Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

sabato 19 gennaio 2019

"I 5stelle lucani vedono le ‘magagne’ solo quando gli conviene"


POTENZA - Era il 2014 quando ad un ingegnere, Giuseppe Spera, fu conferito, in palese violazione di una delibera regionale che vietava alle aziende sanitarie del SSR di conferire nuovi incarichi al personale dirigenziale, un incarico, appunto, dirigenziale dell’area tecnico-logistica dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo.

Ce ne accorgemmo solo noi e dopo aver alzato un po’ di polvere, la Regione Basilicata diffidò l’allora Direttore Maruggi a revocare l’incarico.

Sperpero di denaro pubblico e illegittimità della nomina, nomina che magari fa curriculum per future selezioni: 5stelle non pervenuti. In quell’occasione fummo i soli a combattere le ‘magagne’ della Sanità lucana.

Nel 2018, quello stesso ingegnere partecipa alla selezione per diventare nuovo Direttore Generale del San Carlo. Viene battuto da Massimo Barresi, come tutti sanno. E da qui, apriti cielo: per l’ingegnere si scomodano una senatrice e persino l’europarlamentare Pedicini dei 5stelle. Pare, dicono loro, che il curriculum dell’ingegnere sia migliore di quello del prescelto.

Senza entrare nel merito dei curriculum, ci viene però qualche sospetto su questa mobilitazione di massa dei 5stelle lucani pro ingegnere Spera: come mai quando, nel 2014, ricevette illegittimamente un incarico dirigenziale, i 5stelle restarono in silenzio mentre oggi, invece, si fanno in quattro per difenderlo? Non sarà perché il fratello di Spera è l’avvocato del candidato alla Presidenza della Regione dei pentastellati che ha mandato la diffida alla Franconi per fissare le elezioni?

I 5stelle che, come tutte le opposizioni, compresi noi, hanno deplorato la ‘tempestività’ delle nomine dei Direttori sanitari, a ridosso della chiusura del mandato da parte della Franconi, oggi, fanno storie per “piazzare” Spera. La loro è una moralità a corrente alternata: quando non li tocca, zitti; quando gli è utile, sono tutti ladri, corrotti e clientes.

Insomma, questa vicenda è la dimostrazione che i 5stelle non rappresentano nulla di nuovo rispetto al Pd: i metodi sono sempre gli stessi, tutelare gli amici. Che, poi, saremmo curiosi di sapere se quell’incarico illegittimo a Spera ha fatto curriculum nella selezione per Direttore Generale al San Carlo. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

Leggieri e Perrini (M5S): Impugnata dal Governo la legge n. 38 del 22 novembre 2018


POTENZA - Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Basilicata n. 38 del 22/11/2018, recante “Seconda variazione al bilancio di previsione pluriennale 2018/2020 e disposizioni in materia di scadenza di termini legislativi e nei vari settori di intervento della Regione Basilicata”, in quanto una norma in materia di assunzione di personale confligge con gli articoli 97, 3 e 51 della Costituzione.

Come avevamo denunciato qualche settimana fa, tra le tante scorribande e oscure operazioni in corso alla Regione Basilicata, c’era proprio la questione delle assunzioni di personale negli uffici regionali che, da quanto dichiarato da alcune sigle sindacali avrebbe riguardato soggetti che non avrebbero partecipato ad alcun concorso.

In particolare, avevamo segnalato quello che prevedeva l’articolo 24 della legge regionale numero 38 pubblicata sul Bur il 22 novembre 2018. Nell’articolo, veniva sommariamente decretato, che per ragioni di “razionalizzazione”, era possibile l’assunzione a tempo indeterminato presso gli uffici della Regione Basilicata, con semplice domanda, di coloro che provengono da alcune società partecipate e che sono poi transitati negli uffici regionali da almeno 5 anni. Si sarebbe trattato di personale amministrativo (i sindacati riferiscono si tratti di “collaboratori” dei politici) che ha lavorato per il consiglio regionale.

Quante angherie dovremo subire ancora dalla giunta Pittella-Franconi-Pd, e denunciare fino alle sospirate elezioni regionali? È l’interrogativo che assale i cittadini onesti, quelli che non hanno chiesto e non chiederebbero nulla a nessuno, che accompagnano i figli a scuola nella speranza che lo studio e le competenze possano garantire loro un futuro, secondo un sano e trasparente processo selettivo.

Purtroppo ci avevamo visto giusto anche questa volta. Rinnoviamo l’invito alla Franconi affiché sia celere nel fissare la data del voto, la pazienza dei lucani è finita da tempo. Così in una nota Gianni Leggieri e Gianni Perrino, Gruppo Consiliare M5S Basilicata.

Rosa (Fdi): "Nuova norma regionale impugnata: violato il principio costituzionale dei concorsi nella Pa"


POTENZA - Anche l’ultima manovra al bilancio di previsione approvata dal centrosinistra lucano cade sotto la mannaia del Governo.

Sinceramente, ne siamo soddisfatti. L’ennesima norma regionale impugnata dal Governo, l’ennesima illegittimità che avevamo denunciato all’indomani dell’approvazione. L’articolo di legge che consentiva il passaggio dei dipendenti dagli enti subregionali nei ruoli della Regione, se avevano espletato servizio negli ultimi cinque anni presso gli uffici di Viale Verrastro, era l’ennesimo tentativo del centrosinistra di ‘tutelare’ pochi a discapito di molti.

È l’ultima norma, in ordine di tempo, per aggirare il principio costituzionale per il quale nella Pubblica Amministrazione si accede per concorso cui possono partecipare tutti, non solo gli ‘amici’. Dalle nostre mozioni per chiedere selezioni pubbliche per l’accesso negli Enti subregionali, alla nostra attività per sollevare il velo sulle numerose ‘assunzioni’ sospette ci battiamo, da anni, per una Basilicata libera dai legacci del clientelismo.

