitazione dei circa 200 lavoratori impegnati sul lotto n. 3 dell’appalto relativo ai servizi di pulimento e ausiliariato dell’azienda sanitaria locale di Potenza. I sindacati protestano contro il taglio del 25 per cento del monte ore pro capite annunciato dalla ditta subentrante Euro & Promos e chiedono il rinvio del passaggio di consegne previsto per mercoledì 16 maggio “al fine di effettuare quanto disciplinato dal capitolato e dall'art. 4 del Ccnl multiservizi in materia di salvaguardia occupazionale e clausola sociale”.

In una lettera inviata, tra gli altri, all’Asp, alla Prefettura e alla Regione Basilicata, i sindacati lamentano di non aver ricevuto alcuna comunicazione sul monte ore che la ditta ha offerto in fase di gara, né gli elenchi del personale da parte delle ditte uscenti. Nel ribadire la necessità di differire la data di subentro, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno chiesto al Prefetto di Potenza di convocare le parti per esperire le procedure di raffreddamento ai sensi della normativa vigente.

I segretari Pasquale Paolino, Aurora Blanca e Donato Rosa lamentano la situazione di totale anarchia che si è determinata nel settore degli appalti pubblici: “Siamo nella terra di nessuno in cui le aziende fanno il bello e il cattivo tempo in barba ai capitolati d’appalto e ai contratti collettivi di lavoro, mentre le stazioni appaltanti e la Regione Basilicata – accusano i tre sindacalisti - non vigilano come dovrebbero sulla correttezza delle procedure e sulla salvaguardia dei posti di lavoro e dei diritti acquisiti. La conseguenza di tutto ciò è che, in particolare nel settore della sanità, si è raggiunto un tasso patologico di vertenzialità, come dimostra anche il caso dell’ospedale San Carlo. È del tutto evidente – concludono i segretari di Filcams, Fisascat e Uiltucs – che sulla partita degli appalti non è più differibile un intervento politico della giunta regionale per ristabilire il primato delle regole sull’arbitrio delle imprese e per richiamare le stazioni appaltanti ad una maggiore trasparenza e vigilanza”.

Si inaspriscono anche le relazioni tra sindacati e Cosmopol. È lunga, infatti, la lista delle inadempienze che le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil imputano all’istituto di vigilanza nella comunicazione con la quale questa mattina hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale, in linea con il mandato ricevuto dai lavoratori durante le assemblee che si sono tenute lo scorso 9 maggio. I sindacati accusano l’istituto di non aver rispettato l’accordo sottoscritto nel 2016 al Mise, con particolare riferimento all’art. 12 sulle premialità, e di non applicare in maniera puntuale il contratto collettivo. Filcams, Fisascat e Uiltucs denunciano anche inadempienze sul vestiario, sul piano ferie e sul personale addetto ai servizi fiduciari. Le tre sigle sindacali annunciano che da oggi non saranno più garantite tutte le forme di flessibilità, comprese le prestazioni aggiuntive come il lavoro supplementare e straordinario.

venerdì 20 aprile 2018

Lavoro, Boco: "La crisi ha spinto ad usare di più il part-time e i contratti di solidarietà"

VENEZIA - «La stagione della moderazione salariale è finita. Abbiamo venti anni da recuperare: e solo adeguati incrementi retributivi possono dare impulso ai consumi e alla ripresa». È quanto ha dichiarato il Segretario generale della Uiltucs, Bruno Boco, presentando il “Libro Bianco sul lavoro nella società del Terziario”, in occasione dell’XI Congresso nazionale della Uiltucs che si sta svolgendo in questi giorni a Venezia.

