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sabato 14 settembre 2019

Due arresti per droga a Venosa (PZ)


I Carabinieri, durante un controllo lungo la sp 18, a Venosa (Potenza), hanno tratto in arresto e posto ai domiciliari, un 27 enne e un 22 enne, entrambi di Cerignola (Foggia). I due giovani sono stati trovati in possesso di un quantitativo di hascisc, pari a circa cento grammi di hascisc. Vedendo i militari, i due hanno cercato inizialmente di disfarsi di un "panetto" di hascisc di circa 90 grammi, che è stato successivamente recuperato dai Carabinieri, mentre il restante quantitativo di droga è stato trovato all'interno dell'automobile che i giovani stavano utilizzando.

mercoledì 11 settembre 2019

Policoro (MT), arrestati quattro giovani per furto in un centro commerciale


POLICORO (MT) - I Carabinieri hanno tratto in arresto quattro romeni tra i 20 e i 27 anni, accusati di aver commesso in concorso un furto aggravato in un centro commerciale di Policoro (Matera). I quattro sono stati scoperti dai militari in flagranza di reato.

I banditi, che avevano rubato dei capi di abbigliamento del valore totale di circa 400 euro, sono stati posti ai domiciliari.

martedì 10 settembre 2019

A Spinoso (PZ) arrestato un ventenne per droga


SPINOSO - I Carabinieri, nella città di Spinoso (PZ), hanno fermato e posto agli arresti domiciliari un 20enne di San Chirico Raparo (PZ), trovato in possesso di un quantitativo pari a 50 grammi di marijuana.

giovedì 5 settembre 2019

Rionero in Vulture, controlli in esercizi commerciali: denunciate tre persone


RIONERO IN VULTURE - I Carabinieri, mentre eseguivano dei controlli in alcuni esercizi commerciali presenti nell'area dei laghi di Monticchio, a Rionero in Vulture (Potenza), hanno denunciato tre persone che non rispettavano le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Uno dei denunciati faceva utilizzo di impianti elettrici che non avevano certificazione di conformità e manutenzione periodica.

martedì 3 settembre 2019

Melfi: arrestati due fratelli per il 'racket della paglia'


MELFI (PZ) - I Carabinieri, a Melfi (Pz), durante un'operazione contro "il racket della paglia", hanno tratto in arresto due fratelli, che appartengono a un gruppo criminale del posto, accusati di estorsione aggravata, lesioni personali, illecita concorrenza esercitata con intimidazione e violenza.

domenica 1 settembre 2019

Nuovo terremoto in Centro Italia: scossa 4.1 vicino Norcia


ROMA - Torna a tremare il Centro Italia, nella stessa zona colpita dai potenti eventi tellurici del 2016 e 2017. Alle 2:02 l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia registra una forte scossa di magnitudo 4.1 con ipocentro a 8 km di profondità ed epicentro 4 km di distanza da Norcia (Perugia), 13 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e 14 da Accumoli (Rieti).

Il terremoto è stato seguito dopo pochi muniti da tre repliche di magnitudo comprese tra 3.2 e 2 nella stessa zona e preceduto ieri sera da altre quattro scosse di magnitudo comprese tra 2.8 e 2 con epicentro invece vicino Trevi (Perugia). Al momento non si segnalano danni a cose o persone.

Matera: Viola il divieto di avvicinamento a una donna, arrestato


Gli uomini della Polizia, hanno tratto in arresto a Matera, un 29enne, di origini albanesi, dopo che lo stesso aveva violato il divieto di avvicinamento ad una donna, scattato un mese fa. L'uomo era già stato arrestato lo scorso novembre, accusato di aver matrattato familiari e conviventi, di aver commesso atti persecutori e procurato lesioni personali aggravate ai danni di una donna di Matera.

