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lunedì 27 gennaio 2020

Arrestati a Napoli due truffatori che avevano raggirato una 86enne materana

NAPOLI - Avevano finto la consegna di un computer ordinato dal nipote ma nella confezione solo due pacchi di riso.

Questa mattina si è svolta in Questura una conferenza stampa in cui il Capo della Squadra Mobile Fulvio Manco ha illustrato i risultati di un’indagine che ha portato all’arresto di due individui per truffa.

Agenti della Questura di Matera hanno dato esecuzione ad una Ordinanza applicativa della custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 42enne ed un 38enne, entrambi di Napoli e con precedenti di polizia, in quanto responsabili del delitto di truffa aggravata in concorso, in danno di persone anziane.

Tale attività rientra nell’ambito dell’intensa campagna di prevenzione e repressione portata avanti dalla Questura di Matera per arginare tale fenomeno delittuoso.

Le indagini che hanno condotto alla cattura dei due sono state compiute dalla Squadra Mobile di Matera che ha ricostruito meticolosamente le loro scorribande criminali, circostanziate al momento in un episodio già accertato avvenuto a Matera lo scorso novembre. Sono in corso ulteriori indagini per evidenziare altri coinvolgimenti in episodi analoghi anche alla luce dei numerosi telefonini sequestrati nel corso delle perquisizioni domiciliari.

In particolare, le catture sono riconducibili ad una truffa perpetrata a Matera in danno di un’anziana signora ottantaseienne che, dopo aver risposto ad una telefonata in cui il truffatore si fingeva il nipote, ha ricevuto in casa un finto corriere che le ha consegnato un pacco contenente un computer chiedendo in cambio la somma di 2.000 Euro. Successivamente la donna, non disponendo dell’intera somma, ha consegnato ai truffatori la somma di 150 Euro più diversi monili in oro di valore superiore alla differenza scoprendo, purtroppo solo dopo, che all’interno della confezione consegnatale non c’era un computer ma due pacchi di riso.

Ai due soggetti e ad un terzo indagato in stato di libertà, gli investigatori sono giunti grazie ad un’articolata attività investigativa, che ha portato alla costruzione di una corposa piattaforma indiziaria anche mediante l’analisi dei traffici telefonici dei soggetti, dei transiti delle autovetture utilizzate, oltre a riscontri tecnici effettuati dalla Polizia Scientifica.

Alcuni elementi che hanno portato alla emissione del provvedimento restrittivo, peraltro, sono il frutto dell’analisi compiuta sul materiale d’interesse investigativo sequestrato nel corso delle perquisizioni operate nel napoletano lo scorso ottobre e lo scorso agosto, quando sempre personale della Squadra Mobile di Matera arrestò altri quattro soggetti per i medesimi reati commessi in provincia di Matera.

Il provvedimento che ha disposto la custodia cautelare agli arresti domiciliari è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Matera Angelo Onorati, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Annafranca Ventricelli.

giovedì 23 gennaio 2020

Rionero in Vulture: l'amministrazione comunale ha chiesto alla società sportiva di ritirare la squadra dal campionato


RIONERO IN VULTURE (PZ) - La tragedia che si è consumata domenica scorsa deve indurre ad una riflessione sui valori di una comunità ma, soprattutto, sul bene più prezioso: la vita di un essere umano.

È possibile che per il fanatismo sportivo degenerato in una assurda forma di violenza due genitori perdano il proprio figlio? NO, non è possibile!

È possibile che una incomprensibile forma di rivalsa sportiva tra campanili trasformi la vita normale e serena di tante famiglie in un calvario? NO, non è possibile!

Se tanti ragazzi che presi singolarmente si comportano in un modo e che in gruppo si sono resi attori, complici o semplici spettatori di un atto gravissimo, dobbiamo prendere coscienza che c’è una perdita di valori, un’emergenza sociale che va affrontata in maniera congiunta anche con le società sportive. Sarà la magistratura, verso la quale esprimiamo piena fiducia, a far luce sull’accaduto.