I mezzucci utilizzati dal centrosinistra in questi vent’anni hanno portato la nostra Regione ad uno scontro tra i pochi fortunati e i molti che non hanno mai avuto ‘santi in Viale Verrastro’. È una situazione non solo eticamente amorale ma anche controproducente. Quanti dei nostri giovani sono emigrati perché in altre Regioni venivano espletati concorsi pubblici mentre qui non si è avuta mai la possibilità di farli perché negli Enti c’erano infornate di ‘amici’? Quanti hanno rinunciato perché quelle poche selezioni farsa erano manipolate?

È una situazione che non può andare più avanti, pena la morte sociale della Basilicata. Non ci stancheremo mai di dirlo: alla nostra Terra, prima di tutto, serve il ritorno alla legalità. Questo è quello che garantiremo con il prossimo Governo, affinchè tutti i Lucani possano avere una chance di rimanere qui. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

Mattia (M5S): "Orgogliosi di Matera 2019 e pronti a superare i ritardi con un piano di sviluppo"


MATERA - L’inaugurazione di Matera capitale europea della cultura 2019 è un traguardo che riempie di felicità e soddisfazione tutti i lucani e potrebbe segnare l’avvio di un percorso di uno straordinario sviluppo per tutta la Basilicata e per il Mezzogiorno.

Bisogna evitare tuttavia che questa grande opportunità si trasformi nel tempo in un fuoco di paglia e in un'operazione mediatica che in poco tempo si consuma e si perde nella memoria della storia economica, sociale e culturale della nostra regione.

Le difficoltà e i ritardi emersi nel corso degli anni di preparazione dell’evento, la gestione personalistica e molto discutibile dei fondi e le procedure adottate per gli incarichi e per la selezione dei progetti, costituiscono segnali di preoccupazione che, da adesso in poi, devono essere superati da azioni e visioni affidate al supporto del governo Conte, a partire dai ministri Lezzi e Bonisoli, e da un atteggiamento più appropriato, efficiente e lungimirante della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

Dobbiamo perciò evitare, così come ha dimostrato il ministro Lezzi con la sua presenza a Matera una volta al mese, che in futuro politiche sbagliate possano indebolire e frenare le energie potenziali ancora inespresse a discapito dello sviluppo e del traino complessivo che Matera può esprimere a favore di tutta la regione.

Occorre una strategia generale che, partendo dal grande patrimonio offerto da Matera 2019, guardi alla Basilicata come centro del sud peninsulare, porta mediterranea dell'Europa, crocevia di relazioni e scambi con i paesi asiatici.

Con il M5S al governo nazionale e al governo della Regione Basilicata, va data una svolta per dire no all'improvvisazione e al provincialismo nelle politiche a cui siamo stati abituati in questi decenni.

Come lucani siamo orgogliosi di Matera, dei suoi cittadini e degli sforzi compiuti affinché la Basilicata sia oggi una finestra di meraviglia aperta sul mondo. Vogliamo che questa finestra diventi una porta e poi un’autostrada verso l’internazionalizzazione del territorio.

Per questo, nel nostro programma per la Basilicata prevediamo un piano di sviluppo capace di mettere a sistema e a valore economico tutti gli asset caratteristici e inimitabili del nostro territorio in una logica di connessione con le principali infrastrutture culturali, innovative, fisiche dell’Europa e del mondo. Così in una nota Mattia Presidente, M5S Basilicata.

venerdì 18 gennaio 2019

Nomina direttore generale 'San Carlo' di Potenza, Pedicini: “Un colpo di mano”

POTENZA - “Quello che sta succedendo all’azienda ospedaliera "San Carlo" di Potenza è gravissimo e come M5S agiremo in tutte le sedi per fare in modo che venga ripristinata la legalità e il rispetto delle procedure”. L’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini interviene sulla “oscura” nomina del nuovo direttore generale della più grande realtà ospedaliera della Basilicata. Massimo Barresi, 51enne napoletano, ha firmato nei giorni scorsi il contratto triennale che gli affida la guida del nosocomio lucano e dei presidi distaccati di Melfi, Lagonegro e Villa d'Agri. Un atto che ha fatto scattare un ricorso al Tar e un esposto alla procura della Repubblica di Potenza da parte di Giuseppe Spera che secondo la graduatoria della commissione tecnica avrebbe dovuto prendere il posto di Angelo Cordone che aveva rinunciato alla nomina per restare a Milano e precedeva lo stesso Barresi.

“Tutto avvenuto praticamente a legislatura scaduta dopo che per 12 mesi la giunta Pittella ha provveduto a nominare commissari con provvedimenti che hanno portato all’apertura di indagini per abusi d’ufficio a carico di 10 componenti dell’esecutivo” afferma Pedicini. Ma non solo “il nuovo direttore generale del San Carlo ha un curriculum meno ricco del concorrente escluso con la delibera della nomina, una delibera che per giorni non è stata disponibile nell’albo pretorio regionale e l'accesso agli atti per i ricorrenti è stato possibile solo dopo la sottoscrizione del contratto con Barresi”. “E per finire - aggiunge l’eurodeputato del M5S -la richiesta delle certificazioni per la partecipazione alla selezione è partita solo dopo la firma dell’accordo”.

“La vicenda del San Carlo è esemplificativa di quello che non va in Basilicata: anche questa è la nomina politica di una giunta che fino alla fine sta cercando di occupare tutte le poltrone disponibili. Non possiamo più permetterlo - ha concluso Piernicola Pedicini - e siamo certi che le ormai prossime elezioni regionali daranno una svolta al futuro della Basilicata, con il candidato presidente del M5S Antonio Mattia e con gli altri 19 candidati della lista”.

