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venerdì 1 febbraio 2019

Unibas: lettera aperta della Rettrice Sole sulla ricerca e sui dati dell'Ateneo


POTENZA - Il nostro Ateneo ha recentemente conseguito un rilevante successo negli ultimi bandi competitivi Miur, finanziati nell’ambito del Pon 2014-2020. E’ di qualche giorno fa la pubblicazione dei progetti vincitori relativi all’avviso “Aim, Attrazione e Mobilità Internazionale” che ci vede attribuite 20 posizioni di ricercatore a tempo determinato, con un finanziamento complessivo di 3,7 milioni di euro. Lo ha reso noto la Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole. E’ un successo lusinghiero per l’Ateneo, collocatosi in prima posizione tra tutte le Università partecipanti con riferimento al rapporto tra numero di ricercatori finanziati e personale docente strutturato, (e, in assoluto, in prima posizione tra le Università di pari dimensione). Solo di qualche mese precedente è l’assegnazione dei finanziamenti ai progetti vincitori, relativi all’avviso “Ricerca e Innovazione”, che ha visto il finanziamento di 9 progetti proposti dall’Ateneo per un totale di 7,15 milioni di euro, al netto dei co-finanziamenti. Non posso che esprimere soddisfazione per questo risultato, che si aggiunge agli altri raggiunti in questi anni di duro lavoro e di risorse scarse e che, tra l’altro, consentirà l’assunzione di un numero rilevante di giovani ricercatori, che potranno così contribuire allo sviluppo della ricerca e delle sue applicazioni nel nostro territorio.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU PROGETTI E LO SVILUPPO - A fronte del risultato ottenuto, vorrei fare alcune considerazioni generali sul ruolo dell’Unibas in questa regione, anche per contribuire a fare chiarezza sull’attendibilità di notizie ripetutamente (ri)proposte dalla stampa e dalla rete, che sono il frutto di una visione parziale e disinformata della situazione dell’Ateneo. Il nostro Ateneo ha, come tutti, punti di forza e criticità. Non voglio enfatizzare gli uni e nascondere gli altri. Voglio però evidenziare risultati lusinghieri quali, ad esempio, il fatto che il nostro Ateneo recentemente sia stato giudicato in maniera più che positiva dall’Anvur, vedendosi, quindi, accreditati tutti i propri corsi di laurea e di dottorato; il fatto che abbiamo un elevato tasso di fundraising e di acquisizione di progetti europei; siamo al centro del sistema di sviluppo regionale per la creazione d’impresa e per le politiche d’innovazione (incubatori, trasferimento tecnologico, startup, dottorati industriali e contamination lab); siamo parte integrante del progetto Matera-Basilicata Capitale europea della cultura 2019, e abbiamo lavorato nei momenti difficili di questo percorso, assumendoci la responsabilità di rilanciare il progetto, tanto da conseguire il pieno riconoscimento dall’Europa dell’azione fatta, con il premio “Melina Mercouri”. Come ho più volte ripetuto, e come ormai molti studi certificano, la presenza di un’Università su un territorio rappresenta un motore di sviluppo, di ricerca e d’innovazione, con notevoli ricadute in investimenti e occupazione. Questo, d’altra parte, era l’intento del legislatore al momento della proposta d’istituzione della nostra Università. Molte cose sono cambiate da quell’evento, e la Basilicata ha fatto significativi passi in avanti. Crediamo che il nostro Ateneo abbia avuto un grande ruolo in questo sviluppo.

I DATI DELL’ATENEO E DEL SUO “INDOTTO” - L’Unibas impiega oggi 604 dipendenti, fra personale docente e tecnico amministrativo, ed eroga oltre 180 borse per gli studenti del dottorato di ricerca e per assegni di ricerca. I nostri iscritti sono circa 6.700, di cui 5.000 lucani; le nostre immatricolazioni sono cresciute costantemente di circa il 3% ogni anno negli ultimi quattro, ed è alto il grado di soddisfazione degli studenti, cosa che ci pone tra i primi Atenei in Italia. Sul piano meramente economico, da uno studio interno si evince come l’Unibas, attraverso la propria spesa in stipendi e acquisti di beni e servizi, generi annualmente un impatto diretto superiore a 60 milioni di euro, attivando una produzione indotta sul sistema economico pari a 180 milioni, per due terzi a livello regionale e un terzo nel resto d’Italia; complessivamente tale produzione attiva un impiego di altre 550 unità di lavoro. A questi numeri si dovrebbero poi aggiungere: gli investimenti infrastrutturali che l’Ateneo, in collaborazione con la Regione, sta portando avanti (completamento del campus a Matera, progetto delle residenze universitarie a Matera e a Potenza); l’indotto economico sui due capoluoghi, derivante dalla presenza degli studenti universitari, e in particolare degli studenti fuori sede (circa il 25% del totale degli iscritti); la spesa, stimata in circa 60 milioni annui, evitata dalle famiglie lucane che hanno i propri figli iscritti nel nostro Ateneo.

