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lunedì 24 settembre 2018

Lavoro nero: proseguono i controlli dell'Ispettorato del lavoro di Potenza-Matera

POTENZA - Gli ispettori del lavoro dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Potenza–Matera, nella serata del 22 settembre 2018, hanno svolto un’intesa azione di controllo sul lavoro nero nel settore della ristorazione, le azioni si sono concentrate in particolare nella città di Potenza. Sono stati controllati n.8 esercizi, preliminarmente è stata verificata la regolarità delle date di costituzione ed iscrizione alla CCIAA, consultando le relative banche dati. Sono state verificate la regolarità dei rapporti di lavoro per n.47 lavoratori complessivamente.

Gli accertamenti hanno evidenziato la irregolarità di n.5 esercizi. Sono stati accertati rapporti di lavoro completamente a nero per n.14 lavoratori, pari al 32% di quelli sottoposti a controllo, ovvero ogni 3 lavoratori 1 lavorava con rapporto di lavoro nero. Sono stati sospesi 4 esercizi di ristorazione per i quali è stato accertato il superamento del 20% della presenza di lavoratori a nero. È stato riscontrato un esercizio che deteneva impianti di videosorveglianza non autorizzato. Per le irregolarità accertate sono state comminate le relative sanzioni amministrative.

domenica 23 settembre 2018

Rosa: "La prossime regionali possono essere il primo banco di prova per rifondare il cdx"

ROMA - La prossime elezioni regionali in Basilicata possono essere il primo banco di prova per rifondare il centrodestra. Dall’intervento della Meloni ad Atreju, l’appello per un’aggregazione che si fondi sui valori della sovranità e dell’identità

Le prossime elezioni regionali lucane possono essere il primo banco di prova per le intenzioni manifestate nell’intervento conclusivo della tre giorni di Atreju a Roma della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che invita all’aggregazione di tutti gli esuli della politica per rifondare il centrodestra.

È un percorso che la Meloni intende portare a termine con le prossime elezioni europee ma che potrebbe iniziare già con le regionali lucane.

Del resto è un appello che rivolgiamo da tempo anche in Basilicata e che trova conferma nelle parole della Meloni, rivolto a tutte le donne e gli uomini che credono nei valori dell’identità e della specificità e che fino ad ora si sono sentiti traditi da una politica che non ha fatto altro che ingozzarsi senza rendere un servizio al Popolo.

Il perimetro del centrodestra è definito nei contorni ma non nei contenitori: “È arrivato il momento di costruire qualcosa di nuovo che possa ridare una casa a tanta gente. È arrivato il momento di produrre un’onda di entusiasmo che possa far dimenticare gli anni orribili dell’orribile politica. E bisogna ripartire dal basso per farlo. Questo appello è per le tante anime disperse della interminabile diaspora che si sta consumando prima, durante e dopo la fine del Popolo della Libertà. “ afferma la Meloni.

E noi concordiamo.

È un appello a buttare il cuore oltre l'ostacolo, un appello a tutti quelli che condividono le idee della nostra identità nazionale e che si sentono di centrodestra per costruire insieme il grande movimento dei conservatori e sovranisti italiani.

È un messaggio di apertura che ha come fondamento quello di mettere insieme tutte le persone che sentono come prioritario il compito di fare ‘cose importanti’ per la collettività. Per tutti gli italiani, da Nord a Sud. Perché non esistono due Italie ma una sola, ha ribadito la Meloni.

Identità, tradizioni e Italia. Queste le parole d’ordine della Meloni: “Noi crediamo prima di tutto in un Movimento popolare che sia libero, forte, calato nell’anima della Nazione, che sia radicato in ogni quartiere, in ogni mestiere, in ogni università. Che sia conservatore nei valori ma rivoluzionario nell’attitudine al cambiamento. Perché l’Italia ha bisogno di cambiare.” Come ha bisogno di cambiare la Basilicata.

Le elezioni regionali lucane possono essere la fucina per questo tentativo di dare una casa a tutti gli esuli della politica e di cambiare le sorti della nostra terra. Noi ci crediamo. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia Basilicata.

Atreju 2018, Lucania presente anche negli incontri

È iniziata ieri la tre giorni di Atreju, la festa della destra italiana. Nata con l’intento di essere la fucina di idee della nuova generazione dell’alternativa alla sinistra, Atreju è da sempre l’occasione per riunire il centrodestra e parlare di programmi.

Non è mancata, anche quest’anno, la nutrita delegazione di Fratelli d’Italia Basilicata. Presenti i vertici regionali, Gianni Rosa e Rossella Quinto, Leonzia Gaina, Giuseppangelo Canterino e Rocco Tauro, membri dell’assemblea nazionale, la rappresentanza della segreteria della Città Capoluogo: Pierpaolo Gruosso, Mary Zirpoli, Vincenzo D’Andrea e del coordinamento provinciale di Potenza: Angela Terranova e di Matera, Pasquale Di Lorenzo. Ad Atreju, che è la festa della gioventù di destra, non potevano mancare i nostri giovani, tra i quali la dirigente nazionale di GN, Fabiola Tortorelli e il Segretario regionale Mario Migliaccio.

Si è parlato anche di Basilicata, a Roma, con un incontro sul libro di Fabio Amendolara, ‘VelEni’, con i giornalisti Salvatore De Napoli e Giuseppe Marino ed il Presidente di Estra spa, Francesco Macrì, moderato dal nostro consigliere regionale Rosa il quale ha messo in evidenza come l’intreccio Politica, Potere e Petrolio, che portò alla morte di Enrico Mattei e Mauro De Mauro, dopo 60 anni è ancora vivo e in Lucania ne subiamo tutte le conseguenze: inquinamento e sudditanza verso le lobbies.

martedì 18 settembre 2018

Arrivano le nuove banconote da 100 e 200 euro: ora staranno nel portafoglio


ROMA - Dopo le banconote da 5, 10, 20 e 50 euro, la Banca centrale europea (Bce) ha presentato oggi a Francoforte i nuovi biglietti da 100 e 200 euro. Le due nuove banconote sono dotate di elementi nuovi e aggiornati ma delle stesse caratteristiche di sicurezza del 'pezzo' da 50 euro, come il ritratto nella filigrana e nell'ologramma. A cambiare sono le caratteristiche di sicurezza e soprattutto le dimensioni: ora saranno alte come il 50€ mentre la lunghezza resta invariata. Entreranno quindi più facilmente in un portafoglio di dimensioni standard oltre che facilitare la vita a bancomat e apparecchi per contare i soldi.

