
POTENZA - Il centrosinistra è diviso. Il centrodestra pure. Da giorni tutti si chiedono il perché e tutti inneggiano all’unità persa. Ovviamente per ogni persona che cerca di sciogliere questi nodi, ci saranno altrettante risposte. Perché si sa: ognuno è depositario della verità assoluta.
Ma le divisioni rimangono. Oramai sono un dato acquisito della campagna elettorale del Comune di Potenza.
Non vogliamo dare un giudizio su come si è arrivati a queste scissioni, ma non si può nascondere che dietro le divisioni che connotano le prossime amministrative, vi sia un elemento fondante: le divergenze tra noi e loro. Tutti loro. Tra chi difende i valori non negoziabili e chi se ne fa beffe.
Per esempio, il rifiuto di Forza Italia e del suo candidato Sindaco di affidare ad una libera consultazione popolare la scelta del leader di coalizione, se da un lato non rappresenta nulla di nuovo (Fratelli d’Italia nacque proprio a seguito del diniego di primarie opposto da quelli che oggi sono i vertici di Forza Italia), dall’altro non riesce a nascondere la carenza di uno dei valori fondanti la società civile: la libertà di scelta.
Se si guarda, poi, al centrosinistra la divisione e ancora più evidente. Parole quali libertà, onestà, solidarietà, rettitudine, coerenza scivolano sui candidati o sui poteri forti che sono dietro i candidati con una tale facilità da far quasi credere che sia la normalità essere truffaldini, voltagabbana e opportunisti.
E non è che siano cosa da poco. I valori.
In fondo tutte le relazioni, da quelle di amicizia a quelle lavorative, si basano su valori positivi. Perché dovrebbe essere diverso nella relazione tra cittadino e amministratore della cosa pubblica? La risposta è semplice: ci hanno abituato che essere coinvolti in un processo per truffa per concessioni avute dalla Regione o in processi per peculato sia la normalità. Ci hanno abituati al fatto che per riparare una buca o sostituire una lampadina di un lampione bisogna chiedere un favore e non esercitare un diritto.
Ecco cosa hanno prodotto la politica ed i poteri forti che hanno governato la Città nell’ultimo decennio: un capovolgimento di valori. Favori invece che diritti, clientelismo invece di trasparenza, inciuci in luogo della democrazia.
Ed è questo che bisogna combattere con il voto delle prossime amministrative. Bisogna combattere quella insana gestione del potere che ha reso Potenza la piazza dei privilegi. Bisogna combattere per ristabilire quei valori fondamentali che fanno di una massa informe di persone una società. Una società sana, in grado di garantire servizi e solidarietà nei confronti dei meno fortunati, una società viva e vitale.
E tutto questo non può essere garantito da chi, nei fatti, ha già dimostrato di non avere quei valori a fondamento della propria vita. Ci asterremo dal fare nomi. Tutti i potentini sanno chi è saltato da uno schieramento all’altro dimostrando un deficit di coerenza, chi ha solo sfruttato la cosa pubblica per proprio tornaconto e chi ha fatto promesse negli ultimi cinque anni e oggi ci da un contentino riparando qualche buca.
Un solo nome è da fare. Un solo nome può essere associato a parole quali onestà, coerenza, libertà. Un solo nome può ristabilire quei valori positivi che sono a fondamento del vero centrodestra, nel Municipio potentino. Un solo nome è quello da votare come candidato Sindaco. A riferirlo in una nota il candidato sindaco Dario De Luca.
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