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giovedì 14 marzo 2019

Sciopero generale dei lavoratori delle costruzioni


POTENZA - Ieri a Potenza i segretari regionali di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil, Michele La Torre, Michele Palma e Carmine Lombardi, hanno illustrato in conferenza stampa le motivazioni delle sciopero generale di otto ore dei lavoratori delle costruzioni che si terrà domani, 15 marzo, in tutta Italia. A fermarsi sarà l’intera filiera del comparto: cantieri edili, fabbriche del legno e dell’arredo, cave e fornaci, cementifici che danno lavoro a circa 15 mila addetti in tutta la regione, “5 mila in meno rispetto al periodo pre-crisi”, hanno denunciato le organizzazioni sindacali. Alla manifestazione nazionale che si terrà, sempre domani, in Piazza del Popolo, a Roma, sono attesi circa 300 lavoratori lucani del settore che raggiungeranno la capitale a bordo dei pullman messi a disposizione per l’occasione da Filca, Fillea e Feneal.

“Per rilanciare il Paese occorre una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera delle costruzioni”, è il messaggio dei sindacati alla vigilia dello sciopero. Primo destinatario: il governo nazionale. Urgente, per le federazioni degli edili di Cgil, Cisl e Uil, la creazione di una cabina di regia a Palazzo Chigi “per affrontare la più grave crisi che ha colpito il settore dal dopoguerra ad oggi e per dare una risposta alle oltre 600 mila persone che hanno perso il lavoro e al milione che rischia di perderlo”.

Tra le misure suggerite da Filca, Fillea e Feneal: un fondo nazionale di garanzia per aiutare le imprese in difficoltà; lo sblocco delle grandi opere da Nord a Sud; un piano straordinario per la messa in sicurezza di territori, strade e ponti; il riordino degli incentivi per le ristrutturazioni, l’adeguamento anti-sismico e il miglioramento energetico degli edifici. I sindacati di categoria rivendicano, infine, una sburocratizzazione mirata di diversi passaggi del codice degli appalti, ma “senza ridurre tutele e diritti e senza tornare alla liberalizzazione dei sub-appalti o al massimo ribasso”.

Nel corso della conferenza stampa, i leader regionali di Filca, Fillea e Feneal, La Torre, Palma e Lombardi, hanno anche presentato un breve dossier sullo stato di avanzamento delle principali opere pubbliche che interessano la regione, aggiornato a fine 2018. Quello che emerge è un vero e proprio itinerario nell’incompiuto: si va dal raccordo autostradale Sicignano-Potenza alla statale Basentana che (insieme) rappresentano il principale asse stradale della Basilicata; si riparte dalla Potenza-Melfi (una delle arterie stradali più pericolose d’Italia) e si arriva al cosiddetto Distretto G dello schema idrico Basento-Bradano (fermo nelle sabbie mobili della burocrazia e dei contenziosi), passando (si fa per dire) per la Bradanica, opera completa al 95 per cento per la quale è in corso “la verifica della perizia di variante” sull’ultimo viadotto. Infine, le ferrovie: quelle che ci sono e vanno ammodernate come la linea Potenza-Battipaglia e quelle che sono ancora nel libro dei sogni come la Ferrandina-Matera.

Non a caso Cgil, Cisl e Uil nel documento programmatico inviato ai candidati alle elezioni regionali del 24 marzo parlano di “moltitudine di opere pubbliche bloccate o che si trascinano lentamente verso un approdo che appare sempre sfuggente, in particolare nel settore delle infrastrutture di trasporto in cui la Basilicata conta un non invidiabile primato di arretratezza”. Opere che, se sbloccate, è la convinzione dei sindacati di categoria, potrebbero creare migliaia di posti di lavoro aggiuntivi.

mercoledì 13 marzo 2019

Sciopero generale dei lavoratori delle costruzioni: conferenza di Filca, Fillea e Feneal


POTENZA - Oggi, 14 marzo, alle 10, nella salla conferenze dell'Efmea, a Potenza, in Via dell'Edilizia, si terrà una conferenza stampa dei segretari di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil, Michele La Torre, Michele Palma e Carmine Lombardi, per illustrare la piattaforma di rivendicazioni alla base dello sciopero generale di otto ore del settore delle costruzioni in programma venerdì 15 marzo. Nel corso della conferenza stampa i tre leader sindacali illustreranno anche le proposte ai candidati alle elezioni regionali per il rilancio del settore in Basilicata.

domenica 10 marzo 2019

Mattia: 60 mila posti di lavoro in 10 anni, spiego di nuovo come


POTENZA - La vecchia politica e i candidati di Berlusconi e della Lega parlano a vanvera della Basilicata. Gran parte della stampa lucana, quella collusa e complice, li asseconda e non spiega ai cittadini che centrodestra e centrosinistra non hanno alcun programma e che vogliono solo mettere le mani sul petrolio e sugli affari delle trivellazioni. Inoltre vogliono proteggere le poltrone, gli stipendi d'oro e i privilegi di pochi.

Il M5S ha un programma studiato per mesi. Un programma di vero cambiamento basato su studi, analisi e progetti reali e fattibili pronti per essere realizzati da esperti, manager e tecnici di rilievo nazionale e internazionale.

Alla base di tutto c'è un preciso piano di sviluppo economico che prevede in 10 anni oltre 60 mila posti di lavoro in Basilicata e nelle aree limitrofe regionali confinanti. Sfidiamo chiunque a metterlo in discussione.

