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domenica 29 marzo 2020

Rionero in Vulture: "carabinieri e finanzieri aggrediti. Profonda solidarietà alle Forze dell’Ordine"

RIONERO IN VULTURE (PZ) - Abbiamo appreso con rammarico di una vile aggressione che si è consumata in mattinata (di ieri n.d.r.) nel nostro territorio nei confronti di alcuni carabinieri e finanzieri.
Purtroppo, quello che doveva essere un normale servizio di controllo e sicurezza per la nostra città, si è trasformato in un caso di aggressione ai danni delle Forze dell’Ordine. Un gesto, quest’ultimo, che offende una città sempre pronta a ripudiare e condannare qualsiasi atto di violenza.
Questo triste episodio richiama, oggi più che mai, l’impegno di tutti, nessuno escluso, al rispetto delle regole e ad avere un grande senso di responsabilità.
Alle Forze dell’Ordine, che, con medici ed infermieri sono in prima linea nell’azione di contrasto alla diffusione del COVID-19, esprimiamo gratitudine per il lavoro svolto quotidianamente. Alle persone coinvolte in questa vile aggressione va tutto il nostro affetto e l’augurio di una pronta guarigione, sperando possano riprendere al più presto il loro servizio, essenziale e fondamentale in questo particolare periodo di emergenza. Così in una nota l’Amministrazione Comunale di Rionero in Vulture.

sabato 28 marzo 2020

Ritrovato cadavere bimbo scomparso nel Materano


METAPONTO DI BERNALDA - Giallo nel Materano. È stato ritrovato poco fa il cadavere del bambino di tre anni di cui si erano perse le tracce ieri mattina a Metaponto di Bernalda. Il cadavere è stato rinvenuto nei pressi della foce del fiume Bradano.

venerdì 27 marzo 2020

Metaponto: denunciati dalla polizia di stato due stranieri


METAPONTO - Nell’ambito dei capillari controlli effettuati dalla Polizia Ferroviaria per prevenire la diffusione del virus COVID-19, personale del Posto Polfer di Metaponto ha bloccato, nel piazzale della Stazione, due ventenni gambiani residenti a Pisticci (MT) che, appena scesi da un pullman sostitutivo di Ferrovie dello Stato Italiane di ritorno da Taranto, tentavano di allontanarsi per sottrarsi al controllo.

Non fornendo alcun valido motivo per il viaggio appena effettuato, gli stranieri sono stati denunciati per inosservanza delle disposizioni contenute nei decreti governativi varati per l’emergenza Coronavirus.

Tuttavia i poliziotti, notando un particolare stato di tensione e cogliendo sguardi e gesti sospetti, hanno deciso di approfondire il controllo procedendo alla perquisizione personale dei due, rinvenendo due involucri di cellophane, contenenti 60 grammi di marijuana, occultati da uno all’interno di un calzino, dall’altro nella tasca dei pantaloni.

Gli stranieri sono stati pertanto denunciati anche per detenzione illecita di sostanza stupefacente.

mercoledì 25 marzo 2020

Matera: senza dimora ospitato in un locale comunale


MATERA - Sarà ospitato in idonei locali comunali un senza fissa dimora, proveniente da fuori regione. La sua presenza sul territorio cittadino era stata comunicata dall’ufficio igiene e prevenzione dell’Asm, in seguito ad una segnalazione pervenuta dal numero verde regionale.

Dopo vani tentativi di trovargli una sistemazione dove trascorrere la notte al caldo, il Comune è riuscito ad individuare un luogo in cui potrà soggiornare sottoponendosi al periodo di isolamento volontario previsto per tutte le persone che arrivano in Basilicata.

Le operazioni di allestimento degli spazi sono state possibili grazie all’intervento del “Gruppo dei volontari per l’ambiente” coordinati dal Centro operativo comunale della Protezione civile e dall’Ufficio politiche sociali del Comune di Matera.

Matera: 230 persone controllate della polizia locale


MATERA - Sono 230 le persone controllate dalla Polizia Locale di Matera negli ultimi due giorni nell’ambito dei servizi coordinati dal Questore, Luigi Liguori, per il contrasto alla diffusione del COVID-19.

