AIAS Potenza: ''Oltre l’emergenza, una questione di responsabilità istituzionale''


POTENZA - La vicenda AIAS Potenza ha ormai superato i confini della crisi contingente per configurarsi come una questione strutturale che interpella la responsabilità delle istituzioni nel loro complesso. Non si tratta più di gestire un’emergenza, ma di riconoscere un problema sistemico che si ripete con dinamiche preoccupanti: ritardi nei pagamenti, incertezza retributiva, frammentazione della governance, procedure istituzionali avviate e mai concluse. Quando una struttura che eroga servizi socio-sanitari di interesse pubblico continua a operare grazie al senso di responsabilità delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, ma senza poter garantire loro la certezza dello stipendio, non siamo più di fronte a una questione meramente contrattuale, ma a un problema che riguarda la qualità e la continuità dei servizi, la dignità delle persone fragili che ne beneficiano e la credibilità complessiva del sistema sanitario regionale. La proclamazione dello sciopero, condotta nel rispetto delle prestazioni indispensabili, rappresenta l’espressione di una soglia di sostenibilità ormai superata, l’ultima risorsa quando il confronto istituzionale si arena, quando mancano verbali conclusivi, cronoprogrammi certi e impegni verificabili. Desta particolare preoccupazione l’interruzione della procedura di raffreddamento attivata presso la Prefettura e mai formalmente conclusa: un procedimento lasciato aperto non è un dettaglio amministrativo, ma un vuoto istituzionale che indebolisce le tutele, alimenta incertezza e compromette la possibilità di un confronto costruttivo tra le parti.

Sul piano della responsabilità politica, il quadro è chiaro. La Regione Basilicata, attraverso l’Assessore Latronico e in raccordo con gli organi di governo, è chiamata a superare la logica degli interventi episodici per garantire una regia pubblica stabile, fondata su atti formali e trasparenti, risorse quantificate e certificate, trasferimenti calendarizzati e verificabili, responsabilità riconoscibili lungo tutta la filiera, dalla programmazione regionale fino all’erogazione delle retribuzioni. La ripetizione ciclica dei ritardi – tredicesime mancanti, mensilità pagate con mesi di ritardo, assenza di certezze sulle scadenze future – produce una forma di usura sociale che logora i lavoratori, mette sotto pressione le famiglie e compromette la continuità organizzativa dei servizi. Questo non è compatibile con un sistema socio-sanitario che voglia definirsi pubblico, affidabile e orientato alla tutela delle persone più vulnerabili.

Al di là delle appartenenze politiche, riteniamo che questa vicenda richieda un impegno corale delle istituzioni regionali. Non si tratta di alimentare contrapposizioni, ma di pretendere insieme – maggioranza e opposizione, istituzioni locali e rappresentanze sindacali – che venga garantito ciò che dovrebbe essere scontato: certezza retributiva, trasparenza amministrativa e continuità dei servizi. Chiediamo pertanto che la Regione Basilicata fornisca, in modo pubblico e documentato, l’ammontare delle risorse destinate ad AIAS Potenza per il corrente esercizio e per quelli successivi, le modalità e i tempi effettivi di trasferimento delle risorse agli enti gestori, il cronoprogramma dei pagamenti retributivi con scadenze verificabili, l’individuazione dei soggetti responsabili di ciascun passaggio della filiera finanziaria e gestionale. Non servono più dichiarazioni rassicuranti o interventi tampone, ma atti verificabili, impegni formali e una governance chiara. La credibilità delle istituzioni si misura sulla capacità di garantire diritti fondamentali: stipendi regolari, tempi certi, dignità del lavoro e continuità dei servizi, ed è su questo terreno che si valuta la serietà e l’efficacia di una politica sanitaria regionale.

Le lavoratrici e i lavoratori di AIAS Potenza chiedono, in sostanza, che le istituzioni pubbliche siano all’altezza del ruolo che sono chiamate a svolgere. Questa è una responsabilità che non può essere elusa né rinviata, una responsabilità che riguarda la Regione nel suo insieme e che richiede risposte concrete, condivise e tempestive, perché quando si parla di servizi alla persona e di diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non ci sono scorciatoie possibili: c’è solo la strada della trasparenza, della programmazione e del rispetto delle regole.


Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata) 

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