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domenica 23 settembre 2018

Manovra, Conte: "Non miracolosa ma utile al paese"

ROMA - "La manovra non deve essere miracolosa, ma utile al Paese, coraggiosa, seria, razionale, ben costruita". A dichiararlo il premier Giuseppe Conte a margine delle celebrazioni per il 50/o di Padre Pio. 'Ritornerò domani a Roma, stiamo lavorando a dei passaggi molto significativi nella nostra esperienza di governo, abbiamo una manovra in pieno corso alla quale stiamo lavorando tutti con estrema dedizione e concentrazione" sostiene Conte che sottolinea: "Amare il prossimo è un fondamentale precetto della vita cristiana, ma anche di chiunque si assume la responsabilità di guardare al bene comune e di non guardare al proprio orto".

"La burocrazia, le cosiddette strutture amministrative sono al servizio delle nostre iniziative, spetta a noi dare l'indirizzo, il dialogo è serrato" precisa Conte soffermandosi sulle polemiche sul rapporto tra il M5S e i tecnici del Mef. E sulla fiducia nel ministro Tria il premier precisa: "Certo, io ho fiducia in tutti i ministri. Ho letto di qualche polemica ma lasciano il tempo che trovano". "Andiamo oltre sterili polemiche, che di certo non aiutano. Vogliamo fare una manovra nell'interesse di tutti, realizzeremo tutti i punti significativi del programma annunciato ai cittadini, scrivendoli nel contratto di governo".

SALVINI: 'SERVE MANOVRA CORAGGIOSA' - Serve una manovra coraggiosa, con un bilancio espansivo, perché se il Paese non cresce, il debito aumenta. Sono le parole del ministro dell'Economia dal vicepremier Matteo Salvini, intervistato in apertura di prima pagina dal Corriere.

'Se la legge di bilancio sarà tale, e lo sarà - dice il ministro dell'Interno -, gli zero virgola di deficit in più non conteranno niente'.

Salvini poi ha parlato degli sprechi che si devono toccare, anche nella sanità, 'e i costi standard saranno importanti sotto questo punto di vista'.

Rosa: "La prossime regionali possono essere il primo banco di prova per rifondare il cdx"

ROMA - La prossime elezioni regionali in Basilicata possono essere il primo banco di prova per rifondare il centrodestra. Dall’intervento della Meloni ad Atreju, l’appello per un’aggregazione che si fondi sui valori della sovranità e dell’identità

Le prossime elezioni regionali lucane possono essere il primo banco di prova per le intenzioni manifestate nell’intervento conclusivo della tre giorni di Atreju a Roma della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che invita all’aggregazione di tutti gli esuli della politica per rifondare il centrodestra.

È un percorso che la Meloni intende portare a termine con le prossime elezioni europee ma che potrebbe iniziare già con le regionali lucane.

Del resto è un appello che rivolgiamo da tempo anche in Basilicata e che trova conferma nelle parole della Meloni, rivolto a tutte le donne e gli uomini che credono nei valori dell’identità e della specificità e che fino ad ora si sono sentiti traditi da una politica che non ha fatto altro che ingozzarsi senza rendere un servizio al Popolo.

Il perimetro del centrodestra è definito nei contorni ma non nei contenitori: “È arrivato il momento di costruire qualcosa di nuovo che possa ridare una casa a tanta gente. È arrivato il momento di produrre un’onda di entusiasmo che possa far dimenticare gli anni orribili dell’orribile politica. E bisogna ripartire dal basso per farlo. Questo appello è per le tante anime disperse della interminabile diaspora che si sta consumando prima, durante e dopo la fine del Popolo della Libertà. “ afferma la Meloni.

E noi concordiamo.

È un appello a buttare il cuore oltre l'ostacolo, un appello a tutti quelli che condividono le idee della nostra identità nazionale e che si sentono di centrodestra per costruire insieme il grande movimento dei conservatori e sovranisti italiani.

È un messaggio di apertura che ha come fondamento quello di mettere insieme tutte le persone che sentono come prioritario il compito di fare ‘cose importanti’ per la collettività. Per tutti gli italiani, da Nord a Sud. Perché non esistono due Italie ma una sola, ha ribadito la Meloni.

Identità, tradizioni e Italia. Queste le parole d’ordine della Meloni: “Noi crediamo prima di tutto in un Movimento popolare che sia libero, forte, calato nell’anima della Nazione, che sia radicato in ogni quartiere, in ogni mestiere, in ogni università. Che sia conservatore nei valori ma rivoluzionario nell’attitudine al cambiamento. Perché l’Italia ha bisogno di cambiare.” Come ha bisogno di cambiare la Basilicata.

Le elezioni regionali lucane possono essere la fucina per questo tentativo di dare una casa a tutti gli esuli della politica e di cambiare le sorti della nostra terra. Noi ci crediamo. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia Basilicata.

Leggieri: "Torna il pericolo FORSU a San Nicola di Melfi"

POTENZA - Un nuovo impianto per il trattamento della frazione organica di rifiuti solidi urbani potrebbe essere realizzato nella zona industriale di San Nicola di Melfi. Come ho denunciato più volte in questi anni, l'area del Vulture e l'intera Basilicata hanno già dato e non possono permettersi di sostenere ulteriori agenti inquinanti. Parliamo in questo caso di un’area con una concentrazione di soggetti inquinanti rilevanti: due discariche (Atella e Venosa); un inceneritore nella zona di San Nicola di Melfi (FENICE), un cementificio (quello sito in territorio di Barile), oltre la stessa FCA Sata. Come se la presenza di questi “mostri” ambientali non bastasse, si ripresenta oggi la possibilità di vedere la nascita di un nuovo impianto impianto per il trattamento di rifiuti, sempre nell’area di San Nicola di Melfi. E’ chiaro che si tratta di un progetto che si va ad inserire in un territorio già fortemente penalizzato e martoriato da un punto di vista ambientale. Un territorio che si deve mobilitare e che deve pretendere dalla Regione Basilicata maggiore rispetto ed attenzione. A questo punto occorre mettere in campo tutte le azioni possibili per arginare questa situazione, azioni che devono essere portata avanti da tutti, cittadini e istituzioni. Siamo costretti a subire una vera e propria colonizzazione a opera di società e multinazionali che hanno individuato nella Regione Basilicata a una vera e propria terra dell’oro, il luogo ideale dove fare affari senza troppi problemi. Mancanza di regole, mancanza di controlli e assenza totale di programmazione, unitamente a una connivenza politica, fanno si che chiunque può venire in questa Regione e impiantare un mega impianto eolico, anche a ridosso di un antico castello, un pozzo petrolifero, magari a pochi metri da un centro abitato o da un ospedale, o ancora un impianto FORSU, magari in una zona già caratterizzata dalla presenza di aziende agroalimentari. La Basilicata non deve essere la pattumiera d'Italia, i lucani non lo meritano. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

Atreju 2018, Lucania presente anche negli incontri

È iniziata ieri la tre giorni di Atreju, la festa della destra italiana. Nata con l’intento di essere la fucina di idee della nuova generazione dell’alternativa alla sinistra, Atreju è da sempre l’occasione per riunire il centrodestra e parlare di programmi.

