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mercoledì 25 novembre 2020

Ex Ilva, Spera (UGL):”Governo e Mittal, accordo al buio”

POTENZA - “Abbiamo da sempre sostenuto e lamentato le scarse relazioni industriali con ArcelorMittal, l’Ugl Metalmeccanici ritiene che solo l'accordo del 6 settembre 2018,  firmato al Mise da Governo, ArcelorMittal e sindacati e' da riconoscere se pur è stato disatteso per responsabilita' sia della parte politica che della  multinazionale. Non firmeremo alcun altro accordo se non discucco preventivamente e condiviso, né va di mezzo il futuro dei lavoratori e noi non ci permetteremo mai di tradirli”. E’ la presa di posizione del Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, sulla questione Ex Ilva ritenendo che, “e' divenuta una vertenza insopportabile: l'intesa del 4  marzo che quella che ci sara' il 30 novembre, senza condivisione dell’Ugl e senza un minimo di discussione ci obbliga a non sentirci impegnati in nessun modo restando fermi al mese di settembre 2018 quando fù siglato con un minimo di apprendimento sul futuro industriale dell’Ex Ilva che – prosegue Spera - rappresenta la vertenza madre non solo della siderurgia ma del futuro dell’Italia. Non accetteremo accordi discussi in altre sedi e con altri interlocutori, non riterremo accettabili accordi pre confezionatii o solamente in spettatori da dover siglare per accontentare l’azienda. Chiediamo al Governo un urgente tavolo operativo affinché l’Ugl possa conoscere e discutere sul piano industriale e occupazionale, la salvaguardia sia dei dipendenti, che dei 1.700  in Ilva AS e quelli dell'indotto senza mettere sulla bilancia – prosegue Spera – eventuali esuberi, riduzioni salariali e modifiche per il piano  industriale e ambientale, dove a parere dell’Ugl oltre a non sentirci vincolati in  nessun modo si è perso già abbondantemente tanto, troppo tempo da una mala gestione dal 2012 e dove l’effetto Covid-19 è stato solo un alibi per permettere all’azienda di perdere ancora tempo e riprogrammarsi il tutto a suo piacimento. Il Governo non può essere parte osservante – in conclusione tuona forte e chiaro Spera –, deve immediatamente intervenire e far rispettare regole, impegni e senso dello Stato. È urgentissimo che il Governo convochi i sindacati ad ora, prima che l’azienda continui a completare i propi comodi affari: l’Ugl Metalmeccanici promette di mantenere alta la guardia e a introdurre se sarà necessario, tutti gli strumenti, pacifici e democratici di proteste”.


Costanzo e Saracino (Ugl Donne): ”Basilicata, contro ogni tipo di violenza sulle donne”

MATERA - Presso le sedi Provinciali delle Utl di Potenza e Matera, alla presenza dei segretari delle due unioni territoriali, Giuseppe Palumbo e Pino Giordano, in video conferenza i Segretari Ugl in Basilicata, Florence Costanzo e Cosimina Saracino, hanno riunito il consiglio direttivo regionale delle Donne Ugl.

“Apriamo il nostro incontro con un minuto di raccoglimento dedicato a quanto consumatosi nell’ultimo brutale episodio dove a Cadoneghe (PD) uccide la moglie con una coltellata al petto, usando un coltello da cucina. Omicidio, o meglio, un altro femminicidio e proprio nel giorno contro la violenza sulle donne, si è consumato fra le mura di una casa. Dopo aver ucciso la moglie, il marito ha telefonato ai carabinieri, confessando il fatto. Da una prima ricostruzione dei fatti sembra che la vittima in passato avesse denunciato il comportamento violento del marito, per poi ritrattare la denuncia. La vittima, mamma di tre figli di 9, 7 e 4 anni, era incinta del quarto figlio. Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne sono tante le iniziative che mirano alla sensibilizzazione. Risulta di fondamentale importanza porre in essere azioni positive che favoriscano non solo la conoscenza del fenomeno, ma altresì l'emersione ed il contrasto del fenomeno stesso”.

E’ quanto sostenuto da Saracino e Costanzo per le quali,  “condividiamo quanto ha messo in campo l’artefice della campagna nazionale la Segretaria Confederale Ugl. D.ssa Ornella Petillo, in una interessante e vera giornata di sindacato confederale la quale ricorda a tutti e a tutte che: “noi dell’Ugl siamo un sindacato che non si sottrae a temi sociali trasversali; che non si limita alle questioni di parte, ma che affronta problematiche più ampie le quali  ricadono su tutte le categorie di lavoro".

“Uno dei simboli più usati per denunciare la violenza sulle donne e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema sono le scarpe rosse, «abbandonate» in tante piazze per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez. L’Ugl donne in Basilicata vuole portare avanti  una battaglia sindacale: ricordare, ogni giorno, le tante donne uccise dai compagni, mariti e altri”- proseguono Costanzo e Saracino -. “La violenza sulle donne è una vera e propria violazione dei diritti civili; la violenza è tale in tutte le sue forme fisica, sessuale, psicologica, economica, di coercizione o riduzione della libertà, sia in contesto familiare che extrafamiliare, sia in forma di stalking e di revenge porn”. Per le sindacaliste, inoltre, “gli strumenti principali, utili a raggiungere questi obiettivi, sono sicuramente i seminari sul tema, ma un ruolo fondamentale e' rappresentato dall'interconnessione tra gli attori locali; interconnessione che favorisce la mappatura ed il monitoraggio del fenomeno, affinché le tante vittime possano non sentirsi sole e trovare il coraggio di denunciare ciò che viene spesso ritenuto ‘normale’ o ‘non grave’, soprattutto in ambito familiare. Il percorso da affrontare è lungo e laborioso, in quanto – concludono le leaders Ugl, Costanzo e Saracino - di fondamentale importanza è cambiare la cultura per fermare la violenza ed in questo percorso non bisogna dimenticare che spesso, come dice Johann Wolfgang von Goethe:”Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza”.

lunedì 23 novembre 2020

Fca-Peugeot, Spera (Ugl): ”Assemblea di Stellantis il 04 gennaio”

ROMA - Il Segretario Nazionale dei Metalmeccanici dell’Unione Generale del Lavoro, Antonio Spera, ha riunito in video conference i quadri dirigenti della federazione nazionale, unitamente ai responsabili Ugl settore auto. “L’incontro è stato voluto fortemente dalla Segreteria per informare i dirigenti sulla data dell’assemblea, il 04 gennaio p.v., tra Fca-Peugeot. Stellantis – dichiara Spera - il quarto gruppo mondiale del settore auto che nascerà dal matrimonio tra Fca e Psa, avrà la sede in Olanda, la fusione dovrà essere completata entro il 30 giugno 2021. La convocazione delle assemblee rappresenta una tappa cruciale nel percorso avviato tra i due gruppi e soprattutto dovrebbe dare semaforo verde all’aggregazione. La fusione tra i due gruppi porterà alla nascita di un colosso nel settore che dovrebbe diventare il quarto costruttore di auto al mondo con 8,7 milioni di veicoli venduti nel 2018, 180 miliardi di ricavi e oltre 400 mila lavoratori dipendenti. Un gruppo che si troverà a ridosso di importanti marchi. Siamo ad una svolta storica nell’ambito della fabbricazione automotive – prosegue Spera -, per l’Ugl due colossi produttori automobilistici, i gruppi Fca e Psa, uniscono le forze creando un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile, della guida autonoma e connessa. 

