POTENZA - Era l'inverno del 2012 quando si solidalizzava con i dipendenti del "Don Uva" in presidio sul tetto e ai cancelli della struttura sanitaria potentina.Proprio dal tetto si lanciava l'idea, di un intervento pubblico - ed in particolare della giunta Regione - per tutelare i livelli occupazionali e per mantenere aperto l'importante presidio sanitario, punto di riferimento per la Basilicata e per la città di Potenza.
Da allora, a parte, l'intervenuta dichiarazione di stato di insolvenza e la nomina del commissario straordinario e al fatto che gli stipendi, a quanto pare, sono corrisposti regolarmente, nulla o poco è cambiato: la situazione appare ancora del tutto ingarbugliata.
E’ doveroso, per chi ha a cuore le sorti della città, farsi carico della questione.
È necessario l'impegno di tutti - affinché la "Casa della Divina Provvidenza - Opera Don Uva" possa continuare a svolgere compiutamente la sua funzione e che vengano garantiti: il prosieguo delle attività e il mantenimento dei livelli occupazionali - intervenendo a difesa della funzione di essenziale presidio sanitario che l'istituto assicura alla città di Potenza.
Giuseppe Giuzio, FDI-AN
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