Controlli nel potentino, denunciate nove persone


I Carabinieri, nel corso di controlli sul territorio del potentino, hanno denunciato nove persone, accusate, a vario titolo, di porto in luogo pubblico di armi e oggetti atti ad offendere, guida sotto l'effetto di alcol o di droga e resistenza a pubblico ufficiale.

venerdì 30 agosto 2019

Matera, arrestato un uomo per atti persecutori


Gli uomini della Polizia, hanno tratto in arresto nella città di Matera, un 29enne, di origini albanesi, accusato di aver violato il divieto di avvicinamento ad una donna che gli era stato imposto dallo scorso mese di luglio. L'uomo, nel novembre del 2018 era stato già arrestato per maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori e lesioni personali aggravate che erano stati commessi nei confronti di una donna di Matera.

Morti sul lavoro, Gambardella (Cisl): "Per fermare la strage servono misure straordinarie e nuove regole"


"Dopo l'ennesimo incidente costato la vita a due operai le dichiarazioni di cordoglio e i generici impegni non bastano più: siamo in emergenza e occorrono misure urgenti e straordinarie per fermare questa inaccettabile strage di vite umane". Così il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che, nell'esprimere il cordoglio di tutta la Cisl alle famiglie delle vittime, invita le istituzioni preposte a mettere sotto osservazione la sicurezza nel ciclo dei rifiuti, teatro di numerosi incidenti negli ultimi anni. "In occasione dello sciopero generale di un anno e mezzo fa - aggiunge il sindacalista - rivendicammo misure concrete sul versante della prevenzione degli infortuni, specie nei settori statisticamente più esposti, ma è del tutto evidente che a legislazione invariata il problema non è affrontabile. Per questo mi appello alle forze politiche che si accingono a formare il nuovo governo a riprendere il tema della sicurezza sul lavoro per farne il perno di un rinnovato impegno sul fronte dei diritti sociali. Il diritto al lavoro sicuro è il primo e più importante di questi diritti. Il ripetersi di infortuni dall'esito mortale impone nuove regole in considerazione del fatto che quelle vigenti si stanno dimostrando evidentemente insufficienti a garantire la sicurezza e la salute di chi lavora".

Anmil: A Matera come in Italia ancora morti sul lavoro assurde e inaccettabili


È la provincia di Matera a piangere questa volta per l’ennesima tragedia sul lavoro e ogni morte è un evento inaccettabile quanto assurda che, per noi vittime del lavoro, rappresenta un’intollerabile offesa alla dignità umana”. È questo il commento commosso del Presidente regionale dell’ANMIL Basilicata, Giuseppe Diovisalvi, per il decesso di due operai, ad Aliano, mentre stavano lavorando nel pozzo di manutenzione di una discarica.

La vicenda evoca immediatamente la spinosa questione delle morti nei cosiddetti “ambienti confinati", un settore le cui norme sono state disciplinate da un importante decreto del 2011 (d.p.r. 177/2011) voluto dall'allora Ministro del lavoro Maurizio Sacconi, ma serve garantirne l’effettiva applicazione grazie alla quale queste ‘morti a catena’ potrebbero essere evitate o drasticamente ridotte.

“È del tutto evidente – ha proseguito Diovisalvi – che ci troviamo di fronte ad una situazione divenuta ormai intollerabile e indegna di un Paese civile. Le morti negli ambienti confinati sono le più facilmente evitabili, perché prevedibili e quindi prevenibili. I fattori di rischio più spesso rilevati sono, infatti, gli errori nelle modalità operative, il non utilizzo dei Dispostivi di protezione individuale e le carenze strutturali degli ambienti lavorativi.

Per questo chiediamo con forza alle istituzioni che si provveda, con la massima urgenza, all’investimento di adeguate risorse per la diffusione della cultura della sicurezza attraverso un percorso organico ed efficace di informazione e di formazione, a cominciare già dai banchi di scuola, rivolgendosi cioè a quegli studenti che saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani. Peraltro, proprio nel Rapporto presentato recentemente dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro relativo al primo semestre 2019, risulta che il numero delle ispezioni effettuate in azienda è diminuito del 9% rispetto allo stesso periodo del 2018”.