Marsico Nuovo: impasse nella maggioranza del gruppo M5S


MARSICO NUOVO (PZ) - “Abbiamo già tutto, non ci manca niente, dobbiamo metterci soltanto il vestito della festa!”.

Al consiglio oltre alla maggioranza partecipava il Consigliere di minoranza Claudio Langone in rappresentanza del Movimento 5 Stelle di Marsico Nuovo.

Il consigliere Langone prendeva la parola (come da verbale) ed annunciava il suo voto favorevole alla deliberazione del Consiglio Comunale.

Non è la prima volta che il Consigliere Langone vota favorevolmente ad una iniziativa della maggioranza, ed anche in questo caso senza avere convocato la consueta riunione di pre-consiglio, senza avere informato dei punti all’ordine del giorno e senza avere concordato e deciso la posizione da tenere. A dire il vero in passato è successo anche di peggio: si era concordato, nella riunione di pre-consiglio, la posizione da tenere ed in consiglio comunale è stato fatto l’esatto contrario. La totale chiusura da parte del Consigliere Langone al dialogo e soprattutto alla condivisione dura ormai da troppo tempo ed a nulla sono valsi i tanti tentativi di addivenire ad una soluzione comune, pertanto ci vediamo costretti, nostro malgrado, a prenderne nettamente le distanze dall’azione politica, portata avanti in questi ultimi mesi ed in particolare sulla delibera sopracitata.

Si è incrinato il rapporto di fiducia tra la maggioranza del gruppo M5S di Marsico Nuovo ed il ConsigliereLangone che, a questo punto, agisce solo ed esclusivamente a titolo personale.

Gli attivisti:

Campanella Antonio
Caso Antonio
Cianciarulo Carmela
Coiro Raffaele
Colella Mario
Innella Carmine
Innella Lucia
Innella Raffaele
Laino Lucio
Lo Duca Mario
Notarfrancesco Antonio

'Altra Basilicata' per un Piano energetico lucano


POTENZA - Il progresso non può essere fermato e la crescita non può fare a meno dell’energia. Come conciliare tutto questo con un aumento del benessere e il rispetto e la tutela dell’ambiente?

Diverse sono le tecnologie sviluppate e ampiamente collaudate per la produzione di energia pulita. Affidabili e sostenibili perché attuabili con investimenti a basso costo. Democratiche perché installabili nelle case di ogni cittadino, nei palazzi di ogni ente pubblico o nelle sedi di tutte le aziende.

Altra Basilicata si propone come punto di riferimento per la stesura e l’attuazione di un Piano Energetico a Modello Invertito. Un modello cioè dove ai pochi “commercianti di energia” si sostituiscano tanti micro-produttori che attraverso un più moderno ed efficiente modello di “conto energia” traggano vantaggio per se e per l’ambiente e cedano anche energia alla rete.

La nostra Regione ha tutte le caratteristiche per poter diventare un esempio virtuoso per l’intera nazione nella micro generazione di energia elettrica, nel contenimento dell’uso di gas dal sotto suolo, nella tutela dell’ambiente e degli interessi di quanti vivono di agricoltura, turismo e territorio.

Per poter attuare il cambio paradigmatico sia del modello energetico che di quello economico Altra Basilicata propone:

1. di ridisegnare completamente il sistema di transizione energetica a partire dal ripensamento dell’uso del gettito della componente A3 delle bollette;

2. di accelerare la transizione alle energie rinnovabili raggiungendo, già entro i prossimi 10 anni, gli obiettivi degli accordi ambientali ratificati dall’Italia a livello internazionale;

3. di individuare e accogliere tutte quelle aziende che potrebbero riportare ad un modello economico basato più sulla micro produzione che non sul grande commercio di flussi energetici.

4. di individuare e accogliere le aziende della componentistica necessaria per gli impianti di micro generazione. Non siamo contro i “capitali d’investimento stranieri”, ma ci opponiamo con fermezza alla finanza acrobatica della semplice speculazione. Quella finanza dei “soli capitali” i cui detentori abitano e vivono in un qualsiasi posto del mondo e utilizzano il loro potere finanziario al solo scopo di moltiplicare la propria ricchezza a scapito di intere società e interi territori.

5. di costituire qui nella nostra Regione un osservatorio energetico “super partes” che monitori questa rapida transizione.

Altra Basilicata fa appello ai cittadini perché forti del proprio spirito critico sappiano appoggiare chi opera concretamente per il bene comune e non per pochi ed oscuri interessi privati.

Si rivolge al Governo e chiede di essere ascoltata come interlocutore competente e coerente affinché d’ora in avanti si lavori per dare concretezza agli accordi internazionali a cui il popolo italiano aderisce per il tramite dei propri rappresentanti politici.

Infine, rivolgiamo un appello proprio agli imprenditori e ai detentori di potere economico che affittano intere pagine di giornali per minacciare o intimorire: prima di tutto siate rispettosi.

Né l’Italia, né la Basilicata sono terre di conquista o di semplice sfruttamento. Noi in particolare, viviamo sui crinali e sui monti che vengono invasi da selve di devastanti pale per la produzione di “energia pulita”, ci vengono imposte trivellazioni ed estrazioni con le tecniche più distruttive che esistano.

Non siamo ingenui. L’energia nazionale è un concetto che non esiste, esistono invece gli italiani e i lucani, i cui diritti e i cui interessi vengono sistematicamente lesi da lobby e pratiche scellerate di politicanti senza alcuna visione.

Il fabbisogno energetico della nazione può essere soddisfatto ricorrendo a sistemi di produzione meno invasivi e impattanti di quelli attuali. L’efficienza e l’efficacia di quelle tecnologie è talmente chiara ed evidente da far tremare tutta la filiera della vecchia industria i cui rappresentanti stanno levando scudi e scavando trincee per difendere un sistema di produzione obsoleto e invasivo.

