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martedì 16 luglio 2019

Non autosufficienza, Gambardella (Cisl): "Serve una politica strutturale per la cura delle fragilità sociali"


POTENZA - La Cisl considera parziale e insufficiente l'esito del recente tavolo nazionale sulla non autosufficienza e sollecita il governo a stringere i tempi per l'approvazione del piano nazionale. Dal tavolo è emerso che il fondo nazionale per la non autosufficienza può contare su una disponibilità di circa 570 milioni di euro per l'anno in corso, ancora da ripartire. L'ultimo decreto di ripartizione del fondo per il 2018 destinò alla Basilicata 4,9 milioni di euro. Per il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, "si tratta di una dotazione finanziaria ancora parziale che equivale al 2 per cento della spesa sociale e che darebbe copertura ad appena il 5 per cento della platea stimata dei non autosufficienti. Inoltre, la mancata approvazione del piano nazionale quale essenziale strumento di programmazione delle risorse impedisce di dare stabilità e certezze alle misure in favore dei settori più fragili della società. Per questo - continua il numero uno della Cisl lucana - pur ritenendo utile la riapertura del tavolo nazionale, la cui attività va resa certamente più intensa e incisiva, permane l’urgenza di affrontare il tema della non autosufficienza in modo sistematico e strategico, sia in sede nazionale, dove vanno tracciate le coordinate generali, sia a livello regionale dove tali coordinate devono trovare il loro naturale compimento".

"Più in generale - aggiunge Gambardella - va affrontato sul piano politico il tema di una legge quadro nazionale sulla cosiddetta 'long term care' per dare una risposta strutturale alle crescente domanda di cura e assistenza in una società come quella italiana in rapido invecchiamento; tema, quello del bilancio demografico, che in una regione come la Basilicata assume una dimensione di vera e propria emergenza. È noto infatti - osserva il segretario della Cisl - che l'aumento dell'incidenza della popolazione anziana mette sotto stress l'intera architettura delle politiche sanitarie e socio-assistenziali che vanno pertanto adeguate con un rafforzamento dei presidi territoriali e una più flessibile e puntuale organizzazione dei servizi. È questo - conclude Gambardella - un punto qualificante delle nostre proposte che ci auguriamo quanto prima di condividere con la giunta regionale in un confronto che dovrà accogliere anche gli spunti e le sensibilità della società civile lucana".

venerdì 12 luglio 2019

Total, Carella (Femca Cisl): "Diversificare investimenti o regione non avrà futuro"


POTENZA - "La mozione per la ripresa del confronto con Total approvata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale va nella direzione da noi indicata, ma il confronto non può essere limitato alla sola Magna Charta".
È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che aggiunge: "Al tavolo, oltre alle rivendicazioni su occupazione, salute, sicurezza e ambiente che sono già oggetto di discussione con la compagnia francese, noi porteremo la richiesta esplicita di nuovi investimenti produttivi e posti di lavoro in attività collaterali e non necessariamente complementari alle estrazioni petrolifere. Allo stesso tempo - aggiunge Carella - occorre uno sforzo maggiore sul fronte delle infrastrutture stradali per rompere l'isolamento delle stesse aree interne interessate dalle estrazioni petrolifere, Da tempo sosteniamo che il futuro della Basilicata non può dipendere esclusivamente dal petrolio in quanto la mono-specializzazione sarebbe una scelta suicida in considerazione del fatto che il petrolio è una fonte esauribile. Bisogna costruire oggi le premesse di un nuovo modello economico imperniato su attività di frontiera a elevata tecnologia come le bio-plastiche, la chimica verde, etc. con l'obiettivo di restituire alla piena attività le aree industriali della regione, a partire dalla Valbasento e da Tito, e dare nuovo slancio anche all'occupazione, con particolare attenzione ai giovani. La sfida è avere una corretta strategia di valorizzazione della risorsa petrolifera e non di mero sfruttamento del territorio che lascia sul terreno solo inquinamento e disoccupazione", conclude il segretario della Femca.