Non è mancata, anche quest’anno, la nutrita delegazione di Fratelli d’Italia Basilicata. Presenti i vertici regionali, Gianni Rosa e Rossella Quinto, Leonzia Gaina, Giuseppangelo Canterino e Rocco Tauro, membri dell’assemblea nazionale, la rappresentanza della segreteria della Città Capoluogo: Pierpaolo Gruosso, Mary Zirpoli, Vincenzo D’Andrea e del coordinamento provinciale di Potenza: Angela Terranova e di Matera, Pasquale Di Lorenzo. Ad Atreju, che è la festa della gioventù di destra, non potevano mancare i nostri giovani, tra i quali la dirigente nazionale di GN, Fabiola Tortorelli e il Segretario regionale Mario Migliaccio.

Si è parlato anche di Basilicata, a Roma, con un incontro sul libro di Fabio Amendolara, ‘VelEni’, con i giornalisti Salvatore De Napoli e Giuseppe Marino ed il Presidente di Estra spa, Francesco Macrì, moderato dal nostro consigliere regionale Rosa il quale ha messo in evidenza come l’intreccio Politica, Potere e Petrolio, che portò alla morte di Enrico Mattei e Mauro De Mauro, dopo 60 anni è ancora vivo e in Lucania ne subiamo tutte le conseguenze: inquinamento e sudditanza verso le lobbies.

venerdì 21 settembre 2018

Perrino (M5S): "Sulle ZES si naviga a vista con la maggioranza ancora in alto mare"


POTENZA - Credevate di sapere tutto sulle Zone Economiche Speciali (ZES), ma purtroppo dovete ricredervi! Qualche settimana fa, in occasione della visita del Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, l’Assessore all’Agricoltura, Luca Braia, chiedeva al governo di velocizzare l’iter di approvazione delle ZES. Ovviamente gli veniva fatto notare che il provvedimento non può partire se le regioni coinvolte non deliberano in tal senso.

A che punto sono arrivate quindi Basilicata e Puglia relativamente alle azioni prodromiche all'istituzione della ZES? A guardare l’atto sottoposto oggi ai lavori della commissione e dal dibattito che ne è scaturito, sembra di trovarsi ancora in alto mare, nel mezzo di trattative sconosciute ai più.

La delibera è la n°789/2018 del 10 agosto scorso. Per farla breve: nel documento la Regione Basilicata chiede alla Regione Puglia di deliberare nuovamente sulla ZES Ionica Interregionale in quanto, nel documento pugliese del 2 agosto 2018, non si sarebbe tenuto conto del piano di sviluppo proposto dalla Basilicata approvato in data 3 luglio 2018 con delibera n°605/2018. La giunta lucana, quindi, chiede a quella pugliese di farvi esplicitamente riferimento, approvando una nuova deliberazione che tenga conto delle integrazioni al documento risalente a febbraio, cui la delibera pugliese fa riferimento.

A proposito del piano di sviluppo della Regione Basilicata, non si capisce come le truppe pittellate, capitanate dall’Assessore Cifarelli, abbiano condotto le trattative per giungere al risultato finale visto che giungono recriminazioni da parte di alcune aree interessate al dibattito (si vedano le dichiarazioni del sindaco di Irsina). Non si capisce nemmeno come l’area di Galdo di Lauria sia compatibile con il porto di Taranto situato a ben 154 km. Senza tralasciare le ambiguità sulla parte relativa alla Zona Franca Energetica (ZFE). Non ci convince la conclusione secondo cui tale azione sarebbe funzionale ad una exit strategy dal fossile. La ZFE difatti, al contrario potrebbe innescare un meccanismo perverso che alimenti ancora di più le industrie legate al fossile (utilizzando parte delle royalty, non più deducibili, per far risparmiare anche i costi energetici a tutta la filiera collegata ad esse!).

A questa vergogna si aggiunge il fatto che il documento deliberato dalla Regione in data 3 luglio potrebbe risultare illegittimo a causa della sospensione di Pittella in seguito allo scandalo ‘sanitopoli’, sospensione disposta a partire proprio dal 3 luglio. Anche su questo aspetto abbiamo chiesto un chiarimento, ma evidentemente dalle parti della maggioranza si pensa a tutt’altro.

Insomma, ci troviamo di fronte ad un ennesimo potpourri amministrativo che potrebbe ritardare ulteriormente il processo di deliberazione delle ZES e che, conoscendo i componenti di questa maggioranza sciagurata, potrebbe essere usato in maniera strumentale nelle prossime settimane in chiave elettorale. Immaginate il Giuzio di turno a proporre l’ampliamento della ZES per favorire l’ingresso di questa o quell’altra zona industriale.

Più che alle ZES questa maggioranza dovrebbe occuparsi di Zen al fine di meditare sui disastri passati e presenti e su come evitare quelli futuri. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio regionale.

Leggieri (M5S): "Il Commissario 'temporaneamente impedito'. L’ennesima pagina triste per la Regione"


POTENZA - Il mio ultimo intervento sulla vicenda Sanità in Basilicata ha suscitato l’immediata presa di posizione del Consigliere Santarsiero e, a sua volta, le faziose reazioni degli strenui sostenitori delle indifendibili posizioni di Marcello Pittella e del suo sistema di potere satellitare, per usare l’espressione del Tribunale del Riesame di Potenza. Ma, al di là delle schermaglie elettoralistiche e della corsa ai distinguo, nient’altro. Tutto tace come se una coltre nebbiosa avesse avvinto le menti e le coscienze di chi è chiamato a coprire cariche pubbliche in Basilicata.

Il tema merita una riflessione più approfondita. La vicenda è semplicemente surreale. La Giunta regionale, con delibera n. 45/2018, commissaria l’ASP perché ravvede la straordinarietà della situazione nella necessità di attuare il piano di Riforma Sanitaria Regionale. Nomina pertanto il Commissario, affidando allo stesso tale delicato compito. Il 06.07.2018 accade quello che tutti sanno. In ragione dei gravi fatti oggetto di indagine il Commissario, pur attinto dalla custodia cautelare, rimane incredibilmente al suo posto da circa 80 giorni e lo resterebbe ad infinitum se il suo incarico non avesse una durata annuale.

