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venerdì 18 gennaio 2019

Rigopiano, oggi è il giorno del ricordo. Di Maio: "Noi ci siamo"


PESCARA - "Tanta commozione a Rigopiano, a due anni dalla tragedia", dichiara su Facebook il vicepremier Matteo Salvini.

"Ho ascoltato le storie e il ricordo di chi non c'è più, ho guardato le loro foto. Ho portato a questi nostri connazionali, agli orfani, alle vedove, alle mamme e ai papà, l'abbraccio e la preghiera di tutti voi e di milioni di italiani. Li stiamo aiutando, li aiuteremo ancora di più, di certo non li lasceremo soli: lo Stato c'è", continua il ministro dell'Interno.

Sono arrivati di buon'ora i parenti delle 29 vittime nei pressi delle rovine del Rigopiano, dove il 18 gennaio 2017 una valanga travolse il resort in quella che si rivelò una tragedia di immani proporzioni. Hanno parcheggiato poco sopra le macerie.

Tutto intorno Forze dell'Ordine e Soccorso Alpino pronti ad organizzare il traffico previsto delle auto e di coloro che parteciperanno alla cerimonia. Sono numerose le telecamere presenti con le dirette tv che monopolizzano le trasmissioni del mattino.

''Noi ci siamo'', dichiara il vicepremier Luigi Di Maio mentre stringe le mani dei parenti delle vittime appena giunto sul luogo del disastro. Di Maio si è intrattenuto a parlare con Gianluca Tanda, del Comitato Vittime di Rigopiano.

Molfetta, inaugurazione nuovo stabilimento Orsero


MOLFETTA (BA) - Orsero S.p.A. - realtà leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, nella giornata di Mercoledì 23 gennaio 2019, alle ore 10.30 inaugurerà il nuovo stabilimento di produzione di frutta tagliata in Via degli Industriali, 6 - Zona ASI - Molfetta.

Parteciperanno il Sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano e il Sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma.

Truffe online: falsi accrediti sulla Postepay


ROMA - La Polizia Postale rilancia ancora una volta l’allerta su una delle truffe telematiche più frequenti con un post sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia e c’invita a non abbassare la guardia. Il furto di dati e l’accesso abusivo ai nostri dispositivi, carte di credito e conti correnti attraverso falsi messaggi che simulano in tutto e per tutto prodotti o loghi di note aziende del settore creditizio è sempre dietro l’angolo.

Il rischio, infatti, che hacker e truffatori telematici per nostra disattenzione, riescano a prosciugarci il conto o fare acquisti con le nostre carte di credito, come andiamo ripetendo noi dello “Sportello dei Diritti”, è ormai all’ordine del giorno, e ad essere particolarmente nel mirino di questi malintenzionati sono i conti correnti e i prodotti creditizi di Poste Italiane per la loro diffusione tra la platea dei residenti in Italia e per la circostanza che molti tra coloro che hanno un qualsiasi rapporto con l’azienda in questione sono anziani, giovanissimi o stranieri e quindi più vulnerabili. Non passa istante, infatti, che sul territorio nazionale non si senta qualcuno che abbia ricevuto sulla propria mail o sul proprio dispositivo quale smarthpone, tablet o pc, un messaggio che inviti a mettere mano ai propri dati o a cliccare su qualche link che riguarda la propria Postepay, il proprio conto BancoPosta o prodotti similari. L’ultimo segnalato dalla Polizia Postale è quello che è visibile nello screenshot e che ci comunica un accredito di denaro sulla Postepay, invitandoci a verificare i nostri dati. Nulla di più falso! Si tratta dell’ennesimo tentativo di frode telematica come ci ricorda la Polizia Postale: “Facciamo attenzione. Accredito truffa.”.