Terremoto di magnitudo 3.2 tra Potenza e Salerno


POTENZA - Nella giornata di ieri, alle ore 23:50, si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 tra le province di Potenza e Salerno, con ipocentro a 21 km di profondità ed epicentro a 3 km dalla città di Satriano di Lucania (Potenza) e 9 km dalla città di Caggiano (Salerno). Non si sono verificati danni a persone o cose.

martedì 9 luglio 2019

P.a., ministra Bongiorno: "finita l'epoca delle truffe"


ROMA - "Felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della P.a, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l'assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l'epoca delle truffe". Queste le parole di Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica Amministrazione, che commenta così all'ANSA l'entrata in vigore della legge Concretezza.

venerdì 28 giugno 2019

Ponte Morandi, è il D-day: abbattute pile 10 e 11


GENOVA - E' il D-day, Genova è pronta. Un imponente piano di sicurezza, con oltre 3500 sfollati, più di 400 uomini delle forze dell'ordine schierati, il blocco della viabilita' che tronca in due non solo la Liguria ma anche parte del Nord Ovest, è stato dispiegato nel capoluogo ligure.

La dinamite e il plastico collocati su piloni e stralli delle pile 10 e 11 dell'ex viadotto Morandi con un sordo boato hanno fatto collassare la struttura del Morandi. Forte emozione da parte del sindaco Marco Bucci che con il governatore Giovanni Toti e i ministri dell'Interno Matteo Salvini, dello sviluppo economico Luigi Di Maio e della Difesa Elisabetta Trenta ha assistito all'implosione controllata.

CONTE: "TRAGEDIA GENOVA NON VA OSCURATA" - "Di fronte a una tragedia così significativa questo governo ha assunto pubblicamente una posizione: si tratta di una tragedia che non può essere oscurata, non possiamo far finta di niente" per "rispetto ai morti e ai loro familiari". Questo "ci ha portato ad avviare una procedura di contestazione alla società concessionaria di quanto accaduto. E' un fatto oggettivo il grave inadempimento". Così il premier Giuseppe Conte a margine del G20, rispondendo ad una domanda su Atlantia e il dossier Alitalia, nel giorno in cui è stato fatto crollare il ponte Morandi.

domenica 23 giugno 2019

Gambardella su manifestazione Cgil Cisl Uil a Reggio Calabria

ROMA - Abbiamo detto al governo che sul Mezzogiorno bisogna cambiare registro perché non è tollerabile che ci continui a depredare il Sud per avvantaggiare le aree più ricche e sviluppate del paese". Lo ha detto, al termine della manifestazione nazionale di Cgil Cisl Uil a Reggio Calabria, il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, visibilmente soddisfatto per i dati di partecipazione: "Siamo stati la delegazione sindacale più numerosa della Basilicata", ha detto il segretario della Cisl, "e questo ci riempie di orgoglio ma ci carica anche di responsabilità".

"Il governo non faccia finta di niente: c'è un pezzo importante del paese reale che da mesi scende in piazza per chiedere che il cambiamento annunciato sia concreto. Il tempo della propaganda - continua Gambardella - non può durare all'infinito perché prima o poi la realtà bussa alla porta e presenta il conto. Questa iniziativa non è politica, né può essere liquidata come una manifestazione di protesta: noi siamo qui per proporre una politica economica alternativa e per rivendicare l'apertura di un tavolo di discussione con l'esecutivo e risorse vere per il rilancio delle politiche per il Mezzogiorno su crescita, lavoro, opportunità per i giovani, parità di accesso ai servizi essenziali come sanità e istruzione".

Parlando dei progetti di autonomia differenziata, Gambardella ha aggiunto: "Non ci piace l'Italia differenziata che si muove sul solco di un dualismo territoriale che invece va superato perché solo con il Mezzogiorno l'Italia può ripartire e giocare un ruolo di primo piano in Europa e nel mondo. Gli indicatori economici confermano che senza il Sud il paese arranca e se il paese arranca vuol dire che peggiorano le condizioni di vita prima di tutto delle fasce sociali più deboli, come lavoratori e pensionati. Il nostro auspicio è che a Roma come a Potenza - conclude il segretario della Cisl - chi oggi ha la responsabilità di guida delle istituzioni comprenda che senza il confronto con il sindacato e i corpi sociali intermedi la politica fa spesso scelte sbagliate e controproducenti".

Incidente Miglionico, Cavallo (Fai Cisl): "Intensificare informazione e prevenzione"

MATERA - "L'ennesimo sangue versato sui campi della Basilicata impone una seria e circostanziata riflessione sullo stato della sicurezza in agricoltura". È quanto afferma il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, in riferimento all'incidente avvenuto oggi nelle campagne di Miglionico e costato la vita a due fratelli di 55 e 58 anni e il ferimento di una terza persona. "Siamo sconcertati e attoniti", commenta il sindacalista, che aggiunge: "In attesa di capire l'esatta dinamica dell'incidente, in questa fase non possiamo esimerci dal rivendicare una rinnovata attenzione da parte di tutte le istituzioni preposte al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare in agricoltura dove va intensificata l'opera di informazione e prevenzione. È del tutto evidente che quanto fatto finora non basta e occorre intervenire con rapidità per evitare che ulteriori tragedie si consumino nella rassegnazione di chi può e deve intervenire", conclude il segretario della Fai Cisl.