L’ACCORDO CON LA REGIONE - La Regione Basilicata, con la legge del 2010, si è impegnata a contribuire annualmente, per un periodo di 12 anni, al consolidamento dell’offerta formativa e allo sviluppo dell’Unibas con 10 milioni annui, pari a un sesto del bilancio dell’Ateneo. La legge regionale non è solo una legge a sostegno dell’università, ma soprattutto una misura per lo sviluppo del territorio, e per garantire il diritto allo studio delle famiglie lucane, misura connotata da un considerevole ritorno dell’investimento, come poche altre misure della programmazione regionale. Mi sento, e con me l’intero Ateneo, ferita quando una trasmissione televisiva nazionale, senza un’analisi puntuale della situazione, si spinge ad affermare che tale sostegno, possibile attraverso le royalties del petrolio, costituisca un “tappabuchi al bilancio dell’Università”. Questi fondi, che in una situazione di normale trasferimento di risorse nazionali avrebbero sicuramente favorito l’ampliamento dell’offerta formativa e della ricerca di Ateneo, si sono tradotti invece nella mera possibilità di garantire le attività ordinarie in un contesto di drammatici tagli al finanziamento ordinario ministeriale. E’ noto a tutti che dal 2009 il nostro Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) è stato costantemente tagliato, con una perdita cumulata dello stesso ordine (sette milioni di euro), contribuendo al massiccio spostamento delle risorse da Sud a Nord. Il contributo regionale è certamente essenziale per le nostre attività, ma va detto con forza che rappresenta un vero investimento economico e sociale sul territorio, come ho cercato sinteticamente di evidenziare in precedenza. La sola spesa evitata alle famiglie lucane, sopra richiamata, pari a circa 6 volte l’ammontare del finanziamento, ed è quasi pari al gettito annuale delle royalties regionali. Sento quindi il dovere di chiedere a tutti una riflessione su quelli che sarebbero i costi sociali per i giovani lucani e meridionali nel caso in cui l’università nella nostra regione, smettesse di essere presidio di offerta di alta formazione e di ricerca. E’ questo il tempo di riconoscere il valore di saperi, di funzioni e d’impatto dell’Università degli Studi della Basilicata e di contribuire, insieme con immaginarne il futuro. Così in una nota Aurelia Sole, Rettrice Università della Basilicata.

venerdì 25 gennaio 2019

Unibas: sospese per neve le attività didattiche a Potenza


POTENZA - La Rettrice Aurelia Sole ha comunicato che a causa delle condizioni meteorologiche, nelle sedi universitarie di Potenza del Rione Francioso e di Macchia Romana , oggi - venerdì 25 gennaio 2019 - sono sospese tutte le attività didattiche.


giovedì 3 gennaio 2019

Unibas, assunti 12 nuovi ricercatori


POTENZA - Attuato, da parte dell'Università degli Studi della Basilicata, un "piano straordinario", che ha portato all'assunzione di 12 ricercatori. Lo ha comunicato l'Ateneo, con il rettore dell'Università, Aurelia Sole, che ha espresso "grande soddisfazione per questo importante traguardo raggiunto e per la continua crescita dell'Ateneo della Basilicata in termini di qualità della ricerca e della didattica.

sabato 22 dicembre 2018

A Potenza discusse le tesi del Master in 'Petroleum Geoscience'

(Foto ANSA)

POTENZA - Nell'aula Occello Lucano del Polo del Francioso, a Potenza, due giorni fa, si sono discusse le tesi finali dell'edizione 2017-2018 del Master in "Petroleum Geoscience", che è stato svolto dall'Università della Basilicata, con la collaborazione di grande aziende quali Eni, Shell Italia E&P e Total E&P Italia.

Otto studenti hanno illustrato alla commissione quelli che sono i contenuti dei loro elaborati. Lo ha comunicato l'ufficio stampa dell'Ateneo.

giovedì 20 dicembre 2018

Discusse a Potenza le 8 tesi finali dell'edizione 2017-2018 del Master in 'Petroleum Geoscience'


POTENZA - Sono state discusse stamani, giovedì 20 dicembre, nell’aula Occello Lucano del Polo del Francioso, a Potenza, le tesi finali dell’edizione 2017-2018 del Master in "Petroleum Geoscience", svolto dall’Università della Basilicata in collaborazione con Eni, Shell Italia E&P e Total E&P Italia. Otto gli studenti che hanno illustrato alla commissione i contenuti delle loro tesi: “Le relazioni finali – ha spiegato il coordinatore del Master, Giacomo Prosser - sono il risultato di lavori di tirocinio svolti in aziende che lavorano all’interno del Comparto Oil and Gas o nel settore ambientale. Quest’anno gli argomenti delle tesi sono molto vari: oltre agli studi geologici finalizzati alla prospezione e all’analisi dei giacimenti, sono stati svolti lavori che affrontano le problematiche ambientali e l’hazard connessi ad attività industriali. Gli otto studenti hanno una provenienza geografica molto varia, a riprova dell’attrattività del Master in ambito nazionale”.

Il Master, tenuto interamente in lingua inglese, ha l’obiettivo di preparare tecnici esperti nello sviluppo e della gestione ottimale dei giacimenti d’idrocarburi. Il corso si è svolto con lezioni frontali, seminari ed esercitazioni pratiche, tenute da docenti dell’Università della Basilicata e di altri atenei italiani, oltre che da esperti delle compagnie che supportano il Master e di altre aziende che operano del settore oil and gas. L’attività didattica comprende un lavoro di gruppo (team project), organizzato da Shell Italia E&P e un tirocinio formativo in aziende del settore. I contenuti del Master sono rivolti ad integrare le conoscenze derivanti dalla ricerca scientifica universitaria con i metodi e le pratiche che caratterizzano l’attività professionale nella moderna industria energetica. Oltre che nell’ambito più generale delle georisorse, le competenze acquisite dagli studenti potranno essere sfruttate nei settori dell'idrogeologia, della prospezione e sfruttamento dell'energia geotermica, dello stoccaggio della CO2 e degli studi geologici a supporto delle grandi opere.