“Per noi continua ad essere un momento di lutto e siamo vicini ai familiari delle vittime di cui comprendiamo pienamente il dolore per averlo vissuto sulla nostra pelle – conclude il Presidente regionale ANMIL – ed è per questo che offriamo il nostro pieno sostegno affinché nessuna delle famiglie si senta lasciata sola e siamo pronti a costituirci parte civile, come fatto in molti altri casi, per rafforzare l’azione di rivalsa e il riconoscimento delle responsabilità”.

Incidente Aliano, Giordano (Ugl):”Basta!! Basta morti sul lavoro”


“L’Ugl Matera esprime il suo cordoglio alle famiglie dei due operai morti ad Aliano (MT), all'interno di una vasca in una discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Tristezza rivolge a nome di tutta l’o.s. Ugl, il segretario provinciale di Matera, Pino Giordano per il quale, “siamo fiduciosi e certi che gli accertamenti in corso da parte dei carabinieri faranno subito e piena luce sulle cause dei decessi. Siamo in presenza di un’ennesima grande tragedia sul posto di lavoro. Nel 2018 sono state 1133 le cosiddette ‘morti bianche’, più 104 rispetto all’anno precedente. Purtroppo, i dati Inail confermano che la strage nel 2019 continua: anche nei primi 6 mesi gli incidenti sul lavoro con esito mortale erano 248, valore che drammaticamente e drasticamente è salito. Per questo, dobbiamo promuovere una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e una formazione degli operai più adeguata, soprattutto dove il rischio di infortuni è elevato. L’Ugl, appunto incessantemente e ininterrottamente, coinvolge i giovani in vari tour con #Lavorarepervivere volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno e che tale cultura parta già come materia scolastica. L’Unione Generale del Lavoro – conclude Giordano – si stringe forte alle famiglie dei due operai cinquantenni scesi in quel maledetto pozzo di decantazione profondo circa 30 metri, chiusa da tempo ma spesso ispezionata: i due operai oggi non sono più risaliti. Non è possibile continuare a morire sul posto di lavoro con una ‘costanza’ agghiacciante. ‘Lavorare per vivere’ per mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul triste fenomeno e per dire basta alle morti sul lavoro”.

giovedì 29 agosto 2019

Controlli della GDF nel potentino, scoperti quattro lavoratori in nero


POTENA - La Guardia di Finanza, effettuando dei controlli nelle città di Maratea e a Trecchina (Potenza), presso due imprese edili, un ristorante e un supermercato, hanno verificato la presenza di quattro lavoratori in nero ed uno che era stato assunto, ma in maniera irregolare.

A Roccanova (Pz) due arresti per droga e possesso di armi contundenti


ROCCANOVA - Nella città di Roccanova (Potenza), i Carabinieri hanno tratto in arresto un 25enne e un 29enne, di origini napoletane, accusati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due avevano nella loro auto varie sostanze, un taser e un tirapugni.

mercoledì 28 agosto 2019

Sequestrati orologi falsi nel materano


Gli uomini della Guardia di Finanza, durante un giro di controlli nel materano, hanno sequestrato un quantitativo pari a sedici orologi con marchi falsificati, venduti da un commerciante che è stato subito denunciato all'autorità giudiziaria, accusato di commercio di prodotti con segni mendaci e ricettazione.

martedì 27 agosto 2019

CNDDU: riportare alla memoria di tutti l’Eccidio di Vinca



Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione del 75° anniversario dell’Eccidio di Vinca, intende riportare alla memoria di tutti l’efferato crimine contro l’Umanità perpetrato, ai piedi delle Alpi Apuane nel piccolo borgo di Vinca tra il 24 e il 27 agosto del 1944, da soldati nazisti guidati da militi fascisti.

La barbarie iniziò il 12 agosto con l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Da questo momento in poi la Panzer Grenadier Division Reichsfuhrer-SS, guidata dal comndante Reder, avanzò inarrestabile per punire gli italiani dopo l’armistizio firmato con gli Alleati l’8 settembre del 1943.