La vecchia politica dice sempre le stesse cose e racconta ipotesi di programma basate sul nulla, sulle royalties del petrolio o su schemi triti e ritriti per continuare a mantenere i lucani poveri e subalterni. A loro non interessa che la regione stia morendo con lo spopolamento, loro sono collusi con chi vuole lasciarla agli affaristi delle discariche, dei rifiuti e dell'illegalità. Loro pensano alle clientele, alle beghe localistiche, agli interessi di pochi contro la stragrande maggioranza dei lucani perbene.

Il M5S, invece, vuole dare una scossa e una svolta a tutto il sistema Basilicata e quindi propone a tutta l'Italia e a tutto il Sud un piano di sviluppo unico, mai pensato prima. Un piano che può cambiare il corso della storia della Basilicata e del Mezzogiorno.

Che cosa bisogna fare? Concentrare nel centro fisico, la Basilicata, infrastrutture strategiche e farlo diventare piattaforma logistica dell’intero Sud peninsulare. E’ urgente che il centro del Sud da deserto infrastrutturale diventi giardino della logistica integrata.

Si crea così una nuova centralità e un nuovo polo di sviluppo. Un incremento strutturale di Pil di 40 miliardi sembra persino modesto rispetto ai traffici e ai commerci in essere e futuri con la Cina e con gli altri Paesi asiatici e del Mediterraneo. 40 miliardi rappresentano il 15% del Pil del Mezzogiorno e significa 500 mila nuovi posti di lavoro il tutto il Sud.

Le sole infrastrutture, come spiegato nel programma, a costo limitato per le finanze pubbliche, possono portare, con i moltiplicatori usuali, dai 10 ai 30 miliardi di Pil.

Il Pil lucano è estremamente modesto (circa 11 miliardi di euro) e l’impatto percentuale dell’incremento del Pil potrebbe essere talmente significativo (raddoppio in 5 anni) da costituire da stimolo, esempio e traino per tutto il Sud. Questo vale anche sul fronte dell’occupazione dove si può prevedere uno sviluppo occupazionale tale da allineare le performance della regione a quelli del Nord dell’Italia. Il raddoppio del Pil vale almeno tutto il gap di occupati che la Basilicata ha con la Germania, 90 mila posti di lavoro.

E’ evidente che le infrastrutture per lo sviluppo richiedono tempi certi di realizzazione, circa 4 anni.

Dove prendiamo i soldi? In Basilicata sperimenteremo la formula dei Fondi di investimento alternativi (Fia) che, sollecitati da Società di gestione del risparmio finanzino le nostre infrastrutture con un rendimento garantito. Questa formula, seppure nota, non è ancora stata utilizzata in Italia. La Basilicata sarà la prima ad applicare questa forma di investimento.

I dettagli di tutto il piano di sviluppo sono pubblicati nella sezione programma del sito: www.antoniomattia.it

venerdì 8 marzo 2019

Invitalia: mille imprese femminili finanziate in un anno


POTENZA - Imprenditorialità femminile? Un obiettivo realizzabile. Valorizzare il potenziale delle donne per favorire il loro inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro con un’attività imprenditoriale: tutto questo è possibile, come dimostrano i dati di Invitalia nell’ultimo anno.

Sono 998 le imprese femminili - pari al 36% del totale - finanziate nel 2018 da Invitalia, che ha concesso agevolazioni per 38 milioni di euro, attivando investimenti per 67 milioni. Si conferma quindi la percentuale storicamente alta di donne tra i destinatari degli incentivi dell’Agenzia: Resto al Sud, Nuove imprese a tasso zero, Smart&Start Italia, SelfiEmployment e Cultura Crea.

Il 95% delle imprenditrici finanziate ha meno di 36 anni e il 91% risiede nelle regioni del Sud. In particolare, il 48% delle imprese agevolate proviene dalla Campania, seguita da Calabria con il 17% e Sicilia con il 14%.

L’80% delle donne che ha realizzato la propria idea d’impresa ha un laurea o diploma di scuola superiore e il 77% era disoccupato o inoccupato. Per crearsi un lavoro hanno scelto di essere sostenute da Invitalia in un percorso che le ha accompagnate passo dopo passo: dalla riscoperta delle proprie risorse fino all’elaborazione di idee di business, passando per l’accrescimento di conoscenze specifiche per la gestione del ruolo imprenditoriale.

Il settore turistico-culturale ha raccolto il maggior numero di progetti realizzati, oltre il 41%. Seguono i servizi alla persona (30%) e le attività manifatturiere e artigianali (14%).

Tra gli incentivi, spicca il dato di “Nuove imprese a tasso zero” che ha registrato quasi il 60% delle iniziative al femminile. Significative anche le percentuali di SelfiEmployment (42%) e Resto al Sud (36%). E non è un caso: molti degli incentivi gestiti da Invitalia prevedono premialità in favore dei team imprenditoriali femminili come, ad esempio, l’innalzamento della copertura dell’investimento.