venerdì 21 giugno 2019

Global Peace Index 2019: Europa più pacifica, Italia al 39° posto


Il Global Peace Index (Indice Mondiale della Pace, GPI) dell’Institute for Economics and Peace (IEP) fornisce ogni anno dal 2008 una classifica dei Paesi nel mondo sulla base dei loro livelli di pace. Quest’anno sono stati analizzati 163 Paesi, che rappresentano il 99,7% della popolazione mondiale, prendendo in esame una serie di indicatori che misurano lo stato di pace in tre aree: il livello di sicurezza sociale, l’estensione dei conflitti domestici e internazionali, e il grado di militarizzazione.

Il Global Peace Index del 2019 ha considerato anche gli elementi che determinano una “pace positiva”, cioè una pace connotata non come assenza di violenza ma come insieme di atteggiamenti, istituzioni e strutture in grado di creare e sostenere società pacifiche. Dai risultati dell’indagine emerge che il mondo è leggermente più pacifico rispetto all’anno scorso, con il miglioramento della situazione in 93 Paesi e il deterioramento in 68 Paesi. In questa classifica i gradini più bassi sono, da tempo, occupati dal Medio Oriente. È infatti l'Afghanistan a conquistare l'ultimo posto della classifica, quello di paese meno pacifico del mondo. Quasi 18 anni dopo gli attacchi dell'11 settembre, è ancora un paese scosso da ricorrenti conflitti interni.

Seguono lo Yemen, con la sua terribile crisi umanitaria e la Siria e i suoi interminabili conflitti, così come l'Iraq. Questi 4 paesi vanno a braccetto con il Sud Sudan, che sta vivendo un grave conflitto e si trova ad affrontare un alto rischio di catastrofi climatiche. Al contrario, l'Islanda è stata giudicata il paese più pacifico del mondo, davanti a Nuova Zelanda, Portogallo, Austria e Danimarca. La Svizzera è 11°, la Germania 22°, l'Italia è 39° mentre la Francia è 60°. Va notato che mentre l'Europa, la regione Asia-Pacifico, Russia-Eurasia e Medio Oriente-Nord Africa sono diventati meno pericolosi rispetto al 2018, il contrario è avvenuto per il Nord America, l'America Centrale e il Sud America.

Inoltre, sebbene il livello di pace in Europa sia in leggero aumento, il tasso di miglioramento resta indietro rispetto alla media mondiale. In alcuni Paesi, infatti, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,sono deteriorati i “fattori positivi di pace”:l’aumento del livello percepito di corruzione nella politica, l’incremento delle disuguaglianze di reddito, la concentrazione dei media e il declino dei livelli di tolleranza hanno abbassato il livello di pace positiva e determinato un aumento del populismo.

lunedì 17 giugno 2019

Ospedale Policoro, Ugl: "chiudere la psichiatria a chi farebbe piacere?"


MATERA - “Ci rivolgiamo direttamente all’assessore regionale alla Salute e politiche sociali Dott. Rocco Luigi Leone in relazione alla annunciata proposta di chiusura dello storico reparto di Psichiatria dell’Ospedale ‘Papa Giovanni Paolo II’ di Policoro: per l’Ugl ha dell’incredibile. Nell’imbarazzante silenzio di tutte le Istituzioni, di tutti i partiti e di tutti i Sindacati, si sta permettendo un vero e proprio scempio ai danni sia del nosocomio che dell’intera collettività”.
Forte è il grido d’allarme che viene lanciato dal segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “Siamo alle solite, ci si gira ancora attorno al problema? Abbiamo votato per il cambiamento caro Assessore Leone ma, i giochi erano già fatti dalla vecchia politica: i grandi ospedali in Basilicata saranno soltanto Potenza, Matera e Rionero (PZ)? Sprecare altro tempo non conviene? Sono solo alcune domande che sentiamo di rivolgere a Leone: perché ora? Sembrerebbe che i dirigenti dell’U.O. Psichiatria di Policoro, abbiano proposto per iscritto ai vertici aziendali la chiusura del reparto. Noi – continua il sindacalista Ugl – in altri episodi, fummo definiti dal Direttore Sanitario, dott. Annese, coloro che abbaiano alla luna e continuando nell' abbaiare, vogliamo sapere se quanto da noi adesso denunciato corrisponda a verità e se sia normale che un reparto sempre pieno di ammalati, l’anno scorso ha garantito il tutto con solo due medici senza che nessuno dicesse nulla. Oggi, medici operativi ce ne sarebbero quattro: e allora? Perché chiudere?