Ancora una volta, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il modo migliore per difendersi è quello di prestare sempre attenzione ad ogni messaggio che ci giunge, leggendolo attentamente e cestinarlo subito dopo, una volta verificato il contenuto truffaldino. È sufficiente, quindi, non cliccare sui link cui solitamente conducono, non rispondere alle richieste di dati personali o bancari o aprire gli allegati che spesso sono contenuti, per evitare qualsiasi tipo di conseguenza pregiudizievole. È bene ripetere ancora una volta che Poste Italiane non utilizza mai queste modalità per le proprie procedure o attività. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

martedì 15 gennaio 2019

Quaglie: associazioni chiedono la fine di tutte le gabbie in UE


POTENZA - Tutta la vita in uno spazio grande meno di uno smartphone di media grandezza. E’ la misera esistenza cui sono condannate le quaglie negli allevamenti intensivi, come mostrano le immagini girate da CIWF Italia in stabilimenti del nostro Paese.Questi piccoli uccelli, allo stato selvatico ancora migratori, vivono fin dalla nascita in gabbie comuni di superficie variabile tra circa 86 a 184 cm quadrati. La loro frustrazione e la loro sofferenza non hanno giustificazione. Animal Aid, Animal Law, CIWF Italia, Enpa, LAV, Legambiente, LEIDAA e Terra Onlus invitano tutti i cittadini italiani a firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che chiede la fine dell’uso di tutte le gabbie negli allevamenti.

Link alla petizione: https://leidaa.endthecageage.eu/?cage=cages
Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=raP_1-JHCME

Le quaglie sono piccoli uccelli. In Italia sono allevate a scopo alimentare circa 12 milioni di quaglie, la stragrande maggioranza in gabbia.

Un uccello rinchiuso in gabbia - In natura le quaglie compiono piccoli voli, soprattutto per fuggire quando sono spaventate. Vivono in coppie o piccoli gruppi e trascorrono la maggior parte del tempo razzolando in cerca di cibo e facendo bagni di polvere. Tutti questi comportamenti sono totalmente frustrati nel confinamento estremo delle gabbie. Le immagini della video investigazione lo mostrano chiaramente: le quaglie sbattono ripetutamente il capo ferendosi, hanno ampie zone del corpo senza piume, perché si beccano fra di loro a causa dello stress. Il loro richiamo selvatico rimbomba negli angusti capannoni, i loro colli si allungano disperatamente al di là delle gabbie.

Per far sopravvivere questi animali in condizioni di così grande stress, spesso vengono loro somministrati antibiotici di routine, attraverso l’acqua e il mangime.

Uova e carne – Le quaglie vengono allevate sia per la carne che per le uova che vengono utilizzate anche in ricette gourmet. Questi prodotti sono disponibili anche al supermercato, ma non essendoci nessun obbligo di etichettare indicando il metodo di allevamento, in assenza di specifiche descrizioni, si può assumere che con grande probabilità si tratti di prodotti provenienti da animali allevati in gabbia.

L’ICE “End the Cage Age” – L’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age” chiede la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti nell’UE. E’ sostenuta da oltre 140 associazioni. Lanciata a Bruxelles lo scorso settembre e a Roma in ottobre, l’iniziativa ha riscosso il sostegno di vip e politici, anche del Ministro della Salute Giulia Grillo, che ha firmato la petizione.

Obiettivo della petizione è raggiungere un milione di firme entro il prossimo 11 settembre al fine di ottenere un pronunciamento della Commissione su questo argomento.

In Italia la procedura prevede l’inserimento nel form, online o cartaceo, di un valido documento d’identità. I dati sono conservati secondo la legge europea in un sistema sicuro della Commissione.

Dichiara Annamaria Pisapia, membro del Comitato dei cittadini che hanno presentato l’ICE: “Le quaglie allevate per uova e carne sono tra i più ‘invisibili’ degli animali allevati a scopo alimentare. Eppure, i loro numeri sono enormi, come enorme è la loro sofferenza nelle gabbie. Grottesco che prodotti derivanti da animali vissuti in queste terribili condizioni possano essere considerati gourmet. I cittadini hanno ora la possibilità di fare qualcosa di concreto per porre fine alla crudeltà su milioni di quaglie, firmando la ICE contro le gabbie. Oltre a, chiaramente, evitare di comprare uova e carne da quaglie allevate in gabbia”.

APPROFONDIMENTI

I comportamenti naturali delle quaglie

Le quaglie vivono in natura in coppie o in piccoli gruppi, formando gruppi più grandi per la migrazione. Normalmente le quaglie compiono piccoli voli, generalmente quando sono spaventate, anche se le quaglie selvatiche sono ancora in grado di compiere migrazioni facendo soste frequenti.

Le quaglie trascorrono la maggior parte del tempo razzolando in cerca di cibo e amano fare bagni di polvere diverse volte al giorno.

Sono in grado di produrre 28 diversi tipi di vocalizzazioni con diverse funzioni.

