Araneo, oggi il libro su crisi e trasformazione dell'automobile

 

Oggi, giovedì 10 settembre, alle ore 18, presso la Villa Comunale di Melfi sarà presentato il libro di Francesco Zirpoli - professore di economia e gestione delle imprese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia - pubblicato da Laterza dal titolo "Auto distruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile". L'autore sarà presente. A introdurre sarà Davide Bubbico dell'Università di Salerno; a dialogare con lui Gerardo Evangelista per la Fim Cisl, Antonio Lamorte per la Fiom Cgil e Marco Lomio per la Uilm Uil. L'iniziativa è promossa dal gruppo consiliare M5S in Consiglio Regionale della Basilicata.

La consigliera del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo che modererà l'incontro in merito alla presentazione, dichiara: "Dico subito perché la facciamo, e perché la facciamo a Melfi. Sono nata nel 1991, l'anno in cui lo Stato decise di mettere risorse pubbliche perché la Fiat venisse a costruire in Basilicata. Quasi tutto quello che a Melfi consideriamo normale, la scuola, i negozi, le case comprate a rate, è passato per quella fabbrica. Da qualche anno stiamo imparando che può passare anche il contrario: i turni annullati con poche ore di preavviso, la cassa integrazione che da misura eccezionale diventa un modo di vivere, una tenda montata davanti a un cancello nell'ottobre del 2025 e non ancora smontata. Il libro di Zirpoli serve a capire che quello che accade a San Nicola non è una sfortuna locale. È il modo in cui l'industria europea dell'automobile sta attraversando una trasformazione che nessuno ha davvero governato, e che scarica i suoi costi sempre nello stesso punto, il più in basso. Metterlo a confronto con chi quei cancelli li ha presidiati per mesi è il senso dell’iniziativa del 10 settembre: non un dibattito tra addetti ai lavori, ma un'occasione per chiamare le cose con il loro nome davanti a chi le vive ogni giorno".

"L'area industriale di Melfi - conclude Araneo -vale circa un quarto della ricchezza prodotta in Basilicata. Su quello che le sta succedendo non possiamo continuare a discutere soltanto quando arriva un comunicato aziendale o un piano annunciato altrove. Domani proviamo a discuterne collettivamente".

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