Brianza Plastica, incontro a Matera. Femca Cisl contro i licenziamenti


A Matera, nella sede di Confindustria, alle 11, si terrà un incontro sull'avvio delle procedure di licenziamento alla Brianza Plastica. Per il segretario della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, "sono una decina gli esuberi comunicati dall'azienda". Prospettiva fortemente osteggiata dal sindacalista che torna a sollecitare la convocazione di un tavolo di crisi al ministero dello sviluppo economico con l'obiettivo della proroga di un anno del contratto di solidarietà. "In Basilicata non possiamo permetterci di perdere nemmeno un posto di lavoro", commenta il segretario della Femca. "Da Brianza Plastica vogliamo un serio piano di rilancio dello stabilimento lucano e una diversificazione della produzione, non tagli al personale che in una regione come la Basilicata equivalgono ad una condanna".

martedì 5 marzo 2019

Leggieri (M5S): "Vertenza CallMat, ancora poca chiarezza sul futuro dei circa 400 lavoratori"


POTENZA - Come denunciato da quasi due mesi fa la situazione dei lavoratori della CallMat di Matera, la più grande azienda di telecomunicazioni presente in Basilicata, si fa sempre meno chiara. Ci troviamo di fronte alla mancanza di certezza sul futuro lavorativo di tantissime persone che finora non hanno avuto dall’azienda nessuna rassicurazione su quello che succederà dopo il 31 marzo 2019 quando scadrà la mono-commessa Tim.

Nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta ai lavoratori né dalla dirigenza né da parte delle RSU. Cresce sempre di più la preoccupazione per il futuro e la tenuta occupazionale dei circa 400 dipendenti CallMat, più della metà assunti con contratto di apprendistato.

Il clima di incertezza sul futuro di migliaia di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie è man mano andato crescendo. La CallMat s.r.l. deve assolutamente fare chiarezza circa l’eventuale proroga della mono-commessa Tim.

La Regione Basilicata non ha risposto alla mia richiesta relativa alla convocazione immediata di un tavolo con l’azienda e i rappresentanti sindacali per impedire perdite di posti di lavoro.

Alla luce dell'incontro tenutosi in regione nel mese febbraio con l'Unione Sindacale di Base e con la rappresentanza aziendale USB in CallMat, in cui si è palesata da parte di una delegazione di lavoratori materani la legittima preoccupazione rispetto al loro futuro lavorativo, ho ritenuto non più rinviabile un confronto con l'azienda, a cui ho chiesto formalmente un incontro per discutere del futuro dei lavoratori.

Alle stesso tempo ho provveduto a inviare un dossier su questa vicenda sia alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sia al Ministero dello Sviluppo Economico. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

giovedì 28 febbraio 2019

Industria Italiana Autobus, Spera (Ugl):“Bene il piano industriale ma fare presto”

ROMA - “Bene la presentazione del piano industriale, ma occorre intervenire in tempi brevi, da troppo tempo centinaia di famiglie e tutto il territorio, in particolare Irpino, hanno assistito inermi a una desertificazione industriale e sociale in attesa di risposte concrete”.
Lo dichiara il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, presente all’incontro al Mise per la presentazione del nuovo piano Industriale 2019 / 2021 insieme al segretario provinciale Ugl Metalmeccanici di Avellino, Ettore Iacovacci, al coordinatore provinciale, Michele Abruzzese, e presieduto dal vice capo gabinetto del ministero, Giorgio Sorial.

“Un incontro – sottolinea Spera – tanto atteso per la reindustrializzazione dei due poli produttivi di Autobus di Flumeri e Bologna. L’azienda ha comunicato la composizione della nuova compagine societaria, composta da Invitalia con il 42,72%, Leonardo con il 28,65% e la turca Karsan con il 28,59%, mentre da un punto di vista industriale a Flumeri, in provincia di Avellino, saranno realizzate due nuove linee di produzione, la prima completamente elettrica, la seconda Diesel. Sarà costituito inoltre un ufficio di progettazione e sviluppo. Il piano prevede una produzione per l’anno 2019 di 626 autobus. Per il 2020 saranno 650 e per il 2021 altri 700. All’interno della nuova società è previsto l’ingresso di un nuovo partner industriale che il Governo sta cercando e che affiancherebbe l’attuale società. Inoltre è previsto un piano formativo per tutti i lavoratori relativo alle nuove linee che saranno costruite. Sottoscritto anche – conclude Spera - l’accordo per gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione di 12 mesi che permetterà di accompagnare il nuovo piano industriale”.

venerdì 22 febbraio 2019

Appalti, CISL: "Serve un protocollo per la qualità e la tutela del lavoro"


POTENZA - Un protocollo d'intesa con le stazioni appaltanti per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti di lavori, servizi e forniture. È la proposta lanciata questa mattina dalla Cisl Basilicata a Potenza nel corso di un seminario sul codice degli appalti. Dopo un lungo lavoro di confronto e di elaborazione, che ha visto coinvolte le federazioni interessate al tema degli appalti pubblici, con il coordinamento del segretario generale aggiunto Gennarino Macchia, il sindacato ha messo a punto una bozza di protocollo da sottoporre alla Regione Basilicata per una gestione ordinata dei cambi d'appalto e per assicurare la piena applicazione della cosiddetta clausola sociale quale garanzia a tutela dei livelli occupazionali e salariali. Un tema spinoso, quello degli appalti in Basilicata, che ha registrato negli ultimi anni un notevole incremento dei contenziosi e dei conflitti, come dimostrano le numerose vertenze nel settore delle pulizie, della vigilanza, delle manutenzioni, etc.