Ogni quaglia produce uova con un colore ed un disegno speciale, perciò è possibile riconoscere le uova di ogni singolo animale.

Le femmine costruiscono il loro nido in un luogo riparato e covano per 16-17 giorni girando l’uovo ogni 15-20 minuti.

Una volta nati i piccoli stanno vicini alla madre, che li nutre, per 4 giorni. A 11 giorni i piccoli sono indipendenti.

venerdì 11 gennaio 2019

Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto


TARANTO - La conduttrice Mediaset Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto. L'inviata delle Iene, che più volte si è occupata dell'Ilva e dei problemi ambientali della città, riceverà l'onorificenza il 14 gennaio, alle 9.30, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città.

La motivazione, secondo il provvedimento del Consiglio comunale, è da attribuire "al grande impegno solidaristico ed altruistico e la fondamentale attività svolta dalla inviata e co-conduttrice del programma Le Iene a sostegno del reparto di pediatria oncologica dell'Ospedale SS. Annunziata".

Il 15 gennaio alle 15 la conduttrice, che ha vinto la sua battaglia con il cancro, incontrerà il pubblico a Taranto, in occasione dell'uscita del suo libro Fiorire d'inverno (Mondadori), nella sala teatro della parrocchia Gesù Divin Lavoratore. Dal 20 gennaio tornerà poi alla guida delle Iene in prime time su Italia 1.

mercoledì 9 gennaio 2019

Checco Zalone bloccato per la neve a Roccaraso: siparietto con il sindaco


L'AQUILA - Esilarante siparietto tra il comico e attore Checco Zalone, rimasto bloccato a causa delle abbondanti nevicate a Roccaraso, in Abruzzo, insieme al sindaco Francesco Di Donato, intervenuto con lo spazzaneve in suo soccorso. (Courtesy Facebook Francesco Di Donato)

martedì 8 gennaio 2019

Potenza, nel 2018 sono stati 275 gli incidenti stradali


POTENZA - In tutto il 2018 sono stato rilevati dalla sezione di Potenza della Polizia stradale un numero pari a ben 275 incidenti stradali. I numeri dicono che 165 sono stati quelli con soli danni, 105 quelli che hanno visto dei feriti, e cinque in cui vi sono stati dei morti. La sezione, durante l'anno passato, si è servita di 6.245 pattuglie ordinarie e nove scorte, utilizzando 463 pattuglie in "altri servizi di competenza".

lunedì 7 gennaio 2019

Lotteria Italia: tutti i biglietti vincenti


ROMA - Estratti i primi cinque biglietti della lotteria italia, quelli che vincono i premi più importanti, da 5 milioni a 500 mila euro. Tre sono andati in Campania, uno in Piemonte e uno in Umbria.

L'Agenzia Dogane e Monopoli comunica le serie e i numeri dei biglietti estratti di Prima categoria e non ancora abbinati ai premi:

Serie E numero 265607 venduto a Pompei (Napoli), in punto vendita Via Roma 59;
Serie E numero 449246 venduto a Napoli - Piazza Principe Umberto;
Serie P numero 386971 venduto a Torino - Corso Traiano 158;
Serie G numero 154304 venduto a Sala Consilina (Salerno) in stazione servizio dell'autostrada A03 Salerno-Reggio Calabria;
Serie F numero 075026 venduto a Fabro (Terni) in stazione servizio dell'autostrada A1 Milano-Napoli.

I cinque biglietti verranno abbinati a personaggi che prendono parte alla puntata speciale de 'I soliti ignoti' su Rai1.

lunedì 31 dicembre 2018

Botti di Capodanno un pericolo per gli animali: in molte città bando ai fuochi non autorizzati


ROMA - Festeggiare, si può ma con qualche precauzione. Infatti, durante la notte di San Silvestro, assieme al tradizionale cenone e al brindisi allo scoccare della mezzanotte, a "fare la voce grossa" ci sono anche i fuochi d'artificio e i petardi. Oltre alla sicurezza, i celebri botti sollevano pure la questione del benessere degli animali. Il fragore degli scoppi, concordano gli esperti del settore, scatenano infatti per esempio ai cani, che possono udire frequenze superiori alle 80mila vibrazioni al secondo, un vero e proprio dolore. I gatti scappano con il rischio di essere investiti, gli uccelli perdono l'orientamento e vanno a sbattere contro alberi e pali. Insomma i botti di Capodanno sono un pericolo per tutti gli animali, domestici e selvatici. Questi ultimi, possono anche morire per il terrore di eventi che non riescono a comprendere. Quelli domestici possono scappare.

