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lunedì 16 luglio 2018

Dl Dignità, Di Maio e Tria: mai accusati Mef e Ragioneria


ROMA - Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, "non ha mai accusato né il ministero dell'Economia e delle finanze, né la Ragioneria generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità". "Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella 'manina' che, si ribadisce, non va ricercata nell'ambito del Mef", si legge in una nota ministeriale.

In merito poi alla relazione tecnica, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ritiene che "le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili".

domenica 15 luglio 2018

Dl Dignità, Di Maio: ha le lobby contro


ROMA - Arriva la contestazione da parte del ministro dello Sviluppo e del Lavoro sulla relazione tecnica che accompagna il decreto dignità che ipotizza che si possano perdere 8.000 posti di lavoro per effetto del provvedimento. In una diretta su Facebook, Luigi Di Maio precisa: "Quel numero per me non ha nessuna validità, perché nessuno ha spiegato davvero cosa significava. E' apparso nella relazione tecnica al decreto la notte prima che si inviasse il decreto al presidente della Repubblica. Non è una cosa che ci hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto la relazione non e' stata chiesta dai ministri della Repubblica, perché qualcuno potrebbe cominciare a dire che sto andando contro altri ministri".

Non è insomma, ha ribadito, "un numero messo dal governo".

"Fare pulizia" nella Ragioneria dello Stato e al ministero dell'Economia. E' l'intento annunciato da fonti qualificate M5s dopo la vicenda della relazione tecnica al dl dignità. La tabella "spuntata di notte" sugli 8000 posti in meno viene ritenuta un episodio "gravissimo": il sospetto è che ci siano responsabilità di uomini vicini alla squadra dell'ex ministro Pd Padoan. E l'idea è uno spoil system per "togliere dai posti chiave chi mira a ledere l'operato di governo e M5s. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere", dicono.

Sanità: Di Maio, "Pittella si dimetta"


(ANSA) - MATERA - "Non è possibile che Pittella ne esca solo con una sospensione: si dimetta. Ci aspettiamo le dimissioni e le chiederemo fino a quando non ci saranno". Così il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo a Matera a una domanda dei giornalisti sull'inchiesta sulle raccomandazioni e sui concorsi truccati sulla sanità lucana che lo scorso 6 luglio ha portato ai domiciliari il governatore Marcello Pittella (Pd) che, in base alla legge Severino, è sospeso dal suo incarico. 

sabato 14 luglio 2018

Il Ministro Di Maio in visita a Matera questo pomeriggio


MATERA - Il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, sarà a Matera questo pomeriggio.

Alle 17 farà il punto sullo sviluppo della tecnologia 5g, tecnologia che vede Matera tra le prime aree nel Paese e su scala internazionale, a essere coperte dall’infrastruttura di rete mobile di quinta generazione.

Alle ore 19 il Ministro prenderà parte a un comizio pubblico in piazza San Giovanni assieme ai portavoce Petrocelli, Liuzzi, Rospi e Perrino.

venerdì 13 luglio 2018

A breve il congresso cittadino di Potenza di Fratelli d'Italia


POTENZA - Mercoledì, 11 Luglio, si è tenuta, presso la sede del partito l’assemblea degli iscritti di Potenza che, autoconvocatasi, ha chiesto la celebrazione del congresso cittadino per l’elezione del Segretario e del Coordinamento.

Ricordiamo che i vertici, anche quelli di Potenza, proprio in attesa della celebrazione dei congressi cittadini, erano stati nominati dai vertici regionali, come previsto dallo Statuto. L’Assemblea cittadina potentina ha ritenuto che fosse giunto il momento di eleggere democraticamente i propri rappresentanti, come fatto nelle settimane passate a Rionero e Policoro.

Ringraziamo per il lavoro svolto ed il tempo dedicato al partito, l’Avv. Lucaino Petrullo, in qualità di Segretario cittadino di Potenza. Ci spiace che, invece, alle dimissioni, sia seguita anche l’uscita dal partito.

La decisione dell’Assemblea non escludeva, infatti, la candidatura dell’Avvocato Petrullo che avrebbe, in tal modo, legittimato ancor di più la sua nomina da parte degli organi regionali attraverso la riconferma dell’Assemblea.

Fratelli d’Italia è nata per dare voce ai singoli contro le scelte calate dall’alto e prese nelle stanze del ‘potere’. La democrazia, per noi, viene prima dei singoli. Per questo, prendiamo atto della scelta dei tesserati di Potenza e a breve partirà la macchina organizzativa per il congresso.