La risposta è subito data dall’Ugl – tuona forte e chiaro Giordano -: tutto perché con la vecchia dirigenza ASM, nessuno si permetteva di protestare, mai sia farlo. Oggi si vogliono creare allarmismi tra gli operatori, gli ammalati, il territorio e la nuova classe politica. La vicenda è paradossale, nasconde un qualcosa di sconosciuto, ci piacerebbe conoscere: a chi gioverebbe chiudere tale reparto, caro assessore Leone? Sarebbe un provvedimento inaccettabile, in considerazione del fatto che l’attività svolta da tutte le unità è sempre in attivo”. Il sindacato Ugl lancia un chiaro monito sul rischio di ridimensionamento: “L’ospedale ‘Giovanni Paolo II°’ è un bene di tutti e come tale va difeso da tutte le forze sociali del territorio. Noi faremo la nostra parte.

Se altri sindacati non si stanno accorgendo su quanto si sta consumando a discapito del territorio, dell’ammalato e dei tanti dipendenti, l’Ugl accende i riflettori sul futuro dell’ospedale e chiede garanzie per la struttura i cui alti livelli di assistenza medica vengono riconosciuti ed apprezzati anche dalle regioni limitrofe. La psichiatria deve rimanere ed essere potenziata, così come va consolidata la presenza di tutte le UU. OO., reparti fiore all’occhiello di quest’ospedale. Ed al contempo è necessario aumentare il numero di personale impiegato, si tratta di un ospedale che lavora sempre in emergenza e dove si riversano tanti pazienti in più, da quando sono state chiuse altre strutture sanitarie sia in Basilicata che in Calabria. Alla classe politica del metapontino diciamo di essere reattivi su quanto l’Ugl grida anche se, qualcuno ritiene che abbaiamo la luna. Qualche vecchio amministratore regionale, in qualità di medico, venga a supportare e coprire i turni ai colleghi di lavoro: Policoro è un polo di emergenza-urgenza 365 giorni all’anno. Nel vicino ospedale di Castellaneta (TA), gli organici medici sono pressoché al completo ed i carichi di lavoro dimezzati rispetto ai colleghi di Policoro e, cosa più sorprendente, con organici medici provenienti da altre regioni: assessore Leone, com’è possibile che negli ultimi 10 anni, più di 20 medici specialisti in genere hanno preferito la mobilità verso altre sedi? Perché non proviamo a chiederglielo? Com’è possibile che nei confronti dei sanitari dell’Azienda materana è stata fatta una decurtazione stipendiale significativa azzerando le funzioni posizionali solo all’Asm mentre, gli stipendi dei vertici aziendali non sono stati minimamente scalfiti anzi, si sono rimpinguiti abbondantemente di premi di produzione per le economie fatte a discapito dei servizi agli utenti!? Perché nelle altre U.O. si è provveduto ad integrare la carenza con il supporto dei medici di Matera, ad eccezione del reparto di psichiatria? E’ stato chiesto ai sanitari dell’ospedale Madonna delle Grazie di supportare, anche temporaneamente, i colleghi di Policoro rimasti ad operare con poche unità mediche? Il direttore sanitario di presidio Asm da quanto tempo non mette piede nel nosocomio Jonico? Si fida dei suoi riferimenti yes man che probabilmente nascondono la reale verità sull’ospedale.

L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale d’eccellenza perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia: considerata l’importanza che nei fatti è il terzo ospedale regionale per volumi di attività, dopo Potenza e Matera – conclude Giordano -, siamo certi che il problema psichiatria trattasi di una probabile volontà degli attuali dirigenti e amministratori Asm”.

domenica 16 giugno 2019

Po Fse, Cisl: "Serve osservatorio regionale per misurare tempi e qualità della spesa

POTENZA - "Nella riunione del 13 giugno del comitato di sorveglianza del Po Fse 2014-2020 della Regione Basilicata abbiamo rappresentato la necessità di ridurre i tempi per l'effettivo trasferimento delle risorse ai soggetti beneficiari e di mettere in campo un monitoraggio delle ricadute sociali e soprattutto occupazionali delle varie misure finanziate dal programma operativo". È quanto sostiene il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Gennarino Macchia.

