“Quando si parla di sanità inevitabilmente si fanno i conti con numeri, standard e riferimenti normativi che orientano le scelte. Ma quando questi parametri vengono applicati a realtà come quella lucana, il rischio è che si traducano in tagli ai servizi essenziali. È quanto accaduto recentemente con il servizio di chirurgia senologica dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera: secondo alcuni standard fissati dal D.M. 70/2015, non vi sarebbero i volumi necessari per proseguire l’attività chirurgica sui carcinomi mammari e, di conseguenza, le pazienti vengono indirizzate verso le Breast Unit di Potenza e del CROB di Rionero”. Lo dichiara la consigliera regionale del M5s, Viviana Verri, che aggiunge:
“In un’ottica di razionalizzazione il problema potrebbe apparire risolto. Ma, nella realtà, questa decisione pesa fortemente sulla vita delle pazienti oncologiche del Materano, costrette ad affrontare costi e disagi legati agli spostamenti verso Potenza e Rionero, oltre alla rottura di un rapporto di cura costruito nel tempo con l’équipe multidisciplinare che le ha seguite fino ad oggi. La logica dei numeri, da sola, non può prevalere sui bisogni delle persone. E genera paradossi evidenti: si smantella un servizio che ha funzionato e che negli anni è diventato un punto di riferimento per tante donne colpite da patologie oncologiche, grazie alla professionalità di medici e operatori sanitari, impoverendo così l’offerta sanitaria di un’intera area della Basilicata”.
“Il rischio, inoltre – prosegue Verri - è quello di alimentare ulteriormente la migrazione sanitaria verso la Puglia, più facilmente raggiungibile dai comuni del Materano, con un danno doppio per il sistema sanitario lucano e anche per un’altra eccellenza oncologica regionale come il CROB di Rionero.
Non sono mancate le rassicurazioni da parte dell’ASM sul coinvolgimento del presidio ospedaliero materano nel percorso terapeutico delle pazienti, anche attraverso la partecipazione attiva del chirurgo senologo di Matera. Resta però un dato di fondo: l’ospedale Madonna delle Grazie perde un servizio di grande valore. Tutto questo accade mentre nelle commissioni regionali approda il Piano sanitario, nel quale si ragiona per grandi obiettivi e formule ricorrenti come prevenzione, equità, eccellenze, innovazione, telemedicina, lavoro di équipe e cabina di regia. Ma il modo in cui questi principi dovrebbero tradursi in un assetto realmente efficiente dei servizi sul territorio resta ancora poco chiaro. Molto è demandato ad atti delle aziende sanitarie e ospedaliere, rispetto ai quali cittadini e rappresentanti istituzionali rischiano troppo spesso di restare semplici spettatori”.
“Vicende come quella della senologia a Matera misurano invece tutta la distanza che ancora separa gli obiettivi dalla loro attuazione, i principi dalla realtà concreta in cui devono trovare applicazione. Ed è proprio nel colmare questa distanza che si gioca la sfida di una sanità davvero efficiente, capace di non costringere migliaia di lucani a curarsi altrove o, peggio, a rinunciare alle cure.
Sul tema della senologia a Matera serve ora che la politica torni a esercitare fino in fondo il proprio ruolo, individuando soluzioni percorribili. Anche da esponenti della maggioranza sono arrivati richiami alla necessità di costruire intese tra le strutture sanitarie per evitare il totale smantellamento del servizio a Matera. Se la politica ha ancora voce nelle scelte – conclude l’esponente del M5s - che incidono direttamente sull’offerta sanitaria e sulla vita dei pazienti, questo è il momento di farla sentire”.

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