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venerdì 21 settembre 2018

Potenza: pellegrinaggio nazionale Unitalsi a Lourdes nel ricordo di Frizzi


POTENZA - Come sperimentato per la prima volta nel 2017, anche quest'anno il pellegrinaggio nazionale a Lourdes dell'Unitalsi si terrà in due periodi, il primo che ha preso il via ieri e terminerà il 24 settembre e il secondo dal 25 al 29 settembre. Nel 115° anniversario associativo, l'UNITALSI con 2 treni, 13 aerei e 14 pullman accompagnerà a Lourdes circa 5 mila soci e pellegrini, tra ammalati, disabili e volontari.

A guidare il pellegrinaggio al santuario francese saranno MONS. LUIGI BRESSAN, arcivescovo emerito di Trento e assistente ecclesiastico nazionale dell'UNITALSI, e il presidente nazionale ANTONIO DIELLA. Un ricordo speciale verrà riservato a FABRIZIO FRIZZI, scomparso di recente che fu amico e testimonial dell'Associazione.

Fino al 24 settembre saranno a Lourdes le sezioni Abruzzese, Romana Laziale, Calabrese, Campana, Ligure, Lucana e Umbra accompagnate da MONS. BENEDETTO TUZIA, Vescovo di Todi e Orvieto e da Mons. TOMMASO VALENTINETTI, Arcivescovo di Pescara-Penne, mentre dal 24 al 29 settembre sarà la volta delle sezioni Pugliese, Molisana, Marchigiana, Lombarda, Sarda, Piemontese, Siciliana, Triveneta ed Emiliano Romagnola guidate da MONS. CARLO BRESCIANI, Vescovo di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto.

La messa internazionale, la processione eucaristica e la processione aux flambeaux saranno presiedute dal CARD. DOMENICO CALCAGNO, presidente merito dell'APSA. Tra le novità del pellegrinaggio, il percorso "Sulla strada del Calvario", la presenza della Sinfonia mariana, l'atto di affidamento dell'associazione a Maria e l'Adorazione eucaristica notturna sui piani degli ospedali.

In programma anche lo spettacolo "Cercatori di felicità", una serata di musica e di festa a cui parteciperanno la giornalista Francesca Fialdini e il tenore Pietro Mazzocchetti. Durante il pellegrinaggio, dunque, sarà ricordata la figura di un amico e testimonial dell'associazione, Fabrizio Frizzi, in un momento a cui parteciperà Flavio Insinna.

"È un momento importantissimo – afferma MONS. BRESSAN – poter entrare insieme nel santuario di Lourdes che è stato centro per milioni e milioni di pellegrini durante questi 160 anni dalla prima apparizione della Vergine a Bernadette". "Ci ha lasciato un messaggio profondo – prosegue – che ha entusiasmato tanto popolo di Dio, tanti fedeli, anche non cristiani, ma tanti devoti di Cristo. Egli ci insegna come tutta la vita sia un cammino e lo è veramente come l'UNITALSI, testimone del cristianesimo attraverso i suoi pellegrinaggi".

"Sarà un pellegrinaggio dedicato ai cercatori di felicità" - spiega DIELLA – e chi partirà per Lourdes alla ricerca di una speranza la troverà, sarà il pellegrinaggio della comunità, di chi ha il passo più lento perché l'importante sarà esserci insieme. Sarà l'occasione per aprire i nostri cuori vivendo a Lourdes un'esperienza di felicità".

sabato 1 settembre 2018

Quattro nuovi sacerdoti nell'Arcidiocesi di Matera-Irsina


MATERA - Quattro nuovi sacerdoti Giuseppe Calabrese, Giuseppe Didio, Valerio Latela e Leonardo Rocco Sisto arricchiranno l'Arcidiocesi di Matera-Irsina. I quattro diaconi saranno ordinati presbiteri per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di mons. Antonio Giuseppe Caiazzo nella Basilica Cattedrale di Matera Giovedì 6 settembre 2018 ore 19.

Giuseppe Calabrese, della parrocchia di S. Giovanni Battista in Matera, nasce a Carbonara (BA) il 18 marzo 1993. Presso la parrocchia dei frati francescani di Cristo Re in Matera frequenta il gruppo degli Araldini, il coro parrocchiale e l'Agesci. Dopo la scuola media entra nel Seminario Minore di Potenza per poi conseguire la maturità classica. Nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata consegue il Diploma in musica liturgica presso la CEI. Ha svolto il suo tirocinio pastorale in affiancamento al cappellano dell'Ospedale San Carlo e la Casa Circondariale di Potenza, presso le parrocchie San Giovanni Battista in Ferrandina, San Michele Arcangelo in Pomarico e San Leone Magno in Metaponto. Viene ordinato Diacono il 31 ottobre 2017 nella Basilica Cattedrale in Matera. Il 21 Giugno 2018 consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia presso l'Istituto del Seminario Maggiore di Basilicata.