Abbiamo il dovere di interrogarci sulle cause sociali ed intraprendere tutte le azioni possibili per trovare le soluzioni senza trascurare che il problema non è strettamente locale ma interessa un territorio più ampio, considerato lo stato di smarrimento in cui versa la società odierna.

Come amministrazione abbiamo chiesto alla società sportiva di accogliere l’invito di S.E. il Prefetto a ritirare la squadra dal campionato pur essendo consapevoli del grande sforzo compiuto dalla dirigenza in questi anni. Il ritiro della squadra dal campionato non è una resa alla violenza, ma un gesto di grande responsabilità sociale finalizzato al recupero dei principali valori dello sport.

Ribadiamo con forza la nostra più ferma condanna per la recrudescenza drammatica di atti di violenza in occasione di competizioni sportive e faremo tutto quanto è in nostro potere per impedire il ripetersi di degenerazioni che infangano i valori dello sport o offendono la coscienza civile delle nostre comunità.

Tutti dobbiamo contribuire a creare azioni positive, a non esasperare il clima di avvicinamento alle partite. Bisogna sviluppare il senso della cultura sportiva, dell’esaltazione della bellezza del gioco e dello stare insieme in armonia.

Alla famiglia di Fabio, uomo altruista, sensibile, amico e disponibile con tutti, esprimiamo il più sentito cordoglio.

A tutte le famiglie coinvolte esprimiamo vicinanza e solidarietà.

martedì 21 gennaio 2020

Crollo palazzina Catania, Tortorici: È fondamentale il ruolo del geologo tra i vigili del fuoco


“Il crollo della palazzina nel centro storico di Catania ripropone il problema della scarsa conoscenza della pericolosità e dei rischi dovuti alla geologia urbana, quindi all’affioramento di rocce cedevoli, alla presenza di cavità sotterranee, al dilavamento legato a perdite nelle reti idriche e ad altri fenomeni legati direttamente alla natura geologica dei terreni su cui si edifica, tra cui nella città etnea, le gallerie di scorrimento lavico”. Questo il commento di Fabio Tortorici Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi intervenendo sul cedimento di parte di una palazzina la scorsa notte nella città siciliana.

“Le indagini sulle cause del crollo - prosegue Tortorici - sono ancora in corso, ma la dinamica dei segni premonitori e degli eventi sono in relazione più che a problemi strutturali del fabbricato, ad una modifica degli equilibri geostatici e alle caratteristiche dei terreni di fondazione. In questo caso come in tantissimi altri, l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato il peggio, ma certamente, la presenza di un geologo permetterebbe nei sopralluoghi e nelle fasi di emergenza, di riconoscere quelle fenomenologie che per oltre il 40% sono la causa dei crolli di edifici, ponti, strade e di tutte le strutture che interagiscono col terreno.

È risaputo - conclude il geologo siciliano - che l’Italia è una nazione in cui oltre il 15% della popolazione risiede in aree ad elevato e medio rischio idrogeologico ed in cui mediamente ogni cinque anni un terremoto distruttivo semina danni e vittime. A tal proposito non posso fare a meno di esprimere il mio disappunto riguardo l’entrata in vigore (poco più di un anno fa) di un Decreto Legislativo sull’ordinamento del personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che non prevede la figura del geologo in ruoli operativi”.

lunedì 20 gennaio 2020

Slot machine truccate: sequestri e denunce in Campania

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Salerno ha smascherato un altro caso di Slot Machine truccate. La truffa ai danni dello stato è stata pianificata e ben progettata da 6 complici. I responsabili sono stati, attualmente, puniti con divieto di dimora, mentre la procura attende l’evoluzione delle indagini. L’illecito consiste nel possesso di Slot Machine modificate, mancanti del collegamento obbligatorio alla rete telematica nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questa modifica permette ai gestori delle slot machine delle sale giochi, o dei bar, di eludere le tasse imposte dallo Stato e di ingannare gli utenti stessi.