Hitler visse l’8 settembre come un insopportabile tradimento che meritava di essere punito in modo esemplare. Iniziarono così i singoli eccidi, a intere comunità, compiuti dalle forze armate tedesche tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945.

Ma cosa accadde esattamente a Vinca, piccolissima frazione di Fivizzano, in quei tre interminabili giorni di agosto del 1944? La risposta a questa domanda si è avuta nel tempo, grazie alle dolorose testimonianze dei superstiti che hanno permesso di ricostruire la drammatica vicenda e, soprattutto, hanno permesso di far luce su un momento storico in cui le colpe e le responsabilità dei nostri connazionali non furono meno gravi rispetto a quelle degli invasori.

Alle 8 del mattino del 23 agosto del 1944, cominciarono ad arrivare in paese le prime camionette tedesche e altre ancora gremite di fascisti appartenenti alla formazione dei Mai Morti, una formazione che terrorizzava, per la sua brutalità, tutta la Lunigiana.

Il comandante della Brigata Nera, il “Mussolini di Carrara”, inviò quasi 100 uomini per aiutare i soldati nazisti ad orientarsi nei boschi e giungere nei paesi abitati. L’esercito della morte, costituito da soldati nazisti e uomini delle Brigate nere che partecipavano direttamente all’azione, si scagliò con una violenza inumana sull’inerme borgo di Vinca. Nel paese ormai vi erano solo donne, bambini e pochi anziani. I partigiani e i maschi adulti che sapevano dell’arrivo dei nazisti, avevano già lasciato il villaggio. Ma ai nazisti non interessava, perché per loro non “fu una rappresaglia” come affermò Reder al processo di Bologna. Ai nazisti interessava non lasciare traccia di vita umana nel paese. L’elenco delle crudeltà inflitte da nazisti e fascisti, e testimoniate dai superstiti, va oltre ogni immaginazione: con un neonato di pochi mesi si giocò al “Tiro al pettirosso”. A una diciannovenne prossima al parto, fu strappato il feto dalla pancia e fucilato dopo averlo messo nelle braccia del suo cuginetto, ucciso anch’egli dalla scarica di pallottole impazzite. Un’altra donna fu impalata “dalla natura alla bocca”. E poi ancora, persone seviziate e corpi decapitati, fragore di mitragliatrici, urla di feriti, ordini secchi in tedesco e un incessante suono carnevalesco di un organetto. Alcune testimonianze riportarono che l’esercito della morte suonava un organetto mentre uccideva, casa dopo casa…

Anche la musica salvatrice fu costretta a diventare complice del Male. E il Bene? Dov’era il Bene? Forse in quei giorni Dio non c’era. Forse avranno pensato così i superstiti, ricordando con terrore i momenti in cui per salvarsi, rimasero nascosti per giorni negli anfratti, nelle grotte e nei cavi dei castagni secolari.

Nel paese fu eliminata ogni forma di vita esistente. Lo sporco lavoro della 16° Divisione SS Reichsfhurer, fu compito! In quel perverso baccanale sanguinario fu sparato anche agli animali, e furono ridotte in mucchi di macerie le umili cascine che coprivano i cadaveri, ma non l’odore di morte che il vento caldo di agosto urlava nell’aria. La distruzione fu compiuta. La storia degli uomini fu segnata per sempre.

Il CNDDU, in occasione di una giornata così toccante che riguarda la storia nazionale e la storia del Secondo conflitto mondiale, invita come sempre i colleghi docenti ad approfondire momenti di storia che talvolta non trovano lo spazio che meritano nelle pagine dei libri. Da portavoce di giustizia, così come siamo convinti che esiste l’uguaglianza tra gli uomini, siamo altresì convinti che debba esistere l’uguaglianza degli uomini dopo la vita, l’uguaglianza della morte. Ecco perché nelle cronache e nelle commemorazioni ufficiali il nome di Vinca e delle sue vittime deve essere ricordato.