"Con la Regione Basilicata - ha spiegato il segretario generale Enrico Gambardella nel corso del seminario - non esiste, allo stato attuale, un protocollo d’intesa in materia di appalti, tanto meno con i Comuni di Potenza e Matera e con altri enti locali. La Regione è intervenuta in materia con legge n. 24 del 2010 sulla clausola sociale, poi emendata con la legge n. 26 del 2014, ma il quadro normativo di riferimento - secondo il sindacalista - va necessariamente adeguato alla luce delle recenti disposizioni legislative europee e nazionali. Per tale motivo riteniamo necessario attivare un tavolo per la stesura di un protocollo per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti che coinvolga la Regione e le organizzazioni sindacali più rappresentative".

La proposta della Cisl si muove sulla scia di analoghe iniziative assunte in altre regioni. In Piemonte, ad esempio, a seguito del nuovo codice degli appalti, è stato sottoscritto un protocollo che disciplina le diverse fasi della gara: dalla preparazione dei bandi alla fase di esecuzione dei lavori ai controlli post appalto. "La nostra proposta è indirizzata prima di tutto alla Regione Basilicata quale principale stazione appaltante - ha aggiunto Gambardella - e va considerata come un modello di riferimento che potrà ispirare ulteriori protocolli con tutte le stazioni appaltanti per una gestione ordinata e socialmente responsabile delle gare d'appalto e con l'obiettivo di ridurre i contenziosi e i conflitti che si sono determinati nel corso degli anni proprio per la carenza del quadro normativo".

Tra i punti qualificanti del protocollo elaborato dalla Cisl Basilicata figura il diritto delle organizzazioni sindacali di chiedere un confronto di merito, pena gravi sanzioni per la stazione appaltante, su temi come la salute e la sicurezza; il rispetto delle clausole sociali e/o ambientali; il rispetto del Ccnl e degli accordi territoriali; criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa con particolare riguardo al rapporto qualità/prezzo e al rispetto delle clausole sociali (anche per imprese extra UE); uno screening preventivo del bando di gara prima della sua pubblicazione.

Forte attenzione è dedicata al monitoraggio delle gare d'appalto. Il protocollo stabilisce infatti che la stazione appaltante dovrà definire modalità e tempi per il monitoraggio dell’efficacia e della qualità del servizio, con la possibilità per le organizzazioni sindacali di richiedere l’attivazione di uno specifico confronto. A tal proposito, la bozza di protocollo elaborata dalla Cisl prevede la costituzione di un tavolo di monitoraggio generale sugli appalti, a partire da quelli attivi e in corso d’opera, con la partecipazione della Regione, dei Comuni e dei soggetti interessati, tra cui i sindacati, quale garanzia di applicazione delle linee di indirizzo.

lunedì 18 febbraio 2019

Brianza Plastica, Carella (Femca Cisl): "Inaccettabili esuberi da chi ha preso finanziamenti pubblici"


POTENZA - "È inaccettabile che un'azienda, dopo aver ricevuto fior di finanziamenti pubblici e beneficiato per anni di ammortizzatori sociali, ora dichiari un esubero di personale solo in Basilicata". È quando dichiara il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che chiede la costituzione urgente di un tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico sul caso della Brianza Plastica. "Trovo singolare - spiega il sindacalista - che la famigerata crisi di mercato di cui parla l'azienda per giustificare l'esubero riguardi solo lo stabilimento di Ferrandina, proprio quello dove l'azienda nel 2003, con la vecchia denominazione di Bripla Sud, ha beneficiato di 9 milioni di euro nell'ambito del bando Valbasento e nel 2007 ha chiesto un ulteriore finanziamento per l'assunzione di dieci unità e il raddoppio della linea di produzione di pannelli in polistirene".

"Sul fronte dei benefici la Brianza Plastica - continua Carella - è dunque nettamente in attivo e ora non può scaricare sui lavoratori e sulla collettività i costi di una strategia aziendale di corto respiro troppo focalizzata sul mercato regionale. A questo punto la proroga del contratto di solidarietà è un percorso necessario ma non sufficiente se non sarà accompagnato da un serio piano di rilancio dello stabilimento lucano, anche in ragione del fatto che, mentre qui si ricorre dal 2009 agli ammortizzatori sociali, l'azienda ha fatto assunzioni negli altri stabilimenti del Nord". Per il segretario della Femca Cisl "questa vertenza rappresenta un monito anche per la classe dirigente del territorio che poco o niente ha fatto per rendere la Valbasento un'area attrattiva per nuovi investimenti, a partire dalla spinosa questione delle bonifiche ambientali. L'auspicio - conclude il sindacalista - è che la Zes possa rivelarsi una valida opportunità per il rilancio dell'industria e del lavoro in Valbasento".

sabato 16 febbraio 2019

La Fials interviene sui licenziamenti dell'Aias di Potenza

POTENZA - L'Aias è pronta a licenziare 10 dipendenti e a trasferirne quattro. E' la conseguenza del fallimento del tavolo di trattativa con Regione, Asp e sindacati. La principale responsabilità ricade sui sindacati confederali che hanno respinto l'ultima offerta avanzata dopo un confronto lungo e serrato. Sono state infatti ben tre le riunioni del tavolo di conciliazione, tenute il 5, il 12 e il 13 febbraio. Grazie all'impegno di Regione e Asp di risolvere il problema dei crediti vantati e a ricalibrare nei prossimi mesi i tetti di spesa, l'Aias era disposta a sospendere i licenziamenti in cambio di una riduzione concordata e temporanea dell'orario, mantenendo solo i quattro trasferimenti richiesti nelle sedi periferiche di Sant'Arcangelo e Scanzano.