Il collegamento alla rete telematica è necessario, infatti, per regolare il funzionamento delle slot machine in questione, ovvero quelle del tipo AWP con vincite in denaro, chiamate anche New Slots. Queste, in normali condizioni, godono del calcolo in tempo reale della tassazione,tassazione, proprio come avviene per i siti online come richslots.it conosciuta col nome di PREU, ed impone alle macchine un RTP, ovvero un ritorno stimato al giocatore, minimo del 65 per cento. Questo valore previsto per legge per questo tipo di macchine da slot machine indica che per ogni cifra scommessa nella slot, il gioco deve restituire, sotto forma di vincite, almeno il 65 per cento della cifra spesa in origine.

Le Fiamme Gialle hanno svolto le loro indagini partendo da un bar situato nel comune di Cava dei Tirreni, nel quale sono state ritrovate slot machine con vincite in denaro in situazione di irregolarità, proprio data la mancanza di collegamento alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per mezzo di un telecomando, il titolare del bar poteva attivare e disattivare alcune slot machine nascoste nel retro del locale, le quali funzionavano in stato di illegalità e con l’utilizzo di nulla osta di messa in esercizio falsificati. Ulteriori indagini della Guardia di Finanza hanno poi condotto, tramite pedinamenti ed appostamenti, alla scoperta di altri due locali adibiti, invece, a laboratorio per la modifica delle slot machine. Questi si trovavano nel comune di Nocera Inferiore, ed al loro interno veniva svolta l’attività di manomissione delle schede logiche delle vecchie macchine ormai inutilizzate, in modo da modificarne i meccanismi ed utilizzarle per il guadagno illecito.

Sono state sequestrati 20 apparecchi scollegati, 61 nulla osta di messa in esercizio falsi, 236 schede di gioco e ben 65 slot machine con vincita in denaro che erano state sottoposte a manomissione da parte dei responsabili. Queste macchine venivano poi vendute ed installate nei territori di Napoli e Salerno, con la complicità dei gestori dei locali che le ricevevano, per un danno fiscale di oltre 4 milioni di euro.

Ancora una volta è evidente di come lo Stato italiano fatichi a gestire questo tipo di slot machine, ed a far fronte alla corruzione ed alla collusione dei gestori delle sale giochi e dei bar con slot machine fisiche. Quel che possiamo fare è sempre sconsigliare l’utilizzo di queste macchine difficili da controllare, a favore di un utilizzo più sano e controllato del gioco a distanza, che prevede regole rigide e non aggirabili, ed un RTP sempre garantito che ammonta, circa, al 96 per cento.

domenica 19 gennaio 2020

Auto di un tifoso del Melfi investe e uccide ultrà di squadra rivale

(via Gazzetta.it)

POTENZA - Dramma per un tifoso 33enne della Vultur Rionero, squadra di Eccellenza lucana, che ha perso la vita dopo essere stato investito da un'auto su cui viaggiavano alcuni tifosi del Melfi, storicamente rivale del Rionero, nei pressi della stazione di Vaglio Basilicata, non lontano da Potenza.

La Polizia indaga per stabilire le circostanze che hanno che hanno portato all'incidente. Ferita nello schianto almeno un'altra persona, ora ricoverata all'ospedale San Carlo di Potenza.

Secondo le prime ricostruzioni sembra che l'investimento mortale sia avvenuto mentre i tifosi del Rionero erano fermi nei pressi della stazione ferroviaria ad aspettare altri sostenitori vulturini.

All'arrivo dei tifosi del Melfi è avvenuto l'incidente. La Polizia sta indagando per chiarire se tra le due tifoserie vi siano stati scontri già prima dell'investimento, in un'area di servizio della strada statale 658 Potenza-Melfi.