Il CNDDU il 25 agosto sarà presente con il cuore nei luoghi dell’Eccidio. In questa giornata, infatti, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il presidente della Repubblica Federale di Germania Frank Walter Steinmeier, saranno a Fivizzano per la commemorazione del 75° anniversario degli eccidi avvenuti in quel territorio durante la Seconda guerra mondiale. Durante la solenne cerimonia, i presidenti depositeranno davanti al Comune una corona ai caduti e dopo scopriranno una targa commemorativa in ricordo della giornata e in ricordo del sacrificio delle vittime.

L’eccidio di Vinca va ricordato. E va ricordato ovviamente per le vittime. Ma va ricordato anche per i superstiti, che per anni si sono sentiti abbandonati dallo Stato. E poi va ricordato per i nostri giovani, perché se non consegniamo loro sentimenti di umanità e di giustizia ,anche attraverso ricordi disumani e privi di ogni giustizia, non ci scrolleremo mai di dosso i nostri vecchi, pesanti fardelli.

Prof.ssa Rosa Manco

Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

lunedì 19 agosto 2019

Prosegue il lavoro dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro Potenza-Matera a contrasto del caporalato


Nel quadro delle attività ispettive svolte incessantemente dall'ITL di Potenza e Matera anche durante il periodo ferragostano nei vari settori produttivi ed in particolare in Agricoltura, privilegiando azioni mirate al contrasto del lavoro nero e irregolare spesso abbinato, anche nella Regione Basilicata, al grave fenomeno del Caporalato, sono stati svolti servizi cosiddetti a vista nella zona agricola Metapontina.

Nello specifico gli ispettori del lavoro, in uno degli accessi eseguiti nel territorio del comune di Bernalda, hanno potuto accertare l'occupazione in nero di ben 14 lavoratori, 13 di genere maschile e 1 di genere femminile, tutti intenti nella attività di raccolta di pomodori.

I lavoratori in questione sono risultati essere ai controlli e alle verifiche svolte tutti extracomunitari e con regolare permesso di soggiorno rilasciato per lo più da oltre due anni, ovvero in fase di rinnovo. Gli stessi risultano originari di vari Paesi centroafricani (Guinea, Costa d'Avorio, Mali, Gambia, Nigeria).

Do sottolineare altresì un altro aspetto rilevante ai fini delle attività di controllo di tutti gli organi competenti, ossia che i suddetti lavoratori risultano essere nella totalità alloggiati (o per meglio dire accampati) nel tragicamente famoso, per le recenti cronache, insediamento/baraccopoli dell'ex area industriale de "la Felandina", dove solo pochi giorni orsono ha perso tragicamente la vita una giovane bracciante Nigeriana a seguito di un incendio avvenuto in uno dei capannoni di cui si compone il sito usato dalle diverse centinaia di braccianti lavoratori extracomunitari impiegati nei campi di raccolta dell'Agro Metapontino.

sabato 17 agosto 2019

E' morto Peter Fonda, icona di Easy Rider


LOS ANGELES - Si è spento a Los Angeles Peter Fonda. Aveva 79 anni. Due volte nominato all'Oscar, Fonda è il leggendario interprete di 'Easy Rider', il film che ha segnato una generazione. L'attore statunitense, che è deceduto nella sua abitazione, era figlio di Henry Fonda e fratello di Jane Fonda.

Salvini concede ai minori di Open Arms di sbarcare


di PIERO CHIMENTI - Matteo Salvini attenua il suo oltranzismo nei confronti degli ospiti di Open Arms. Il Ministro dell'Interno ha autorizzato infatti allo sbarco in Italia dei 28 minori su 124 migranti della nave. La decisione è nata dopo le pressioni del premier Conte, che lo ha rassicurato sulla disponibilità di Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna a dar loro ospitalità.

Felice Gimondi stroncato da infarto a 77 anni


di PIERO CHIMENTI - Il campione di ciclismo Felice Gimondi è morto all'età di 77 anni, mentre era in vacanza nei pressi di Taormina, presso i giardini Naxos, quando ho un malore dovuto ad infarto che lo ha colpito una volta immersosi in mare. A nulla sono valsi i soccorsi, che hanno provato più volte il massaggio cardiaco.