Secondo gli esperti i botti sono colpevoli ogni anno della morte di migliaia di animali per stress, spaventi, incidenti e assideramento, esistono comunque delle precauzioni da prendere. Gli animali che normalmente vivono all'esterno, andrebbero tenuti temporaneamente in un luogo chiuso, comodo e rassicurante. Inoltre se l'animale resta solo in casa il consiglio è tenere alto il volume della tv, della radio o altri abituali suoni casalinghi per coprire in parte il rumore dei botti. Il consiglio degli esperti è quindi quello di non tenere i propri animali in giardino, ma di farli entrare in casa, chiudere bene porte e finestre, ed eventualmente alzare il volume della televisione in modo che non capiscano cosa sta succedendo fuori dalle mura domestiche.

Quando festeggeremo,evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ricordiamo che il rumore di ogni botto, di ogni petardo terrorizzerà centinaia di animali da compagnia, che i nostri giorni di festa saranno per loro giorni di orrore: ne soffriranno i cani e i gatti ma anche i piccoli animali nelle gabbie, i conigli, i roditori, gli uccellini…... Ma pensiamo anche alle persone che stanno male, a chi non è nelle condizioni di far festa e non può condividere questa forma di “gioia” rumorosa…Se festa dev’essere, che lo sia per tutti.

domenica 30 dicembre 2018

Il 28% delle persone della terza età si sente discriminato


ROMA - In termini tecnici si chiama ageismo, un inglesismo che indica la discriminazione nei confronti di una persona in base alla sua età, in particolare verso gli anziani, è un fenomeno diffuso in tutta Europa. Secondo uno studio condotto a livello europeo, il 28% delle persone intervistate ha riferito di episodi di questo tipo, addirittura più di coloro che subiscono atti di sessismo (22%) e razzismo (12%). In uno dei settori che riguardano gli aspetti principali della vita delle persone della terza età, ossia quello della sanità, il "30% tra quelle di 70 anni e più hanno la sensazione di essere trattate in modo ingiusto a causa della loro età", secondo quanto affermato dal professore Christian Maggiori, docente presso l'Alta scuola per il lavoro sociale di Friburgo, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano friburghese "La Liberté". Secondo Maggiori, vi sono diversi fattori che spiegano l'aumento delle discriminazioni nei confronti degli anziani. Rispetto al razzismo e al sessismo, "l'ageismo è ancora relativamente tollerato": ed, infatti, a differenza dei primi due fenomeni, non esistono leggi che vi si oppongono. Inoltre, le persone anziane sono spesso ritenute responsabili dell'aumento dei costi della sanità. Infine, i più giovani possono percepirle "come una minaccia per la propria pensione". In novembre, Maggiori è stato premiato dalla Fondazione Leenaards con 50.000 franchi (oltre 44mila euro al cambio attuale), che impiegherà per valutare la fattibilità e la pertinenza di un programma di sensibilizzazione dei bambini sull'ageismo. È importante lavorare con i bimbi perché gli stereotipi vengono integrati a partire dai 4-5 anni, spiega nelle colonne del quotidiano. Quando la persona sarà anziana, applicherà a se stessa questi stereotipi, che avranno un impatto sul suo benessere, aggiunge. Alcune persone anziane tendono ad esempio a trascurare le cure perché ritengono che sia normale essere malati a partire da una certa età. Al tempo della Terza Grande Depressione, gli anziani (i non ricchi e non potenti) spesso divengono -insieme ad altri soggetti marginalizzati, discriminati o disprezzati (ancora una volta migranti, rifugiati, rom)- capri espiatori per settori di popolazione che sperimentano direttamente gli effetti sociali della crisi e delle politiche di austerità. E non solo: l’ideologia dell’austerità, le sue pratiche, nonché una certa demografia apocalittica fanno sì che l’invecchiamento della popolazione sia rappresentato -dai poteri ma anche da settori di opinione pubblica- come fardello sociale non più sopportabile. Così i tagli drastici al welfare, in specie alla sanità pubblica, nel nostro e in altri paesi europei incrementano la discriminazione delle persone anziane. In Europa sono soprattutto i medici a denunciare che l’età avanzata è la principale barriera rispetto all’accesso a cure sanitarie adeguate. Specialmente in periodi di crisi e recessione, il pregiudizio e la discriminazione in ragione dell’età avanzata possono sommarsi a quelli in base al genere, all’origine, allo status, alla condizione sociale, producendo effetti drammatici. La svalorizzazione della vecchiaia, la rappresentazione di giovani e anziani quali unità sociali distinte e rivali è un inganno utile a occultare le fratture di classe e di potere, le crescenti ineguaglianze sociali, l’isolamento dei più deboli, la disoccupazione e l’impoverimento di massa. Colpa, quindi, anche delle istituzioni e dei governi - per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” - che, anzichè tentare di mitigare le disuguaglianze sociali, in tempi di crisi continuano a soffiare sul vento del sentire comune e della pancia del popolo invece di tentare di superarle ed abbatterle.