I nuovi tagli hanno nella parte superiore della striscia argentata un ologramma con “satellite”, ovvero un simbolo dell’euro (€) che ruota attorno al numero. Oltre agli elementi di sicurezza visibili a occhio nudo, le banconote in euro sono dotate anche di caratteristiche di sicurezza verificabili dalle apparecchiature. Sui nuovi biglietti da €100 e €200 queste caratteristiche sono state perfezionate e ne sono state aggiunte altre che consentono di trattare i biglietti e controllarne l’autenticità rapidamente. «Con l’introduzione delle nuove banconote in euro da €100 e €200 l’intera scala dei tagli continuerà a offrire un’efficace protezione dalla falsificazione», ha assicurato Yves Mersch, membro del comitato esecutivo.

Il metodo di verifica rimane del resto “toccare, guardare, muovere”, ricorda la Bce. A fine giugno, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,circolavano 2,7 miliardi di banconote da 100 contro 2,5 miliardi di biglietti da 10. In termini di valore la banconota da 100 è il secondo taglio più importante dopo quello da 50. Molto più 'rare' le banconote da 200 euro, pari ad appena l'1% del totale. Le nuove banconote inizieranno a circolare il 28 maggio 2019.

lunedì 17 settembre 2018

Pasqualino Monti: "L’emergenza Genova diventi la motivazione per sconfiggere la burocrazia"


POTENZA - “Il decreto Genova scritto per abbattere i tempi della burocrazia e consentire alla città di affrontare e vincere la sua sfida per la ripresa dopo il crollo del Ponte Morandi segnerà, ne sono convinto, un punto di svolta per il Paese. Paese il nostro, che sulla burocrazia, sulla ridondanza delle norme e sull’ignavia di un sistema che dietro a queste norme ha nascosto la sua inefficienza, ha perso competitività ma specialmente credibilità”.

Ad esprimersi così è Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, ma anche autore del libro “In mare controvento” edito da Mondadori, che racconta l’impotenza dei manager pubblici strangolati dal sistema e messi in condizione sempre e comunque di non fare.

Secondo Monti “La ferma presa di posizione assunta dal Vice-Ministro Rixi non è solo condivisibile; deve essere sostenuta senza esitazioni e distinguo da tutte le forze sane del Paese, chiamate a remare tutte nella stessa direzione che è anche quella di un quadro normativo di emergenza, indispensabile oggi per Genova e necessario, a partire da domani, per tutto il Paese. Genova può e deve diventare la motivazione e la chiave per aiutare l’Italia a liberarsi dei vincoli mortali imposti dalla burocrazia”.

Maurizio Paschetta pronto per il record mondiale di raccolta lumache


POTENZA - Maurizio Paschetta - the Natural Boy vuole sfidare tutto il mondo. Detentore di ben sei record mondiali agricoli:

- mungitura vacca a mano
- pigiatura uva con i piedi
- spaccalegna con accetta
- impilamento balle piccole di fieno su un rimorchio agricolo
- raccolta tartufi con cane su ring
- vangatura a mano

Questa volta il suo obiettivo è realizzare il record mondiale della raccolta delle lumache (chiocciole).
La sfida è stata lanciata alcuni mesi fa dal detentore attuale,

Nikolaj Milanov (Bulgaria) che nella città di Trojan nel 1994, in un'ora è riuscito a raccolto di 200 lumache (chiocciole). Questo record è stato certificato dalla World International Champions .

"Il record mondiale - afferma Maurizio Paschetta - non è per niente da sottovalutare . Bisognerà fare una gara eccellente , senza nessun errore tecnico e tattico .

La presentazione della gara mondiale (Conferenza Stampa) si terrà mercoledì 19 settembre ore 19, invece la gara Mondiale di: raccolta lumache (chiocciole) in un'ora verrà effettuata lunedì 24 settembre alle ore 18. In entrambe le occasioni - presentazione e gara mondiale, si terranno presso l'allevamento di lumache (chiocciole): "le lumache del marchesato" di Giacomo Torre, in via Revello n° 38/A, a Saluzzo (Cn) Piemonte, Italia.

La presentazione e gara mondiale saranno moderati da Paolo Campanella e Davide Bazzichetto.

Come nelle scorse gare anche questa volta l'evento è aperto a tutti. In entrambe le occasioni - presentazione e gara mondiale - sarà possibile vederla tutta , in diretta streaming su facebook attraverso la pagina: Maurizio Paschetta https://www.facebook.com/Maurizio.Paschetta.Official/

Maurizio Paschetta è pronto a sfidare tutto il mondo: per chi volesse raccogliere il guanto di sfida può contattare la World International Champions (email: worldinternationalchampions.24h@gmail.com).

sabato 15 settembre 2018

Benessere dei cittadini, l'Italia si piazza trentesima


ROMA - Benessere dei cittadini, l'Italia si piazza trentesima. Al primo posto c'è la Norvegia, al secondo la Svizzera e al terzo l'Islanda. La ricerca ha evidenziato anche i punti deboli di ogni Paese: per l'Italia si tratta di occupazione ma miglioramenti nella stabilità economica e nella sanità

L'Italia oltre la metà nella classifica per il benessere dei cittadini ma si piazza con rendimenti inferiori all'Europa per l'occupazione. Mentre Norvegia, Svizzera e Islanda sono i primi paesi al mondo per il benessere dei cittadini: sono i paesi più efficienti nel trasformare il reddito in benessere. È quanto risulta da uno studio di The Boston Consulting Group, secondo il quale c'è un ''intreccio virtuoso fra benessere e crescita economica''. La classifica è stilata in base all'indicatore Sustanaible Economic Development Assessment (Seda), lanciato da The Boston Consulting Group nel 2007 e che misura il benessere dei cittadini in 152 paesi. Il Seda analizza per ogni paese 40 indicatori, per i quali assegna un punteggio ogni anno. Un punteggio che viene rapportato con il reddito nazionale lordo pro capite: questo è il coefficiente Seda di conversione della ricchezza in benessere.