Nella serata di ieri gli agenti sono intervenuti per soccorrere una persona investita in Via Dante dall’auto guidata da un cittadino iraniano, residente da oltre un anno in Italia, in possesso di una patente di guida priva della traduzione ufficiale in lingua italiana. Il mezzo dell’investitore è risultato inoltre essere privo di assicurazione.

Segnalato alle competenti autorità, sempre nel corso dei controlli effettuati nella giornata di ieri, un cittadino ucraino che transitava in Piazza Vittorio Veneto, privo dei documenti di soggiorno.

sabato 21 marzo 2020

Trema la terra in Grecia: scossa 5.9 avvertita anche in Puglia


Trema la terra in Grecia. Una scossa di terremoto di magnitudo 5.9 si è verificata alle ore 01:49:53 (ora italiana) con epicentro a 11 km da Suli (Grecia), coordinate geografiche (lat,lon) 39.37, 20.52, ad una profondità di 14 km ed è stata distintamente avvertita anche in Puglia, specie nel Salento. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma. Non si segnalano al momento danni a cose o persone.

giovedì 19 marzo 2020

Pisticci: controllato dalla Polizia e collocato in quarantena immigrato arrivato in bus da Torino


PISTICCI - Proseguono con intensità i controlli della Polizia di Stato per contrastare il contagio da COVID-19. A Pisticci, questa mattina, un giovane sedicente originario della Nuova Guinea è stato intercettato dagli “agenti” del Commissariato di P.S. di Pisticci all’arrivo con un autobus giunto a Pisticci.

Il giovane, che è senza documenti, ha detto di essere partito in treno da Torino e di aver avuto la febbre nei giorni scorsi. E’ stata pertanto fatta intervenire sul posto personale sanitario che non ha rilevato sintomi associabili al nuovo coronavirus.

Sul posto è intervenuta anche la Polizia Scientifica per la rilevazione delle impronte digitali ai fini della sua identificazione.

Su disposizione dei medici e nel rispetto del protocollo previsto, il giovane è stato messo in quarantena, che dovrà rispettare in una struttura in corso di individuazione.

Coronavirus: 43mila denunciati in una settimana


ROMA - Il bilancio della prima settimana di controlli realizzati dalle forze dell'ordine in seguito ai provvedimenti per il contenimento della diffusione del Covid-19 parla di un milione di persone controllate e 43mila denunciate. E' quanto emerge dai dati del Viminale.

La grande maggioranza delle denunce riguarda cittadini che hanno infranto l'articolo 650 del Codice penale, non avendo rispettato un provvedimento dell'autorità: sono cioè stati trovati in giro senza motivazioni valide.

Martedì sono state controllate 187.455 persone: 8.089 sono state denunciate in base all'articolo 650, altre 204 per falsa attestazione a pubblico ufficiale. Nella stessa giornata sono stati controllati 111.512 esercizi commerciali: 154 titolari sono stati denunciati e per 33 esercizi è stata sospesa l'attività. I controlli sono stati avviati lo scorso 11 marzo. Il primo giorno i denunciati furono poco più di duemila. Il secondo giorno si è assistito al raddoppio delle denunce ed il terzo queste ultime hanno toccato quota 7mila. Il dato di ieri è il più alto, ad indicare una maggiore capillarità e severità nei controlli, nonostante ciò sono ancora numerose le persone in giro nonostante i divieti.

Coronavirus, controlli militari al confine tra Italia e Slovenia

(credits: Tgcom24.it)

TRIESTE - Il Prefetto di Trieste ha annunciato che sono stati schierati i primi militari per il controllo della fascia confinaria. Le prime pattuglie sono schierate nei pressi del valico di Fernetti al confine con la Slovenia ed effettuano controlli fermando le auto in transito per verificare l'autocertificazione prevista dal decreto per l'emergenza coronavirus.

martedì 17 marzo 2020

Gdf Matera: "Sequestrati dispositivi medici di protezione individuale non certificati"


MATERA - Nell’ambito del decisivo compito di vigilanza delle Fiamme Gialle sul territorio per l’attuazione delle nuove disposizioni anti assembramento nei luoghi pubblici, sull’attività dei locali commerciali e, più in generale, su tutte le misure di contenimento del Coronavirus, poste in essere sia su coordinamento della locale Prefettura che d’iniziativa, i militari del Corpo, nel breve periodo, hanno controllato 367 persone e 86 esercizi commerciali di vario genere.