«La ripresa – continua Boco - va resa solida e più sostenuta dell’1,5% previsto per quest’anno. Siamo in un momento decisivo per il Paese e per la sua economia: sbagliare ora direzione di marcia potrebbe comportare effetti gravi. Dunque, servono il rilancio degli investimenti pubblici più innovativi e la riduzione del cuneo fiscale. Ma, ser vogliamo dare ossigeno ai consumi e alla domanda, dobbiamo anche agire sul versante delle retribuzioni. Cosa voglio dire: i consumi sono aumentati grazie al fatto che la gente oggi lavora, ma è tempo di ingranare la marcia e far salire gli stipendi dando così un’altra sferzata ai consumi. Pensate che le retribuzioni lorde per occupato, a prezzi del 2010, erano circa 25.200 € nel 2008, 24.400 € nel 2013 e l’anno scorso sono tornate a 24.600€, ossia agli stessi livelli reali del 1996. Questi sono gli effetti della crisi che ha spinto tra l’altro ad usare di più il part-time e i contratti di solidarietà. Però altri Stati tra il 2008 ed il 2016 hanno saputo aumentare il salario per lavoratore equivalente al tempo pieno: la crescita di Germania e Francia è stata di oltre 3.200 €, quella della Spagna di 400 €, l’Italia segna un -200 €. È da qui dobbiamo ripartire».

martedì 20 marzo 2018

Lavoro, Ugl: "Politica non adatta alle esigenze territoriali"

MATERA - “All'indifferenza che Governo nazionale e regionale mostrano rispetto all'impoverimento ed al degrado che sta investendo il territorio materano bisogna rispondere invertendo le tendenze in atto ed affermare il diritto al lavoro, alla sicurezza, alla salute, facendo prevalere il diritto dell’intera regione a rimanere in Europa realizzando crescita economica e coesione sociale: bisogna quindi cambiare nettamente il segno delle scelte politiche che fin’ora fatte da Governi nazionale e regionale”. Lo dice il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano per il quale, “perché questo avvenga è prima di tutto necessario che cambino i metodi di governo e si reimposti una pratica della concertazione e della negoziazione con le rappresentanze sociali. Matera è oggi innanzitutto pervasa e sopraffatta da ciò che ha visto negli ultimi anni disperdersi, quel patrimonio di elaborazione e di coesione sociale che aveva connotato la stagione della programmazione negoziata e delle politiche di sviluppo locale. Per l’Ugl, l'abbandono delle politiche per il Mezzogiorno attuato dal Governo, il rifiuto del metodo della programmazione e della finalizzazione della spesa da parte della Giunta Regionale, l'incapacità di utilizzare al meglio i Fondi Europei, i colpi tremendi inferti alla finanza locale con il taglio secco dei trasferimenti, hanno provocato - prosegue il segretario, Giordano - il peggioramento di tutti gli indicatori dello sviluppo, rendendo la regione sempre più estranea ai processi di crescita e di innovazione europea ed approfondendo il divario strutturale con il resto di Italia. Divario che oggi l’Ugl ritiene si è accentuato anche rispetto le altre regioni meridionali, rendendo evidente che, accanto alle difficoltà storiche, tutta la provincia di Matera registra un fattore di arretratezza in più, determinato da una classe di governo incapace di produrre un progetto di sviluppo e di valorizzare le risorse locali, nonostante sia stata designata Capitale della Cultura Europea 2019. Per tali ragioni l’Ugl rivendica una politica di coordinamento ed integrazione delle risorse finalizzata a creare e a difendere il lavoro che c'è soprattutto nel settore industriale. Urge un credibile disegno di politiche industriale e dell'artigianato che scelga filiere, reti di impresa e territori su cui concentrare e finalizzare le risorse, anche per dare soluzioni occupazionali ai lavoratori delle aziende in crisi. Non c'è soluzione ai problemi dell'insediamento industriale, fatto di piccole e piccolissime imprese, se non vanno anche consolidati i vantaggi competitivi con l'apertura all'esterno dei flussi produttivi e delle reti locali. Per questo è necessario per l’Ugl - conclude Giordano - il consolidamento e lo sviluppo della società dell'informazione, delle politiche per l'innovazione, rendendo vivi progetti di ricerca, sfruttare le risorse dell’ENEA, così come è urgente il rafforzamento di politiche di promozione e di marketing territoriale che permettono alle imprese un maggior grado d'identificazione dei distretti industriali, fino ad affrontare con forza e determinazione il grande nodo del credito”.