Per quanto riguarda l'Italia che si piazza in 30ma posizione, si segnalano una buona performance soprattutto miglioramenti nella stabilità economica e nella sanità, mentre i punti più deboli riguardano i rendimenti inferiori all'Europa per l'occupazione. Nella classifica stilata su 152 paesi, si evidenzia la dominanza dei paesi nordici (oltre a Norvegia e Islanda, la Danimarca è al 5 posto, la Svezia al 6 e la Finlandia all'8). Tra i paesi vicini all'Italia, la Svizzera vanta un secondo posto per una buona performance soprattutto in tema di governance, infrastrutture, stabilità economica e società civile, mentre i punti più deboli riguardano l'ambiente e l'educazione, l'Austria il 9° posto, la Germania il 12mo, la Francia il 20mo, mentre l'Italia si piazza in 30ma posizione. USA, Giappone e Gran Bretagna sono rispettivamente al 17mo, 18mo e 19mo posto, mentre fanalini di coda Sono Haiti (149), Yemen (150), Chad (151) e Repubblica Centrafricana (152). Lo studio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, mette in evidenza come migliorare il benessere dei cittadini non è in conflitto con l'obiettivo di rafforzare la crescita economica di una paese.

I risultati non lasciano adito a dubbi: ''negli ultimi dieci anni, afferma The Boston Consulting , i paesi con coefficienti Seda più alto, cioè quelli più efficienti nella trasformazione del reddito in benessere, hanno visto una crescita economica più solida''. Ma, avverte il rapporto, alti livelli di reddito non determinano per forza alti livelli di benessere: e' esemplificativo il caso degli Stati Uniti. Gli Usa, definiti una 'global powerhouse, ovvero parte dei 25 paesi con la ricchezza maggiore o la popolazione più ampia, hanno un coefficiente Seda dello 0,91, più' basso di quello della Svizzera che, anche se nella stessa fascia di reddito, vanta un 1,14. ''Cambiano le politiche, sono diversi gli esiti'' mette in evidenza The Boston Consulting, che offre anche la sua 'ricetta'. ''I settori più importanti su cui un governo non può transigere sono istruzione e occupazione. A questi va aggiunto anche quello delle infrastrutture, in particolare nel digitale. I paesi più in difficoltà dovranno dedicarsi allo sviluppo del settore salute.

Caccia, Federazione Ass.Diritti Animali e Ambiente: “Stagione venatoria si apre con recrudescenza"


POTENZA - Anche questa stagione di caccia, dopo le preaperture in quasi tutte le Regioni, prende avvio come al solito tra abusi e forzature filovenatorie praticamente sull’intero territorio nazionale, calpestando morale, scienza e giurisprudenza, con deroghe adottate all’ultimo momento (scandalosa quella votata ieri dalla Commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo per abbattere oltre quattrocentomila tra peppole e fringuelli, già cancellata anche grazie a noi quella della Sardegna a lepri e pernici autoctone) o ancora in assenza di piani faunistici venatori. Il tutto sotto gli occhi del “Governo del cambiamento” da cui ci aspettiamo atti concreti. Lo afferma, in una nota, la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, che riunisce una sessantina di organizzazioni protezionistiche, tra cui Enpa, Lav, Oipa, Lndc e Leidaa.

“Ciò che riscontriamo – prosegue la nota della Federazione – è un maggiore accanimento nei confronti della fauna selvatica, agevolato anche da scelte sciagurate dei precedenti Governi, come la trasformazione del Corpo forestale dello Stato e la cancellazione delle polizie provinciali specializzate nella vigilanza venatoria e dalle energiche pressioni delle lobby di agricoltori e allevatori per intensificare l’insensata, scientificamente immotivata e inutile guerra agli animali nei boschi e nelle campagne. A nessuno sembra importare la strage di milioni di animali che la stagione comporterà fino all’ultimo giorno di gennaio, né che nel “tritacarne” del “divertimento” venatorio finiscano anche specie minacciate né che il cruento passatempo di pochi minacci la sicurezza di chi nel verde cerca riposo, ricreazione, il contatto con la natura”.

“Se vuole davvero il cambiamento – continua la nota - questo Governo, adottando misure urgenti e stringenti per la tutela della biodiversità, in linea con le posizioni della comunità scientifica e dell’Unione europea, fermi la deriva delle Regioni “sparatutto”, dove le doppiette, nonostante il nettissimo calo numerico, la fanno ancora e sempre da padrone. Inflessibile dev'essere la difesa della fauna selvatica, con immediati ricorsi contro le deroghe volute dalle Regioni, secondo la linea delle impugnazioni positivamente seguita nel caso delle leggi delle Province autonome di Trento e Bolzano che autorizzavano la cattura e l'abbattimento di lupi ed orsi. Senza indugi occorre che il Governo realizzi il capitolo del contratto tra Lega e M5s che impegna a rafforzare le attività antibracconaggio e le previsioni penali contro maltrattamenti e uccisioni”.

Della Federazione fanno parte come soci fondatori l'Ente Nazionale Protezione Animale - ENPA; la Lega Antivivisezione, LAV; la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, Le.I.D.A.A; la Lega nazionale per la difesa del Cane, L.N.D.C.; l'Organizzazione Internazionale Protezione Animali, O.I.P.A. e come federate le associazioni AAE Conigli, AiutiamoFido, Amici Animali Onlus, Cani & Mici per Amici Onlus, City Angels, Earth, Eolo a 4 zampe, Frida's Friends Onlus, I Favolosi Cani 80, Il Rifugio del Micio, Noi Animali, Ombre a 4 zampe, SOS Gaia, SOS Levrieri, Tartamondo Onlus, Gaia Italia, L'Arca della Valle, Anita Onlus, Mondo Gatto Gruppo Volontari Onlus, Anima Equina Onlus, Con Fido nel Cuore Onlus, Diamoci la Zampa Onlus, Samu Italia Onlus, L'unione fa la Forza, Arca – I gatti della Piramide, Camminiamo Insieme Onlus, Associazione Progetto No Macello Onlus, Animalisti Italiani, Animalisti Onlus, Anima Meticcia Onlus, Arca Amica Onlus, Baukingham Palace - tutti fuori dalle gabbie Onlus, Cuori e Zampe Onlus, l'Universo di Maio, Randagi per Caso Onlus, Una Luce fuori dal Lager Onlus, Balzoo, Associazione Difesa Animali Arco (ADA), Pompei - Giù le mani dai Randagi, Oita Save the Pets, A.N.P.A., Amo gli Animali, Filippo Semplicemente Amore, Italian Horse Protection, Voce Animale, Impronte Amiche, Oasi degli Animali, Zampe d'Oro, Le Orme – Puglia, Ass. Big Brother, Zampette felici Onlus.