"Nella relazione annuale che ci è stata sottoposta emerge in modo lampante l'attuale discrepanza tra le risorse impegnate al 31 dicembre 2018, vale a dire 154,5 milioni di euro, pari al 53,36 per cento della dotazione totale del programma (289,6 mln), e le spese dichiarate dai beneficiati che ammontano a 49,8 milioni, ovvero meno di un terzo delle risorse impegnate e meno di un quinto delle risorse disponibili. Tale risultato meramente contabile - spiega il segretario aggiunto della Cisl Basilicata - se da un lato ha consentito di conseguire la cosiddetta riserva di performance di 17,4 milioni, con il benestare della Commissione europea, dall'altro evidenzia la difficoltà persistente della macchina amministrativa regionale e delle sue articolazioni funzionali a trasferire in tempi fisiologicamente accettabili le risorse impegnate ai beneficiari delle varie misure, con inevitabili conseguenze anche sull'impatto sociale delle misure".

"Le cause di questo fenomeno - continua il sindacalista della Cisl - sono molteplici ma ritengo che sia fondamentale impegnare la pubblica amministrazione nel rendere questi processi molto più fluidi e tempestivi, anche perché questa situazione può generare conseguenze negative sulle aziende e sui cittadini. Inoltre, se vogliamo che i cittadini percepiscano l’Europa non come un organismo lontano che chiede solo sacrifici ma come un ente che mette a disposizione opportunità per un reale riscatto dal disagio economico e sociale in cui si trovano, è necessario approfondire, al di là della valutazione contabile, le ricadute sociali e occupazionali degli investimenti fatti nel nostro contesto regionale. In questo senso, come Cisl siamo rammaricati dal fatto che l’osservatorio regionale del mercato del lavoro stenti ormai da anni a decollare nonostante le insistenti sollecitazioni delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali che si sono ripetutamente spesi per la sua implementazione nella convinzione che l'osservatorio sia uno strumento indispensabile per mettere in campo strumenti sociali efficaci e per misurare l'impatto delle misure sulle principali variabili di contesto, in linea peraltro con quanto prescrive la stessa Unione europea".

martedì 4 giugno 2019

Migros richiama un modello di bicicletta elettrica


LECCE - Il fornitore «Ghost-Bikes» ha informato Migros che nel modello di bicicletta interessato dal richiamo, in vendita nelle filiali SportXX e Bike World, l'uso intenso per più anni può produrre crepe nel morsetto alla forcella dell'attacco del manubrio. I clienti possono far sostituire gratuitamente l'attacco del manubrio.

Il richiamo riguarda il seguente articolo:

Nome: Ghost Square E-Trekking B5.8
Misure telaio: S, M ed L
Colori: nero e oro

Numeri d'articolo del prodotto: 4648.134.00394; 4648.134.00494; 4648.134.00594 (riportati sul certificato di garanzia)

Le summenzionate crepe possono pregiudicare la sicurezza in sterzata dell'attacco del manubrio aumentando pertanto il rischio di incidenti. Le biciclette interessate dal richiamo sono state in vendita da marzo 2019. Migros, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, prega tutti i clienti che hanno acquistato da «SportXX» o da «Bike World» una bicicletta del modello interessato dal richiamo di riportarvela per la riparazione. L'attacco del manubrio sarà sostituito gratuitamente. Si possono scaricare delle foto della bicicletta Ghost interessata dal richiamo al seguente link: http://media.migros.ch/images/2019/ghostbike.jpg.

venerdì 31 maggio 2019

Papa Francesco a Mattarella: "Auspico per l'Italia pace e serenità"


CDV - "Nel momento in cui mi accingo a partire per il viaggio apostolico in Romania, mi è gradito rivolgere a lei, signor presidente e a tutti gli italiani il mio affettuoso e beneagurante saluto, che accompagno con ogni più cordiale e orante auspicio di pace e di serenità". A scriverlo in un telegramma indirizzato al presidente della Repubblica Italiana Papa Francesco, partendo per la Romania.

Tutor A/16: sono nulli i nuovi verbali

ROMA - Dovevano essere inattaccabili e perfetti i nuovi Tutor della Autostrada A/16, Napoli-Canosa, che collega Tirreno ed Adriatico, eppure l'Associazione dei Consumatori “Difesa Consumatori e Contribuenti con il suo Presidente Avv. Cristiano Ceriello comunica come pure i nuovi verbali vengono annullati e c'è speranza per gli automobilisti.

Difatti, comunica l'Avv. Ceriello, a mezzo dei propri legali l'Associazione ha ottenuto le prime sentenze di annullamento per i nuovi Tutor Sicve-PM. L'Avv. Immacolata Addeo, legale dell'associazione, ha reso pubblica una delle prime sentenze del Giudice di Pace di Avellino che sanciscono la nullità anche delle nuove apparecchiature.

