Cifarelli "Acqua ed energia saranno tra gli asset più preziosi"

 

"La Basilicata produce e accumula una parte fondamentale dell’acqua utilizzata dal sistema idrico del Mezzogiorno, ma oggi non ha un peso adeguato nella società che governa gran parte di queste infrastrutture. È una situazione che va corretta prima che vengano perfezionate concessioni destinate a durare fino a trent’anni”. Lo dichiara il Consigliere regionale Roberto Cifarelli, annunciando una nuova interrogazione alla Giunta regionale sulla partecipazione della Basilicata alla governance di Acque del Sud S.p.A. e sulla valorizzazione energetica delle infrastrutture idriche.

“Il superamento dell’EIPLI - afferma Cifarelli - avrebbe dovuto restituire alle Regioni un ruolo nella gestione dei grandi schemi idrici. Invece Acque del Sud è nata con il capitale inizialmente interamente attribuito al Ministero dell’Economia. Non si tratta di chiudere l’acqua nei confini regionali, ma di garantire alla Basilicata una voce nelle decisioni che riguardano una delle sue principali risorse strategiche. Acque del Sud gestisce oggi invasi e infrastrutture fondamentali come Pertusillo, Monte Cotugno, Camastra, Acerenza e Genzano".

“La normativa  - precisa il Consigliere - consente che una quota fino al 5 per cento del capitale possa essere trasferita a soggetti pubblici. Chiedo quindi alla Giunta se la Regione abbia mai formalmente manifestato la volontà di entrare nella compagine societaria e, in caso contrario, se intenda farlo adesso. Occorre inoltre rafforzare - continua Cifarelli - il ruolo di Acquedotto Lucano, verificando le condizioni per una sua partecipazione industriale o operativa nel sistema di Acque del Sud".

"L’altro grande tema - sostiene il Consigliere - è quello energetico. Le dighe non valgono soltanto per l’acqua che contengono. Invasi, adduttori e salti idraulici possono produrre energia e diventare sistemi di accumulo attraverso il pompaggio. Gli operatori privati lo hanno già compreso, come dimostrano i progetti sul sistema Genzano-Serra del Corvo. La Basilicata deve comprenderlo prima di concedere per decenni l’utilizzo delle proprie infrastrutture”. Il Consigliere Cifarelli chiede quindi di verificare se le concessioni in corso consentano anche una valorizzazione energetica degli impianti e, in tal caso, di salvaguardare espressamente le prerogative della Regione.

“In questo quadro  - aggiunge Cifarelli - SEL deve diventare sempre più il braccio industriale della Basilicata nel settore energetico, anche attraverso società di progetto e partnership industriali. La Regione deve tornare nella governance strategica dell’acqua, Acquedotto Lucano deve rafforzarsi nella filiera idrica e SEL deve presidiare quella energetica”.


“Continuiamo a investire risorse pubbliche nella sicurezza e all'ammodernamento di queste infrastrutture, aumentando il valore. Sarebbe assurdo creare valore con denaro pubblico e poi rinunciare a partecipare ai rendimenti che questo patrimonio può generare. La Basilicata - conclude il Consigliere regionale - deve rientrare nella stanza in cui si prendono le decisioni. Abbiamo perso troppo terreno sulla governance dell’acqua: non possiamo perdere anche il valore energetico. Acqua ed energia saranno tra gli asset più preziosi dei prossimi decenni e la Basilicata deve partecipare al valore che producono”.

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