Però, più delle tecnologie ciò che veramente temono i “capitali finanziari”, è il cambiamento culturale che inarrestabile sta crescendo. Le idee di cui sono portatrici le nuove generazioni prendono le distanze da tutto ciò che rappresentano le attuali tecniche di produzione energetica. I giovani nelle scelte di vita sono oramai attenti a conciliare il proprio con l’interesse comune.

Arrivare a zero emissioni nel 2030, richiede l’impegno di tutti e non può prescindere da una combinazione di scelte condivise, una normativa che contenga i giusti incentivi, l’avviamento di adeguate risorse economiche. Però tutto questo deve innestarsi su un modello economico-energetico diffuso!

Infine, vogliate considerare che alzare barriere e investire tempo e danaro per resistere ad un’onda di cambiamento già in essere sono tempo ed energia persi. Sedetevi con noi e collaborate concretamente a progetti di blue economy, questo aprirà veramente le porte del futuro alle vostre aziende.

La riconversione sarà meno traumatica della chiusura.

Insistere sulla strada del fossile inquinante e dell’eolico a perdita d’occhio non è solo impopolare, è dispendioso e a lungo andare perdente! Così in una nota 'Altra Basilicata, Polo civico lucano'.

giovedì 17 gennaio 2019

Decretone, Governo: "E' nuovo Welfare state"


ROMA - C'è il via libera del Cdm al reddito e quota 100. Questa è "una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorale ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero": dichiara il premier Giuseppe Conte.

"Prima si facevano vertici sui rimpasti, noi abbiamo fatto tutti i vertici necessari per entrare nella casa degli italiani, per incidere nella vita vera degli italiani. Luigi e Giuseppe, vi dico grazie, sono stati 7 mesi entusiasmanti e i prossimi dieci anni lo saranno altrettanto", ha detto Matteo Salvini.

"E' un progetto - ha detto il premier - che riguarda cinque milioni di persone che si trovano in povertà e un milione di persone che potranno andare nel triennio in anticipo in pensione".

"Soldi veri: 22 miliardi di euro", ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando del valore del decretone. Salvini ha inoltre sottolieneato: "Sono felice. Tanto impegno ma ci siamo: dalle parole ai fatti. Ci dicevano che non si poteva: diritto alla pensione per un milione di italiani contiamo possa trasformarsi in diritto al lavoro per un altro milione di italiani che non deve scappare all'estero". Ci sarà "subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash", ha aggiunto Salvini. Con quota 100, ha ribadito, "non c'è nessuna penalizzazione e nessun taglio, sarà una libertà di scelta". "62 anni e 38 anni versamenti senza penalizzazione ed è solo il punto di partenza, l'obiettivo è quota 41. La Fornero si prepari a piangere ancora", ha detto ancora Salvini. "Dedico questa decina di paginette - ha evidenziato alla signora Fornero, la signora piangente, e al signor Monti, non se ne fanno ancora una ragione...io conto di fare il ministro ancora a lungo".

"Un'impresa che assume chi prende il reddito di cittadinanza arriva fino a 18 mesi di sgravi fiscali. Se chi prende il reddito decide di aprire un'azienda riconosciamo fino a 16 mesi di assegno per avviarla. Perché questa misura serve anche a stimolare l'autoimpiego e ad abbassare il costo del lavoro, su cui c'è tanto da fare". "In sette mesi abbiamo realizzato le misure centrali del contratto di governo: reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Adesso abbiamo la dimostrazione con i fatti che tutti gli altri punti del contratto si possano realizzare. A chi diceva fosse fantascientifico dico che la migliore risposta è questa", ha detto Luigi Di Maio. Nel reddito di cittadinanza ci "sono norme anti-divano, che sono le norme su cui si fonda tutto il programma e che non consente a nessuno di poter abusare del reddito".

Secondo quanto si legge nell'ultima bozza del decretone sul capitolo pensioni, c'è una clausola 'salva-spesa' anche per evitare sforamenti per l'uscita anticipata con quota 100. Previsto un monitoraggio bimestrale dell'Inps che, "nel caso in cui emergano scostamenti, anche in via prospettica", fa scattare i tagli ai ministeri competenti (in questo caso al ministero del Lavoro) e, quando non sufficienti, altre misure correttive come previsto dalla riforma del Bilancio dello Stato.

Di Maio: giorno importante, ripagati anni battaglia M5S - "Oggi è una giornata importante e a vincere sono, come sempre, i cittadini. Un risultato che ripaga anni di battaglie portate avanti dal M5S". A sostenerlo il vicepremier Luigi Di Maio al termine del vertice governativo sul decreto che contiene il reddito di cittadinanza e quota 100.

Leggieri e Perrino (M5S Basilicata): "La Franconi sia celere nell’emettere il nuovo decreto di indizione dei comizi elettorali"


POTENZA - A pochi giorni dalla sentenza del TAR per la Basilicata, con la quale è stato accolto il ricorso presentato dai Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Gianni Perrino e Gianni Leggieri insieme al candidato presidente della Regione Basilicata, Antonio Mattia, è doveroso fare alcune riflessioni.

La pronuncia dei Giudici amministrativi ha confermato quanto, per il tramite dei nostri legali, abbiamo subito evidenziato: le illegittimità che hanno contraddistinto il Decreto n. 260 del 20 novembre 2018 con il quale la Vicepresidente della Giunta Regionale, Flavia Franconi, ha indetto le elezioni regionali per il 26 maggio prossimo.

Abbiamo da subito contestato in questo atto la violazione dei principi di democraticità e sovranità popolare nonché di efficacia e buon andamento dell’attività amministrativa. Abbiamo rilevato l’eccesso di potere per errore sui presupposti di fatto e di diritto e conseguente travisamento, contraddittorietà, difetto di istruttoria e di motivazione, illogicità e sviamento del Decreto n. 260/2018. Il ricorso ha voluto sottolineare la portata fondamentale della Legge n. 165/2004, che si aggancia direttamente alla Costituzione, secondo la quale gli organi elettivi delle regioni durano in carica cinque anni, e che viene richiamata anche dalla Legge elettorale regionale n. 20 del 2018, approvata nel cuore dell’estate scorsa, quando il cataclisma giudiziario aveva già scosso i palazzi del “potere lucano”.