mercoledì 14 febbraio 2018

Occupazione, Ugl: "Creare condizioni per crescita"

POTENZA - “La Basilicata ha grosse difficoltà a intervenire verso una diversa impostazione di politica economica. Nulla di più si sta eseguendo per sostenere i consumi, quanto per proteggere i redditi dei disoccupati, alleggerire i costi delle imprese, aiutare le piccole e medie imprese dalla stretta creditizia, favorire la crescita in generale e impedire la moltiplicazione del precariato. Per l’Ugl, l´obiettivo è difendere i posti di lavoro e i salari, creare condizioni per la crescita dell´occupazione. Ciò non può certamente avvenire senza dialogo costruttivo con la politica, molti obiettivi da soli non si possono raggiungere”. Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale “è una fase difficilissima quella che stiamo attraversando. Credo che vada detto ad alta voce che la crisi non è superata e che abbiamo un grandissimo problema dal punto di vista sociale che è il lavoro. Questa è una situazione di stallo in cui oggi in campagna elettorale, nessun politico spiega perché il settore lavorativo privato continua  a perdere imprenditori, aziende e posti di lavoro nonostante la Regione Basilicata è un Modello, virtuoso da esportare per la notevole capacità di gestire il territorio, sfruttando i punti forza, tanto da generare ‘sviluppo’:  secondo gli economi Robert Leonardi e Raffaella Nanetti il Modello Basilicata vanta un rendimento istituzionale ‘efficiente’, come riassunto nell’incontro svoltosi a Matera, dove il famoso ‘Caso Basilicata’ studiato tra gli anni 80 e 90 è poi stato definito un Modello”. Il segretario provinciale dell’Ugl Matera si chiede però, “perchè i candidati alle prossime politiche 2018, non abbiamo ancora messo al centro della propria agenda elettorale azioni mirate al rilancio del settore industriale, a sostegno delle imprese in agonia, a sostegno di tutte quelle iniziative che aziende capaci hanno ancora voglia di investire sul nostro territorio e di contro punendo tutte quelle che dopo aver percepito finanziamenti pubblici regionali, chiudono per andare altrove. Viviamo un periodo delicato in diversi settori, quelli del mobile imbottito, dei trasporti, della Val Basento e dell’industria metalmeccanica – ha concluso Giordano - vogliamo portare avanti una collaborazione positiva e propositiva con le Istituzioni e la politica ma, devono recepire le istanze dell’Ugl  e assicurare la massima attenzione". 

giovedì 25 gennaio 2018

Lavoro, Ugl: "Serve nuova politica"

