Lo dicono i segretari dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi e Pino Giordano per i quali, “se la situazione è ad un passo dal default economico su larga scala e il problema starebbe nell’incertezza delle risorse disponibili e del costante ritardo nella corresponsione dei corrispettivi/investimenti inerenti i contratti di servizio e i programmi di investimenti, certamente ciò non può essere addebitato alla gestione Pittella ma di sicuro và dato atto che il servizio viene erogato, nonostante ritardi e lamentele, tutto, a carico delle aziende che fanno ricorso agli anticipi dei costi di esercizio per pagare stipendi e fornitori ed ora sono al lastrico per colpa di una politica regionale sui trasporti da anni sbagliata. Oggi l’appello dell’Ugl è quello di sforzarsi, ancora una volta, nel far prevalere il buon senso da entrambi gli interlocutori, Regione e Co.Tra.B, riconoscendo alla Regione Basilicata la centralità nella regolamentazione del sistema del Trasporto Pubblico e, in considerazione dei principi di sussidiarietà, garantire ad ogni cittadino della Basilicata i servizi minimi e quindi i collegamenti ai principali attrattori come scuole, ospedali, fabbriche ed istituzioni. Se non si accelera su tale processo, potrebbero innescarsi una serie di problemi. Il primo è che non si potranno pagare gli stipendi ai dipendenti delle aziende su vari livelli a partire proprio da questo mese e il secondo è ancora più pericoloso per le casse stesse della Regione: un’altra delle possibilità concrete - -concludono i segretari Ugl, Tancredi e Giordano -, potrebbe essere quella di diffidare la Regione e finire in tribunale. Cosa che ne pagherebbero tutti i lucani per gli enormi disagi che si andrebbero a causare. Il problema di certo non è nuovo, visto che della questione debitoria si è già parlato a più riprese e non è stata fatta mai chiarezza”.

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