Gianni Rosa: ''C'e chi vince e chi perde''

POTENZA - C’è chi vince e c’è chi perde. Oggi ha vinto la politica corrotta e corruttrice, quella degli inciuci, quella delle raccomandazioni e del clientelismo. Ha vinto l’ingiustizia. Oggi hanno perso i tanti, i troppi giovani lucani disoccupati, inoccupati, emigrati in altre regioni o in procinto di emigrare per trovare un lavoro. Ha perso la giustizia. Perché la guerra non è tra chi il lavoro lo ha trovato con raccomandazioni varie e chi quell’aiutino non l’ha mai avuto e il lavoro non ce l’ha. No. La guerra è tra la politica immorale e egoista e il popolo. Quello stesso popolo che la politica dovrebbe tutelare e che invece usa per proprio tornaconto. Certo che non si possono criticare i ‘precari’. Tutti hanno bisogno di un lavoro e ognuno fa quel che può per tenerselo. Padri e madri di famiglia che ora chiedono a quella politica che li ha messi in Regione di mantenere la promessa e farceli rimanere. È ovvio anche che non si possa e non si debba generalizzare. Ci sono tra quegli 87, una decina che hanno superato delle selezioni. Ci sono tra quegli 87, sicuramente, quelli che effettivamente hanno svolto le mansioni per cui sono stati assunti e che hanno acquisito una vera professionalità. Ma non prendiamoci in giro, però. Molti di loro non svolgono le funzioni per le quali sono stati assunti. È di poco tempo fa la notizia, riportata anche dai giornali, che la maggior parte dei precari regionali svolgono lavoro ordinario. E lì di professionalità nell’ “assistenza tecnica” sui fondi europei ce n’è ben poca. Il problema non è neanche quello. No. Il problema è il metodo con cui, oggi, si trovano a fare quello che fanno. La raccomandazione. Non nascondiamoci dietro un dito. Se anche il Consigliere Romaniello (Sel) ha definitivamente ammesso “Sono arrivati in Regione attraverso la politica” e il suo collega Cifarelli (Pd) ha riconosciuto che la grande platea del precariato regionale “si è costruita nel tempo, anche in maniera impropria”, sarà forse cosi? Ed è questo il punto. La raccomandazione come mezzo di collocamento al lavoro privilegia pochi a danno di molti. Accende una guerra che divide in due categorie i poveri: chi ha la fortuna di essere entrato in Regione grazie alla politica e chi in Regione non ci è entrato perché l’aiuto della politica non ce l’ha. Chi ha avuto la fortuna di potersi ‘formare’ nelle stanze regionali e chi questa fortuna non l’ha avuta. E allora si che questa proposta assume l’aspetto di un contentino, da parte di Santarsiero preoccupato di promuovere il cambiamento con Petrone, in vista degli prossimi impegni elettorali; contentino che neanche il tecnicismo legislativo del Consigliere Galante, a sua volta proiettato verso la pseudo rivoluzione di Falotico, è riuscito a mascherare. Ma, quello che sfugge ai più, è che l’organo che dovrebbe tutelare l’intera popolazione lucana, aiuta pochi compiendo un'ingiustizia in danno di molti. In danno di quei tanti giovani che non hanno avuto la fortuna di arrivare in regione “in maniera impropria” e che non hanno avuto la fortuna di diventare precari regionali e che non avranno la fortuna di avere un punteggio maggiore quando si faranno le selezioni. Si può criticare chi, in coscienza, si pone il problema di tutelare coloro i quali non possono contare sull'aiuto della politica e che rappresentano la maggioranza della popolazione? Non crediamo. Si può criticare chi lascia una terra che si è sempre comportata come una matrigna immorale per cercare un posto dove non ci siano privilegi e caste? Decisamente no. E allora, a tutti quei giovani lucani che attendono un regolare concorso nella Regione, che cercano il lavoro senza essere 'muniti' di spintarella verrebbe da consigliare: andatevene! Cercate un luogo in cui per accedere ad un posto pubblico si fanno concorsi, in un luogo in cui per trovare lavoro non serve l'aiutino. Perché con la norma approvata ieri, ci hanno fatto capire che le cose non cambieranno mai in questa Regione. A riferirlo in una nota il consigliere regionale FdI-An Gianni Rosa.

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