L’Ugl esprime ottimismo su tale importante operazione: i nostri dipendenti, le nostre persone hanno un tratto in comune, quello di guardare alle sfide come opportunità da cogliere perché rappresentano la strada per renderci ancora migliori nel fare quello che facciamo andando a rilanciare il nostro marchio made in Italy, che per l’o.s. continuano prioritariamente ad essere ribaditi. Sarà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell’operazione e con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno. Per l’Ugl è sinonimo di una lungimiranza, veduta lunga che apre la strada di un nuovo gruppo di dimensioni e risorse globali. Volumi, redditività e tecnologia – conclude il Segretario Spera - , portando a fronte di ben determinate condizioni ad una nuova evoluzione, strategica, dei marchi, dove l’Ugl vede una positiva opportunità per i lavoratori di entrambi i Gruppi”.

venerdì 13 novembre 2020

Decreto ristori, Cavallo (Fai Cisl): ''Lavoratori agricoli discriminati, il governo corra ai ripari''

(Pixabay)
POTENZA - Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, condivide l'allarme lanciato oggi dal segretario nazionale Onofrio Rota sulle lacune contenute nel Decreto Ristori in quanto "esclude i lavoratori agricoli dall’indennità di mille euro, riconosciuta a tante altre categorie, e poiché non prevede alcuna proroga per la cassa integrazione degli operai agricoli". Secondo la Fai Cisl, inoltre, "il trattamento di malattia per Covid-19 viene decurtato dalle giornate di lavoro degli assunti a tempo determinato, che rappresentano il 90 per cento dei lavoratori agricoli: una norma che incide negativamente sul calcolo della disoccupazione agricola, con gravi ricadute su questo ammortizzatore sociale, fondamentale per quasi un milione di lavoratrici e lavoratori del settore". 

Di qui la richiesta recapitata al governo di "approfondire la questione e porre rimedio a queste gravi mancanze, provvedendo, già con i prossimi immediati interventi, a rifinanziare integrazioni al reddito anche per i lavoratori agricoli, visto che certamente non navigano nell’oro e viste le misure adottate a sostegno delle imprese”. Intervenendo al comitato esecutivo nazionale il segretario lucano Cavallo ha detto che "è inaccettabile il trattamento discriminatorio riservato ai lavoratori e alle lavoratrici del comparto agricolo che pure hanno dato un contributo importantissimo in questi difficili mesi spesso rappresentando la prima linea in piena emergenza per garantire l'approvvigionamento di beni di prima necessità".

giovedì 12 novembre 2020

Cgil, Cisl e Uil Trasporti: il 13 novembre sciopero degli addetti del comparto pulizie

POTENZA - Lo sciopero è indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Trasporti. In Basilicata sono interessati circa 3 mila lavoratrici e lavoratori, molti dei quali impegnati nelle strutture sanitarie pubbliche e private della regione. Dalle 10 alle 13 presidio della Fisascat Cisl davanti al Don Uva di Potenza

 Si inasprisce la vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto pulizie, servizi integrati e multiservizi, scaduto da sette anni. Domani, venerdì 13 novembre, gli oltre 600 mila addetti del comparto incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro. La mobilitazione nazionale, indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Trasporti, fa seguito alle iniziative territoriali delle ultime settimane e alla manifestazione del 21 ottobre scorso in risposta all’indisponibilità delle associazioni datoriali e delle imprese del settore a rinnovare il contratto nazionale. In Basilicata sono circa 3 mila gli addetti interessati, molti dei quali impegnati nelle strutture sanitarie pubbliche e private della regione, oggi sotto stress per l'emergenza sanitaria legata al coronavirus. Non a caso la Fisascat Cisl ha scelto la casa di cura Don Uva di Potenza, struttura in prima linea nella lotta al Covid-19, per tenere, sempre domani, un presidio dalle 10 alle 13 a testimonianza dell'importanza di questa categoria di lavoratori in questa delicata fase di emergenza sanitaria.

Nella nota di proclamazione dello sciopero i sindacati mettono in evidenza che "le lavoratrici e i lavoratori dei servizi in appalto di pulizia e sanificazione svolgono un ruolo ritenuto essenziale per il contenimento del contagio nei presidi ospedalieri, nelle Rsa, nelle case di cura, nelle scuole, nelle università, nei tribunali, nelle fabbriche e negli uffici pubblici e privati, esponendosi in prima linea per garantire l’accessibilità dei luoghi che, senza la loro opera, non sarebbe possibile". Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Trasporti puntano il dito contro "il dietrofront delle rappresentanze datoriali del settore che opera prevalentemente negli appalti pubblici".

"Non rispettando gli impegni e gli affidamenti - continuano i sindacati di categoria - hanno fatto saltare tutti gli incontri programmati, producendo una strumentale dilatazione dei tempi negoziali, mettendo in discussione diritti e tutele e la definizione di un aumento salariale congruo e dignitoso. Tutto questo nonostante molte imprese, con la pandemia, abbiano incrementato in modo consistente lavoro e fatturato, continuando a sfruttare il senso di responsabilità, il grande impegno, i sacrifici, la professionalità e la dedizione di centinaia di migliaia di lavoratori, per il 70 per cento donne, con salari esigui, orari spesso ridotti, carichi di lavoro pesanti e condizioni di lavoro difficili in molte realtà".

"In questo scenario è inaccettabile che si continui a impedire il rinnovo del contratto nazionale, che finora ha permesso a molte imprese 'risparmi' milionari, scaturiti da sette anni e mezzo di mancati adeguamenti delle retribuzioni dei lavoratori. L’emergenza pandemica ha evidenziato l’importanza del lavoro di questi lavoratori definiti cavalieri ed eroi, che non hanno bisogno di titoli ma del giusto riconoscimento del lavoro prestato e di maggiori diritti e tutele con il rinnovo del contratto nazionale".

lunedì 9 novembre 2020

Fca: Melfi; in cassa integrazione lavoratori "zone rosse"

 


POTENZA - I circa 250 lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) di Fca che vivono nelle "zone rosse" di Genzano di Lucania (Potenza) e Irsina (Matera) saranno collocati in cassa integrazione: la procedura è stata avviata oggi dall'azienda, secondo quanto reso noto da Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Aqcf.