Per questo, ricordiamo che anche le scelte effettuate per le elezioni politiche sono state prese nel rispetto della democrazia interna attraverso le assemblee territoriali le cui decisioni sono state ratificate dal Coordinamento regionale, organismo plurale che conta cinquanta membri rappresentativi dell’intero territorio regionale. Come sa l’Avv. Petrullo, cui è stata chiesta la disponibilità a candidarsi alle politiche, la sua richiesta di assegnare il capolista alla Città di Potenza, sottraendola a Matera, non è stata accolta dal Coordinamento, da qui il legittimo rifiuto dello stesso Petrullo a candidarsi.

Quanto alle strategie per le prossime elezioni regionali, il Coordinamento regionale ha approvato all’unanimità dei presenti il documento programmatico, reso pubblico nei giorni scorsi, per delineare le alleanze pre voto, aperte ad un fronte ampio alternativo al centrosinistra ed ha demandato la predisposizione del programma, che sarà sottoposto ad approvazione degli iscritti, al tavolo degli esponenti del centrodestra e delle liste civiche.

Non comprendiamo, pertanto, come possa un percorso appena iniziato essere viziato da ‘desueti slogan’. Così in una nota l'Ufficio Stampa Fratelli d’Italia.

Brexit: frontiere chiuse per gli europei in cerca di lavoro


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La politica della premier britannica Theresa May risulta essere sempre più ambigua. Da una parte presenta una "Soft Brexit" all'Ue, con una continuità di unione doganale e sistemi di mobilità per l'immigrazione, dall'altra un programma di uscita più duro, rivolto al proprio partito. Chi vincerà la partita della Brexit, non è ancora dato saperlo, però, la stretta sui cittadini europei è certa.

La May attraverso Facebook ha dichiarato: "Non accadrà più che la gente senza permesso arrivi qui da tutta Europa con la remota speranza di poter trovare un lavoro, per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo delle nostre frontiere".

Aggiungendo quindi che saranno invece sempre ben accolti professionisti come medici, infermieri, ingegneri ed imprenditori, capaci di dare un contributo all'economia del Paese.

Di Maio esulta: giornata storica, tagliati i vitalizi


ROMA - Via libera dall'ufficio di presidenza della Camera alla delibera sul taglio dei vitalizi.

Esulta il vicepremier Luigi Di Maio: "Credo proprio che oggi riusciremo" a tagliare i vitalizi. Poi aggiunge: "oggi è giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no'', ha dichiarato il ministro del Lavoro intervistato durante Uno Mattina.

"E' un principio di giustizia - ha proseguito Di Maio - ma non mi nascondo che c'è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati".

Il ministro ha aggiunto poi che le pensioni d'oro saranno tagliate "anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza". Fino ad oggi si era parlato della soglia di 5.000 euro. "L'obiettivo è quello di tagliare le pensioni d'oro - ha spiegato - per ridare alle minime". Il provvedimento è già pronto e sarà il passo successivo dopo il taglio ai vitalizi.

mercoledì 11 luglio 2018

Bisogno (M5S Melfi): al ministero per consegnare un rapporto relativo al tribunale di Melfi


MELFI - Il contratto di governo, sottoscritto da Luigi Di Maio e Salvini, al punto 12 "Giustizia rapida ed efficiente" recita: "Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria - modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni - con l’obiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini e alle imprese." È sulla base di questo che mi sono recata a Roma, presso il Ministero di Grazia e Giustizia, per consegnare un rapporto relativo al tribunale di Melfi.

Un documento che sostiene le ragioni della riapertura del Tribunale di Melfi, chiuso ormai 5 anni fa.
Un tribunale con una lunga storia, il primo nato in Basilicata, fondamentale per la particolare posizione geografica di Melfi, collocata al centro di influenze malavitose provenienti da Puglia e Campania, sede, per questo, di un "super carcere".

Il rapporto sottolinea come il monitoraggio, auspicato dalla legge delega (dalla commissione di giustizia della camera), circa i “danni della pubblica amministrazione” sull’andamento della riforma della geografia giudiziaria non sia mai stato fatto, altrimenti, dai dati sarebbe emerso come, in questi anni, siano venuti meno i presupposti fondamento della riforma giudiziaria che ha portato alla soppressione del tribunale di Melfi, ossia economicità ed efficienza, per contro si sono moltiplicate le spese sostenute dallo Stato per il funzionamento dei suoi uffici, soprattutto è venuto meno un presidio importante per la sicurezza dei cittadini.