Si tratta comunque di un passo in avanti, rispetto ai 28 esuberi minacciati ad aprile dall'Aias. La delegazione trattante della Fials, composta dal segretario regionale Luciana Bellitti e dalla delegata della segreteria provinciale di Potenza, Angela Lavalle, non riesce a trattenere la sua rabbia: "Eravamo a un passo dalla firma di un accordo positivo - hanno commentato le due sindacaliste - se si pensa al punto di partenza, ma il nostro impegno per trovare la migliore soluzione possibile si è infranto per eccessi di rigidità dei sindacati confederali che finiranno per penalizzare i lavoratori e la stessa Onlus: perché hanno voluto insistere sulla necessità di spalmare il peso dei trasferimenti anche sui lavoratori che non erano neanche minacciati dai "tagli" facendo saltare l'accordo? Sono così diventati inutili gli sforzi profusi del Vice Prefetto Antonio Incollingo e del Prefetto che hanno tentato in ogni modo e maniera di scongiurare i licenziamenti. Vanificati anche la grande disponibilità e l'ulteriore impegno finanziario assicurati da Asp e Regione per raggiungere un'intesa".

"Siamo soddisfatte - concludono Luciana Bellitti ed Angela Lavalle - che il Vice-Prefetto abbia condiviso l’intesa raggiunta, definita "un atto di buonsenso", attraverso il sacrificio dei 4 lavoratori trasferiti temporaneamente. La penalizzazione di alcuni dipendenti di fatto scongiurava l’ipotesi dei licenziamenti che avrebbero molto più dolorosamente colpito il personale. Dispiace invece che, anche questa volta, non si sia potuta trovare un’unità di intenti tra le organizzazioni sindacali ma la posizione della Fials è sempre stata chiara e coerente. Noi ci schieriamo sempre a tutela dei posti di lavoro. Siamo quindi disponibili al dialogo con le istituzioni per trovare soluzioni concrete e decisive e risolvere così definitivamente la situazione Aias. Il ruolo del sindacato è quello di difendere sino alla fine i posti di lavoro e non rischiare licenziamenti facendo saltare un tavolo di trattative per questioni di principio".

venerdì 15 febbraio 2019

I lavoratori del San Carlo entrano in stato di agitazione


POTENZA - A proclamarlo tutte e sei le sigle sindacali rappresentative nel comparto sanità (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi, Usb) che lo hanno proclamato ieri, comunicandolo al Prefetto di Potenza, al direttore generale dell'Aor S. Carlo, all'Assessorato alla Salute della Regione Basilicata, alla Commissione di garanzia all'attuazione della legge sullo sciopero per i servizi pubblici essenziali, chiedendo al Prefetto di Potenza di attivare la procedura obbligatoria di conciliazione.

I sindacati contestano la violazione delle legge 114 del 2014, "Misure urgenti per l'efficienza della pubblica amministrazione e il sostegno all'assicurazione". L'articolo 4, comma 2 prevede che i dipendenti pubblici possano essere trasferiti e utilizzati all'interno della stessa Amministrazione a una distanza non superiore ai 50 chilometri.

Invece il 6 febbraio scorso la Direttrice del Dipartimento Interaziendale di Medicina trasfusionale, Clelia Musto, per garantire la reperibilità pomeridiana, notturna e festiva del Presidio ospedaliero di Lagonegro, in evidente violazione della norma, disponeva la copertura dei turni con personale medico e tecnico in servizio al centro trasfusionale del San Carlo. Come è noto la distanza tra Lagonegro e Potenza supera i cento chilometri e questo dato rende impossibile ai dipendenti, che in gran parte risiedono a Potenza o nel suo immediato circondario, di raggiungere il presidio di Lagonegro con la tempestività richiesta dalle situazioni di emergenza per cui si attiva, appunto, la reperibilità del personale.

La Direzione aziendale non ha risposto alle richieste di revoca dell'atto illegittimo e quindi non è stata offerta nessuna motivazione dell'atto illegittimo che rappresenta un precedente pericoloso per un'azienda con presidi ospedalieri disseminati in un territorio molto vasto e con distanze tra le sedi che superano i 150 chilometri.

"Viene contestato la decisione dell'Azienda: è il classico esempio di toppa peggiore del buco. Le OO.SS. presenti in azienda si batteremo perché siano tutelati i diritti dei lavoratori e sia ripristinata la legalità.

martedì 12 febbraio 2019

Fca Maserati, Spera (Ugl): “Importante annuncio, Gruppo dà seguito a impegni”


POTENZA - “Consideriamo importante l’annuncio dei vertici del Gruppo Fca in merito all’avvio dei lavori nel sito storico della Maserati, che entro fine anno avranno inizio per la produzione di una vettura sportiva di alta gamma”.
Lo dichiara il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, spiegando come “in questo modo si sta dando seguito agli investimenti contenuti nella presentazione del piano industriale, avvenuta a fine novembre, per il lancio dei nuovi modelli e restyling. È un momento complesso nel settore dell’automotive – sottolinea Spera - per questo è importante, e lo dico con soddisfazione, che FCA sta dimostrando di mantenere gli impegni assunti per gli stabilimenti e quindi a vantaggio dei lavoratori. Come organizzazione sindacale firmataria del CCSL abbiamo chiesto un incontro di settore per la meccanica e nello specifico dei tre stabilimenti in cui si producono i motori, Pratola Serra, Termoli e Cento, per avere certezza sui nuovi prodotti e sulla tempistica degli investimenti. Intanto il 21 e 22 febbraio a Torino – conclude Spera - continuerà il confronto per il rinnovo del CCSL 2019/2022, le distanze sono ancora diverse ma ci impegneremo per un buon esito della trattativa nell’interesse dei lavoratori e del Gruppo”.