I Giudici amministrativi hanno accolto le nostre tesi difensive, annullato il Decreto e imposto alla Regione di individuare una data nuova (antecedente rispetto al 26 maggio) delle elezioni regionali. È stato così respinto il tentativo di relegare in secondo piano non solo una legge principale dello Stato, ma la stessa legge elettorale regionale approvata nell’agosto del 2018, in nome dell’election day.

La prorogatio dilatatissima, propugnata dalla Regione nell’accorpare il voto regionale a quello delle europee ed amministrative, ha rappresentato un tentativo di giustificare anche un risparmio per la Regione. Tale esigenza, tuttavia, avrebbe potuto e dovuto essere presa in considerazione ben prima della scadenza naturale (17 novembre 2018) della legislatura regionale. E se il voto delle europee fosse stato programmato per il mese di dicembre di quest’anno, sarebbe stata ammessa una prorogatio di oltre un anno? Siamo ancora in Italia e per fortuna si applicano le leggi della Repubblica.

La Vicepresidente Franconi, a questo punto, sia celere nell’emanare il nuovo decreto di indizione dei comizi elettorali. I lucani hanno già subito troppe mortificazioni e umiliazioni. Si apprestano, inoltre, ad assistere alla cerimonia di inaugurazione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 alla presenza del Presidente della Repubblica e del Capo del Governo senza un vero padrone di casa, considerate le vicende che hanno interessato Marcello Pittella. Saremo il prossimo 19 gennaio senza il Presidente della Regione, che avrebbe dovuto accogliere le massime cariche dello Stato in una giornata storica per la Basilicata, proprio come lo scorso 10 gennaio quando si è pronunciato il TAR Basilicata. Il 19 gennaio sarà una giornata velata dalla vergogna di non avere il Presidente della Regione al fianco dei Presidenti Mattarella e Conte. Cosa che i lucani non meritavano. Così in una nota Gianni Leggieri e Gianni Perrino, Gruppo Consiliare M5S Basilicata.

mercoledì 16 gennaio 2019

"La morte del centrosinistra lucano: zero contenuti e molte beghe personali"


POTENZA - Il teatrino della politica lucana è alla sua degna conclusione: centrosinistra contro centrosinistra. Si potrebbe pensare che la diatriba si concentri tutta su una questione di contenuti; ovviamente anche chi è a digiuno di politica sa che si tratta più di personalismi, di poltrone e di risentimenti vari.

Del resto, Speranza ha oramai malamente giocato la carta di incarnare la sinistra (come abbia solo potuto pensare di passare per il novello Gramisci, uno che ha votato a favore dell’abolizione dell’articolo 18, non sappiamo) e si butta nel civismo. Ovviamente civismo alla maniera della sinistra lucana: tutti ex politici riciclati o finti civici passati da una parte all’altra, da un partito all’altro in cerca di una seggiola. Ci fa quasi tenerezza l’onorevole ‘toscano’ Speranza.

Dall’altro lato, il povero Polese che arranca. Non era in grado di fare il Segretario regionale e questa ne è la dimostrazione: l’autorevolezza non si ‘tramanda’ né si esercita per interposta persona o con le primarie.

Ma a parte le beghe interne, alquanto squallide (ci sia permesso di dirlo), quello che ci interessa è la totale assenza di interesse per la Basilicata, per i suoi problemi, per le sue esigenze.

Nessuno, e sottolineiamo nessuno, di questi signori, di tutti questi signori, pseudo civici inclusi, si è azzardato a esprimersi sulla situazione disastrosa che sta vivendo la nostra Terra. Nessun mea culpa è stato pronunciato da chi, fino all’altro giorno, sedeva o tentava di sedersi alla corte del re. Nessuno che parli di progetti concreti per risollevare le sorti della Basilicata.

Siamo, oramai, al parossismo della morte del centrosinitra lucano. Finalmente. Così in una nota Gianni Rosa, Fdi Basilicata.

Mattia (M5S): "Eolico selvaggio in Basilicata, il ministro Costa incontrerà l'associazione ambientalista EHPA"


di Mattia Presidente (M5S Basilicata) - Ho letto sulla stampa lucana la lettera aperta dell’Associazione Ehpa di Potenza "a difesa del territorio della Basilicata e del Sud" indirizzata al ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

Le questioni poste sono molto importanti e meritano grande attenzione.

Ieri a Roma ne ho parlato con il ministro che si è immediatamente reso disponibile ad incontrare gli esponenti dell’Associazione ambientalista lucana non appena verrà in Basilicata e comunque in tempi molto brevi.

L’eolico selvaggio sta devastando il territorio grazie alle maniche larghe dei passati governi regionali. Il M5S è da sempre sostenitore e promotore di una strategia energetica che abbandoni definitivamente il fossile e si diriga verso le energie rinnovabili e pulite. Anche il rinnovabile tuttavia non può svilupparsi a discapito dell’ambiente e della tutela dei territori. Occorre sempre rispettare le leggi, l’ambiente, le vocazioni del territorio. E se le leggi sono ambigue o favorevoli a forme di devastazione, allora vanno cambiate.

Il M5S ha inserito nel proprio programma per le elezioni regionali prossime lo stop all’eolico selvaggio, nonché il ripristino immediato della legalità e dei diritti dei cittadini e dei territori nelle situazioni già denunciate sia dalla stampa sia dai comitati locali.