Questa la vicenda nella sua oggettività che induce chi si occupa di politica ad alcune elementari riflessioni.

Il protagonista è tale Giovanni Berardino Chiarelli da Lauria. Un funzionario, cui è affidata la cura di una struttura complessa quale una Usl che richiede dedizione ed impegno continui, la prima cosa che fa quando si trova in una situazione del genere è dimettersi.

E lo fa (e lo deve fare) sia per rispetto della funzione assegnatagli sia per il rispetto dei cittadini che hanno il diritto di avere amministratori credibili nel pieno delle loro facoltà. E lo fa, infine, soprattutto per dignità personale ben conscio che quelle inequivoche intercettazioni (dove si parla, inter alia, di “zavorra”) lo rendono quanto di più inadatto, ora e per sempre, a ricoprire qualunque ruolo pubblico, anche di minima responsabilità.

Si comporta, quindi, con “disciplina e onore”, come recita l’art. 54 della Costituzione.

Ma se il funzionario in questione non si comporta da Servitore delle Istituzioni e resta avvinghiato, patologicamente, alla poltrona cosa fa la Pubblica Amministrazione? Trattandosi di incarico fiduciario, e preoccupata dell’interesse pubblico da perseguire, provvede immediatamente alla revoca di quell’incarico non per ritorsione, tantomeno per giustizialismo, ma semplicemente per funzionalità amministrativa.

Questa è la regola basilare di ogni pubblica amministrazione: il buon andamento, l’efficacia e l’imparzialità (art. 97 della Costituzione).

Accade, invece, che nella Regione Basilicata i principi costituzionali sui pubblici poteri non trovano applicazione come se vivessimo in una indecifrabile “porto franco”.

Ad una delibera dell’Asp dell’01.07.2018, adottata nell’imminenza dei fatti, di “presa d’atto” dell’impedimento temporaneo del Chiarelli, ne segue un'altra (la n. 760 del 02.08.2018) con cui la Giunta Regionale, a sua volta, prende atto della presa d’atto. Tale Delibera, oltre che assurda ed ingiustificabile dal punto di vista politico, è giuridicamente un obbrobrio. La Delibera, adottata da 3 consiglieri su 5 (Franconi, Braia e Castelgrande), risulta sottoscritta dai Direttori Generali competenti (Pafundi e Marsico). Ebbene tale Delibera integra, ad avviso di chi scrive, all’evidenza sia un’ipotesi di reato che di danno erariale. Questi signori, vista la qualifica rivestita, sono tenuti a conoscere i principi elementari del diritto amministrativo. Sono tenuti a sapere che il Commissario è una figura straordinaria, nominato per far fronte ad esigenze eccezionali che non si possono affrontare con le regole ordinarie. Sono tenuti a sapere che il Commissario deve, senza soluzione di continuità, esercitare la funzione affidatagli, pena la compromissione dell’interesse pubblico. E’ proprio per questa ragione che il Commissario viene scelto su basi fiduciarie, sulla scorta dell’intuitus personae, ed è inconcepibile la sua sostituzione temporanea (se non per periodi limitatissimi). Non a caso con la delibera n. 45/2018 la Giunta Regionale, nell’individuare il Chiarelli, non ha previsto un suo vice o un sub commissario. Né possono trovare applicazione i commi 10, 11 e 12 L.R. n.39/2001 per la intuitiva considerazione che tali norme riguardano la figura del Direttore Generale non certo quella del Commissario e che non si versa certo in ipotesi di “legittimo impedimento”. Il non revocare il predetto, e limitarsi ad una mera presa d’atto in attesa di una non preventivabile restitutio in libertatem, significa violare tali regole elementari cagionando un danno alla pubblica amministrazione e, contestualmente, un ingiusto vantaggio patrimoniale al Chiarelli.

Significa, insomma, porre in essere un abuso d’ufficio (art. 323 c.p.). Al Chiarelli, infatti, continua ad essere corrisposto il trattamento economico di Direttore Generale (anche se diminuito in parte per la misura cautelare) mentre il suo stipendio di riferimento è quello, ben più basso, della qualifica di appartenenza. Contestualmente non godendo la P.A. della controprestazione lavorativa è evidente il danno erariale. Considerata la pervicace inerzia della Giunta Regionale e dei competenti Direttori Generali il presente comunicato sarà trasmesso ai competenti organi requirenti, sia penali che contabili, per le loro doverose valutazioni. Questo è il mio dovere di cittadino e di Consigliere Regionale ed è cosa che faccio con amarezza perché è l’ennesima sconfitta della politica che abbisogna, ancora una volta, nella nostra regione dell’intervento tutorio degli organi giurisdizionali.

Pure senza risposta sono rimasti gli altri interrogativi posti nel mio precedente comunicato. Torno a chiedere:

a) sono stati attivati i procedimenti disciplinari nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda o si è irrimediabilmente decaduti dall’azione disciplinare?

b) sono stati iniziati i procedimenti di annullamento dei concorsi alterati?

Queste domande meritano una risposta in quanto l’avere lasciato colpevolmente consumare il procedimento disciplinare, pur di fronte a fatti di tale gravità, sarebbe grave indice di rilievo penale.

Queste sono le domande che si pongono i cittadini lucani che attendono risposte concrete ed hanno il diritto di sapere che, anche in Basilicata, alle pubbliche funzioni si accede “in condizioni di eguaglianza” (art.51 Cost.) e che il “pubblico concorso” di cui parla l’art.98 Cost. sia gestito in maniera obiettiva e non fraudolenta. Nessuno ha più interesse a conoscere le inutili, tardive e sterili prese di posizione di Vito Santarsiero che, in ben altro modo, dovrebbe tutelare il prestigio e l’onorabilità della massima istituzione regionale (ossia il Consiglio) da lui presieduta ovvero quale sia il pensiero di Mario Polese ora che è privo del suo “suggeritore” istituzionale.

Come sempre da parte mia, ed in linea con i valori del Movimento, continuerò a monitorare questa assurda vicenda, che ci sta esponendo tutti alla incredulità dell’intero Paese, fino a quando non saranno ristabiliti nella nostra Regione i principi della stato di diritto consacrati nella nostra Carta Fondamentale. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

giovedì 20 settembre 2018

Basilicata Attrattiva 2019: il Comune di Avigliano rinuncia a mani basse


AVIGLIANO (PZ) - Aveva sollevato non poche polemiche l’esclusione di numerosi comuni dalla graduatoria provvisoria relativa al bando “Basilicata attrattiva 2019”.

La graduatoria provvisoria approvata, con la D.G.R. n. 645 del 10/07/2018, aveva visto l’esclusione di diversi comuni che in quell’occasione legittimamente accusarono la Regione Basilicata di non aver accolto le sollecitazioni relative alla criticità del Bando.

