giovedì 28 giugno 2018

Arte, Realtà in equilibrio: 80 disegni e 20 sculture di Carlo Lorenzetti e Bruno Conte ospitati nei Musei del Sistema ACAMM


ROMA - Nel 1982, per una mostra alla Galleria Il Segno di Roma che comprendeva, oltre Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone e Bruno Conte, anche Rodolfo Aricò e Giuseppe Uncini, Fausto Melotti intitolava Realtà in equilibrio il testo pubblicato in un foglio-manifesto diffuso per l’occasione. Considerava i cinque artisti “anacoreti, lontani dalle tentazioni del mondo” che “vedono dalle finestre e conoscono fuori e anzitempo ciò che sarà necessario alla costruzione dell’edificio dell’arte” […], compagni nella ricerca, […] compagni in ciò che l’arte richiede, sacrificio e amore. […]. Non di mimi, si tratta di alcune pietre portanti dell’arte”.

Il Sistema ACAMM, in contemporanea con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, accoglie due dei cinque “compagni nella ricerca” ricomponendone il percorso in tre mostre, curate da Giuseppe Appella: lo scorso anno Giulia Napoleone (Pescara 1936), in occasione della mostra alla Calcografia Nazionale, quest’anno, dal 30 giugno al 30 settembre 2018, Carlo Lorenzetti (Roma 1934) e Bruno Conte (Roma 1939).

Carlo Lorenzetti e Bruno Conte presentano 80 disegni e 20 sculture datati 1956-2018, ricomponendo l’intero percorso della propria ricerca espressiva.

Lorenzetti ci racconta: “L’Istituto d’Arte è stato per la mia formazione un luogo molto importante. Ho seguito, per due anni, i corsi di Plastica di Pericle Fazzini, uno spirito solare, schietto, spontaneo, che mi sollecitava verso una libertà formale e compositiva. Ma devo soprattutto al magistero di Alberto Gerardi la conoscenza preziosa delle tecniche di lavorazione dei metalli e il senso ‘umanistico’ del fare”.

Invece Conte: “Riguardando i miei primi lavori, dopo la metà degli anni Cinquanta, elaborati entro un microcosmo surreale, mi sembra già di avvertire, nel disegno delle forme lineari, una segreta scrittura. Il carattere della poetica che si è andato sviluppando e mutando fino a oggi si può identificare nella tematica di una misteriosa, eppure coinvolgente, materia della realtà: oltre il macrocosmo, il cosmo assunto nella stanza in cui si opera”.

Come si vede, negli organismi di Conte e nelle strutture di Lorenzetti, affidati a segni e costruzioni che coniugano perfettamente pittura e scultura, architettura, letteratura e scienza, quindi registri molteplici e diversi che si sollecitano l’un l’altro, l’immagine si fa anche scrittura, il rilievo volto, l’angolo precipizio, la struttura volta, la piega fauce, la nuvola pensiero oscillante, nella certezza che l’originale armonia plastica sia sempre sostenuta dal dono della poesia.

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