venerdì 14 settembre 2018

Corte di Giustizia Ue: Volo cancellato? La compagnia aerea deve rimborsare anche la commissione


ROMA - Non solo il biglietto, ma la compagnia aerea deve rimborsare anche la commissione in caso di cancellazione del volo. Il vettore aereo - secondo l’importante sentenza C-601/17, pubblicata il 12 settembre dall’ottava sezione della Corte di giustizia europea, e che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è meritevole di diffusione per gli effetti pratici a tutela dei passeggeri anche italiani - può essere condannato anche a rifondere la commissione che l’utente ha pagato all’intermediario quando ha prenotato l’aereo. Ma è del giudice nazionale la competenza a verificare se la compagnia fosse o meno consapevole della commissione fissata dal terzo.

La vicenda approdata innanzi al massimo consesso di giustizia europeo nasce in Germania ma i principi affermati nella decisione in commento sono validi in tutta l’UE. Un cittadino, infatti, aveva comprato un biglietto per sé e famiglia su un volo da Amburgo a Faro, in Portogallo, ma una compagnia low cost era stata costretta ad annullare il collegamento aereo, costringendo i turisti a rimandare la vacanza sulle spiagge dell’Algarve.

L’acquisto avviene attraverso un portale specializzato e il vettore rimborsa soltanto i 1.031 euro dei ticket e non i restanti 77 che il sito web di viaggi ha incamerato per la prenotazione online. Il consumatore si rivolge al tribunale circoscrizionale di Amburgo locale che, sospeso il procedimento, ha investito della questione la Corte di Giustizia.

I giudici della Corte con sede in Lussemburgo evidenziano che il Regolamento Ce 261/2004 va interpretato nel senso di garantire un elevato livello di protezione ai passeggeri degli aerei assicurando, tuttavia, un ragionevole equilibrio fra gli interessi di consumatori e aziende: il bilanciamento deve ritenersi adeguato nel momento in cui si ritiene che il prezzo del biglietto comprende l’aggio dell’intermediario. Tuttavia, rileva la Corte, spetta al giudice del rinvio accertare se la commissione è stata fissata all’insaputa del vettore.

giovedì 13 settembre 2018

Cassano allo Ionio (CS): al via i lavori nell'area archeologica di Casa Bianca

COSENZA - Al via i lavori di messa in opera del progetto finanziato dal PON Cultura e Sviluppo FERS 2014-2020: Parco Nazionale Archeologico di Sibari – Miglioramento della fruizione dell’area archeologica di Casa Bianca.

Il progetto rientra nella fase di sperimentazione di monitoraggio civico promossa nel 2015 dalla Commissione Europea ed avviata in 11 paesi dell’Unione, denominata Patti di Integrità: Meccanismo di monitoraggio civico per la tutela dei fondi UE e avviata con la sottoscrizione del Memorandum of Understanding fra l’Autorità di gestione PON Cultura e Sviluppo 2014/20120 e ActionAid International Italia. A seguito di ciò, è stato sottoscritto un Patto di Integrità dal Segretariato Regionale per la Calabria e i soggetti partecipanti alle gare, che si vincolano al rispetto di condotte improntate a principi di trasparenza e legalità nelle vasi fasi dei lavori e un successivo Accordo di monitoraggio tra lo stesso Segretariato, in qualità di Autorità appaltante e ActionAid International Italia, in qualità di supervisore indipendente. In sintesi, un patto di fiducia e di reciproco impegno tra stazione appaltante, imprese partecipanti e organismo indipendente di monitoraggio che, oltre a supervisionare la legalità, l’integrità e la trasparenza delle procedure, si occupa di coinvolgere i cittadini in percorsi di monitoraggio civico volti a garantire un controllo da parte delle comunità locali su tutte le fasi di progetto. Il monitoraggio tecnico/legale e civico, condotto da ActionAid Italia, è in collaborazione con Monithon e Gruppo Abele Onlus e con i cittadini del territorio. Per rispettare il principio di trasparenza, la ditta appaltatrice ha inserito nelle proposte migliorative del progetto ben 11 visite didattiche sul cantiere. La prima si terrà il 19 settembre e saranno presenti i congressisti internazionali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il Segretario Regionale del Mibac Calabria, Dott. Salvatore Patamia, rappresentante della stazione appaltante, ha più volte sottolineato il valore della sottoscrizione del Patto di Integrità che, permette l’avvicinamento dei cittadini alle istituzioni e viceversa, contribuendo a creare quel clima di fiducia e collaborazione che il progetto Integrity Pacts si pone tra i suoi obiettivi. Il progetto prevede anche l’allestimento di percorsi museali tattili per ciechi e ipovedenti con l’installazione di pannelli braille e riproduzioni in 3D. Accedere al patrimonio culturale è un diritto di tutti e per garantire la completa fruizione dell’area archeologica di Casa Bianca verranno realizzati accessi e percorsi privi di barriere architettoniche. L’area archeologica di Casa Bianca verrà inoltre messa in sicurezza con la costruzione di recinzione di confine di sistemi di videosorveglianza.

La collaborazione scientifica tra il Polo Museale e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, si concretizzerà con la ripresa dell’indagine archeologica del sito, negli anni oggetto di studio da parte della Scuola Archeologica di Atene, oggi di nuovo oggetto di approfondimenti scientifici. Le aspettative sono alte, perché nuovi tasselli potrebbero essere aggiunti alla conoscenza dell’aerea del Parco Archeologico di Sibari.

L’intervento verrà realizzato con metodologie e tecnologie moderne, per una più efficace azione di tutela. Le opere si svolgono all’interno di un Parco Archeologico sottoposto a tutela per cui, ogni lavorazione ed attività lavorativa terrà conto di tale circostanza e sarà improntata ad un principio generale di cautela, atto ad evitare interferenze con i beni e le attività del parco.

venerdì 7 settembre 2018

Diciotti: Salvini indagato per sequestro aggravato. Stop di Bonafede

Il ministro Salvini è indagato per sequestro aggravato. I magistrati palermitani hanno modificato le contestazioni ipotizzate inizialmente dalla Procura di Agrigento nei confronti del ministro, Matteo Salvini, contestandogli il reato di sequestro di persona aggravato. Il capo di Gabinetto Piantedosi non risulta indagato.