I due comuni lucani sono stati dichiarati "zona rossa" dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, con un'ordinanza emessa il 2 novembre scorso.

Le quattro organizzazioni sindacali - che hanno espresso "grandissimo rammarico" per decisioni politiche prive di disposizioni "che potessero garantire il salario ai lavoratori" - hanno chiesto anche alle aziende dell'indotto dello stabilimento melfitano di Fca di "avviare le procedure di cassa integrazione ordinaria per garantire il salario ai lavoratori provenienti dalle zone rosse". (ANSA).

lunedì 26 ottobre 2020

Metalmeccanici: anche in Basilicata sciopero per il rinnovo del contratto nazionale

POTENZA - Dopo l’attivo unitario in videoconferenza del 21 ottobre scorso e in vista dello sciopero nazionale del 5 novembre, le segreterie regionali di Fim, Fiom e Uilm hanno indetto due ore di sciopero nelle aziende metalmeccaniche della regione a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. I lavoratori dell'indotto Fca di Melfi incroceranno le braccia per due ore il 28 e il 29 ottobre su tre turni: dalle 12 alle 14, dalle 14 alle 16 e dalle 4 alle 6. Per le aziende che adottano la quarta squadra lo sciopero è programmato dalle 4 alle 6 del 30 ottobre. Previste inoltre assemblee ad ogni turno nel rispetto delle norme anti-Covid: il 28 nel piazzale della Yangfeng e il 29 nel piazzale della MA. Il 29 ottobre incroceranno le braccia anche i lavoratori di Ferrosud, Bawer e Comer, con assemblea sindacale nel piazzale della Ferrosud dalle 12 alle 14, e i lavoratori delle industrie metalmeccaniche della Valbasento (Sogemont, Sudelettra e Inpes) con assemblea dalle 15 alle 17 nel piazzale della Sogemont. Nel potentino il 2 novembre sciopereranno i lavoratori metalmeccanici di Italtractor ITM, SiderPotenza e Dalmine per 2 ore alla fine di ogni turno con assemblea nei pressi della Dalmine dalle 12.00 alle 14.00, e dell’area industriale di Tito scalo, sempre per 2 ore a fine turno, con assemblea davanti alla TFA (ex Firema) dalle 15.30 alle 17.00.

Lo sciopero è stato proclamato dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm dopo la rottura della trattativa con le controparti Federmeccanica e Assistal, accusate dai sindacati metalmeccanici di aver bloccato la prosecuzione della trattativa e di aver posto come condizione per la ripresa del negoziato la revoca dello stato di mobilitazione che la delegazione sindacale aveva appena proclamato. Fim, Fiom e Uilm in una nota spiegano di aver dichiarato l’apertura della mobilitazione "in conseguenza della posizione assunta da Federmeccanica e Assistal sugli aspetti retributivi dopo la mancanza di aperture significative sugli aspetti normativi. La crisi del negoziato è stata determinata dalla posizione datoriale che confermava il meccanismo di rivalutazione dei minimi contrattuali solo sulla base dell’IPCA a consuntivo".

"Su salute e sicurezza sul lavoro, formazione, politiche attive e strumenti di gestione della crisi, mercato del lavoro e appalti - continuano Fim, Fiom e Uilm - sono state rappresentate le specifiche e reciproche posizioni, ma non c’è stata mai una vera trattativa con la ricerca di convergenze e aggiustamenti reciproci. Altri temi come inquadramento, orari di lavoro e diritti personali non sono stati neppure affrontati a causa dell’irresponsabile e provocatoria richiesta di non procedere – dopo 11 mesi di negoziato e dopo 9 mesi di vacanza contrattuale – a una prima forma di mobilitazione: lo sciopero delle prestazioni straordinarie e delle flessibilità".

"Già da prima della pandemia la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici era difficile sul piano economico e occupazionale: da un lato i salari più bassi di Europa, che inoltre subiscono un insostenibile prelievo fiscale, dall’altro le tante crisi industriali provocate per lo più dalle scelte delle imprese che volevano e vogliono tutt’ora delocalizzare o far pagare il costo solo ai lavoratori. Anche sullo smart working, che ha aiutato parte delle imprese e parte dei lavoratori a superare la lunga emergenza sanitaria, la posizione della controparte è stata la stessa: nessuna apertura reale al negoziato".

Per Fim, Fiom e Uilm "dopo nove mesi le controparti non possono pensare di eludere il confronto sui temi normativi che rispondono ai bisogni dei lavoratori, di offrire meno di 40 euro di aumento contrattuale - sempre che l’IPCA vada secondo le previsioni - e di pretendere che di fronte a tutto questo non ci sia la mobilitazione per tutelare l’occupazione e difendere il contratto nazionale".

martedì 20 ottobre 2020

Potenza: l’Ugl Fca Security riunisce il direttivo

POTENZA - Presso la sede territoriale Ugl di Potenza in via Mazzini 79, si è riunito il direttivo sindacale dell’Ugl Fca Security. L’assemblea sindacale ha discusso diverse tematiche tra cui, quelle di notevole e diffusa preoccupazione sulle conseguenze di positività al Covid-19 accertati non solo tra i dipendenti della Fca di Melfi ma in tutta la Basilicata. Alla presenza del Segretario dell’Unione territoriale del Lavoro di Potenza, Giuseppe Palumbo, l’incontro è stato aperto e presieduto dal coordinatore dell’Indotto Fca Melfi, Giuseppe Specchio, da Enrica Cannone responsabile settore femminile Fca Security e dal dirigente Adriano Fasanella, con il dibattito che ha visto come oggetto principale il ruolo e dinamiche degli addetti alla sicurezza industriale del sito Fca Melfi.

“Siamo preoccupati per quanto sta accadendo in Regione – ha rimarcato Specchio nel suo intervento -, trentatré dei 1.115 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore in Basilicata sono positivi con i lucani attualmente positivi che sono 610, quelli guariti dall'infezione sono 482, invece 52 le persone ricoverate negli ospedali di Potenza e di Matera. Noi addetti alla Security, svolgiamo un lavoro di alto rischio dove dobbiamo garantire la buona vigilanza sui dipendenti Fca Melfi e sui tanti dell’indotto ad essa collegata. Un lavoro incessante che ci vede quotidianamente a fare termo scanner a circa 15mila dipendenti. Non trascurabile è la nostra incolumità, anche noi siamo padri di famiglia e abbiamo le nostre preoccupazioni. Il problema è che, come sempre accade di fronte a un rischio prevale l’incertezza: ed è con questa incertezza, destabilizzante, certo, ma purtroppo inevitabile che noi della Fca Security dobbiamo imparare a fare i conti. 