É doveroso rendersi conto che non esiste una competenza comunale o regionale in merito ma è solo a livello ministeriale che si deciderà sulla questione. Così in una nota Angela Bisogno, Consigliere Comunale (M5S) di Melfi.

lunedì 9 luglio 2018

Potenza, domani manifestazione di protesta del centrodestra lucano e delle forze civiche


POTENZA - Domani, martedì 10 Luglio, alle ore 10,30, davanti il palazzo della Giunta regionale, a Potenza, in viale Verrastro, prima dell’inizio del Consiglio, i cittadini liberi di Basilicata, le ‘inutili zavorre’ manifestano contro il Sistema Basilicata che ha fatto scappare tanti giovani meritevoli per fare posto ai raccomandati del centrosinistra.

L’indignazione è troppa per non far sentire la nostra voce davanti quel Palazzo che ha consentito il perpetuarsi di pratiche immorali e che ha permesso alla casta di rimanere a galla per oltre 20 anni.

Quelli che non sono mai stati inseriti nella ‘lista verde’, che non hanno mai chiesto l’aiutino, oggi, dicono basta ad un ‘Sistema’ che ha distrutto la Basilicata e che ha usato le Istituzioni per accrescere il proprio potere personale.

A seguire, i rappresentanti dell’ampia coalizione di liberazione si riuniranno per le opportune decisioni operative.

domenica 8 luglio 2018

Comune di Garaguso (MT): terreni in vendita per ripianare i debiti, paese umiliato


Il Comune di Garaguso è nei guai e per far fronte ai debiti (circa 625.000 euro all’epoca della stesura del Piano di Riequilibrio Finanziario) la maggioranza in seno al Consiglio ha deciso di mettere in liquidazione i “gioielli di famiglia”.

Alludiamo all’asta pubblica che si terrà il 5 settembre p.v., alle ore 16:30, presso la sede del Comune, per la vendita di beni immobili di proprietà comunale, situati in località diverse dell’agro di Garaguso.

Oltre ad interrogarci sul fatto che possa trattarsi realmente di una vendita, e non di una svendita o di una sopravvalutazione, nutriamo dubbi circa la regolarità nell’individuazione delle particelle messe all’asta. Il che non esclude futuri intoppi burocratici e/o legali.
Purtroppo le particelle di terreni e suoli “residuali” del territorio urbano ed extraurbano non sono gli unici beni che l’amministrazione presume di vendere, poiché la somma stimata da incassare non copre tutti i debiti. Il Piano di Riequilibrio summenzionato, insieme ad altri provvedimenti, infatti, prevede l’alienazione di ulteriori proprietà.

Tutto ciò costituisce una pesante umiliazione (oltre che un potenziale danno) per l’intera comunità di Garaguso, che si vedrà privata – qualora i beni immobili in questione venissero effettivamente alienati – della disponibilità collettiva o dei proventi derivanti dalla eventuale locazione degli stessi.
Non resta che un paese vittima della cattiva amministrazione. Ai garagusani, dunque, le dovute considerazioni.

Garaguso, 7 luglio 2018
Giuseppangelo Canterino, portavoce cittadino Fratelli d’Italia

Perrino (M5s): Pittella minimizzò i rilievi prodotti da Cantone sulle gare del sistema sanitario regionale


Era il 7 giugno 2016 quando il Consiglio Regionale approvava una risoluzione che impegnava la giunta a dare il massimo della collaborazione all’Autorità Nazionale AntiCorruzione (ANAC) al fine di rafforzare il monitoraggio delle misure di trasparenza in ambito sanitario.

Durante la discussione in aula, come è avvenuto spesso in questi anni, Pittella minimizzò i rilievi prodotti da Cantone sulle gare del sistema sanitario regionale. Cantone evidenziava diffuse criticità sotto il profilo normativo, programmatorio, organizzativo e operativo, per quanto riguarda le gare del sistema sanitario regionale: nel periodo 2008-2015, quasi il 50% degli affidamenti del Servizio Sanitario Regionale della Basilicata, per un valore di circa 120 milioni di euro, era stato condotto con procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara.

La ricognizione effettuata a seguito della delibera ridimensionò le stime prodotte da Cantone, facendo scatenare la gioia della maggioranza pittelliana.

Nella delibera di Cantone inizialmente era stato riportato un episodio che fa quasi il paio con una delle vicende del vaso di Pandora scoperchiato dalla Procura di Matera: nella denuncia alla base della delibera ANAC si evidenziava che una delle aziende beneficiarie delle proroghe degli appalti avrebbe posto a disposizione mezzi e manodopera per effettuare lavori nella villa a Policoro di proprietà di un alto dirigente dell’ASM.