Ci saremmo aspettati che anche il Comune di Avigliano si fosse unito al coro di protesta nei confronti della Regione Basilicata sollevato dagli altri partecipanti esclusi, almeno presentando qualche riga di ricorso per avere ulteriori chiarimenti circa l’esclusione.

Tra gli esclusi, infatti, vi era il Comune di Avigliano che aveva candidato al suddetto bando la realizzazione del “Museo della Memoria” nell’ex monastero Santa Maria degli Angeli, con l’importo complessivo del progetto pari a € 450.000,00. Tra le motivazioni dell’esclusione oltre a delle carenze nella presentazione della domanda sia on line che cartacea, vi erano delle problematiche progettuali relative alla non completa realizzazione del progetto con il rinvio a finanziamenti successivi, oltre che alla indisponibilità da parte del comune di parte dei beni da esporre nel Museo.

Invece nulla, l’Amministrazione Comunale, non ha presentato alcuna osservazione circa l’esclusione, al contrario di altri Comuni che hanno presentato i loro ricorsi che hanno raggiunto l’obbiettivo: con la D. G.R. n. 913 del 10/09/2018, è stata approvata la graduatoria definitiva del bando con la riammissione di alcuni Comuni precedentemente esclusi.

Delle due l’una, o il Comune ha partecipato al Bando pur sapendo di avere una proposta progettuale senza i requisiti per accedervi oppure si è letteralmente disinteressato del presentare un ricorso. In entrambi i casi, è evidente la clamorosa perdita di tempo e di opportunità.

A questo punto ci chiediamo cosa si partecipa a fare ai bandi regionali se poi si lascia cadere tutto nel dimenticatoio. Riteniamo questa l’ennesima occasione persa per valorizzare una struttura tenuta abbandonata a se stessa. Così in una nota Vincenzo Claps, Portavoce cittadini Città di Avigliano.

DiEM25: il movimento pan-europeo di Varoufakis si presenta a Matera


MATERA - «Siamo europeisti anti sistema». Non ha paura delle contraddizioni Lorenzo Marsili, 34enne fondatore di Diem25, il primo movimento politico europeo. La sua prima esperienza è stata il G8 di Genova, a sedici anni, una delle ultime un viaggio in moto per l’Italia con Gianīs Varoufakīs, l’ex ministro delle finanze greco, per far conoscere la creatura politica che hanno creato entrambi a Berlino nel 2016.

Sabato 22 Settembre alle ore 18, in piazzetta della cittadinanza Attiva, sarà proprio Lorenzo Marsili, leader italiano del movimento, a tenere un dibattito pubblico con Federica Battafarano, Co-Fondatrice di Italia in Comune e Assessore alla Cultura e allo Sport di Cerveteri e Francesco Galtieri Coordinatore Nazionale di Movimenta.

L’occasione è quella del lancio del collettivo Materano e del coordinamento Regionale di DiEM25.

Il dibattito affronterà i temi cari a DiEM25 presentati nel suo Green New Deal per l’Europa, con un occhio ai territori e ai movimenti civici che stanno nascendo dal basso in tutta Europa come alternativa all’establishment e ai populismi.

DiEM25 fornisce una visione dell'Europa come regno di democrazia, uguaglianza, prosperità e solidarietà, contro ogni forma di nazionalismo, ed è proprio da qui che vuole ripartire per ricostruire un cammino comune minacciato oggi più che mai dalle destre e dal populismo.

Il collettivo Materano di DiEM25 sente quindi la forte la duplice responsabilità di rappresentare l’Europa a Matera nell’anno delle elezioni europee e nell’anno della città da Capitale Europea della Cultura 2019, ed è proprio da questa città che deve alzarsi un coro europeista e progressista che guardi all’unità dei popoli europei e all’abbattimento delle frontiere, usando la cultura come “arma” di unione di popoli e di forte europeismo.

Tutta la cittadinanza è quindi invitata questo sabato, 22 Settembre 2018, alle ore 18:00 in Piazzetta della cittadinanza Attiva per dare uno sguardo al futuro di questa città e dell’Europa.

A proposito di DiEM25 - #PrimaveraEuropea

DiEM25 è il primo movimento politico transnazionale con l’obiettivo di creare una nuova #PrimaVeraEuropea. Conta ad oggi più di 100.000 iscritti

Anni di politiche scellerate da parte dell'establishment di governo hanno ottenuto un solo risultato: sprofondare l'Europa in una stagnazione permanente e fare crescere l'estrema destra in tutto il continente.

DiEM25 vuole rompere il rapporto malato fra un establishment in bancarotta morale ed economica e il ritorno di pulsioni razziste, nazionaliste e xenofobe proponendosi come alternativa europeista e progressista.

DiEM25 si propone l’obiettivo di presentarsi alle elezioni Europee 2019 con un programma dirompente e una grande alleanza transnazionale per portare al parlamento europeo le proprie idee da ogni parte del continente.

mercoledì 19 settembre 2018

Ptl, Rosa: la chiamano proroga ma per noi è un affidamento diretto. Illegittima senza una copertura finanziaria


POTENZA - In attesa di mettere fine all’agonia cui ci sta costringendo il centrosinistra regionale, abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti per l’emendamento a firma del capogruppo del Pd, Vito Giuzio, sulla proroga dei contratti di servizio del trasporto pubblico locale, approvato nello scorso Consiglio regionale.

Quando diciamo che la Basilicata ha bisogno di legalità ci riferiamo anche al fatto che ha bisogno di persone che non espongano la nostra Regione ad ingenti danni per coprire la loro mala gestione.

La norma approvata necessita di una copertura finanziaria di circa 20 milioni di euro. Non ci sono. O meglio, la norma dovrebbe indicare dove reperire le risorse all’interno del bilancio regionale ma poiché il bilancio consuntivo del 2017 non è ancora stato ancora approvato non si sa se ci sono risorse tali da coprire la proroga.

La Basilicata ha bisogno di legalità. Non ci meravigliamo dei Consiglieri di maggioranza che, solo oggi, per meri interessi elettorali, giocano la carta della mancanza di programmazione come se non avessero contribuito allo sfascio regionale approvando tutto ciò che questo Governo ha fatto in questi anni: o hanno dormito per 5 anni o sono complici.

Le norme europee ci impongono di espletare una gara per il servizio di trasporto pubblico locale ed aggiudicarla entro il 3 dicembre 2019. Siamo in ritardo: un anno, se venisse bandita oggi, per espletare una gara europea? È, quindi, ovvio che la proroga fino al 30 novembre 2019 nasconde un’implicita proroga ben oltre il termine imposto dalla direttiva europea. Anzi, a prescindere dal quando verrà espletata questa gara è chiaro che non rientriamo, in questo caso, tra gli “eventi oggettivamente imprevedibili” che sono il presupposto legale per le proroghe. Siamo nel campo, quindi, degli affidamenti diretti che comportano, oltre che responsabilità contabile, anche quella penale.