Caporalato: Lezzi, fenomeno ignobile da sradicare


ROMA - “Il caporalato è un fenomeno ignobile diffuso in molte regioni italiane e particolarmente al Sud la cui eradicazione è una priorità di questo governo e un dovere per un Paese civile. L’operazione effettuata oggi dal Carabinieri del Comando provinciale di Matera e dal Comando Tutela Lavoro rappresenta un segnale molto positivo e voglio ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura per il lavoro svolto. Adesso bisogna proseguire in questa direzione: queste forme di sfruttamento sono intollerabili. L’impegno profuso dal Ministero del Lavoro in questa direzione, attraverso il rafforzamento del personale dell’ispettorato nazionale del Lavoro, rappresenta un segnale positivo che darà certamente i suoi frutti”. Così in una nota il ministro per il Sud Barbara Lezzi commenta l’operazione avvenuta oggi in Basilicata.

martedì 15 gennaio 2019

Galella (FdI): "Il candidato presidente dei lucani lo possono scegliere solo i lucani"


POTENZA - Finalmente anche in Basilicata si respira aria di libertà. Dopo 40 anni ininterrotti di un sistema che ha tenuto oppresso attraverso il ricatto un popolo intero si vede la luce infondo al tunnel. Le crepe in un muro che sembrava più solido di quello di Berlino sono sempre più grandi.

Questa volta sono certo che la voglia di liberarsi di questo tappo sia più forte di qualunque speranza di ottenere un piacere o una raccomandazione dal politico di centrosinistra di turno. Purtroppo l'intera coalizione di centrodestra sembra non accorgersi di questa occasione storica.

I vertici di centrodestra regionali hanno l'atteggiamento di chi viene svegliato di soprassalto e con gli occhi sbarrati appare incredulo di ciò che accade. Così il centrodestra appare orfano di una leadership carismatica capace di unire le diverse anime della coalizione e di portarle alla vittoria, ma risulta completamente assente anche la capacità e la voglia di fare squadra, così facendo si sta dando agli elettori la pessima sensazione che ogni vertice di partito si stia limitando solo a pensare al proprio piccolo orticello.

Come capogruppo dei Fratelli d'Italia al Comune di Potenza invito tutti i vertici dei partiti, i Sindaci e i miei colleghi Consiglieri a sottoscrivere un documento da portare a Roma in cui si chieda che il candidato Presidente venga scelto dai lucani.

Dividersi le postazioni a livello nazionale prescindendo dai nomi è una follia. Perchè dovremmo far giocare uno sconosciuto e lasciare in panchina un Maradona? La Basilicata deve conquistare la sua libertà perduta e per far ciò c'è bisogno del migliore e chi sia il migliore possono deciderlo solo i lucani. Basta stare a guardare e soprattutto basta perdere tempo.

Abbiamo bisogno di un leader riconosciuto, di lavorare ad un grande programma di rilancio e di liberazione, dobbiamo riempire le liste di persone oneste e capaci e soprattutto dobbiamo creare entusiasmo nei lucani mortificati da uno scenario a dir poco sconfortante. Il candidato Presidente dei lucani lo possono scegliere solo i lucani! Così in una nota Alessandro Galella, Capogruppo Fratelli d’Italia Città di Potenza.

Olio extravergine di oliva made in Italy, Pedicini (M5S): “L’Ue tuteli produttori e consumatori”

ROMA - Secondo Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), nel 2018 la produzione di olio extravergine di oliva italiano si attesta a 265 migliaia di tonnellate, contro le 518 del 2009, con una flessione del 38% rispetto al 2017.

“L’olio extra vergine di oliva made in Italy è un’eccellenza che va salvaguardata dall’aggressiva competizione internazionale. Per questo ho chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di olio, nel mercato europeo, a prezzi insostenibili per i piccoli produttori italiani”, scrive il portavoce del M5S Piernicola Pedicini. “Per i produttori italiani di olio extravergine di oliva, le spese di produzione sono stimate intorno ai 12 euro al litro, eppure nei nostri supermercati è possibile comprarlo a un prezzo che varia dai 3 ai 5 euro al litro. Per questo motivo - prosegue Pedicini - ho chiesto, alla Commissione UE, quali misure siano state implementate per tutelare i piccoli produttori contro la crescente competizione sui costi di produzione.”

“Inoltre - prosegue l’europarlamentare - ho chiesto alla Commissione quali siano i risultati delle verifiche, effettuate dagli Stati membri, sull’effettiva applicazione del regolamento europeo che prevede che sull’etichetta, i produttori specifichino se si tratta di una “miscela di oli di oliva”.

Vogliamo accertarci che la legge esistente sia realmente applicata. Solo in questo modo il consumatore è davvero libero di fare una scelta consapevole: se quella che sta comprando è una miscela di oli deve vederlo scritto chiaramente sull’etichetta.”

“E’ necessario salvaguardare, non solo i produttori italiani, ma anche il diritto del consumatore di non essere fuorviato ma di poter scegliere consapevolmente cosa acquistare. Il M5S - continuerà in tutte le sedi opportune la sua battaglia in difesa dell’”oro verde” e di tutte le eccellenze italiane” conclude Pedicini.

Ludovico Vico (Ps): “Autonomie regionali rafforzate: La secessione dei ricchi”


ROMA - Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le tre regioni italiane che producono la metà della ricchezza nazionale. Esse valgono il 40,5% del Pil nazionale e rappresentano il 54,5% dell’export nazionale. Il reddito per abitante è mediamente di 38.200 euro in Lombardia, di 35.300 euro in Emilia Romagna e di 33.100 euro in Veneto. Il tasso di occupazione in Lombardia e Veneto è del 67%, in Emilia Romagna del 70,5%. In Puglia e in Campania, invece, il reddito procapite è, rispettivamente di 18.000 euro e di 18.200 euro annui (dati fonti Istat).