Durante la conferenza stampa del PM Pietro Argentino è stata raccontata una vicenda analoga: il direttore ASM avrebbe promesso aiuto (anche con la modifica di norme regionali) ad un imprenditore interessato ad avviare un’attività in ambito sanitario in cambio di lavori presso la sua abitazione di Bari.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale

sabato 7 luglio 2018

Inchiesta sanità lucana, Rosa: "Etica e morale della politica mancano da sempre in Regione Basilicata"


POTENZA - La politica non deve solo essere moralmente irreprensibile ma anche apparire tale. Lasciamo stare la vicenda giudiziaria. Non sono questioni che ci riguardano. Anzi ci spiace che la magistratura sia dovuta intervenire, ancora una volta, per mettere in luce le storture della politica lucana.

Da sempre ci siamo battuti per la moralità e l’etica nella nostra Regione, trovandoci isolati dietro un muro di silenzio, e non possiamo esimerci dal rimarcare che il ‘Sistema’ in Basilicata è immorale, a prescindere dalla commissione di reati che sono tutti da accertare.

Lo denunciamo da anni, nel più completo isolamento. Quante volte abbiamo parlato di manovre politiche ‘non opportune’, perché anche se non si trattava di reati, comunque non era garantita l’etica che è dovuta quando si gestisce la ‘cosa’ altrui: concorsi, appalti, nomine, sperperi. Parliamo di Sanità? Siamo stati i soli a pronunciarci contro le riconferme dei Direttori Generali quali ‘commissari di loro stessi’: un escamotage per riconfermare un sistema di potere, illegittimo ed inopportuno.

Per chi, come noi, si è sempre dimostrato coerente, non cedendo mai ai compromessi in Regione e lasciando addirittura posizioni di potere nelle Amministrazioni, come è accaduto quando siamo usciti dalla maggioranza appena De Luca ha abbracciato Pittella e il suo centrosinistra pur di non mischiarci, è solo la dimostrazione della bontà della nostra visione di politica pulita e di Governo imparziale.

Siamo convinti che la Basilicata debba essere affidata a persone eticamente e moralmente irreprensibili e speriamo che questo accada nel più breve tempo possibile. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

venerdì 6 luglio 2018

M5S: sabato 7 luglio gazebo informativo spazio antistante ingresso ex Vivalat


POTENZA - Sono stati ospedali, scuole, fabbriche, caserme, uffici, cinema, palestre. Sviliti nella loro funzione perché trasferiti in altre strutture spesso senza un reale motivo, o completamente dismessi per mancanza di utenza, o per riadeguamenti mai avvenuti, o ancora per scelte “climatiche”, sono stati gravati da un ruolo forse peggiore dove l’abbandono ed il degrado ne hanno decorato le facciate. Sono diventati fantasmi che non fanno nemmeno paura, violati alla bisogna, sprangati mai abbastanza, accoglienti rifugi di biodiversità così inseriti nell’arredo urbano da non destare lo sguardo dei passanti ormai avvezzi a quelle mura senza significato. Eppure un tempo, quelli che oggi vengono classificati come “contenitori vuoti” erano il centro di attività diversificate a servizio del territorio e dei cittadini, il centro di operosità e socialità, indice di vitalità di un centro urbano che ha dismesso non solo alcune delle sue strutture ma anche alcune delle sue funzioni. Quanto siano impattanti da qualsiasi punto di osservazione si voglia analizzarli è di immediata comprensione, sostiene Savino Giannizzari, portavoce del Movimento 5 Stelle al comune di Potenza, soprattutto se si pensa che tale abbandono non ha rimodulato una certa pianificazione urbanistica, alla luce della disponibilità di strutture già esistenti e utilizzabili, orientata al continuo consumo di suolo, alla cementificazione selvaggia e allo spostamento del nucleo urbano verso l’estrema periferia senza un criterio che ottimizzasse funzioni e destinazioni, a scapito di aree destinate ad altri usi altrettanto importanti per lo sviluppo globale della città. Una sorta di contraddizione che ha acuito le difficoltà già strutturate di alcuni servizi, come quelli del trasporto e della viabilità, ad esempio, o delle aree a verde. Una contraddizione che ha continuato ad agevolare e sostenere scelte, spesso frutto di un clientelismo perpetuato e aggravato dagli eventi sismici del 1980, i cui effetti ancora incidono irrimediabilmente sugli attuali orientamenti amministrativi, avulsi dalla presenza affatto timida di quelle strutture che, a titolo diverso, potrebbero colmare molti dei fabbisogni che la cittadinanza avverte. Affinchè i “contenitori vuoti” a Potenza, come in molte altre città italiane, rappresentino una opportunità per la collettività, non solo dal punto di vista della fruibilità, ma anche sotto l’aspetto paesaggistico, ambientale, economico, nonché sociale identificando a tutto tondo il concetto di sostenibilità reale, recentemente inflazionato anche tra gli addetti ai lavori come riempitivo di sale e convegni, si rende necessario un percorso che parta proprio dai fabbisogni. Le idee che possono nascere dal desiderio di ciascuno e che possono definire un obiettivo e quindi una strategia devono muovere dalla conoscenza dei fabbisogni di un’area, un rione, una zona residenziale, una contrada e quindi di una città perché la destinazione più adeguata di un luogo possa remunerare risorse e desideri investiti. Solo in questo modo il valore di una struttura non vanifica l’intento iniziale, sebbene sorpassato, riconvertito e rimodulato verso nuove prospettive che aprono a economie, non strettamente monetarie, ma altrettanto capaci di re-innescare percorsi e meccanismi in linea con le mutate esigenze di una società dove evoluzione ed involuzione sovrapponendosi miopizzano i governi di un territorio. Il Movimento 5 stelle parte da uno dei “fantasmi” più noti della città di Potenza, sabato 30 giugno 2018 con un presidio presso l’ex Vivalat in via del Basento, dove i cittadini potranno esprimere fabbisogni e proposte per le strutture abbandonate in area urbana. Sarà il primo di una serie di incontri presso ciascun contenitore che, di volta in volta, verrà indicato come tappa di un tour verso la riqualificazione di questi spazi.