Sì, c’è stata mancanza di programmazione e la colpa è di chi ci ha governato fino ad ora, il PD.

La Basilicata ha bisogno di legalità ed è per questo che ci meravigliamo è che un uomo di legge come il Consigliere Galante parli di dover scegliere tra la legalità e avallare un comportamento illegittimo e scelga quest’ultimo.

Approvare una norma senza copertura finanziaria è contro la legge. Contro i richiami che la Corte dei Conti ci ha fatto in tutti questi anni. Dice bene Galante: la politica deve fare delle scelte ed assumersi le responsabilità.

La maggioranza ha scelto di perseguire la strada dell’illegittimità, esponendo la Regione ad un enorme danno e se ne assumerà le responsabilità. Sia contabili che politiche. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

Rosa: "600mila euro per finanziare i soliti studi e ricerche su una Basilicata in caduta libera"


POTENZA - La Giunta, con le Deliberazioni di Giunta n. 909 e 908 del 10/09/2018, ha approvato due nuovi Avvisi Pubblici per finanziare i soliti piani di sviluppo, le solite analisi del sistema artigianale e commerciale lucano, come se ad oggi, la Regione Basilicata non conoscesse il tessuto produttivo lucano e le sue problematiche.

Le risorse impiegate sono complessivamente di € 600.000,00 euro; i beneficiari sono le associazioni di categoria, regionali e provinciali dell’artigiano e del commercio, maggiormente rappresentative del settore, individuate tra quelle a cui spetta la designazione dei componenti del Consiglio delle Camere di Commercio.

Riteniamo che la Regione Basilicata sia la Regione più ‘analizzata’ d’Italia: fiumi di denaro sono stati spesi per finanziare progetti e ricerche sul sistema economico. Le stanze di viale Verrastro sono stracolme di indagini e di ricerche che sono rimaste sulla carta.

Negli anni la realizzazione di questi piani strategici è divenuto uno strumento mirato per finanziare gli operatori che svolgevano queste indagini e questi studi che rappresentano null’altro che pagine e pagine di analisi del contesto socio economico della Regione Basilicata.

Per quanto ci riguarda, non abbiamo nulla contro le associazioni di categoria ma la politica dovrebbe avere il coraggio di sostenerle direttamente senza ricorrere ad artifizi.

Riteniamo che il sistema artigianale e commerciale delle piccole realtà lucane debba essere adeguatamente sostenuto. Tuttavia, alla fine della legislatura ci pare proprio una cosa inutile spendere soldi in studi. E soprattutto ci sembra essere la conferma che questo Governo Regionale in cinque anni ha navigato a vista, senza avere la minima idea di come fronteggiare la grave crisi che stanno vivendo le nostre piccole imprese artigiane e commerciali nei comuni lucani. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

Policoro: difendiamo l’ospedale. Sit in di FdI contro il ridimensionamento del nosocomio jonico


Giovedì 20 settembre dalle 09:00 alle 12:00 il circolo cittadino di Fratelli d’Italia di Policoro organizza un sit in all’ingresso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro contro il paventato ridimensionamento del nosocomio del centro jonico: “Da anni –sostiene il neo segretario cittadino di circolo Giuseppe Callà- si rincorrono voci su un possibile ridimensionamento del presidio sanitario di Policoro a scapito di quello di Matera. Tali voci hanno trovato parziale conferma nella riduzione dei posti letto e del personale sanitario. Nonostante le rassicurazioni dei vertici Asm, si sta cercando in maniera subdola di continuare nella spoliazione dei servizi come quello della cardiologia; per non parlare dei turni massacranti del reparto di ortopedia, cui la recente nomina del primario speriamo non sia una semplice foglia di fico per nascondere la carenza di infermieri, medici e posti letto del suddetto reparto, il quale necessita di maggiori unità lavorative vista la mole di lavoro presente quotidianamente. La stessa difficoltà di reperire medici è un’altra criticità legata al futuro dell’ospedale: un professionista deve sapere dove va a lavorare e con quali mezzi e risorse messe a disposizione dell’azienda si deve cimentare e confrontare giornalmente per esperire al meglio il proprio servizio nei confronti del paziente/degente. Oltretutto le vicende delle ultime settimane, al netto delle responsabilità penali degli indagati, testimoniano che tira una brutta aria nel sistema sanitario regionale e noi di Fdi non vogliamo che a pagarne le spese siano i presidi cosiddetti di periferia rispetto ai poli sanitari di Matera e Potenza. Pertanto con la simbolica manifestazione di giovedì chiediamo chiarezza alla Regione Basilicata sul futuro dell’ospedale jonico che per noi significa potenziare i servizi esistenti, ridurre i tempi delle liste d’attesa, favorire la meritocrazia del personale sanitario che ci lavora e liberare gli stessi da fastidiosi condizionamenti politici cui spesso sono sottoposti soprattutto a ridosso di importanti appuntamenti elettorali, come quello che ci apprestiamo a vivere in attesa della fissazione della data del rinnovo del Consiglio regionale.”.
Saranno presenti gli iscritti, simpatizzanti e i dirigenti provinciali e regionali del partito.
Pino Callà, portavoce FDI Policoro

martedì 18 settembre 2018

Potenza, conferenza dei Fratelli d'Italia e della Lista civica


POTENZA - “Tutti abbiamo sperimentato come la bellezza sia in grado di liberare, di aprire orizzonti e scenari diversi, nella vita dei singoli e nelle comunità. La prima domanda che una amministrazione dovrebbe farsi è : quale è la bellezza del mio territorio che ancora non sono riuscita a liberare?

Non ci vuole niente a distruggere la bellezza e allora invece della lotta politica, della coscienza di classe e di tutte le fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza, come riconoscerla e come proteggerla” Queste le parole di Maria Maugieri.

Una cittadina che a Bari ha fatto del recupero delle aree degradate una meravigliosa battaglia, i Fratelli d'Italia e la Lista civica fanno il punto della situazione sulla lotta al degrado della città, il recupero di zone degradate e la cura del decoro a quattro anni dalla elezione di questa amministrazione, nella convinzione che superato il dissesto e il disastro in cui il centrosinistra ha ridotto il capoluogo, bisogna iniziare a costruire un percorso di rilancio dell'immagine della città con una attenzione particolare alla bellezza e al decoro.

