“Come purtroppo avevamo paventato sin dall’inizio, la crisi in Medio Oriente sta producendo effetti anche sull’economia europea, italiana e lucana. L’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele sta incidendo sul prezzo del greggio con dinamiche che appaiono al momento più speculative che legate alle effettive regole della domanda e dell’offerta. Proprio in Basilicata, terra di estrazione di idrocarburi, i prezzi alla pompa del diesel hanno registrato aumenti significativi, circostanza difficilmente giustificabile sia in una normale logica di mercato sia per una regione che da più parti è stata definita il Texas italiano”.
Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue:
“Il fatto che in Basilicata i prezzi ai distributori raggiungano livelli così elevati, collocando la regione tra le prime tre in Italia per rincari, rappresenta un dato inaccettabile. Anche qualora tali aumenti fossero riconducibili alle scelte commerciali dei distributori, resta il fatto che le riserve disponibili risultano attualmente sufficienti per il fabbisogno nazionale e non giustificano dinamiche che finiscono per gravare sul costo della vita. Come evidenziato anche da Confcommercio Basilicata, si tratta di motivazioni spesso utilizzate come pretesto per generare extra profitti. Se ciò avviene a danno dei cittadini, e in particolare dei lucani che negli anni hanno contribuito con sacrifici alla sicurezza energetica del Paese, è necessario che le autorità competenti intervengano per contrastare tali fenomeni e adottare adeguati correttivi. In una fase già complessa per l’economia regionale, ulteriori aumenti dei prezzi rischiano di aggravare le difficoltà di famiglie e imprese, già alle prese con un quadro di forte incertezza. Va inoltre ricordato che soprattutto il Mezzogiorno, e la Basilicata in modo particolare, scontano un significativo deficit infrastrutturale che incide sulla logistica rendendo il trasporto su gomma prevalente, con una rete viaria peraltro non sempre adeguata. A ciò si aggiungono le previsioni di nuovi aumenti delle bollette che, insieme al caro carburanti, secondo alcune stime potrebbero comportare un aggravio fino a 540 euro annui per famiglia. Senza considerare l’ulteriore incremento dei costi delle materie prime già sperimentato con la guerra in Ucraina, che rischia di mettere in difficoltà un Paese come l’Italia, fortemente dipendente dall’estero sotto questo profilo”.
“Auspichiamo – conclude Bochicchio – che il governo regionale individui delle soluzioni percorribili e rappresenti con determinazione queste criticità a quello nazionale, perché la crisi in atto si prospetta tutt’altro che breve e la Basilicata non può essere esposta anche a dinamiche speculative che finirebbero per incidere ulteriormente su un sistema economico già fragile”.

0 Commenti