Il progetto Galileo Italia-Francia tra Matera e la regione francese dell’Alvernia

di Giuseppe Massari - Un modello innovativo di indagine, che costituirà un esempio di buone pratiche per lo studio di beni culturali e archeologici, sarà realizzato congiuntamente, con il progetto Galileo, dalle Università della Basilicata e di Renne 2 (Francia) sul patrimonio rupestre di Matera e della regione francese dell’Alvernia. Lo hanno reso noto a Matera, due docenti di storia medievale, la professoressa Francesca Sogliani che coordina il gruppo italiano di ricercatori dell’Ateneo lucano, del Dipartimento di scienze umane, scuola di specializzazione in Beni Archeologici, e il professor Dominique Allios del Departement d’Histoire de l’Art Universitè Renne 2 per il gruppo transalpino. Nello specifico, i gruppi di ricerca lavoreranno, con l’impiego di strumenti di indagine tridimensionali e di altre metodiche di diagnostica come il Gis, per mettere a punto un protocollo di studio utile per valorizzare e far conoscere il patrimonio archeologico e culturale e favorire scambi di ricerca in ambito europeo. Il progetto Galileo 2013-2014, che ha finanziato la mobilità dei due gruppi di ricerca per 2.700 euro ciascuno, consentirà nell’immediato di studiare a Matera le chiese rupestri di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù nei rioni Sassi e quella di San Falcione nel Parco della Murgia. A luglio lo studio interesserà i presidi rupestri dell’Alvernia a Jonas e della fortificazione di Murol. Il programma coinvolge l’Università Italo Francese, la Soprintendenza per i Beni archeologici della Basilicata, Comune di Matera e Comitato Matera 2019 per le ricadute che questo tipo di progetto potrà avere nella valorizzazione di beni culturali comuni come i siti rupestri e legati alla storia medievale, come la presenza normanna in Basilicata

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