Secondo l’articolo 53 della Costituzione italiana: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Sempre la Costituzionale, all’articolo 119, chiarisce: “[…] La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo (distribuito o attribuito in base a criteri di equità e pareggiamento, ndr), senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante. […] Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni”.

Stando alla nostra Carta Costituzionale, quindi, a tutti i cittadini italiani, devono essere garantiti i livelli essenziali di prestazioni (LEP) e i servizi concernenti i diritti civili e sociali, attraverso la perequazione e la sussidiarietà, determinati dai fabbisogni e dai relativi costi standard (Costituzione italiana e legge n°42 del 2009).

Il diritto alla salute, all’istruzione, alla mobilità e allo sviluppo e alla coesione economico/sociale del proprio territorio, sono diritti individuali e universali per ogni cittadino italiano, sanciti dalla legge e garantiti dallo Stato attraverso la fiscalità generale ovvero, con la redistribuzione sul territorio nazionale delle entrate del gettito fiscale generale, in base al criterio della succitata perequazione.

Oggi, siamo di fronte alla pretesa, da parte dei presidente delle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, di mettere le mani sui soldi del gettito fiscale delle proprie regioni, appropriandosi del così detto “residuo fiscale”.

Ma cos’è il “residuo fiscale”?

È la differenza fra le entrate fiscali che sono riscosse dallo Stato in una regione e le spese che lo Stato destina a quella stessa regione.

La grandezza del “residuo fiscale” è positiva nelle regioni in cui il reddito medio dei cittadini è più elevato ed è negativo nelle regioni meno ricche o povere, dove i redditi dei cittadini sono modesti, come si evince dai dati Istat.

In Lombardia, ad esempio, il “residuo fiscale” ha segno positivo, con circa 40miliardi di euro, mentre prende segno negativo in Puglia e Campania, dove va sotto di 6miliardi.

Le regioni più ricche, quindi, chiedono di tenersi quanto più gettito fiscale possibile di quello prodotto a casa loro, fregandosene completamente del resto d’Italia e del Mezzogiorno, in contrasto con i criteri di solidarietà sanciti dalla Costituzione.

Stando alle procedure in corso, la richiesta di “autonomia rafforzata” da parte delle tre regioni settentrionali, espropria il Parlamento del diritto/dovere di legiferare su queste materie decisive per il futuro e l’unità dell’Italia.

Si apre così la strada al “Federalismo differenziato”, con maggiori autonomie, risorse e diritti per le regioni ricche, procedura che il Governo avvierà nella seconda metà del mese di febbraio prossimo. Potrebbe accadere, quindi, che lo Stato, invece di costruire asili nido, ospedali o binari, dove mancano, dovrebbe sancire che il fabbisogno per quei territori italiani sia ZERO.

Il “maledetto Sud” verrebbe “finalmente” diviso dal resto d’Italia!

Resta incomprensibile il silenzio delle regioni meridionali e centro meridionali. Così in una nota l'On. Ludovico Vico (PD).

domenica 13 gennaio 2019

Rosa (Fdi): "Ospedale di Chiaromonte: la Basilicata ha bisogno di una sanità che sia dalla parte dei Lucani"


POTENZA - Per confermare la vicinanza ai cittadini ‘vittime’ della fallimentare riforma sanitaria di Pittella, ieri, abbiamo partecipato all’incontro a Chiaromonte promosso dal comitato ‘La nostra voce’ sulle sorti dell’ospedale San Giovanni.

È una battaglia, quella contro la riforma sanitaria di Pittella, che portiamo avanti da anni. Non per spirito di disfattismo ma perché la riforma, da subito, si è dimostrata incoerente e vuota.

Non si può pensare di chiudere o, peggio, depotenziare, le strutture sanitarie senza creare un’alternativa per garantire la tutela della salute. Queste sono le condizioni dell’area di Chiaromonte e del suo ospedale per anni punto di riferimento nelle cure del territorio con reparti di eccellenza regionale: un edificio strutturalmente adeguato, che fornisce un servizio ad un territorio difficile ma che Pittella ha voluto depotenziare in favore di strutture che tutto sono fuorché pronte a fare da hub della salute, mentre i cittadini aspettano di potersi curare senza fare traversate su strade dissestate.

All’indomani della riforma accusammo Pittella di aver voluto, semplicemente, mettere una spunta su un elenco; di aver voluto aggiungere un ‘fatto’ alla lista delle promesse elettorali ma, in concreto, di non aver messo in campo azioni nè per implementare i servizi nè per ridurre la spesa; e così è stato.

Una riforma, nelle mani dei Direttori generali, che hanno pensato solo a tagliare servizi e ad aumentare le postazioni per gli ‘amici’. Questa riforma è il risultato della politica del centrosinistra: indifferenza verso i diritti dei cittadini e totale impreparazione gestionale.

Il prossimo governo regionale deve affrontare, nei primi sei mesi, una nuova riforma del sistema sanitario che non significhi solo chiudere o aprire le strutture ma anche e soprattutto dare ai cittadini i servizi ottimali in termini di cura. Questo deve essere il fine ultimo della futura classe politica che governerà: garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute.

La Basilicata ha bisogno di una sanità che sia dalla parte dei Lucani e non degli interessi economici né dei burocrati scelti dalla politica. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

PD Basilicata: possibile decisione sulle primarie


POTENZA - In queste ore, nel tavolo del centrosinistra, il PD dovrebbe esprimersi definitivamente su quella che potrebbe essere la possibilità di svolgere le elezioni primarie per individuare il prossimo candidato governatore della Basilicata - elezioni che si dovrebbero svolgere il prossimo 24 marzo. Lo ha comunicato Mario Polese, segretario lucano dei Democratici, parlando con i giornalisti a margine dell'iniziativa contro il Governo #cambiodirotta che si è tenuta nel centro storico di Potenza.

sabato 12 gennaio 2019

Xylella, Lezzi: in DL semplificazioni norma salva-ulivi secolari


ROMA  - “Gli alberi monumentali sono un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare: Per la Puglia gli ulivi, in particolare, rappresentano un simbolo e un tutt’uno con il nostro territorio e paesaggio. Per questo motivo ho ritenuto necessario presentare un emendamento che preveda l’abrogazione del comma della legge di Bilancio che concedeva una deroga rispetto al decreto del Mipaaf del 23 ottobre 2014 - elenco e censimento degli alberi monumentali - per le aziende che ricadono nelle zone infette da Xylella”. Lo afferma in una nota il ministro per il Sud Barbara Lezzi.