Per questo, in collaborazione con la fotografa Daria Usac, abbiamo deciso di intraprendere una campagna contro il degrado per il decoro e la bellezza del capoluogo.

Conferenza stampa dei Fratelli d'Italia e della Lista civica mercoledì ore 11.00, in piazza Sedile, primo piano del palazzo di Città. Così in una nota Alessandro Galella, Capogruppo Fratelli d’Italia Città di Potenza.

lunedì 17 settembre 2018

Cosimo Latronico (Noi con l'Italia) su politiche per la Basilicata


POTENZA - “Il sistema Basilicata in questi anni si è impoverito. Uno scambio stretto e soffocante ha contraddistinto le relazioni sociali e politiche. Ora quel sistema è arrivato al capo linea, non avendo altro da offrire. La politica distributrice non c’è più. La politica può solo creare le condizioni perché si generino processi di accumulazione di ricchezza senza la quale nessuna distribuzione è possibile . Questa è la sfida innanzi a cui ci troviamo che riguarda non solo la politica in senso stretto, ma l’intera società”. Lo ha dichiarato l’ex parlamentare Cosimo Latronico, dirigente nazionale di Noi con l’Italia, a Policoro nel corso dell’appuntamento di “Governiamo il cambiamento” che punta ad aggregare tutte le forze politiche alternative al “sistema di potere regionale”.

“Tre grandi questioni possono muovere una dinamica di arricchimento del corpo sociale. Quella mineraria: vanno rinegoziate le concessioni sia per rendere più efficace ed effettiva la tutela ambientale, ma anche per assicurare una destinazione produttiva alle risorse ricavate dalle attività minerarie. Un fondo per attrarre e sostenere investimenti produttivi ed infrastrutturali, deve essere un vincolo inderogabile. Una finanza innovativa e di progetto per rilanciare il tessuto produttivo e le opportunità di lavoro. I giovani lucani, e non solo loro, emigrati possono tornare – ha continuato l’ex parlamentare - se ci saranno occasioni ed opportunità di impresa e di lavoro nella nostra terra. La questione ambientale, tramite una rigorosa tutela attiva del patrimonio ambientale coinvolgendo in modo sistematico le agenzie nazionali in materia di controllo come l’Ispra e l’Istituto Superiore di Sanità. Ma anche attraverso una stima del valore economico del patrimonio ambientale. Si pensi alle foreste: migliaia di ettari di bosco che potrebbero generare certificati verdi da valorizzare ed immettere nel mercato spuntando ricavi finanziari significativi. In aggiunta alla stima e valorizzazione delle risorse idriche. Un miliardo di metri cubi di acqua invasata nelle dighe della Basilicata che sostengono il sistema produttivo ed industriale della Puglia. Non può bastare qualche compensazione peraltro malspesa, come nel caso dell’evento scenico dello sbarco dei Greci nella diga di Montecotugno, che ha bruciato milioni di euro per nulla. Serve anche in questo caso un negoziato che attragga risorse finanziarie per mantenere il territorio che alimenta le sorgenti e che sostenga un progetto produttivo ed infrastrutturale della Basilicata. Partendo dal nodo storico del suo isolamento e della necessità di collegare i 131 Comuni lucani con i nodi intermodali di Bari/Brindisi e di Salerno/Napoli. L’auspicio – ha concluso Latronico - è che il dibattito delle prossime settimane accresca l’interesse dei lucani perché ritornino ad essere protagonisti attivi del proprio futuro”.

Incontro dei candidati del M5S a Melfi

MELFI - Il Movimento 5 Stelle incontra i cittadini di Melfi e del Vulture Melfese. Un programma fattibile e concreto scritto da e per i Lucani. La portavoce del M5S di Melfi presenterà a tutti i cittadini il candidato Presidente della Regione, Antonio Mattia, ed i candidati consiglieri. Sarà l'occasione per conoscerli.

I cittadini saranno ascoltati e potranno confrontarsi con loro perché insieme cambieremo le sorti della nostra regione. L'appuntamento è per domani, 18 settembre, alle ore 19.00 presso la Sala Mostre del Comune di Melfi, piazza Festa Campanile.

sabato 15 settembre 2018

Perrino (M5S) assolto dal Tribunale di Matera


MATERA - Dopo una puntuale istruttoria, il Tribunale Penale di Matera, in composizione monocratica, ieri ha assolto il Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, Ing. Giovanni Perrino, querelato dall’ex direttore dell’ATER di Matera Ing. Luciano Adorisio.

L’ing. Perrino, infatti, veniva tratto a giudizio per rispondere di diffamazione a mezzo stampa a seguito di comunicato del 6 agosto 2016 con cui il gruppo regionale 5 S aveva dato notizia della sua attività ispettiva di Consigliere Regionale sulla gestione dell’ATER di Potenza e di Matera, attraverso la quale era emersa, tra l’altro, l’illegittima nomina per la terza volta dell’Ing. Angelo Adorisio a Direttore dell’ATER di Matera.

La Regione, ente preposto al controllo e vigilanza sui suoi enti strumentali,aveva nominato una commissione per una indagine amministrativa tesa ad accertare la sussistenza o meno di irregolarità sulla gestione dell’ATER di Matera anche con riferimento al conferimento dell’incarico di Direttore dell’azienda, per la terza volta, all’ing.Adorisio. La nominata Commissione riteneva tale nomina, per la terza volta,non conforme alla normativa regionale.

Anche a seguito di interrogazioni del Consigliere Perrino, la Regione invitava l’azienda territoriale a rimuovere la riscontrata illegittimità.

Nonostante la stessa Regione avesse trasmesso il 24.6.2016 all’ATER di Matera una relazione su vari aspetti amministrativi e direttive per regolarizzare i rilievi evidenziati nella stessa, tra cui la predetta nomina (così come riportato nel comunicato stampa del 6.8.2016), l’Ing. Adorisio querelava il Consigliere Perrino ritenendo offensivo della sua reputazione quanto verificato dallo stesso Consigliere,attraverso la sua attività ispettiva, e pubblicato -per evidente interesse sociale- nell’anzidetto comunicato.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati sentiti, tra gli altri, come testi a discarico, l’ex assessore regionale alle infrastrutture Nicola Benedetto, occupatosi della vicenda a seguito di interrogazione del Consigliere Perrino, e il Dott.Giovanni Di Bello dirigente regionale dell’ufficio edilizia che, unitamente al Dirigente Generale del Dipartimento Presidenza e il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione, si sono occupati della vicenda pervenendo alle stesse conclusioni del Consigliere Perrino.