lunedì 4 febbraio 2019

'Noi metalmeccanici a Roma per investimenti e lavoro'


di Gerardo Evangelista - Segretario generale della Fim Cisl Basilicata - La manifestazione del 9 febbraio indetta da Cgil Cisl Uil per sollecitare una diversa politica economica da parte del governo è l’occasione per dare voce al lavoro, per dire che il lavoro libera dal bisogno e che è il lavoro che dà la dignità alla persona. C’è bisogno di un confronto serio e di merito con il governo, a partire dal provvedimento sull’ecotassa. I dati di vendita confermano il momento difficile e l’incertezza legata agli ultimi provvedimenti fanno temere effetti anche sui livelli occupazionali. Questo non è per allarmare, ma sappiamo benissimo che dietro un progetto industriale e al lancio di nuovi modelli o di una nuova produzione come l’elettrico o l’ibrido ci sono determinate tempiste tecniche ed economiche che adesso hanno bisogno di una accelerazione nella consapevolezza che la rigenerazione di una industria che guarda al futuro quale è Fca non si improvvisa.

Le prospettive per lo stabilimento di Melfi si possono considerare buone: il 2019 si annuncia carico di sfide e opportunità come l’introduzione delle motorizzazioni ibride e a seguire la messa in produzione della Compass, anche se in questa fase di transizione a Melfi bisogna misurarsi ancora con il contratto di solidarietà che comporta disagi economici e organizzativi; un passaggio necessario per preparare il terreno a un futuro di piena occupazione e al rilancio dello stabilimento Fca di Melfi e del suo indotto.

Però l'ecotassa ci immette in una fase di turbolenza e di incertezza che preoccupa perché potrebbe incidere significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore estremamente delicata per i costruttori e per l'intera filiera automotive. I dati negativi di Fca di questi giorni sulle immatricolazioni in Italia dicono che le vendite di auto quest'anno partono in salita. Sappiamo benissimo che non è mai solo colpa di un fattore, ma diciamo al governo di operare tutti in una direzione che tuteli il lavoro e l’occupazione evitando penalizzazioni con provvedimenti affrettati e incontrollati in un momento difficile per il principale settore manifatturiero italiano.

Bisogna comprendere che una nuova fase industriale come quella programmata da Fca sull’elettrico e sui nuovi modelli va accompagnata, specialmente nella parte organizzativa e in vista della nuova evoluzione sull’elettrico e sull’ibrido; per questo la politica deve stare attenta ai provvedimenti da prendere per accompagnare questa fase di grande evoluzione che sta attraversando il settore dell'auto attraverso un confronto con l’azienda e il sindacato.

Solo attraverso un confronto serio c’è democrazia e libertà, solo investendo sulla formazione e sulle nuove tecnologie c’è futuro per i giovani, solo attraverso investimenti sulle infrastrutture ci può essere una ripresa al Sud e solo attraverso un confronto di merito si possono trovare soluzioni per il bene comune. Questi sono alcuni dei temi che i metalmeccanici lucani della Cisl porteranno a Roma sabato 9 febbraio per un futuro fatto di investimenti e di lavoro.

mercoledì 30 gennaio 2019

Magneti Marelli, Specchio (Ugl): "Prorogato il Contratto di Solidarietà"


POTENZA - “Si è tenuto un’incontro tra la Direzione Aziendale del sito industriale della Sistemi Sospensioni dell’indotto Fca di San Nicola di Melfi (PZ) e il Consiglio delle Rsa per la proroga del Contratto di Solidarietà che riguarderà il periodo dal 1° Febbraio al 31 Dicembre 2019 confermando la percentuale media del 48%”.
E’ quanto dichiara il coordinatore Ugl dell’Indotto Fca Melfi, Giuseppe Specchio per il quale, “la Direzione ha inoltre informato alle OO.SS. sulle fermate del mese di Febbraio così come da calendario:

-dalle ore 14.00 del 3 febbraio alle ore 6.00 del 4 febbraio (cds);
-dalle ore 14.00 del 10 febbraio alle ore 6.00 del 11 febbraio (cds);
-dalle ore 22.00 del 16 febbraio alle ore 06.00 del 18 febbraio (cds);
-dalle ore 22.00 del 23 febbraio alle ore 6.00 del 25 febbraio (cds).

Da questo periodo sono esclusi per esigenze tecniche organizzative dalla cds, n. 14 impiegati sul totale di 36: sono lavoratori appartenenti al team direzionale, manutenzione e tecnologie che nell’anno precedente non erano stati per niente coinvolti.

“Come Ugl – prosegue Specchio – non siamo allarmisti perché convinti sostenitori del piano di rilancio Fca che coinvolgerà anche l’intero indotto ad essa collegata. Sicuramente per tutto l’anno 2019 saranno mesi complicati ma, a differenza del passato, questa volta intravediamo una luce che è sinonimo di continuità produttiva e di nuovo impulso industriale.