venerdì 28 dicembre 2018

Brambilla: “A Natale adottate un cane, non compratelo”


ROMA - “Non andate a comprare un cucciolo, perché l’amore non si compra. Andate nel canile o nel gattile più vicino e lì troverete il compagno della vostra vita”. E’ l’appello lanciato in occasione delle Festività natalizie dall’on.Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

“Non guardate – aggiunge l’ex ministro – solo quello più bello o quello più giovane, che vi viene incontro. Ma cercate, gabbia dopo gabbia, quello che ha gli occhietti più tristi, che sta in un angolo, quello che da tanto tempo è dietro le sbarre ed è rassegnato e pensa che nessuno lo porterà mai a casa. Fategli questo regalo, dategli una nuova opportunità: vi ricompenserà con l’amore più grande che ci sia”.

martedì 25 dicembre 2018

L'Etna si scuote alla vigilia di Natale

(ANSA)
di NICOLA ZUCCARO - Boati e scosse sismiche avvertite nella Provincia di Catania sin dalla prima mattinata di lunedì 24 dicembre 2018 per una frattura rilevata all'interno del Vulcano Etna. E' la prima diagnosi riscontrata dall'Unità di Crisi che in queste ore sta costantemente monitorando presso lo scalo aereo di Catania l'evolversi della lunga scia di fumo levatasi dai rispettivi Monti e per quella che, sia pure impropriamente, è stata già definita l'eruzione della Vigilia di Natale.

sabato 22 dicembre 2018

Emergenza migranti: Open Arms con più di 300 persone a bordo chiede sbarco. No di Salvini


MALTA - Nuova emergenza migranti nel Mediterraneo. La nave Open Arms con a bordo più di 300 persone non ha un porto di sbarco, dopo che Malta le ha negato l'approvvigionamento. Si tratta di un'emergenza di Natale. E' l'appello lanciato su Twitter dall'ong spagnola Proactiva che opera con la nave Open Arms.

L'ong ha riferito di aver salvato ieri 300 migranti a bordo di 3 barche "in pericolo di naufragio". A bordo c'era anche un neonato di due giorni con la mamma, gli unici che sono stati evacuati stamattina dalle autorità maltesi.

"La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

giovedì 20 dicembre 2018

Multa con autovelox annullabile se il Comune non dimostra la taratura e verifiche periodiche


ROMA - Altra importante decisione della Cassazione in materia di multe con autovelox che, come da anni ripetiamo noi dello “Sportello dei Diritti”, costituiscono uno degli strumenti più utilizzati da comuni ed enti locali per far cassa prima che per la sicurezza stradale. Anche in questo caso, con l’ordinanza n. 32909 del 19 dicembre 2018, per i giudici di legittimità è annullabile la multa per eccesso di velocità se il Comune non dimostra verifiche e tarature periodiche sull’apparecchio, nonostante il verbale della polizia municipale che attesta l’adeguatezza del rilevatore. Nella fattispecie, è stato accolto il ricorso di un automobilista di Bergamo, multato dagli agenti con una postazione mobile per eccesso di velocità e che dopo una prima vittoria innanzi al giudice di Pace si era visto ribaltare la sentenza dal Tribunale bergamasco. Ma i giudici di piazza Cavour, non hanno ritenuto corrette le motivazioni del giudice lombardo è hanno ricordato come non possa non tenersi conto della sentenza della Corte costituzionale n. 113 del 2015, che «ha dichiarato l'incostituzionalità dell’art. 45, comma 6, del d. lgs. n. 285 del 1992 nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Ne consegue che, in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio, come avvenuto nella specie, il giudice è tenuto ad accertare se l'apparecchio è stato o non sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura (Cass. n. 533 del 2018). La sentenza impugnata, quindi, nella parte in cui ha ritenuto che l'amministrazione comunale non avesse alcun onere probatorio in ordine alla perdurante funzionalità dell’apparecchiatura implicitamente escludendo la necessità di procedere in fatto alla relativa verifica, non ha fatto buon governo del predetto principio e dev’essere, pertanto, in parte qua, cassata». La parola passa al Tribunale per un altro esame della vicenda. Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ancora una volta la Suprema Corte è costretta ad intervenire per ribadire un principio sacrosanto, quale quello del controllo circa le verifiche periodiche e di taratura che è ancora troppo spesso “dimenticato” da alcuni giudici di merito ed invece costituisce un criterio imprescindibile per la verifica della correttezza delle infrazioni elevate con apparecchiature elettroniche.