Giuseppe Didio, della parrocchia Santa Lucia di Montescaglioso, nasce il 22 novembre 1993 a Matera. Nella sua parrocchia si inserisce nel gruppo dei ministranti e gruppo Agesci. Frequenta il Seminario Minore di Potenza dove consegue la maturità classica e svolge anche il discernimento vocazionale. Al Seminario Maggiore di Potenza riceve la sua formazione e viene ordinato Diacono a Montescaglioso il 10 marzo 2018. Negli anni del Seminario maggiore svolge il tirocinio pastorale presso l'Ospedale San Carlo e presso la Parrocchia San Giovanni Bosco in Potenza, presso la parrocchia Santa Famiglia e la parrocchia Maria SS. Annunziata in Matera. Il 21 Giugno 2018 consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia presso l'Istituto del Seminario Maggiore di Basilicata. Svolge il diaconato nella parrocchia Maria SS Annunziata in Matera.

Valerio Latela, della parrocchia di S. Giovanni Battista in Matera, nasce a Matera il 14 febbraio 1992. Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo Classico “E. Duni” di Matera, intraprende, nel 2011, il tempo di discernimento propedeutico nel Seminario di Potenza con l’accompagnamento spirituale di don Giuseppe di Perna, sacerdote della Diocesi di Tricarico. Entrato nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata a Potenza nel settembre 2012, fa esperienza di tirocinio pastorale presso la parrocchia San Rocco e l’Ospedale San Carlo in Potenza, presso la parrocchia Maria SS. Annunziata in Scanzano Jonico, presso la parrocchia San Michele Arcangelo in Pomarico, presso la parrocchia San Rocco in Montalbano Jonico. Ordinato Diacono il 31 ottobre 2017, svolge il suo servizio diaconale nella comunità parrocchiale San Giuseppe Lavoratore in Pisticci Scalo. Consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia il 21 giugno 2018 presso l’Istituto Teologico del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata.

Leonardo Rocco Sisto, della parrocchia Sant’Antonio in Pisticci, nasce a Pisticci il 23 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico G. Fortunato di Pisticci, dopo un periodo di discernimento vocazionale e un anno propedeutico, entra nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata. Durante gli anni di formazione svolge il suo servizio pastorale presso la parrocchia San Rocco e l’Ospedale San Carlo in Potenza. In Diocesi svolge il tirocinio pastorale presso la parrocchia San Michele in Pomarico, la parrocchia Maria Santissima Annunziata in Scanzano Jonico e Mater Ecclesiae in Bernalda. Ordinato Diacono il 14 settembre 2017 nella chiesa Sant’Antonio in Pisticci, svolge il servizio pastorale durante l’anno di diaconato presso la parrocchia San Vincenzo de’ Paoli al Borgo La Martella in Matera. Da febbraio 2018 svolge il servizio di segretario arcivescovile. Consegue il Baccalaureato presso l’Istituto Teologico di Basilicata il 21 giugno 2018.

I neo sacerdoti celebreranno la loro prima Messa: don Giuseppe Didio il 7 settembre presso la parrocchia Santa Lucia in Montescaglioso, don Leonardo Rocco Sisto il 7 settembre presso la parrocchia Sant’Antonio in Pisticci, don Giuseppe Calabrese l'8 settembre e don Valerio Latela il 9 settembre entrambi presso la Basilica Cattedrale in Matera.

lunedì 27 agosto 2018

Matera: ecco l'omelia di Mons.Caiazzo durante la Ss Messa per l'inizio della 69^ Settimana Liturgica


MATERA - Ecco l'omelia pronunciata ieri mattina in cattedrale da mons. Caiazzo durante la Santa Messa di inizio della 69^ Settimana Liturgica nazionale, i cui lavori inizieranno quest'oggi, 27 agosto presso la Casa di Spiritualità S. Anna.

La lettura del capitolo 6° del vangelo di Giovanni ci ha accompagnati nelle celebrazioni eucaristiche di questo tempo estivo. L’insegnamento di Gesù, attraverso gesti e parole, ha puntato l’attenzione dei singoli, dei discepoli, delle folle sul pane di vita che è Lui stesso, trasmettendo una fede autentica che affonda le radici nella Sua missione e che non ricorre a formalismi e tradizioni, limitandosi alla mera contemplazione della vita terrena senza futuro, senza speranza.