Altro punto di discussione del direttivo, è stata l’argomentazione delle prossime elezioni che si terranno nel Plant di Melfi dove – prosegue Specchio – la Ugl è fortemente rappresentativa e presente sulle problematiche dei lavoratori ai quali diamo un costante supporto sui servizi personali ed aziendali essenziali. Abbiamo sollecitato l’azienda affinché riveda la gestione riguardante la normativa del protocollo covid-19, in particolare sull’incentivare la sanificazione dei Gate e delle vetture aziendali. Alla Direzione aziendale Fca Security Melfi (PZ) – concludono Specchio, Fasanella e Cannone -, la Ugl chiede un incontro urgente per una disamina anche sulla turistica, sui carichi di lavoro sulle varie postazioni, sulla mancanza di rotazione a 360° del personale soprattutto sul turno di notte dove maggiore deve essere la vigilanza del cliente Fca, di tutte e altre problematiche poste in essere a difesa della propria incolumità e la sicurezza dello stabilimento Fca Melfi: argomentazioni che si possono tranquillamente discutere in un immediata costituzione del comitato di sicurezza, quale comitato da noi Ugl fortemente richiesto e mai formato”.

mercoledì 14 ottobre 2020

Lavoro e centri per l'impiego: la situazione in Basilicata


POTENZA - “Lavoro 2025” è il titolo del progetto commissionato da un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle ed elaborato dal sociologo del Lavoro Domenico De Masi sulla base di un rigoroso metodo scientifico. La ricerca che è stata condotta inquadra tutte le questioni fondamentali che sono al centro del delicato meccanismo tra la domanda e l’offerta ed è uno strumento indispensabile per poter leggere lo scenario dell’occupazione futura, in quanto fornisce le basi per poter ipotizzare come cambierà il lavoro. Secondo De Masi per progettare qualsiasi politica attiva del lavoro occorre prevederlo. Una lettura indispensabile per capire l’occupazione di domani.

E qui in Basilicata a che punto siamo? Conosciamo la realtà del territorio in modo da poter pianificare gli opportuni interventi?

La legge regionale n. 29 ha istituito nel 1998 il Comitato di Coordinamento Istituzionale per le Politiche del Lavoro, con il compito di rendere effettiva l'integrazione tra i servizi per l'impiego e l'attuazione dello sviluppo delle politiche attive del lavoro e formative. Peccato, però, che, a distanza di 22 anni dall’entrata in vigore della legge n. 29, il Comitato non è attivo e i dati contenuti nel sistema informativo regionale (S.I.R.L.) del lavoro non sono stati elaborati, né aggiornati e messi a disposizione. In poche parole, siamo in presenza di numerosi dati che non sono stati trattati e, quindi, diventa difficile procedere ad una seria programmazione delle misure occorrenti!

Successivamente la Giunta Regionale, con deliberazione n. 1505/2016, ha istituito l’Osservatorio del Mercato del Lavoro Regionale della Basilicata le cui funzioni e compiti avrebbero dovuto riguardare prevalentemente le attività dirette ad assicurare l’analisi delle dinamiche del mercato del lavoro a livello regionale, oltre che il supporto alla progettazione delle politiche attive del lavoro integrate. Tuttavia, spiace dirlo, così non è stato. Infatti, le informazioni utili al monitoraggio del mercato del lavoro e contenute nel sistema applicativo dell’Osservatorio non sono state aggiornate. Il sistema informativo avrebbe potuto costituire una preziosa ‘banca dati’ di informazioni così da disporre di elementi utili sia in termini di programmazione che di analisi dei fenomeni rispetto alla variabile ‘tempo’. Ma si procede a tentoni: la banca dati non è stata periodicamente aggiornata, con l’impossibilità di utilizzare le informazioni e di mappare l’intero territorio regionale. In questo modo diventa difficile veicolare, guidare e migliorare le scelte di politica attiva del lavoro.

La legge regionale n. 9 del 2016 ha istituito l’Agenzia Regionale LAB (Lavoro e Apprendimento in Basilicata), allo scopo di affidare ad un unico soggetto l’attuazione delle politiche in materia di orientamento, formazione, istruzione e lavoro. L’Agenzia ha riunito le due agenzie provinciali APOFIL e AGEFORMA e gli otto Centri per l’Impiego della Basilicata. Un tale trasferimento di risorse umane, dunque, dovrebbe esigere un modello di struttura organizzativa snello ed efficiente. Sappiamo bene, però, che non è stato ancora nominato il direttore generale e che il commissario ad acta, Coronato, ha inteso prorogare fino al 15 gennaio 2021 i contratti di lavoro a tempo determinato, eludendo l’avvio delle procedure di evidenza pubblica. Su questo tema si è pronunciata la Corte dei Conti che ha evidenziato la centralità del ruolo del direttore generale in termini di coordinamento e raccordo ai fini dell’efficiente ed efficace funzionamento della stessa Agenzia. Gli stessi giudici contabili hanno convenuto poi sulla necessità di potenziare i Centri per l’Impiego presenti sul territorio regionale per garantire i servizi essenziali all’utenza, soprattutto in merito all’attuazione del Reddito di Cittadinanza. A tal proposito corre l'obbligo di citare il lavoro curato dall'ex Presidente della sezione di controllo della magistratura contabile della Basilicata, Rosario Scalia, divulgato poco più di un anno fa in occasione di un evento a cui la massima istituzione regionale venne invitata e partecipò con diversi propri rappresentanti. A quanto pare, però, il messaggio non è stato recepito dal governo regionale.


Con l’introduzione del Reddito di Cittadinanza, si è reso necessario un supporto all’organico già in servizio nei Centri per l’Impiego e le strutture regionali che gestiscono anche le pratiche di sostegno al reddito. Il Piano di rafforzamento dei CPI e delle politiche attive del lavoro stabilisce che le Regioni debbano procedere alla pubblicazione di bandi di concorso per il reperimento delle necessarie figure professionali. Il suddetto Piano, però, in Basilicata (dove potrebbero essere assunte 52 unità a tempo indeterminato, così come previsto dal Decreto del Ministero del Lavoro del 22 maggio 2020) non è ancora partito, mentre in alcune regioni, come Veneto, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Campania, Lombardia, Umbria, Sicilia e Puglia, sono state già pubblicate le prime procedure relative al potenziamento degli stessi CPI. In Basilicata si è venuta a creare una situazione di paralisi in cui si rischia di perdere anche le risorse trasferite dal Governo centrale per il miglioramento dei servizi offerti dagli stessi Centri, così come previsto dal  Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 4 del 2018. Un vero pantano in cui affondano gli utenti che, invece, avrebbero bisogno di servizi efficienti per la ricerca di un posto di lavoro e per la formazione e riqualificazione professionale. Appare urgente avviare subito un processo di rafforzamento dei Centri per l’Impiego e una riorganizzazione dei processi di erogazione dei servizi; inoltre, provvedere all’elaborazione e fruizione di tutti i dati del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro affinché possa fornire, in tempo reale, le informazioni utili (numero dei percettori di ammortizzatori sociali, assunzione, trasformazione, cessazione del rapporto di lavoro) a ogni utente.