lunedì 17 dicembre 2018

Classifica qualità vita, scendono Potenza e Matera


POTENZA - Trend abbastanza negativo per le province di Potenza e Matera nella classifica sulla qualità della vita che è stata pubblicata oggi dal quotidiano "Il Sole 24 Ore". Dai risultati dell'indagine, risultano in forte calo i due capoluoghi lucani, con Matera al 78/o posto, che perde quattro punti rispetto al 2017, e Potenza all'83' posto, con ben 16 punti in meno rispetto allo scorso anno.

giovedì 13 dicembre 2018

Malore in volo nel Ryanair Manchester – Napoli

ROMA - Con l’aumento costante del numero di passeggeri che viaggiano in aereo, ormai è divenuta una costante la possibilità che tra i presenti si registrino dei malori che a volte possono avere conseguenze fatali se la prontezza di riflessi ed il sangue freddo degli equipaggi o la fortuna di aver gente esperta a bordo, riesce ad evitarli. Ne sanno qualcosa i 198 passeggeri del volo FR6835 Manchester Napoli delle 13.20, della compagnia aerea Ryanair, che appena entrati nello spazio aereo italiano, dopo aver oltrepassato le Alpi, hanno potuto assistere al malore ed al soccorso di una donna dell’apparente età di trent’anni. La stessa, si è accasciata sul sedile perdendo conoscenza. Ma i membri dell’equipaggio, immediatamente, l’hanno stesa per terra, praticato un massaggio cardiaco e fornitole ossigeno con la bomboletta portatile. 

Tuttavia, determinante è stata la condotta di una dottoressa indiana che ha assistito all’intervento consentendo alla ragazza di farle riprendere conoscenza e riposizionarla comodamente al proprio posto tra gli applausi degli altri passeggeri. Insomma, un bello spavento per tutti che si è risolto positivamente, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che, tuttavia, sottolinea ancora una volta l’importanza di dotare con la massima urgenza tutti i mezzi del trasporto pubblico di defibrillatori e di persone abilitate alla rianimazione cardiopolmonare. Non è possibile pensare che, nel 2018, a bordo continuino a mancare i defibrillatori e chi li sa usare e ci si continui ad affidare solo alle più banali manovre di soccorso ed alla presenza fortuita di personale medico tra i passeggeri.

domenica 9 dicembre 2018

Malasanità: rifiuta l'aborto consigliato dai medici e nasce un bimbo sano ed in ottima salute


LONDRA - La storia, raccontata dal «Daily Mail», arriva dall'Inghilterra. Alla dodicesima settimana di gravidanza, nel corso di un esame di routine, una futura mamma è stata informata del fatto che il bambino sarebbe nato con ogni probabilità affetto da sindrome di Down. Dalle immagini dell'ecografia che mostravano un'accumulo di liquido a livello del collo del feto, i medici ne dedussero una quasi certa sindrome di Down: un'anomalia genetica che causa un ritardo mentale e delle malformazioni fisiche. Per questo i medici le hanno sconsigliato di tenere il bambino e di abortire il giorno stesso.