Le otto tesi sono state illustrate da Fabio OLITA (“Investigation of the natural hydrocarbons manifestations and 3D reconstruction of the reservoir in the Tramutola area, Basilicata”); Gennaro SCOGNAMIGLIO ("Seismic, Geoelectical and Well LOG dara acquisition and processing for treatment and storage oil facility development in Northern Mozambique"); Dario REOLON ("Digitalization and seismic interpretation of Sicily Channel"); Maria V. COSTANZO ("Analysis of geological and geochemical data in the Val d'Agri area for natural background evaluation and related environmental area remediation"); Rocco R. IMPERATORE ("Well data analysis for geothermal application. Evaluation of the geothermal energy of a P&A Oil&Gas field"); Ilaria SALIBRA ("Remediation Project (art. 242 bis, D.Lgs. 152/06) to realize a Social Housing complex"); Francesco M. FERRARI ("3D seismic volume interpretation shallow hazard evaluation - A methodological approach"); Salvatore CRETELLA ("Seismic interpretation in the Central Persian Gulf").

venerdì 7 dicembre 2018

Unibas: a Matera 9 e 10 dicembre "Accademie, Università e Ricerca Scientifica"


MATERA - Matera, il 9 e il 10 dicembre, ospiterà due appuntamenti sul tema Accademia, Università e Ricerca, organizzati dall’Università della Basilicata, dall’Accademia Pugliese delle Scienze e dall’Unione Accademica Nazionale, nell'ambito delle iniziative culturali previste dal protocollo di intesa accademico-scientifico stipulato fra l’Ateneo lucano e l’Accademia Pugliese delle Scienze. Domenica 9 dicembre nella sala Levi di Palazzo Lanfranchi, (ore 16) si svolgerà il dibattito dal titolo "Armonizzazione delle Attività Culturali e Relazioni Internazionali", moderato dalla Rettrice Aurelia Sole.

Parteciperanno il Presidente dell’Unione Accademica Nazionale, prof. Tito Orlandi, il Segretario Generale della Union Academique Internationale-Uai, prof. Pierre Jodogne, il Presidente della All European Academies-Allea, prof. Antonio Loprieno, il Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane-Crui, prof. Gaetano Manfredi, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Cnr, prof. Massimo Inguscio, e il primo Rettore dell’Università della Basilicata e Accademico dei Lincei, prof. Cosimo Damiano Fonseca.

Lunedì 10 dicembre, alle ore 9 nella sala conferenze del Cristo flagellato, è invece prevista la consegna dei Sigilli dell'Università della Basilicata ai Presidenti da parte della Rettrice Sole, a cui seguirà la tavola rotonda sul tema "Programmazione, Finanziamento e Valutazione della Ricerca scientifica", coordinata dal Rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio. Alle ore 16, sempre nella sala conferenze del Cristo flagellato, la giornata si concluderà con l'Adunanza Solenne della Accademia Pugliese delle Scienze, e l'inaugurazione del 94/o Anno Accademico. Sono previste la relazione del Presidente, Prof. Eugenio Scandale, e la Prolusione dell’Accademico prof. Francesco Sdao, dal titolo “Franosità e Beni Culturali in Basilicata”.

L’Accademia Pugliese delle Scienze è una delle 14 Accademie Nazionali e fa parte dell’Unione Accademica Nazionale: è nata a Bari il 10 Dicembre 1925 ed è strutturata in due Classi: Scienze Fisiche, Mediche e Naturali e Scienze Morali. Nel maggio 2016, l’Accademia Pugliese delle Scienze e L’Università della Basilicata hanno firmato un protocollo d’intesa con cui si impegnano ad attivare, organizzare e realizzare iniziative culturali, scientifiche e di alta formazione congiunte su temi di interesse comune.

mercoledì 5 dicembre 2018

'Ricercatori Determinati': mobilitazione generale delle università baresi


BARI - Giovedì 6 dicembre alle ore 12.00, a Bari, presso l’atrio coperto del Politecnico “Campus Ernesto Quagliariello” si svolgeranno i “funerali” dell’Istruzione e della Ricerca pubblica.

Siamo dottorande/i, assegniste/i di ricerca, borsiste/i, collaboratrici/collaboratori a progetto, ricercatrici/ricercatori a tempo determinato che si sono riuniti sui contenuti del documento “Ricercatori determinati: Perché noi no? Stesso lavoro, stessi diritti” e stanno dando vita al movimento “Ricercatori determinati”.

Chiediamo in particolare, un piano straordinario di assunzioni e una riforma del pre-ruolo che consentano almeno di recuperare nei prossimi quattro anni i circa 20.000 posti di ricercatori e docenti strutturati persi dal sistema nazionale universitario negli ultimi 10 anni.

I ricercatori precari rappresentano oggi la maggioranza del personale che permette il “normale” funzionamento delle università. Investire sul nostro futuro significa Investire sul futuro del Paese.

Dopo diverse iniziative negli atenei, nell’assemblea nazionale tenutasi a Roma il 17 novembre u.s., abbiamo lanciato un appello alle studentesse e agli studenti, ai docenti associati e ordinari, al personale tecnico amministrativo e bibliotecario strutturato e precario ad una mobilitazione generale in tutti gli atenei nella prima settimana di dicembre ed in particolare nella giornata di giovedì 6 dicembre, attraverso forme simboliche di protesta, flash mob, lezioni in piazza, assemblee permanenti, per sfociare venerdì 14 dicembre, nelle ore decisive della discussione della Legge di Stabilità 2019, in una manifestazione nazionale a Roma per:

- rivendicare il diritto universale allo studio;
- il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità che operano negli atenei;
- lo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca”;
- per la stabilizzazione dei precari ed un reclutamento ordinato e ciclico che porti fuori dal perenne stato di emergenza il sistema universitario pubblico italiano;
- il superamento dello scellerato sistema dei punti organico che penalizza le categorie più deboli, i ricercatori precari e il personale tecnico amministrativo e bibliotecario;
- fermare l’esternalizzazione e la privatizzazione dei servizi.

lunedì 26 novembre 2018

Unibas: a Potenza inaugurato 36/o anno accademico


POTENZA - "Non è facile garantire sostenibilità, mantenere standard e rendimenti alti quando si è mortificati da finanziamenti insufficienti, quando non è possibile consentire ai nostri giovani precari un futuro nella ricerca, quando si avviliscono le giuste aspettative di carriera di colleghi che si impegnano quotidianamente proprio per garantire quella qualità e quegli standard. In questi casi sono necessari sforzi enormi e spirito di sacrificio, ed è quello che abbiamo fatto finora, perché amiamo il nostro Ateneo e ne comprendiamo appieno il ruolo in questo territorio". E’ uno dei passaggi della relazione della Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole, nel corso della cerimonia di inaugurazione del 36/o anno accademico che si è svolta stamani, a Potenza. Sole ha poi chiesto “alla comunità politica regionale di continuare a sostenere questo Ateneo, sia a livello locale che nazionale”.