Leggieri (M5S) chiede un incontro al Ministro della Giustizia per parlare del Tribunale di Melfi


POTENZA - Nella giornata di oggi ho inviato al Ministro della Giustizia – Avv. Bonafede – una lettera con la quale ho richiesto un incontro ufficiale per discutere della situazione venutasi a determinare successivamente alla chiusura del Tribunale di Melfi.

Sollecitato da diversi avvocati lucani e da numerosi cittadini ho ritenuto doveroso portare la storia del Tribunale di Melfi e l’ingiustizia subita da un intero territorio, direttamente sul tavolo del Ministro.

Un lettera per anticipare la tematica che spero di poter discutere personalmente con il Ministro a breve sperando che si possano aprire spiragli per una riapertura di un presidio di giustizia fondamentale per il nostro territorio.

Il Tribunale di Melfi infatti si colloca in una zona geograficamente molto particolare, una cerniera di collegamento tra Puglia e Campania, una zona dove operano e si fanno sentire in maniera forte le organizzazioni criminali delle due Regioni sopra indicate. Con l’insediamento della Fiat presso la zona industriale di San Nicola di Melfi, gli interessi economici delle organizzazioni malavitose campane e pugliesi sono aumentate e i processi che si sono celebrati presso il Tribunale di Melfi ne sono una prova.

Oggi, oltre al normale traffico di stupefacenti, la Regione Basilicata, ma in particolare la zona del Vulture – Melfese, la zona è interessata da infiltrazioni di tipo delinquenziale nella gestione dei rifiuti e nel mercato delle rinnovabili. Infiltrazioni rese più semplici dalla mancanza di un presidio sul territorio capace di dare risposte celeri sia in termini di indagini che di processi.

Purtroppo, la concentrazione di tutto il carico presso il Tribunale di Potenza, una struttura già in forte difficoltà sia per ragioni strutturali che per carenze di personale (giudici e cancellieri) ha reso più difficile la gestione della giustizia nella Regione Basilicata.

A quanto detto, si deve aggiungere un’ulteriore considerazione che attiene alle carenze infrastrutturali di questa Regione. I collegamenti con la città di Potenza sono veramente inesistenti e l’unica strada di collegamento tra l’area del Vulture e la città di Potenza risulta essere insufficiente a sopportare il traffico veicolare oggi venutosi a determinare anche a causa dell’aumento degli utenti: avvocati, cancellieri, testimoni.

Alla luce del contratto sottoscritto dalle forze di governo, ove si parla di un impegno concreto nella direzione di ripensare la geografia giudiziaria valutando la riapertura di alcuni Tribunali troppo frettolosamente chiusi per fare cassa, per il Tribunale di Melfi si apre una possibilità e, senza voler creare false illusioni, è mia intenzione battermi per portare a casa un risultato positivo. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

mercoledì 4 luglio 2018

Cdm: via libera al decreto dignità, multe alle aziende che delocalizzano


ROMA - Via libera del Cdm al decreto dignità. "Con il decreto dignità arriva la Waterloo del precariato": così il vice premier Luigi Di Maio annuncia di fatto il primo provvedimento del governo giallo-verde. Ed è un provvedimento di chiaro segno pentastellato, che vieta la pubblicità sui giochi e limita le delocalizzazioni. Un decreto che, soprattutto, sferra un primo colpo al Jobs Act incassando, tra più di un dubbio, il placet del gruppo parlamentare della Lega.