L’Avv.Leonardo Pinto, difensore del Consigliere pentastellato ha dichiarato: <<Nel corso del processo ho evidenziato che non può essere punito un consigliere regionale che fa il suo dovere, perché ha svolto con scrupolo la sua attività istituzionale nell’interesse pubblico, come ha fatto l’Ing.Perrino con diligenza e dedizione nell’occuparsi di questioni della gestione amministrativa dell’ATER di Matera. A conclusione del dibattimento è emersa l’infondatezza dell’accusa pubblica e privata; quest’ultima costituitasi parte civile.Dunque, l’Ing.Adorisio ha visto rigettato tutte le sue tesi accusatorie rivelatesi inconsistenti. Nel corso del dibattimento è stato pure ricordato che, a prescindere dall’infondatezza dell’accusa, i consiglieri regionali -ai sensi dell’art.122 4° comma della Costituzione- non possono essere chiamati a rispondere, come accaduto all’Ing.Perrino, delle opinioni espresse e dei voti dati nell’’esercizio delle loro funzioni. Il PM, a conclusione di un’istruttoria dibattimentale molto vivace, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato e il Tribunale, accogliendo la richiesta conclusiva del difensore dell’imputato, lo ha assolto.>>.

Il Consigliere Perrino, soddisfatto per l’esito del processo, che lo ha visto ingiustamente imputato per oltre due anni, ha dichiarato che, così come ha sempre fatto, continuerà a svolgere le sue funzioni di Consigliere Regionale senza cedere ad intimidazioni. Ha aggiunto che la vicenda ATER, finita in Tribunale, rappresenta la necessità di un cambiamento radicale del modo di amministrare la cosa pubblica in Basilicata.

M5S Basilicata - Consiglio Regionale

venerdì 14 settembre 2018

Matera 2019, Amatulli (Cisl): "Problema non è Di Maio ma la carenza di infrastrutture"


MATERA - “La sterile polemica su Di Maio serve solo a nascondere un fatto acclarato: la Puglia ha investito su Matera 2019 e si candida a raccoglierne i frutti, mentre nella nostra regione i progetti infrastrutturali per la capitale europea della cultura sono praticamente fermi”. È duro atto d’accusa quello che il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Giuseppe Amatulli, lancia all’indirizzo della classe dirigente della Basilicata.

“Bisogna dare atto al governatore Emiliano – spiega il sindacalista – di aver avuto lo sguardo lungo su Matera 2019 con investimenti ponderati sulle infrastrutture di trasporto tra Bari e Matera e sul potenziamento della capacità di accoglienza delle strutture alberghiere pugliesi. Con buona pace di chi oggi ironizza sulla presunta gaffe del vice premier e sull’attivismo di Emiliano – aggiunge Amatulli – la Puglia si candida a svolgere quel ruolo di retroterra di Matera 2019 che sarebbe invece spettato al Metapontino se solo avessimo avuto una classe politica più coesa e meno litigiosa. Tutte le principali opere infrastrutturali del territori sono praticamente ferme: non si parla più né del corridoio stradale e ferroviario tra Ferrandina e Matera né dell’aviosuperficie di Pisticci, opere che rischiano di finire nel dimenticatoio. Il risultato è l’isolamento tra la capitale europea della cultura e il resto della regione e la mancanza di qualsivoglia strategia tesa a valorizzare le strutture di ospitalità della fascia jonica come naturale punto di riferimento logistico per Matera 2019. Si fa così sempre più concreta – conclude Amatulli – la prospettiva dell’ennesima occasione mancata per lo sviluppo e l’occupazione nella nostra regione”.

Leggieri e Perrino (M5S): "MIT ok riparto 321 milioni a regioni. Tempi certi e più fondi a Genova"


POTENZA - E’ stato dato oggi il via libera, con l’accordo in Conferenza Unificata, al dm del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con cui si ripartiscono 321.116.384,00 euro per il Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni e degli Istituti autonomi per le case popolari. Alla Regione Basilicata spettano 10.454.310,73 euro. 

Rispetto al passato, il decreto ministeriale approvato oggi fissa nuovi criteri per la ripartizione e tempi certi per la realizzazione degli interventi. Viene infatti previsto che i Comuni debbano avviare gli interventi finanziati entro un anno dalla concessione del contributo da parte della Regione e li debbano ultimare entro due anni. Nel caso in cui queste tempistiche non vengano rispettate viene prevista la sospensione dei finanziamenti ed eventualmente, in tempi certi, la loro revoca. Le risorse revocate verranno poi riassegnate annualmente, secondo un criterio di proporzionalità, alle Regioni più virtuose che avranno uno stato di avanzamento lavori superiore alla media nazionale. Entro sei mesi il Ministero istituirà uno specifico Comitato tecnico di monitoraggio, con la partecipazione delle regioni e dell’Anci, che dovrà proprio vigilare sul rispetto delle nuove norme e sull’effettivo avanzamento dei programmi.

Un plauso va alle Regioni che, dimostrando grande senso di responsabilità e di vicinanza alla città di Genova, hanno deciso di creare un fondo di solidarietà in cui far confluire il 2% dei fondi spettanti, così da aumentare di 6,4 milioni di euro le risorse da erogare alla Liguria per l’edilizia residenziale pubblica e dare così una risposta alle tante famiglie rimaste senza casa dopo il crollo del Ponte Morandi. La Regione Basilicata contribuirà con 221.555,78 euro. Così in una nota Gianni Leggieri e Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata.

giovedì 13 settembre 2018

Leggieri (M5S): caso Lavieri, ho deciso serenamente di affrontare il processo


POTENZA - È su tutti gli organi di stampa locali la notizia del mio rinvio a giudizio da parte del gup del Tribunale di Potenza in merito all’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti della dirigente della Regione Basilicata, Maria Pia Lavieri.

A tal proposito è mia intenzione offrire ulteriori elementi di chiarimento.

Voglio sottolineare il fatto che i processi non sono arene o ring, quindi non si esce da vincitori o sconfitti.

L’udienza preliminare è il filtro, durante il quale si decide se il processo debba essere celebrato o meno.

Ho deciso serenamente di affrontare il processo senza far ricorso a scorciatoie, perché sono convinto di non aver commesso nessun reato di diffamazione.

Sono fiducioso che all’esito dell’udienza saranno accertati tutti i fatti e che emergeranno i principi di continenza e critica che caratterizzano l’esercizio delle funzioni del consigliere regionale. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

Callà (FDI): Policoro, da tre mesi solo immobilismo


POLICORO - Il segretario di Fratelli d'Italia Pino Callà interviene sul tema della crisi politica al comune di Policoro e sulla lettera aperta del Sindaco.

L'inutile offensiva, arrogante, gratuita lezione che il Sindaco ha inteso affidare ad una missiva sul significato etimologico della crisi è paradossale quanto patetica.