La Rettrice si è quindi soffermata su alcuni dei risultati ottenuti dall’Ateneo lucano, primo fra tutti “l’esito positivo della valutazione inviata dalla Commissione degli esperti dell’Anvur”, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, da cui è emerso come, “a fronte delle ‘storiche’ difficoltà economiche e strutturali, l’Ateneo sia riuscito a provvedere allo snellimento della propria organizzazione ai fini del contenimento dei costi, al consolidamento dell’offerta didattica, al miglioramento dei servizi e infrastrutture”, ottenendo “il pieno accreditamento delle strutture e dei corsi di studio dell’Ateneo”. La Rettrice ha quindi evidenziato “con soddisfazione che il risultato ottenuto è allineato e, in diversi casi, migliore di quello ottenuto da atenei storici e di prestigio: tuttavia, vorrei ribadire ancora una volta che questo bel risultato, frutto di uno sforzo collettivo imponente, e per questo ringrazio tutta la comunità universitaria, il Presidio di Qualità e il Nucleo di Valutazione, è solo un punto di partenza nel processo di miglioramento continuo e di radicamento della cultura della qualità nel nostro Ateneo, avviato negli ultimi anni”. La commissione “sottolinea inoltre lo sforzo dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Basilicata (Ardsu) che copre 100% delle richieste degli aventi diritto per borse o alloggi. E su questo voglio evidenziare come l’Ateneo contribuisce con propri fondi anche a questo tema, sia nel sostegno agli studenti che vanno in Erasmus con un’integrazione della borsa, sia con il peso di un mancato introito sulla tassazione, dovuto all’applicazione della giusta norma sul diritto allo studio fissata dal Ministero ormai da due anni”. Sempre nella relazione della Commissione, si evidenzia che “per quanto riguarda il sistema di assicurazione della qualità della ricerca”, l’Ateneo ha definito “un ben strutturato Piano strategico, che tiene correttamente conto del contesto regionale dell’Ateneo, e ha elaborato la propria strategia per la Terza Missione concentrandosi soprattutto sulla ricerca per l’innovazione e su un legame molto stretto con le iniziative della Regione Basilicata”. Tra le azioni messe in campo “voglio ricordare intanto il sistema di Autovalutazione della Ricerca da noi realizzato, che è diventato un modello nazionale adottato da 46 Atenei”, e la strategia dell’Ateneo sui fondi strutturali, che “ha portato al finanziamento di 13 progetti sulle dodici aree di sviluppo nazionale”. All’inizio del 2019, inoltre, “il nostro Ateneo inaugurerà ufficialmente una delle più importanti infrastrutture di Matera, il nuovo campus universitario. Sarà un luogo aperto, un luogo della cultura e dei giovani, e vorrà e saprà essere riferimento per l’eredità del progetto Matera 2019, quando si spegneranno le luci della ribalta. Intanto il campus, realizzato anche grazie al sostegno della Regione Basilicata e in collaborazione con il Comune di Matera, è già aperto, dal 5 novembre di quest’anno, per i nostri studenti e per le attività didattiche”. La Rettrice ha poi ringraziato “il Direttore Generale Lorenzo Bochicchio, per l’impegno, la professionalità e il lavoro svolto in questi quattro anni di collaborazione”, augurando “al nuovo Direttore Generale, Giuseppe Romaniello, un proficuo e soddisfacente percorso per questo suo nuovo incarico”. Prima di concludere il suo intervento, Sole ha ringraziato “il nostro primo Rettore, il prof. Cosimo Damiano Fonseca, per aver sempre sostenuto l’importanza di questo Ateneo: caro Professore, da parte della nostra comunità universitaria le voglio donare una targa per ricordare in suo impegno nella realizzazione di un’utopia che, partita nel 1983, oggi è diventata una realtà”.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti il presidente del Consiglio degli Studenti, Sebastiano Greco, l’assessore regionale alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca, Roberto Cifarelli, il Rettore vicario de l'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne Pierre Bonin (sul tema "De Paris à Potenza, et retour"). La prolusione su "L'Analisi Matematica italiana del novecento attraverso l'opera di alcuni dei suoi protagonisti" è stata tenuta dal prof. Alberto Cialdea (Dipartimento di Matematica, Informatica ed Economia).

Nel pomeriggio, alle ore 16 circa nel nuovo Campus di Matera sarà poi firmato con i rappresentanti della Sorbonne un accordo per creare un programma di corso di studio con rilascio del doppio titolo di primo livello in “Histoire de l’art et archéologie” e “operatore dei Beni culturali” basato su corsi attivi nelle due università. Successivamente la delegazione francese visiterà la nuova struttura universitaria della Città dei Sassi.