Attacca Salvini che apre in diretta Facebook la busta consegnatagli da carabinieri e inviata dalla Procura di Palermo. "Non mi ritengo nè un sequestratore nè un eversore. E magari mi assolvono", dice, poco prima di aprire il plico.

"Qui c'è la certificazione che un organo dello Stato indaga un altro organo dello Stato, con la piccolissima differenza che questo organo dello Stato, pieno di difetti e di limiti, per carità, è stato eletto, altri non sono eletti da nessuno", dice ancora Salvini

"Grazie ai magistrati, grazie al procuratore di Genova, grazie a tutti: mi date solo più forza", ha affermato ancora il ministro. "Sono pronto ad andare dai magistrati domani, a farmi ascoltare: mi costituisco", ha detto leggendo l'avviso di garanzia. "Mi accusano di sequestro di persona - ha aggiunto - e i migranti in gran parte si sono dileguati". "Sono preoccupato? No. Né per questa vicenda né per quella di Genova" sui fondi della Lega. "Non mollo, finché me lo chiedono gli italiani", ha aggiunto. "E se domani in Italia dovesse arrivare un'altra nave di clandestini, in Italia non sbarca".

giovedì 6 settembre 2018

Tumore della prostata metastatico: ogni anno colpiti oltre 7.000 italiani


POTENZA - Ridurre gli esami inutili e valutare correttamente l’efficacia delle cure per gli oltre 7.000 italiani che ogni anno sono colpiti da un tumore della prostata metastatico. Sono questi i due principali obiettivi della Consensus Conference sul monitoraggio del carcinoma prostatico avanzato che si apre oggi a Bologna. L’evento è ideato, realizzato e promosso dalla Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) e vede la partecipazione di oltre 100 specialisti da tutta la Penisola. Per la prima volta nel nostro Paese si vuole arrivare ad un documento che stabilisca regole precise per il monitoraggio dei pazienti afflitti dalle forme più gravi della neoplasia.

“Attualmente non esiste un programma condiviso che sia valido su tutto il territorio nazionale - afferma il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale SIUrO -. Spetta al singolo centro stabilire i controlli da svolgere dopo la diagnosi della malattia. Può quindi succedere che alcuni italiani siano sottoposti ad un numero eccessivo di esami mentre altri pazienti non vengano sufficientemente monitorati. Spesso capita che alcuni test, particolarmente complessi e magari superflui, siano pagati dallo stesso malato. Vogliamo quindi razionalizzare e uniformare la pratica clinica per poter così ridurre gli esami superflui. Questo porterebbe anche a notevoli risparmi economici sia per il singolo paziente che per l’intero sistema sanitario nazionale”. In totale sono circa 500mila gli italiani che vivono con un tumore della prostata. I costi per le diagnosi, i trattamenti e il follow-up a cinque anni per ogni singolo paziente ammontano a circa 10mila euro l’anno per un totale di oltre 420 milioni.

“E’ in assoluto la neoplasia più diffusa tra gli uomini italiani e perciò è ancora più importante riuscire ad evitare gli sprechi - aggiunge il dott. Giario Conti, Segretario Nazionale SIUrO -. Possiamo inoltre ottenere risultati migliori per quanto riguarda il cancro alla prostata resistente a castrazione (o CRPC). In quelle nazioni, come per esempio la Francia, in cui sono attivi precisi protocolli di monitoraggio si riscontra, infatti, una maggiore sopravvivenza. Il carcinoma prostatico è una patologia particolarmente “furba” perché riesce a mettere in atto dei sistemi di difesa che contrastano l’efficacia delle terapie. Oggi abbiamo a disposizione trattamenti che permettono a oltre il 90% dei pazienti di sconfiggere il tumore. Ciò nonostante ogni anno dobbiamo registrare anche 7.000 decessi soprattutto tra i più anziani. Per garantire al paziente una migliore risposta ai trattamenti, anche in caso di malattia avanzata, è necessario un monitoraggio accurato e dettagliato”. “Nonostante i grandi progressi della ricerca medico-scientifica il monitoraggio del tumore della prostata avanzato rimane una “zona oscura” che non viene ancora affrontata in nessuna linea guida - sottolinea il dott. Orazio Caffo, Consigliere Nazionale SIUrO -. Uno dei motivi di questa grave lacuna è che è sempre stato difficile mettere d’accordo i vari specialisti che si occupano della neoplasia. La nostra Società Scientifica ha la multidisciplinarietà nel suo DNA e riunisce al suo interno oncologi medici, urologi e oncologi radioterapisti. Proprio per questo motivo vogliamo essere i primi promotori di una svolta positiva sia per i clinici che per i pazienti”. Alla Consensus di Bologna oltre alla SIUrO aderiscono anche le altre sei Società che fanno parte del TMD (Team Multidisciplinare Uro-Oncologico): AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), AIRB (Società Italiana di Radiobiologia), AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica), AURO (Associazione Urologi Italiani), CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri) e SIU (Società Italiana di Urologia).

Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 34.800 nuovi casi di cancro della prostata. Rappresentano il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate dopo i 50 anni. “E’ una patologia che ha numeri importanti e che rappresenta un ottimo esempio dei vantaggi che si possono ottenere dalla gestione multidisciplinare e multiprofessionale dei tumori urologici - conclude il dott. Rolando M. D’Angelillo, Consigliere Nazionale SIUrO -. Se un paziente viene assistito da un team al cui interno lavorano e collaborano diversi specialisti, vengono ottimizzati l’appropriatezza diagnostica e terapeutica-osservazionale, l’accesso alle cure disponibili così come l’utilizzo delle risorse disponibili. Infine si riscontano anche miglioramenti sia nella qualità di vita del malato che nell’adesione alle terapie. Nei prossimi mesi organizzeremo una serie di incontri in cinque regioni italiane con i rappresentati delle istituzioni sanitarie locali e del personale medico. L’obiettivo finale è avviare un confronto e valutare se il modello proposto dal TMD può essere applicato e reso operativo sui vari territori. Sarà l’occasione per mettere a fuoco le principali criticità organizzative che caratterizzano le realtà locali e individuare i margini di miglioramento”.

sabato 1 settembre 2018

Caccia: WWF, con preaperture regioni dichiarano guerra alla fauna


POTENZA - Erano diversi anni che non si assisteva, da parte delle Regioni, ad una così generalizzata violazione delle norme che tutelano la fauna e che regolano l’attività venatoria. Una situazione gravissima si sta verificando con le cosiddette preaperture. In pratica le Regioni deliberano di anticipare l’avvio della stagione di caccia ai primi giorni di settembre rispetto a quanto stabilito dalla legge (terza domenica di settembre), prolungando così la già lunghissima stagione venatoria (più di 4 mesi).

