
POTENZA - Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Mauzio Lupi è stato intervistato questa mattina da Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi durante “Non Stop News” su RTL 102.5 e si è così espresso a proposito della situazione degli autotrasportatori, dei tagli agli F35 e alla candidatura europea di Berlusconi.
Molti sono anche gli autotrasportatori che ci scrivono di tagli e di situazione molto difficile…
Noi abbiamo dato dei segnali molto concreti, abbiamo dialogato, lavorato insieme, abbiamo destinato un fondo riconfermandolo nonostante le difficoltà di bilancio a cui andiamo incontro perché riteniamo sia uno dei settori fondamentali del nostro paese ed è uno degli indicatori fondamentali per capire se la ripresa sta avvenendo o no, perché se le merci tornano a viaggiare è un segnale di ripresa. Tra l’altro hanno dei costi fissi che altri lavoratori non hanno, pensiamo al costo delle autostrade, del gasolio, che sono componenti fondamentali e pensiamo anche alla concorrenza che ricevono riguardo agli altri paesi che sono entrati in Europa. Il fondo destinato è da 360 – 370 milioni di euro, la prossima settimana ci incontreremo ancora con le associazioni che rappresentano tutto il mondo dell’autotrasporto e insieme continueremo il lavoro che abbiamo davanti. In particolare c’è tutto un tema che riguarda quelli che lavorano nelle isole, lì oggettivamente dobbiamo ancora fare un grande lavoro. Io chiedo sempre allo Stato responsabilità e fatti concreti, anche come lo hanno dimostrato alla fine dell’anno scorso quando il mondo dell’autotrasporto è stato responsabile e non ha bloccato il Paese, cosa che avrebbe creato una situazione drammatica, con le proteste come quella dei forconi poi passate.
La sua posizione sui tagli agli F35 e l’ipotesi di vendita della Portaerei Garibaldi.
Sulla questione della Garibaldi, io non ne avevo sentito parlare e non ne abbiamo mai discusso, non mi posso esprimere. Sulla questione degli F35 ne abbiamo parlato con Alfano e Renzi alla formazione del Governo e crediamo che ci sono dei momenti in cui il Paese è come in una famiglia, se hai poche risorse devi decidere dove destinarle. Non perché le altre spese siano inutili, ma perché se deve dare delle priorità una famiglia magari decide di destinare i soldi ai figli che devono studiare, o a comprare loro i libri, o per mangiare ,per la casa, per le cose più importanti. Noi ora abbiamo una priorità assoluta, senza sforare il deficit, tagliare tutte le risorse necessarie per investirle per dare aiuto ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie, questo è il nostro obiettivo. Se quindi un taglio della spesa, in una situazione che è ormai diversa nel nostro Paese, agli F35 può aiutare ad andare in questa direzione, noi ci siamo dati totalmente disponibili e responsabili. Anche se da centro-destra, riteniamo che le forze armate per un paese come il nostro, anche se cambia e siamo in Europa, siano un asset fondamentale.
Secondo lei Berlusconi fa bene a candidarsi in tutti i modi alle Europee?
Il problema se candidarsi o meno è tutto di Berlusconi e Forza Italia. Loro stanno discutendo di questo, io credo che oggi nel Paese più che discutere se Berlusconi debba candidarsi o meno bisogna tutti lavorare. Noi per questo abbiamo scelto di dividerci da Forza Italia, perché crediamo che in questo momento i cittadini, anche del centro destra che vogliamo rappresentare, ne hanno piene le scatole. Vogliono che i nostri valori, gli ideali in cui crediamo, il sogno costruito in 20 anni, si traduca in fatti, si possa finalmente guardare con positività al futuro. Noi quindi in questo momento siamo preoccupati della responsabilità di Governo, di ridare gli 80 euro finalmente in tasca a gli italiani, di permettere alle imprese di assumere senza leggi assurde come la Fornero, e di dare un sostegno alle famiglie che sono il principale ammortizzatore sociale. Con tutto il rispetto per la storia di cui ho fatto parte questo è il momento in cui se Forza Italia vuole continuare a discutere se candidare o meno Berlusconi mi sembra che sia un errore. Si può fare politica, lo ha detto anche Berlusconi, senza essere candidati e senza sedersi in uno scranno.
Ci sono ancora molte domande e probabilmente dovremmo andare avanti tutta la giornata.
Mi faccia dire solo una cosa: noi abbiamo fatto un’operazione importantissima sulle autostrade. Il 31 dicembre io e il Ministro dell’Economia abbiamo firmato l’aumento delle tariffe autostradali. Anche perché uno Stato, se è uno Stato serio, anche se non l’ho fatto io, se ha firmato dei contratti negli anni precedenti, i contratti si rispettano, sennò nel nostro Paese non viene più nessuno a investire. Ho chiesto a un privato di venire a realizzarmi l’allargamento di una corsia, gli ho detto che lo Stato i soldi non li aveva, li avrebbe messi il privato e poi recuperati attraverso le tariffe. Io devo rispettare questo, ma contemporaneamente non posso non guardare che sei anni consecutivi di aumento delle tariffe autostradali per chi è pendolare incide sulla sua busta paga che è rimasta la stessa. La possibilità che dal primo febbraio ogni mese i pendolari che usano un tratto da un casello a un altro entro 50km possano, iscrivendosi al Telepass e segnalando questa entrata e questa uscita, avere lo sconto del 20%, vuol dire 30-40 euro al mese in meno, in tutte le tratte autostradali d’Italia, credo sia un concretissimo segnale di uno Stato che da una parte rispetta gli impegni che prende, ma dall’altra ,anche nei confronti dei privati, dice: adesso bisogna dare una mano in una certa direzione.
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