“L’emendamento è stato il frutto del confronto con i senatori del M5s e con i parlamentari pugliesi in particolare. Quella della Xylella è una piaga che dobbiamo eradicare: il governo, e il ministro Centinaio in particolare, stanno dimostrando molta attenzione nei confronti del tema e la volontà di intervenire per tutelare gli operatori del comparto agricolo. A conferma di tale impegno, ricordo tra l’altro che lo scorso 28 novembre, in occasione della la cabina di regia del Fondo di sviluppo e Coesione, ho deliberato il trasferimento di 30 milioni di euro al ministero dell'Agricoltura per il contrasto al fenomeno della Xylella in Puglia”.

TV, a “Dalla parte degli animali” con Michela Brambilla i cavalli dei Carabinieri


ROMA . Quante volte abbiamo ammirato sulle strade delle nostre città i carabinieri a cavallo? Nella prossima puntata di “Dalla parte degli animali”, la trasmissione ideata e condotta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, in onda domenica 13, alle 10,50, su Retequattro, avremo l’opportunità di conoscere i magnifici animali ancora oggi utilizzati dall’Arma non solo in particolari occasioni, ma anche per esigenze di ordine pubblico. Cavallo e cavaliere sono una cosa sola, una presenza di grande effetto e di grande efficacia, e la cura di questi splendidi quadrupedi un impegno costante.

Il veterinario Massimo Vacchetta racconterà la storia di un riccio che ha salvato quando pesava appena 25 grammi ed era tutto intirizzito e che ha sua volta gli ha cambiato la vita in un momento difficile: oggi il dottor Vacchetta è il responsabile del Centro recupero ricci “La Ninna” di Bernezzo, nel Cuneese, ed ha curato centinaia di questi simpaticissimi animali, spesso vittime delle automobili.

Lo spazio “L’amico famoso” presenterà i cani dell’attore Maurizio Mattioli e di una coppia, Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi, che ha fatto la storia della tv e passa la vita con ben 13 scatenati quattrozampe. Ascolteremo i preziosi consigli del veterinario e la storia commovente di un cagnolino che, nonostante la disabilità, se la cava benissimo e ogni giorno mostra tutta la sua allegria e la sua voglia di vivere.

Tanti, tantissimi gli animali proposti in adozione, veri protagonisti della trasmissione: un format innovativo e coinvolgente, che riscuote il gradimento del pubblico. “Ogni volta – afferma l’on. Brambilla – i telespettatori, dopo averci premiato con gli ascolti, chiamano i numeri per le adozioni o scrivono alla mail portamiacasa@dallapartedeglianimali.it per offrire una nuova casa agli animali che presentiamo”.

La “missione” di “Dalla parte degli animali”, infatti, è semplice ma importantissima: avvalersi della televisione per dare impulso alle adozioni, contribuire a ridurre le conseguenze del randagismo e a diffondere la cultura del possesso responsabile. Dalla cascina-studio nel verde della Brianza l’on. Brambilla presenta video di trovatelli girati nei canili e nei gattili di tutto il Paese, introduce servizi sulle strutture che li ospitano e sui volontari che li accudiscono, li propone in adozione e consegna direttamente alle famiglie adottanti il nuovo amico: un esempio positivo per chi abbia voglia di regalare una nuova chance a un quattrozampe sfortunato. Il video di presentazione della quinta puntata è pubblicato su YouTube al link https://www.youtube.com/watch?v=ggaaW1_Txro&t.

"Dalla parte degli animali" è un programma Videonews, a cura di Carlo Gorla con la regia di Lorenzo Annunziata.

Zes, Lezzi: depositato emendamento per semplificazione


ROMA - “Il mio impegno per realizzare la semplificazione burocratica per le Zone economiche speciali, volta a renderle operative, trova conferma nell’emendamento presentato al Dl semplificazioni, frutto di una proficua interlocuzione che ho avuto con i senatori del MoVimento 5 Stelle. La misura è stata depositata e attendiamo la sua approvazione per consentire finalmente alle Zes di cambiare marcia”. Così in una nota il ministro per il Sud, Barbara Lezzi.

“Nel dettaglio - spiega il ministro – il primo comma dell’emendamento consente di accelerare l’individuazione di misure di semplificazione nelle aree Zes e Zls, mediante la fonte primaria Dl N.91 del 2017 -, al fine di rendere immediatamente operativa la misura, accelerando l’individuazione di misure di semplificazioni nelle aree Zes e Zls che, fino ad oggi, non hanno trovato applicazione a causa della previsione di un Dpcm: atto amministrativo non avente forza di legge

Il secondo comma – aggiunge - introduce un nuovo meccanismo di accelerazione per garantire l’accesso agli interventi di urbanizzazione primaria - gas, energia elettrica, strade, idrico - alle imprese insediate nelle aree Zes e Zls. Preciso che gli interventi previsti riguardano esclusivamente le norme di competenza statale. Per eventuali, ulteriori, semplificazioni, su procedimenti di competenza regionale e locale, si rende necessaria la stipula di protocolli e convenzioni ad hoc”.

Infine il ministro per il Sud precisa che “l’attuazione del presente emendamento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.