La maggioranza di centrodestra è totalmente assente su questo delicatissimo tema, e continua a prorogare una nomina fondamentale come quella del Direttore dell’ARLAB, situazione che è stata attenzionata anche al Ministero del Lavoro. Forse, il rimpasto della giunta e la soluzione delle crisi interne ai partiti che sostengono Bardi sono più importanti del presente e del futuro dei cittadini lucani, ripetutamente umiliati.   

martedì 13 ottobre 2020

Festa del cuoco, il Covid promuove chef 2 italiani su 3

(Pixabay)

ROMA - L’emergenza Covid spinge quasi due italiani su 3 (64%) ad improvvisarsi chef tra le mura domestiche per sperimentare vecchie e nuove ricette con un trend in crescita iniziato nella fase più acuta della pandemia. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat in occasione della Festa nazionale del cuoco nel giorno della nascita di San Francesco Caracciolo, Patrono della categoria.

Le misure anti contagio previste dall’ultimo DPCM del Governo – sostiene la Coldiretti – che puntano a potenziare lo smart working e a scoraggiare gli assembramenti fuori dai locali e per strada portano la gente a stare di più a casa con il recupero di riti domestici come il cucinare che diventa oltre che necessità quotidiana anche un momento di aggregazione familiare più sicura di un pasto o di un aperitivo in mezzo a estranei o a persone che vivono fuori dal proprio nucleo domestico.

La preparazione casalinga dei piatti tradizionali in questo periodo è – sostiene la Coldiretti – una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne all’interno delle mura domestiche anche con il coinvolgimento appassionato dei più piccoli. Si è tornati a preparare dolci, pane, pizza e pasta fatta in casa ma anche conserve e marmellate come in passato. Un aiuto in tale direzione è venuto dagli agrichef, i cuochi contadini di Terranostra Campagna Amica, che hanno creato una serie di tutorial e corsi on line su www.campagnamica.it dove vengono spiegati trucchi e segreti della tradizione contadina. Il risultato è un andamento della spesa che non si era mai registrato in passato e dettato soprattutto dall’esigenza di trascorrere più tempo fra le mura domestiche che ha spinto prepotentemente – precisa la Coldiretti – al ritorno del fai da te.

Con il lockdown prima e lo smart working dopo si registra un aumento di 10 miliardi di euro nella spesa alimentare domestica degli italiani nel 2020 per effetto del maggior tempo a casa e in cucina, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea. Si è verificato un aumento del 9,2% del valore dei acquisti alimentari nei primi sei mesi dell’anno secondo un trend positivo che – sottolinea la Coldiretti – ha visto un rallentamento nella seconda parte dell’anno, anche legato all’effetto scorte. Lo smart working – continua la Coldiretti – ha spostato fra le mura domestiche tutti gli intervalli del tradizionale orario di lavoro con la necessità di organizzarsi a casa per i pasti e magari anche per gli aperitivi di fine giornata. Il risultato – precisa la Coldiretti – è stato un +9,4% degli acquisti al dettaglio di vino e del 16,2% per la birra, ma anche dei salumi che crescono del 10,2% e dei formaggi per cui si segnala un incremento del 12,5%.

Crescita boom per le uova – continua la Coldiretti – che segnano un +22% mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del 59% per effetto della tendenza degli italiani a sbizzarrirsi preparando pasta, torte, pizze e biscotti. Nel primo semestre volano anche frutta e verdura con aumenti rispettivamente dell’11,1% e 12,2% ma anche le carni fresche (+10,5%), con pollo e maiale tra i più gettonati, rispetto al primo semestre 2019. Bene anche l’olio extravergine d’oliva che – continua la Coldiretti – fa registrare un aumento del 9,5%, il latte (+7,9%), la pasta (+12,5%) e il riso (+16%).

A livello generale l’aumento degli acquisti domestici – continua la Coldiretti – non è bastato però a compensare all’interno delle filiere produttive il crollo dei consumi alimentari fuori casa in bar, ristoranti e pizzerie dove la spesa registra nel 2020 un drammatico calo per un valore di 34 miliardi di euro, per effetto delle città svuotate da turisti e lavoratori. Una drastica riduzione dell’attività che – conclude la Coldiretti – pesa sulla vendita complessiva di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

martedì 29 settembre 2020

Irccs Rionero, Fials segnala la cronica carenza di personale infermieristico e di Oss nell’Istituto


RIONERO - La Fials «intende segnalare la cronica carenza di personale infermieristico e OSS presso i reparti e servizi dell’Istituto. Il Direttore Generale dell’IRCCS, di recente nomina, certamente non è imputabile e responsabile dell’attuale situazione. Però purtroppo, spiace sottolineare, che dopo molteplici e ripetute rivendicazioni nelle sedi di confronto sindacale, nonostanti le pressanti segnalazioni e richieste presentate, la situazione non è migliorata ma si acuisce sempre più. E’ evidente che la carenza di personale più volte denunciata e mai recepita nella sua complessità, determina, quotidianamente, serie difficoltà e disagi. In proposito, si sottolinea che la tale carenza rende estremamente difficoltosa la programmazione dei turni di lavoro e, alle volte, comporta la chiamata in servizio del personale nei giorni di riposo. Di conseguenza gli infermieri e gli OSS, oberati da eccessivi carichi di lavoro, operano in condizioni difficili con turni che, talvolta, non garantiscono l’adeguato recupero psicofisico, con riposi e ferie non godute. Ci segnalano che in alcuni reparti gli infermieri non usufruiscono del riposo dopo due turni notturni consecutivi. La carenza di Infermieri rende difficoltoso agli stessi il legittimo godimento dei diritti normativamente e contrattualmente statuiti come il diritto alle ferie, ai festivi e di altri importanti istituti contrattuali e costringe il personale a un surplus di lavoro, con il ricorso a straordinari e doppi turni, con centinaia di ore accumulate, non pagate e non recuperate». Secondo la Fials, a questo punto va quindi adeguatamente evidenziato che questa situazione sta motivatamente mettendo a dura prova la resistenza degli infermieri e genera un chiaro rischio per la salute degli stessi e dei pazienti e, nonostante l’impegno sempre profuso, è sempre più difficile per gli infermieri e gli OSS coprire i turni e garantire l’assistenza in sicurezza. E’ evidente che un rapporto infermieri/pazienti insufficiente si rifletta negativamente sui malati e sugli stessi infermieri, esposti a un rischio superiore di stress psico-fisico. «Per quanto esposto – conclude la nota del sindacato – si chiede pertanto di provvedere celermente ad assicurare personale infermieristico e OSS».

lunedì 28 settembre 2020

Covid-19, Gambardella: "Regione apra confronto con parti sociali"


ROMA - "La risalita attuale della curva epidemica, peraltro ampiamente prevedibile visto il generale allentamento delle misure di contenimento durante l'estate, impone l'adozione preventiva di un piano strutturato di gestione di una eventuale, speriamo improbabile, nuova fase di emergenza onde evitare la paralisi del sistema sanitario come avvenuto nella scorsa primavera". È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata Enrico Gambardella secondo cui "tale piano dovrebbe innanzitutto intervenire sulle fasce sociali di maggiore vulnerabilità, come gli anziani e le persone affette da patologie croniche, ovvero quelle maggiormente esposte alle forme più severe e potenzialmente letali di contagio".