Una buona notizia per gli automobilisti e per chi, percorrendo spesso l'autostrada a16, si è visto recapitare a casa multe su multe nella contestazione di aver violato il limite di velocità.

E' una sentenza importante, ripete anche l'Avv. Addeo, proprio perchè fa da “apri pista” all'annullamento di centinaia e centinaia di contravvenzioni e procedimenti ancora pendenti ed in attesa di giudizio.

Sin dalla loro installazione, nel luglio 2018, gli Enti hanno difatti proceduto all'inoltro di migliaia di contravvenzioni e solo dopo quasi un anno si è riuscito a far giustizia.

Eppure, procede Ceriello, è da oltre due anni che anche con una petizione di 3000 adesioni abbiamo provato a convincere la Prefettura all'innalzamento del limite di velocità, sinora sempre senza successo. Risultato? Centinaia di opposizioni e, annullati i verbali, il pagamento delle spese in favore del ricorrente.

giovedì 30 maggio 2019

Turchia, giudice critica un'avvocata per la minigonna: sospeso


ISTANBUL - Il Consiglio dei giudici e dei procuratori turchi (Hsk) ha sospeso un giudice di Istanbul, Mehmet Yoylu, dopo che questi aveva criticato nel corso di un'udienza un'avvocata perché indossava una minigonna che lui riteneva troppo corta. Secondo Mehmet Yoylu la minigonna era troppo corta e per questo avrebbe chiesto che la legale, Tugce Cetin, venisse fotografata per segnalare poi il suo abbigliamento all'Associazione degli avvocati, sostenendo che la sua gonna non fosse consona a un tribunale perché «15 centimetri sopra il ginocchio».

Immediate sono scattate le proteste di un gruppo di avvocati al palazzo di giustizia, che hanno accusato il giudice di sessismo, e la segnalazione all'Hsk, che ha deciso di aprire un'inchiesta. Il comportamento, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stato anche censurato con un tweet dal ministro della Giustizia di Ankara, Abdulhamit Gul, che lo ha definito "inaccettabile", ammonendo che il "sistema giudiziario non può permette che nessuno venga discriminato in base al proprio abbigliamento o stile di vita o sia esposto a trattamenti arbitrari".

mercoledì 29 maggio 2019

Taranto: intitolata una palestra alla memoria di Giovanbattista Cremonesi


TARANTO - Alla presenza del Sig. Prefetto, del Sig. Questore e delle massime autorità civili e militari di Taranto, presso l’Istituto Comprensivo Renato MORO, si è svolta la cerimonia per l’intitolazione della palestra del plesso “Leonida” alla memoria di Giovanbattista CREMONESI. Madrina dell’evento la Sig. Tina MONTINARO, vedova del caposcorta del magistrato Giovanni FALCONE. Per chi non avesse conoscenza del compianto collega, si riassume quanto segue: - il 18 Luglio 2002, nello svolgimento del servizio di accompagnamento alla frontiera e scorta di cittadini stranieri colpiti da mandato di espulsione, dopo ben 9 ore dall’inizio della sua prestazione lavorativa, a causa di incidente stradale occorso al veicolo di servizio sul quale viaggiava unitamente a suoi colleghi, presso il trentatreesimo chilometro della Benevento-Caianello, alle ore 06.00, veniva tragicamente a mancare l’Assistente capo della Polizia di Stato Giovanbattista CREMONESI del 9° Reparto Mobile della Polizia di Stato. Giovanbattista CREMONESI aveva la forza e la vitalità dei suoi trent’anni e tanti progetti di vita che condivideva con la sua promessa sposa. Una grave perdita per la famiglia, gli amici ed i colleghi, che nonostante il passare degli anni ne onorano la viva memoria. Il LI.SI.PO – Libero Sindacato di Polizia – ha dichiarato il Segretario Generale Antonio de Lieto - nel parteciparne il ricordo esemplare di spirito abnegazione e di corpo uniti al senso del dovere, nel ricordo di lui e di quanti come lui impreziosiscono la divisa della Polizia di Stato, pagando con l’alto prezzo della propria vita, esprime, con grande commozione, gratitudine a Giovanbattista CREMONESI ed è orgogliosamente onorato di annoverare nelle proprie fila la sorella Luigia, Agente della Polizia di Stato, in servizio presso la Questura di Taranto e Vice Segretario Provinciale del LI.SI.PO. alla quale va il nostro abbraccio e la nostra stima. Onori al collega e a tutta la famiglia.

domenica 26 maggio 2019

Fca-Renault, Fim Cisl: "Partner globale utile se garantisce occupazione e investimenti"


POTENZA - "Al momento parliamo di indiscrezioni di stampa e non ci sono informazioni ufficiali. Se fossero confermate queste voci, dovremo ragionare sulle ricadute che un'alleanza industriale potrebbe determinare sui nostri stabilimenti". Così il segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, sulle voci di una possibile intesa tra i gruppi Fca e Renault. 

