''Ci sono notizie che non vorremmo mai leggere e che rappresentano uno schiaffo a questa terra, al di là delle responsabilità che andranno comunque soppesate. In Basilicata si registrano i prezzi più alti della benzina ai distributori ed è paradossale che accada proprio qui, nel cosiddetto ‘pozzo d’Italia’. La Basilicata è la regione in cui si estrae di più in tutto lo Stivale, seguita dalla Sicilia, altra regione del Mezzogiorno, ed è inammissibile che proprio al Sud i prezzi crescano più che nel resto della Penisola”. Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che aggiunge:
“È evidente che incidano fattori di mercato, dalla minore concorrenza tra distributori alla scarsità di operatori indipendenti, da una logistica sfavorevole fino a fenomeni speculativi e al minor dinamismo industriale, ma non si può ignorare quanto la Basilicata garantisce all’intero Paese, fornendo il 70 per cento del petrolio estratto a livello nazionale, a cui si aggiungono percentuali più basse ma non inessenziali di gas. Riceviamo royalties e compensazioni ambientali per le estrazioni, ma la bilancia resta disequilibrata rispetto ai sacrifici richiesti ai lucani, che meritano ben altra attenzione da parte della politica nazionale e anche regionale”.
“La nostra economia – sottolinea Bochicchio – attraversa una fase che definire non favorevole è un eufemismo, mentre sullo sfondo si addensano scenari geopolitici tutt’altro che rassicuranti. L’intervento calmierante del Governo nazionale sui prezzi del carburante si è rivelato insufficiente e comunque risibile, tanto che in pochi giorni i prezzi sono tornati a salire oltre i livelli precedenti. Serve una strategia differente, di respiro più lungo. A questo si aggiunge l’esclusione del settore agricolo dall’azione governativa sui carburanti, un fatto grave per una regione come la Basilicata, in cui il comparto primario rappresenta una fetta importante dell’economia e ciò rischia di compromettere ulteriormente la competitività dei nostri prodotti sui mercati”.
“Infine – conclude – abbiamo numerose vertenze aperte nei settori manifatturiero e industriale che alimentano forte preoccupazione nel tessuto produttivo lucano e in tutta la società. I segnali negativi sono evidenti e impongono una riflessione immediata, per anticipare interventi di contenimento e rilancio prima che le crisi diventino ingestibili. Poi non si dica che non si erano viste arrivare. È necessario mettere al centro dell’azione politica questi nodi, destinati a essere decisivi nel breve e nel medio periodo”.

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