La parola di Gesù è un invito all’uomo, all’uomo d’oggi, a liberarsi dalle forme imperanti di pessimismo, di rassegnazione, di isolamento, di protagonismo esasperato a scapito del bene comune. Invito inderogabile ad affrancarsi dalla cultura dello scarto, del respingimento di una umanità sofferente, che si nutre della paura nei confronti delle varie diversità presenti nella nostra società.
Questo è il senso profondo della celebrazione Eucaristica che stiamo vivendo e della Settimana Liturgica Nazionale che inizierà domani nella nostra città di Matera: La Liturgia risorsa di umanità, per noi uomini e per la nostra salvezza.

Chi si nutre di Gesù, pane di vita, riceve vita e dona vita agli altri. Pieno di fiducia e speranza, si nutre già di vita eterna che la morte terrena non potrà offuscare o spegnere.

E’ una parola non facile da intendere, anzi dura da accettare a tal punto che molti discepoli e seguaci lo abbandonano, si allontanano.

Gesù, a questo punto, pone una domanda, soprattutto agli intimi, gli apostoli: “Volete andarvene anche voi”?

E’ facile seguire Gesù quando è circondato dal consenso, quando si vedono segni e miracoli, quando la folla lo acclama perché accontentata in tutte le richieste. Diventa complicato, perché impegnativo, quando bisogna fare delle scelte. Nella prima lettura Giosuè chiede al popolo di essere decisi: “Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire… Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”.

Cambiano i tempi, cambiano le culture, ma l’uomo facilmente si lascia prendere dal qualunquismo tipico delle chiacchiere da bar, ora amplificate dai social, dove ognuno può screditare e infangare la vita degli altri. Questo accade anche a noi, che diciamo di essere credenti, nel momento in cui non ci lasciamo riempire della potenza liberante della Parola di Gesù, sfuggendo alla tentazione del perbenismo, del puritanesimo, del borghesismo religioso.

Oggi, come ieri, viene chiesto ai cristiani di fare delle scelte. Di fronte alla domanda di Gesù: “Volete andarvene anche voi”?, viene chiesta una risposta impegnativa, senza “se” e senza “ma”. Giosuè, prima ancora che il popolo risponda, dice: “Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”. E San Pietro, nel Vangelo, risponde: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Pietro fa una scelta importante: una vera e propria professione di fede. Le parole diventano fatti: l’amore per Cristo e la sua Chiesa si fa servizio gratuito e disinteressato. La sequela del cristiano diventa testimonianza della forza della Parola di Cristo vissuta tra la gente. L’uomo incontra l’uomo. Con Papa Francesco diciamo: “Dio aspetta qualcosa da te, Dio vuole qualcosa da te, Dio aspetta te. Dio viene a rompere le nostre chiusure, viene ad aprire le porte delle nostre vite, delle nostre visioni, dei nostri sguardi. Dio viene ad aprire tutto ciò che ti chiude”.

E’ il tempo in cui, come cristiani, siamo chiamati a fare scelte coraggiose, ad adoperarci, attraverso un impegno costante e sincero, indipendente dal pensiero dominante, in un’azione tesa a seminare vita e speranza. Un’azione tesa ad accrescere il bene, già tanto incisivo nella nostra società. Un bene che nel silenzio si opponga alla presenza fragorosa del male.

Ci sono tanti fratelli e sorelle, indipendentemente dal loro credo religioso, che quotidianamente lottano contro forme di ingiustizia, di discriminazione, in nome di principi puramente umanitari. Noi cristiani siamo spinti dall’amore di Cristo che ci ha conquistati e perciò agiamo in suo nome.
La risposta che il popolo dà a Giosuè è significativa e diventa anche la nostra: “Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi…Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio”.

L’auspicio è che ogni cristiano possa dire con S. Tommaso Moro: “Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere”.

✝ Don Pino Caiazzo

giovedì 24 maggio 2018

Il 24 e 25 maggio a Matera convegno internazionale di studi su Don Milani


MATERA - Nei giorni 24 e 25 maggio 2018 si terrà a Matera, presso la Sala convegni della Casa di Spiritualità Sant’Anna, il Convegno internazionale di studi "Don Milani e noi. L'eredità e le sfide d’oggi", organizzato dall’Università della Basilicata, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.).

Il convegno si avvale del patrocinio e del sostegno delle più alte istituzioni nazionali e internazionali, oltre che di quelle locali.