Alle ore 19 a Potenza, nell’aula Quadrifoglio, la giornata si concluderà con il concerto “Note per voci e fiati” del Coro polifonico dell’Università della Basilicata e dell’Orchestra di fiati del Conservatorio di musica Gesualdo da Venosa.

venerdì 23 novembre 2018

Unibas: il 26/11 cerimonia inaugurazione anno accademico


POTENZA - Lunedì 26 novembre, alle ore 10.30 a Potenza, nell’Aula Quadrifoglio (via N. Sauro 85), si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del 36/o Anno Accademico dell’Università della Basilicata. Il programma prevede il discorso inaugurale della Rettrice, Aurelia Sole, gli interventi del Presidente del Consiglio degli Studenti, Sebastiano Greco, dell’Assessore regionale alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca, Roberto Cifarelli, e del Président de l'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne Georges Haddad (sul tema "De Paris à Potenza, et retour"). La prolusione su "L'Analisi Matematica italiana del novecento attraverso l'opera di alcuni dei suoi protagonisti" sarà tenuta dal prof. Alberto Cialdea (Dipartimento di Matematica, Informatica ed Economia). Sono poi previsti momenti musicali a cura del Coro Unibas e del Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza.

Nel pomeriggio, alle ore 16 circa nel nuovo Campus di Matera sarà poi firmato con i rappresentanti della Sorbonne un accordo per creare un programma di corso di studio con rilascio del doppio titolo di primo livello in “Histoire de l’art et archéologie” e “operatore dei Beni culturali” basato su corsi attivi nelle due università. Successivamente la delegazione francese visiterà la nuova struttura universitaria della Città dei Sassi.

Alle ore 19 a Potenza, nell’aula Quadrifoglio, la giornata si concluderà con il concerto “Note per voci e fiati” del Coro polifonico dell’Università della Basilicata e dell’Orchestra di fiati del Conservatorio di musica Gesualdo da Venosa.

mercoledì 21 novembre 2018

Unibas: presentato oggi a Viggiano il master di I livello in 'Idrocarburi e riserve' (Iris)


POTENZA - E’ stata presentata questa mattina a Viggiano (Potenza) la seconda edizione del Master universitario di primo livello in “Idrocarburi e riserve: Sicurezza e Controllo Ambientale nelle attività di produzione di idrocarburi naturali” (Iris) organizzato dall’Unibas e destinato a giovani laureati, professionisti, dipendenti pubblici e privati, in possesso di Laurea triennale o magistrale in discipline scientifiche. Il Master Iris si propone di formare figure professionali altamente specializzate nei settori della sicurezza e del monitoraggio ambientale collegati alle estrazioni di idrocarburi naturali e che potranno trovare inserimento nel settore petrolifero, in imprese ambientali ed energetiche e in amministrazioni pubbliche.

Il Master Iris si avvale delle specifiche competenze nel settore dell’Università della Basilicata, così come dell’apporto di docenti altamente qualificati provenienti da altri atenei, da enti pubblici e da compagnie petrolifere. Il percorso didattico è completato da testimonianze aziendali di società nazionali e multinazionali impegnate in diversi ambiti del settore Oil&Gas e presso le quali gli studenti svolgeranno un periodo di stage di tre mesi. Il Master Iris vede la collaborazione della Fondazione ENI Enrico Mattei, di Total E&P Italia, della Camera di Commercio di Basilicata, di aziende del comparto Oil&Gas associate nel Basilicata Oil Companies network ed il patrocinio di Assomineraria. Particolare valore aggiunto del Master è la sua collocazione in un contesto territoriale con caratteristiche uniche in Italia ed in Europa.

Infatti, la presenza in Basilicata dei principali giacimenti continentali europei e di numerosi impianti di estrazione e trattamento del petrolio connessi con tali giacimenti, offre la possibilità di avere a disposizione un “campo scuola” nel quale tutte le problematiche trattate nel Master trovano pratica e diretta applicazione. Le informazioni sul Master, il cui bando scade il prossimo 14 dicembre, sono reperibili sul sito Unibas.

“Abbiamo voluto riproporre il Master Iris, che già ha avuto notevole successo nella prima edizione, per dare ai giovani laureati lucani ulteriori opportunità di formazione in questo settore ad alta specializzazione - ha spiegato il Professor Stefano Superchi, coordinatore del Master – andando così a colmare un’evidente lacuna nell’ambito del panorama professionale della Basilicata. Il nostro obiettivo è formare professionisti in grado di affrontare con competenza le problematiche del controllo ambientale e della sicurezza delle installazioni petrolifere, temi sempre più attuali e rilevanti per la nostra regione. Per questo - ha concluso Superchi – contiamo anche sul supporto delle aziende del settore, che sempre più richiedono specialisti adeguatamente formati”. Conferma in tal senso è venuta dall’ingegner Sergio Polito, vicepresidente di Assomineraria, che ha ribadito l’impegno delle aziende associate nel sostenere il Master ed ospitare gli studenti con tirocini anche al di fuori del territorio regionale. “Confidiamo nel successo di questa iniziativa dell’Unibas – ha commentato l’ing. Polito – collaborando alla quale intendiamo rafforzare il nostro impegno in Basilicata sulla formazione di tecnici specializzati in campo ambientale”.

lunedì 19 novembre 2018

Unibas: a Viggiano conferenza stampa di presentazione del Master di I livello "Iris"


POTENZA - Martedì 20 novembre a Viggiano (Potenza), nella sede dell'AssoilSchool (zona industriale, contrada Cembrina) alle ore 11, si svolgerà una conferenza stampa per presentare la seconda edizione del Master di I livello in "Idrocarburi e Riserve: Sicurezza e Controllo Ambientale nelle attività di produzione di idrocarburi naturali" (Iris). Alla conferenza stampa parteciperanno il coordinatore, Prof. Stefano Superchi, l’Ing. Sergio Polito, Vicepresidente di Assomineraria e rappresentanti delle aziende partner.