Proprio presso due imprese commerciali, i militari della Compagnia di Matera hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro più di 1.160 dispositivi di protezione individuali (mascherine) non certificati per la salute pubblica.

Come noto, l’emergenza epidemiologica in atto ha determinato nell’Autorità di Governo la necessità di adottare disposizioni urgenti volte a contrastare la diffusione del COVID-19 e a contenere gli effetti negativi sul tessuto socio-economico nazionale.

Coerentemente con tali misure, la Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria a competenza generale, è chiamata ad adeguare il proprio dispositivo di vigilanza in funzione dell’esigenza di sostenere l’economia sana del paese e di attenuare la situazione di sofferenza e di difficoltà manifestata da cittadini, imprese e professionisti.

Le Fiamme Gialle Materane, in questo momento sono impegnate “prioritariamente” e senza soluzione di continuità, al contrasto di tutte quelle condotte illegali che abbiano correlazione con l’emergenza sanitaria, come disciplinata dalle disposizioni diramate dall’Organo di vertice del Corpo, quali:

intercettare fenomeni di immissione in commercio di dispositivi di protezione individuale e agenti biocidi contraffatti o non sicuri;

l’attenzione alle violazioni che, in ragione dell’accentuata richiesta di taluni prodotti, riguardino la disciplina sulla pubblicità dei prezzi, la qualità delle merci nonché, in generale, i casi di frode in commercio o di rialzo fraudolento dei prezzi medesimi;

i controlli volti a garantire l’osservanza del divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico e/o di apertura di esercizi commerciali.

venerdì 13 marzo 2020

Matera: eseguita una misura del fermo di indiziato di delitto


MATERA - La Digos e la Squadra Mobile della Questura di Matera, nella serata di ieri, hanno eseguito la misura del fermo di indiziato di delitto - disposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera dr. Pietro Argentino e dal Sostituto Procuratore dr. Salvatore Colella - nei confronti di un cinquantunenne materano, ritenuto responsabile dei delitti detenzione e porto di sostanze esplosive e di tentata estorsione.

Le indagini della Polizia, che hanno portato all’emissione del provvedimento restrittivo, hanno avuto avvio a seguito dell’ordigno esplosivo fatto deflagrare a Matera la notte del 3 marzo scorso, all’interno dell’autovettura di proprietà del Consigliere Regionale Roberto Cifarelli, materano, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Basilicata.

All'uomo sono stati contestati il delitto di detenzione e porto di esplosivo, in concorso con altre persone al momento ignote, incaricate di collocare l’ordigno fatto esplodere all’interno dell’autovettura del Consigliere Regionale, nonché quello di tentata estorsione aggravata nei confronti di un noto imprenditore materano cui erano state rivolte dall’indagato minacce, anche di morte, al fine di costringerlo a versargli una cospicua somma di denaro; quest’ultimo, però, opponendo un deciso rifiuto ha denunciato il tutto alla Polizia.

Sono state effettuate contestualmente anche delle perquisizioni che hanno consentito di sequestrare materiale di interesse investigativo.

Dopo l’esecuzione della misura il fermato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Matera.

martedì 10 marzo 2020

Rientrata la protesta nel carcere di Matera

MATERA - A seguito della mediazione svolta dalle Forze di Polizia prontamente intervenute, unitamente a quella della Polizia Penitenziaria, alle 17 di ieri, la protesta inscenata da alcuni detenuti nella Casa circondariale di Matera è cessata.

lunedì 9 marzo 2020

Protesta nel carcere di Matera, interviene la Polizia


MATERA -. In mattinata è stata segnalata una decisa protesta dei detenuti nella Casa circondariale di Matera.

Gli Agenti della Polizia di Stato, i militari dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sono immediatamente intervenuti per contenere e gestire la protesta in sinergia con la polizia penitenziaria.

Una decina di detenuti si rifiuta di rientrare nelle celle protestando contro le restrizioni ai colloqui con i visitatori imposte per l’emergenza Coronavirus. Un detenuto è anche salito sul tetto.

Il Questore di Matera Luigi Liguori sta seguendo direttamente la vicenda, in contatto con i vertici delle altre Forze di Polizia.