Sono ben 14 le Regioni che ad oggi hanno approvato una preapertura. Così facendo si autorizzano moltissimi giorni di caccia in più con migliaia e migliaia di animali uccisi, oltre al disturbo a tante specie che in questo periodo sono in fasi molto delicate della loro vita: piccoli sono ancora immaturi, le specie migratrici devono prepararsi ai lunghi voli verso i luoghi di svernamento, tanti animali sono provati dalla scarsità di acqua e cibo a causa della siccità estiva e molti altri stanno ancora nidificando.

In molti casi siamo di fronte ad una vera e propria “sfida”: fuori tempo massimo si sono approvati calendari venatori anche ad agosto (Sicilia) o si è approvato un “supplemento” di calendario (Lazio). La Toscana, come sempre, si è distinta nelle scelte filovenatorie, approvando il 27 agosto una preapertura per l’1 e il 2 settembre. In Umbria, dove il WWF ha ottenuto una sospensiva contro la preapertura, l’assessore regionale alla caccia sembra voler andare addirittura contro il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale pur di non dire no ai cacciatori. La prassi di approvare le preaperture a ridosso dell’avvio della stagione venatoria è un espediente disonesto che le Regioni adottano per evitare i ricorsi amministrativi. Un comportamento indegno di una pubblica amministrazione che non dovrebbe ricorrere a simili mezzucci da azzeccagarbugli.

Ma il problema non sono solo le preaperture. In generale i provvedimenti che regolano la prossima stagione di caccia in molte regioni sono pessimi e gli avvocati del WWF, da soli o con i colleghi di altre associazioni, hanno dovuto avviare molti ricorsi ai TAR, chiedendo l’annullamento degli atti delle Regioni che non rispettano le norme a tutela della biodiversità e della fauna selvatica.

Il WWF ha così presentato ricorsi in Abruzzo, Liguria, Marche (ben due!), Toscana, Trentino, Sardegna, Sicilia e Umbria.

In questi ricorsi gli avvocati del Panda hanno messo in evidenza le numerose e gravi violazioni, in particolare della Direttiva europea sulla conservazione degli uccelli selvatici che vieta l’esercizio venatorio durante il ritorno al luogo di nidificazione e durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza dei piccoli. Inoltre, le Regioni hanno spesso completamente disatteso i pareri forniti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per ben 19 specie di uccelli, in Italia ancora cacciabili, ma considerate “in cattivo stato di conservazione” e quindi da tutelare.

“Si tratta di un quadro desolante rispetto al quale dobbiamo ancora una volta registrare che troppi amministratori regionali vogliono semplicemente accontentare la parte più retrograda del mondo venatorio, dimenticando che la fauna è un bene di tutti e che ci sono decine di sentenze della Corte costituzionale che l’hanno riconosciuto quale parte integrante del ‘valore ambiente’, da considerare bene unitario, valore trasversale e primario, diritto fondamentale e inviolabile della persona e patrimonio della comunità per cui è dovere dello Stato e delle Regioni garantirne la protezione” dichiara il vicepresidente del WWF Italia, Dante Caserta che aggiunge. “Quella in difesa della fauna è una battaglia per la quale c’è bisogno dell’aiuto dei cittadini. Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la tutela della fauna italiana di aiutarci ad affrontare le spese legali dei ricorsi e a rafforzare l’attività delle Guardie ambientali del WWF che, come ogni anno, saranno impegnate su tutto il territorio italiano per tutelare gli animali”.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO SULLE PREAPERTURE

COSA SONO. La legge 157/1992 (Legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), stabilisce come apertura regolare della caccia la terza domenica di settembre (art. 18 “Specie cacciabili e periodi di attività venatoria”). Concede come deroga la facoltà per le regioni di modificare i termini, con avvio della stagione venatoria il 1 settembre “per determinate specie in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali. Le regioni autorizzano le modifiche previo parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (ORA ISPRA).

Dalle note qui sotto si desume che per la stagione venatoria 2018/19 14 regioni hanno deciso la c.d” preapertura” , molte disattendendo il parere contrario di Ispra o senza chiederlo affatto. Sono tantissime giornate di caccia in più , con migliaia di animali uccisi illegalmente.

Queste le specie prese di mira nelle preaperture dal 1 settembre: gazza, cornacchia grigia e nera, tortora, colombaccio, ghiandaia, gazza, merlo, quaglia, alzavola, beccaccino, marzaiola, germano reale, volpe, storno.

Queste le regioni che fanno preaperture:

Basilicata, 3 giorni, 3 specie
Calabria, 3 giorni, 5 specie
Campania, 3 giorni, 6 specie
Emilia Romagna, 2 giorni, 5 specie
Friuli Venezia Giulia, 1 giorno, 6 specie
Lazio, 2 giorni, 5 specie
Lombardia, 4 giorni, 3 specie
Piemonte, 2 giorni, 5 specie
Puglia, 3 giorni, 5 specie
Sardegna, 2 giorni, 3 specie
Sicilia, “dal primo settembre ”, quindi tutte le giornate di caccia fino al 16 settembre, la domenica di apertura regolare
Toscana, 2 giorni, 10 specie
Umbria, 2 giorni, 8 specie
Veneto, 5 giorni, 5 specie

Regioni che non fanno pre apertura: le regioni che invece fanno una apertura apertura regolare la terza domenica di settembre sono: Abruzzo, Liguria, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Molise

PERCHÈ NO ALLA CACCIA ANTICIPATA. Le evidenze scientifiche e le normative europee non consentono la caccia nel periodo di fine estate, perché gli animali selvatici sono più vulnerabili. Per questo l’Unione Europea (e l’Italia è stata più volte richiamata dalla Commissione UE con l’avvio di procedure d’infrazione e condanne ) non consenta la caccia in alcuni periodi dell’anno, fra i quali proprio la fine dell’estate per le condizioni in cui si trovano numerose specie: piccoli ancora immaturi, le specie migratrici che devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa delle siccità estive, degli incendi e molte specie che stanno ancora nidificando. A tutto questo, in Italia si aggiunge anche un deficit di controlli, sempre più scarsi e, quindi, inefficaci, per la prevenzione e la deterrenza rispetto ai reati venatori. Inoltre, alla strage di migliaia di animali dichiarati cacciabili dalle regioni, bisogna aggiungere il disturbo alle specie non cacciabili e le numerose uccisioni “accidentali” (molte specie possono essere confuse ad es. la tortora e la tortora dal collare , specie protetta) o, peggio, veri e propri episodi di bracconaggio.