"Occorre in altri termini individuare e correggere tutte le criticità che si sono evidenziate nella rete di protezione socio-sanitaria con nuovi e più aggiornati protocolli e un potenziato sistema di monitoraggio e sorveglianza, in particolare per le Rsa, in grado di intervenire in maniera più tempestiva e puntuale. Se durante la fase acuta dell'emergenza degli scorsi mesi abbiamo accettato la scusante della impreparazione al cospetto di un virus dalla dinamica allora ancora sconosciuta, oggi farsi trovare impreparati sarebbe un atto del tutto ingiustificabile".

"Purtroppo, dobbiamo prendere atto che un'intera estate è trascorsa senza che il governo regionale sentisse l'esigenza di attivare un confronto con le parti sociali su come affrontare un'eventuale recrudescenza dei contagi, con particolare riferimento alle categorie di persone che durante la prima ondata hanno sofferto maggiormente. Poco o nulla è stato fatto per definire un piano d'azione fondato sulla individuazione delle strutture idonee a insediare dei Covid Hospital, adiacenti ma ben distinti dalle strutture ospedaliere, con lo scopo di evitare la paralisi di tutto il sistema sanitario. Registriamo una analoga stagnazione sul fronte degli interventi sulle strutture sanitarie periferiche, dopo l’acceso dibattito che aveva individuato nel potenziamento della sanità di prossimità la soluzione per ridurre il numero dei ricoveri ospedalieri. La rinuncia obbligata alle cure che si determinata per effetto della pandemia e la disorganizzazione del sistema potrebbero determinare danni e costi umani ancor più gravi del Coronavirus. La nostra richiesta è che, memori della lezione del passato, il governo regionale voglia cambiare registro, innanzitutto aprendo un vero confronto con le organizzazioni sindacali".

sabato 26 settembre 2020

Basilicata: diritto allo studio, Macchia (CISL), "Stanziare nuove risorse per gli universitari fuori sede"


MATERA - Stanziare nuove risorse per il sostegno agli studenti universitari fuori sede. A chiederlo è il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Gennarino Macchia, secondo cui "le risorse stanziate dalla Regione per la misura, pari a 1,8 milioni di euro, coprono a mala pena la metà delle oltre 4 mila domande presentate". Il sindacalista, in una lettera inviata all'assessore regionale Cupparo, evidenzia che "la misura, pur avendo il meritevole obiettivo di supportare le famiglie per il pagamento dei canoni di locazione dei propri figli iscritti alle università, ha centrato solo in parte l'obiettivo giacché le risorse stanziate, rivenienti dal PO FSE 2014-2020, si sono rilevate insufficienti a coprire il fabbisogno".

"Motivo per cui - continua Macchia - sollecitiamo la Regione a destinare risorse aggiuntive rispetto a quelle stanziate poiché riteniamo che in un periodo di disagio economico generalizzato non vorremmo che gli studenti più fragili economicamente vedano aumentate le proprie difficoltà a proseguire gli studi. Crediamo che il diritto allo studio sia da difendere a tutti i costi perché solo consentendo l’accesso più diffuso possibile alla formazione possiamo riattivare virtuosamente nel nostro paese quell'ascensore sociale che da troppo è bloccato da politiche scellerate che hanno tagliato le risorse in un campo nevralgico per il futuro del nostro sistema economico quale è quello dell'istruzione e dell'università".

martedì 22 settembre 2020

Imparare lavorando in Basilicata si può!


POTENZA - Il 1 settembre 2020 la Regione Basilicata ha pubblicato la Determinazione Dirigenziale n. 931 del 23 luglio 2020 recante i progetti approvati in attuazione della sperimentazione del sistema duale - Annualità 2020/2021.

È ampliamente noto come la disoccupazione giovanile in Basilicata mantenga ancora livelli troppo alti. Le imprese quand'anche abbiano necessità di assumere, difficilmente trovano lavoratori con le necessarie competenze. In tale contesto, appare difficile l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, pertanto la sperimentazione di un nuovo modello formativo cd. sistema duale diventa d’obbligo.

Quando si parla di formazione duale si fa riferimento al modello di formazione professionale alternata fra scuola e lavoro che vede le istituzioni formative e i datori di lavoro fianco a fianco nel processo formativo. Il sistema duale attualmente in sperimentazione trova nelle riforme del mercato del lavoro e della scuola le indicazioni per "educare i giovani al lavoro".

Educare una persona al lavoro, infatti, richiede il concorso di tutte le "forze buone" della società, per
generare insieme un modello di sistema dal grande valore etico e sociale.

Agevolare le transizioni e ridurre il divario in termini di competenze tra scuola ed impresa sono infatti temi all'ordine del giorno e sull'agenda politica della Regione Basilicata.

I percorsi duali, mutuati dalla cultura tedesca​ e diffusi in molti altri Paesi del Nord Europa, rappresentano un’occasione inedita per l'Italia e la Basilicata, in quanto concepiscono l'ambito dell'impresa e quello del lavoro come un "bacino culturale" ricco di sfide e significati, cogestito insieme, nel quale attuare percorsi educativi in grado di formare il futuro professionista e cittadino. Al centro di tale esperienza vi è il giovane, la sua persona e la capacità di assumere autonomamente l'iniziativa a fronte delle opportunità che gli vengono proposte dall'alleanza tra il centro di formazione e l'azienda.

In tutto ciò credono i tre Enti di Formazione Professionale: ” Risorse s.r.l.”, “ForCopim” e “Formapi s.r.l. consortile” i quali hanno presentato i seguenti progetti formativi: TECNICO DEI SERVIZI DI PROMOZIONE ED ACCOGLIENZA; TECNICO PER L'AUTOMAZIONE INDUSTRIALE; TECNICO DEGLI IMPIANTI TERMICI.

I requisiti per partecipare alla selezione sono:
– possesso di una qualifica a seguito di un percorso triennale di leFP, coerente con il percorso di quarto
anno;
– non aver compiuto 25 anni di età alla data dell’avvio dell’attività formativa;
– residenza nella regione Basilicata.

I percorsi di istruzione e formazione professionale triennale (IeFP) aventi come destinatari i giovani
residenti in Basilicata sono gratuiti e dalla durata di 990 ore annue.