Il convegno si propone di offrire una rassegna aggiornata degli studi e delle riflessioni sull’eredità del pensiero e dell’opera del Priore di Barbiana, presentati dai massimi specialisti a un cinquantennio dalla sua morte. Due intense giornate di approfondimento e di dibattito attraverso incursioni nei diversi settori disciplinari e di attività nei quali più significativa è risultata l’influenza delle intuizioni e delle istanze di rinnovamento sviluppate da don Milani su temi cruciali di natura politico-culturale, pedagogica e religiosa attraverso gli scritti e l’esperienza pastorale ed educativa.

Nel corso del convegno, oltre alle relazioni svolte dagli specialisti provenienti da diverse Università italiane, nonché ad altre in videoconferenza, saranno presentate le testimonianze di allievi della Scuola di Barbiana ed altresì proiettati documenti filmati inediti sulla vita e l’attività di don Lorenzo e dei suoi ragazzi.

Il Comitato Scientifico del convegno, coordinato dal Prof. Emilio Lastrucci, dell'Università della Basilicata, è composto dai massimi studiosi del pensiero e dell’opera di don Lorenzo Milani nel quadro nazionale ed internazionale.

Per ulteriori informazioni contattare il Prof. Emilio Lastrucci (391-3230794) o il Prof. Rocco Digilio (338-2343242).

La Conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà il giorno lunedì 21 maggio 2018 alle ore 11,30 presso il "Salone degli Stemmi" del Palazzo Arcivescovile di Matera, Piazza Duomo, 7.

martedì 1 maggio 2018

1 maggio, Papa Francesco: "Lavoro fondamentale per dignità"

CDV - "Celebriamo san Giuseppe lavoratore ricordandoci sempre che il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità della persona". Lo scrive Papa Francesco in un tweet nel giorno in cui si celebra la Festa dei lavoratori.

domenica 1 aprile 2018

Papa, "Dio sorprende, fa un colpo basso"

CDV - Lunghe file questa mattina per entrare a Piazza San Pietro, in occasione della celebrazione della messa di Pasqua di Papa Francesco. I primi filtri delle forze di sicurezza sono posizionati anche a centinaia di metri dalla piazza. Chiuse al traffico delle auto non solo via della Conciliazione ma anche alcune delle strade minori intorno al Vaticano.

"Le donne che sono andate per ungere il corpo del Signore si sono trovate davanti a una sorpresa", "gli annunci di Dio sono sempre una sorpresa perché il nostro Dio e' il Dio delle sorprese". A dichiararlo Papa Francesco nell'omelia. "C'è sempre una sorpresa dietro l'altra, Dio non sa fare un annuncio senza sorprenderci e la sorpresa è quello che ti tocca là dove non lo aspetti. Per dirlo con il linguaggio dei giovani: la sorpresa è un colpo basso. Non te lo aspetti, Lui va e ti commuove", ha aggiunto il Papa facendo l'omelia a braccio.

"Le sorprese di Dio ci mettono in cammino subito, senza aspettare: cosi' corrono per vedere Pietro e Giovanni. Corrono", ha continuato il Papa nell'omelia parlando della "fretta" di vedere la novità annunciata. "La gente corre lascia tutto quello che sta facendo, anche la casalinga - ha detto Papa Francesco per usare una immagine familiare - lascia le patate nella pentola. Le troverà bruciate ma l'importante è correre per vedere quella sorpresa, quell'annuncio".

mercoledì 28 marzo 2018

A Matera la mostra 'La via della croce – Matera per L’Aquila'


di VERONICA MESTICE - E’ avvezzo dai tempi di Pasolini il Cristo in terra lucana. Un percorso quasi fatale a Matera, città cristologica che ha attratto registi da ogni dove e che accoglie oggi la mostra “La via della Croce – Matera per L’Aquila”, organizzata dal C. P. per il Club per l’UNESCO di Matera, in collaborazione con "Matera Convention Bureau", con l’Alto Patrocinio della Federazione Italiana Club e Centri per l’Unesco e della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, e ospitata dal 23 marzo al 15 aprile nei locali dell’Ex Ospedale San Rocco.

Matera incontra L’Aquila e l’arte evoca l'intensità del perdono,  sulle orme di “un giovane Uomo che aveva compiuto il suo viaggio portandosi dietro tutte le innumerevoli colpe dell’Umanità”. E’ la via Crucis, il viaggio per antonomasia, realizzata in esclusiva dall’artista fiorentino Marco Rindori, a fare da fil rouge a tutta l’esposizione, con richiami al paesaggio brullo della Murgia e dei Sassi e con uno stile fortemente evocativo dello spirito religioso. Le didascalie sono del grande poeta francese Paul Claudel e sono tradotte in cinque lingue, oltre che essere riprodotte in braille per consentire ai non vedenti di “toccare per vedere”.