Il Rionero sarebbe dovuto scendere in campo a Brienza, ma la gara è stata annullata. I tifosi del Melfi erano diretti a Tolve per giocare contro il Real Tolve.

venerdì 17 gennaio 2020

Metaponto: sequestrate dalla Polizia 53 pasticche note come “droga dello stupro”


MATERA - La Polizia di Stato ha denunciato all’Autorità Giudiziaria un cittadino del Gambia per detenzione di sostanza stupefacente: indosso gli sono state trovate e sequestrate 54 pasticche, meglio conosciute come “droga dello stupro”.

Si tratta di sostanze che possono avere effetti sedativi, ipnotici, dissociativi e determinare anche amnesia, particolarmente nocive se associate all’alcool e molto insidiose per i giovanissimi. L’operazione è stata compiuta da agenti della Polizia Ferroviaria di Metaponto (Mt).

Durante una mirata attività di controllo, l’attenzione di una pattuglia è stata attirata da un immigrato extracomunitario che girovagava nei pressi della stazione.

Sottoposto a controllo, l’uomo è stato identificato quale cittadino gambiano, trentenne, residente nella provincia di Potenza, con a carico precedenti in materia di stupefacenti.

Gli agenti della Polfer hanno proceduto quindi alla perquisizione personale nei confronti dell’individuo. All’interno del suo portafogli hanno così trovato una pasticca di colore rosa con impressa la scritta “Red bull”, mentre in una tasca dello zaino sono stati rinvenuti 6 blister di “Rivotril”, per complessive 53 pasticche, meglio note come “droga dello stupro”.

giovedì 16 gennaio 2020

Atto vandalico contro l’auto del presidente della Fondazione Matera 2019, solidarietà di de Ruggieri

MATERA - Il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, esprime “ferma condanna per l’atto vandalico perpetrato da ignoti contro l’auto del Presidente della Fondazione Matera 2019 e consigliere comunale, Salvatore Adduce”. 

Nel manifestare la propria solidarietà ad Adduce, de Ruggieri ha auspicato “una presa di coscienza da parte delle forze politiche e dei rappresentanti istituzionali. Appare indispensabile recuperare un clima di sereno confronto democratico per evitare di alimentare tensioni sociali che, complice l’avvio della campagna elettorale, rischiano di degenerare”.

mercoledì 15 gennaio 2020

Matera: Insegnante interdetta per sei mesi dall’esercizio della professione per maltrattamenti sui bambini


Si è svolta questa mattina in Questura - Sala Palatucci una conferenza stampa, a cui ha preso parte il Procuratore Capo della Repubblica di Matera Pietro Argentino, per illustrare i risultati di un’operazione della Squadra Mobile che ha portato all’adozione, da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, di un’ordinanza cautelare che dispone il divieto di esercitare l’attività professionale per sei mesi nei confronti di un’insegnante materana sessantaquattrenne poiché ritenuta responsabile del reato di maltrattamenti (art. 572 co. 1 e 2 c.p.), aggravato dall’aver commesso il fatto in danno di minori.

Alla conferenza stampa, oltre al Questore Luigi Liguori e al Capo della Squadra Mobile Fulvio Manco, ha partecipato anche il Sostituto Procuratore che ha condotto le indagini Annafranca Ventricelli.

Le vessazioni psico-fisiche quotidiane sono state ricostruite dalla Squadra Mobile nell’ambito di una attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera. Esse consistevano nel gridare verso i piccoli ad alta voce qualsiasi rimprovero, colpendo ripetutamente con la bacchetta la cattedra al grido “ordine e disciplina”, strattonandoli, chiamandoli con numerosi epiteti offensivi, minacciandoli e posizionandoli con la forza con la faccia contro il muro o con la testa sul banco, sferrando loro schiaffi anche a due mani.

La sussistenza di queste ripetute condotte di violenza fisica e morale, è stata riscontrata attraverso delle intercettazioni audio-video ambientali, che hanno evidenziato l’incapacità di contenere talvolta anche l’esuberanza dei piccoli, con i normali mezzi educativi, ma ricorrendo all’uso della violenza con un atteggiamento irato e stizzito.