È prevista, inoltre, una indennità di frequenza pari a € 750,00 per ogni allievo al conseguimento del titolo di diploma professionale di tecnico leFP. Ogni singolo avviso di reclutamento è rivolto ad un massimo di 15 allievi.

La domanda di iscrizione dovrà essere presentata entro le ore 12,00 del giorno 30 settembre 2020.

Le modalità e i termini di partecipazione sono riportati nei bandi scaricabili da: www.forcopim.com;
www.risorse.web.it; https://formapi.confapimatera.it/. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il
numero: 0971 34692 o scrivere all’indirizzo: formazionedualebasilicata@gmail.com.
Ricorda: imparare lavorando in Basilicata è possibile!

sabato 12 settembre 2020

Fca Melfi, Ugl: ”Novità lavorative per settembre”

POTENZA - Giuseppe Palumbo, segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici di Potenza e Costanzo Florence, Segretaria Regionale Ugl Basilicata Metalmeccanici fanno sapere che si è tenuto un'incontro tra la Direzione Aziendale FCA e il comitato esecutivo di stabilimento. E’ stato esposto e modificato il calendario lavorativo per il mese in corso, ciò per far fronte all'attuale incremento degli ordini con ulteriori giornate di straordinario. Viene così programmato:

LINEA 1 ( Compass/ Phev ) per il mese di Settembre ci saranno ulteriori turni di lavoro straordinario nelle giornate 19 e 26 Settembre sul 2° Turno.

LINEA 2 ( Jeep Renegade e 500 X ) oltre alle domeniche di 2° Turno del 13 e 27 Settembre gia' comunicate in precedenza, sarà lavorativa anche Domenica 20 Settembre sul 2° Turno Sq C.

Andiamo a garantire la tenuta occupazionale e la produzione nella nostra Regione senza dare alibi a nessuno di poter minimamente pensare di dover mettere a rischio un solo posto di lavoro.

L’Ugl è l’altro sindacato, è il sindacato del fare: non facciamo proclami di ‘facciata’ – proseguono Costanzo e Palumbo -, abbiamo a volte sottoscritto anche accordi impopolari ma sempre nella coerenza e difesa del territorio e occupazione.

L’urgenza e priorità, considerata l'eccezionalità del momento, per l’Ugl è da complimentarsi con la Direzione poiché ha rispettato i lavoratori e gli obiettivi di produzione del settore automobilistico in essere soprattutto, per il nostro sito Fca Melfi.

Serve che il Governo elargisca immediatamente liquidità, che consenta al comparto dell'automotive il rilancio della produzione e del mercato, così da fare, ancora una volta – concludono i sindacalisti - , da traino per la ripresa dell'intero sistema economico: ricordiamo che la serietà di Fca, se pur in un momento drammatico mondiale delle pandemia, con il supporto dell’Ugl, sindacato partecipativo, prosegue spietatamente nella produzione relativamente allo stabilimento di Melfi”.

venerdì 11 settembre 2020

Messaggio dell’Ugl di Matera al nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri


MATERA - “L’esperienza del nuovo Comandante dei Carabinieri della Provincia di Matera, Tenente Colonnello Nicola Roberto Lerario, maturata in carriera dove è stato per 4 anni ufficiale addetto presso lo Shape, il Comando delle forze Nato in Europa, durante i quali ha messo la sua professionalità al servizio di vari settori, sarà un prezioso contributo per la città di Matera e la sua provincia”.

Lo ha detto, in una nota, il Segretario Provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano, porgendo a nome di tutta l’organizzazione sindacale “gli auguri di buon lavoro al nuovo Comandante di Matera”.

“Un caloroso benvenuto, siamo certi che, attraverso la grande esperienza accumulata in questi anni anche a livello internazionale, l’ufficiale Lerario saprà portare avanti l’eccellente lavoro che gli uomini della Benemerita hanno condotto in questi anni sul nostro territorio materano, al servizio del cittadino e nella strenua lotta quotidiana per il contrasto alla criminalità organizzata. Al Colonnello dell’Arma della nostra Provincia vanno i migliori auguri - aggiunge Giordano -, assicuriamo la completa disponibilità dell’Ugl a collaborare, nell'interesse di tutti i lavoratori e cittadini che come organizzazione sindacale rappresentiamo. Le nostre congratulazioni Ugl Matera anche al Tenente Colonnello Samuele Sighinolfi che dopo tre anni trascorsi al Comando dei Carabinieri della Provincia di Matera, ha lasciato la città dei Sassi per trasferirsi a Vibo Valentia dove comanderà il 14° Battaglione ‘Calabria’”.

giovedì 10 settembre 2020

La Copagri sul Patto per l’Export

 
POTENZA -  “Con il ‘Patto per l’Export’, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato alla Farnesina dopo un intenso percorso di ascolto coordinato dal medesimo dicastero, si indica con chiarezza a tutto il tessuto produttivo del Paese che l’internazionalizzazione è la strada maestra da seguire per superare la grave crisi economica causata dalla pandemia del Coronavirus”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, in occasione della tappa romana del roadshow “Il Patto per l’Export. Strumenti e opportunità per le PMI”, che si tiene oggi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

“Un intervento che vada in questa direzione è di fondamentale importanza, da un lato, per favorire tutte le realtà produttive, vera e propria spina dorsale del Paese, che con il loro lavoro vanno quotidianamente a innescare circoli virtuosi di crescita e di sviluppo dei territori e delle loro economie; una simile iniziativa, dall’altro lato, va a stimolare la crescita e lo sviluppo di tutte le aziende che non hanno ancora affrontato la sfida dei mercati esteri o che si trovano in aree del Paese dove la propensione all’export è meno spiccata, osserva il presidente, ricordando che l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL.

“Condividiamo molti dei punti delineati nel Patto per l’Export, che accoglie diverse nostre proposte, ma soprattutto lo spirito che lo anima, in base al quale si cerca di guardare alla fase post-Coronavirus come un’opportunità di crescita, di consolidamento e di sviluppo. Nel testo, infatti, trovano spazio numerosi elementi che dimostrano come si stia finalmente cominciando a comprendere la strategicità del primario, quali un forte investimento per la comunicazione e la promozione all’estero delle filiere e delle specialità agroalimentari, il rafforzamento dell’eCommerce e della partecipazione delle PMI al sistema fieristico, ma anche il potenziamento delle misure in favore dell’imprenditoria giovanile”, ricorda Verrascina.