Tra pezzi d’epoca, un sepolcro in cartapesta (realizzato da Francesca Cascione con la collaborazione di Giuseppe Di Cuia, su ideazione del Maestro Franco Artese), diorami d’arte, opere contemporanee (di Elvio Marchionni, Alfredo Celli, Ennio Bettoni, Samuele Vanni, Lina Vinazzani, Liborio Prosperi) e sculture (di Gianni Cherillo, Pierfrancesco Mastroberti, Giorgio Butini, Giordano Pini, Jorio Vivarelli), tutte dedicate alla Via Crucis, si innesta un percorso che da religioso si fa etico, sociale e soprattutto funzionale a risollevare da Matera la Croce che dal giorno del sisma ha trafitto la città dell’Aquila. Due comunità accomunate da una storia di riscatto, rivali nella competizione europea di Capitali della Cultura e oggi “sorelle”, come testimoniato dal protocollo d’intesa sottoscritto dai due comuni: un patto d’azione per riproporre con forza una tensione morale di chi ha la responsabilità di governo e l’ammissione di costruire momenti di cultura e di gestione che possono rappresentare un modello per il Mezzogiorno e dal Mezzogiorno. Lo stesso Mezzogiorno unificato dalla cultura mediterranea di Federico II, il paladino della cristianità, che col suo stupor mundi, contaminò culture, innalzando cattedrali e castelli – come ricordato dal sindaco Raffaello De Ruggeri durante la cerimonia di inaugurazione.

Ad emergere è lo spirito di due comunità che non si sono arrese, ma che hanno sempre voluto esprimere la voglia di crescere insita nella vita dell’uomo, attrici della cultura operaia che è quella praticata e non contemplata. Non è solo un’operazione turistica, ma una vera e propria “esperienza cristica”, quella che si propone, attraverso l'arte.

Dalla città scavata in se stessa, costellata di rupi cristiche, graffiata della fatica degli uomini giusti, della miseria e del desiderio di rivalsa, si erge la croce cristiana amplificata dalla voce della questione culturale che è sempre più una questione politica, di adesione al destino della città. E’ questo un percorso rivoluzionario come la “Bolla del Perdono”, in straordinaria esposizione nell’ex carcere. Il Papa Celestino V conosciuto ai più come “colui che fece il gran rifiuto”, nel 1294 concesse l'indulgenza plenaria agli aquilani. Il perdono e la semplicità che oggi dall’Abruzzo, terra così intrisa di tempo e di silenzio, giungono a noi come messaggio.

“La semplicità che non è semplificazione ma è un valore di aderenza alla vita, è trasparenza tra parola e azione.” – ha recitato Simone Cristicchi nel suo monologo. Un monito ad essere semplici, a vivere di fatica, utopia e a godere della bellezza del perdono, perché solo il perdono riapre il futuro nella nostra piccolezza di essere umani.

sabato 17 marzo 2018

Papa Francesco a San Giovanni Rotondo, "Padre Pio esempio d'amore per i deboli"

(ANSA)
SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) - Visita in mattinata di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo, seconda tappa del suo pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio. L'elicottero del Pontefice, proveniente da Pietrelcina (Benevento), è atterrato nel campo sportivo "Antonio Massa" della cittadina pugliese. Al suo arrivo, il Pontefice è stato accolto dall'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, e dal sindaco Costanzo Cascavilla.

Migliaia i fedeli che attendevano l'arrivo di Francesco e che hanno partecipato nella notte alla veglia di preghiera iniziata già da ieri sera.
 
Francesco durante la sua prima tappa di Pietrelcina si è diretto a piedi, tra la folla che lo ha acclamato, verso la Cappella San Francesco, dove ha sostato brevemente in preghiera davanti all'"olmo delle stimmate". Quindi, sul piazzale antistante l'Aula Liturgica, ha incontrato i fedeli.

"PADRE PIO HA STUPITO IL MONDO" - "Cari fratelli e sorelle di Pietrelcina e della diocesi di Benevento, voi annoverate san Pio tra le figure più belle e luminose del vostro popolo". Così papa Francesco si è rivolto ai fedeli durante la sua visita a Pietrelcina. "Questo umile frate cappuccino - ha detto nel suo discorso nel piazzale antistante l'Aula Liturgica di Piana Romana - ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all'ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo".

"Imitando il suo eroico esempio e le sue virtù, possiate diventare voi pure strumenti dell'amore di Gesù verso i più deboli - ha aggiunto il Pontefice -. Al tempo stesso, considerando la sua incondizionata fedeltà alla Chiesa, darete testimonianza di comunione, perché solo la comunione, cioè essere sempre uniti in pace tra noi, la comunione tra noi, edifica e costruisce".