Tutto ciò ha minato l’integrità psico-fisica di tutti i piccoli alunni che anche quando si trovavano presso le loro abitazioni istintivamente ponevano le mani di fronte al viso anche quando un genitore si avvicinava per dare una carezza o un bacio.

La misura cautelare interdittiva è stata eseguita dal personale della Squadra Mobile.

Al seguente link il filmato su quanto avveniva in classe:

http://www.poliziadistato.tv/c_NVRZ9tqHJP

giovedì 9 gennaio 2020

Matera, Polizia arresta 37enne per atti persecutori e revenge porn


MATERA - Si è svolta questa mattina in Questura - Sala Conte una conferenza stampa, a cui ha preso parte il Procuratore Capo della Repubblica di Matera Pietro Argentino, per illustrare i risultati di un’operazione della Squadra Mobile che ha portato all’arresto di un uomo accusato, tra gli altri reati, di revenge porn, diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Alla conferenza stampa, oltre al Vicario del Questore Maria Letizia La Selva e al Capo della Squadra Mobile Fulvio Manco, ha partecipato anche il Sostituto Procuratore che ha condotto le indagini Annafranca Ventricelli.

La Squadra Mobile della Questura di Matera ha dato esecuzione ad una Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Matera, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un trentasettenne residente a Palazzo San Gervasio e domiciliato a Matera, perché responsabile dei reati aggravati di cui all’ art. 612 bis 1 e 2 c.p. (atti persecutori), 612 ter co. 1 e 3 (c.d. revenge porn) e 61 n. 2 c.p., 610 (violenza privata) e 61 n. 2 c.p.

La misura scaturisce dall’attività investigativa compiuta dalla Squadra Mobile lo scorso dicembre, a seguito di una denuncia presentata in quegli Uffici da una donna residente in un comune della provincia di Matera, ma dimorante per lavoro nel capoluogo.

Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno evidenziato che l’uomo, con precedenti di polizia, non aveva accettato l’interruzione della loro relazione sentimentale durata circa due anni, dando sfogo a ripetute molestie e minacce che avevano procurato alla donna uno stato d’ansia ed un timore per la propria incolumità, costretta ad uscire poco e mai da sola, a guardarsi sempre le spalle, a parcheggiare l’automobile in zone lontane dalla propria abitazione, sino a farla ritornare nel paese d’origine.

Nondimeno, l’uomo, sospettando una nuova relazione sentimentale intrapresa dalla donna, ha cominciato a pubblicare su “facebook” i video nei quali veniva ripresa in atteggiamenti intimi, inviandoli anche tramite “messenger” al padre ed al fratello minore della donna, nonché tramite “whatsApp” anche ad altri conoscenti.

Inoltre, su un proprio profilo, l’uomo ha anche postato in un’altra conversazione intrattenuta su “whatsApp”, una foto che ritraeva una pistola a tamburo e su di un tavolo delle munizioni.

Di qui l’immediata perquisizione compiuta dalla Squadra Mobile che ha portato poi all’arresto in flagranza dell'uomo per la detenzione illegale della predetta arma marca “Franchi Llama”, 32 s&w, risultata rubata ad un uomo residente in provincia di Bari, con quattro cartucce cal. 7.65, sulla quale sono in corso accertamenti del locale Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica.

L’attività investigativa intrapresa, inoltre, ha consentito di rinvenire su un’altra “chat” l’elenco di donne (diciassette), pubblicato dall'uomo, che avrebbero avuto con lui dei rapporti sessuali. In tale messaggio, l’uomo indicava le donne, tutte di un comune del materano, con le iniziali e con l’età, invitando i mariti a contattarlo per avere adeguata documentazione dei rapporti avuti con le consorti.

A tal proposito, si è proceduto al sequestro di due telefoni cellulari, tre computer e di una chiavetta “usb” riconducibili all'uomo e contenenti verosimilmente materiale di interesse investigativo.