"Oggi la competizione si gioca sul terreno dell'innovazione tecnologica e della condivisione delle piattaforme di sviluppo in un mercato altamente competitivo. In questo contesto la ricerca di un partner globale, specie se complementare, è una necessità per affrontare le sfide del futuro. Per noi le priorità restano l'occupazione e gli investimenti".

martedì 21 maggio 2019

Appalti, Cgil Cisl Uil: decreto sblocca cantieri da modificare


POTENZA - A circa una settimana dalla giornata di mobilitazione lanciata da Cgil, Cisl e Uil sul decreto sblocca cantieri, con un sit-in programmato per martedì 28 maggio alle 9:30 in Piazza di Montecitorio, si registra la netta presa di posizione delle segreterie regionali di Cgil Cisl Uil che in una nota spiegano le ragioni che hanno indotto la triplice a mobilitarsi contro un pacchetto di norme che, secondo il sindacato, "modificano profondamente e non in meglio un pezzo significativo del codice degli appalti".

"Come Cgil, Cisl e Uil ci siamo subito dichiarati contrari per le modalità che il governo ha voluto utilizzare nel licenziare un testo così complesso e importante senza il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sindacali viste le ricadute che queste scelte potrebbero avere sulla vita dei lavoratori coinvolti negli appalti. Nello specifico le modifiche apportate al codice degli appalti depotenziano il lavoro portato avanti in questi anni per dare maggiore qualità alla realizzazione delle opere, per la trasparenza e la legalità, la giusta applicazione contrattuale e di conseguenza la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori".

Diversi i punti contestati dai sindacati confederali: "Dal ritorno al regolamento unico degli appalti che ci riporta alla Legge Obiettivo, che è stato uno dei motivi del disastro nel sistema degli appalti, alla riproposizione dell’aggiudicazione dei lavori con il criterio del massimo ribasso; dall’aumento della percentuale del subappalto, passata dal 30 al 50 per cento all'accantonamento del progetto integrato in favore del progetto definitivo, che rischia di far lievitare le varianti in corso d’opera". Nel mirino di Cgil, Cisl e Uil anche "l’aggiudicazione diretta, senza gara, per i lavori di importo pari o superiore ai 200 mila euro, mentre tra i 40 mila e i 200 mila euro è prevista la procedura negoziata; infine la possibilità che l’impresa possa partecipare ad una gara anche con il Durc non in regola, impegnandosi però alla regolarizzazione della posizione prima del termine dei lavori salvo esclusione".

"Nel corso dell'audizione che si è tenuta lo scorso 6 maggio al Senato, dove abbiamo presentato diversi emendamenti al decreto, è emersa la volontà comune mettere in campo tutte quelle iniziative utili a scongiurare l'approvazione di una legge che riteniamo pericolosa nel settore degli appalti pubblici e che potrebbe determinare ripercussioni negative sulle lavoratrici e sui lavoratori in tema di sicurezza e corretta applicazione contrattuale", concludono Cgil Cisl Uil.

sabato 18 maggio 2019

Fincantieri Palermo, Spera (Ugl): "Diventi polo Navale del Mediterraneo"


PALERMO - “L’Ugl ha ritenuto visitare il sito Fincantieri di Palermo dove nei giorni scorsi è stato annunciato un finanziamento di 75 milioni di euro da parte del governo: questo consentirà al territorio siciliano di aumentare il lavoro e di non perdere occupazione”.
Lo ha dichiarato a margine del sopralluogo, il segretario Generale dell’Ugl metalmeccanici Antonio Spera accompagnato da Angelo Mazzeo, segretario Nazionale della federazione e dal coordinatore Ugl Fincantieri, Lorenzo Giordano.

“Il nostro auspicio ora - prosegue Spera - è che il Mise si faccia da garante affinché tutte le procedure di gara e la realizzazione dell’opera vadano celermente, senza intoppi burocratici, dove l’Ugl ritiene che con tale investimento il cantiere navale può candidarsi a diventare veramente un polo navale del Mediterraneo. Questo investimento di 75 milioni per le navi da crociera è il primo atto concreto verso il ritorno alla produzione per il cantiere palermitano, segna una svolta storica per Palermo e all’intera economia siciliana”.