PAPA VENERA CORPO PADRE PIO E 'CROCIFISSO STIMMATE' - Papa Francesco, nel santuario di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, si è raccolto in venerazione e preghiera davanti al corpo di San Pio da Pietrelcina e al "crocifisso delle stimmate". Il Papa, con al fianco il ministro provinciale dei cappuccini, padre Maurizio Piacentino, il padre guardiano padre Carlo Laborde, il rettore del santuario padre Francesco Dileo e l'arcivescovo di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste mons. Michele Castoro, è rimasto alcuni minuti in preghiera davanti alla teca di cristallo che custodisce il corpo di San Pio, esposto davanti all'altare del santuario. Quindi si è avvicinato al crocifisso che ricorda l'episodio delle stimmate, l'ha toccato e baciato al ginocchio. Infine è tornato nuovamente in preghiera sulla salma di Padre Pio, lasciando sulla teca una stola rossa. Francesco aveva già venerato il corpo di Padre Pio durante l'ostensione nella basilica di San Pietro, nel febbraio 2016, in occasione del giubileo della misericordia.

Papa, anziano Pietrelcina e parente Padre Pio: "Gli ho regalato una lattina d’olio"

BENEVENTO - “Ho 99 anni e ho detto al Papa che questa è la terra di Padre Pio. Ho passato una vita vicino Padre Pio. Poi gli detto: ‘Santo Padre devo levarmi una cosa dal cuore’. E gli ho regalato una lattino d’olio della terra di Padre Pio”. Così Alberto Orlando in un’intervista di Luigi Ferraiuolo per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha raccontato dell’incontro di stamane con Papa Francesco a Pietrelcina.

Zio Alberto, come lo chiamano i concittadini, insieme alla moglie sono la coppia più anziana del paese di San Pio. È anche parente del santo una delle due persone ancora viventi che lo hanno conosciuto meglio, da sempre vive di fronte alla cappella dell’Olmo di Pietrelcina, a Piana Romana.

“Il Papa dopo il mio regalo – ha proseguito Alberto Orlando - mi ha regalato un Rosario. Ho presentato anche mia moglie e gli ho detto che avevamo compiuto 73 anni di matrimonio”.

sabato 27 gennaio 2018

Papa, "accoglienza uno schiaffo a cultura dello 'scarto'"

CDV - "Tendere la mano a chi è nel bisogno significa dare uno schiaffo alla cultura dello scarto così diffusa oggi. Uno schiaffo non dato con la mano però". Così, in merito al tema dei migranti, Papa Francesco ai volontari e dirigenti della Croce Rossa Italiana, ricevuti oggi nell'Aula Nervi in Vaticano.

"Questa - ha proseguito a braccio il Papa - è la vostra politica, siete del partito politico dei più bisognosi, di quelli che hanno più bisogno". Nel suo discorso, Francesco ha poi rivolto il suo pensiero a coloro che nell'esercizio di aiuto hanno perso la vita: "non l'hanno persa, l'hanno donata, sono i vostri martiri, vi ispirino, vi aiutino, vi proteggano dal Cielo".

mercoledì 24 gennaio 2018

Papa Francesco: "Corruzione più pericolosa dell'influenza"

"La corruzione è piu' pericolosa dell'influenza, si mischia e rovina i cuori, distrugge tutto": così Papa Francesco, tornando sui temi toccati nelle visite in Cile e Perù durante l'Udienza Generale. Del Perù, ha spiegato, "ho apprezzato il patrimonio ambientale, culturale e spirituale, e ho messo a fuoco le due realtà che piu' gravemente lo minacciano: il degrado ecologico-sociale e la corruzione".

"E ho rimarcato", ha proseguito il Papa, "che nessuno è esente da responsabilità di fronte a queste due piaghe e che l'impegno per contrastarle riguarda tutti".

"Non so se avete sentito parlare di corruzione qui, non solo da quelle parti c'e'", ha aggiunto il Papa rivolto alla folla di piazza San Pietro. Ricordando la visita a un penitenziario di Santiago del Cile, il Papa ha anche avvertito che "la pena del carcere, anche quella dell'ergastolo, se manca la dimensione della speranza data dalla prospettiva del reinserimento nella società, rappresenta una tortura continua".

domenica 21 gennaio 2018

Papa Francesco in Perù: "lottate contro il femminicidio"

CDV - "Maria ci deve aiutare a generare atteggiamenti di riconoscimento e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre città. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita" ha dichiarato Papa Francesco in Perù.

