giovedì 5 aprile 2018

Berlusconi al Colle, "No a Governo basato su odio sociale e pauperismo"

Il nuovo governo deve partire dal centrodestra che ha vinto le elezioni e deve rifuggire odio sociale, pauperismo e giustizialismo. Sarebbe questa la cifra della dichiarazione rilasciata dal leader FI, Silvio Berlusconi, al termine della consultazione al Quirinale con il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

"Ci sono urgenze – ha detto Berlusconi - che richiedono un governo fondato su un programma coerente e in grado di lavorare. Questo governo non potrà non partire dalla coalizione che ha vinto, il centrodestra, e dal leader del partito che ha preso più voti, la Lega. Tale esecutivo - ha aggiunto - ha bisogno di numeri parlamentari e di accordi chiari con altre forze politiche" ma che non siano in contrasto con i valori europei”. Nel risultato elettorale, spiega Berlusconi, "ha prevalso nettamente il voto basato sulla protesta, sul dispetto, sul malcontento, sulla delusione", ma FI non è disponibile “a soluzioni di governo nelle quali prevalgano l'invidia e l'odio sociale, il pauperismo e il giustizialismo".

MARTINA (PD): "NON FORMULIAMO IPOTESI DI GOVERNO CHE CI RIGUARDINO" - "Il tempo della campagna elettorale è finito, i vincitori del 4 marzo tornino sulla Terra", ha dichiarato il capo della delegazione dem, Maurizio Martina, al termine del colloquio con il Presidente della repubblica, Sergio Mattarella che ha aperto la seconda giornata di consultazioni, "noi abbiamo presentato le nostre priorità per il Paese: non formuliamo ipotesi di governo che ci riguardino. Nell'elezione dei presidenti delle Camere è emersa una potenziale maggioranza", ha aggiunto alludendo all'intesa M5s-Lega. Il Pd ha quindi ribadito la linea dell'la linea dell'opposizione attiva su quattro punti: taglio del costo del lavoro e reddito di inclusione; controllo della finanza pubblica; gestione del fenomeno migratorio; rafforzamento del quadro internazionale. Martina era accompagnato dal presidente Matteo Orfini e dai capigruppo, del Senato Andrea Marcucci e della Camera Graziano Del Rio.

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