Nel richiamare una citazione di Einsetin del 1955 "non possiamo far finta che le cose cambieranno se continuiamo a fare le stesse cose, la crisi è la benedizione migliore che può arrivare a persone e paesi perchè porta progresso", subito dopo aver tentato di descrivere in maniera vaga il cambiamento della natura della maggioranza avvenuto nei mesi scorsi con ingresso di un consigliere di opposizione, di fatto ammette l'assoluto immobilismo della sua amministrazione, l'inefficacia dell'azione di governo, l'abbandono del percorso di apertura a quel mondo civico cui il primo cittadino oggi dice di aprire e il mancato rispetto degli impegni assunti con gli elettori che fdi ha nei mesi scorsi denunciato con note stampa in maniera chiara, liquidate con sufficienza e approssimazione dal Sindaco che ha negato l'evidenza e talvolta con reazioni scomposte e insulti di chi era evidentemente a corto di argomenti e in grave imbarazzo.

Lo stallo perdura da più di 3 mesi ed è attraverso la stampa che le anime di questa maggioranza composita che si vomitano addosso dictat e segnali più o meno velati, frutto di una guerriglia di potere stucchevole.

Il Sindaco dia corso a quanto annunciato nei giorni scorsi in incontri di maggioranza e chiuda la crisi ratificando il nuovo esecutivo, eserciti le sue prerogative e se ne ha la forza e la capacità vada fino in fondo.

Convochi un consiglio urgente in cui si certifichi esistenza di una maggioranza e amministri, senza più pretesti, nè indugi, tenendo fede al programma elettorale.

Ponga fine all'agonia cui ha irresponsabilmente condannato in questi mesi Policoro e ove non avesse i numeri, rimetta il mandato. Così in una nota Pino Callà, Portavoce cittadino Fratelli d’Italia.

mercoledì 12 settembre 2018

Politica, Tancredi (Ugl):”Riconquistare fiducia dai lucani”

MATERA - “Una cosa va innanzitutto detta e ridetta: stiamo vivendo un momento difficile, il lavoro è una necessita e la nostra regione fatica a dare un bene primario. La controtendenza può avvenire solo riprogrammando la macchina regionale con una politica nuova, una classe capace ad un radicale cambiamento che si distacchi dal vecchio modello di concepire e attuare una certa politica che è da vent’anni risultata fallimentare. Uomini nuovi, capaci a un radicale rinnovamento, un centrodestra unito, coeso, con tutti gli attori che si rivedano in un solo principio: un rilancio politico basato su un patto forte, con un programma quinquennale di legislatura. Quindi, un esecutivo che lavori per i lucani che principalmente avvertono un disagio intimo e tensioni legate al lavoro che manca, sintomi negativi che si sentono nella famiglia”.
Lo afferma il segretario regionale dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi per il quale, “occorre invertire la direzione di marcia, partendo dal problema lavoro e passando dal tunnel dell’impoverimento che è caduta la Basilicata, consapevoli che: il sottosviluppo non è un destino, l’emigrazione giovanile non è un destino, la povertà non è ineluttabile ma il combinato disposto di cattiva politica, di mancanza di visione, il tutto appesantito e condizionato dalle gravi difficoltà del contesto nazionale e internazionale, sono frutto anch’esse dell’arroganza delle tecnocrazie figlie della gestione politica nazionale precedente al 4 marzo. Insomma, con e nel centrodestra abbiamo un grande lavoro da fare. E c’è la necessità di aprirci, di collegarci con le altre realtà vive del territorio, con personalità del mondo della cultura e delle professioni, insomma non ripetiamo lo stesso errore di chiudersi per paura di avere nelle nostre fila personalità competitive. Fare squadra – prosegue il leader Ugl -, dobbiamo giocare per vincere e se si vince c’è spazio per tanti. E’ d’obbligo che in seno ad un’alleanza di centrodestra, una seria riflessione và anche fatta interrogandosi e riflettendo sul perché in Basilicata non si esprime più il voto: per l’Ugl, non andare a votare rappresenta un voto di sfiducia, come non andare a vedere un certo film rappresenta una bocciatura di quella pellicola. I lucani sono stufi e stanchi di vedere sempre gli stessi uomini al comando che hanno fatto per anni solo interessi per pochi. Questa non è politica, è puro clientelismo conditio da accaparramento di consensi elettorali per gestire la regione a proprio uso e costume. La ‘vicenda Rimborsopoli’ prima e, ‘scandalo Sanità’ dopo, avranno sicuramente un peso determinante nell’incremento dell’astensionismo perché in tempi di crisi economica, particolarmente dura per le fasce sociali più deboli, l’esempio che è venuto sull’uso del denaro pubblico sarà dirompente nel rapporto lucano politica-cittadini. Da non tralasciare gli anni e la continuazione di assenza politica sui problemi e nel cuore degli interessi dei lucani, con una semplice presenza formale del ‘leader’ di turno. Forti inascoltati consigli abbiamo lanciato su ciò che necessitano i lucani: stare al fianco delle esigenze della famiglia, lavoro, trasparenza e meritocrazia politica. E’ inammissibile che in Basilicata ci siano migliaia di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. Per l’Ugl bisogna ricostruire un rapporto di fiducia con l'elettorato e porre le basi per realizzare un’alternanza, la frattura che si è determinata tra cittadini e politica è molto più marcata. E proprio in occasione della prossima tornata elettorale per il rinnovo del consiglio regionale della Basilicata, dall’Ugl sempre impegnata sui temi del lavoro, si sottolinea che solo il centrodestra consente di avviare un progetto serio, un’avventura stimolante, soprattutto nella lotta alla disoccupazione in netta contrapposizione alla Legge Fornero, che ha penalizzato fortemente in una Regione impoverita, lavoratori, pensionati, che il Sottosegretario On. Claudio Durigon e il Ministro Matteo Salvini con il governo si sono già impegnati ad abrogare. Lanciamo forte e chiaro il segnale di malessere che sentono i lucani, dovremmo farci tutti un serio esame di coscienza, soprattutto noi che adesso abbiamo la possibilità di intervenire per migliorare le condizioni di almeno il capofamiglia, perché in questi anni sono state adottate troppe politiche miopi sul lavoro, credendo di poter fare cassa negando beni e servizi fondamentali per una vita dignitosa, come cibo, istruzione e in Basilicata, assistenza sanitaria, anello più debole della nostra società. Le problematiche inerenti la carenza di lavoro e la urgenza di fare della questione del lavoro deve essere ora il punto principale di un nuovo Presidente e della politica economica Regionale. La crescita e ripresa della Basilicata – conclude Tancredi - si può definire tale se si creano posti e opportunità di lavoro. Solo allora le famiglie riprenderanno a credere nella politica”.