“Molto promettenti sono poi le azioni individuate per contribuire a conquistare nuovi mercati, che mirano al contempo a difendere e promuovere quelli storici; in questa ottica guardiamo con favore alla creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e all’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, conclude il presidente della Copagri.

venerdì 4 settembre 2020

L'Alleanza delle cooperative sociali sull'approvazione accreditamento strutture sociosanitarie


POTENZA - L’Alleanza delle cooperative sociali della Basilicata esprime apprezzamento per l’approvazione, da parte della quarta Commissione consliliare regionale, del manuale di accreditamento delle strutture sociosanitarie. L’atto colma un ritardo ventennale, allineando la Basilicata alle altre regioni italiane che hanno da tempo adottato il sistema di accreditamento in ottemperanza al decreto legislativo n. 502/1992, e rappresenta la fine di un percorso che ha visto la Regione approvare, nell’arco di pochi mesi, il manuale di accreditamento prima in Giunta, con deliberazione n. 170 del 12 marzo 2020, e ieri in quarta Commissione.

Le cooperative sociali già operanti hanno nel frattempo provveduto, come previsto, a inoltrare agli uffici regionali competenti richiesta di rinnovo di autorizzazione. “Siamo pertanto in procinto di qualificare un sistema fondamentale della sanità lucana – dichiara il coordinatore dell’Alleanza delle cooperative sociali Basilicata, Giuseppe Salluce – superando una fase di incertezza e di precarietà sia nella qualità delle prestazioni dirette ai cittadini, sia per gli stessi soggetti erogatori”. L’accreditamento istituzionale rappresenta una modalità qualificante di affidamento dei servizi: al pari delle certificazioni di qualità, garantisce il miglioramento continuo delle prestazioni e maggiori garanzie per l’utenza perché è centrato su standard misurabili e controllabili, sottoposti a costante verifica. L’accreditamento risponde inoltre a criteri di economicità per la pubblica amministrazione rispetto alle procedure di gara.

“Siamo certi che la Regione renderà operativo in tempi brevi l’accreditamento istituzionale – conclude Salluce – per garantire risposte sempre più adeguate ai cittadini per una sanità moderna, efficace ed efficiente”.

giovedì 3 settembre 2020

A Marsico Nuovo (Pz) si svolgerà un concorso pubblico


MARSICO NUOVO - A Marsico Nuovo (PZ) ci sarà un Concorso Pubblico, per soli esami, per la copertura di:

n. 2 Posti nel profilo di “Istruttore Contabile" - Categoria C1 del vigente CCNL delle Funzioni Locali a tempo pieno ed indeterminato

n. 1 posto nel profilo di “Istruttore Direttivo Amministrativo” - Categoria D1 del vigente CCNL delle Funzioni Locali a tempo pieno ed indeterminato

n. 3 posti nel profilo di “Istruttore Amministrativo" - Categoria C1 - a tempo pieno ed indeterminato, di cui n. 1 posto con diritto di riserva a favore delle FF.AA. ai sensi degli artt. n. 1014 e 678 del D. Lgs. n. 66/2010

Link:

Scarica documento: Copertura di n. 1 posto di “Istruttore Direttivo Amministrativo” - Candidati ammessi al concorso
Scarica documento: """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""”""""" - Data di svolgimento delle prove di concorso

Iscrizione on line per partecipazione al concorso

https://www.gestioneconcorsipubblici.it/marsiconuovo

Bandi di concorso

http://www.comune.marsiconuovo.pz.it/it-it/amministrazione/atti-pubblicazioni/bandi-di-concorso

martedì 1 settembre 2020

Acciaieria Jindal, Ugl :”A Piombino tutto tace”


“Nell’ultimo incontro svoltosi in video call organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico tra direzione aziendale Jindal e le organizzazioni sindacali Nazionali e Territoriali, nonostante anche all’ora l’azienda non presentò nessun nuovo piano industriale chiedendo ancora altri 15 giorni, ad oggi trascorsi abbondantemente tre mesi, non si registra nessuna novità in merito.

Riteniamo che il tempo sia scaduto, ravvediamo incapacità operativa sia del Governo che della Jindal mentre come a Taranto anche a Piombino susseguono ed evidenziamo eventi e seri problemi legati alla sicurezza dei lavoratori”.

Dura è la presa di posizione del Segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera e di Daniele Francescangeli, Vice Segretario Nazionale con delega alla siderurgia per i quali, “ad oggi solo numeri su contenziosi tra vecchia e nuova proprietà ma di piani industriali, neppure l’ombra. 

Non vogliamo e non saremo noi dell’Ugl a creare allarmismi, ci sembrerebbe che il gruppo Jsw non cerchi di onorare accordi presi e per Piombino non ci sia nessun forno elettrico e nessuna produzione di acciaio.

Se pur il Governo ha ribadito nei vari incontri e interlocuzioni con la proprietà, dava la disponibilità impegnandosi con partecipazioni sia economici che logistici per il rilancio delle acciaierie di Piombino – aggiungono Spera e Francescangeli -, per l’Ugl sembrerebbe un film già visto, purtroppo: solo un cieco non può subdolare quanto sarebbero inquietanti le varie nomine per le acquisizioni e interessi per le varie acciaierie italiane.

Le Istituzioni non hanno fatto e continuano a non fare nulla – tuonano forte e chiaro i sindacalisti -, abbiamo solo assistito a vari contenziosi di Jindal che mentre si affrontasse la problematica su Piombino aveva il pensiero all’acquisizione dell’Ilva di Taranto; complici dell’affare, i Governi di centro sinistra, con gli indiani i quali non mantenendo impegni e accordi di programma, mettono in repentaglio il futuro occupazionale di circa 2000 dipendenti tra acciaieria e indotto.

Per tali dipendenti, ancora oggi regge il sistema economico di sussidiarietà ma non sappiamo ancora per quando mentre, gli indiani finiranno per prosciugare la nostra nazione, proseguiranno andando avanti come carri armati per i loro affari, all’Italia non resterà che inginocchiarsi restando orfana del sistema e produzione acciaio: nella totale e indifferenza delle Istituzioni dove del resto regna il solo condizionamento di dichiarazioni e proclami.

Dal 2018, l’acciaieria di Piombino è di Jindal e comunque ancora il sito è attivo.

Riteniamo che un atteggiamento dubbioso sul futuro è irresponsabile e non corretto nei confronti del territorio e delle maestranze, perché si continua a produrre e non far conoscere anche dati importanti, come i piani produttivi futuri: ovviamente generano anche una forte incertezza rispetto a possibili stop impiantistici che metterebbero in rischio anche la stessa incolumità dei dipendenti nel fornire assistenza e manutenzione.

L’Ugl chiede un incontro urgente con il Governo e Jindal, sosterremo che il proseguo di tali atteggiamenti aziendali, nonché di queste modalità di gestione e relazionali, non fa altro che alimentare preoccupazioni, dubbi ed incertezze tra i lavoratori generando un clima lavorativo caratterizzato da diffidenza e non serenità nelle attività quotidiane.

Riteniamo - concludono Spera e Francescangeli - che i lavoratori di Piombino meritino altri atteggiamenti, comportamenti più seri e coerenti da parte dell’attuale management”.