Il Master (20 posti, con durata annuale, e sede Potenza) è organizzato dall'Università della Basilicata in collaborazione con la Fondazione ENI Enrico Mattei, Total E&P Italia, la Camera di Commercio di Basilicata, aziende del comparto Oil&Gas associate nel Basilicata Oil Companies network e gode del patrocinio di Assomineraria. L'obiettivo è di formare professionisti altamente specializzati nei settori della sicurezza e del monitoraggio ambientale collegati alle estrazioni di idrocarburi naturali.

venerdì 16 novembre 2018

Unibas: attivati 6 Master per l’anno accademico 2018-2019


POTENZA - Sono complessivamente 6 i Master attivati dall’Università della Basilicata per l’anno accademico 2018-2019, di cui quattro di primo livello - “Progettazione e comunicazione per i patrimoni culturali”, “Idrocarburi e Riserve: Sicurezza e Controllo Ambientale nelle attività di produzione di idrocarburi naturali”, “Osteopatia strutturale” e “Europrogettazione e Professioni Europee” - e due di secondo livello (“Business Administration”, e “Petroleum Geosciences”). I bandi, le scadenze per la presentazione delle domande di partecipazione e tutte le informazioni per ogni corso sono pubblicate sul sito internet dell’Università della Basilicata.

“L’obiettivo dell’Università della Basilicata – ha spiegato la Rettrice, Aurelia Sole – è di fornire un’offerta didattica ampia e di qualità che possa dare risposta alla richiesta, che proviene dal territorio regionale e nazionale, di professionisti formati in settori ad alta specializzazione. I sei Master spaziano in ambiti diversi e specialistici, con una forte domanda da parte del mercato del lavoro, dai beni culturali al settore petrolifero, a quello medico ed economico, e soprattutto affrontano argomenti e materie di forte innovazione, tecnologica e scientifica”.

lunedì 5 novembre 2018

Unibas: rinviato incontro con Gino Strada


POTENZA - L’appuntamento in programma domani, martedì 6 novembre a Potenza, con il fondatore di Emergency, Gino Strada, è stato rinviato a data da concordare. “Ci dispiace molto per questo rinvio – ha detto la Rettrice Aurelia Sole – ma confidiamo che presto Gino Strada possa essere nuovamente nostro ospite: i temi della sua lectio sono profondamente attuali, e rappresentano un elemento di grande interesse culturale per la nostra comunità universitaria. Strada è testimone di percorsi di pace e cooperazione, in un tempo in cui la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, con i suoi 70 anni, non è ancora pienamente attuata nel mondo".

Si inoltra di seguito un messaggio inviato da Strada all’Unibas:

Mi dispiace moltissimo essere impossibilitato a tenere la lectio magistralis prevista per martedì 6 novembre presso l’università della Basilicata, dove nel 2004 avevo ricevuto la laurea ad honorem in ingegneria edile ed ambientale. “Pratiche di pace e diritti umani” era il titolo scelto per la lectio: oggi più che mai abbiamo bisogno di praticare i diritti umani per contrastare il clima di odio e di violenza che vediamo avanzare nel nostro paese e nel mondo.

Ogni cittadino oggi dovrebbe sostenere, nei modi e nelle forme che vuole, pratiche di pace e di eguaglianza. Perché questo è ciò che costruisce, protegge, accudisce i valori su cui fondiamo una convivenza civile.

E dobbiamo iniziare a farlo nelle università e nelle scuole, in tutti i luoghi in cui si insegna e si impara e dove si forma un pensiero libero. Voglio infine ringraziare il Professor Josè Terrazzano che ha voluto e organizzato questo incontro e la rettrice Professoressa Aurelia Sole, che ha dato da subito la sua più ampia disponibilità, non scontata.

Avremo modo di vederci e discuterne presto.

Gino Strada

lunedì 29 ottobre 2018

Unibas: domani a Potenza inaugurazione del Comincenter


POTENZA - Domani, martedì 30 ottobre, aprirà a Potenza, nel campus universitario di Macchia Romana alle ore 12, il Comincenter. Parteciperanno all’inaugurazione la Rettrice, Aurelia Sole, la Presidente del Forum Nazionale dei Giovani Maria Pisani, il Presidente del Forum Regionale dei giovani di Basilicata, Pancrazio Tedesco, e il Presidente del Consiglio studenti dell’Unibas, Sebastiano Greco.

mercoledì 26 settembre 2018

Diffusione della cultura e della qualità nella didattica: la buona pratica dell'Unibas illustrata nell’Università di Salerno

POTENZA - Nell’ambito del terzo Coordinamento organizzativo nazionale della Community dei manager didattici per la Qualità “MDQNext”, che si è svolto nell'Università di Salerno, l’Università della Basilicata – nel corso della sessione dedicata alla presentazione delle “best practice” attuate da alcuni Atenei italiani - ha presentato un'iniziativa di formazione, promossa dal Presidio della qualità di ateneo (Pqa) e rivolta agli studenti e al personale tecnico-amministrativo, per la diffusione della cultura della qualità nella didattica. Nel corso dell’appuntamento di Salerno, i dettagli del progetto sono stati illustrati da Carmen Izzo e Federica Greco, da diversi anni coinvolte nelle attività di assicurazione della qualità svolte dal Presidio della qualità di Ateneo dell’Unibas, con un intervento dal titolo “Promuovere la partecipazione attiva di studenti e personale ai processi di Assicurazione della Qualità: il caso dell’Università degli Studi della Basilicata”.

A partire dall’anno accademico 2016-2017 l’Unibas ha offerto l’attività formativa “Gestione ed assicurazione della qualità della didattica” rivolta: agli studenti che fanno parte dei gruppi di riesame dei corsi di studio e delle commissioni paritetiche docenti-studenti delle strutture primarie, degli studenti  interessati a inserire nel piano di studi un’attività formativa incentrata sulla gestione in qualità dei corsi di studio; al personale tecnico-amministrativo coinvolto nell’ambito delle attività di didattica e ricerca. L’attività è stata riproposta anche nell’anno accademico 2017-2018, e “ha visto crescere la partecipazione e l’interesse degli studenti ed ha registrato, fin dalla sua prima edizione, un forte apprezzamento da parte del personale tecnico amministrativo coinvolto nei processi di assicurazione della qualità di Ateneo”.