Sul posto dirigenti e funzionari della Polizia di Stato ed ufficiali dell’arma dei Carabinieri.

Nella foto allegata l’automezzo della Polizia all’esterno del carcere.

Matteo Renzi: ''Tutta l'Italia deve diventare zona rossa''

ROMA - "Le misure che sono state prese sono state comunicate come molto dure. Ma non lo sono. Anzi, io credo che, nei prossimi giorni, servirà altro. Il virus sta correndo molto più velocemente dei nostri decreti". Lo scrive Matteo Renzi e lancia una proposta: "Credo che ormai tutta Italia debba essere considerata come una zona rossa. Altrimenti diamo un messaggio contraddittorio.

domenica 8 marzo 2020

Bardi, l'appello ai lucani: "Uscite solo se è necessario"


(ANSA) - POTENZA - "Dobbiamo cercare di stare in casa il più possibile". E' l'appello lanciato dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, "a tutta la comunità lucana". In Basilicata, finora, sono tre i casi di contagio da Coronavirus riscontrati, con un quarto che riguarda un professore dell'Università lucana residente in Puglia. "Cerchiamo - ha aggiunto Bardi - di uscire solo quando è strettamente necessario. Cerchiamo di rinviare viaggi fuori regione se non indispensabili".

Coronavirus, Lombardia: "Contagi salgono a 4.189, 550 guariti e 257 decessi"


MILANO - Salgono a 4.189 i positivi al coronavirus, 769 in più rispetto a sabato". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, aggiungendo che le persone guarite sono salite a 550 e quelle decedute a 257, con un aumento di 103 in 24 ore. 

Fuggono da Milano per il coronavirus: le Regioni del Centro-Sud li mettono in quarantena

MILANO - Per tutti coloro che hanno lasciato la città di Milano saranno messi in quarantena. Lo hanno deciso le regioni Puglia, Campania e Sicilia. La stazione centrale di Milano è il teatrino degli italiani che, in queste ore, stanno fuggendo per tornare dai loro cari al sud. E' una scena che vorremmo vedere solo nei film e non nella realtà.

venerdì 6 marzo 2020

Coronavirus: prefetto Matera risultato positivo

MATERA - E' risultato positivo al coronavirus il prefetto di Matera Rinaldo Argentieri, attualmente assistito nell'ospedale "Madonna delle Grazie" della città dei Sassi. Argentieri guida la prefettura di Matera dal gennaio scorso.

Potenza, Unibas: due docenti positivi

POTENZA - Due docenti dell'Università della Basilicata sono risultati positivi al Coronavirus e l'Ateneo chiuderà alle ore 14 di oggi e fino all'11 marzo per permettere interventi di sanificazione. I due docenti presentano "lieve sintomatologia" e sono - secondo quanto reso noto dall'ufficio stampa dell'Ateneo - "attualmente in osservazione domiciliare continua".

Marco Vannini e quel maledetto ritardo nei soccorsi

ROMA - Se fosse stato soccorso in tempo Marco Vannini sarebbe ancora vivo. Lo afferma la Cassazione nelle motivazioni della sentenza del 7 febbraio in cui ha disposto un nuovo processo d'appello per Antonio Ciontoli (la cui pena è stata ridotta da 14 a 5 anni) e i suoi familiari.

IL DECESSO - Marco Vannini è morto nell'abitazione della famiglia Ciontoli, a Ladispoli (Roma) la sera del 17 maggio 2015 quando fu colpito dallo sparo della pistola di Antonio Ciontoli, il padre della sua ragazza Marina. In primo grado, ricorda la Cassazione nel suo verdetto, Ciontoli fu condannato a 15 anni di reclusione per omicidio perché "nonostante avesse ferito Vannini, ritardò i soccorsi e fornì agli operatori del 118 e al personale paramedico informazioni false e fuorvianti. In questo modo ha cagionato, accettandone il rischio, il decesso, che avvenne alle ore 3 del 18 maggio 2015 a causa di anemia acuta meta emorragica.

Per concorso colposo nell'omicidio commesso da Ciontoli, in primo grado furono condannati a tre anni di reclusione anche i suoi figli Federico e Martina e sua moglie Maria Pezzillo, per essere stati "spettatori del progressivo peggioramento delle condizioni di salute" di Vannini, "che per il dolore si lamentava ad alta voce".