POTENZA - “La Basilicata non è solo petrolio ma Regione composta da persone che con immensi sacrifici lavorano contribuendo nel rilanciare l’economia italiana. Se non si considera il Sud, l’Italia intera non parte”. Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “è noto a tutta la classe politica che il lavoro non si crea con le chiacchiere, bisogna realmente puntare sul rilancio dalla Basilicata. Da sempre denunciamo l’indifferenza con cui il governo ha scelto di trattare le tante ‘questioni’ del Mezzogiorno, evidentemente la strategia comunicativa del presidente del Consiglio, fatta d’immagini e di vuota velocità, mal si è coniugata con la gravità di problemi che richiedono approfondimento, esperienza, pianificazione, ma soprattutto mediazione e interventi concreti. L’Ugl – prosegue Giordano – intende dare un calcio all’indifferenza. Come dimostra il World Economic Forum e sul rapporto pubblicato dall’Ong britannica Oxfam, l’Italia è al 28° posto per disuguaglianza di reddito disponibile: ciò consegna un dato di una Nazione non più divisa, ma spezzata in due, con il Sud allo sbando e sempre più lontano dal Nord e dal Centro. Il dramma della disoccupazione al Sud? Sembra non esistere, e non è dato sapere come si ‘prometta tutto’ e come risolverlo: il Meridione ha troppi problemi, troppi drammi irrisolti, imprenditori seriamente disperati perché vessati dalle banche che ancora non hanno fiducia dei lucani, per i giovani disoccupati, per le infrastrutture da medioevo, per gli ospedali che cadono a pezzi, per le scuole coi soffitti a rischio crollo. L’Ugl intende denunciare lo stato di palese disinteresse e abbandono della Regione: Ambiente, infrastrutture, fondi europei, turismo, energia, occupazione, welfare e agroalimentare, questi i punti di necessario interesse e dovuto rilancio. La Basilicata – conclude Giordano – è in una condizione di sotto-sviluppo e di disoccupazione dilagante e quasi irreversibile, Gentiloni non si occupi solo delle Banche, dei teatrini internazionali e della campagna elettorale, ma apra gli occhi sulla drammaticità della nostra Nazione e più in particolare del Mezzogiorno”.

lunedì 18 dicembre 2017

Basilicata: Olivieri Pennesi Stefano interviene sulla questione del lavoro 'nero'



POTENZA - Il Direttore Olivieri Pennesi Stefano, Capo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Potenza e Matera, in riferimento ad articoli recentemente apparsi su testate giornalistiche on line, ed in particolare all'articolo della Redazione del quotidiano on line Basilicata24.it, dal titolo: "LAVORO NERO E VENDITA DELL'OLIO SFUSO DANNEGGIANO IL SETTORE OLIVICOLO E INGANNANO I CONSUMATORI" ritiene doveroso evidenziare alcuni aspetti ivi emersi.

Al riguardo quanto dibattuto nell'evento tenutosi a Matera lo scorso 14 dicembre dal titolo "La nuova filiera olivicola-olearia", organizzato da OPROL-Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani associata alla CIA, è evidentemente di grande interesse per le ricadute sul contesto economico, imprenditoriale e lavorativo del territorio Lucano a forte vocazione agricola, spesso di eccellenza, nei singoli segmenti produttivi, tra i quali il prodotto olivicolo e oleario rappresenta una importante componente ed espressione.

Ebbene, il controllo costante di tutta la filiera, anche in riferimento alla opportunità di far riconoscere l'IGP dell'olio extra vergine di oliva Lucano, può e deve rappresentare un impegno comune.

Ciò detto, l'Ispettorato del Lavoro della Basilicata consapevole delle crescenti criticità esistenti nel settore produttivo in parola, molto si è prodigato, e si sta ancora prodigando, in questa stagione agricola, mettendo in campo, con i propri ispettori civili e i militari dell'Arma Nil, in tutto il territorio della Regione Basilicata, una intensa, costante e mirata azione, spesso in coesistenza con i Carabinieri dei NAS e le Compagnie e Stazioni territoriali dell'Arma, volta a contrastare il grave fenomeno del "lavoro nero" e/o irregolare, sia in ambito di produzione e raccolta, come pure in ambito di lavorazione, svolta nei numerosi "frantoi" sparsi in varie zone regionali.

Ciò rappresenta, di tutta evidenza, il giusto contributo della Pubblica Amministrazione, in questo caso dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro unitamente all'Arma dei Carabinieri, al presidio della legalità, della conseguente garanzia per la competitività tra imprese, come pure della tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

L’INL è intento ad effettuare azioni ed interventi, anche con beneficio per le aziende del settore, "in regola", ma pure attento alla giusta auspicabile creazione di nuovi "posti di lavoro regolari", soprattutto per le giovani generazioni, con l'auspicio di perseguire la tutela socio-economica-lavorativa, contrastando l'abusivismo, lo sfruttamento, e conseguentemente il rischio di ulteriore abbandono dei terreni e lo spopolamento, migliorando altresì, conseguentemente, il paesaggio e le condizioni di rischio idrogeologico presenti.