La coppia, Jordan Squires, 22 anni, originaria di Middlesbrough, e il marito Jonathan (30 anni), decide però di andare contro il parere e le pressioni dei medici che consigliano l’aborto. Non abortisce e sceglie di continuare la gravidanza e di far nascere il bimbo. Rifiutarono un esame del liquido amniotico, che avrebbe reso certa la diagnosi, ma comportato rischi per il bambino. Così Jordan Squires ha portato il bimbo al termine della gravidanza, ma il parto è stato difficile nonostante le contrazioni. La giovane mamma ha subito perciò un taglio cesareo d'urgenza e ha dato alla luce un bebè di 4kg e 400 grammi. Che nella sorpresa generale, era in perfetta salute.

Secondo la mamma, il piccolo Jay, che festeggerà il suo secondo compleanno a febbraio, si è ammalato soltanto una volta da quando è nato. Ha spiegato al «Daily Mail» di essere ovviamente felicissima di non aver seguito i consigli dei medici: «Avremmo perso un bambino in buona salute se avessimo deciso diversamente». Malgrado il sollievo, la giovane mamma resta furiosa con i dottori, che secondo la sua opinione hanno effettuato una diagnosi affrettata e l'hanno spinta ad abortire: «Abbiamo avvertito molta pressione affinché interrompessimo la gravidanza. Non ci è stato fornito alcun sostegno né consulenza nel caso in cui avessimo voluto prendere una decisione diversa». È per questo che la donna consiglia alle persone alle quali viene indicata una tale diagnosi di chiedere un secondo parere medico prima di decidere di abortire.

Dobbiamo evitare che possano verificano altri episodi del genere commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti". Questa è una vicenda gravissima, un fatto di malasanità, oggi ne parliamo con il sorriso, ma se non ci fosse stata la testardaggine di una mamma, che messa di fronte allo scenario peggiore di una vita difficile, piena di ostacoli e discriminazioni ha deciso lo stesso di mettere al mondo suo figlio.

venerdì 7 dicembre 2018

I latticini fanno bene a cuore e longevità: è provato


ROMA - Le nuove linee guida nutrizionali devono essere aggiornate, soprattutto quando sconsigliano a priori i latticini. Parola di cardiologi. Uno studio significativo, coordinato dalla McMaster University di Hamilton, in Canada, conferma e aggiunge nuove evidenze a quanto emerso da altre ricerche recenti: il rapporto tra i prodotti lattiero-caseari, in particolare i loro grassi e le malattie cardiovascolari è positivo. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, evidenzia che il collaudato e provato studio della Prospective Urban Rural Epidemiological (Pure), condotto in 21 Paesi dei 5 continenti seguendo per 15 anni 135.884 individui, diversi per stili di vita e di alimentazione, ha evidenziato che latte, yogurt, burro e formaggi non solo non sono implicati nelle principali malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus e insufficienza cardiaca), ma anzi proteggono dalla loro insorgenza. Il team di ricercatori canadesi, indiani, pakistani, sudafricani, brasiliani e colombiani ha rilevato un’associazione inversa tra consumo di prodotti lattiero-caseari e mortalità o incidenza di malattie cardiovascolari. In particolare, sia il rischio di infarto (-13%) che quello di malattie cardiovascolari (-10%) sono risultati più bassi nei soggetti con i più alti consumi di prodotti lattiero-caseari. E non è stata riscontrata nessuna associazione tra i più alti consumi di prodotti lattiero-caseari e l’infarto del miocardio. La spiegazione data dai ricercatori è che gli alti consumi di prodotti lattiero-caseari non hanno evidenziato alcun impatto sul livello del colesterolo LDL e si sono accompagnati, invece, con un abbassamento della concentrazione di trigliceridi nel sangue. Il team degli autori sottolinea come un regolare consumo di prodotti lattiero-caseari possa apportare sempre un beneficio reale nella lotta alle malattie e ai decessi per cause cardiovascolari, indipendentemente dalle abitudini alimentari e dagli stili di vita. A beneficiare maggiormente della protezione vascolare fornita dal maggior intake di prodotti lattiero-caseari sarebbero soprattutto i Paesi con bassi consumi di latte, yogurt, burro e formaggi ma con alta incidenza di ipertensione (come la Cina), perché lo studio ha rilevato una correlazione tra più alti consumi di prodotti lattiero-caseari e più bassi valori di pressione sanguigna. Per questo, i ricercatori auspicano che non si scoraggino i consumi di latticini nei Paesi occidentali e li si incoraggi nei Paesi basso consumanti, come quelli orientali. “È necessario riconsiderare il pensiero su ciò che costituisce una dieta di alta qualità per una popolazione globale”, ha dichiarato il professor Salim Yusuf, autore principale della ricerca PURE e direttore del Population Health Research Institute (PHRI) presso la McMaster University di Hamilton, in Canada: “Ad esempio, i nostri risultati mostrano che i latticini e la carne sono utili per la salute e la longevità del cuore. Il che differisce dagli attuali consigli dietetici.”Le raccomandazioni sulle abitudini alimentari e i luoghi comuni che hanno generato sono basati su studi condotti decenni fa sulla popolazione delle nazioni più ricche, spiegano i ricercatori, mentre ad oggi non c’è un’idea chiara su ciò di cui si nutre la popolazione mondiale. Oggi sia i prodotti carnei che quelli lattiero-caseari sono molto diversi, rispetto a quelli degli anni addietro, così come sono lo stile di vita e i gusti delle persone. A conferma inoltre numerosi studi meccanicistici hanno mostrato come i prodotti lattiero-caseari, per le loro peculiari caratteristiche, impattino su vari fattori ad azione anti ipertensiva (come l'enzima convertitore dell'angiotensina) e antiosteoporotica (come l’osteocalcina), e come interagiscano con il microbiota intestinale. Insomma, per avere un cuore in buona salute non bisogna eliminare dalla propria dieta bistecche e formaggi. Al contrario, è necessario seguire una alimentazione completa, che come tale includa ogni alimento nelle giuste quantità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet.