L’attività formativa è “volta alla trasmissione delle conoscenze e competenze fondamentali relative alla gestione in qualità dei corsi di studio e al funzionamento generale dei sistemi di assicurazione della qualità. L’Unibas “considerato anche l’apprezzamento per l’iniziativa espresso dalla commissione di esperti per la valutazione dell’Anvur che ha visitato l’Ateneo a novembre di quest’anno, ha intenzione di istituzionalizzare il corso di Gestione e assicurazione della qualità della didattica, erogandolo stabilmente all’interno della sua offerta formativa”.

martedì 4 settembre 2018

Campus e studentato a Matera, Perrino (M5S): non c’è più tempo da perdere


MATERA - Il 2019 si sta avvicinando inesorabilmente e tutti sono consapevoli degli enormi ritardi che attanagliano Matera nella preparazione dell’evento. Ci sono voluti gli scossoni del Ministro Lezzi per ridare vigore ad una programmazione ferma tra veti e giochetti politici utili esclusivamente alle consorterie dei partiti.

Purtroppo è una prassi che si ripete anche in ambiti esterni al circuito di Matera 2019. Basti pensare alla grave situazione che interessa il Campus Universitario e lo studentato - in perenne costruzione - della città dei Sassi.

Sul Campus, circa un anno fa, abbiamo assistito alla querelle tra la rettrice dell’UNIBAS e il Sindaco di Matera. Come noto è in programma lo spostamento della sede del polo universitario materano dalla sede di San Rocco (da destinare a sede dell’hub 5G) a quella di Lanera. Nel solito gioco dello scaricabarile emerse la volontà del Comune di Matera di aprire la nuova struttura in tempo per l’inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019, verosimilmente nell’autunno prossimo.

Destino più infausto attanaglia invece l’edificio che dovrebbe ospitare lo studentato dell’UNIBAS. Più che uno studentato sembra essere una moderna chimera impersonificata da uno scheletro di cemento. Rispondendo il 6 ottobre 2015 ad una interrogazione del sottoscritto, l’allora competente Assessore regionale annunciò l’ultimazione dello studentato entro il 2017. Come spesso accade la scadenza non è stata rispettata e continuano a susseguirsi annunci e indiscrezioni sulle sorti della struttura.

Consideriamo il polo universitario di Matera un importante volano di sviluppo per l’intera regione, capace di intercettare le esigenze di un bacino di utenza di non poco conto come quello pugliese, calabrese e, perché no, internazionale con i numerosi programmi di mobilità studentesca.

Per conoscere la sorte e il futuro di queste due importanti strutture, ho inoltrato una richiesta di audizione in terza commissione per sentire in merito l’Assessore regionale del competente dipartimento della Regione Basilicata, dei responsabili UNIBAS, dell’ARDSU e del Comune di Matera. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

sabato 1 settembre 2018

Prima edizione della Scuola internazionale estiva di Dialettologia


POTENZA - Dal 3 all'8 settembre si svolgeranno a Maratea (Potenza), nella Villa Nitti, i corsi della prima edizione della Scuola internazionale estiva di Dialettologia, organizzata dal Centro Internazionale di Dialettologia. Le lezioni saranno tenute da docenti dell'Università della Basilicata e da vari atenei italiani ed europei (Cambridge, Oxford, Palermo, Pisa). La Scuola è aperta a laureati triennali e magistrali, a dottorandi, addottorati, e ricercatori in Linguistica e Dialettologia.

“L’intento della Scuola - ha spiegato la docente di Glottologia e Linguistica nell'Unibas, Patrizia Del Puente - è di riunire studenti e ricercatori appassionati di dialettologia affinché possano confrontarsi non solo con persone che sono più avanti di loro nel campo degli studi, ma anche con coetanei con i quali poter vivere un periodo intenso di scambio di idee e di esperienze. La Basilicata da più di un decennio lavora per la salvaguardia delle sue lingue e ha visto realizzati molti obiettivi. La Scuola estiva è solo uno di questi. Essa infatti si affianca alla creazione dell’A.L.Ba. (Atlante Linguistico della Basilicata), alla codifica di un alfabeto per scrivere i dialetti lucani e tante altre importanti e concrete iniziative che pongono la nostra Regione all’avanguardia nel campo della tutela linguistica e il nostro Centro coinvolto nella discussione scientifica europea”. I corsi saranno tenuti da Patrizia Del Puente, Università degli Studi della Basilicata; Franco Fanciullo, Università degli Studi di Pisa; Adam Ledgeway, University of Cambridge; Martin Maiden, University of Oxford; Giovanni Ruffino, Università di Palermo; Roberto Sottile, Università di Palermo.

Il Progetto A.L.Ba., ideato e coordinato dalla professoressa Del Puente, è finanziato dalla Regione Basilicata da circa un decennio. La Basilicata “per la sua particolare posizione geografica, ed essendo stata per secoli terra di transito per molti popoli – ha precisato la docente - conserva un patrimonio linguistico in larga parte inesplorato e rappresenta un unicum all’interno del panorama delle lingue romanze”. Iniziato nel 2007, il Progetto A.L.Ba. prevede di raccogliere il lessico di tutti i dialetti della Basilicata, parlati nei 131 comuni e nelle frazioni, che spesso presentano una parlata diversa rispetto al comune cui amministrativamente appartengono. Fino ad oggi sono stati pubblicati quattro volumi.