L’apertura anticipata è una pratica del tutto illogica, dannosa, criticata da anni dal mondo scientifico. Il suo particolare impatto, sulle specie oggetto di prelievo e anche sulle altre (che ne saranno indirettamente o direttamente colpite) è dovuto a numerosi motivi:

si apre la caccia in tarda estate, in un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie e quando molti giovani dell'anno non sono ancora maturi;

si caccia in una situazione di fine estate caratterizzata da scarsità di risorse idriche e trofiche e quando gli uccelli migratori si stanno preparando al grande volo di ritorno al sud, con le conseguenze che ciò ha sulla fauna;

si comincia a sparare quando sul nostro territorio sono presenti ancora molte specie protette migratrici, che possono così essere oggetto di sicuro disturbo e di possibile (purtroppo anche in questo caso in modo pressoché sicuro) anche danno diretto;

in particolare per gli anatidi non sono ancora giunti i contingenti migratori dal nord e quindi il prelievo si concentra sulle poche coppie nidificanti sul nostro territorio. Inoltre, le femmine in buona parte non hanno ancora completato la muta delle penne e hanno difficoltà di volo.

venerdì 31 agosto 2018

Ue: ora legale verso l'abolizione


BRUXELLES - Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha annunciato l'intenzione di proporre l'abolizione dell'ora legale. In una consultazione pubblica lanciata in estate dall'esecutivo comunitario, i cui risultati verranno resi pubblici oggi, l'80% dei rispondenti si sarebbe espresso a favore di questa ipotesi. "Milioni di persone hanno risposto e credono che dovrebbe essere cosi'", ha dichiarato Juncker in un'intervista rilasciata alla televisione tedesca Zdf: "La gente vuole questo e lo faremo".

giovedì 16 agosto 2018

Potente terremoto in Molise

ROMA - Trema ancora la terra nel Centro Italia. Una potente scossa magnitudo 5,2 ha fatto tremare il Molise ed è stata avvertita in Abruzzo, Lazio e parte della Puglia e della Campania alle ore 20.19 di giovedì 16 agosto. Epicentro a Montecilfone (CB), secondo quanto riporta l'INGV.

L’ipocentro localizzato a 9,4 km di profondità. La scossa è stata avvertita distintamente della popolazione e al momento non si hanno notizie di danni a persone o cose.

Intorno alla mezzanotte tra il 14 e il 15 agosto si era registrata un’altra forte scossa di magnitudo 4.7 nella stessa zona.

Matera: Ferragosto con nuvole e turisti


MATERA - Sono i luoghi coperti, come il "palombaro lungo" di Piazza Vittorio Veneto, il grande serbatoio idrico della Matera del Novecento, ma anche musei e chiese, tra le mete più visitate dai turisti in visita a ferragosto nella città "capitale europea della cultura 2019". Una scelta precauzionale a causa del cielo coperto che minaccia pioggia, come da allerta meteo.

I visitatori, e tra di loro anche giapponesi, francesi e inglesi, stanno comunque compiendo escursioni nei rioni Sassi in visita a chiese rupestri, musei e case della civiltà contadina e al sistema di raccolta delle acque. Molte anche le comitive su due ruote, in bici e moto, provenienti dalle regioni vicine e di appassionati di ricordi del passato, in piazza Vittorio Veneto, per la presenza del mercatino delle pulci nel ponte di ferragosto.

mercoledì 8 agosto 2018

97 piloti da tutta Italia al II Trofeo Vespistico del Mezzogiorno 'Caserta-Bari'

POTENZA  - Sono 97 i piloti che da tutta Italia e anche da Francia, Germania, Austria e Svizzera parteciperanno alla rievocazione storica 1958-2018 nonché seconda edizione assoluta del II Trofeo Vespistico del Mezzogiorno “Caserta-Bari” organizzato dal Vespa Club Maddaloni e che andrà in scena dal 31 agosto al 2 settembre 2018, con unico giorno di gara quello di sabato 1 settembre.

Il percorso di tale gara di regolarità in Vespa, che si snoda lungo 335,4 chilometri, comprenderà i territori di ben 6 province: Caserta, Benevento, Avellino, Foggia, Potenza, Bari.

Dallo scenario storico della Reggia di Caserta si percorrerà la memoria delle ruote classiche che, all’epoca, viaggiarono sulla SS7 “Appia” attraversando il Comune di Maddaloni fino a giungere a Benevento. Dal percorso urbano ci si sposterà nell’incantevole hinterland del Meridione dove, tra curve mozzafiato ed incantevoli vedute paesaggistiche, si attraverserà il comune di Buonalbergo prima di lambire la provincia di Avellino. Varcato il confine Campano, ci si inoltrerà in una prima tranche in terra pugliese dove, superato il comune di Candela, si toccheranno gli incantevoli scenari che la terra di Lucania ha da offrire. Costeggiando il parco nazionale delle Murge si farà ingresso nuovamente in Puglia, in direzione di Altamura. Qui, si passerà dinnanzi all’imponente “Porta Bari”, tra gli scenari simbolo dell’edizione del 1958 del Trofeo del Mezzogiorno. Continuando lungo l’itinerario, ci si addentrerà tra le murge del barese. In un costante ed altalenante avvicendamento tra percorso urbano/architettonico e naturalistico/paesaggistico, si marcerà in direzione dei comuni di Cassano delle Murge e Acquaviva delle Fonti per poi tagliare il traguardo a Bari, lì dove i piloti in gara del 1958 conclusero la loro marcia. Di seguito gli orari previsti di transito nelle singole aree nel giorno di gara, sabato 1 settembre 2018:

Caserta: Partenza dalla Reggia dalle ore 8.00;
Maddaloni (CE): lungo SS7 (via Libertà, via Caudina) dalle ore 8.15;
Montesarchio (BN): arrivo al punto di controllo nel piazzale del Bar Carmelo dalle ore 8.45;
Benevento: arrivo al punto di controllo in piazza Castello dalle ore 9.20;
Buonalbergo (BN): arrivo al punto di controllo in piazza Castello dalle ore 10.00;
Candela (FG): arrivo al punto di controllo in piazza Plebiscito dalle ore 12.00;
Villaggio Piaggio – Z.I. Melfi (PZ): arrivo al punto di controllo dalle ore 12.45 proseguendo poi verso Lavello (PZ);

Altamura (BA): arrivo al punto di controllo su corso Federico II di Svevia dalle ore 15.15;
Cassano delle Murge (BA): passaggio in centro lungo SP145; SP236; SP48 dalle ore 16.20;
Acquaviva delle Fonti (BA): arrivo al punto di controllo dinnanzi alla Cattedrale in piazza dei Martiri dalle ore 16.30;
Bari: arrivo dei piloti su lungomare Nazario Sauro dalle ore 17.30.

Tra i motivi di tale progetto vi è la presenza del presidente onorario del Vespa Club Maddaloni, Antonio Bernardo, un giovanotto classe 1922, tra i fondatori del Vespa Club Caserta nonché primo sulla linea di partenza con la sua Vespa 150 GS proprio all’edizione del 1958 del trofeo Caserta-Bari.

Inoltre, alla competizione, che vanta i patrocini dell’Amministrazione comunale della Città di Caserta e della Città di Bari, prenderanno parte vari modelli di Vespa prodotti dal 1948 al 1958, tra farobasso (tra cui una “sei giorni”), GS, ACMA, Utilitaria, ecc. Le più antiche in gara saranno due modelli V1 con cambio a bacchetta del 1948, mentre la più “recente” una GS del 1958.

Molto articolato anche il programma che vedrà il giorno 31 agosto, dalle 15.00, le operazioni di verifica e punzonatura delle Vespa dinnanzi alla Reggia di Caserta per poi spostarsi alle 19.00 alla Fondazione Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni dove avverrà un breafing con i piloti. Il giorno 1 settembre, alle ore 8.00, prenderà il via la gara vera e propria con la partenza ad intervalli di 30 secondi dei piloti. Il percorso, dopo la partenza da Caserta, toccherà i centri di Maddaloni, Montesarchio, Benevento (sulla storica SS7 “Appia”), Buonalbergo, Candela, Altamura, Cassano delle Murge, Acquaviva delle Fonti per arrivare, infine, sul lungomare di Bari a partire dalle 17.30. La giornata si concluderà con una sontuosa cena di Gala.

Nell’ultimo giorno dell’evento, domenica 2 settembre, i concorrenti faranno ritorno in apposito autobus messo a disposizione dall’organizzazione, alla Reggia di Caserta dove ci saranno le premiazioni finali ed un lauto banchetto.

Un evento di spessore e di notevole interesse che resterà indelebile nella memoria di quanti vi assisteranno.

martedì 7 agosto 2018

Fiera del Levante: premier Conte parteciperà a cerimonia inaugurale


BARI - Sarà il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte a inaugurare a Bari, il prossimo 8 settembre, l’82esima edizione della Campionaria Generale Internazionale. La notizia è particolarmente importante per la Nuova Fiera del Levante che quest’anno - per la prima volta - si impone sul mercato nazionale e internazionale con scelte coraggiose, che rispettano fortemente la tradizione meridionale ma si aprono, attraverso squarci di creatività e innovazione, al futuro.

Una storia nuova scritta dopo ottantuno importantissime pagine, per raccontare la forza dell’intero sistema d’imprese del territorio barese.

“L’ultimo Presidente del Consiglio pugliese a inaugurare la Fiera è stato Aldo Moro nel 1975 – ci dice il Presidente di Nuova Fiera del Levante Alessandro Ambrosi -, per me sarà un onore ospitare un’altissima figura istituzionale della mia stessa amata terra. Moro aveva un grande cuore, Conte ha una straordinaria simpatia. I pugliesi hanno una generosità e una ospitalità che finalmente sta avendo riconoscimenti dai popoli più evoluti del mondo”.

Il professore di Diritto Privato, nominato Premier il 21 maggio 2018, è nato nel 1964 a Volturara Appula, un piccolissimo centro del Subappennino dauno abitato da circa 400 abitanti, non molto lontano geograficamente dalla Campania e dal Molise.

Giuseppe Conte si è diplomato al Liceo Classico di San Marco in Lamis e si è laureato a Roma in Giurisprudenza, presso l'Università La Sapienza.

Tra poche settimane scopriremo dal suo discorso inaugurale se il prof. Giuseppe Conte, abbia mai visitato la Campionaria, quali ricordi lo legano eventualmente a essa e che cosa potrà fare di positivo per portare questa realtà ai vertici dell’interesse nazionale. Insieme alla sua Puglia, ovviamente.

sabato 4 agosto 2018

Potenza: il 12 agosto ricordate le vittime dei bombardamenti dopo l'8 settembre '43

(Foto ANSA)

POTENZA - In occasione dell'ormai terminato restauro dell'altare di San Rocco, importantissimo capolavoro dell'arte cristiana potentina, la sera del 12 agosto verrà inaugurato nella stessa chiesa un "memoriale" in memoria delle 187 vittime che sono state provocate dai bombardamenti su Potenza dopo l'8 settembre 1943. A darne notizia la stessa parrocchia.

giovedì 2 agosto 2018

"Al Governo il dossier Basilicata"


(ANSA) - POTENZA - "Consegnerò al Governo un 'dossier Basilicata' con le necessità infrastrutturali di questo territorio: finora ho raccolto tutti i dati necessari, per poi mettere sul tavolo una lista di cose più urgenti". Lo ha detto il sottosegretario alle infrastrutture, Armando Siri, ieri pomeriggio a Potenza, nel corso di una conferenza stampa organizzata al termine di un "tour" nella regione.