In particolare, si registra nell'ultima bozza il divieto assoluto di pubblicità su giochi e scommesse che farà salvi, in una fase transitoria, i contratti in essere. Dalla stretta quindi resteranno esclusi i proventi già messi in conto da emittenti tv, editori e società di calcio sulla base dei contratti di pubblicità firmati con le aziende di giochi e scommesse.

Rivista, nell'ultima bozza anche la norma sulle delocalizzazioni che farà scattare multe da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto per le imprese che delocalizzano "entro cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa agevolata". Una prima versione indicava un arco temporale di 10 anni.

La stretta resta sia per chi lascia l'Italia per un Paese extraeuropeo si per chi trasferisce l'attività, anche in parte, in uno dei Paesi dell'Unione. Il beneficio, inoltre, andrà restituito con gli interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali.

Inceneritore Fenice Melfi, interrogazione UE


POTENZA - L'eurodeputato Piernicola Pedicini ha presentato un'altra interrogazione alla Commissione Ue sui problemi ambientali provocati dall'inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi.

In questo caso Pedicini ha chiesto di spiegare che garanzie può fornire la Commissione europea rispetto all'applicazione delle “migliori tecniche disponibili” per fronteggiare l'impatto ambientale prodotto dall'impianto e se le prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dalla Regione Basilicata nel 2014, siano effettivamente attese, nel rispetto dell’ambiente, della salute umana e in ottemperanza alla direttiva 2010/75/Ue sulle emissioni industriali, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento.

A poi chiesto di far sapere se, a seguito di una precedente interrogazione del 2015, relativamente all’impianto in oggetto, le autorità italiane hanno fornito i dati, a titolo del registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, che all'epoca la Commissione aveva ritenuto che fossero incompleti.

Nella prima parte dell'interrogazione, Pedicini ha messo anche in evidenza che rispetto alle prescrizioni previste dall’Aia rilasciata dalla Regione Basilicata, sembra che sia stato disatteso il regolare monitoraggio bimestrale delle falde acquifere e che, più volte, sia stato segnalato l’ingresso nell'inceneritore di rifiuti radioattivi incompatibili con i codici Cer (classificazione del tipo di rifiuto) per cui l'impianto è stato autorizzato.

A poi ricordato alla Commissione che già nel 2015 era stato verificato che l’inceneritore fosse la causa di un inquinamento rilevato nelle falde acquifere sottostanti l’impianto e che, ad oggi, a seguito di vari ricorsi presentati prima dalla ex società proprietaria “La Fenice S.r.l.” e ora da “Rendina Ambiente S.r.l.”, e accolti dal Tar della Basilicata, l’impianto continua ad operare nonostante, a seguito di un primo procedimento giudiziario, la magistratura lucana abbia asserito che il sito sia da bonificare e nonostante ci sia un’altra inchiesta della Procura di Potenza in corso.

lunedì 2 luglio 2018

Rosa: "Rinnovamento ed apertura, le parole d’ordine del fronte di liberazione della Lucania"


POTENZA - Il momento storico-politico lucano richiede personaggi in grado di costruire ponti e non muri.

Accogliamo con favore le parole del segretario regionale della Lega, Antonio Cappiello, che si allinea alle richieste di rinnovamento della classe politica del centrodestra lucano che abbiamo espresso nei giorni scorsi.

Ci pare che la nostra battaglia per uno schieramento totalmente alternativo al centrosinistra e che non imbarchi transfughi, battaglia che portiamo avanti da anni e che ci ha indotto a lasciare l’allora Pdl, sia oramai condivisa da tutti i partiti della coalizione.

Tuttavia, come detto, la Lucania, vittima di una gestione fallimentare quarantennale del centrosinistra, ha bisogno di lungimiranza e di un fronte comune di liberazione che comprenda tutti gli uomini liberi che hanno a cuore le sorti del nostro Popolo.

Oltre la necessità di un reale rinnovamento e di punti programmatici chiari e precisi, non sono necessari paletti aprioristici né ricatti che sviliscono l’intento comune nel centrodestra di dare, finalmente, alla nostra Regione il Governo di sviluppo che merita.