giovedì 6 dicembre 2018

Papa Francesco: "Oggi più schiavi che nel Medioevo"


CDV - "Oggi ci sono più prigionieri di quando fu fondato l'Ordine dei Mercedari". Così Papa Francesco durante un ricevimento in Vaticano di 120 religiosi dell'Ordine di Santa Maria della Mercede, dediti dal 1280 alla liberazione degli schiavi, che affrancavano offrendosi di lavorare al loro posto.

"Vi invito - ha detto loro il Papa - a continuare a essere portatori della redenzione del Signore ai detenuti, ai rifugiati e ai migranti, a quanti cadono nelle reti della tratta di esseri umani, agli adulti vulnerabili, ai bambini orfani e sfruttati... Portate a tutti coloro che sono scartati dalla società la tenerezza e la misericordia di Dio".

"Per favore - ha poi concluso Francesco - vi chiedo di non lasciarvi trascinare dalla tentazione di considerare il vostro sacrificio e il dono di voi stessi come un investimento destinato al profitto personale, per raggiungere una posizione o una sicurezza di vita. No! Questo no. Sforzatevi piuttosto di tradurre in realtà questa oblazione e consacrazione al servizio di Dio e degli uomini, vivendo la gioia del vangelo attraverso il carisma della redenzione".

mercoledì 5 dicembre 2018

14 migranti morti dopo '11 o 12 giorni' senza 'bere né mangiare'


«Sono rimasti 11 o 12 giorni in mare», «senza bere né mangiare»: lo ha sostenuto il colonnello Hisham Aldwaini, portavoce delle forze di sicurezza di Misurata, fornendo dettagli sulla morte di migranti a bordo di un barcone di legno al largo delle coste libiche. Il funzionario di polizia, ha precisato che due corpi di migranti erano a bordo sul barcone mentre altri 12 corpi sono stati gettati in mare mano mano che morivano. Aldwaini ha dichiarato che 10 migranti sono stati salvati dalla barca, che era alla deriva in mare per giorni senza cibo o acqua.

I migranti, «di differenti nazionalità africane», erano salpati da Sabrata, a una settantina di km a ovest di Tripoli, e sono stati trovati «al largo di Misurata», ha detto la fonte riferendosi alla città situata circa 180 km a est della capitale. Tra i sopravvissuti vi sono «due egiziani e due donne etiopi», ha detto la fonte che ha preferito rimanere anonima e che ha detto di basarsi su loro testimonianze.

Il Mediterraneo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, continua ad essere battuto dagli scafisti, pronti a traghettare migranti dall'Africa in Italia. E con i "viaggi della speranza" sono riprese le tragedie in mare anche se il traffico è rallentato dallo scorso luglio, quando le reti di contrabbando sulla costa mediterranea della Libia sono state parzialmente distrutte dalla pesante pressione italiana. Quest'anno solo poco più di 11.400 arrivi dalla Libia sono stati registrati dal ministero dell'Interno italiano, oltre l'80% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 e del 2017.