Il provvedimento è stato notificato in carcere, presso la locale Casa Circondariale, dove l’uomo si trovava ristretto a seguito dell’arresto in flagranza di reato di cui si è detto.

venerdì 3 gennaio 2020

Ancora violenze contro il 118: dottoressa aggredita a Napoli

di PIERO CHIMENTI - Ancora violenze contro il personale sanitario si sono registrate da Nord al Sud Italia. Il caso più grave è avvenuto a Napoli, dove una dottoressa è stata aggredita da un paziente psichiatrico.

Fortunatamente a soccorrerla ci hanno pensato i familiari di pazienti presenti nel nosocomio. Un'altra aggressione è avvenuta a Sassari, dove è stato lanciato un petardo che ha fatto prendere fuoco all'ambulanza.

L'ultimo fatto è avvenuto a Milano, zona Maciachini: un operatore sanitario è stato aggredito da uno sbandato che ha danneggiato anche l'ambulanza, prima di essere arrestato dalla polizia. Il Presidente del 118, Balzanelli, chiede che il sistema sanitario sia sviluppato e potenziato a livello legislativo nazionale.

giovedì 2 gennaio 2020

Ragazze travolte e uccise, Genovese a gip: "Sconvolto e devastato"

ROMA - "Sono sconvolto e devastato per quello che è successo". Lo ha dichiarato, in base a quanto riferito dai suoi difensori, Pietro Genovese nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip durato circa una ora. Genovese è ai domiciliari per avere travolto e ucciso due ragazzine di sedici anni, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Giaccone scuro e sguardo basso, il 20enne era accompagnato dai suoi difensori, Franco Coppi e Gianluca Tognozzi.

"Sono partito con il verde", ha ribadito Genovese rispondendo al gip. Nel corso dell'atto istruttorio l'indagato ha ricostruito, spesso interrotto dalle lacrime, la sera dell'incidente che aveva trascorso a casa di un amico per festeggiare il ritorno dall'Erasmus. Tornando a casa ha percorso Corso Francia dove, avrebbe affermato, è ripartito con il semaforo che segnava "verde".

martedì 31 dicembre 2019

Valanga val Senales: 5 indagati

BOLZANO - Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati a seguito della valanga che sabato scorso ha investito alcuni sciatori sulla pista "Teufelsegg" in Val Senales, causando la morte di una donna di 25 e di sua figlia di sette e di un'altra bambina sempre di sette anni, tutte provenienti dalla Germania. Lo rende noto il procuratore della Repubblica di Bolzano, Giancarlo Bramante.

Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo derivante da valanga.

venerdì 27 dicembre 2019

I feretri delle due ragazze investite arrivano in chiesa per i funerali

(ANSA)
ROMA - L'arrivo alla parrocchia del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo dei feretri di Gaia e Camilla, le due ragazze investite a Roma, è stato accolto da un lunghissimo applauso. Gremita la chiesa del Preziosissimo Sangue del Fleming e anche il viale di accesso.

Una parente all'uscita ha accusato un malore ed è stata soccorsa da personale di un'ambulanza ferma all'esterno della chiesa per tutta la funzione. Sul luogo dell'incidente è stato affisso uno striscione "Ciao Angeli".

Modena, 17enne finisce in coma e gli amici lo filmano coi telefonini

MODENA - E' finito in coma un 17enne a causa dei troppi bicchieri bevuti durante una festa con i suoi amici, la sera della Viglia di Natale. I suoi amici lo hanno ripreso con gli smartphone mentre era a terra. I video, diffusi via Whatsapp, hanno raggiunto numerosi coetanei. I fatti sarebbero accaduti la notte della vigilia di Natale nel Modenese.

