Siap, “Brutte notizie, pronti alla proclamazione di uno sciopero”

POTENZA - Brutte notizie per la Siap di Gorizia, l' azienda che fa parte del gruppo Carraro e che già nel 2009 era stata sottoposta a una forte “cura dimagrante”, si profila l'ipotesi della chiusura. E proprio di questo s'è discusso nell'incontro convocato a Campodarsego (Padova) tra i manager del gruppo Carraro e i rappresentanti sindacali locali e nazionali. Per l'Ugl ha preso parte Gerardo Fasulo, delegato dalla segreteria nazionale metalmeccanici.

In una precedente riunione a Campodarsego l’azienda aveva comunicato di aver subìto una perdita di bilancio pari a 7,9 milioni di euro, con un'incidenza dell' 1,1% sul fatturato, e un calo produttivo di 3 milioni, in particolar modo, nel settore del montaggio degli assali, un prodotto garantito proprio dallo stabilimento goriziano. “La nostra preoccupazione è forte. In primo luogo vorremmo verificare lo stato reale della contabilità di bilancio e accertare nel dettaglio l'eventuale situazione di passività. Inoltre, vorremmo capire bene quali misure intende adottare l'azienda per tagliare il personale e invece garantire i diritti dei lavoratori che a nostro parere sono sacri”: l’afferma Gerardo Fasulo, che già ha anticipato la volontà di coinvolgere il mondo politico.

“Chiederemo come Ugl la convocazione di un tavolo di crisi al ministero affinché si faccia chiarezza sulle eventuali azioni che andrà ad intraprendere la proprietà” : aggiunge Fasulo che inoltre conferma la volontà di partecipare ai prossimi incontri già fissati dall'azienda nelle date del 14 e 21 maggio. All'ordine del giorno il piano di “salvataggio” per una settantina di dipendenti che oggi lavorano nello stabilimento di Gorizia, l'azienda prospetta loro di continuare a lavorare nelle altre sedi del gruppo, a Maniago o Campodarsego. “Ma questa soluzione – conclude il sindacalista Fasulo - comporterebbe problematiche logistiche insormontabili per operai e dipendenti che risiedono in prevalenza nell’Isontino e che dovrebbero sopportare trasferte casa-lavoro e ritorno di alcune centinaia di chilometri”. Come prima forma di protesta i lavoratori dei tre stabilimenti interessati dal piano di riassetto hanno convocato per domani un'assemblea a cui parteciperanno le Rsu e i segretari provinciali di categoria. Allo studio la proclamazione di uno sciopero.

Posta un commento

0 Commenti