"E' il silenzio e la forza della speranza. Grazie per la vostra testimonianza. Riconoscere e ringraziare. Ma guardando alle madri e alle nonne voglio invitarvi a lottare contro una piaga che colpisce il nostro continente: i numerosi casi di femminicidio. E sono molte le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio al di là di tante pareti. Vi invito a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza".

mercoledì 27 dicembre 2017

Papa Francesco, "Natale snaturato per un falso rispetto"


CDV - "Assistiamo a una specie di snaturamento del Natale: in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano": lo ha denunciato Papa Francesco nell'Udienza Generale. Questo falso rispetto, ha sottolineato il Pontefice, "spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù".

"Ma in realtà", ha spiegato Francesco, "questo avvenimento è l’unico vero Natale! Senza Gesù non c’è Natale. E se al centro c’è Lui, allora anche tutto il contorno, cioè le luci, i suoni, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa".

Dunque, ha scandito Francesco, "se togliamo Lui, la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente".

lunedì 25 dicembre 2017

Papa Francesco: "Natale è per chi fugge dagli Erode di turno"

CDV - Per la quinta veglia natalizia del suo pontificato, il Papa ha insistito sulla situazione di quanti sono costretti a "lasciare la loro terra e mettersi in cammino", per "sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente". A dare il via alla veglia la lettura della "Kalenda", l'antico annuncio del Natale che ricapitola la storia in attesa del Signore.

Quindi il Pontefice ha tolto il velo bianco dal volto del bambinello e guidato la processione, durante la quale sono state suonate a distesa le campane della basilica, e intonato il Gloria. Papa Francesco era con alcuni bambini ha portato dei fiori alla statua.

Nei passi di Giuseppe e Maria "vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra". "Maria e Giuseppe, per i quali non c'era posto, sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza".

"A Betlemme si è creata una piccola apertura per quelli che hanno perso la terra, la patria, i sogni; persino per quelli che hanno ceduto all'asfissia prodotta da una vita rinchiusa", e il bimbo nella mangiatoia "ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto". Questa la riflessione del Papa nella messa della notte di Natale, celebrata nella basilica di San Pietro con centinaia tra cardinali, vescovi e sacerdoti.

Accanto alla condizione dei genitori di Gesù, in cerca di un luogo dove Maria potesse partorire, il Papa ha dipinto quella dei tanti marginali che lo hanno accolto, prima di tutti i pastori: "le loro condizioni di vita, i luoghi in cui erano obbligati a stare, - ha rimarcato - impedivano loro di osservare tutte le prescrizioni rituali di purificazione religiosa e, perciò, erano considerati impuri. La loro pelle, i loro vestiti, l'odore, il modo di parlare, l'origine li tradiva. Tutto in loro generava diffidenza. Uomini e donne da cui bisognava stare lontani, avere timore; li si considerava pagani tra i credenti, peccatori tra i giusti, stranieri tra i cittadini". Ma a loro l'angelo annuncia speranza e a loro si rivolge Gesù, "Colui che nella sua povertà e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l'autentica libertà sono quelli che onorano e soccorrono la fragilità del più debole".

giovedì 21 dicembre 2017

Il regalo di Natale del Vescovo alle Acli

POTENZA - L’arcivescovo di Potenza monsignor Salvatore Ligorio ha nominato assistente spirituale delle Acli don Alessandro De Sortis, affidandogli per un triennio la responsabilità di accompagnare l’associazione nel suo percorso di vita cristiana.

“La Chiesa – scrive l’arcivescovo Ligorio citando il Compendio della dottrina sociale della Chiesa – non è indifferente a tutto ciò che nella società si sceglie, si produce e si vive, alla qualità morale, cioè autenticamente umana e umanizzante, della vita sociale. La società e con essa la politica, l’economia, il lavoro, il diritto, la cultura non costituiscono un ambito meramente secolare e mondano e perciò marginale ed estraneo al messaggio e all’economia della salvezza. La società, infatti, con tutto ciò che in essa si compie, riguarda l’uomo. Essa è la società degli uomini che sono “la prima fondamentale via della Chiesa” (Giovanni Paolo II, Redemptor hominis)”.

“La nomina di don De Sortis come accompagnatore è per noi un vero regalo di Natale – commenta il presidente provinciale delle Acli di Potenza Emanuele Abbruzzese – e giunge a compimento di un percorso di ricostruzione dell’associazione che in questi anni abbiamo perseguito con determinazione. Le Acli sono tornate ad essere presenti sul territorio e vicine ai bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie. Ora finalmente potremo anche avere una maggiore cura della vita cristiana dei nostri associati e degli utenti dei nostri servizi”.