giovedì 26 dicembre 2019

Matera, minaccia moglie e figlio: arrestato

MATERA - Un 62enne è stato arrestato dai Carabinieri di Matera per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minaccia. L'uomo, ubriaco, ha provato a colpire il figlio maggiorenne e successivamente la propria consorte che per evitare l'aggressione si era interposta tra i due. Nella circostanza l'uomo, in preda ai fumi dell'alcool, ha anche minacciato la donna, minacciandola con un coltello da cucina.

martedì 24 dicembre 2019

Tecnico muore folgorato in una cabina elettrica

GENOVA - Nuova morte bianca nel Genovese, a Casarza Ligure, dove un tecnico della ditta Temar di Chiavari è morto folgorato da una scarica a 15 mila volt all'interno di una cabina elettrica con alta tensione dove stava riparando un guasto. L'uomo, 45 anni, si chiamava Stefano Strada ed era residente a Mezzanego. Aperte due indagini.

Il magistrato di turno della procura genovese ha raccolto le prime testimonianze in particolare del collega anch'egli dipendente della ditta Temar che aveva il compito di ripristinare l'impianto elettrico dei capannoni da poco rilevati dalla società Comer.

La seconda indagine è svolta dall'Asl 4 Chiavarese che ha un reparto di esperti nella sicurezza sul lavoro e nel rilevamento dopo infortuni. La salma è a disposizione della magistratura. Il tecnico lascia la moglie e un figlio di pochi mesi.

Dj Fabo: assolto Cappato

MILANO - E' stato assolto dalla Corte d'assise di Milano con la formula 'perché il fatto non sussiste' Marco Cappato. L'esponente dei radicali era imputato per aiuto al suicidio per la vicenda di dj Fabo. Applausi, in aula, dopo la lettura della sentenza.

L'accusa per il radicale era di aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, a morire in Svizzera nel febbraio 2017.

Al processo, oltre a Cappato, presente anche la fidanzata di dj Fabo, Valeria Imbrogno. "Quello che posso dire è che Fabiano oggi, insieme a me, avrebbe festeggiato perché è una battaglia in cui credeva fin dall'inizio. E' una battaglia per la libertà di tutti", ha detto Valeria Imbrugno, la fidanzata di Fabiano Antoniani.

lunedì 23 dicembre 2019

Gdf Matera: arrestato spacciatore. Beneficiava anche del reddito di cittadinanza


MATERA - Gli uomini della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Matera, nel corso di un controllo lungo il litorale jonico, hanno fermato un giovane di 28 anni intento a consumare uno spinello di marijuana.

Il comportamento sospetto assunto dal giovane ha indotto i finanzieri ad effettuare più minuziosi accertamenti nei suoi confronti, successivamente estesi alla propria abitazione.

A seguito delle perquisizioni eseguite, anche con l’ausilio di unità cinofile del Corpo, sono stati rinvenuti oltre 30 grammi di sostanze stupefacenti di vario genere, abilmente occultati in vari nascondigli, materiale vario utile per il confezionamento di dosi di narcotico e ben 3.600 euro in banconote di vario taglio, provento dell’illecita attività di spaccio.

Al termine delle attività, il giovane è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per spaccio di stupefacenti e, nei suoi confronti, veniva adottata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le Fiamme Gialle, inoltre, hanno accertato che il giovane spacciatore, formalmente disoccupato, aveva avuto accesso ai benefici del cosiddetto “reddito di cittadinanza” percependo i relativi emolumenti mensili. A tale ultimo riguardo, in ossequio alla normativa di settore, è stato immediatamente avviato il previsto iter finalizzato alla sospensione del Reddito di Cittadinanza.

mercoledì 18 dicembre 2019

Marconia: picchia la moglie e la Polizia lo arresta


MARCONIA DI PISTICCI - La Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.

Ieri sera, a seguito di chiamata pervenuta sul 113, personale in servizio di controllo del territorio del Commissariato di P.S. di Pisticci è intervenuto in un appartamento ubicato in Marconia di Pisticci dove era segnalato l’ennesimo episodio di violenza perpetrato ai danni di una donna da parte del marito.