Non ci sembrano opportune né tantomeno condivisibili, perciò, le affermazioni e le chiusure dell’amico Cappiello sul perimetro della coalizione. Ricordiamo che è stato un esponente della Lega in Basilicata ad aprire ai Cinquestelle. Ricordiamo che tra le fila del movimento salviniano militano esponenti che hanno appoggiato il centrosinistra nazionale.

Ricordiamo, inoltre, che il significato di coalizione, nel linguaggio politico corrente, vuol dire, innanzitutto, condivisione delle scelte. Per questo non accettiamo e non accetteremo diktat o imposizioni di sorta. Non l’abbiamo fatto prima e non inizieremo adesso.

La trazione leghista? Va bene se è il pragmatismo della coalizione a sceglierla. Va male se è l’euforia lombarda ad imporla.

Quello che chiediamo è che siano gli uomini liberi di Basilicata a scegliere, seduti intorno ad un tavolo programmatico, guardandosi in faccia. Tavolo che deve essere condiviso da tutti, di cui tutti devono essere convinti e che non deve trasformarsi in passerella per poi correre da soli.

Ci auguriamo di poter proseguire serenamente gli incontri nel centrodestra unito ed aperto a tutti gli uomini liberi di Basilicata. Solo così si potrà abbattere il ‘Sistema’ del centrosinistra. Chi si sottrae a questo compito sarà complice del ‘Sistema’. Così in una nota il consigliere regionale Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

Lega, Salvini a Pontida: "Europee referendum tra noi ed élite Ue"


Parte Pontida 2018. "Le Europee - ha dichiarato Matteo Salvini arrivando e parlando con i cronisti durante un bagno di folla - dell'anno prossimo saranno un referendum fra l'Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell'immigrazione e del precariato, e l'Europa dei popoli e del lavoro".

Il ministro ha ribadito il progetto di una "alleanza internazionale dei populisti che per me è un complimento". "I porti per chi traffica esseri umani sono e resteranno chiusi. Oggi c'è una terza nave che prenderà la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via".

"Con - ha detto ancora il vicepremier - Berlusconi parliamo di tutti i Comuni e le Regioni dove governiamo insieme. Oggi è il record storico di governatori del centrodestra e della Lega che parleranno a Pontida. È una Lega che non cresce solo lei ma fa crescere tutti".

L'idea del presidente della Camera Roberto Fico che si debbano tenere aperti i porti "è una opinione personale" secondo il ministro dell'interno Matteo Salvini.

"Rispetto le opinioni personali di tutti - ha detto ai giornalisti a Pontida - Ma i ministri non hanno opinioni. I ministri fanno" e un fatto è che "ci sono barconi che non arrivano".

"Come per i trafficanti di esseri umani, da Pontida anche per i mafiosi e i camorristi arriva l'avviso: è finita la pacchia. Via dalla Sicilia e dalla Lombardia", ha sottolineato. "Non smetterò mai di ringraziare - ha detto in una ltro passaggio - chi mi ha dato la voglia, la passione le idee e il coraggio per cominciare. Si chiamano anzitutto Umberto Bossi e Roberto Maroni".

"Spero - ha detto ancora - che entro l'estate ci sarà la legge e cancellare gli sconti di pena per assassini e stupratori": il ministro dell'Interno Matteo Salvini lo ha detto nel suo intervento a Pontida. "Non ci dovrà essere nessuna pietà per assassini e stupratori".

domenica 1 luglio 2018

Pedicini: interrogazione Ue su discarica rifiuti petroliferi Guardia Perticara


POTENZA - L'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini ha presentato un'interrogazione alla Commissione Ue sul progetto di ampliamento di una discarica per rifiuti speciali e petroliferi nel comune di Guardia Perticara (Potenza). Se l'ampliamento venisse autorizzato la discarica diverrebbe la più grande d'Europa.

Pedicini ha chiesto alla Commissione europea di far sapere "che misura intende mettere in campo visto l'articolo 13 della Direttiva 2008/98/Ce sul trattamento dei rifiuti nei paesi Ue, a garanzia di una gestione che non danneggi la salute umana e non rechi pregiudizio all’ambiente".

Nell'interrogazione è stato specificato che "la società Samataf Srl del Gruppo Castellano di Matera ha presentato alla Regione Basilicata un'istanza di Valutazione di impatto ambientale (Via) e di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per un progetto di ampliamento della discarica nel comune di Guardia Perticara (comune ubicato nel comprensorio del Parco Nazionale del Pollino e nominato fra i borghi più belli d'Italia), che porterà la capacità volumetrica dell'attuale discarica da 150 mila a circa 500 mila metri cubi di rifiuti.