Nel corso dei suoi undici anni di attività il Progetto A.L.Ba. ha organizzato cinque Convegni Internazionali di Dialettologia, che hanno visto la partecipazione di autorevoli studiosi provenienti dalle più prestigiose Università nazionali e internazionali. I contributi discussi nel corso degli incontri sono confluiti in cinque volumi di atti, di cui l’ultimo è in corso di stampa. “Il Progetto A.L.Ba., diventato su proposta regionale Centro Internazionale di dialettologia, ha programmato – ha concluso Del Puente - numerose altre iniziative, oltre agli incontri divulgativi che da un decennio tiene in tutti i paesi della Regione con l’intento di rendere consapevoli i parlanti dell’importanza del proprio patrimonio linguistico”.

mercoledì 8 agosto 2018

Unibas: il Campus di Potenza verso l'impatto 'zero', allacciati gli impianti di produzione energetica


POTENZA - L’Università della Basilicata prosegue il percorso di risparmio ed efficienza energetica nelle strutture dell’Ateneo: nel Campus di Macchia Romana, a Potenza, sono stati infatti installati - e allacciati dall’Enel alla rete esterna – i nuovi impianti di produzione di energia elettrica che permetteranno un risparmio annuale di circa 250 mila euro. Stimando infatti un consumo annuo di circa 2,2 milioni di kWh, si ipotizza una produzione di circa 1,4 milioni di kWh (circa il 65 % del totale).

Gli interventi rientrano nell’appalto di “Riqualificazione energetica del Campus di Macchia Romana”. L’autoproduzione di energia elettrica è dovuta essenzialmente all’impianto fotovoltaico e all’impianto di trigenerazione. L’impianto fotovoltaico è stato realizzato con una potenza di picco di 773 kWp ed è composto da 2.259 pannelli in silicio monocristallino e 950 pannelli in silicio amorfo. L’impianto di trigenerazione è composto da un motore endotermico a gas metano in grado di produrre in inverno energia elettrica e, nel periodo estivo, acqua calda (a supporto delle caldaie) ed energia elettrica e acqua refrigerata.

Inoltre, circa 320 corpi illuminanti esterni ai vapori di mercurio e circa mille corpi illuminanti interni al neon a reattore ferromagnetico sono stati sostituiti con altrettanti corpi illuminanti a led di ultima generazione con un risparmio di due terzi dell’energia.

Il progetto di ridistribuzione ed il recupero degli spazi ha consentito di ridisegnare il nuovo accesso principale al Campus con una nuova zona di parcheggio. Il rivestimento del tunnel di copertura degli edifici principali, in policarbonato, è stato sostituito con un pacchetto coibentato di alluminio e lana di roccia che permetterà il recupero degli ambienti sottostanti (circa 1300 mq).

Tutti i capannoni nei quali sono allocati laboratori di ricerca sono stati coibentati con pannelli isolanti e resi pertanto utilizzabili per nuove attività di Ateneo.

Gli interventi hanno riguardano il generale miglioramento delle strutture e degli impianti affinché l’Ateneo potesse conseguire un considerevole risparmio sulla propria bolletta energetica. È stato inoltre possibile rinnovare e rifunzionalizzare molte aree interne ed esterne per migliorarne le condizioni di fruizione da parte degli utenti, e in particolare degli studenti. È stato anche realizzato un giardino in adiacenza delle pensiline con i pannelli fotovoltaici. Gli spazi a disposizione degli studenti si arricchiscono pertanto di nuove aree con migliori caratteristiche e condizioni di fruizione che innalzano sempre di più la qualità dei servizi che l’Università rende al territorio.

martedì 31 luglio 2018

Unibas: prof. Bufo Visiting Professor nell’Università di Johannesburg (Sud Africa)


JOHANNESBURG - Il professor Sabino Aurelio Bufo, ordinario di Chimica agraria in servizio nel Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata, è stato invitato ad accettare la nomina di Visiting Professor proposta dal Department of Geography, Environmental Management & Energy Studies dell’Università di Johannesburg (Sud Africa) per i suoi meriti di ricercatore e docente, riconosciuti da anni dalla comunità scientifica internazionale.

La figura di Professore in Visita è stata istituita dalla Università di Johannesburg come parte di un prestigioso programma di nobilitazione dell'eccellenza e della statura globale dell’Università di Johannesburg. Il fondamento di questa iniziativa è il rafforzamento delle capacità di ricerca, il progresso in termini di risultati, l'impatto delle pubblicazioni e l’incremento delle citazioni scientifiche. La nomina a Visiting Professor consente l’accesso ai finanziamenti per la ricerca erogati dallo Stato del Sud Africa.

giovedì 26 luglio 2018

Filca Cisl premia tesi di laurea su riconversione cementifici dismessi


Potenza – Un premio alle migliori tesi di laurea in materia di riutilizzo e riconversione dei cementifici dismessi o in fase di dismissione. A lanciarlo è la Filca Cisl nazionale che prosegue nel suo impegno verso le nuove generazioni con un’iniziativa che premia il merito e la competenza. Sul sito del sindacato www.filcacisl.it è già disponibile il bando e il modulo di candidatura. Le tesi vanno consegnate entro il 20 novembre 2018. È previsto un premio di 2 mila euro alla tesi giudicata migliore e due premi da mille euro ciascuno alle tesi ritenuti meritevoli di segnalazione. Il bando è rivolto ai laureati delle sessioni svolte tra il 1° gennaio 2013 e il 20 novembre 2018. Sono ammesse le tesi di laurea magistrale o di secondo livello discusse presso le facoltà di architettura, ingegneria o economia. Non sono ammesse le tesi di laurea triennali. La consegna dei premi avverrà durante una manifestazione nazionale promossa dalla Filca Cisl. “Con questa iniziativa – spiega il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre – puntiamo a valorizzare i progetti che vanno nella direzione di un modello economico che sa tenere insieme esigenze produttive, tutela del territorio e salute delle comunità. Anche nella nostra regione il tema del rapporto tra impianti di produzione del cemento e ambiente è molto sentito – continua La Torre – e per questo consideriamo di fondamentale importanza valorizzare progetti accademici e buone pratiche per la riconversione degli impianti dismessi anche per creare nuovi posti di lavoro”.