Una volta sul posto, gli agenti udivano urla provenire dall’interno dell’abitazione e, facilitati dalla porta socchiusa, sono entrati nell’appartamento. Nel corridoio una donna era stretta nell’angolo, in posizione di difesa per respingere violenti calci e pugni sferrati da un uomo poi risultato essere il marito.

Immediatamente gli operatori sono intervenuti per fermare l’azione violenta mettendo al sicuro la donna. Questa, rassicurata dall’intervento dei poliziotti, ha esternato la volontà di denunciare l’uomo menzionando una serie di episodi occorsi nel corso degli anni di vita coniugale che l’avevano logorata sia a livello fisico che psicologico.

Nell’immediato, visto lo stato di salute della donna, è stata richiesta assistenza dei sanitari, i quali hanno riscontrato la presenza di molteplici ferite, lividi ed escoriazioni su diverse parti del corpo, tra cui lo zigomo sinistro, l’arcata sopraciliare destra, la testa e lo stinco della gamba destra. Tali ferite sono state ritenute guaribili in diversi giorni.

Nella circostanza, la donna ha riferito di essere stata oggetto, in passato, anche di pesanti minacce perpetrate con l’utilizzo di armi da taglio.

A riscontro di ciò la vittima ha indicato un coltello da cucina con manico nero e lama da 13 cm che il marito nascondeva all’interno del forno della cucina. Venivano inoltre rinvenuti, all’interno di una stanza in uso esclusivamente all’uomo, un mattarello da cucina in legno della lunghezza di 55 cm con alla punta innestata artigianalmente una lama della lunghezza di 6 cm; un nunchaku di colore nero con al centro una catena in metallo tradizionalmente utilizzato nelle arti marziali; una catena in metallo della lunghezza di 80 cm; un’ascia in metallo lunga 37 cm con lama di 9 cm perfettamente affilata e un martello di grandi dimensioni lungo 36 cm. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’A.G..

Successivi accertamenti, posti in essere anche mediante l’audizione di alcuni testimoni che nel corso degli anni avevano assistito agli episodi violenti subiti dalla donna, hanno fornito un quadro esaustivo al Sostituto procuratore della Repubblica di Matera, che ha disposto l’arresto dell’uomo con traduzione presso la casa circondariale di Matera.

lunedì 16 dicembre 2019

Guardia di Finanza Matera: scoperte a Policoro due autofficine abusive


MATERA - La Compagnia della Guardia Finanza di Policoro ha individuato due autofficine abusive, ubicate alla periferia di Policoro, gestite da due distinti soggetti completamente sconosciuti al fisco che, all’atto dei rispettivi interventi, sono stati rinvenuti intenti a svolgere illecitamente l’attività di meccanico, in un caso, con l’ausilio di un dipendente in nero.

I militari delle Fiamme Gialle hanno pertanto riscontrato, in entrambi i casi, la mancata iscrizione alla Camera di Commercio e la carenza di atti autorizzativi necessari all’avvio ed all’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Tutte le attrezzature utilizzate (ponti sollevatori, pistole pneumatiche, idropulitrici, compressori, saldatrici, banchi da lavoro, cric, utensili vari) sono state sottoposte a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca.

Ai rispettivi responsabili sono state contestate le violazioni amministrative previste dall’apposita normativa in tema di esercizio dell’attività di autoriparazioni da impresa non iscritta nell’apposito registro.

Inoltre, sono stati acquisiti elementi probanti atti alla effettiva ricostruzione del volume d’affari realizzato dai due abusivi e a definire la loro reale posizione fiscale.

Tali interventi, condotti nell’ambito delle attività preordinate al contrasto dei fenomeni di abusivismo e di lavoro sommerso, costituiscono ulteriore testimonianza dell’azione posta in essere dalla Guardia di Finanza nello specifico settore, con lo scopo di contribuire a contrastare gli effetti distorsivi in termini di libera concorrenza e di equità fiscale.