La discarica in oggetto - è stato spiegato -, se venisse autorizzata, diverrebbe la più grande d'Europa nel settore dei rifiuti petroliferi, fanghi, amianto ed altri rifiuti speciali solidi, a cui si aggiungerebbero altre tipologie di rifiuti classificati come "speciali non pericolosi" secondo il Cer (Catalogo europeo dei rifiuti).

Le comunità locali - è stato infine precisato nell'interrogazione - denunciano miasmi frequenti che rendono l'aria irrespirabile, e i piezometri a valle della discarica hanno evidenziato inquinamento da metalli pesanti nella falda acquifera sottostante. Nonostante ciò le procedure di conferimento delle autorizzazioni da parte della Regione Basilicata stanno procedendo senza tenere conto di quanto riportato".

Va ricordato che il 20 aprile 2018 si è svolta presso la Regione Basilicata una Conferenza di servizi che si è occupata della richiesta di ampliamento della discarica. Nel verbale dell'incontro, pubblicato sul sito web della Regione Basilicata, è scritto che, ha seguito di una serie di osservazioni, la società Samataf Srl era stata invitata a inviare, entro venti giorni, altri documenti integrativi. A tutt'oggi sul sito web della Regione Basilicata non ci sono altre informazioni, quindi si deduce che l'iter procedurale per la Via e l'Aia sia ancora aperto.

sabato 30 giugno 2018

Ue: raggiunta intesa sui migranti. Ma è subito scontro Conte-Macron

(ANSA)

ROMA - L'intesa faticosamente raggiunta sui migranti tra i 28 nella lunga notte di trattative si rivela alle prime luci dell'alba di Bruxelles per quello che è: un accordo per salvare la faccia ed evitare l'implosione dell'Unione ma che risolve poco o nulla.

E ad essere paradigmatica è la stessa lite a distanza tra il premier Giuseppe Conte ed il presidente francese Emmanuel Macron sui centri volontari per i migranti.

Nel corso della conferenza stampa finale il presidente francese ha tenuto a sottolineare che il trattato di Dublino rimane, così come la responsabilità dei paesi di primo approdo nella accoglienza di migranti. Immediata la replica del premier italiano: "Era stanco, lo smentisco".

CONTE ESULTA: 'ABBIAMO L'ACCORDO UE' - "I leader dei 28 hanno raggiunto un accordo sulle conclusioni del Consiglio Ue, incluso sul tema dei migranti". A scriverlo su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk.

"Da questo Consiglio esce una Europa più responsabile e solidale, l'Italia non è più sola" ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte.

Le conclusioni del Vertice Ue hanno affermato "il principio di un nuovo approccio che riguarda i salvataggi in mare - sottolinea Conte - d'ora in poi si prevedono azioni basate sulla condivisione e quindi coordinate con gli stati membri".

Conte conferma uno dei punti su cui si è sciolta la trattativa nella notte dopo l'asse inedito con il presidente francese Emmanuel Macron e aggiunge che l'accordo prevede la possibilità che i Paesi europei possano creare dei centri di accoglienza, "ma solo su base volontaria: i Paesi che vogliono attrezzarsi per farli potranno fare dei centri basati su una gestione collettiva europea".

SALVINI: 'DA UE VOGLIO VEDERE IMPEGNI CONCRETI SU MIGRANTI' - Il ministro dell' Interno, Matteo Salvini, vuole vedere che "impegni concreti ci sono" da parte dell'Ue prima di pronunciarsi sull'accordo sui migranti al Consiglio europeo. "Vorrei che finisse l'ipocrisia per cui si dice viva l'Europa e poi paga l'Italia", ha spiegato il vicepremier ospite di "Circo Massimo".

"Il principio fondamentale era e continua a essere la protezione delle frontiere esterne e fare investimenti veri in Africa perché unico modo per bloccare l'esodo è permettere a quelle ragazze e a quei ragazzi di avere un futuro nelle loro città", ha aggiunto. Le navi delle Ong, ha assicurato Salvini ribadendo il no all'accesso ai porti per le navi umanitarie, "non vedranno più l'Italia se non in cartolina".

"Entro il 2018 daremo segnali concreti sulla flat tax, sulla Fornero e sulla pace fiscale", ha promesso Salvini. Il titolare del Viminale ha anche rassicurato sull'asse con M5s: "I cinque stelle sono gente seria, onesta, concreta e preparata. Dureremo tutta la legislatura? Di più, tre, quattro, cinque legislature".