L’accordo sottoscritto in data odierna prevede 148 esuberi su 323 addetti e la presa visione dello stanziamento di 5 milioni di euro da utilizzare per una linea nuova Ibrida che avverrà conseguentemente allo smantellamento della vecchia linea produttiva della Punto mod 199. Per il modello Fca Panda, dal mese di Marzo avverrà un miglioramento e aumento della produzione: il tutto andrebbe a concludersi per il mese di settembre p.v..

Saremo, dunque, pronti alle prossime e nuove sfide industriali che coinvolgeranno i lavoratori di Magneti Marelli affinché – ha concluso Specchio -, si possano costruire le future basi di sviluppo del nostro stabilimento e complessivamente della tenuta sociale del nostro territorio”.

sabato 26 gennaio 2019

Lavoro, Lezzi: a imprese del Sud doppio incentivo per assunzioni


POTENZA - "Grazie alla somma delle misure inserite nel reddito di cittadinanza e a una mia proposta approvata nella Legge di bilancio 2019, le imprese del Sud che vorranno assumere personale potranno accedere a un doppio incentivo." Lo scrive il ministro per il Sud Barbara Lezzi in un post su Facebook.

"Il reddito di cittadinanza - spiega Lezzi - prevede che le aziende che offrono un lavoro ai cittadini che ne possono beneficiare, avranno diritto ad un incentivo, che va da un minimo di cinque fino ad un massimo di 18 mesi dell'assegno inizialmente previsto per quelle persone.

Questo avverrà in tutta Italia, ma al Sud questa misura si potrà agganciare (raddoppiando) a un'altra, di mia iniziativa, già approvata nell'ultima finanziaria. Si tratta della decontribuzione al 100% dagli oneri Inps, sul 2019 e il 2020, per quelle imprese che nel Mezzogiorno assumeranno con contratti stabili under35 o disoccupati da più di 6 mesi.

In sostanza, per le imprese che già accedono alla decontribuzione dagli oneri Inps subentrerà anche il credito di imposta, per la parte residua di beneficio maturata dal neo assunto intestatario di reddito di cittadinanza.

Lavoro e impresa sono un binomio che deve tornare a correre sullo stesso binario ed è quello che stiamo facendo."

mercoledì 23 gennaio 2019

Furlan: "Solidarieta’ a giornalisti e poligrafici della Gazzetta del Mezzogiorno"


BARI - “Voglio esprimere la solidarietà ed il sostegno della Cisl ai giornalisti ed a tutti i lavoratori della Gazzetta della Mezzogiorno che da mesi lottano per evitare la chiusura e rilanciare questa storica testata del nostro Sud”. Lo ha detto oggi a Bari la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan a margine del congresso nazionale della Cgil.

“Sarebbe una sciagura perdere questa voce libera ed autorevole del mondo informativo che si occupa da tanti anni dei problemi sociali ed economici della Puglia e delle altre regioni meridionali. In Italia purtroppo c’e’ una situazione grave e difficile che riguarda diverse testate giornalistiche. Sarebbe importante che il Governo avviasse un tavolo di confronto con i sindacati dei lavoratori poligrafici e dei giornalisti, per affrontare i problemi del mondo editoriale alla luce anche delle trasformazioni tecnologiche e digitali”.

martedì 22 gennaio 2019

Tragedia Genova, Ugl: "Sempre più formazione e prevenzione"


POTENZA - “È inaccettabile che ancora si continui a perdere la vita sul posto di lavoro nel 2019. L’ennesimo incidente mortale avvenuto quest’oggi in Ansaldo Energia, dove un operaio 42enne è rimasto schiacciato dal carico di una gru all’interno dello stabilimento di Genova, per l’Ugl, per tutto il mondo del lavoro e delle tante aziende sane Italiane è deleterio e offensivo”.
Con immenso rammarico e dispiacere lo dichiarano il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici Antonio Spera e il segretario nazionale della federazione con delega a Finmeccanica, Adelmo Barbarossa.

Per i sindacalisti, “profondo è il dolore per la tragica morte di Eros Cinti a cui esprimiamo a nome di tutta la Ugl Metalmeccanici la nostra vicinanza e cordoglio. Siamo fortemente rammaricati, si studia di come utilizzare la terra sul pianeta Marte ma ancora oggi si tralascia su come individuare i mezzi più efficaci per scongiurare infortuni e incidenti mortali. Come Ugl – concludono Spera e Barbarossa - non abbasseremo mai la guardia, insistendo sempre più che necessita investire sulla formazione e impedimento degli infortuni. Attività di prevenzione e vigilanza in materia di Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro devono essere di rispetto quotidiano per le aziende e per i dipendenti; facciamo appello alle istituzioni: locali, regionali e governativi affinché i temi della sicurezza diventino elemento di confronto quotidiano e che possano essere impartiti già a partire dalle attività scolastiche”.

lunedì 21 gennaio 2019

Leggieri (M5S): "Vertenza CallMat, poca chiarezza sul futuro dei circa 400 lavoratori"


POTENZA - Come denunciato nei giorni scorsi dai rappresentanti sindacali dell’USB la situazione dei lavoratori della CallMat di Matera, la più grande azienda di telecomunicazioni presente in Basilicata, si fa sempre meno chiara. Ci troviamo di fronte alla mancanza di certezza sul futuro lavorativo di tantissime persone che finora non hanno avuto dall’azienda nessuna rassicurazione su quello che succederà dopo il 31 marzo 2019, quando scadrà la mono-commessa Tim.

