venerdì 9 ottobre 2020

Come lo smart working ci ha fatto ripensare al lavoro


Il 2020 è stato un anno molto particolare sotto moltissimi aspetti. Il mondo del lavoro, ad esempio, ha subito una scossa non indifferente; tra il lockdown e la crisi economica, ha fatto anche il suo ingresso in campo uno stile di lavoro che, per lo meno in Italia, non era molto comune: il lavoro in modalità smart working. 

Molte imprese, del tutto impreparate a questa modalità, hanno dovuto impiegare i propri migliori tecnici ed informatici per cercare di fare in modo che il lavoro, prima svolto in ufficio, riuscisse a raggiungere i propri dipendenti a casa. 

Indipendentemente dagli sforzi aziendali, anche i dipendenti hanno dovuto e devono ancora organizzarsi per essere reattivi e pronti per il lavoro da casa. 

Ci sono due aspetti che è importante sottolineare: il primo ha a che fare con l’aspetto psicologico e del benessere dei dipendenti in smart working; il secondo invece riguarda gli strumenti indispensabili per fare in modo che, anche da casa, si possa svolgere un ottimo lavoro. 

Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, bisogna fare i conti con una realtà mai vissuta prima: il rimanere a casa e senza contatti sociali potrebbe destabilizzare i dipendenti. Inoltre come si possono motivare i propri sottoposti se ogni giorno assomiglia ad un giorno feriale? 

L’aspetto inerente alla salute è molto delicato: in casa infatti nessuno, o quasi, possiede un ambiente lavorativo corretto per la salute. Gli uffici generalmente dispongono di luci apposite che consentono uno sforzo minimo per gli occhi, a casa invece tendiamo ad avere luci calde che creano atmosfera ma non illuminano adeguatamente. Altro problema riguarda la postazione da lavoro: spesso in ufficio abbiamo delle sedie regolabili che ci permettono di mantenere una corretta postura; in casa invece abbiamo tavoli e scrivanie non regolabili che rischiano di creare seri danni alla schiena. 

In riferimento agli strumenti invece, al centro dell’attenzione abbiamo sicuramente il notebook. In questo caso però i lavoratori hanno la possibilità di scegliere quale notebook è il più adatto a loro; questo dipende sicuramente dal tipo di lavoro che si svolge, dalla potenza necessaria e da tanto altro. 

Il modo più semplice per scegliere il computer portatile più adatto a noi, se non siamo esperti o appassionati di tecnologia, è sicuramente affidarci a negozi specializzati, come Bpm-power. Dobbiamo però tenere in mente alcuni requisiti che fanno la differenza. Innanzitutto la qualità dello schermo è fondamentale. Spesso chi compra un notebook non farà differenza tra lavoro e uso nel tempo libero, ritrovandosi a guardare un film o navigare sui social subito dopo aver passato 8 ore a leggere ducumenti ed e-mail. In questo caso è importante investire in un notebook con un display di ottima qualità e chi ci permetta di non affaticare l’occhio.

Dobbiamo poi scegliere un processore abbastanza potente da permetterci di lavorare su diverse applicazioni allo stesso tempo senza rallentamenti. In ultimo, il peso è un altro fattore che potrebbe essere discriminante nella scelta. Un notebook leggero ed ergonomico sarà più facile da portare in giro quando la situazione lo richiederà.