Tornando a parlare dell'azione concreta svolta, e che continuerà a svolgersi in questo scorcio dell'anno, da parte dell'Ispettorato territoriale del lavoro, denominata "Oro Verde", la stessa si è esplicata, fino ad ora, in circa una quarantina di ispezioni presso aziende e frantoi del settore olivicolo, verificando la posizione di oltre un centinaio di addetti, riscontrando la posizione irregolare o al nero di diverse unità di lavoratori, anche immigrati, sospendendo l'attività di alcune aziende-frantoi per l'utilizzo di manodopera irregolare al nero e camminando alcune migliaia di euro di sanzioni amministrative.

Tutto questo a sostanziare il fattivo quotidiano sforzo delle Istituzioni impegnate sul campo, sempre a tutela del lavoro: lecito, libero, garantito, dignitoso, di cui questa Regione ha tanto bisogno, per il progresso civile della sua popolazione e dell'intero sud Italia.

mercoledì 8 novembre 2017

Fiat Melfi, lavoratori di nuovo in cassa integrazione a dicembre


MELFI - I lavoratori dello stabilimento Fca di Melfi impegnati sulla linea di produzione della “Jeep Renegade” e “500X” saranno collocati in cassa integrazione nei pomeriggi di quattro delle cinque domeniche del prossimo mese di dicembre.

La decisione di attuare un nuovo periodo di cassa integrazione è stata presa per adeguare la produzione delle due vetture alle richieste del mercato.

“Invece di programmare ulteriori giornate di cassa, l’azienda dovrebbe impegnarsi su cosa produrre per riprendere il mercato- ha aggiunto il segretario generale Fiom Basilicata Roberto D’Andrea”.

“Le rappresentanze sindacali tutte- ha dichiarato il segretario della Cgil Basilicata, Angelo Summa- hanno chiesto da tempo un incontro all’azienda per sapere quali siano le sue intenzioni in Basilicata e qual è il piano industriale per Melfi. La Fiat si assumi una volta per tutte le sue responsabilità. Credo che di fronte a una situazione di tale portata critica il governo regionale debba assumere una iniziativa congiunta -conclude Summa- affinché si apra un tavolo di confronto perché in gioco ci sono migliaia di lavoratori e un pezzo importante del sistema produttivo lucano”.

lunedì 6 novembre 2017

Matera 2019: presentata la 'Settimana della sicurezza sul lavoro'

MATERA - La progettazione della sicurezza negli eventi che caratterizzeranno il programma e gli appuntamenti di "Capitale europea della cultura 2019" costituiranno la novità della "Settimana della sicurezza sul lavoro 2017" in programma a Matera dall'8 al 10 novembre. E' quanto si è appreso oggi, nella Città dei Sassi, durante la conferenza stampa, presieduta dal prefetto Angela Bellomo, di presentazione del programma definito dall'Osservatorio provinciale permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali.

venerdì 20 ottobre 2017

Uil: ''In Basilicata il lavoro è precario"

POTENZA - "Più assunzioni ma più contratti a termine": è l'indicazione che "emerge dai dati pubblicati dall'Inps nell'Osservatorio sul precariato che in Basilicata segnano nei primi otto mesi dell'anno (gennaio-agosto) un incremento del 25,6% del complesso delle assunzioni rispetto ai primo otto mesi 2016". Lo evidenziano, in una nota congiunta, la segreteria regionale della Basilicata della Uil e del Centro Studi Sociali del Lavoro che "hanno rielaborato i dati Inps su scala" regionale: "Il risultato è una nitida fotografia di lavoro precario".