Come riportato dalla nota del sindacato si apre una fase decisiva per la continuità e il rinnovo complessivo dell’azienda, ma nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta ai lavoratori né dalla dirigenza né da parte delle RSU. L’organizzazione sindacale di base ha palesato grande preoccupazione per il futuro e la tenuta occupazionale dei circa 400 dipendenti CallMat, più della metà assunti con contratto di apprendistato.

La sede di Matera gestisce un’unica commessa della Tim, e qualora venisse meno metterebbe a rischio la continuità occupazionale. A tanto si aggiunga che da più di un anno non si hanno visite sul territorio da parte degli amministratori CallMat e dal 2016 non vi è stato alcun ripristino o sostituzione degli strumenti in dotazione ai lavoratori.

Il clima di incertezza sul futuro di migliaia di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie è man mano andato crescendo. La CallMat s.r.l. deve assolutamente fare chiarezza circa l’eventuale proroga della mono-commessa Tim.

La Regione Basilicata convochi immediatamente un tavolo con l’azienda e i rappresentanti sindacali per impedire perdite di posti di lavoro. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

sabato 19 gennaio 2019

Piaggio Aerospace, Ugl: "Preoccupazione per stato e prospettive"


POTENZA - “L'Ugl esprime sincera preoccupazione per le vicende che stanno interessando la storica azienda Italiana Piaggio Aerospace, produttrice di velivoli dal 1915, e che dal 2014 ha come azionista di riferimento ‘Mubadala Investment Company’ (Emirati Arabi Uniti)”.
E’ quanto sostiene Luigi Marino, segretario nazionale Ugl metalmeccanici con delega alla PMI per il quale, “l'azienda è attualmente commissariata secondo le procedure della ‘Legge Marzano’ a seguito della volontà di dismissione dei proprietari. A dicembre 2018 – prosegue - l'Azienda ha presentato un piano per portare a completamento la certificazione militare del drone di prima generazione (P1HH) per un impegno intorno ai 70 milioni di Euro e i riscontri sembrano, purtroppo, negativi. Attualmente, si sta producendo una proposta per l'ammodernamento dei velivoli P180 dell'Aviazione Militare, per un valore di qualche decina di milioni di Euro. In un comunicato sindacale di dicembre 2018 sullo stato della ristrutturazione di "Leonardo" è stata citata la situazione Piaggio e si è prospettata l'ipotesi essa possa essere assorbita dalla stessa Leonardo dando seguito al progetto del valore di circa 1.5 Miliardi di Euro per lo sviluppo del nuovo drone P2HH e, tutelando i livelli occupazionali. L'Ugl – aggiunge Marino - intravede soluzioni che permettano il rilancio del settore Aeronautico Nazionale, ormai da troppo tempo senza nuovi ‘prodotti’ dove gli ultimi, ATR ed EFA, risalgono agli anni '80 e ‘90. Nonostante la prospettiva di un monopolio, si condivide l'ipotesi di un assorbimento di Piaggio da parte di Leonardo a salvaguardia dei lavoratori di Piaggio e di tutto il comparto Aerospaziale. Per tanto per l’Ugl si ritiene che: lo Stato debba definire una propria politica Aerospaziale Nazionale, ben ricordando che attraverso il Ministero del Tesoro esso detiene la quota del 30% (maggioritaria) di Leonardo e, che il progetto P2HH possa fungere da collante tra i settori regionali di eccellenza; ad esempio sempre per l’Ugl, in quel programma è possibile un coinvolgimento di almeno il Piemonte, il Friuli VG, la Puglia e la Campania con il sostegno del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali con sede a Capua (CE). Rispetto a questo stato di cose – conclude il sindacalista Marino - , l'Ugl si augura un immediato intervento del Governo a tutela e a sostegno di tutti i lavoratori di un settore strategico per la Nazione e di così alto impatto sociale”.

giovedì 17 gennaio 2019

Fca, Ugl: “Rivedere ecotassa, pericolosa un’eventuale revisione del piano per l’Italia”


POTENZA - “Il piano industriale FCA non va messo in discussione: bisogna rivedere la norma per l’ecotassa, come chiesto chiaramente dall’A.D. Mike Manley, perché a rimetterci sarebbero tanti con forti penalizzazioni sull’occupazione”.

Con queste argomentazioni il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, chiede al Governo di rivedere “la propria strategia in merito e di confrontarsi con il sindacato, mettendo mano al provvedimento con possibili altri interventi nell’ambito economico da NON escludere a priori. Le dichiarazioni di Fca – sottolinea il sindacalista – non ci fanno assolutamente stare tranquilli perché, come già affermato da Fca, il gruppo con l’ecotassa sarebbe costretto a rivedere i piani per l’Italia con l’investimento di 5 miliardi su stabilimenti e nuovi prodotti. Non vorremmo assistere a eventuali limature alla produzione e ripensamenti sui modelli da realizzare nelle nostre fabbriche. Il settore automobilistico rappresenta un pilastro per l'economia italiana, in termini di gettito fiscale, occupazione, imprese, investimenti e fatturato. Va ricordato, infatti, che a fine novembre Manley annunciò il suo Piano Italia, un piano di notevoli investimenti che il gruppo era pronto ad attuare per gli stabilimenti italiani nel triennio 2019-2021. Tutti – conclude Spera – abbiamo commentato positivamente quei buoni propositi e auspicato l’avvio nel giro di pochi mesi della produzione di diversi modelli in tutti i siti automobilistici italiani. I fatti siano conseguenti alle parole”.