“Di ciò – conclude la nota Ugl -, domani presso la sede dell’Utl si aprirà il dibattito tematico ‘Palermo, capitale centro economico dell'isola’ avviando i lavori del IV° Congresso Provinciale Ugl Metalmeccanici di Palermo con la partecipazione, oltre che del S.G. Ugl Spera, di vari esponenti del mondo sindacale, politico e della società civile”.

giovedì 16 maggio 2019

Trump mette al bando Huawei

(Pixabay)

Ancora alta tensione tra Usa e Cina, in seguito alla decisione del presidente Donald Trump di vietare l'acquisto di apparecchiature Huawei e ZTE da parte di società di telecomunicazione americane. L'azienda cinese, finita nella lista nera del commercio Usa, ha replicato spiegando che la norma danneggerà imprese e consumatori frenando gli sforzi per sviluppare il 5G.

lunedì 13 maggio 2019

Copagri: maltempo, colpita tutta la penisola


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo che ha colpito il Paese negli ultimi giorni e che si è notevolmente intensificata nel fine settimana ha interessato l’intera Penisola, danneggiando anche irrimediabilmente molte colture in campo, in alcuni casi in fase di raccolta o prossime alla stessa, colpendo inoltre le infrastrutture e le aziende agricole; per una stima più dettagliata e completa dei danni, che ammontano già a diversi milioni di euro - cifra purtroppo destinata a salire - si attende ora la fine delle perturbazioni. In ogni caso, è necessario procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli, quantificando le perdite e comunicandole alle istituzioni preposte”. Lo sottolinea la Copagri sulla base di una prima ricognizione degli effetti del maltempo, che ha flagellato i campi dal Nord al Sud del Belpaese.

I danni maggiori sembrano concentrarsi nella parte meridionale del Paese. In Puglia l’agricoltura della fascia jonica risulta quasi completamente distrutta, con le province di Bari e Taranto tra le più colpite; ad essere particolarmente danneggiate sono state l’uva, l’ortofrutta e le coltivazioni di ciliegie, delle quali la Puglia è la prima regione produttrice. In Basilicata, una fortissima grandinata ha interessato tutta l’area del metapontino, danneggiando il grano, ma anche le colture vitivinicole e arboree quali nettarine e albicocche, queste ultime in particolare irrimediabilmente compromesse poiché in fase di raccolta. Forti disagi anche in Sardegna, dove sono state colpite in particolare le colture del nuorese.

Salendo lungo la Penisola, danni sensibili si registrano in molte aree del centro, con le regioni di Emilia-Romagna e Lazio seriamente colpite e con le Marche interessate, seppur in maniera minore, dai fenomeni temporaleschi. Nel Lazio, in particolare, dove le ripercussioni maggiori si concentrano nelle zone di Aprilia, Velletri e Cisterna di Latina, il maltempo si è concentrato sulle coltivazioni di kiwi, quasi completamente distrutte, così come le strutture e i teli protettivi. Discorso analogo per l’Emilia-Romagna, dove le forti piogge e il brusco abbassamento delle temperature hanno creato forti disagi alle colture in campo, come pere, pomodoro e barbabietola da zucchero, così come ai cereali, allettati dal forte vento; si attende ora di conoscere il conto dei danni causati dall’esondazione del fiume Savio.

Disagi notevoli si registrano anche nel Settentrione. In Lombardia sono stati duramente colpiti i raccolti di mais, orzo e frumenti, così come la fienagione, che risultano irrimediabilmente compromessi dalla grandine; danneggiati anche numerosi vigneti, con sensibili ripercussioni sulle infrastrutture, in particolare quelle rurali, e sui corsi d’acqua, tanto che la Copagri regionale ha scritto agli assessori di competenza per chiedere la convocazione e l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sul clima e sugli eventi atmosferici. In Veneto il maltempo ha compromesso seriamente numerosi seminativi; le forti raffiche ventose, in particolare, hanno colpito le colture autunno-vernine, mentre la grandine ha praticamente distrutto quelle orticole. Si teme, inoltre, per il forte abbassamento delle temperature, che desta molta preoccupazione cadendo in un periodo di gemmazione e rischia di causare diversi milioni di euro di altri danni. Fenomeni grandinosi, anche violenti, hanno colpito anche il Piemonte, con danni concentrati nella zona di Asti.