Don Alessandro De Sortis, nato a Potenza nel 1970, sacerdote dal 1995 e canonico del Capitolo Cattedrale, svolge il suo ministero come Cancelliere della Curia Diocesana e presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano. Si è laureato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma nel 2004 e nel 2008 ha conseguito il Diploma di Avvocato Rotale. Negli anni 2001-2009 ha pubblicato diversi articoli di commento alle celebrazioni liturgiche sulla pagina di Spiritualità de “L’Osservatore Romano”.

mercoledì 1 febbraio 2017

Potenza, rivoluzione del Vescovo di Melfi: eliminati padrini e madrine nelle cresime

di PIERO CHIMENTI - Il vescovo di Melfi, monsignor Todisco, ha deciso che il sacramento della cresima verrà effettuato senza le figure di padrini e madrine. Il decreto sperimentale avrà una durata di 3 anni.

La decisione è stata giustificata dal fatto di aver notato che le persone scelte per tale impegno non comprendano appieno il valore che tale ruolo possa avere nella crescita spirituale dell'individuo.

Melfi: il Vescovo abolisce madrine e padrini

POTENZA - Il vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, in provincia di Potenza, monsignor Gianfranco Todisco, ha deciso di abolire in via sperimentale le figure dei padrini e delle madrine di battesimo e di cresima che, "pur essendo brave persone, non hanno però piena consapevolezza del ruolo da svolgere come testimoni della fede perché scelti con criteri parentali, amicali o sociali". Padrini e madrine saranno sostituiti nel loro ruolo "dall'intera comunità ecclesiale di cui fanno parte i genitori, i quali con la stessa comunità si fanno carico di accompagnare il cammino di fede del battezzato o del cresimato".

lunedì 23 gennaio 2017

Mons. Caiazzo: 'Bisogna comunicare fiducia e speranza'

MATERA - Responsabilità, sobrietà, impegno nel ricercare e diffondere la verità, comunicare speranza e fiducia: è l'invito che monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, arcivescovo di Matera e Irsina, ha rivolto ai giornalisti alla vigilia della ricorrenza del Santo patrono, Francesco di Sales, e della 51 Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

domenica 25 dicembre 2016

Papa, "in Siria negoziare e ristabilire pace"

CDV - "Lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall'affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide 'mangiatoie di dignità': nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi".

Al centro della messa della notte di Natale di Papa Francesco ci sono senza dubbio i bambini emarginati. Ad ispirare la preghiera del Pontefice, i bimbi di Aleppo, che in migliaia ancora rischiano la morte. E i bimbi migranti, quando venerdì si è registrato l'ennesimo naufragio nel Mediterraneo, che solo nel 2016 era già diventato la tomba di almeno 5.000 persone. Durante l'omelia, anche un passaggio a braccio sul consumismo: "Questa mondanità ci ha preso in ostaggio il Natale", ha detto.

"Pace - ha continuato il Pontefice - agli uomini e alle donne nella martoriata Siria, dove troppo sangue è stato sparso. Soprattutto nella città di Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci, è quanto mai urgente che nel rispetto del diritto umanitario, si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, che si trova ancora in una situazione disperata e di grande sofferenza e miseria. È tempo che le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile nel Paese".

Nel messaggio natalizio dei papi raramente è mancato un richiamo alla Terrasanta, e infatti anche papa Bergoglio lo ha rinnovato oggi, auspicando "pace alle donne e agli uomini dell'amata Terra Santa, scelta e prediletta da Dio. Israeliani e Palestinesi - ha detto - abbiano il coraggio e la determinazione di scrivere una nuova pagina della storia, in cui odio e vendetta cedano il posto alla volontà di costruire insieme un futuro di reciproca comprensione e armonia". Volgendo lo sguardo poi a Iraq, Libia e Yemen, papa Francesco ha citato per la prima volta la sofferenza dei popoli per "efferate azioni terroristiche".

domenica 11 dicembre 2016

Potenza, in chiesa Trinità nuovi lavori

POTENZA - Banchi, confessionali e altri arredi della chiesa della Santissima Trinità di Potenza - dove il 17 marzo 2010, nel sottotetto, vennero ritrovati i resti della studentessa Elisa Claps, scomparsa nel 1993 - sono stati rimossi oggi per permettere l'avvio, nel 2017, di lavori che interesseranno sia il tempio sia la canonica.

La notizia è stata confermata da fonti della curia arcivescovile potentina. Il progetto prevede che la canonica sia abbattuta e ricostruita almeno con un piano in meno rispetto ai quattro attuali.