martedì 23 aprile 2013

Riuso delle acque reflue: dalla ricerca di base al trasferimento tecnologico in ambito Mediterraneo

POTENZA - Nei giorni 29 e 30 aprile, presso l’Aula Magna dell’Università degli Sudi della Basilicata in via Nazario Sario, su iniziativa della Scuola di Ingegneria ed in collaborazione con la FAO - Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura - si terrà il workshop internazionale dedicato alle problematiche ad alle prospettive di utilizzo delle acque reflue trattate. Le due giornate di lavori riuniranno studiosi provenienti da università e centri di ricerca italiani e dai paesi del Nord Africa presenti con delegazioni da Egitto, Tunisia, Algeria e Marocco.

All’iniziativa ha dato supporto la Regione Basilicata, l’ATO-Servizio Idrico Integrato della Basilicata, l’Acquedotto Lucano S.p.a., il Comitato Italiano per l’Irrigazione ed il Drenaggio, il Gruppo di ricerca Italiano di Ingegneria Sanitaria Ambientale e Cebasmed (Centro Studi Basilicata Mediterraneo).

Numerose le rappresentanze istituzionali. Oltre alla delegazione FAO, guidata da Douglas McGuire del Dipartimento Foreste, sarà presente l’Ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub, il governatore della Regione Basilicata, Vito De Filippo, il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo, Gianni Pittella (in videomessaggio), il presidente di Al, Rosa Gentile, il commissario ATO S.i.i., Angelo Nardozza, il segretario generale Comitato Italiano per l’Irrigazione ed il Drenaggio, Marco Arcieri.

Le problematiche e le prospettive di uso delle acque reflue saranno affrontate con uno sguardo alle esigenze del Nord Africa. I cambiamenti climatici, infatti, stanno interessando la regione mediterranea con ricorrenti emergenze idriche che, se per i paesi industrializzati rappresentano un grave rischio per l’economia, per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo possono significare la stessa sopravvivenza. In un contesto di scarsità idrica, la competizione per acqua dolce, per gli usi potabili, industriali ed agricoli, si esaspera e porta spesso a conflitti e scelte poco razionali. In questo scenario le acque reflue rappresentano una irrinunciabile risorsa integrativa alla quale è particolarmente interessato il settore agricolo e agro-forestale.

Alcune delle relazioni riguarderanno l’aspetto ambientale del riutilizzo di acque reflue e dei vantaggi in termini di riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici ricettori, recupero di elementi fertilizzanti e riduzione dell’emissione complessiva di gas-serra.

Una sessione tematica dei lavori sarà dedicata al progetto FAO GCP/RAB/013/ITA, varato nel 2012 e finanziato per il primo anno dalla cooperazione Italiana. Se ne discuterà con le delegazioni, del mondo universitario e istituzionale di Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia. I risultati del workshop,  e le raccomandazioni che ne deriveranno, saranno posti all'attenzione di paesi donatori e delle agenzie internazionali di finanziamento per il loro sostegno.